I SOCIOPATICI VIVONO TRA NOI.

I SOCIOPATICI VIVONO TRA NOI .

 

 

I “Sociopatici” vivono tra noi e

occupano spesso Posizioni di Potere.

Fisicaquantistica.it - Caterina Stabile – (25 Maggio 2021) – ci dice:

 

Secondo i dati statistici, i soggetti sociopatici si confondono bene con le persone “normali”, riuscendo a nascondere la loro natura da “predatori sociali”, tanto da occupare spesso perfino posizioni di potere, non solo nella sfera pubblica ma anche nella loro vita privata.

Psicopatia: le capacità di ragionamento morale degli psicopatici.

Si stima che circa l’1% delle donne ed il 3% degli uomini nella popolazione mondiale soffra di un disturbo antisociale di personalità, noto come “sociopatia”. E senza che quasi nessuno lo sappia vivono in mezzo a noi senza rivelare la loro inclinazione.

Gli esperti distinguono lo “psicopatico” dal “sociopatico”: il primo nasce con questa condizione, trattandosi di una questione patologica; il secondo è socialmente costruito, molti psicologi negano in tal caso l’influenza della componente genetica.

Il profilo dei sociopatici è quello di soggetti molto instabili emotivamente, che quando commettono crimini ed errori tendono a lasciare in giro molti indizi, a causa della loro impulsività.

 Invece gli psicopatici sono freddi e calcolatori, quindi più spietati ed attenti.

Gli esperti spiegano che la sociopatia non è una malattia psichiatrica nel senso stretto del termine, ma si riferisce piuttosto ad una serie di comportamenti considerati trasgressivi ed aggressivi. Come conseguenza la società guarda i sociopatici con una sorta di comprensione o perlomeno di titubanza.

L’identikit dei “Sociopatici”.

Per i sociopatici, solo i familiari, gli amici e la cerchia più stretta di conoscenze meritano di essere apprezzati, a patto però di non ostacolare la realizzazione dei loro desideri o misfatti.

Per questi motivi, i sociopatici sono generalmente contrari alle idee, agli interessi ed ai diritti della maggioranza della popolazione. Questo perché hanno una forte inclinazione ad esacerbare l’egocentrismo e la mancanza di rispetto nei confronti della legge.

Nel caso in cui i sociopatici vengono smascherati, cercano sempre di giustificarsi asserendo che tutto sia stato un grosso errore oppure un’ingiusta persecuzione contro di loro. Ciò non impedisce ai sociopatici di continuare a mantenere i loro peggiori atteggiamenti: impulsività, irresponsabilità, incapacità di amare, arte manipolatoria, capacità di raggirare le regole e le norme.

I sociopatici tendono inoltre a voler danneggiare fisicamente e psicologicamente coloro che mettono in dubbio la loro autorità.

Anche le loro reazioni emotive sono catastrofiche: non provano vergogna e spesso si rifiutano di imparare dai propri errori e dalle esperienze passate.

La loro personalità è dovuta a diversi fattori problematici che hanno affrontato nella vita, infatti un gran numero di studi sperimentali ritiene che i sociopatici sono dei soggetti nervosi che si lasciano andare spesso a repentini sbalzi d’umore, che facilitano la loro volubilità d’animo.

Disturbo Antisociale di Personalità: caratteristiche e sintomi.

Si tratta di individui che tormentano o destabilizzano gli altri, come ad esempio i loro dipendenti oppure ausiliari, a causa delle difficoltà ad adattarsi al lavoro di squadra.

Nonostante ciò, i sociopatici sono in grado di sperimentare una connessione emotiva con determinate persone e gruppi, purché siano dei loro ammiratori. Invece mostrano indifferenza e si comportano da individui tossici, manipolatori e bugiardi se si relazionano con gli altri.

I sociopatici sono votati a trasgressioni e sabotaggi, inoltre dimostrano quasi sempre di essere disorganizzati, impulsivi ed irresponsabili.

A questi aspetti si aggiunge poi la loro proverbiale propensione a minare la propria e altrui sicurezza. Questi aspetti del loro carattere sono dei tipici tratti dell’identikit di un sociopatico, il cui temperamento si contraddistingue per la prevalenza di malcontento e rabbia.

(Caterina Stabile - giornodopogiorno.org/2021/05/04/sociopatici-vivono-noi-esperti/)

 

L'arte di salvarsi.

Artedisalvarsi.wordpress.com – Claudileia  Lemes Dias – Shahida Arabi - (25-5-2018) – ci dice:

 

20 tattiche diverse usate da narcisisti, sociopatici, psicopatici e persone altamente manipolative per farvi tacere.

(thoughtcatalog.com/shahida-arabi/2016/06/20-diversion-tactics-highly-manipulative-narcissists-sociopaths-and-psychopaths-use-to-silence-you/)

 (Shahida Arabi, psicologa e psicoterapeuta (Columbia University).

 

Gli individui tossici come narcisisti maligni, psicopatici e persone con tratti antisociali si impegnano in comportamenti disadattivi nelle relazioni che alla fine sfruttano, sviliscono e feriscono i loro partner intimi, i familiari e gli amici.

Usano una miriade di tattiche diversive che distorcono la realtà delle loro vittime e deviano la responsabilità.

Sebbene coloro che non sono narcisisti possano impiegare alcune di queste tattiche, i narcisisti patologici li utilizzano in misura eccessiva per sfuggire alla responsabilità delle loro azioni.

Ecco le 20 tattiche diversive che le persone tossiche usano per mettervi a tacere e svalutarvi.

GASLIGHTING.

Gaslighting è una tattica manipolativa che può essere descritta in diverse varianti che ruotano attorno a tre espressioni molto comuni tra i manipolatori: “Questo non è accaduto”, “L’hai immaginato” e “Sei pazzo/a?”.

Il gaslighting è forse una delle tattiche manipolative più insidiose usate da loro perché funziona per distorcere ed erodere il vostro senso della realtà; è una tecnica che divora la vostra capacità di fidarvi di voi stessi e inevitabilmente vi impedisce di riconoscere l’abuso e i maltrattamenti per quel che sono.

Quando un narcisista, un sociopatico o uno psicopatico usa il gaslighting, potete diventare inclini ad auto ingannarvi come un modo per riconciliare la dissonanza cognitiva che potrebbe insorgere.

 Due credenze contrastanti si danno battaglia: questa persona ha ragione o posso fidarmi di ciò che ho visto e vissuto? Una persona manipolatrice vi convincerà che la prima è una verità inconfutabile, mentre la seconda è segno di una disfunzione mentale vostra.

Per resistere al gaslighting è importante radicarsi nella propria realtà – per contrastare l’effetto del gaslighting un valido aiuto è scrivere le cose appena accadono, raccontare tutto a un amico o ripetere la propria esperienza a una rete di supporto.

Il potere di avere una comunità di convalida può riportare il vostro sentire dalla realtà distorta di una persona maligna e farvi tornare a fidarvi dalla vostra guida interiore.

PROIEZIONE. Un certo segno di tossicità si configura quando una persona CRONICAMENTE dimostra di non essere disposta a vedere le proprie carenze e usa tutto ciò che è in suo potere per evitare di essere ritenuta responsabile di alcunché.

Parliamo di proiezione. La proiezione è un meccanismo di difesa utilizzato per spostare la responsabilità del proprio comportamento e tratti negativi attribuendoli a qualcun altro. Agisce, alla fine, come una digressione che nega l’atto compiuto e la responsabilità per averlo fatto.

Mentre tutti adoperiamo la proiezione in una certa misura, secondo l’esperto clinico in personalità narcisistiche Dott. Martinez-Lewi, le proiezioni di un narcisista sono spesso psicologicamente abusive.

Piuttosto che riconoscere i propri difetti, imperfezioni e malversazioni, narcisisti maligni e sociopatici scelgono di scaricare i propri tratti sui loro prossimi di modo doloroso ed eccessivamente crudele.

Anziché ammettere che l’auto-miglioramento è possibile sulla base dei propri errori, preferiscono delegare ogni responsabilità sul proprio comportamento alle vittime, che dovrebbero vergognarsi al posto loro.

Per un/a narcisista ogni forma di vergogna è tossica per sé stesso/a e va immediatamente catapultata su un’altra persona.

Ad esempio, una persona abituata alla menzogna patologica può accusare il proprio partner di raccontare frottole; un coniuge bisognoso può chiamare il marito “appiccicoso” nel tentativo di raffigurarlo come colui che è dipendente; un impiegato fannullone può accusare il proprio capo di essere inefficace nel tentativo di sfuggire alla verità sulla propria produttività.

 

Gli abusatori narcisistici amano giocare al “gioco del biasimo”. Obiettivi del gioco: vincono, perdete voi o il mondo in generale, che viene incolpato di tutto ciò che è sbagliato in loro. È il modo che hanno trovato per farvi fare da babysitter al loro fragile Ego mentre venite spinti in un mare di dubbi su voi stessi. Divertente per loro, giusto?

Soluzione? Non “proiettare” MAI il vostro senso di compassione o empatia su una persona tossica e cercate di sfuggire alle proiezioni che fanno su di voi. Come osserva l’esperto di manipolazione e autore Dott. George Simon (2010) nel suo libro In Sheep’s Clothing, proiettare la nostra coscienza e il nostro sistema di valori sugli altri ha le potenziali conseguenze di un ulteriore sfruttamento.

I narcisisti all’estremità dello spettro di solito non hanno alcun interesse per l’auto-insight o il cambiamento. È importante tagliare i legami e interrompere le interazioni con le persone tossiche il prima possibile. Focalizzatevi sulla vostra realtà e convalidate la propria identità. Non dovete vivere nel pozzo nero della disfunzione di qualcun altro.

CONVERSAZIONI ASSURDE CHE VI TRASCINANO NELL’INFERNO.

Se pensate di avere una discussione ponderata con una persona tossica preparatevi per un epico gioco mentale piuttosto che per una conversazione razionale.

Narcisisti e sociopatici maligni usano l’insalata di parole, conversazioni circolari, argomenti ad hominem, proiezione e gaslighting per disorientarvi e portarvi fuori strada quando non siete d’accordo con loro o li sfidate in qualsiasi modo. Lo fanno per screditarvi, confondervi e frustrarvi, distrarvi dal problema principale e farvi sentire in colpa per essere degli esseri umani con dei pensieri e sentimenti che potrebbero differire dai loro. Ai loro occhi il problema siete voi e la vostra intera esistenza.

Passate anche dieci minuti a litigare con un narcisista tossico e vi ritroverete a chiedervi come sia iniziata la discussione. Semplicemente non eravate d’accordo con loro sull’assurda affermazione che il cielo non è azzurro ma rosso e ora la vostra intera infanzia, famiglia, amici, carriera e stile di vita sono state attaccate senza pietà. Accade perché il vostro disaccordo intaccata la loro falsa credenza di essere onnipotenti e onniscienti, provocando una conseguente ferita narcisistica.

Ricordatevi: le persone tossiche non discutono con voi, ma essenzialmente discutono con loro stesse. Siate consapevoli dei loro lunghi monologhi drenanti. I narcisisti prosperano nel dramma e vivono di questo.

Ogni volta che provate a fornire un punto di vista che contrappone le loro asserzioni ridicole, date loro rifornimento. Non date da mangiare a queste persone – fornite a loro, andandovene, la conferma che è il loro comportamento il reale problema, non voi. Tagliate l’interazione appena potete, anticipate l’escalation delle tecniche sottraendosi ai loro giochi mentali e usate la vostra energia a rischio esaurimento per salvarvi.

DICHIARAZIONI GENERALI E GENERALIZZAZIONI.

I narcisisti maligni non sono sempre intellettualmente “avanti” – molti di loro sono mentalmente pigri. Piuttosto che prendere il tempo di considerare attentamente una prospettiva diversa, generalizzano tutto quel che vedono e tutto ciò che dite, facendo affermazioni generiche che non riconoscono le sfumature degli argomenti che sollevate, e nemmeno prendono in considerazione le molteplici prospettive che presentate. Meglio ancora, perché non mettere un’etichetta su di voi che allontana del tutto ogni vostra prospettiva?

Su una scala più ampia, le generalizzazioni e le affermazioni generali invalidano le esperienze che non rientrano negli assunti, negli schemi e negli stereotipi non supportati dalla società; sono anche usati per mantenere lo status quo.

Questa forma di digressione esagera una prospettiva fino al punto in cui un problema di giustizia sociale può diventare completamente oscurato.

Ad esempio, le accuse di stupro contro figure benvolute sono spesso accolte con la premessa che ci sono ANCHE false notizie di stupro che si verificano. È vero che ci sono false accuse, ma è ANCHE VERO che sono casi rari.

Il punto è che proprio i casi rari vengono usati per etichettare come comportamento generale, mentre il report sulla realtà della maggior parte delle accuse viene oscurato.

Queste micro aggressioni quotidiane avvengono anche in relazioni tossiche. Se fatte presente a un maltrattante narcisista che il suo comportamento è inaccettabile, potrebbe ad esempio iniziare a generalizzare il suo comportamento, a fare considerazioni generali sulla vostra ipersensibilità oppure a dire cose come “Non sei MAI soddisfatta” o “Sei SEMPRE troppo sensibile” piuttosto che affrontare i problemi reali legati al SUO modo di comportarsi.

È possibile che voi stessi vi percepite come persone ipersensibili, ma è anche possibile che l’individuo con chi avete a che fare si tratti di una persona insensibile e crudele per la maggior parte del tempo.

Aggrappatevi alla vostra verità e resistete alle affermazioni generalizzate. Rendetevi conto che sono forme di pensiero illogico, fotografate in bianco e nero, lontane dalla realtà. Le persone tossiche che brandiscono affermazioni generiche non rappresentano la ricchezza completa dell’esperienza: rappresentano, anzi, il limite della loro singolare esperienza e il senso eccessivo di Sé.

DELIBERATAMENTE TRAVISANO I VOSTRI PENSIERI, SENTIMENTI o ATTI                          FINO ALL’ASSURDITÀ.

Nelle mani di un narcisista o di un sociopatico malvagio, le vostre opinioni divergenti, le emozioni legittime e le esperienze vissute vengono tradotte in difetti di carattere e prove della vostra irrazionalità.

I narcisisti tessono racconti fantastici per riformulare quello che state effettivamente dicendo come un modo per rendere le vostre opinioni assurde o atroci.

Diciamo che fatte notare il fatto che non siete soddisfatti del modo in cui un amico tossico vi sta parlando.

 In risposta, lui o lei potrebbe mettervi le parole in bocca, dicendo: “Oh, quindi ora sei perfetto?” oppure “Quindi sono una persona cattiva, eh?” quando non avete fatto altro che esprimere i vostri sentimenti.

Ciò consente loro di invalidare il vostro diritto ad avere pensieri ed emozioni sul loro comportamento inappropriato e infonde in voi del senso di colpa quando cercate di stabilire dei limiti.

Si tratta anche di una forma popolare di deviazione e distorsione cognitiva nota come “lettura della mente”.

Le persone tossiche spesso presumono di sapere cosa state pensando e provando. Salgono cronicamente alle conclusioni basandosi sulle loro abilità innescate piuttosto che facendo un passo indietro per valutare la situazione in modo consapevole.

Agiscono, di conseguenza, in base alle proprie delusioni e fallacie, senza mai scusarsi per il danno che causano.

Dopo avervi messo le parole in bocca, vi dipingono come se avevate un’intenzione o un punto di vista stravagante che non possedevate.

Vi accusano di considerarli tossici – anche prima che abbiate la possibilità di individuare il perché dei loro comportamenti – e questo serve anche come una forma di difesa preventiva.

Semplicemente affermando “non ho mai detto questo” e andando via quando una persona continua ad accusarvi di fare o di dire qualcosa che non avete mai nemmeno pensato, aiutate a stabilire un confine in questo tipo di interazione.

Fino a quando la persona tossica avrà la libertà di biasimarvi e di divagare sul proprio comportamento, riuscirà a convincervi che siete voi le persone che si devono “vergognare”.

Lo fanno per strappare da voi qualsiasi feedback realistico possa convalidare le loro idee su di voi.

PIGNOLERIA E COSTANTE SPOSTAMENTO DEI PALI DALLA PORTA.

La differenza tra critica costruttiva e critica distruttiva è la presenza di un attacco personale e di norme impossibili.

Questi cosiddetti “critici” spesso non vogliono aiutarvi a migliorare, vogliono solo trovare il pelo nell’uovo, tirarvi giù e farvi diventare dei capri espiatori in ogni modo possibile.                                                

I narcisisti e i sociopatici abusivi usano un errore logico noto come “spostare i pali” per assicurarsi che abbiano tutte le ragioni del mondo per essere perennemente insoddisfatti di voi.

Questo è il momento in cui, anche dopo aver fornito tutte le prove del mondo per convalidare la vostra argomentazione o intraprendere un’azione per soddisfare la loro richiesta, essi stabiliscono un’altra aspettativa o chiedono maggiori prove.

Hai una carriera di successo? Il narcisista inizierà a chiedervi perché non siete ancora miliardari.

Avete dimostrato di riuscire a soddisfare i loro eccessivi bisogni, rendendovi sempre disponibili?

Ora è il momento di dimostrare che potete anche essere “indipendenti”.

I pali della porta verranno spostati sempre e potrebbero anche non essere collegati tra loro; la vostra vita diventerà un eterno rivedersi per cercare l’approvazione e la convalida del/la narcisista.

Aumentando le aspettative alzano la posta oppure la cambiano completamente.

Le persone altamente manipolative e tossiche sono in grado di infondere in voi un senso pervasivo di indegnità, quel non sentirsi “mai abbastanza”.

Sottolineando un fatto irrilevante o una cosa che avete fatto di sbagliato e focalizzandosi esclusivamente su di essa, i narcisisti riescono a distrarvi dalle vostre forze e trascinarvi nell’ossessione per eventuali difetti o debolezze.

Vi fanno pensare alla prossima aspettativa che avranno su di voi e a cosa andrete incontro. Vi ritroverete riportati all’indietro, bloccati nel tentativo di soddisfare ogni loro bisogno e per cosa? Per rendervene conto a posteriori che non hanno cambiato minimamente il modo orribile come siete trattati.

Cercate di non restare invischiati nelle parole dei pignoli che fanno ampio uso del gioco di spostamento dei pali della porta.

Se qualcuno sceglie di rivangare un punto irrilevante più e più volte fino al punto di non riconoscere il lavoro che avete fatto per trovare un punto in comune e soddisfarli, sappiate che il loro movente non è quello di capire meglio come stanno le cose.

Vogliono solo provocarvi ulteriormente e farvi essere in lotta con voi stessi per dimostrare costantemente al mondo il quanto valete. Cercate la convalidazione e l’affermazione personale dall’interno. Sappiate apprezzarvi per ciò che siete: nessuno ha il diritto di farvi sentire costantemente deboli o indegni in qualsiasi modo.

CAMBIARE L’ARGOMENTO PER ELUDERE LA RESPONSABILITÀ.

Questo tipo di tattica è ciò che mi piace chiamare la sindrome di “Chi, io?”.

È una palese digressione dal vero argomento che lavora per reindirizzare l’attenzione su un problema completamente diverso.

 I narcisisti non vogliono che vi soffermiate sul tema della responsabilità, quindi reindirizzeranno le discussioni per avvantaggiarsi. Vi lamentate della loro negligenza genitoriale? Faranno notare un errore che avete commesso sette anni prima. Questo tipo di diversione non ha limiti in termini di tempo o contenuto della materia, e spesso inizia con una frase del tipo “Che dire del tempo in cui …”

Su un macro livello, tali distrazioni funzionano per far deragliare le discussioni che sfidano lo status quo. Una discussione sui diritti degli omosessuali, per esempio, può essere deragliata rapidamente da qualcuno che introduce un altro problema di giustizia sociale solo per distrarre le persone dall’argomento principale.

Come Tara Moss, autrice di Speaking Out: A 21st Century Handbook for Women and Girls osserva, la specificità è necessaria per risolvere e affrontare i problemi in modo appropriato – questo non significa che i problemi sollevati non abbiano importanza, significa solo che il momento e la specifica questione subentrata potrebbero non essere attinenti all’oggetto della discussione.

Non lasciatevi deragliare – se qualcuno cerca di girare la frittata in questo modo, potete esercitare quello che chiamo il metodo “disco rotto”: continuate a dichiarare i fatti senza cedere alle loro distrazioni.

Reindirizzate il loro tentativo di ribaltare le cose dicendo “Non è quello di cui sto parlando. Rimaniamo concentrati sul vero problema.” Se non sono interessati, lasciateli parlare da soli e andate a spendere le vostre energie in qualcosa di più costruttivo, come avere un dibattito molto più ricco con una persona seria e non con qualcuno che ha l’età mentale di un bambino.

MINACCE NASCOSTE E PALESI.

I narcisisti abituati a maltrattare le persone, e gli individui tossici, si sentono molto minacciati quando il loro eccessivo senso di diritto, il falso senso di superiorità e il grandioso senso di sé sono messi in discussione. Sono inclini a fare richieste irragionevoli agli altri – mentre puniscono le persone per non essere all’altezza delle loro impossibili aspettative.

Invece di affrontare i disaccordi o i compromessi con maturità, decidono di distogliervi dal diritto di avere una vostra identità e delle prospettive diverse, cercando di instillare dentro di voi la paura delle conseguenze per non essere d’accordo o non rispettare le loro richieste. Per loro, qualsiasi sfida si traduce in un ultimatum: “fai questo o lo farò io” diventa il loro mantra quotidiano.

Se la reazione di qualcuno, quando cercate di stabilire dei confini oppure esprimere un’opinione diversa, è quella di minacciarvi per sottomettervi, che si tratti di una minaccia velata o di un’ammissione esplicita di ciò che pensano di fare, sappiate che si tratta del massimo segnale di allerta di una persona ha un alto senso di diritto e non ha alcuna intenzione di scendere a patti con voi.

Prendiate sul serio le minacce e mostrate al narcisista che avete capito che non si tratta di uno scherzo; documentate le minacce e segnalatele quando possibile e legalmente fattibili.

VI ASSEGNANO DEI NOMIGNOLI.

I narcisisti attaccano in modo preventivo qualsiasi cosa percepiscano come una minaccia alla loro superiorità sproporzionata. Nel loro mondo sono gli unici ad avere ragione e chiunque osi dire una cosa diversa crea una ferita narcisistica che si traduce in una rabbia narcisistica. Come afferma il Dott. Mark Goulston, la rabbia narcisistica non è il risultato di una bassa autostima, ma piuttosto di un alto senso di diritto e di un falso senso di superiorità.

Una forma di narcisismo di basso livello è ricorrere alla rabbia narcisistica sotto forma di nomignoli quando non riescono a pensare a un modo migliore di manipolare la vostra opinione o micro gestire le vostre emozioni.

Chiamarvi per nomignoli è un modo rapido e semplice per abbattervi, degradarvi e insultare la vostra intelligenza, aspetto o comportamento, invalidando il vostro diritto di pensare separatamente e di manifestare le vostre opinioni, come una PERSONA.

Rinominarvi in modo negativo può anche essere un modo per criticare le vostre convinzioni, opinioni e intuizioni.

Una prospettiva ben studiata o un’opinione informata diventano improvvisamente “stupide” o “idiote” nelle mani di un narcisista malvagio o di un sociopatico che si sente minacciato da essa e non può fare una rispettosa, convincente confutazione.

Piuttosto che ribadire con saggezza la vostra argomentazione, vi bersagliano andando sul personale e cercando di indebolire la vostra credibilità e intelligenza in ogni modo possibile.                                       È importante interrompere qualsiasi interazione implichi essere chiamati per nomignoli e comunicare che non tollererete alcun tipo di offesa. Non interiorizzate ciò che vi dicono: rendetevene conto che stanno ricorrendo ai nomignoli perché carenti di metodi di livello superiore.

CONDIZIONAMENTO DISTRUTTIVO.

Le persone tossiche vi condizionano ad associare i vostri punti di forza, talenti e ricordi felici con l’abuso, la frustrazione e la mancanza di rispetto.

 Lo fanno nascondendo in maniera segreta e palese le qualità e le caratteristiche che un tempo avevano idealizzato in voi, sabotando i vostri obiettivi, rovinando le celebrazioni, le vacanze e i giorni di riposo.

Potrebbero persino isolarvi dai vostri amici e dalla vostra famiglia e rendervi finanziariamente dipendente da loro. Come i cani di Pavlov, sarete essenzialmente “allenati” nel tempo a temere di fare le stesse cose che una volta rendevano la vostra vita appagante.

Narcisisti, sociopatici, psicopatici e persone altamente tossiche agiscono così perché desiderano distogliere la vostra attenzione da voi stessi e imponendovi di cercare un modo per accontentarli.

Se c’è qualcosa al di fuori di loro che potrebbe minacciare il controllo che hanno sulla vostra vita cercheranno in tutti i modi di distruggerla. Devono essere al centro dell’attenzione in ogni momento. Nella fase di idealizzazione eravate il centro del mondo di un/a narcisista – dopodiché sono loro a diventare il centro del vostro.

Anche i narcisisti sono naturalmente patologicamente invidiosi e non vogliono che nulla si intrometta tra loro e l’influenza che esercitano su di voi. La vostra felicità rappresenta tutto ciò che sentono di non poter avere nelle loro vite emotivamente superficiali.

Dopo tutto, se imparate che potete ottenere convalida, rispetto e amore da altre fonti, cosa vi impedisce di lasciarli?

Per le persone tossiche, un po’ di condizionamento può fare molto per farvi camminare sui gusci delle uova e farvi cadere quando vogliono, preferibilmente ad un passo di realizzare i vostri sogni.

 

 

 

 

Vaccino Anti-Cancro:

Una Cagata Pazzesca!

Conoscenzealconfine.it – ( 25 Ottobre 2022) -  Marcello Pamio- ci dice:

 

Biontech: “Entro il 2030 avremo il Vaccino anti-cancro” …Risponde Fantozzi: “Per me è una Cagata Pazzesca!”

Un articolo della prestigiosissima rivista Focus mi ha tirato su il morale, e non di poco.

La redazione mi ha illuminato, spiegandomi che la Covid avrebbe fatto accelerare la ricerca sulla tecnologia a mRNA e visto soprattutto il successo dei vaccini, ora si ritorna a parlare delle sue possibili applicazioni nella cura di melanomi e tumori!

Si esatto, soprattutto il successo dei vaccini…

 

Alla BBC la signora Özlem Türeci co-fondatrice della BioNTech (compari di merende di Pfizer) ha discusso del futuro della tecnologia a mRNA nel vaccino anticancro, dicendo che “come scienziati siamo restii ad affermare che abbiamo una cura contro il cancro”, mentre il marito, l’immunologo Ugur Sahin si è sbilanciato, dichiarando che il vaccino “lo potremmo avere prima del 2030”.

Avete già stappato il prosecco? Fantozzi no, perché dopo 69 ondate, 33 varianti, 15 sieri e milioni di malori letali, venne colto da un leggero sospetto:

“Per me il vaccino è una cagata pazzesca!”.

Sento questa ridicola cacofonia sul vaccino per il cancro da sempre. Ricordo benissimo le dichiarazioni verso la fine del XX° secolo di Umberto Veronesi.

 Risultato: lui è concime per i fiori e del vaccino nemmeno l’ombra, solo diserbante genico per una influenza!

Prima lo capiamo e meglio è per tutti: non esiste e non esisterà mai una cura per il cancro sotto forma di pastiglietta o vaccino, per il semplice motivo che il tumore non è causato da cellule diventate caotiche e anarchiche.

Se così fosse, allora il malato è un povero sfortunato perché il “male oscuro” ha colpito il suo corpo e non quello del vicino (che gli sta anche sui coglioni!).

Visione deprimente e frustrante.

Ecco perché hanno dovuto inventarsi dei capri espiatori: genetica, familiarità e se non bastasse anche i virus!

Tutte condizioni eziologiche mai dimostrate, ma semplicemente accettate come dogmi dalla nuova religione in camice bianco. Dare la colpa all’esterno (virus, genetica indotta, inquinamento, ecc.), piuttosto che mettere in discussione la propria esistenza fa comodo ai sudditi!

Sapete qual è la triste realtà? La medicina allopatica non solo brancola nel buio più totale (sul cancro come su tutte le malattie), ma viene costantemente mantenuta in questa brodaglia culturale dall’establishment (Big Pharma).

La Verità biologica (“logica della Vita”) non si deve conoscere. Il popolo non deve sapere che la Vita è magistrale, come le sue Leggi.

Se le persone vivessero la “malattia” come un Programma speciale biologico perfettamente sensato messo in atto dal cervello per un motivo ben preciso, la Vita apparirebbe ai loro occhi sotto una nuova luce, e la paura non avrebbe motivo di esserci! E senza paura non possono controllarci! Quadratura del cerchio.

Accettare questa visione vorrebbe dire cambiare il paradigma rovesciando i concetti base della medicina, e dall’altra perdere migliaia di migliaia di miliardi di introiti sul business della “malattia”.

Motivi più che validi per cercare di impedire con ogni mezzo la “vera conoscenza” che porta al risveglio delle Coscienze.

Ma non ce la faranno mai!

(Marcello Pamio - focus.it/scienza/salute/avremo-un-vaccino-anticancro-entro-il-2030)

(t.me/marcellopamio)

 

 

 

LE PROVE DEL GRAFENE NEI VACCINI:

IL PIANO PER UNO STERMINIO DI MASSA.

Lacrunadellago.net – (Set 14, 2022) -  Cesare Sacchetti- ci dice:

 

La storia del grafene nei sieri, impropriamente chiamati “vaccini”, è una storia proibita, occultata dalla cappa mediatica. Troppe sconvolgenti le conclusioni e troppo devastanti le conseguenze per coloro che hanno permesso che tali farmaci fossero distribuiti.

Tutto iniziò lo scorso anno quando il biologo spagnolo, il professor Pablo Campra dell’Università d’Almeria, rivelò i clamorosi risultati delle sue analisi sul vaccino Pfizer.

Il verdetto del microscopio parlò piuttosto chiaro. Nel siero c’era solo e soltanto una sostanza altamente tossica per il nostro organismo, il grafene.

A distanza di un anno da quelle sconcertanti conclusioni, giunge un’altra ricerca eseguita dalla dottoressa indiana Poormina Wagh.

Prima che si mettano in moto le rotative delle menzogne mediatiche, è indispensabile precisare che la dottoressa Wagh ha un curriculum esteso nei rami della virologia e della immunologia.

La scienziata vanta due dottorati di ricerca in questi due campi presso l’università britannica della London School of Hygiene & Tropical Medicine e le sue pubblicazioni sono tutte visibili presso il sito Research Gate.

 L’immunologa indiana ha anche collaborato con l’ospedale pediatrico di Cincinnati. Si tratta di una scienziata a tutti gli effetti, ma ciò non impedirà ai professionisti della disinformazione di screditare la sua reputazione.

La dottoressa Wagh ha deciso di eseguire questa ricerca sul grafene nei sieri perché vuole cercare di far arrivare al grande pubblico la verità taciuta dai media saldamente prostrati al culto del vaccino.

Assieme ad un gruppo di ricercatori di tutto il mondo ha eseguito delle analisi su 2305 campioni di sieri di dodici differenti marche di vaccino. Nella lista ci sono le marche dei vaccini più distribuiti negli Stati Uniti e in Europa Occidentale quali Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson. Ci sono anche vaccini cinesi come il Novavax e altri vaccini cubani.

Non risulta esserci il vaccino russo Sputnik sviluppato dall’istituto Gamaleya e quindi questo porta ad escludere che la Russia abbia messo nel suo preparato le sostanze che invece sono state trovate negli altri sieri.

Le conclusioni di questa ricerca così estesa sono concordanti e inquietanti al tempo stesso. Nulla di quanto dichiarato nei famigerati bugiardini risulta essere vero. Nei sieri Pfizer e Moderna non c’è né l’mRNA né la cosiddetta proteina Spike mentre in quelli di Astrazeneca e J&J non c’è l’adenovirus che avrebbe dovuto in teoria esserci.

In ogni singolo farmaco sono stati riscontrati ingredienti quali acqua, idrossido di alluminio, nano particelle metalliche e nano particelle di ossido di grafene.

Questi ingredienti non sono un composto che serve a prevenire un eventuale “contagio” del cosiddetto “COVID-19”.

Appare del tutto evidente che sono sostanze tossiche per il nostro organismo quali il grafene e l’idrossido di alluminio.Una volta che questo composto entra nell’organismo di una persona inizia a fare il suo “lavoro”, che non è altro che quello di deteriorare il sistema immunitario di chi riceve il siero.

La dottoressa Wagh è piuttosto inequivocabile nelle sue conclusioni. Questi “vaccini” sono stati distribuiti come parte di un programma per giungere “ad un massiccio de-popolamento”.

Non appare esserci altro scopo considerati gli ingredienti utilizzati per sviluppare questi farmaci.

Stanno poi emergendo al tempo stesso altri elementi che sembrano confermare le conclusioni di queste analisi di laboratorio.

È il caso dell’imbalsamatore americano Richard Hirshman. Hirshman conosce il suo mestiere molto bene, da più di 20 anni. L’imbalsamatore ha raccontato al quotidiano americano “The Epoch Times” che nei cadaveri che ha avuto modo di trattare negli ultimi mesi ha riscontrato la presenza di una sostanza che né lui nei suoi colleghi hanno “mai visto” nel corso della loro carriera.

Si tratta di “tessuti fibrosi bianchi” e ciò lascia pensare che potrebbe esserci qualche collegamento con le sostanze messe nei sieri, in particolar modo il grafene.

Il grafene può essere infatti sia di colore nero sia di colore bianco. Ma questa non è l’unica prova che avalla le conclusioni di Campra e della Wagh.

Proprio in Italia è stata condotta una ricerca da tre medici chirurgi, il dottor Franco Giovannini, il dottor Benzi Cipelli e il dottor Pisano, sul sangue delle persone che si sono sottoposte alla vaccinazione.

Anche in questo caso i risultati sono stati a dir poco sconvolgenti. Nella relazione che i tre medici hanno preparato viene riportato che nel sangue dei vaccinati ci “sono evidenti inclusioni presumibilmente di grafene in mezzo a globuli rossi fortemente conglobati attorno alle particelle esogene.”

 

Saremmo in presenza di una mutazione vera e propria del sangue dei vaccinati che ha una composizione e caratteristiche diverse da quello normale di chi non ha invece ricevuto il siero.

Il mancato isolamento del virus.

Un altro aspetto fondamentale approfondito dalla scienziata indiana è quello che riguarda l’isolamento del coronavirus. L’isolamento è il principio della “emergenza” dal momento che senza di esso non si può determinare o meno l’esistenza di un virus.

La dottoressa Wash ha chiesto al Centro per la prevenzione e la cura delle malattie degli Stati Uniti, il famoso CDC, di fornire un campione isolato e purificato del virus, ma non c’è stato nulla da fare. Il CDC non è stato in grado di assecondate tale richiesta. Il virus isolato non appare.

Altri ancora hanno provato a chiedere prova dell’isolamento del virus come ha fatto la ricercatrice canadese, Christine Massey, che ha aperto un sito dedicato all’argomento nel quale mostra tutte le sue lettere alle differenti istituzioni sanitarie internazionali.

La Massey ha scritto alle autorità sanitarie canadesi, britanniche, americane ed europee ma nessuna di queste quando gli è stato chiesto di produrre un campione del virus isolato ha saputo darle una prova dell’isolamento del cosiddetto COVID-19.

A questo punto, è d’obbligo un interrogativo. Ci si chiede quali vaccini per prevenire il “contagio” contro il COVID-19 abbiano potuto sviluppare le case farmaceutiche se fino ad oggi il virus chiamato COVID-19 non risulta nemmeno essere stato isolato?

Ugur Sahin, il co-fondatore di BionTech, ha rivelato che il vaccino Pfizer fu concepito nel giro di poche ore a gennaio del 2020.

Ma un vaccino non si sviluppa di certo in poche ore e richiede anni di ricerche e diversi test. Soprattutto c’è da considerare un altro aspetto. In quel periodo ancora non c’era un vero e proprio panico “pandemico”. L’OMS non aveva nemmeno fatto la sua dichiarazione formale di “stato pandemico” che avverrà solamente l’11 marzo del 2020.

Ciò porta ad una unica conclusione. I “grandi” gruppi farmaceutici erano già all’opera prima per preparare questi sieri e le analisi di Pablo Campra e Poormina Wagh rivelano come lo scopo non fosse certo quello di migliorare o tutelare la salute pubblica.

Lo scopo non era altro che quello annunciato da Bill Gates nel 2010 ad una conferenza della serie TEDx.

Fu in quell’occasione che Gates disse che per ciò che riguarda la riduzione della popolazione mondiale “se fosse stato fatto un buon lavoro con i vaccini” tale numero avrebbe potuto essere ridotto del 10/15%.

E quindi si spiegano perfettamente gli investimenti milionari che il fondatore di Microsoft, l’uomo dei vaccini, ha fatto negli scorsi anni in questo campo.

Fu sempre Gates ad annunciare nel 2018, due anni prima dell’inizio della “emergenza COVID”, che il mondo avrebbe dovuto prepararsi ad un evento pandemico come se avesse dovuto “affrontare una guerra”.

La cosiddetta “pandemia” dunque non è mai stata tale. Si è trattato di una operazione studiata a tavolino e preparata meticolosamente per giungere alla società che uomini come Gates e i membri del club di Davos avevano in mente.

In questa società distopica, il numero della popolazione mondiale deve essere ridotto per essere conforme ai canoni della filosofia neomalthusiana sulla quale si fonda l’ideologia globalista.

L’esistenza stessa dell’uomo viene vista come una “minaccia” dai vertici di questi poteri che si connotano per il loro feroce odio nei confronti dell’umanità intera, considera alla stregua di un ammasso di “mangiatori inutili”, l’espressione coniata dal club di Roma finanziato dalla famiglia Rockefeller.

E in questa storia troviamo sempre questi nomi. Bill Gates, Rockefeller, Klaus Schwab e Jacques Attali. Troviamo i nomi di coloro che hanno concepito questo mondo.

Nessun placebo nei vaccini.

C’è poi un altro mito da sfatare diffuso da alcuni disinformatori, ovvero quello che siano stati inseriti dei placebo nei vari lotti vaccinali.

Nulla di tutto ciò è vero come ha spiegato la scienziata indiana nella sua relazione. Se alcuni vaccinati non avvertono per ora sintomi negativi è dovuto solo al fatto che in alcuni sieri la quantità di grafene è lievemente inferiore a quella riscontrata in altri.

La distribuzione di un siero con più o meno grafene rientra in quella che si può definire come una perversa roulette russa nella quale alcuni “fortunati” evitano patologie sull’immediato ma nessuno di questi scamperà ai gravi effetti collaterali nel lungo periodo.

La dottoressa Wagh spiega che l’aspettativa di vita di chi ha ricevuto tali sostanze anche in quantitativi minori rispetto ad altri si accorcia mediamente “dai 10 ai 15 anni”.

L’ulteriore somministrazione di seconde, terze o quarte dosi serve soltanto ad accelerare il processo di progressivo decadimento dell’organismo.

Tante più dosi entrano nei nostri corpi, tanto più essi vengono definitivamente compromessi da quelli che non possono essere che definiti come veleni per la nostra salute.

In tutto questo sconcertante disegno per attentare alla salute pubblica, l’unica nota “positiva” sembra essere quella che riguardano gli effetti collaterali dei sierati che, secondo la dottoressa Wagh, non possono essere trasmessi a coloro che non hanno fatto il siero.

L’organismo prova comunque ad espellere una parte delle sostanze tossiche che ha ricevuto ma quando queste escono dal corpo sono inerti e non possono arrecare danni a chi si trova a contatto con i sierati.

Queste sono dunque le verità che scienziati indipendenti stanno cercando di far arrivare al pubblico e che non sono riusciti ancora a trasmettere ad un ampio numero di persone.

Molti vaccinati ancora probabilmente ignorano che sono stati ingannati e frodati da un sistema che aveva detto loro che tali sieri erano sicuri.

Ed è quindi giunto il momento delle domande a coloro che in Italia hanno attuato la campagna vaccinale. È necessario chiedere conto di quanto accaduto ai governi Conte e Draghi che hanno promosso questi vaccini e hanno costretto le persone a ricevere nel loro corpo tali sostanze attraverso obblighi vaccinali e certificati verdi.

Gli italiani sono stati sottoposti ad una somministrazione di massa che i fatti esposti hanno rivelato essere null’altro che un deliberato tentativo di ridurre la popolazione italiana.

(A capo di questo patto criminale vi è Klaus Schwab il guru della nuova religione mondialista! Ndr.)

C’è da chiedere conto anche all’AIFA che ha autorizzato la distribuzione di questi micidiali preparati.

C’è da chiedere conto ai responsabili di quello che è stato un attentato alla salute pubblica degli italiani senza precedenti.

Il sangue di chi ha perduto e sta perdendo la vita in questa strage attende giustizia.

 

 

 

SOCIOPATICI AL POTERE:

PERCHE' NON LI FERMIAMO.

Toba60.com – Redazione – (24 gennaio 2020) - ci dice:

Quello che avrete modo di leggere è un testo molto bello e ben fatto, che dovrebbe essere divulgato nelle scuole diffuso nei programmi televisivi e in ogni luogo dove è’ presente quella che si chiama una società civile.

Leggetelo e fatelo conoscere a quante più’ persone possibili, non è tutto ma è solo un inizio per una reale consapevolezza di un aspetto mai considerato dell’animo umano.

È una analisi che alla fine non vi lascerà indifferenti, quando si parla di leader si fa sempre riferimento al loro passato o alle loro idee e si trascura praticamente la loro autentica personalità’.

 

Prima di lasciarvi alla lettura desidero porre all’attenzione del pubblico un esempio emblematico, del significato di sociopatia, con tutte le ripercussioni legate a questa patologia, che è assai più’ diffusa di quanto si pensi.

Chi non ricorda un leader politico, (Non è il solo, il mondo ne è pieno) che anni fa menzionava i meridionali come sporchi e puzzolenti, ebbe un seguito clamoroso, supportato da gran parte della popolazione e grazie a questa presa di posizione assunse un ruolo di potere che lo proiettò’ ai vertici del panorama politico nazionale e internazionale.

Passano gli anni e lo stesso leader una volta persa la leadership si ripresenta a distanza di tempo, con uno slogan, questa volta a scapito dei negri invasori e prepotenti e tutto questo con il supporto di tutti coloro che precedentemente erano additati di Sanguisughe e Fannulloni.

Si sono invertiti i ruoli, le emozioni hanno preso il sopravvento e tutto ricomincia da dove si era iniziato, questo è un classico esempio di come una personalità’ deviata, possa trarre vantaggio da situazioni che nella loro drammaticità’, giocano un ruolo fondamentale per l’acquisizione di tutto ciò’ che un sociopatico necessita e vuole, con tutte le sue forze: IL POTERE.

I Detenuti Gestiscono L’Asilo?

Abbiamo ampiamente documentato che i sociopatici a DC e a Wall Street hanno causato la crisi finanziaria.

Ma non ci siamo resi conto di quante persone sono sociopatici.

La psicologa Martha Stout – che – istruttrice clinica in psichiatria presso la Harvard Medical School per 25 anni – stima nel suo libro The Sociopath Next Door che ben il 4% della popolazione è sociopatico privo di coscienza che non ha empatia o sentimenti affettuosi per l’uomo o gli animali.

Il 4% potrebbe non sembrare molto. Ma usando gli Stati Uniti come esempio, ciò significa che 12 milioni di americani sono sociopatici.

Poiché i sociopatici sono spietati e schiacciano i loro rivali e bruciano le istituzioni a terra per raggiungere i loro obiettivi – ma sono grandiosi nel fingere che si preoccupino delle persone – sono incredibilmente distruttivi.

I sociopatici sarebbero stati scoperti molto rapidamente in un piccolo gruppo. Ma in società enormi come la nostra, possono raggiungere posizioni di potere e influenza.

A meno che non impariamo a individuare “lupi travestiti da pecora”, continueremo a cadere preda delle loro truffe.

(Nota: altri esperti di salute mentale fissano la percentuale di sociopatici al 1-3% della popolazione, che è di 3-9 milioni di americani.)

Perché i giocatori corrotti a Wall Street e in DC non mostrano rimorso per le loro azioni distruttive …

E perché non li fermiamo?

Molti banchieri, regolatori e politici sono stati presi in giro dopo bugie e scandali dopo scandali.

Perché non sono stati svergognati da tutte le rivelazioni sul loro comportamento e castigati per la distruzione che le loro azioni stanno causando? Perché continuiamo a innamorarci degli stessi criminali? Risponderemo a ciascuna di queste domande una alla volta.

Molte delle persone che gestiscono Wall Street e DC sono – LETTERALMENTE – Psicopatici.

Secondo psicologi e sociologi, molti a Wall Street e DC non sono come te e me. Sono letteralmente psicopatici.

Reuters ha riferito:

In un sondaggio condotto su 500 dirigenti senior negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il 26 percento degli intervistati ha dichiarato di aver osservato o di avere conoscenza diretta di illeciti sul posto di lavoro, mentre il 24 percento ha dichiarato di ritenere che i professionisti dei servizi finanziari potrebbero dover impegnarsi in atti non etici o illegali condotta per avere successo.

Il sedici percento degli intervistati ha affermato che avrebbe commesso insider trading se fosse riuscito a cavarsela, secondo L’abaton Sacharow. E il 30 percento ha dichiarato che i loro piani di compensazione hanno creato pressioni per compromettere gli standard etici o violare la legge.

Un certo numero di commentatori ritiene che i numeri siano bassi, a causa dell’autodichiarazione.

Ad esempio, Richard Eskow scrive:

Ho discusso del sondaggio con alcune altre persone che hanno familiarità con il settore bancario e hanno avuto la stessa reazione che ho fatto: semmai, quei numeri sembrano bassi. Ha senso. Ammettere le tue inclinazioni criminali a uno sconosciuto totale, non è facile come dire loro il tuo colore preferito o che tipo di musica ti piace.

Come abbiamo più volte notato, gli psicopatici hanno causato la crisi finanziaria … e lo faranno ancora e ancora a meno che non vengano rimossi dal potere.

I numeri di marzo / aprile della rivista CFA notano che i tassi di psicopatici a Wall Street sono molto più alti rispetto alla popolazione generale, e riporta:

Questi “psicopatici finanziari” generalmente mancano di empatia e interesse per ciò che gli altri sentono o pensano.

Allo stesso tempo, mostrano un’abbondanza di fascino, carisma, intelligenza, credenziali, un’impareggiabile capacità di mentire, fabbricare e manipolare e un impulso alla ricerca del brivido.

Uno psicopatico finanziario può presentarsi come un candidato di lavoro a tutto tondo perfetto, CEO, manager, collega e membro del team perché le loro caratteristiche distruttive sono praticamente invisibili.

Fioriscono in settori frenetici e sono esperti nell’impiego dei sistemi e dei processi aziendali, nonché nello sfruttamento delle debolezze della comunicazione e nella promozione di conflitti interpersonali.

Note di Bloomberg:

Gli “psicopatici corporativi” alla guida delle nostre istituzioni finanziarie sono responsabili [per la crisi finanziaria].

Clive R. Boddy, più recentemente professore alla Nottingham Business School della Nottingham Trent University, afferma che gli psicopatici sono l’1 percento delle “persone che, forse a causa di fattori fisici a causa della connettività cerebrale anormale e della chimica” mancano di “coscienza, hanno poche emozioni e mostrano l’incapacità di provare sentimenti, simpatia o empatia per gli altri. “

Di conseguenza, Boddy sostiene in un recente numero del Journal of Business Ethics, che queste persone sono “straordinariamente fredde, molto più calcolatrici e spietate verso gli altri rispetto alla maggior parte delle persone e quindi una minaccia per le aziende per cui lavorano e per la società”.

In che modo le persone con difetti di personalità così evidenti riescono ad arrivare in cima a società apparentemente di successo?

Boddy afferma che gli psicopatici traggono vantaggio dalla “natura caotica relativa della società moderna”, tra cui “rapido cambiamento, rinnovo costante” e alto turnover del “personale chiave”.

Tali circostanze consentono loro di ascendere attraverso una combinazione di “fascino” e “carisma”, che rende “il loro comportamento invisibile” e “li fa apparire normali e persino essere leader ideali”.

Hanno “causato in gran parte la crisi” perché la loro “ricerca risoluta del proprio auto-arricchimento e auto-esaltazione ad esclusione di tutte le altre considerazioni ha portato ad un abbandono del vecchio concetto di “noblesse oblige”, uguaglianza, equità, o di qualsiasi reale nozione di responsabilità sociale delle imprese. “

Dice che i “loro” senza nome sembrano “non essere influenzati” dai crolli aziendali che provocano.

Questi psicopatici “si presentano come indifferentemente turbati dal caos che li circonda, non preoccupati per coloro che hanno perso il lavoro, i risparmi e gli investimenti e come carenti di rimpianti per ciò che hanno fatto.

 Mentono allegramente sul loro coinvolgimento negli eventi, sono molto convincenti nel dare la colpa agli altri per quello che è successo e non hanno dubbi sul loro valore e valore.

Sono felici di allontanarsi dal disastro economico che sono riusciti a provocare, con enormi profitti e con nuovi ruoli che consigliano i governi su come prevenire tali disastri economici “.

I rapporti indipendenti.

Mr Boddy non è solo.

Nell’acclamato libro di Jon Ronson The Psychopath Test, il professor Robert Hare [il principale esperto mondiale di psicopatia] ha detto all’autore:

“Avrei dovuto passare un po' di tempo anche in Borsa. Gli psicopatici del serial killer rovinano le famiglie. Gli psicopatici corporativi, politici e religiosi rovinano le economie. Rovinano le società “.

Un senior banker di investimenti nel Regno Unito e io [stavamo] discutendo dei tipi bancari di maggior successo che conosciamo e che cosa li spinge. Sostengo che spesso si conformano alle caratteristiche mostrate dagli psicopatici sociali. Con mia sorpresa, il mio amico è d’accordo.

Fa quindi una sorprendente confessione: “In una delle principali banche di investimento per le quali ho lavorato, abbiamo utilizzato i test psicometrici per reclutare psicopatici sociali perché le loro caratteristiche si adattavano perfettamente ai ruoli di senior corporate finance”.

Qui c’era una delle maggiori banche di investimento del mondo in cerca di psicopatici come reclute.

Un rapporto di 2.200 pagine di Anton Valukas, l’avvocato di Chicago assunto da un tribunale americano per indagare sul fallimento di Lehman … rivelò una sistematica organizzazione all’interno della banca; descrisse i fallimenti della gestione e una cultura distruttiva e interna di sconsiderata assunzione di rischi degna di qualsiasi psicopatico.

Allora perché il signor Fuld non è stato individuato e fermato? Ho concluso che è la buona vecchia questione di natura e cultura, ma con una nuova interpretazione.

A mio avviso, nella sua ricerca di una crescita senza fine, il settore dei servizi finanziari ha attivamente cercato mostri con nature come Mr Fuld e li ha nutriti con bonus e lodi.

Prendiamo ad esempio Sir Fred Goodwin di RBS. Prima di accumulare una perdita aziendale di £ 24,1 miliardi, il più alto nella storia del Regno Unito, è stato idolatrato dal Comune.

 In riconoscimento del suo lavoro nel tagliare spietatamente i costi presso la Clydesdale Bank, ottenne il soprannome di “Fred lo Squartatore”, e lo interpretò per quanto ne valesse la pena. In seguito fu descritto come “un Attila corporativo”, un titolo di cui ogni psicopatico sarebbe orgoglioso.

Abbiamo precedentemente osservato che i ricercatori hanno scoperto che il cervello degli psicopatici ha un’anomalia della dopamina che crea un impulso per i premi a tutti i costi e li fa ignorare i rischi.

Come scrive PhysOrg:

Anomalie nel modo in cui il [cervello] elabora la dopamina sono state riscontrate in individui con tratti psicopatici e possono essere collegate a comportamenti violenti e criminali.

I cervelli degli psicopatici sembrano essere collegati per continuare a cercare una ricompensa ad ogni costo, secondo una nuova ricerca della Vanderbilt University. La ricerca scopre il ruolo del sistema di ricompensa del cervello nella psicopatia e apre una nuova area di studio per capire cosa guida questi individui.

I risultati sono stati pubblicati il 14 marzo 2010 in Nature Neuro-science.

“Gli psicopatici sono spesso considerati criminali a sangue freddo che prendono ciò che vogliono senza pensare alle conseguenze”, ha detto Joshua Buckholtz, uno studente laureato nel Dipartimento di Psicologia e autore principale del nuovo studio.

“Abbiamo scoperto che un sistema di ricompensa della dopamina iper-reattiva potrebbe essere la base per alcuni dei comportamenti più problematici associati alla psicopatia, come il crimine violento, la recidiva e l’abuso di sostanze”.

Per esaminare la relazione tra dopamina e psicopatia, i ricercatori hanno usato la tomografia a emissione di positroni o PET, l’imaging del cervello per misurare il rilascio di dopamina, in concerto con un imaging magnetico funzionale, o fMRI, sonda del sistema di ricompensa del cervello.

I ricercatori hanno scoperto in quelle persone con elevati tratti psicopatici l’area della ricompensa della dopamina nel cervello … era molto più attiva mentre stavano anticipando la ricompensa monetaria che negli altri volontari.

Gli esperti ci dicono anche che molti politici condividono anche i tratti con i serial killer.

Nello specifico, il Los Angeles Times ha osservato nel 2009:

Usando la sua esperienza delle forze dell’ordine e i dati ricavati dall’unità di analisi comportamentale dell’FBI, Jim Kouri ha raccolto una serie di tratti della personalità comuni a un paio di professioni.

Kouri, che è un vice presidente del “National Assn. of Chiefs of Police”, ha assemblato tratti come il fascino superficiale, un senso esagerato di autostima, mancanza di coscienza, menzogna, mancanza di rimorso e manipolazione degli altri.

Questi tratti, sottolinea Kouri nella sua analisi, sono comuni ai serial killer psicopatici.

Ma – ed ecco la parte che può suscitare polemiche e discussioni difensive – questi tratti sono comuni anche ai politici americani. (Forse hai già sospettato.)

Sì. Omicidio violento a parte, i nostri funzionari eletti spesso mostrano molti degli stessi identici tratti caratteriali dei lavori criminali, che scappano dalla polizia ma non per l’ufficio.

Kouri nota che questi criminali sono psicologicamente capaci di commettere le loro azioni sporche senza alcuna preoccupazione per conseguenze sociali, morali o legali e senza alcun rimorso.

“Ciò consente loro di fare ciò che vogliono, ogni volta che vogliono”, ha scritto. “Ironia della sorte, questi stessi tratti esistono in uomini e donne che sono attratti da posizioni di alto profilo e potenti nella società, compresi i titolari di cariche politiche”.

“Mentre molti leader politici negheranno la valutazione in merito alle loro somiglianze con i serial killer e altri criminali in carriera, fa parte di un profilo psicopatico che può essere utilizzato nella valutazione dei comportamenti di molti funzionari e legislatori a tutti i livelli di governo”.

Rimarremo pertanto senza potere se assumiamo che le super élite siano “come noi”.

Nota: in effetti, contrariamente ai comuni stereotipi americani – e mentre la ricchezza non indica necessariamente se qualcuno è una persona buona o cattiva – gli studi dimostrano che i super-ricchi tendono ad essere meno empatici e hanno maggiori probabilità di imbrogliare rispetto a quelli con una ricchezza più modesta.

A meno che non impariamo a individuare “lupi travestiti da pecora”, continueremo a cadere preda delle loro truffe.

A meno che non rimuoviamo gli psicopatici dal potere, causeranno sempre più distruzione.

I detenuti gestiscono ancora il manicomio.

Chiunque conosca Jamie Dimon, Lloyd Blankfein o gli altri “leader” di Wall Street può dirti che non sono cambiati un po' dal 2008.

Non si pentono del loro ruolo nella crisi finanziaria. Non si sentono in colpa per il fatto che i contribuenti hanno dovuto salvarli ancora e ancora … e che hanno usato quei soldi per arricchirsi e attaccarli al ragazzino.

Come osserva l’Independent:

L’onorevole Ronson riferisce:

“I dipartimenti di giustizia e le commissioni giudiziarie di tutto il mondo hanno accettato la tesi di Hare secondo cui gli psicopatici sono semplicemente incurabili e tutti dovrebbero concentrare le proprie energie invece sull’imparare a sradicarle”.

Ma, lungi dall’essere sradicati, sono ancora al loro posto e spesso in posizioni di potere ancora maggiore.

Come avverte Mr Boddy:

“Gli stessi psicopatici corporativi, che probabilmente hanno causato la crisi per la loro avidità e avarizia che cercano se stessi, stanno ora consigliando ai governi come uscire dalla crisi. Inoltre, se la teoria degli psicopatici corporativi sulla crisi finanziaria globale è corretta, ora siamo lontani dalla fine della crisi. Anzi, è solo la fine dell’inizio. “

Dico la stessa cosa dal 2008.

Ralph Waldo Emerson ha Detto:

“Chi sei tu, parla così forte, che non riesco a sentire quello che stai dicendo.” È come un ladro che è stato arrestato 5 volte per furto con scasso. Anche se dice al giudice tutte le cose giuste al momento della sentenza, il giudice gli lancerà comunque il libro.

Se il ladro è nominato a capo di una commissione governativa sulla corruzione, pensi che le persone avranno fiducia nella commissione o nelle sue azioni proposte?

[Quelli al potere] potrebbero dire cose carine su come riparare l’economia, sostenere il sistema finanziario e aiutare i cittadini americani, ma la gente non ci crede più. Sono stati dimostrati bugiardi una volta di troppo.

L’unica cosa che può ripristinare la fiducia nell’economia e nel sistema finanziario è di sostituirli tutti (catrame e piume) con leader onesti che faranno ciò che è meglio per il popolo.

Dimentica il “debito tossico” a cui continuano a riferirsi i capi parlanti. L’unico modo per ripristinare la fiducia è sbarazzarsi dei “leader tossici” che hanno causato il disordine.

Ho notato ad ottobre:

La richiesta principale dei manifestanti egiziani era che Hosni Mubarak e i suoi compari lasciassero il potere.

Perché le richieste dei manifestanti americani dovrebbero essere mantenute ad un livello superiore?

Come osserva l’ex capo economista del FMI Simon Johnson, l’industria finanziaria americana ha effettivamente catturato il nostro governo in un “colpo di stato”, uno stato di cose che è al centro di molte crisi dei mercati emergenti e che la ripresa fallirà a meno che non si rompa  l’oligarchia finanziaria che sta bloccando le riforme essenziali.

Gli Stati Uniti sono diventati una cleptocrazia, un’oligarchia, una repubblica delle banane, uno stato socialista o fascista … che agisce senza il consenso dei governanti. Esiste una relazione simbiotica maligna tra i leader governativi e i loro compari, che rende una manciata ricca alla depressione pubblica (allo stesso modo in cui la famiglia Mubarak ha incassato tra 40 e 70 miliardi di dollari tra tangenti e clientelismo).

Ricorda, Mubarak fece finta di offrire concessioni o di negoziare più volte. Ma i manifestanti non ne avrebbero avuto nulla. Hanno chiesto il congedo di Mubarak.

Gli stessi despoti del governo (Bernanke e il resto dei tirapiedi della Fed, Geithner e vari altri allumi e protettori Goldman di Robert Rubin) e gli stessi manipolatori di Wall Street (Blankfein, Dimon, ecc.) Sono ancora sui loro troni che causano malizia.  Nulla cambierà mentre questi ragazzi sono ancora in carica.

Perché gli americani – come gli egiziani – non possono chiedere che i barboni vengano buttati fuori?

Mentre i manifestanti americani non hanno bisogno di fornire alcun elenco di richieste ufficiali spezzare la cattiva alleanza che sta distruggendo il nostro paese e rimuovere i vampiri sia dal governo che da Wall Street che sono i principali responsabili del blocco delle riforme è una domanda perfettamente valida da sola.

Come dice Gordon Duff, redattore senior di Veterans Today, negli Stati Uniti è “il momento del cambio di regime“.

Perché non li fermiamo?

Abbiamo precedentemente notato:

Biologi e sociologi ci dicono che il nostro cervello si è evoluto in piccoli gruppi o tribù.

Come esempio di quanto profondamente l’ambiente di piccoli gruppi abbia influenzato il nostro cervello, Daily Galaxy sottolinea:

 

La ricerca mostra che uno dei modi più potenti per stimolare più acquisti è l’approvazione delle celebrità.

I neurologi dell’Università Erasmus di Rotterdam riportano che la nostra capacità di valutare l’opportunità e il valore non funziona normalmente se un oggetto è approvato da un volto noto.

Questo illumina il nucleo caudato dorsale del cervello, che è coinvolto nella fiducia e nell’apprendimento. Si accendono anche le aree collegate alla memoria a lungo termine. Le nostre menti si identificano eccessivamente con le celebrità perché ci siamo evoluti in piccole tribù. Se conoscevi qualcuno, allora ti conoscevano. Se non ti eri attaccato a vicenda, probabilmente eri amico.

Le nostre menti funzionano ancora in questo modo, dandoci l’idea che le celebrità che continuiamo a vedere sono i nostri conoscenti. E vogliamo essere come loro, perché ci siamo evoluti per odiare essere fuori dalla folla.

Le scansioni cerebrali mostrano che il rifiuto sociale attiva aree cerebrali che generano dolore fisico, probabilmente perché nella preistoria l’esclusione tribale equivaleva a una condanna a morte.

E le scansioni dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale mostrano che quando ci sentiamo socialmente inferiori, due regioni del cervello diventano più attive: l’insula e lo striato ventrale.

L’insula è coinvolta nella sensazione di affondamento intestinale che provi quando ti senti così piccolo. Lo striato ventrale è legato alla motivazione e alla ricompensa.

In piccoli gruppi, li conoscevamo tutti estremamente bene.Nessuno poteva davvero ingannarci sul tipo di persona che erano, perché eravamo cresciuti interagendo con loro per tutta la nostra vita.

Se un membro della tribù si travestisse e fingesse di appartenere a un’altra tribù, lo vedremmo in un baleno. Sarebbe come vedere tuo padre in costume: lo riconosceresti abbastanza rapidamente, vero?

Come mostra l’esempio di celebrità, il nostro cervello può essere facilmente ingannato dalle persone nella nostra grande società moderna quando attribuiamo erroneamente a loro il ruolo di essere qualcuno di cui dovremmo fidarci.

È vero anche il contrario. Le parti del nostro cervello che sono cablate per riconoscere rapidamente “nemici esterni” possono essere ingannate nella nostra enorme società moderna, quando sono davvero le persone che conosciamo vestite come l ‘”altra squadra”.

I nostri cervelli presumono che possiamo dire la verità dalla finzione, perché si sono evoluti in gruppi molto piccoli in cui conoscevamo tutti estremamente bene e di solito potevano vedere da soli ciò che era vero.

Dall’altro lato della medaglia, un leader tribale che parlava di una buona partita ma rubava e abusava costantemente del suo gruppo sarebbe immediatamente cacciato o ucciso. Non importa quanto bene parlasse, i membri della tribù vedevano immediatamente cosa stava facendo.

Ma in un paese di centinaia di milioni di persone, in cui la classe politica è protetta dal resto del paese, le persone non sanno davvero cosa stanno facendo i nostri leader per la maggior parte del tempo.

Li vediamo solo per un paio di minuti quando tengono discorsi, appaiono in foto o vengono intervistati. È quindi molto più facile per un lupo travestito da pecora che in un ambiente di piccoli gruppi.

In effetti, i sociopatici sarebbero stati scoperti molto rapidamente in un piccolo gruppo. Ma in società enormi come la nostra, possono raggiungere posizioni di potere e influenza.

Come nell’esempio di sostegno alle celebrità, i nostri cervelli eseguono programmi sviluppati per un ambiente (un piccolo gruppo) in cui non viviamo più, e quindi ci portano fuori strada.

Come il punto cieco nel nostro specchietto retrovisore, dobbiamo imparare a compensare e ad adattarci alle nostre imperfezioni, o potremmo essere ostruiti.

Bloomberg nota che questa dinamica si è diffusa anche a Wall Street:

Fino all’ultimo terzo del XX secolo, scrive, le compagnie erano per lo più stabili e lente al cambiamento. L’occupazione a vita era un’aspettativa ragionevole e le persone salivano di livello.

Questo ambiente stabile significava che gli psicopatici corporativi “sarebbero stati notati e identificabili come manager indesiderati a causa delle loro personalità egoiste egoistiche e di altri difetti etici”.

Per Wall Street – un ambiente aziendale in rapida evoluzione e altamente dinamico, se mai ce ne fosse uno, specialmente quando le aziende si trasformavano da partnership private in società pubbliche con requisiti di rendicontazione trimestrali – i problemi sono iniziati quando questi incantatori si sono diretti verso gli uffici di importanti istituti finanziari istituzioni.

Quindi, secondo la” Teoria degli psicopatici corporativi della crisi finanziaria globale” di Boddy, questi uomini sono stati “in grado di influenzare il clima morale di tutta l’organizzazione” per esercitare “un potere considerevole”.

Le persone sono anche cablate per credere alle grandi dichiarazioni dei nostri leader, anche se sono ridicole:

Come scrisse Adolph Hitler in Mein Kampf :

 

Tutto ciò è stato ispirato dal principio – che è del tutto vero in sé – che nella grande menzogna esiste sempre una certa forza di credibilità;

perché le grandi masse di una nazione sono sempre più facilmente corrotte negli strati più profondi della loro natura emotiva che consapevolmente o volontariamente;

e quindi nella semplicità primitiva delle loro menti cadono più facilmente vittime della grande menzogna che della piccola menzogna, dal momento che spesso essi stessi raccontano piccole bugie in piccole cose ma vergognarsi di ricorrere a menzogne ​​su larga scala.

Non gli sarebbe mai venuto in mente di fabbricare colossali falsità e non avrebbero creduto che gli altri avrebbero potuto avere l’impudenza di distorcere la verità in modo così infame.

Anche se i fatti che lo dimostrano possono essere portati chiaramente alla loro mente, dubiteranno e vacilleranno e continueranno a pensare che potrebbero esserci altre spiegazioni.

 Perché la menzogna grossolanamente impudente lascia sempre tracce dietro di sé, anche dopo che è stata inchiodata, un fatto che è noto a tutti i bugiardi esperti in questo mondo e a tutti coloro che cospirano insieme nell’arte di mentire.

Allo stesso modo, il ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, scrisse:

Gli inglesi seguono il principio secondo cui quando si mente, si dovrebbe mentire in grande, e attenersi ad esso. Continuano a mentire, anche a rischio di sembrare ridicoli.

La scienza ha ora contribuito a spiegare perché la grande menzogna è efficace.

Come ho già sottolineato in un altro contesto:

Psicologi e sociologi ci mostrano che le persone razionalizzeranno ciò che i loro leader stanno facendo, anche quando non ha senso …

I sociologi di quattro importanti istituti di ricerca hanno indagato sul perché così tanti americani credessero che Saddam Hussein fosse dietro l’11 settembre, anni dopo che divenne evidente che l’ Iraq non aveva nulla a che fare con l’11 settembre .

I ricercatori hanno scoperto, come descritto in un articolo sulla rivista Sociological Inquiry (e ristampato da Newsweek):

Molti americani hanno sentito il bisogno urgente di cercare una giustificazione per una guerra già in corso.

“Ci riferiamo a questo come” giustificazione inferita, perché per questi elettori, il semplice fatto che eravamo impegnati in guerra ha portato a una ricerca post-hoc per una giustificazione per quella guerra. *

“Le persone stavano fondamentalmente inventando giustificazioni per il fatto che eravamo in guerra”

“Volevano credere nel legame [tra l’11 settembre e l’Iraq] perché li ha aiutati a dare un senso a una realtà attuale. Quindi la capacità degli elettori di sviluppare razionalizzazioni elaborate basate su informazioni errate, sia che pensiamo che sia positivo o negativo per la pratica democratica, dimostra almeno un’impressionante forma di creatività.

* La grande menzogna sembra essere tanto efficace in [questioni finanziarie] come nella guerra militare.

 

Lo psichiatra Peter Zafirides, MD, mi ha inviato un eccellente articolo che spiega perché le persone buone difendono i sistemi cattivi:

Dal busto della bolla immobiliare e del crollo dei mutui a Bernie Madoff e Jerry Sandusky , ai candidati e alle campagne politiche, non sembra passare una settimana prima che un’altra storia di corruzione e scandali scoppi.

E molto prevedibilmente, le seguenti domande sembrano sempre seguire:

“Come hanno potuto cavarsela con questo?”

” - o -”

“Perché qualcuno non ha detto o fatto nulla al riguardo?”

Perché manteniamo un sistema o un’istituzione in cui viviamo – un governo, un’azienda o un matrimonio – anche quando chiunque altro può vedere che sta fallendo miseramente? Perché resistiamo al cambiamento anche quando il sistema è corrotto o ingiusto?

Un nuovo articolo in Current Directions in Psychological Science rivela le condizioni in cui siamo motivati ​​a difendere lo status quo, un processo psicologico chiamato “giustificazione del sistema”.

Le persone sono motivate a difendere lo status quo [specialmente quando esiste una minaccia esterna, le persone dipendono dal sistema, non c’è scampo o le persone sentono poco controllo sulla propria vita].

Possiamo scegliere di recuperare il nostro potere.

La buona notizia è che possiamo crescere ed evolvere.

Mentre i nostri cervelli hanno molti modi di pensare e di elaborare le informazioni integrati, sono anche incredibilmente” plastici “. Possiamo imparare, evolvere e superare i nostri cablaggi – o almeno compensare i nostri punti ciechi.

Non siamo condannati a essere fuorviati dagli inserzionisti di Madison Avenue e dai dittatori spietati, dalle frodi scientifiche e dai fondamentalisti.

Possiamo scegliere di crescere come specie e rivendicare il nostro potere di decidere il nostro futuro.

Come scrive il dottor Zafirides:

La ricerca sui nostri [punti ciechi psicologici predefiniti] non dovrebbe essere schiacciante o demoralizzante.

Semmai può davvero aiutare a illuminare coloro che sono frustrati, quando le persone non insorgono in quello che sembrerebbe il loro miglior interesse.

La consapevolezza di questa tendenza psicologica in tutti noi è il primo passo nel cercare di minimizzare il suo impatto. La consapevolezza è fondamentale se si spera di cambiare significativamente i sistemi.

Secondo il dott. Kay:

“Se vuoi capire come far accadere il cambiamento sociale, devi capire le condizioni che fanno sì che le persone resistano al cambiamento e ciò che le rende aperte a riconoscere che il cambiamento potrebbe essere una necessità.”

Questo è vero se il cambiamento che uno desidera è individuale o sociale.

Ma non disperare! A livello individuale o sociale, il cambiamento avviene assolutamente. La consapevolezza e la conoscenza sono la prima parte del processo.

Non mollare mai la lotta.

Non dubitare mai di quanto sei veramente potente.

(Washington Blog).

 

 

 

 

 

Le Persone per Bene

sanno chiedere Scusa.

Conoscenzealconfine.it – (25 Ottobre 2022) - Roberto Nuzzo – ci dice:

 

In Canada (Alberta) si sta lavorando per un’Amnistia post Covid.

La premier dell’Alberta (una delle province del Canada Occidentale), Danielle Smith, ha detto che sta lavorando a un piano per graziare i residenti che sono stati multati o arrestati per aver infranto i protocolli covid e si è scusata con i canadesi non vaccinati che hanno subito “discriminazione”.

“Sono profondamente dispiaciuta per chiunque sia stato inappropriatamente sottoposto a discriminazione a causa del loro status vaccinale”, ha detto sabato la premier.

“Esaminerò la gamma di multe in sospeso che ci sono ancora, per ottenere un consiglio legale su quali possiamo annullare e concedere un’amnistia”.

“Sono profondamente dispiaciuta per ogni dipendente del governo che è stato licenziato dal lavoro a causa del suo stato di vaccinazione e gli do il benvenuto se vogliono tornare”.

Il commento della Smith segna la prima volta che il leader di una provincia canadese si scusa per aver discriminato i non vaccinati, secondo “Rebel News”.

Il Canada aveva alcuni dei mandati per i covid più severi al mondo, tra cui rendere obbligatorie le vaccinazioni nei luoghi di lavoro regolamentati a livello federale, chiudere le attività per mesi e arrestare i cittadini se fossero stati trovati a violare i protocolli di blocco.

(Roberto Nuzzo - foxnews.com/us/canadian-leader-considers-dropping-covid-lockdown-charges-apologizes-unvaccinated) – (t.me/robertonuzzocanale).

 

 

 

PREPARARSI A COMBATTERE CON

ARMI BIOLOGICHE? STRATEGIA NAZIONALE

DI BIODIFESA USA DA 88 MILIARDI DI DOLLARI.

Nogeoingegneria.com - Michael Nevradakis Ph.D – (25 OTTOBRE 2022) – ci dice:

 

 Ha davvero qualcosa dei tempi finali, e a livello di simulazione è stato mostrato da tempo, come nei videogiochi e nei film distopici. Si arriverà davvero a un’escalation totale? Giocano tutti i livelli e si preparano. “ESSI VIVONO” e sembrano voler mostrare la loro logica di “morte creativa” con tutti i mezzi.

È tempo di rendersi conto e di capire, è tempo di fermare questo film e di avere un’altra visione di un altro mondo, è tempo di proiettare altri film sullo schermo mentale, altrimenti sarà davvero il tempo finale.

Il nostro campo mentale conta.

A proposito del seguente articolo: I vaccini e le armi biologiche sono UNA industria.

Quando ci si rende conto che l’industria dei vaccini e quella delle armi biologiche sono la stessa cosa, il quadro generale diventa più chiaro.

L’esperto di armi biologiche Francis Boyle, JD, Ph.D., ha affermato che la nuova strategia di difesa biologica nazionale da 88 miliardi di dollari dell’amministrazione Biden segnala che gli Stati Uniti stanno espandendo la loro industria della guerra biologica «allo scopo di condurre una guerra biologica».

 Martedì l’amministrazione Biden ha annunciato una nuova strategia nazionale di bio-difesa da 88 miliardi di dollari che delinea i piani del governo su come rispondere a future pandemie, emergenze di salute pubblica e minacce biologiche.

Il lancio della «Strategia nazionale di biodifesa e piano di attuazione per contrastare le minacce biologiche, migliorare la preparazione alla pandemia e raggiungere la sicurezza sanitaria globale» includeva la firma del National Security Memorandum-15 (NSM-15).

Gli elementi chiave della nuova strategia includono la rapida produzione e distribuzione di vaccini e test diagnostici e il rafforzamento della sicurezza sanitaria globale.

La strategia include anche un nuovo quadro per il ruolo del governo federale durante una crisi futura, che pone la Casa Bianca al centro di qualsiasi risposta del genere, coordinando le azioni di più agenzie federali.

La Casa Bianca ha affermato che la nuova strategia adotta gli insegnamenti della pandemia di COVID-19.

In un’intervista con” The Defender”, il professore di diritto internazionale dell’Università dell’Illinois Francis Boyle, JD, Ph.D., un esperto di armi biologiche che ha redatto il “Biological Weapons Anti-Terrorism Act “del 1989, ha dichiarato:

«Sembra che l’enorme quantità di denaro qui, 88 miliardi di dollari in cinque anni, quando lo si aggiunge a ben oltre, direi, forse 130 miliardi di dollari [in spese per la bio-difesa] dall’11 settembre 2001, significa che si stanno attrezzando fino a combattere la guerra con armi biologiche in tutto il mondo».

Boyle ha detto a The Defender che tra l’ottobre 2001 e l’ottobre 2015 il governo federale ha speso 100 miliardi di dollari «per scopi di guerra biologica».

«Per metterlo in prospettiva», ha detto, «in dollari costanti, il progetto Manhattan per sviluppare la bomba atomica è stato di 40 miliardi di dollari».

Pianificare le richieste di sviluppo, distribuzione di nuovi vaccini entro 130 giorni.

La nuova strategia di biodifesa di Biden include il rapido sviluppo e la diffusione di nuovi vaccini e strumenti diagnostici che prevede in risposta a qualsiasi futura «minaccia biologica».

Secondo il piano della Casa Bianca, queste «minacce biologiche» potrebbero essere «naturali, accidentali [o] intenzionali», «con il potenziale di avere un impatto significativo su esseri umani, animali (domestici e selvatici), piante e ambiente e di avere un impatto negativo influiscono sulla salute, sull’economia, sulla società e sulla sicurezza».

Secondo STAT, gli obiettivi del piano includono:

Essere in grado di testare nuovi agenti patogeni entro 12 ore.

Messa a disposizione del pubblico dei test rapidi entro 90 giorni.

Riutilizzo dei farmaci esistenti entro 90 giorni.

Sviluppare vaccini entro 100 giorni.

 

Produzione sufficiente del nuovo vaccino per l’intera popolazione statunitense entro 130 giorni e “per la popolazione globale ad alto rischio” entro 200 giorni.

Sviluppo di nuovi trattamenti entro 180 giorni.

Nel giustificare la nuova strategia, un alto funzionario anonimo dell’amministrazione Biden citato da” The Hill “ha detto:

«Noi… sappiamo che il rischio di un’altra pandemia così grave o peggiore del COVID è una vera minaccia. La nuova Strategia Nazionale di Bio-difesa delinea quindi una visione audace… verso un mondo libero da pandemie e incidenti biologici catastrofici».

Secondo “Defense One”, altri obiettivi contenuti nel piano includono «rilevare la diffusione di agenti patogeni prima ancora che i pazienti inizino a mostrare sintomi come la febbre» e «aumentare il numero di kit di test diagnostici di decine di migliaia entro una settimana».

Un ulteriore elemento del piano è «ripristinare la comunità, l’economia e l’ambiente dopo una pandemia o un incidente biologico», ha riferito The Hill.

Il piano dell’amministrazione Biden include anche disposizioni per la preparazione contro il «rilascio accidentale di agenti biologici e le minacce poste da gruppi terroristici o avversari che cercano di utilizzare armi biologiche».

Notando che il COVID-19 «ha evidenziato che gli Stati Uniti e il mondo sono vulnerabili alle minacce biologiche, siano esse naturali, accidentali o intenzionali», il piano afferma:

«È un interesse vitale degli Stati Uniti prepararsi, prevenire, rilevare, rispondere e riprendersi dalle minacce biologiche in patria e all’estero».

«Pertanto, contrastare le minacce biologiche, promuovere la preparazione alla pandemia e raggiungere la sicurezza sanitaria globale sono le massime priorità di sicurezza nazionale e internazionale per gli Stati Uniti».

«Andando avanti, gli Stati Uniti devono trasformare radicalmente le loro capacità di proteggere la nostra nazione dalle minacce biologiche e promuovere la preparazione alla pandemia e la sicurezza sanitaria in modo più ampio per il mondo».

Secondo STAT, un alto funzionario anonimo dell’amministrazione Biden ha dichiarato martedì: «una delle cose importanti che il COVID ci ha insegnato è che dobbiamo essere in grado di muoverci molto più velocemente per contrastare le minacce pandemiche e dobbiamo anche essere preparati a minacce per eventi completamente sconosciuti>.Lo stesso funzionario ha affermato che il piano include obiettivi molto alti che non sono scientificamente fattibili al momento, ma potenzialmente potrebbero essere entro un decennio.

Secondo il funzionario, questi nuovi sviluppi possono prendere di mira le 26 famiglie di virus che infettano gli esseri umani, «per molti dei quali siamo molto meno preparati dei coronavirus».

Il Congresso lo finanzierà?

Alcuni hanno messo in dubbio il prezzo del piano e la volontà del Congresso di approvarne il finanziamento.

Uno degli elementi della nuova strategia è il suo collegamento a una richiesta del marzo 2022 al Congresso per 88 miliardi di dollari di finanziamenti in cinque anni per «preparazione alla pandemia e bio-difesa», una richiesta che finora si è «fermata».

Questi fondi sono destinati, in parte, a «finanziare nuove ricerche per prevedere i focolai prima che diventino pandemie» e «accelerare i test rapidi per anticipare dove si stanno muovendo i virus», ha affermato “Defense One”.

Parte di questo denaro proverrà dal finanziamento di base delle agenzie federali coinvolte in questa strategia, ma non è chiaro se il Congresso abbia «molto appetito per la spesa sanitaria pubblica aggiuntiva», secondo STAT, che ha osservato che «i repubblicani al Congresso si sono rifiutati alle recenti richieste di finanziamento delle risposte in corso al vaiolo delle scimmie e al COVID-19».

Secondo la Casa Bianca, la nuova strategia «si basa sull’annuncio dell’USAID [Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale] all’inizio di quest’anno che ha impegnato 150 milioni di dollari alla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations [CEPI] per accelerare lo sviluppo di vaccini salvavita e contromisure contro le minacce biologiche».

La Casa Bianca ha incluso anche 1,4 miliardi di dollari in «finanziamenti iniziali» forniti all’inizio di quest’anno al «nuovo rivoluzionario Fondo per intermediari finanziari per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie presso la Banca mondiale».

Boyle ha descritto gli 88 miliardi di dollari di finanziamento previsto nei prossimi cinque anni come «una drammatica escalation» senza «nessuna giustificazione da legittime ragioni scientifiche».

Ha osservato che dal 2015, il governo federale ha «stanziato da 5 a 6 miliardi di dollari all’anno per scopi di guerra biologica, il che, essendo prudente, significherebbe una somma totale dall’11 settembre 2001, fino ad ora, di $ 135- $ 140 miliardi».

A suo avviso, questo denaro viene stanziato «per espandere ulteriormente l’industria della guerra biologica statunitense… allo scopo di condurre una guerra biologica» e invece «avrebbe dovuto essere speso per la salute pubblica del popolo americano».

«Dietro tutto questo trovi Tony».

Parte del prezzo della nuova strategia di bio-difesa sembra essere diretta al «reclutamento, formazione e sostegno di un solido e permanente quadro di operatori sanitari in tutti i 50 stati», nelle parole di un alto funzionario dell’amministrazione Biden citato da Reuters.

Riferendosi ad esso come un «esercito della salute pubblica», STAT ha riferito che questo «quadro di operatori sanitari» includerà «tecnici di laboratorio, veterinari e operatori sanitari della comunità, non solo per rilevare meglio le malattie emergenti, ma anche per rispondere ad esse».

A sua volta, “Defense One “ha riferito che la strategia «mira ad aumentare il numero di operatori sanitari locali» e «tradizionali operatori sanitari in prima linea», ma anche molte nuove posizioni «relative alla ricerca e alla raccolta di dati», tra cui «l’espansione del campo epidemiologico del CDC programma ufficiale» e «portare più epidemiologi in ogni Stato».

L’amministrazione Biden ha anche affermato di essere «impegnata ad aiutare almeno 50 paesi a rafforzare le proprie capacità locali», «rafforzare la forza lavoro della sanità pubblica sia negli Stati Uniti che a livello globale» e «stabilire meccanismi internazionali per rafforzare la sicurezza dei laboratori», secondo STAT.

Per alcuni, i «meccanismi internazionali» possono ricordare gli sforzi recenti e in corso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per stabilire un rinnovato «trattato pandemico globale» – sforzi in cui gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Biden hanno svolto un ruolo di primo piano.

Come riportato in precedenza da” The Defender”, l’amministrazione Biden ha espresso ampio sostegno a un «trattato sulla pandemia» e in precedenza ha guidato i negoziati su questo tema.

Nella sua intervista con” The Defender”, Boyle ha anche tracciato collegamenti tra la nuova strategia dell’amministrazione Biden e gli sforzi per sviluppare il «trattato pandemico».

Facendo riferimento all’ordine esecutivo firmato di recente dall’amministrazione Biden sul «progresso della biotecnologia e della bio-produzione», Boyle ha osservato che fa menzione di «ricerche dual use [cioè per uso sia civile che militare, ndt] preoccupanti e ricerche che coinvolgono potenzialmente pandemie e altri agenti patogeni ad alte conseguenze».

Per Boyle, «ricerca dual use» si riferisce allo sviluppo di «armi da guerra biologica sia offensive che difensive», osservando che «quando si tratta di guerra biologica, difesa significa offesa».

«Se stanno dicendo che stanno facendo tutto questo per scopi difensivi, è perché stanno anche pianificando un uso offensivo di armi da guerra biologica, con la difesa per difendersi nel caso in cui gli avversari rispondano in natura», ha aggiunto Boyle.

Questo si collega quindi al «trattato pandemico», secondo Boyle, osservando che il dottor Anthony Fauci ha stretti legami con il comitato esecutivo dell’OMS:

«Se ricordi, Trump ci ha tirato fuori dall’OMS. Il primo atto che Biden ha fatto è stato quello di rimetterci nell’OMS… e ha nominato Tony Fauci come rappresentante del governo degli Stati Uniti nel comitato esecutivo dell’OMS».

«Quindi lo stesso ragazzo che sostiene questa “doppia ricerca di preoccupazione” sta anche implementando, supervisionando questo nuovo trattato dell’OMS».

La strategia di Biden «richiede anche meccanismi internazionali che possano aiutare a rafforzare la sicurezza dei laboratori e le pratiche di bio-protezione in tutto il mondo», soprattutto alla luce delle «domande sui rischi e sui benefici della ricerca sui virus potenzialmente pericolosi», inclusa la fuga di notizie dai laboratori di Wuhan per la teoria del COVID-19.

Ciò potrebbe indicare che Biden sta cercando di espandere la ricerca sul guadagno di funzione a livello globale. Come riportato di recente da” The Defender”, le strutture che conducono tali ricerche, inclusa una struttura in cui è stato sviluppato un ceppo presumibilmente «più letale» della variante COVID-19 Omicron, sono attualmente in fase di espansione negli Stati Uniti.

Il guadagno di funzione si riferisce alla «manipolazione di agenti patogeni per renderli più pericolosi», nella speranza di «anticipare un focolaio futuro».

Come parte della nuova strategia, è stata firmata una «struttura di coordinamento politico per la bio-difesa tra le agenzie governative con la supervisione della Casa Bianca», ha riferito Reuters.

Secondo “The Hill”, questo memorandum «delinea la struttura di coordinamento per la bio-difesa tra le agenzie federali, indirizza le agenzie a dare la priorità alla bio-difesa, indirizza la comunità dell’intelligence a tenere traccia dei paesaggi delle minacce in evoluzione e garantisce che il governo riveda e aggiusti continuamente le priorità».

Boyle, un critico esplicito della ricerca sul guadagno di funzione, ha affermato che sembra che tale ricerca sarà parte integrante della nuova strategia di bio-difesa dell’amministrazione Biden.

«È chiaro nel linguaggio che stanno andando avanti a tutto vapore nell’abusare del DNA, dell’ingegneria genetica, del guadagno di funzione, della biologia sintetica, dello splicing genico, CRISPR-Cas9, per sviluppare armi da guerra biologica» ha detto a “The Defender”.

Ha affermato che il trattato sulla pandemia dell’OMS proposto include un linguaggio su «misure per fornire supervisione e riferire sui laboratori che lavorano per alterare geneticamente gli organismi al fine di aumentare la patogenicità e la trasmissibilità».

Per Boyle, «questo significa lavoro di guadagno di funzione, usando e abusando dell’ingegneria del DNA, della biologia sintetica, CRISPR-Cas9. Questo è nel trattato dell’OMS».

«Tutto si lega», ha aggiunto Boyle. «L’ordine esecutivo, la strategia di bio-difesa, il trattato dell’OMS. Trovi Tony Fauci dietro a tutto questo».

«Quando sommi tutto questo, mi sembra che si stiano attrezzando per prepararsi a condurre una guerra biologica offensiva e prepararsi per la difesa, affinché altri stati rispondano con armi da guerra biologica» ha aggiunto Boyle.

Il piano richiede il coordinamento tra le agenzie federali sotto il controllo della Casa Bianca.

La nuova strategia di bio-difesa dell’amministrazione utilizzerà più di 20 agenzie federali, mentre «la supervisione della strategia sarà alla Casa Bianca, sotto il consigliere per la sicurezza nazionale».

Secondo un alto funzionario dell’amministrazione Biden, la nuova strategia «indirizza la comunità dell’intelligence statunitense a monitorare le minacce e garantire che gli Stati Uniti» si adattino continuamente a questo panorama di minacce in evoluzione «tenendo esercitazioni annuali», per «prevenire epidemie e incidenti biologici prima che succedere», ha riferito Reuters.

Questo potrebbe far venire in mente esercizi e simulazioni che hanno avuto luogo appena prima dell’epidemia di COVID-19, vaiolo delle scimmie e antrace, che sembravano prevedere, con notevole somiglianza, cosa sarebbe successo.

Secondo la nuova strategia di Biden, i capi delle agenzie federali competenti «attueranno la strategia di bio-difesa, nonché le strategie correlate come la strategia di sicurezza sanitaria globale degli Stati Uniti e includeranno attività legate alla bio-difesa … all’interno della loro pianificazione strategica e dei processi di bilancio».

Ci si aspetta anche che le agenzie federali si coordinino tra loro e con le agenzie non federali su questioni relative alla «impresa di bio-difesa».

La nuova strategia è un una sfida altissima o una meta irraggiungibile?

Oltre alle domande sui finanziamenti, alcuni hanno anche messo in dubbio la fattibilità del nuovo piano.

“Defence One” ha scritto che il raggiungimento di alcuni degli obiettivi «alti» della strategia «richiederà un aumento degli sforzi di raccolta dei dati presso le strutture di ricerca in tutto il mondo», oltre a incrementare in modo significativo una serie di altri sforzi relativi alla ricerca, osservando che la amministrazione «non ha specificato esattamente in quali tecnologie investirà».

Secondo “Defense One”, potrebbe essere necessario sviluppare «nuovi approcci alla ricerca sull’RNA» per «attenuare le pandemie», oltre a «nuove forme di vaccini a base vegetale» che potrebbero «consentire l’aumento graduale della produzione di vaccini di ordini di grandezza».

Un anonimo alto funzionario dell’amministrazione Biden citato da “Defense One” ha riconosciuto che gli altissimi obiettivi previsti dal piano «non sono possibili oggi, ma queste capacità possono essere raggiunte e sono alla nostra portata con le giuste risorse nei prossimi 5-10 anni».

Assumere più operatori sanitari potrebbe anche rivelarsi difficile per l’amministrazione Biden a causa della carenza di infermieri che dovrebbe crescere entro il 2025, insieme alla incombente «carenza di altri operatori sanitari».

(Michael Nevradakis Ph.D.)

 

 

 

 

L’UE PREPARA L’AUTUNNO-INVERNO 2023 –

RESO PUBBLICO UN DOCUMENTO INQUIETANTE.

Nogeoingegneria.com- (24 OTTOBRE 2022) - Redazione – ci dice:

 

Un nuovo preoccupante documento dell’UE mostra che lo stato di biosicurezza deve essere potenziato in stretta collaborazione con l’OMS.

Un nuovo documento mostra la caduta dell’UE nell’ortodossia della biosicurezza.

L’UE si impegna ad applicare lockdown, passaporti vaccinali, obbligo di mascherine con un accordo “legalmente vincolante” sulle pandemie globali.

L’Unione Europea si è impegnata a continuare a usare questo inverno le chiusure, gli obblighi di mascherina, i lasciapassare vaccinali e altre misure restrittive per contenere la diffusione del COVID-19, e si è anche impegnata a creare un trattato “legalmente vincolante” sulle pandemie globali con al centro “un’OMS rafforzata”.

 

Il documento pubblicato il 2 settembre, intitolato “Risposta dell’UE alla COVID-19: prepararsi per l’autunno e l’inverno 2023“, è stato preparato dalla Commissione europea (l’esecutivo dell’UE) e inviato al Parlamento europeo.

Questo dimostra quanto la leadership dell’UE si sia innamorata della nuova ortodossia della biosicurezza e non fa ben sperare per la futura gestione delle malattie infettive nell’UE e nel mondo.

In relazione alle chiusure e alle altre restrizioni, si propone un quadro di indicazioni chiave da valutare nel momento in cui si decide la reintroduzione di misure non farmacologiche”.

Questi parametri comprendono i dati relativi alle malattie gravi e all’occupazione degli ospedali. È importante notare che non riguardano solo il COVID-19 ma anche l’influenza, quindi queste misure possono rientrare nella normale gestione della malattia invernale e continuare a tempo indeterminato.

Si propone un obbligo di mascheratura come “prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità”, con la preferenza per le mascherine FFP2.

L’uso di mascherine negli spazi pubblici chiusi, compresi i trasporti pubblici, può essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità. Recenti prove dimostrano che le mascherine FFP2, facilmente reperibili nell’UE/SEE, hanno un effetto protettivo maggiore nella Comunità rispetto alle mascherine mediche o in tessuto. Gli Stati membri sono quindi invitati a considerare il loro utilizzo in determinate situazioni.

Il documento raccomanda di introdurre preventivamente restrizioni al lavoro a domicilio e agli incontri prima dell’aumento delle infezioni, per evitare la necessità di “misure più dirompenti come i lockdown, la chiusura di aziende e scuole, la raccomandazione di rimanere seduti e le restrizioni di viaggio”. Si sottolinea che è necessario un “impegno politico” per far funzionare le chiusure e le altre misure.

Altre misure, come lavorare da casa o limitare i raduni di massa, si sono dimostrate efficaci per limitare la trasmissione del virus.

Se adottate prima che i casi aumentino, queste misure possono evitare provvedimenti dirompenti come le serrate, la chiusura di negozi e scuole, il consiglio di rimanere a casa e le restrizioni di viaggio. L’impegno politico e il coinvolgimento della comunità sono fondamentali per il successo e l’efficacia delle misure non farmacologiche.

L’unico aspetto positivo del documento è stata la chiara affermazione che l’istruzione e la vita dei bambini non devono essere ulteriormente stravolte, anche se la chiusura delle scuole non è stata esclusa nemmeno in questo caso.

La pandemia COVID-19 ha sconvolto la vita dei bambini e dei giovani, influenzando la loro vita quotidiana, l’istruzione, la salute, lo sviluppo e il benessere generale. È quindi importante tenere presente l’impatto negativo delle interruzioni scolastiche sulla salute e sullo sviluppo dei bambini. L’attuazione degli interventi nelle scuole dovrebbe essere ridotta al minimo e si dovrebbero prevenire ulteriori interruzioni dell’apprendimento.

Il documento si pronuncia contro le restrizioni ai viaggi – la libertà di viaggiare e l’abolizione delle frontiere interne sono articoli di fede per l’UE. Tuttavia, raccomanda l’uso del certificato di vaccinazione digitale dell’UE (cioè il certificato di vaccinazione, sebbene sia riconosciuta anche l’immunità naturale) ogniqualvolta le restrizioni ai viaggi siano “necessarie” e si vanta di quanto sia già diffuso.

Gli Stati membri possono fare affidamento sul certificato digitale Covid dell’UE se la situazione epidemiologica di questo autunno e inverno richiede la reintroduzione temporanea di restrizioni ai viaggi.

Il regolamento dell’UE sul certificato digitale Covid, che è stato prorogato fino a giugno 2023, fornisce il quadro necessario per gestire l’impatto delle restrizioni alla libera circolazione e facilitare i viaggi.

Garantisce che i cittadini possano beneficiare di certificati interoperabili e reciprocamente riconosciuti di vaccinazione, test e recupero della COVID-19.

In linea di principio, i titolari di certificati digitali Covid validi per l’UE non dovrebbero essere soggetti a ulteriori restrizioni quando viaggiano all’interno dell’UE.

Il certificato digitale Covid dell’UE è un grande successo in quanto offre al pubblico uno strumento accettato e affidabile in tutta l’UE (e in diversi Paesi terzi) e impedisce la frammentazione dei diversi sistemi nazionali.

 Al 1° agosto 2022, 75 Paesi e territori dei cinque continenti sono collegati al sistema di certificati digitali dell’UE (30 Stati membri dell’UE/SEE e 45 Paesi e territori non appartenenti all’UE) e molti altri Paesi hanno espresso interesse ad aderire al gateway o sono già in fase di discussione tecnica con la Commissione. Il certificato digitale Covid dell’UE diventa così uno standard globale.

Il sistema di certificati digitali COVID dell’UE è sufficientemente flessibile per adattarsi all’evoluzione della risposta COVID 19. Eventuali adeguamenti del periodo di validità dei certificati rilasciati per la prima vaccinazione di richiamo potrebbero rendersi necessari alla luce di ulteriori evidenze scientifiche e dell’evoluzione della pandemia.

Ciò che non viene menzionato, ovviamente, è la motivazione dei passaporti.

Che senso ha limitare la libertà di viaggiare delle persone non vaccinate (o non sufficientemente vaccinate) se i vaccinati non hanno meno probabilità di diffondere la malattia? Questa importante domanda rimane completamente senza risposta.

Per quanto riguarda la vaccinazione, il documento definisce 15 “obiettivi”, “priorità” e “azioni” per le strategie di vaccinazione COVID-19.

Questi includono la “priorità” di incoraggiare l’adozione del vaccino originale (per i ceppi covidi estinti) da parte di tutti i bambini e gli adolescenti idonei, insieme al punto d’azione di garantire che i medici di base dedichino un tempo adeguato alla vaccinazione (non hanno nient’altro da fare?).

Il documento suggerisce che le vaccinazioni di richiamo dovrebbero essere somministrate ogni tre mesi, poiché dopo sei mesi sono di scarso beneficio.

Il documento invita inoltre i governi a contrastare la “disinformazione” nei media e su Internet per garantire “messaggi chiari, coerenti e basati su prove di efficacia che dimostrino la costante sicurezza ed efficacia dei vaccini COVID-19”.

Il documento collega le preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino a “narrazioni anti-occidentali e anti-UE” e a siti web che si occupano anche della guerra in Ucraina. I punti d’azione per i vaccini includono (sottolineatura mia):

Continuare le strategie nazionali di vaccinazione COVID-19 utilizzando i vaccini attualmente disponibili per ridurre le ospedalizzazioni, le malattie gravi e i decessi.

Colmare le lacune vaccinali. Migliorare la copertura della vaccinazione iniziale e della prima dose di richiamo tra le persone idonee, compresi i bambini e gli adolescenti idonei secondo i calendari di immunizzazione nazionali, rimane una priorità. Ciò è particolarmente importante per le popolazioni a più alto rischio di progressione della malattia e per i Paesi con tassi di vaccinazione più bassi.

Mantenere una capacità di immunizzazione sufficiente, riattivando i centri di immunizzazione o utilizzando altre risorse, come i medici di base.

Somministrazione prioritaria di una dose di richiamo aggiuntiva (seconda o successiva dose) per alcuni gruppi di popolazione: Persone di età pari o superiore a 60 anni e persone di qualsiasi età a rischio di malattia grave (ad esempio, persone con malattie concomitanti, persone immunocompromesse e donne in gravidanza).

 Si dovrebbe prendere in considerazione anche la formazione di aggiornamento per gli operatori sanitari e le strutture di assistenza a lungo termine. I richiami successivi possono essere somministrati già tre mesi dopo l’ultimo richiamo, anche se la priorità deve essere data alle persone che hanno ricevuto l’ultimo richiamo più di sei mesi fa.

L’efficacia e la sicurezza dei vaccini [nuovi e] adattati devono essere monitorate attentamente una volta iniziata l’introduzione su larga scala.

Se necessario, le strategie nazionali di immunizzazione dovrebbero essere modificate man mano che si rendono disponibili ulteriori prove sulle prestazioni di questi vaccini.

Implementare e, ove possibile, coordinare iniziative e strategie di comunicazione efficaci per incoraggiare l’assunzione di dosi aggiuntive di vaccino e promuovere il completamento della prima serie di vaccinazioni tra coloro che non l’hanno ancora fatto. Dovrebbero essere fornite informazioni chiare sulle motivazioni delle raccomandazioni e sui benefici della vaccinazione iniziale e di richiamo per i diversi gruppi di popolazione, compresi quelli già malati.

Garantire la capacità di aggiornare regolarmente la strategia di comunicazione pubblica in base agli sviluppi epidemiologici e ai cambiamenti nella percezione e nell’atteggiamento del pubblico nei confronti della pandemia in corso e della vaccinazione COVID-19, compresa la capacità di monitorare e rispondere rapidamente alle informazioni false o fuorvianti.

Aumentare la fiducia nel vaccino monitorando e rispondendo alle domande e alle preoccupazioni del pubblico, spiegando le basi scientifiche delle raccomandazioni e sfatando la disinformazione e la disinformazione nei media tradizionali e nei social media.

Messaggi chiari, coerenti e basati su prove di efficacia che dimostrino la sicurezza e l’efficacia dei vaccini COVID-19 sono fondamentali. Rivolgersi alle popolazioni difficili da raggiungere attraverso comunicazioni personalizzate e utilizzare gli operatori sanitari e i leader della comunità come fonti di informazione affidabili.

Affrontare la dimensione politica del rifiuto del vaccino e delle campagne di disinformazione legate a narrazioni anti-occidentali e anti-UE. Tra le sfide particolari ci sono i canali in cui circola la disinformazione nel contesto di altre crisi, in particolare l’aggressione militare russa contro l’Ucraina.

Il documento ribadisce con forza l’impegno dell’UE per un nuovo trattato sulle pandemie “giuridicamente vincolante” con al centro un’OMS rafforzata e stanzia più di mezzo miliardo di euro per la sua attuazione.

Infine, l’UE ritiene fondamentale fare tesoro degli insegnamenti tratti dalla pandemia COVID-19 e rafforzare l’architettura sanitaria globale, con un’OMS rafforzata al centro.

L’UE è determinata a essere una forza trainante nei negoziati per un nuovo accordo internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, nonché per emendamenti mirati a rafforzare il Regolamento sanitario internazionale del 2005.

Questi processi complementari sono una priorità per l’UE e offrono un’opportunità storica per trovare soluzioni multilaterali a sfide comuni basate sui principi di solidarietà collettiva, equità, giustizia, inclusione e maggiore trasparenza.

 Inoltre, il nuovo Fondo per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie (FIF), per il quale Team Europe ha già impegnato almeno 588 milioni di euro, fornirà finanziamenti per sostenere la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, compresa l’attuazione del Regolamento sanitario internazionale rivisto e della nuova Convenzione internazionale sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie.

Il documento fa anche riferimento a una futura “strategia dell’UE per la salute globale” che “fornirà il quadro politico con priorità, governance e strumenti che consentiranno all’UE di parlare con una voce influente e di sfruttare al meglio la capacità del Team Europa di proteggere e promuovere la salute a livello globale”.

Si tratta di un documento molto preoccupante. Per quelli di noi che ancora si aggrappano alle strategie per le pandemie basate sull’evidenza prima del 2020, che mirano a mitigare l’impatto costruendo capacità di assistenza medica d’emergenza e trovando trattamenti sicuri ed efficaci, piuttosto che introdurre metodi intrusivi, dannosi e non provati per prevenire la diffusione di una malattia che è comunque innocua per la maggior parte delle persone, questo non fa presagire nulla di buono per l’attuale direzione di marcia in Europa e nel mondo.

(health.ec.europa.eu/system/files/2022-09/2022_covid-19_prep-autumn-winter_en.pdf)

 

 

 

SOCIOPATICO AD ALTO

FUNZIONAMENTO: VITA REALE.

Cristinapolitano.it – Cristina Napolitano – (24-5-2020) – ci dice:

Sociopatico ad alto funzionamento è un termine di psicologia popolare per definire un individuo che, sebbene rientri in quello che la psichiatria definisce Disturbo Antisociale di Personalità (ASPD), non presenta le caratteristiche tipiche, come ad esempio incapacità di conformarsi alle norme sociali e giuridiche, incapacità di autocontrollo finanziario e di mantenere un’attività lavorativa con continuità.

Come riconoscere un sociopatico ad alto funzionamento.

Tendenzialmente non prova empatia, è una persona fredda, che sa fingere le emozioni e che raramente sperimenta il senso di colpa (nell’ASPD, invece, empatia, emotività genuina e senso di colpa sono totalmente assenti), possiamo dire che è solo la consapevolezza delle ripercussioni che alcuni comportamenti potrebbero avere su se stesso (prima che sugli altri e sulla società) ad imporgli di fermarsi e di non oltrepassare la sottile linea che lo distingue da un sociopatico a basso funzionamento. 

Il sociopatico ad alto funzionamento è socialmente integrato, dunque. Possiamo definirlo quasi come il sociopatico della porta accanto, un camaleonte sociale in grado di ad adattarsi all’ambiente a seconda del suo scopo, spesso dotato di una spiccata intelligenza e cultura, carismatico e tendenzialmente affascinante è in grado di mantenere una relazione e/o il posto di lavoro (fintanto che li desidera).

Iperattivo, attento ai dettagli, minuzioso, capace di leggere gli altri, sono tutte caratteristiche che spesso lo rendono una persona di successo.

L’aggressività in questi soggetti è presente, ma non è esplosiva. Prediligono la manipolazione, lo sfruttamento del prossimo per i propri scopi, il controllo; mentono e creano castelli di scuse molto articolati e credibili. Sono falsi, quasi mai autentici, è facile che in una discussione attribuiscano all’interlocutore i propri difetti, quasi in cerca di una reazione. Quella reazione che diventerà subito occasione per fare la vittima.

Sembrano tante persone in una (come dicevo prima, è un camaleonte sociale), sa essere cattivo, buono, irresponsabile, premuroso, sadico, gentile.

Ovviamente ogni cosa viene usata per raggiungere il suo scopo, quindi se qualcuno osa allontanarsi dalla sua manipolazione e dalle sue bugie potrebbe lusingarlo; e se questo non dovesse funzionare, un minuto dopo potrebbe insultarlo e colpevolizzarlo per quelle stesse caratteristiche per cui poco prima lo aveva lusingato. In una relazione amorosa, queste caratteristiche rendono molto difficile al partner separarsi.

Cos’è la sociopatia.

Spiegare cosa sia la sociopatia è molto complicato, poiché come dicevo prima non si tratta di una categoria diagnostica a sé. Risulta dunque fondamentale dare uno sguardo più ampio, concentrandoci su dove si colloca la sociopatia all’interno dello scenario psichiatrico. Sociopatia e psicopatia sono termini comuni per descrivere un disturbo che rientra in quello che viene chiamato Disturbo antisociale di personalità (ASPD).

All’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) esso si trova all’interno del Cluster B (ovvero tutti quei disturbi caratterizzati da comportamenti “emotivi”, scarsa empatia, scarso altruismo, eccessivo egocentrismo), insieme al Disturbo Narcisistico di Personalità, al Disturbo Istrionico di Personalità e al Disturbo Borderline di Personalità. Non è un caso che il Disturbo Antisociale di Personalità porti con sé molti tratti della personalità narcisistica.

 

I ricercatori sono abbastanza concordi nel ritenere che la sociopatia non sia genetica, ma derivi da fattori ambientali (accudimento ricevuto e storia familiare, traumi infantili, infanzia e adolescenza con abusi fisici, emotivi, ecc.), motivo per cui i principali sintomi riconducibili ad un disturbo antisociale di personalità nascono e si sviluppano fin da bambini. Gli studi condotti ci portano a dire che questo tipo di disturbo è più frequente nella popolazione maschile che in quella femminile. Questo è il motivo per cui mi riferisco al sociopatico con il genere maschile. Non perché donne sociopatiche non esistano, ma perché la maggior parte sono uomini.

Differenza tra sociopatico e psicopatico.

Sociopatico e psicopatico, spesso, nel linguaggio comune, vengono usati come sinonimi. Così come la sociopatia, anche la psicopatia rientra nel Disturbo Antisociale di Personalità.

L. Michael Tompkins, psicologo e co-direttore della “San Francisco Bay Area Center for Cognitive Therapy” ritiene che la principale differenza tra le due categorie stia nel fatto che lo psicopatico non ha una coscienza, mentre il sociopatico sì. Quando uno psicopatico mente non ha alcun scrupolo o senso di colpa, anzi, farà di tutto per non essere scoperto. Nel sociopatico la coscienza è presente, ma è debole. Sa che ciò che fa è sbagliato e può sentirsi in colpa, ma questo non lo fermerà da compiere il gesto.

Sociopatico ad alto funzionamento: i segnali.

Come riconoscere un sociopatico ad alto funzionamento?

Se dovessi stilare un elenco di segnali direi:

 

intelligenza superiore, mancanza di empatia, egocentrismo e narcisismo.

inizialmente appaiono perfetti, in virtù del loro essere camaleontici si adattano perfettamente a ciò che il partner (o potenziale tale) desidera.

manipolazione e controllo, meticolosità, vittimismo, perversione sessuale.

Attenzione però alle diagnosi facili, queste caratteristiche costituiscono sicuramente dei campanelli d’allarme, ma non sono sufficienti a definire una persona “sociopatica ad alto funzionamento”. Una diagnosi, oltre a dover essere formulata da un professionista, necessita di conoscenze approfondite circa la storia di una persona.

Come comportarsi con un sociopatico ad alto funzionamento.

Essere familiare, amico o partner di un sociopatico ad alto funzionamento può essere davvero difficile ed estenuante. Le discussioni potrebbero durare ore, giorni, settimane e la cosa frustrante è che avrà sempre ragione lui, non c’è spazio per le ragioni dell’altro. Minerà la tua autostima giorno dopo giorno, a tal punto da farti sentire grata per averlo al tuo fianco.

Passata una prima fase di apparente perfezione, utile a creare il collante, le caratteristiche che ho presentato precedentemente escono fuori. Come, a che intensità e quando è lui a deciderlo, tutto dipende da qual è il suo scopo e quali ostacoli incontra.

Facciamo un esempio. Se utilizzerà la rabbia per ottenere ciò che vuole, osserverà la reazione dell’interlocutore. Se questo si allontanerà, allora utilizzerà la carta del vittimismo per farlo tornare sui suoi passi. Uno schema tipico, soprattutto all’interno di una relazione amorosa.

Inventerà una storia, per giustificare la sua esplosione di rabbia che sarà così accorata da provocare in chi l’ascolta il senso di colpa di essersi allontanato. Alla fine, il “cattivo” non sarà più lui che ha urlato, ma l’altro/a per averlo abbandonato e a non aver capito quanto stesse male.

Il fatto che ci sia del buono in ognuno di noi, ahimè, spesso, è un mito. Proprio questo “buono” da cercare e trovare rende difficile abbandonarlo, spingendo il partner a tollerare, sopportare, giustificare e perdonare i suoi comportamenti.

 

Appaiono sempre nel giusto, perché inventano storie. E se serve, hanno a disposizione storie per spiegare le storie. Tutte estremamente credibili.

Sanno essere affascinanti e stare in loro compagnia può essere davvero piacevole. All’interno di una relazione amorosa, se la partner vuole continuare a stare insieme a lui, beh, inizierà a mentire a se stessa, a difenderlo e a colpevolizzarsi distorcendo la realtà.

Ecco perché terminare una relazione con un soggetto sociopatico diventa davvero complesso, la realtà non è più la realtà (osservando la quale chiunque scapperebbe a gambe levate). La realtà, diventa quello che vogliamo vedere.

Come aiutare un sociopatico.

Sembra che per la sociopatia non vi sia una cura. O almeno, non è ancora stata individuata una terapia farmacologica che possa definirsi risolutiva.

Una terapia psicologica, invece, soprattutto se di stampo sistemico relazionale o cognitivo-comportamentale, può essere indicata anche se non ci sono evidenze nette in questo senso.

Un grande problema in questo senso è che il sociopatico, anche quello ad alto funzionamento, non sente di aver bisogno di aiuto. il sociopatico non pensa affatto di essere un malato e quindi non sente di avere qualcosa da “curare”.

Il sociopatico che arriva a chiedere aiuto psicologico, quasi sempre, lo fa per problemi correlati o conseguenti al disturbo, come ansia, depressione, abuso di sostanze oppure giungono da un professionista a seguito di invio da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Come difendersi da un sociopatico.

Non voglio dilungarmi troppo perché tanto, se non vogliamo vedere qualcosa mentiremo a noi stessi, quindi tutto quello che dirò sarà semplicemente il problema di qualcun altro. Per questo voglio farti solo tre domande, che tra l’altro valgono sempre, in ogni relazione, sia essa familiare, amorosa, amicale e con chiunque, sociopatico o no.

La persona con cui stai:

Mantiene le sue promesse? Puoi contare su di lui? Ti rispetta?

Se la risposta che ti arriva subito in mente non è un netto e deciso “sì!” (e solo tu sai qual è la prima cosa che istintivamente risponderesti), fermati a pensare se vale la pena di dedicarti a una persona così.

Sociopatici iperattivi famosi al cinema e in tv.

“Non sono uno psicopatico, Anderson, sono un sociopatico ad alto funzionamento, informati”.

 È così che Sherlock Holmes (interpretato da Benedict Cumberbatch nella serie tv Netflix “Sherlock”) si autodefinisce, correggendo il giudizio di chi lo ritiene pazzo in virtù della sua eccentricità: proprio quell’eccentricità che gli consente di osservare, registrare e ricollegare dettagli infinitesimali, costruire palazzi della memoria, potenziare a dismisura le funzioni cognitive, sbalordire il mondo con le sue inferenze fulminanti e smascherare i delitti e le ipocrisie della vita sociale.

Sherlock però non è il solo personaggio di film e serie tv ad essere definito “sociopatico ad alta funzionalità”, categoria che sembra adattarsi a una varietà di personaggi seriali che rispondono a un codice morale del tutto idiosincratico, spesso discutibile, a volte deprecabile, eppure perfettamente adatto ai progetti che perseguono con straordinaria determinazione.

Ovviamente, all’interno di film e serie tv, i personaggi sono romanzati. Quindi le “diagnosi” sono spesso poco accurate, “spicciole” direi.

Ad esempio, la definizione di “sociopatico ad alta funzionalità”, per Sherlock non sembra del tutto corretta, infatti il personaggio ha un forte senso morale, seppur mascherato da uno sbandierato cinismo.

Oltre a Sherlock, nel grande mondo delle serie tv, troviamo molti altri esempi di “sociopatico ad alta funzionalità).

 

Sheldon Cooper di “The Big Bang Theory” e Barney Stinson di How I Met Your Mother rientrano a modo loro nella classe degli asociali iper-performativi, pur mantenendosi sempre nei limiti della legge.

Tyrion Lannister di “Game of Thrones”, Harvey Specter di “Suits”, Ragnar Lothbrock di “Vikings” fanno parte della categoria dei “buoni”, sebbene siano disposti a giocare sporco per raggiungere i loro obiettivi, talvolta agendo ai limiti del consentito.

Va sottolineato però che la dicotomia buono/cattivo nelle serie tv è molto labile, trattandosi appunto di personaggi romanzati. Per esempio, Dexter Morgan è considerato un buono, nonostante ciò che fa.

Addentrandoci nel mondo dell’immoralità seriale, troviamo sicuramente Frank Underwood di House of Cards, incredibilmente compromesso dal punto di vista morale, etico e legale.

Arriviamo poi ai delinquenti seriali, come ad esempio Walter White di “Breaking Bad”, Tyrell Wellick di “Mr. Robot” o Dexter Morgan di “Dexter”, personaggi talvolta connotati da elementi “buoni”, motivazioni “buone” ma che sprofondano nell’illegalità più totale commettendo atti crudeli, sadici e privi di ogni moralità.

L’ultima tipologia riguarda i sadici, pensiamo a Ramsey Bolton di “Game of Thrones”, Negan di The Walking Dead per i quali la malvagità è un fine, piuttosto che un mezzo.

Quando ti puoi rivolgere ad uno psicologo.

Se ti senti intrappolato/a in una relazione con una persona che rispecchia la descrizione che ho fatto precedentemente, c’è solo una cosa che puoi fare.

Non è aiutare lui, perché come ho detto, è rarissimo che un sociopatico si renda conto che ciò che fa ferisce, umilia e devasta un’altra persona. Tutto ciò richiede empatia e capacità di formulare un pensiero sul proprio funzionamento mentale e sulle proprie azioni.

Puoi tuttavia aiutare te stesso/a.  Rivolgendoti ad uno psicologo infatti puoi imparare a proteggerti e, qualora lo desiderassi, potresti trovare in te stesso/a le risorse necessarie per porre fine ad una relazione tossica.

Tutto dipende da ciò che vuoi. Se vivi una relazione con una persona sociopatica ti sembrerà strano, ma ciò che vuoi tu ha un valore. Puoi scegliere.

 

 

 

L'era della post-verità:

un cambiamento socio-culturale pericoloso.

Pensierocritico.eu – redazione – (10-7-2022) – ci dice:

Nel 2016 l'Oxford Dictionary annunciò di aver decretato "post-truth" (post-verità) come parola dell'anno.

Una scelta imposta da una significativa novità: nella formazione dell'opinione pubblica ormai i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in questo contesto la verità diventa irrilevante.

I drammi del Novecento, dovuti ai totalitarismi, hanno portato a vedere la verità come autoritaria e violenta.

 Si è dunque, lentamente, fatta strada l'ipotesi di opporre alla concezione antica della verità, basata su una rigorosità fattuale e storica e su una razionalità fondata su principi e inferenze, una molteplicità di interpretazioni che combinassero valori, idee, credenze, esperienze ed emozioni.

Negli ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di sfruttare il potere persuasivo dei social media. L'emergere della post-verità indica un profondo cambiamento culturale nella società.

Un cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni.

Infatti nel corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e realtà.

 Si andava affermando una concezione che enfatizza l'esistenza di un mondo di forme socio-culturali malleabili, fluide o fragili, di cui la "modernità liquida" di Baumann costituisce la più efficace e nota immagine.

Negli ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di sfruttare il potere persuasivo dei "social media".

Anche il concetto di realtà ha cambiato statuto: la perdita di autorità delle istituzioni tradizionali che strutturavano la nostra vita sociale e politica: famiglia, chiese, partiti politici, sindacati, corporations ne è la prova.

Il vero pericolo della post-verità è che quando non esiste più nessun criterio per distinguere i discorsi validi da quelli meno validi, si impongono i discorsi e le idee dei soggetti più potenti, organizzati o aggressivi.

 La fine della presidenza Trump, e la sua esclusione forzata dai social media, è la prova di quest'affermazione.

Questa pagina cerca di chiarire il ruolo negativo della post-verità e quello positivo degli sforzi per arrivare alla verità.

Punti chiave.

I "veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente "costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione al conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione culturale", come avrebbe detto Etienne de La Boétie. (Piero Dominici)

L'indebolimento del concetto di verità come riferimento al reale e la crescente indistinzione tra realtà e rappresentazione, vero e verosimile, interpretazione e manipolazione hanno accompagnato e facilitato una serie di pratiche che hanno prodotto gli effetti perversi e pericolosi - il ruolo sempre più rilevante della tendenza acritica e dell'emotività nella discussione pubblica - ai quali fa riferimento la definizione [di post-verità] dell'Oxford Dictionary. (Giovanni Maddalena, Guido Gili)

Oggi, con internet e la televisione via cavo che diffondono informazioni 24 ore su 24, sei immerso in un contesto in cui non hai più il tempo di riflettere. Gli elettori sono guidati da sentimenti puri di simpatia o di avversione, di armonia o di disagio che gli ispirano i candidati che conoscono attraverso la loro narrazione. (Antonio Damasio)

Il suddito ideale del regno totalitario non è il nazista convinto né il comunista convinto, ma l'uomo per cui la distinzione tra fatti e finzione, e la distinzione tra vero e falso, non esistono più. (Hanna Arendt)

Chi oggi lamenta un ingresso nella post-truth politico compie un’operazione evidentemente nostalgica di revisionismo storico, attribuendo agli ecosistemi informativi precedenti la capacità di garantire un maggior grado di verità diffusa, e a quello attuale la sola propagazione delle notizie false.

C’è un qualche scarto rispetto alla società dei mass media, che sappiamo con ragionevole certezza non essere stata una società della verità informativa?

 O rispetto a quelle che l’hanno preceduta? E dato che pare fondato non ritenere che papato e monarchie assolute garantissero maggiore diffusione della verità, è possibile stabilire il grado di verità delle società nella storia? Se abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del senso critico più che con la tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre avuto. (Mario Pireddu)

Secondo una ricerca Ipsos, gli italiani credono che in media gli stranieri raggiungano il 26% della popolazione totale. In realtà, fatti i calcoli, sono più o meno il 10%. Tale percezione errata (più del doppio!) è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, ma l’Italia è tra i paesi europei in cui la realtà è più distante. (Il Foglio)

L'alternativa ai metodi quantitativi (statistici) danneggia la democrazia perché permette a editori e demagoghi di presentare la propria verità puntando sulla sua accettazione emozionale e acritica. Occorre scegliere tra una politica basata sui fatti e una basata sulle emozioni. (William Davies)

Il problema non è l’essere sottoposti a fact-checking e criticare chi dubita dell’autorità, ma non averne timore e al contrario promuovere lo scetticismo, la verifica delle informazioni e l’affidabilità delle fonti come prassi regolare – anche quando quelle fonti siamo noi. (Mario Pireddu)

Crede più facilmente alle fake news chi "vuole" credere, poiché in quelle notizie trova una conferma alle proprie idee, opinioni e credenze precedenti. Le fake news funzionano meglio all'interno di un gioco di specchi autoreferenziale. Non solo le persone, ma anche i media o i sondaggisti, cioè coloro che devono documentare e raccontare la realtà, possono cadere vittime di questa trappola. (Guido Gili)

Cos'è la post-verità: come la verità è diventata irrilevante.

Cos'è la post-verità? Come scrive il giornalista Fabio Martini nel libro "La fabbrica delle verità" (p.9):

Il 16 novembre del 2016 Oxford Dictionary annunciò di aver decretato "post-truth" come parola dell'anno e nei giorni successivi i media - vecchi e nuovi - rilanciarono la notizia con enfasi, come se si trattasse di una scoperta scientifica. Una scelta imposta da una significativa novità: nella formazione dell'opinione pubblica oramai i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in questo contesto la verità diventa irrilevante.

 

La parola "post-verità" non è una parola completamente nuova, come scrive il sociologo Mario Pireddu sulla rivista Doppio Zero :

 

È lo stesso Oxford Dictionary a ricordare che il concetto di post-truth esiste da tempo, e l’origine viene fatta risalire a un saggio pubblicato nel 1992 sul magazine The Nation dal drammaturgo serbo-americano Steve Tesich. In quel testo, riporta il sito dell’Oxford Dictionary, l’autore faceva riferimento allo scandalo Iran-Contra di qualche anno prima e ai traffici illegali di armi tra gli Stati Uniti e l’Iran, e arrivava a prendere atto di una generale “libera scelta di vivere in una sorta di mondo della post-verità”.

Se si cerca “post-truth” nel” Ngram Viewer”, strumento messo a disposizione da Google per effettuare ricerche testuali all’interno dell’enorme database di libri digitalizzati di cui l’azienda dispone, si nota che il termine compare già dal 1988.

Nel 2016 l'Oxford Dictionary annunciò di aver decretato "post-truth" (post-verità) come parola dell'anno. Una scelta imposta da una significativa novità: nella formazione dell'opinione pubblica oramai i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in questo contesto la verità diventa irrilevante.

Come è cambiato lo statuto del concetto di verità.

L'emergere della post-verità indica un profondo cambiamento culturale nella società. Un cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni. Infatti nel corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e realtà. Questi concetti sono stati radicalmente messi in discussione in filosofia, sociologia, scienze della comunicazione e giornalismo.

Il filosofo Giovanni Maddalena e il sociologo Guido Gili hanno descritto nel libro "Chi ha paura della post-verità?" le principali teorie che attraverso l'Ottocento e il Novecento, hanno indirizzato il pensiero sociologico europeo. Essi scrivono (p. 10):

L'indebolimento del concetto di verità come riferimento al reale e la crescente indistinzione tra realtà e rappresentazione, vero e verosimile, interpretazione e manipolazione hanno accompagnato e facilitato una serie di pratiche che hanno prodotto gli effetti perversi e pericolosi - il ruolo sempre più rilevante della tendenza acritica e dell'emotività nella discussione pubblica - ai quali fa riferimento la definizione [di post-verità] dell'Oxford Dictionary.

 

I drammi del Novecento, dovuti ai totalitarismi, hanno portato a vedere la verità come autoritaria e violenta. Si è dunque, lentamente, fatta strada l'ipotesi di opporre alla concezione antica della verità, basata su una rigorosità fattuale e storica e su una razionalità fondata su principi e inferenze, una molteplicità di interpretazioni che combinassero valori, idee, credenze, esperienze ed emozioni.

Scrivono Maddalena e Gili (pp. 21-22):

Due esempi attuali di questo slittamento teorico sono rappresentati dal grande successo di concetti come "società liquida", "società del rischio", "società dell'incertezza" e dal fallimento delle teorie sulla superiorità del sapere scientifico sul senso comune e sulla doxa.  [...]

Dopo molti decenni in cui ha prevalso una strutturazione "dura" del mondo sociale e una concezione per cui le strutture sociali, culturali, linguistiche, parentali si impongono o, comunque, condizionano in modo significativo, le idee e i comportamenti degli individui, oggi presso molti studiosi - e nell'opinione comune - si è affermata una concezione che enfatizza l'esistenza  di un mondo di forme socio-culturali soffici, malleabili, fluide o fragili, di cui la modernità liquida di Baumann costituisce la più efficace e nota immagine.

Negli ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di sfruttare il potere persuasivo dei social media. Infatti il web ha reso tutti, potenzialmente: emittenti, produttori di contenuti, opinion leader, influencer, ecc.

Il giornalismo tradizionale ha come motto la frase "prima filtri, poi pubblichi ", invece quello partecipativo si fonda sul criterio opposto: "prima pubblichi, poi filtri "

Come si manipola l'opinione pubblica.

Un precursore degli studi sulla manipolazione mediatica fu il giornalista americano Walter Lippmann che studiò, a partire dalla prima guerra mondiale, l'uso massiccio della propaganda sia da parte dei regimi autoritari che di quelli democratici.

Nel 1922 Lippmann pubblicò un libro, ormai diventato un classico: "L'opinione pubblica".

 In quel testo egli sosteneva che la società era diventata troppo complessa per consentire all'uomo una conoscenza diretta del suo ambiente.

A causa di questa complessità l'uomo era costretto a rappresentarsi il suo ambiente con modelli semplificati che Lippmann denominò "pseudo-ambienti".

Il contenuto degli pseudo-ambienti veniva, secondo Lippmann, alimentato dai mezzi di informazione (a quell'epoca solo stampa e radio), che potevano così manipolare e distorcere i messaggi a beneficio delle politiche di pace o di guerra dei loro paesi.

Lo pseudo-ambiente è il mondo virtuale in cui la simbolizzazione ci fa vivere, in virtù del quale possiamo vivere la nostra vita fatta più di rappresentazioni che di fatti o eventi ai quali assistiamo.

L'essere umano cerca continuamente di "adattare" la sua rappresentazione della realtà al suo ambiente reale, ma la qualità di questo adattamento dipende da due fattori.

 Il primo è la qualità delle informazioni (fatti + opinioni), sempre esposta al rischio di manipolazione, che egli è in grado di procurarsi.  Il secondo dipende dalla sua capacità di analizzarle criticamente senza "piegarle" ai propri pregiudizi.

Lo pseudo-ambiente in cui viviamo.

Lippmann.

Funzionamento degli pseudo-ambienti ipotizzati da Walter Lippmann

Post-verità: il prevalere dei pregiudizi e dell'emotività nella valutazione dei fatti

È chiaro che Walter Lippmann aveva capito il fenomeno della post-verità molto prima dell'avvento di internet e dei social media, mentre la tesi sostenuta da molti attuali commentatori è che il concetto di post-verità sia emerso a causa dello sviluppo dei social media e dei social network che facilitano la diffusione di fake news. In realtà questo fenomeno esisteva già ed è solo stato amplificato dai social media. Riguardo alla creazione di ecosistemi mediatici "meno veritieri", Pireddu scrive:

A sostegno della prima tesi diversi commentatori aggiungono il riferimento alla teoria delle "echo chambers", gli spazi chiusi e autoreferenziali a cui darebbero vita i social media spingendoci ad avere a che fare soltanto con persone che la pensano come noi.

Teoria affascinante e che richiama quella delle cosiddette "filter bubble", ovvero gli ecosistemi di informazione personali soddisfatti da algoritmi che non ci esporrebbero a punti di vista conflittuali – e che ci isolerebbero appunto in personali bolle di informazioni.

A una analisi più attenta, però, il fascino di queste teorie cede il passo a considerazioni più approfondite:

 la teoria delle camere dell’eco sarebbe per molti analisti essa stessa “post-fattuale” e non supportata dai dati, così come la teoria delle filter bubble sarebbe costruita intorno a una rappresentazione ideale distante dalle pratiche reali.

 Da una recente ricerca del” Pew Research Center” sul rapporto tra discussione politica e social media negli Stati Uniti emerge infatti un quadro più complesso: gli utenti, invece di restare chiusi in spazi autoreferenziali privi di differenze, incontrano costantemente contenuti politici con cui sono in disaccordo, e soltanto una minima parte dichiara di essere connessa con persone dalle opinioni simili.

Ci sono utenti che filtrano e bloccano contatti per via delle differenze politiche (il che, se da una parte potrebbe spingere a pensare alle camere dell’eco, dimostra anche che l’automatismo degli algoritmi evidentemente non funziona così bene), e utenti che arrivano a cambiare posizioni politiche in seguito a interazioni con altre persone sui social media.

 Quel che emerge dalle ricerche più recenti è dunque l’aumentata disponibilità di tutte le informazioni e le argomentazioni di tutte le parti politiche.

 [...] C’ è un qualche scarto rispetto alla società dei mass media, che sappiamo con ragionevole certezza non essere stata una società della verità informativa?

O rispetto a quelle che l’hanno preceduta?

E dato che pare fondato non ritenere che papato e monarchie assolute garantissero maggiore diffusione della verità, è possibile stabilire il grado di verità delle società nella storia?

 

Esiste comunque una grande differenza tra l'informazione del passato, basata sui mass-media (agenda setting), e quella odierna basata sui social media, e Pireddu la evidenzia:

Uno scarto tra il mondo dei mass media e quello attuale esiste ed è riscontrabile nella perdita di autorità delle istituzioni tradizionali che strutturavano la nostra vita sociale e politica: famiglia, chiese, partiti politici, sindacati, corporations.

È quel che sostiene tra gli altri Francis Fukuyama quando parla di declino della fiducia: il facile accesso a spazi informativi online ha contribuito a rendere quelle istituzioni più trasparenti, e ora sempre più persone le apprezzano meno nonostante non siano cambiate poi molto. [...]

Quel che più manca è allora un’educazione all’uso e alla gestione più consapevole di dati e informazioni: se abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del senso critico più che con la tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre avuto.

Una posizione analoga e, mio avviso, più valida sul fenomeno della post-verità e delle fake news la esprime il sociologo Piero Dominici il quale ritiene che evidenziare tale fenomeno porta a vecchie e inutili interpretazioni che distraggono dal vero problema, che rimane quello della "influenzabilità" del lettore/spettatore/cittadino.

Il problema educativo/formativo è una dimensione strategica essenziale se si vogliono affrontare i rischi ai quali vanno incontro le moderne democrazie. Egli scrive:

I "veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente "costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione - a conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione culturale", come avrebbe detto Etienne de La Boétie.

[ciò che bisognerebbe fare è] insegnare la formulazione del dubbio, l'incertezza, la responsabilità, il pensiero critico, la complessità, una nuova "cultura dell'errore"; cioè un'educazione sviluppata praticando e diffondendo il "metodo scientifico" e una curiosità analitica verso ogni cosa, un atteggiamento che non può non essere altro che investigativo, pronto al confronto con gli altri, alla decodifica di simboli più o meno complessi, alla ricerca di "prove" a sostegno dell'argomentazione nostra e altrui.

Nel 1922 Walter Lippmann pubblicò un libro, ormai diventato un classico: "L'opinione pubblica", nel quale sosteneva che la società era diventata troppo complessa per consentire all'uomo una conoscenza diretta del suo ambiente. A causa di questa complessità l'uomo era costretto a rappresentarsi il suo ambiente con modelli semplificati che Lippmann denominò "pseudo-ambienti"

Cosa sono le Echo Chambers

post-truth

Drawing: Christophe Vorlet

Le "Echo Chambers" (Camere dell'eco) sono ambienti comunicativi, nati all'interno dei social media, nei quali persone e gruppi, sordi a qualsiasi contraddizione, preferiscono dialogare tra loro, demotivando e insultando chi la pensa diversamente. Lo scrittore Mario Barenghi, scrive:

Il web offre l’inedita possibilità di condividere con un’infinità di sconosciuti qualunque convinzione, anche la più infondata e bislacca, anche la più capziosa e cervellotica.

Possiamo circondarci, ammantarci, infagottarci di parole altrui che non rispecchiano lo stato delle cose ma corrispondono al nostro sentire, confortano i nostri desideri e rancori, si fondono con le nostre elucubrazioni e idiosincrasie. Finché, s’intende, la realtà bruta non verrà a chiedercene il conto.

 Non è detto, peraltro, che allora rinsaviremo: la via di negare la realtà è sempre aperta.

Una recente ricerca sperimentale dei sociologi Elizabeth Dubois e Grant Blank, svolta nel Regno Unito  e finanziata da Google, nega l'importanza delle "Echo Chambers" nel determinare effetti di polarizzazione estrema delle opinioni dato che le persone sviluppano strategie per sfruttare le molte opzioni multimediali disponibili e confrontano varie fonti prima di formarsi un'opinione.

I primi sintomi della Post-verità.

Nel 2016 due fatti, secondo Fabio Martini (p.10), erano stati determinati dal concetto di post-verità:

Brexit (uscita dell'UK dalla UE): nella primavera del 2016 i fautori della Brexit avevano sostenuto che Londra versava alla UE 350 milioni di sterline alla settimana e che tutto questo denaro, in caso di leave, avrebbe potuto essere reinvestito nel Servizio sanitario nazionale.

Una falsa promessa perché era falsa anche la premessa. Ma per tre settimane la scritta vi aveva campeggiato sui bus rossi a due piani delle città inglesi e la menzogna era diventata credibile.

Elezione di Trump: Donald Trump, da candidato alla presidenza, aveva sparato una raffica di balle. Affermando, tra l'altro, che Barack Obama non era nato negli Stati Uniti e che il padre di un suo sfidante alle primarie repubblicane, Ted Cruz, era amico dell'assassino di John Kennedy. Un moltiplicarsi di invenzioni che aveva indotto i canali televisivi Cnn e Msnbc a inserire, durante le interviste a Trump, delle scritte in sovraimpressione che riportavano l'avvertenza: "L'affermazione è falsa".

I "veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente "costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione - a conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione culturale"

Manipolazione come dimensione costitutiva delle relazioni sociali.

Il sociologo Guido Gili e il filosofo Giovanni Maddalena, autori del libro “Chi ha paura della post-verità? Effetti collaterali di una parabola culturale”, nell'articolo di presentazione del libro "Dove nasce la post-verità" scrivono:

 

Negli ultimi decenni, vari studi nell’ambito della psicologia sociale e della microsociologia hanno mostrato che la manipolazione è una dimensione costitutiva delle relazioni interpersonali e sociali. In sociologia, la conoscenza delle strategie comunicative che ognuno di noi mette in atto nelle relazioni faccia a faccia si deve principalmente all’opera di Goffman, il quale ha analizzato efficacemente le “mosse” e le tecniche con le quali tentiamo, in modo più o meno consapevole, di gestire, controllare, in una parola, manipolare le impressioni che suscitiamo negli altri, volgendo a nostro vantaggio le diverse situazioni di interazione nelle quali siamo coinvolti.

Quindi nella vita quotidiana tutti potenzialmente manipolano tutti.

 Tutti siamo soggetti e oggetti di processi manipolatori.

Secondo Gili e Maddalena, i diversi mass media rifletterebbero le varie posizioni presenti nella società, riequilibrando, prima o poi, le distorsioni più grandi da essi introdotte nell'informazione. Questo quadro è stato modificato da due fatti:

 

 

 

L'uso spregiudicato dei mass media da parte di alcuni nuovi attori (Trump, Putin, Isis, antieuropeisti, sostenitori della Brexit).

Nuovi processi di disintermediazione in campo comunicativo (Social media, influencer, opinion leader)

Questi fatti hanno portato la manipolazione a diventare una pratica di massa.Ognuno può scegliere cosa mettere nella sua bolla.

filter bubble.

Ognuno può scegliere cosa mettere nella sua bolla, questo crea l'illusione della libertà.

La bolla culturale in cui ognuno di noi sceglie di vivere.

Ci sono oggi (e ce n'erano in passato) molte bolle culturali dove l'essere umano può rinchiudersi isolandosi dal mondo: la moda, la musica, lo sport, le automobili, la tecnologia, il sesso, la droga, l'economia, la finanza, la politica, ecc.

Tra queste la più recente è la "bolla tecnologica" il cui esempio paradigmatico è quello di Apple che è riuscita a creare (con azioni di marketing mirate) un vasto pubblico globale di fan e ammiratori che accorrono ad ogni sua presentazione di nuovi prodotti o aggiornamenti (i cosiddetti "Apple addicted").

Un'altra bolla, molto più pericolosa, l'ha creata Google (e a ruota gli altri motori di ricerca), con la personalizzazione delle ricerche che favorisce il conformismo culturale allontanandoci dalle idee di chi non la pensa come noi.

In tal modo Google crea dei compartimenti stagni (bolle) in cui si ritrovano coloro che aderiscono alla "visione" della propria bolla, senza che ci sia la possibilità di valutare criticamente la validità delle idee altrui.

Secondo il sociologo Erving Goffman, nella vita quotidiana tutti potenzialmente manipolano tutti. Tutti siamo soggetti e oggetti di processi manipolatori. I social media hanno portato la manipolazione a diventare una pratica di massa.

La propaganda è dannosa perché usa le parole scelte da chi ha il "potere".

La pubblicitaria Annamaria Testa mette in luce le differenze tra pubblicità e propaganda nelle strategie di comunicazione persuasive di massa.                                               La comunicazione persuasiva è sempre esistita, e Annamaria Testa scrive:

 Il problema con la propaganda è che persuade le persone di cose false, e che per riuscirci le disinforma e le manipola facendo leva sulla minaccia e sulla paura.

Il consulente d'impresa Marco Minghetti, nell'ambito del suo progetto 2.0 di intelligenza collettiva, rivolge ai "disorientati" di tutto il mondo la formula che guida l'interpretazione delle parole usate dai media:

"oggi il potere risiede nelle parole". Da qui l'invito ad accorgersi della manipolazione delle parole evidenziata dallo scrittore Gianrico Carofiglio nel libro "La manomissione delle parole", di cui parla Minghetti:

Carofiglio riflette sull’importanza del linguaggio nel nuovo millennio, soffermandosi sul rapporto tra linguaggio e potere ed appunto il “potere” di quest’ultimo di mutare il mondo delle parole: questo provoca effetti profondi sugli individui e sulla società tutta.

Differenza tra informazione e propaganda.

(post-verità).

Anche la Politica è diventata un Marchio

Branding.

Indipendentemente dalla politica personale, una campagna di branding globale è importante per vincere qualsiasi elezione. Così, quando dai il tuo voto a un candidato, ricorda che non stai solo votando per una politica o un'appartenenza di partito, ma stai dando la preferenza a un marchio.

Differenza tra percezione e realtà.

Nel 2017 l'Istituto di ricerche Ipsos ha svolto un sondaggio, in tutto il mondo, per quantizzare le percezioni che le popolazioni hanno su diversi temi di attualità. Ne è venuto fuori un quadro che vede percezioni sempre peggiori rispetto alla realtà.

Ecco alcune delle domande e i dati (percepiti e reali) degli italiani:

Su 100 individui di 13 anni e oltre nel suo Paese, quanti, secondo lei, hanno un profilo su Facebook? Dato reale: 43%, Dato percepito: 76%.

Da un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano detto che godono di buona o ottima salute? Dato reale: 66%, Dato percepito: 52%

Da un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano detto che credono in Dio? Dato reale: 76%, Dato percepito: 56%

Da un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano detto che credono nel Paradiso? Dato reale: 48%, Dato percepito: 48%

Da un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano detto che credono nell’ Inferno? Dato reale: 44%, Dato percepito: 42%

Ogni 100 decessi di donne di età compresa tra 15 e 24 anni nel suo Paese, quanti pensa che siano per suicidio? Dato reale: 9,5%, Dato percepito: 20%

Su 100 detenuti nel suo Paese, quanti pensa che siano nati in una nazione straniera? Dato reale: 34,4%, Dato percepito: 48%

Che percentuale di donne e ragazze tra 15 e 19 anni pensa che diventi madre ogni anno nel suo Paese? Dato reale: 0,6%, Dato percepito: 17%

Su 100 persone di età compresa tra 20 e79 anni, quante pensa che soffrano di diabete? Dato reale: 5%, Dato percepito: 35%

Pensa che il tasso di omicidi nel suo Paese sia più alto, uguale o più basso rispetto al 2000?  Percezione corretta: solo 8% degli italiani, Percezione errata: 49%

Come evitare le percezioni errate? Esiste un'unica soluzione: abbandonare la naturale pigrizia e fare lo sforzo di verificare!

Sondaggio sulle percezioni errate.

Ipsos.

Distinguere tra Fatti e Fattoidi.

Fattoidi.

Distinguere tra Notizie e Opinioni.

Giornalismo.

Nelle scuole di giornalismo si insegna a distinguere tra fatti e opinioni, però, spesso, l'analisi di una notizia (che fa parte dell'opinione del giornalista) può compromettere l'imparzialità dei fatti riportati.

Un esempio di percezione errata dell'opinione pubblica: il fenomeno dell'immigrazione.

Il ricercatore Luca Comodo di Ipsos descrive le percezioni errate che una cattiva informazione ha generato nell'opinione pubblica

società liquida, Shitty society. Liquid though.

Conclusioni (provvisorie):la modernità liquida in cui viviamo ha cambiato i concetti di verità e realtà e solo il pensiero critico può aiutarci a navigare in essa.

L'emergere della post-verità indica un profondo cambiamento culturale nella società. Un cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni.

Infatti nel corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e realtà.

Si andava affermando una concezione che enfatizza l'esistenza di un mondo di forme socio-culturali malleabili, fluide o fragili, di cui la "modernità liquida" di Baumann costituisce la più efficace e nota immagine.

Negli ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di sfruttare il potere persuasivo dei "social media".

Anche il concetto di realtà ha cambiato statuto: la perdita di autorità delle istituzioni tradizionali che strutturavano la nostra vita sociale e politica: famiglia, chiese, partiti politici, sindacati, corporations ne è la prova.

Come ha scritto il politologo Francis Fukuyama, con l'accesso a nuovi "spazi informativi online" abbiamo assistito a un declino della fiducia.

Se abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del senso critico più che con la tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre avuto.

Secondo il sociologo Piero Dominici il problema educativo/formativo è una dimensione strategica essenziale se si vogliono affrontare i rischi ai quali vanno incontro le moderne democrazie.

 Infatti il vero pericolo della post-verità è che quando non esiste più nessun criterio per distinguere i discorsi validi da quelli meno validi, si impongono i discorsi e le idee dei soggetti più potenti, organizzati o aggressivi.

Per evitare di essere condizionati dalla post-verità il sociologo Guido Gili e il filosofo Giovanni Maddalena suggeriscono all'essere umano l'acquisizione di un abito mentale sostenuto da relazioni comunitarie vitali che stimolino l'apertura al mondo.

Relazioni umane che permettano di confrontarsi senza reticenze o sudditanze con le informazioni provenienti dal mondo esterno e da una pluralità di emittenti, perseguendo un'educazione "non scettica" al pensiero critico.

 

 

 

Gli psicopatici governano il mondo?

 Newdawnmagazine.com - NICK PARKINS – ( 9 – 3- 2020) – ci dice:

 

La nostra società è gestita da pazzi per obiettivi folli. Penso che siamo gestiti da maniaci per fini maniacali e penso che potrei essere considerato pazzo per averlo espresso. Questo è ciò che è folle.

– John Lennon (1940-1980), cantante e cantautore inglese.

Lennon e altri esternano l'apparente paranoia che sgorga dentro di noi. "Il mondo è impazzito!" Il più delle volte dividiamo questa voce, accontentandoci di vedere il mondo come gli altri lo prescrivono. Ma chi sono questi altri e cosa vogliono?

 

Il termine psicopatico è spesso mal giudicato in modo criminale, in gran parte grazie a rappresentazioni inutili di tipi psico-personaggi malati, contorti e violenti nei media popolari. Ciò ha portato, per ignoranza pubblica, alla convinzione comune che lo psicopatico non abbia funzione, ruolo o posto nella società aperta.

Un rapido scarico che permette a noi, l'apparente sana maggioranza, di aggirare le nostre peggiori paure.

Qualsiasi idea che lo psicopatico sia incapace di funzionare in una società aperta è, secondo ME Thomas 1 – un sociopatico confessato – viziata. La domanda non è la capacità di funzionare, ma piuttosto quale capacità o forma assume quella funzione.

Come dice Thomas, psicopatici e sociopatici condividono una storia clinica intrecciata; entrambi possono funzionare, lo fanno in modo diverso. E anche se siamo lasciati a riflettere su quale maschera possa assumere quella funzione, in molte situazioni sociali eccellono.

Vince la concorrenza.

Jean-Baptiste de Lamarck era un biologo francese che sosteneva una teoria dell'evoluzione ampiamente rimproverata nei circoli istituzionali. L'opera principale di Lamarck fu pubblicata nello stesso anno in cui nacque Charles Darwin, che avrebbe soppiantato la teoria di Lamarck 50 anni dopo. Nel mondo di Lamarck la cooperazione ha prevalso sulla concorrenza darwiniana come meccanismo trainante dell'evoluzione.

 

Secondo gli autori G. Greenberg e MM Haraway,  era il punto di vista di Darwin che serviva a riflettere e sostenere una società vittoriana legata al libero mercato, ai valori capitalisti e imperiali. Il suo modello sosteneva un cane mangia cane, la vita è dura, codice di condotta; il commiato scientifico del mondo naturale giocato su un paesaggio brutale, freddo e insensibile. Probabilmente l'ambiente perfetto per l'aspirante psicopatico moderno e una visione prevalente che il poeta Tennyson ha descritto come la natura, rossa di denti e artigli.

Serpenti e scale

Sebbene la diagnosi di psicopatia definitiva negli individui rimanga in qualche modo un'area grigia, sono stati fatti tentativi per classificare i tratti psicologici che distinguono le personalità psicopatiche.

 Il più importante è la check-list diagnostica elaborata dal famoso psicologo canadese Robert Hare che viene utilizzata per determinare una diagnosi categorica di psicopatia clinica, o nel migliore dei casi un punteggio di categoria.

Secondo l'elenco di Hare, gli psicopatici mostrano un fascino superficiale, un ego sfrenato, una menzogna patologica e un'astuzia fredda e calcolata per catturare la loro preda.

Sono spesso impulsivi e irresponsabili e mostrano un'assenza di empatia e una spietata mancanza di colpa.

Questi e altri attributi, come la versatilità criminale e una spiccata capacità di manipolare, ingannare e controllare, li contraddistinguono come pericolosi. Questi sono tratti che consentono agli psicopatici di spostarsi in posizioni di potere e influenza di alto rango.

"Sappiamo molto meno della psicopatia aziendale e delle sue implicazioni", spiega lo psicologo newyorkese Paul Babiak, "in gran parte a causa della difficoltà di ottenere la cooperazione attiva delle organizzazioni imprenditoriali per la nostra ricerca".

 Un dilemma che Hare svelò a Jon Ronson, autore di The Psychopath Test . "I prigionieri sono facili", afferma Hare.

“Gli piace incontrare i ricercatori. Spezza la monotonia della loro giornata. Ma gli amministratori delegati, i politici…”  Secondo Hare, questi squali sono una pentola di pesce diversa.

Uno studio raro sulla psicopatia sul posto di lavoro condotto da Babiak, Neumann e Hare suggerisce che 1 su 25, o il 4 per cento, dei dirigenti aziendali mostra tratti di personalità significativi tipici della psicopatia, un'incidenza quattro volte quella stimata nella popolazione generale.

 Lo studio supporta l'affermazione che gli psicopatici possono e di fatto ottengono uno status aziendale di alto rango.

Siamo lasciati a speculare, ma Hare ammette che Wall Street potrebbe ospitare 1 su 10 attratto da lucrativi abbeveratoi scarsamente regolamentati.  Tenendo conto di questo, non è difficile vedere come la linfa vitale e l'identità stessa delle società e delle istituzioni finanziarie possano spesso esaurirsi.

Probabilmente il più sorprendente, lo studio indica che, nonostante fossero classificati come manager scadenti, giocatori di squadra e attrassero scarse valutazioni delle prestazioni, i dirigenti che hanno raggiunto la soglia clinica di psicopatico sono stati valutati dai loro superiori immediati come creativi e innovativi, buoni comunicatori e pensatori strategici.

In breve, potrebbero non volare sempre sotto il radar. Nonostante i punti deboli, è chiaro allo psichiatra americano Hervey Cleckley che gli psicopatici possiedono la comunicazione, la persuasione e le capacità interpersonali per ignorare qualsiasi impatto negativo sulla loro carriera.

Una scoperta supportata dallo studio Babiak: "alcune aziende consideravano i dirigenti psicopatici come dotati di potenziale di leadership, nonostante le recensioni negative sulle prestazioni e le basse valutazioni sulla leadership e sulla gestione da parte dei subordinati".

 Secondo gli autori, questo mostra una competenza nel manipolare i decisori, un punto sottolineato dallo psicologo Dennis Doren che ha osservato nelle istituzioni l'infallibile capacità dello psicopatico di cercare e promuovere relazioni con coloro che hanno la massima autorità e dimostrare un'enorme abilità nell'influenzarli.

In molti casi l'abilità camaleontica dello psicopatico di imitare ciò che lo circonda leggendo e influenzando i colleghi attraverso l'arte dell'inganno, sia attraverso l'autopromozione o la persuasione sottile, consente all'incantatore di serpenti di nascondere la sua vera pelle e passare incontrollato attraverso le abitudini sociali.

 Gli studi suggeriscono che la psicopatia, nel corpo o per procura, può radicarsi al vertice, ma questo fenomeno è relativamente isolato o questo scenario nel corso della storia umana ha sempre prevalso?

Come sopra così sotto.

In qualità di vicepresidente e direttore degli studi di governance presso la Brookings Institution, Darrell West analizza i programmi di studio di economia e giurisprudenza, in particolare, secondo West "perché le scuole di economia e diritto formano i leader di domani".

 Nel corso della sua ricerca, West rivede i programmi del corso e conduce interviste ai docenti. Ha anche esaminato i dati sulle percezioni degli studenti di economia e giurisprudenza. Quello che ha trovato è stato preoccupante.

"La responsabilità sociale delle imprese è aumentare i profitti", afferma West, prendendo spunto dal titolo di un articolo del New York Times del 1970 scritto dall'economista e statistico americano molto influente Milton Friedman. L'articolo era inequivocabile: secondo Friedman, massimizzare il valore per gli azionisti era una responsabilità esclusiva dell'azienda.

"Molte scuole non richiedono corsi a sé stanti che forniscano concezioni ampie sullo scopo dell'impresa nella società", afferma West. Di quelli che lo fanno, "molti si concentrano sullo scopo della società, con enfasi su come massimizzare il valore per gli azionisti, specialmente nelle scuole di giurisprudenza".

 L'istruzione quindi è fondamentale, osserva West, e colorerà la visione del mondo di uno studente. In effetti, conclude West, "i sondaggi sulle business school mostrano che dopo aver completato la scuola, è più probabile che gli studenti vedano il valore per gli azionisti come l'obiettivo più importante dell'azienda".

Non è che Friedman fosse un profeta. Col senno di poi, secondo West, ha contribuito a plasmare le prospettive di numerosi leader aziendali, accademici e leader del pensiero che alla fine sono serviti a influenzare il moderno senso di scopo dell'azienda americana.

Un'identità intrinseca che aiuta a plasmare il modo in cui gli studenti di economia e giurisprudenza vedono la loro, spesso, mancanza di responsabilità nei confronti della società anche oggi.

Nel mondo reale, le inevitabili equazioni calcolate a freddo si svolgono da un lato per massimizzare il profitto e dall'altro per ridurre al minimo le perdite.

E come la maggior parte delle equazioni matematiche, hanno poco o nessun senso per il profano.

"Puoi comprare quello che già possiedi?"

Questa era l'equazione di fronte a tutti gli interessati quando Nautilus Minerals Inc., con sede in Canada, ha acquistato la licenza nel 2011 dallo "Stato indipendente di Papua Nuova Guinea" (PNG) per estrarre campi di sfiato in acque profonde al largo della costa del paese. La risposta, moralmente, ovviamente, è no.

Secondo Sir Julias Chan, attuale governatore della provincia della Nuova Irlanda in PNG, l'etica è un bene immateriale e, a differenza della valuta forte fredda, raramente si accumula. "In primo luogo, lo stato cede i diritti di esplorazione e produzione alle compagnie straniere quasi per niente", afferma Chan. Nel caso di PNG 10.000 kina, equivalenti a US $ 4.000. "Per questa miseria, lo sviluppatore straniero ottiene il pieno controllo di tutta la ricchezza che può essere sottratta alla terra".

"Il prossimo passo è che lo stato cerchi l'equità nel progetto, di solito il 30% in un progetto minerario e il 22,5% in un progetto petrolifero o del gas", spiega Chan.

"Lo stato ha 'ceduto' l'intera risorsa a una società straniera e ora torna ad acquistare ciò che era già legalmente di sua proprietà, con un interesse del 30% nel progetto".

 Per PNG questo significava 300 milioni di kina, o 118 milioni di dollari. "E, per fare ciò, lo stato di solito stipula un tasso di prestito commerciale che indebita ulteriormente il paese a interessi elevati".

 Oggi un evento comune per cui lo Stato agisce per castrare se stesso e il suo popolo all'alta finanza.

Joel Bakan è professore di diritto all'Università della British Columbia, Canada. Mentre coloro che dirigono le società sono per la maggior parte persone buone e morali, dice Bakan, il dovere del dirigente aziendale è prima di tutto nei confronti degli interessi commerciali della società.

"I soldi che gestiscono non sono loro", spiega Bakan.

"Non possono più usarlo per curare i malati... o comprare una villa in Toscana." Nel mondo aziendale, le brave persone sono incoraggiate a comportarsi male.

In effetti, la somma delle parti aziendali è “singolarmente interessata a sé stessa e incapace di provare sincera preoccupazione per gli altri in qualsiasi contesto. La società, come la personalità psicopatica a cui assomiglia, è programmata per sfruttare gli altri a scopo di lucro".

In tali termini non è difficile immaginare come un sistema possa presto arrivare a valutare e imitare le sue parti più deviate. Allo stesso modo, come le parti nel tempo possono essere modellate dal tutto.

Secondo il filosofo e autore Aaron James, mentre lo psicopatico finge l'azione morale come strumento per manipolare gli altri, lo stronzo potrebbe benissimo essere oggetto di eguale contesa.

A differenza del prototipo dello psicopatico, dice James, lo stronzo "traffica ed è mosso da una giustificazione morale", che porta a un "senso radicato di diritto speciale".

L'esempio perfetto, secondo James, è il fondatore di Apple Steve Jobs che vedeva il suo unico obbligo nei confronti della società come implicitamente legato alla produzione dei prodotti desiderati dai suoi consumatori.

James nota ciò che la migliore amica di Jobs, Jony Ive, ha detto una volta a Business Insider:

“Quando è frustrato... il suo modo per raggiungere la catarsi è ferire qualcuno. E penso che senta di avere la libertà e la licenza per farlo", ha detto Ive.

 "Le normali regole dell'impegno sociale, secondo lui, non si applicano a lui".

In modo preoccupante, dice James, "il ragionamento dello stronzo è modellato dalla giustificazione morale che la sua cultura circostante gli mette a disposizione".

 Per esempio, secondo Hare, molti criminali impiegatizi sono psicopatici.

"Fioriscono perché le caratteristiche che definiscono il disturbo sono effettivamente apprezzate", afferma Hare.

 “Quando vengono catturati, cosa succede? Uno schiaffo sul polso, un divieto di trading di sei mesi, [oh] e non restituirci i 100 milioni di dollari".

Di conseguenza, non solo la cultura aziendale controlla la produzione netta di stronzi, ma anche la qualità dei mozziconi prodotti. E, a seconda della cultura, dice James, "uno stronzo può comportarsi meglio o peggio di uno psicopatico".

 Un pensiero consolatorio.

Probabilmente non è più confortante sapere che lo psicopatico che avevi toccato per tutto il tempo è davvero uno stronzo nutrito da un sistema che è, per natura intrinseca, socialmente deviante.

Se il ragionamento di un tipico stronzo è mosso da una giustificazione morale, presa dall'ambiente circostante, allora è implicita la capacità di una cultura e/o di un sistema psicopatico di plasmare la propria classe dirigente.

Ci hanno dato la loro mente.

La forza duratura della psicopatia risiede nella sua capacità di manipolare il modo in cui gli altri la percepiscono. Ma la capacità innata dello psicopatico o del sistema di plasmare le nostre percezioni non è, di per sé, interamente riservata allo psicopatico clinico.

Facciamo tutti la nostra parte nella mascherata. Molti di noi prendono parte a miglioramenti cosmetici e oggetti di scena che supportano il valzer del nostro ego attraverso questo mondo di porcellana.

Qualunque sia il punteggio, la lista di controllo Hare ha un numero scelto per tutti noi.

Nella sua ricerca del controllo finale, questo è il più grande successo della psicopatia; dopo tutto, quale modo migliore per prevedere in base alla risposta una persona o un gruppo, se non dare loro la tua mente?

La spinta del concorrente a vincere a tutti i costi è certamente pervasiva. Così anche la tendenza all'irresponsabilità, più evidente nella cultura della compensazione che si è insinuata nella mentalità sociale, grazie a leggi che limitano la capacità di una persona di sviluppare attraverso l'etica e i concetti morali di giusto e sbagliato.

 Come puoi assumerti la responsabilità di pensieri e concetti che non sono tuoi? In generale, regole e regolamenti ci insegnano a cedere il nostro potere, una transazione che si rafforza nella società secondo Thomas.

Dice che data la scelta tra avere il potere e cederlo a un'entità "fidata", le persone spesso scelgono di rinunciarvi piuttosto che assumersi la responsabilità che ne deriva.

Nella sua apparente, infinita ricerca di reinventare la società a propria immagine, la psicopatia ha forse più di un'espressione. Una recente ricerca sulle abitudini dei social media solleva inquietanti correlazioni tra l'uso massiccio di Facebook e il narcisismo socialmente aggressivo.

In uno studio, gli utenti che hanno ottenuto un punteggio elevato in un questionario sull'inventario della personalità narcisistica, riferisce Damien Pearse, "avevano più amici su Facebook, si taggavano più spesso e aggiornavano i loro feed di notizie più regolarmente".

La ricerca, afferma il rapporto, "arriva in mezzo a prove crescenti che i giovani stanno diventando sempre più narcisisti e ossessionati dall'immagine di sé e dalle amicizie superficiali".

Allo stesso tempo, i media hanno "scherzato" su coloro che si astengono da Facebook definendoli altamente sospettosi e sospetti: potrebbero avere qualcosa da nascondere. L'uso di Facebook è, ovviamente, prevalente e "normale".

 

Esiste un numero infinito di flussi multimediali che ci invogliano a vedere la nostra riflessione, attirandoci in potenti correnti sotterranee e spingendoci da una banca all'altra.

Emergiamo solo per riprendere fiato, disorientati e confusi, disconnessi dai nostri spunti naturali. Ma forse è questa l'idea.

 Certamente è il bisogno innato di controllare e il potere di esercitarlo, a qualunque costo e senza cure, che frattura la mente patologica dal resto di noi.

Il complesso di Dio.

Coloro che salgono al potere nella corporatocrazia, sono maniaci del controllo, dipendenti dal brusio del potere sugli altri esseri umani.

– Bruce Levine, critico sociale e psicologo.

In un mondo competitivo ci saranno sempre coloro che cercano, giustificano o abbracciano attivamente i tratti della psicopatia come strada per il successo.

Per un chirurgo, un freddo distacco e una testa fredda hanno il loro posto.

Ma glorificare lo psicopatico è una strada pericolosa da percorrere. Secondo la psicologa Linda Mealey, la competizione serve solo ad aumentare l'uso di strategie antisociali e machiavelliche e contrasta qualsiasi aumento del comportamento prosociale dopo il successo.

La spirale della separazione sociale e il rafforzamento del distacco costituiscono un pericoloso precedente, ciò che James definisce un senso di "diritto nato dalla grandiosità cosmica".

 Cita il barone del petrolio John D. Rockefeller che vedeva la sua ricchezza non in un contesto capitalista del selvaggio West americano che gli dava libero sfogo, ma senza scusarsi, per diritto divino: "Dio mi ha dato i miei soldi", disse Rockefeller.

Questo senso di diritto divino, essendo scelto, come separato dalla società, ha parallelismi profondamente inquietanti con la ricchezza contemporanea.

Jeff Greene è un investitore e imprenditore immobiliare multimiliardario e, secondo quanto riferito, possiede la casa più costosa d'America.

Greene, che ha fatto fortuna scommettendo sui mutui subprime, afferma che gli americani devono avere "meno cose":

"Le aspettative sullo stile di vita dell'America sono troppo alte e devono essere adattate, quindi abbiamo meno cose e un'esistenza più piccola e migliore", ha tenuto una conferenza al 60enne, che cede la sontuosa tenuta da 195 milioni di dollari a Beverly Hills a famiglie reali e dignitari internazionali per centinaia di migliaia di dollari al mese.

Al suo interno, supponendo che ne avesse uno, i dipartimenti all'interno del sistema, siano essi politici, aziendali o finanziari, selezionano per lignaggio questa mente; uno disposto a crearlo, supportarlo e mantenerlo.

"Personaggi come JP Morgan, Randolph Hearst e Mayer Rothschild", sostiene l'autore Stefan Verstappen, "sono psicopatici professionisti che raggiungono l'apice della fase finanziaria dove causano non meno miseria e distruzione delle loro controparti politiche".

Di conseguenza, gli esempi di condotta psicopatica nelle alte cariche sono all'ordine del giorno.

 Robert Kirkconnell è un veterano di combattimento della US Air Force di 27 anni, e un critico schietto del programma MK-ULTRA del governo degli Stati Uniti che ha condotto una serie di test psicologici insensibili o di "controllo mentale" sui propri cittadini.

In American Heart of Darkness, Kirkconnell accusa la Commissione presidenziale Rockefeller, istituita per indagare sulle attività della CIA, che secondo lui ha finanziato il programma.

Kirkconnell non vede più la sua casa come una repubblica costituzionale, ma come una patocrazia gestita da psicopatici.

Visioni del mondo psicopatiche contagiose?

Ho dovuto vincere a tutti i costi, a volte lasciando che i costi fluissero incontrollati, solo per vedere il volume del mio potere.

– IO Tommaso.

"Il potere è l'unica cosa a cui ho veramente a cuore nella mia vita", afferma Thomas.

 “Potere fisico, potere di essere desiderato o ammirato, potere distruttivo, conoscenza, influenza invisibile. Mi piacciono abbastanza le persone da volerle toccare, modellare, rovinare", dice Thomas. "Voglio esercitare il mio potere".  Non è niente di personale. È dietetico. L'idea di rovinare le persone, dice, è semplicemente deliziosa.

Tommaso non è unico. Lo psicopatico gioca invariabilmente con il suo cibo.

Nel processo cercare attivamente di visitare la sfortuna o la sofferenza sugli altri. Thomas si considera una tigre bianca, un animale domestico bello ed esotico ma intrinsecamente pericoloso. E mentre nelle sue stesse parole si considera addomesticata, dentro di sé continua a lottare con un impulso primordiale di distruggere.

Questa mentalità non è persa dalla società. In effetti, è una visione del mondo catturata in modo succinto nel discorso personale sullo stato del mondo di Michael Ellner: "Guardaci e basta", chiede.

“Tutto è al contrario, tutto è sottosopra. I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, gli psichiatri distruggono le menti, gli scienziati distruggono la verità, i principali media distruggono le informazioni, le religioni distruggono la spiritualità e i governi distruggono la libertà”. Puoi vedere il suo punto.

Ma fino a che punto questo mondo di cui parla Ellner deriva esclusivamente dalla cieca ricerca del potere e del profitto?

C'è una malevolenza sistemica nascosta che crea paura e incertezza; il caos per giustificare questo inseguimento?

La nebbia malefica, quell'intento malvagio che attribuiamo ad atti e misfatti efferati, è illusoria, un epifenomeno un sottoprodotto del cervello psicopatico? O è reale, autonomo e guida il programma? E questa distinzione è importante?

Ci aiuta a interpretare, per esempio, l'aumento della malattia cronica, le sue origini e come la professione di guaritore sia diventata, come affermano i critici, un termine alla moda per le pubbliche relazioni? gestire i sintomi a scopo di lucro?

Il mondo di Kirkconnell è al centro dell'attenzione. Siamo tutti vittime della programmazione sistemica; di disorientamento; uno squilibrio che il predatore incita in noi per mantenere e rafforzare la sua posizione e il suo status?

Come un dio, gran parte di ciò che la psicopatia è e fa si nasconde in bella vista. Lo psicopatico fa appello al senso di empatia e fiducia nell'umanità della sua preda. È la tabula rasa su cui le persone proiettano le loro speranze e ideali.

(Chi è il nuovo Dio in terra?  Klaus Schwab.Ndr)

Questa realizzazione deve sorgere se vogliamo esporre la psicopatia sistemica e affrontare possibilità selvaggiamente sinistre, non ultime le identità più oscure e le motivazioni sottostanti su cui si basa.

 

Darwin Dorr è il direttore della ricerca sulla psicopatologia presso la Wichita State University, Kansas.

"La maggior parte dei pedofili è psicopatica", dice Dorr, "o almeno manifesta in misura significativa le caratteristiche psicologiche della psicopatia".

Tali legami che legano il potere alle sue perversioni sono storici, endemici e persistono ancora oggi.

Le indagini su un giro di pedofili d'élite di Sydney sono solo la punta di un iceberg freddo e insensibile che minaccia di far affondare una titanica zattera di falsità.

Nel Regno Unito, la reputazione del DJ, presentatore televisivo e confidente dell'establishment, un tempo rispettato, Jimmy Savile, è svanita quando la sua predilezione per i bambini, i cadaveri, i rituali satanici e i preliminari è stata rivelata a una popolazione scioccata.

Ora vengono poste domande al di fuori dei circoli del Ministero degli Interni del Regno Unito e del suo gusto curioso per i bidoni della spazzatura delle celebrità. Improvvisamente il termine psicopatico sembra non essere più sufficiente.

Queste persone, il sistema che rappresentano e le entità che imitano e adorano, sono al di là di una lista di controllo?

Certamente i tentativi del Regno Unito e dell'establishment più ampio di ostacolare la verità servono solo a rivelare ulteriormente i mezzi segreti e il controllo amorale mediante i quali la psicopatia opera come parte integrante del sistema. 

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