I SOCIOPATICI VIVONO TRA NOI.
I SOCIOPATICI VIVONO TRA NOI .
I
“Sociopatici” vivono tra noi e
occupano
spesso Posizioni di Potere.
Fisicaquantistica.it
- Caterina Stabile – (25 Maggio 2021) – ci dice:
Secondo
i dati statistici, i soggetti sociopatici si confondono bene con le persone
“normali”, riuscendo a nascondere la loro natura da “predatori sociali”, tanto
da occupare spesso perfino posizioni di potere, non solo nella sfera pubblica
ma anche nella loro vita privata.
Psicopatia: le capacità di ragionamento morale
degli psicopatici.
Si
stima che circa l’1% delle donne ed il 3% degli uomini nella popolazione
mondiale soffra di un disturbo antisociale di personalità, noto come
“sociopatia”. E senza che quasi nessuno lo sappia vivono in mezzo a noi senza
rivelare la loro inclinazione.
Gli
esperti distinguono lo “psicopatico” dal “sociopatico”: il primo nasce con
questa condizione, trattandosi di una questione patologica; il secondo è
socialmente costruito, molti psicologi negano in tal caso l’influenza della
componente genetica.
Il
profilo dei sociopatici è quello di soggetti molto instabili emotivamente, che
quando commettono crimini ed errori tendono a lasciare in giro molti indizi, a
causa della loro impulsività.
Invece gli psicopatici sono freddi e
calcolatori, quindi più spietati ed attenti.
Gli
esperti spiegano che la sociopatia non è una malattia psichiatrica nel senso
stretto del termine, ma si riferisce piuttosto ad una serie di comportamenti
considerati trasgressivi ed aggressivi. Come conseguenza la società guarda i
sociopatici con una sorta di comprensione o perlomeno di titubanza.
L’identikit
dei “Sociopatici”.
Per i
sociopatici, solo i familiari, gli amici e la cerchia più stretta di conoscenze
meritano di essere apprezzati, a patto però di non ostacolare la realizzazione
dei loro desideri o misfatti.
Per
questi motivi, i sociopatici sono generalmente contrari alle idee, agli
interessi ed ai diritti della maggioranza della popolazione. Questo perché
hanno una forte inclinazione ad esacerbare l’egocentrismo e la mancanza di
rispetto nei confronti della legge.
Nel
caso in cui i sociopatici vengono smascherati, cercano sempre di giustificarsi
asserendo che tutto sia stato un grosso errore oppure un’ingiusta persecuzione
contro di loro. Ciò non impedisce ai sociopatici di continuare a mantenere i loro
peggiori atteggiamenti: impulsività, irresponsabilità, incapacità di amare,
arte manipolatoria, capacità di raggirare le regole e le norme.
I
sociopatici tendono inoltre a voler danneggiare fisicamente e psicologicamente
coloro che mettono in dubbio la loro autorità.
Anche
le loro reazioni emotive sono catastrofiche: non provano vergogna e spesso si
rifiutano di imparare dai propri errori e dalle esperienze passate.
La
loro personalità è dovuta a diversi fattori problematici che hanno affrontato
nella vita, infatti un gran numero di studi sperimentali ritiene che i
sociopatici sono dei soggetti nervosi che si lasciano andare spesso a repentini
sbalzi d’umore, che facilitano la loro volubilità d’animo.
Disturbo
Antisociale di Personalità: caratteristiche e sintomi.
Si
tratta di individui che tormentano o destabilizzano gli altri, come ad esempio
i loro dipendenti oppure ausiliari, a causa delle difficoltà ad adattarsi al
lavoro di squadra.
Nonostante
ciò, i sociopatici sono in grado di sperimentare una connessione emotiva con
determinate persone e gruppi, purché siano dei loro ammiratori. Invece mostrano
indifferenza e si comportano da individui tossici, manipolatori e bugiardi se
si relazionano con gli altri.
I
sociopatici sono votati a trasgressioni e sabotaggi, inoltre dimostrano quasi
sempre di essere disorganizzati, impulsivi ed irresponsabili.
A
questi aspetti si aggiunge poi la loro proverbiale propensione a minare la
propria e altrui sicurezza. Questi aspetti del loro carattere sono dei tipici tratti dell’identikit
di un sociopatico, il cui temperamento si contraddistingue per la prevalenza di
malcontento e rabbia.
(Caterina
Stabile - giornodopogiorno.org/2021/05/04/sociopatici-vivono-noi-esperti/)
L'arte
di salvarsi.
Artedisalvarsi.wordpress.com
– Claudileia Lemes Dias – Shahida Arabi
- (25-5-2018) – ci dice:
20
tattiche diverse usate da narcisisti, sociopatici, psicopatici e persone
altamente manipolative per farvi tacere.
(thoughtcatalog.com/shahida-arabi/2016/06/20-diversion-tactics-highly-manipulative-narcissists-sociopaths-and-psychopaths-use-to-silence-you/)
(Shahida Arabi, psicologa e psicoterapeuta
(Columbia University).
Gli
individui tossici come narcisisti maligni, psicopatici e persone con tratti
antisociali si impegnano in comportamenti disadattivi nelle relazioni che alla
fine sfruttano, sviliscono e feriscono i loro partner intimi, i familiari e gli amici.
Usano
una miriade di tattiche diversive che distorcono la realtà delle loro vittime e
deviano la responsabilità.
Sebbene
coloro che non sono narcisisti possano impiegare alcune di queste tattiche, i
narcisisti patologici li utilizzano in misura eccessiva per sfuggire alla
responsabilità delle loro azioni.
Ecco
le 20 tattiche diversive che le persone tossiche usano per mettervi a tacere e
svalutarvi.
GASLIGHTING.
Gaslighting
è una tattica manipolativa che può essere descritta in diverse varianti che
ruotano attorno a tre espressioni molto comuni tra i manipolatori: “Questo non
è accaduto”, “L’hai immaginato” e “Sei pazzo/a?”.
Il
gaslighting è forse una delle tattiche manipolative più insidiose usate da loro perché funziona per distorcere ed
erodere il vostro senso della realtà; è una tecnica che divora la vostra
capacità di fidarvi di voi stessi e inevitabilmente vi impedisce di riconoscere
l’abuso e i maltrattamenti per quel che sono.
Quando
un narcisista, un sociopatico o uno psicopatico usa il gaslighting, potete
diventare inclini ad auto ingannarvi come un modo per riconciliare la
dissonanza cognitiva che potrebbe insorgere.
Due credenze contrastanti si danno battaglia: questa
persona ha ragione o posso fidarmi di ciò che ho visto e vissuto? Una persona manipolatrice vi
convincerà che la prima è una verità inconfutabile, mentre la seconda è segno
di una disfunzione mentale vostra.
Per
resistere al gaslighting è importante radicarsi nella propria realtà – per contrastare l’effetto del
gaslighting un valido aiuto è scrivere le cose appena accadono, raccontare
tutto a un amico o ripetere la propria esperienza a una rete di supporto.
Il
potere di avere una comunità di convalida può riportare il vostro sentire dalla
realtà distorta di una persona maligna e farvi tornare a fidarvi dalla vostra
guida interiore.
PROIEZIONE. Un certo segno di tossicità si
configura quando una persona CRONICAMENTE dimostra di non essere disposta a
vedere le proprie carenze e usa tutto ciò che è in suo potere per evitare di
essere ritenuta responsabile di alcunché.
Parliamo
di proiezione. La proiezione è un meccanismo di difesa utilizzato per spostare la
responsabilità del proprio comportamento e tratti negativi attribuendoli a
qualcun altro. Agisce, alla fine, come una digressione che nega l’atto compiuto e la
responsabilità per averlo fatto.
Mentre
tutti adoperiamo la proiezione in una certa misura, secondo l’esperto clinico
in personalità narcisistiche Dott. Martinez-Lewi, le proiezioni di un
narcisista sono spesso psicologicamente abusive.
Piuttosto
che riconoscere i propri difetti, imperfezioni e malversazioni, narcisisti
maligni e sociopatici scelgono di scaricare i propri tratti sui loro prossimi
di modo doloroso ed eccessivamente crudele.
Anziché
ammettere che l’auto-miglioramento è possibile sulla base dei propri errori,
preferiscono delegare ogni responsabilità sul proprio comportamento alle
vittime, che dovrebbero vergognarsi al posto loro.
Per
un/a narcisista ogni forma di vergogna è tossica per sé stesso/a e va
immediatamente catapultata su un’altra persona.
Ad
esempio, una persona abituata alla menzogna patologica può accusare il proprio
partner di raccontare frottole; un coniuge bisognoso può chiamare il marito
“appiccicoso” nel tentativo di raffigurarlo come colui che è dipendente; un impiegato fannullone può accusare
il proprio capo di essere inefficace nel tentativo di sfuggire alla verità
sulla propria produttività.
Gli
abusatori narcisistici amano giocare al “gioco del biasimo”. Obiettivi del gioco: vincono,
perdete voi o il mondo in generale, che viene incolpato di tutto ciò che è
sbagliato in loro. È il modo che hanno trovato per farvi fare da babysitter al
loro fragile Ego mentre venite spinti in un mare di dubbi su voi stessi.
Divertente per loro, giusto?
Soluzione?
Non “proiettare” MAI il vostro senso di compassione o empatia su una persona
tossica e cercate di sfuggire alle proiezioni che fanno su di voi. Come osserva l’esperto di
manipolazione e autore Dott. George Simon (2010) nel suo libro In Sheep’s
Clothing, proiettare la nostra coscienza e il nostro sistema di valori sugli
altri ha le potenziali conseguenze di un ulteriore sfruttamento.
I
narcisisti all’estremità dello spettro di solito non hanno alcun interesse per
l’auto-insight o il cambiamento. È importante tagliare i legami e interrompere le
interazioni con le persone tossiche il prima possibile. Focalizzatevi sulla
vostra realtà e convalidate la propria identità. Non dovete vivere nel pozzo
nero della disfunzione di qualcun altro.
CONVERSAZIONI
ASSURDE CHE VI TRASCINANO NELL’INFERNO.
Se
pensate di avere una discussione ponderata con una persona tossica preparatevi
per un epico gioco mentale piuttosto che per una conversazione razionale.
Narcisisti
e sociopatici maligni usano l’insalata di parole, conversazioni circolari,
argomenti ad hominem, proiezione e gaslighting per disorientarvi e portarvi
fuori strada quando non siete d’accordo con loro o li sfidate in qualsiasi modo. Lo fanno per screditarvi,
confondervi e frustrarvi, distrarvi dal problema principale e farvi sentire in
colpa per essere degli esseri umani con dei pensieri e sentimenti che
potrebbero differire dai loro. Ai loro occhi il problema siete voi e la vostra intera
esistenza.
Passate
anche dieci minuti a litigare con un narcisista tossico e vi ritroverete a
chiedervi come sia iniziata la discussione. Semplicemente non eravate d’accordo
con loro sull’assurda affermazione che il cielo non è azzurro ma rosso e ora la vostra intera infanzia,
famiglia, amici, carriera e stile di vita sono state attaccate senza pietà. Accade perché il vostro disaccordo
intaccata la loro falsa credenza di essere onnipotenti e onniscienti,
provocando una conseguente ferita narcisistica.
Ricordatevi:
le persone tossiche non discutono con voi, ma essenzialmente discutono con loro
stesse. Siate consapevoli dei loro lunghi monologhi drenanti. I narcisisti
prosperano nel dramma e vivono di questo.
Ogni
volta che provate a fornire un punto di vista che contrappone le loro
asserzioni ridicole, date loro rifornimento. Non date da mangiare a queste
persone – fornite a loro, andandovene, la conferma che è il loro comportamento
il reale problema, non voi. Tagliate l’interazione appena potete, anticipate l’escalation
delle tecniche sottraendosi ai loro giochi mentali e usate la vostra energia a
rischio esaurimento per salvarvi.
DICHIARAZIONI
GENERALI E GENERALIZZAZIONI.
I
narcisisti maligni non sono sempre intellettualmente “avanti” – molti di loro
sono mentalmente pigri. Piuttosto che prendere il tempo di considerare attentamente
una prospettiva diversa, generalizzano tutto quel che vedono e tutto ciò che
dite, facendo affermazioni generiche che non riconoscono le sfumature degli
argomenti che sollevate, e nemmeno prendono in considerazione le molteplici
prospettive che presentate. Meglio ancora, perché non mettere un’etichetta su di voi
che allontana del tutto ogni vostra prospettiva?
Su una
scala più ampia, le generalizzazioni e le affermazioni generali invalidano le
esperienze che non rientrano negli assunti, negli schemi e negli stereotipi non
supportati dalla società; sono anche usati per mantenere lo status quo.
Questa
forma di digressione esagera una prospettiva fino al punto in cui un problema
di giustizia sociale può diventare completamente oscurato.
Ad
esempio, le accuse di stupro contro figure benvolute sono spesso accolte con la
premessa che ci sono ANCHE false notizie di stupro che si verificano. È vero
che ci sono false accuse, ma è ANCHE VERO che sono casi rari.
Il
punto è che proprio i casi rari vengono usati per etichettare come
comportamento generale, mentre il report sulla realtà della maggior parte delle
accuse viene oscurato.
Queste
micro aggressioni quotidiane avvengono anche in relazioni tossiche. Se fatte
presente a un maltrattante narcisista che il suo comportamento è inaccettabile,
potrebbe ad esempio iniziare a generalizzare il suo comportamento, a fare
considerazioni generali sulla vostra ipersensibilità oppure a dire cose come
“Non sei MAI soddisfatta” o “Sei SEMPRE troppo sensibile” piuttosto che
affrontare i problemi reali legati al SUO modo di comportarsi.
È
possibile che voi stessi vi percepite come persone ipersensibili, ma è anche
possibile che l’individuo con chi avete a che fare si tratti di una persona
insensibile e crudele per la maggior parte del tempo.
Aggrappatevi
alla vostra verità e resistete alle affermazioni generalizzate. Rendetevi conto che sono forme di
pensiero illogico, fotografate in bianco e nero, lontane dalla realtà. Le persone tossiche che brandiscono
affermazioni generiche non rappresentano la ricchezza completa dell’esperienza:
rappresentano, anzi, il limite della loro singolare esperienza e il senso
eccessivo di Sé.
DELIBERATAMENTE
TRAVISANO I VOSTRI PENSIERI, SENTIMENTI o ATTI FINO ALL’ASSURDITÀ.
Nelle
mani di un narcisista o di un sociopatico malvagio, le vostre opinioni
divergenti,
le emozioni legittime e le esperienze vissute vengono tradotte in difetti di
carattere e prove della vostra irrazionalità.
I
narcisisti tessono racconti fantastici per riformulare quello che state
effettivamente dicendo come un modo per rendere le vostre opinioni assurde o
atroci.
Diciamo
che fatte notare il fatto che non siete soddisfatti del modo in cui un amico
tossico vi sta parlando.
In risposta, lui o lei potrebbe mettervi le
parole in bocca, dicendo: “Oh, quindi ora sei perfetto?” oppure “Quindi sono una
persona cattiva, eh?” quando non avete fatto altro che esprimere i vostri
sentimenti.
Ciò
consente loro di invalidare il vostro diritto ad avere pensieri ed emozioni sul
loro comportamento inappropriato e infonde in voi del senso di colpa quando
cercate di stabilire dei limiti.
Si
tratta anche di una forma popolare di deviazione e distorsione cognitiva nota
come “lettura della mente”.
Le
persone tossiche spesso presumono di sapere cosa state pensando e provando.
Salgono cronicamente alle conclusioni basandosi sulle loro abilità innescate
piuttosto che facendo un passo indietro per valutare la situazione in modo
consapevole.
Agiscono,
di conseguenza, in base alle proprie delusioni e fallacie, senza mai scusarsi
per il danno che causano.
Dopo
avervi messo le parole in bocca, vi dipingono come se avevate un’intenzione o
un punto di vista stravagante che non possedevate.
Vi
accusano di considerarli tossici – anche prima che abbiate la possibilità di
individuare il perché dei loro comportamenti – e questo serve anche come una
forma di difesa preventiva.
Semplicemente
affermando “non ho mai detto questo” e andando via quando una persona continua
ad accusarvi di fare o di dire qualcosa che non avete mai nemmeno pensato,
aiutate a stabilire un confine in questo tipo di interazione.
Fino a
quando la persona tossica avrà la libertà di biasimarvi e di divagare sul
proprio comportamento, riuscirà a convincervi che siete voi le persone che si
devono “vergognare”.
Lo
fanno per strappare da voi qualsiasi feedback realistico possa convalidare le
loro idee su di voi.
PIGNOLERIA
E COSTANTE SPOSTAMENTO DEI PALI DALLA PORTA.
La
differenza tra critica costruttiva e critica distruttiva è la presenza di un
attacco personale e di norme impossibili.
Questi
cosiddetti “critici” spesso non vogliono aiutarvi a migliorare, vogliono solo
trovare il pelo nell’uovo, tirarvi giù e farvi diventare dei capri espiatori in
ogni modo possibile.
I
narcisisti e i sociopatici abusivi usano un errore logico noto come “spostare i
pali” per assicurarsi che abbiano tutte le ragioni del mondo per essere
perennemente insoddisfatti di voi.
Questo
è il momento in cui, anche dopo aver fornito tutte le prove del mondo per
convalidare la vostra argomentazione o intraprendere un’azione per soddisfare
la loro richiesta, essi stabiliscono un’altra aspettativa o chiedono maggiori
prove.
Hai
una carriera di successo? Il narcisista inizierà a chiedervi perché non siete
ancora miliardari.
Avete
dimostrato di riuscire a soddisfare i loro eccessivi bisogni, rendendovi sempre
disponibili?
Ora è
il momento di dimostrare che potete anche essere “indipendenti”.
I pali
della porta verranno spostati sempre e potrebbero anche non essere collegati
tra loro; la vostra vita diventerà un eterno rivedersi per cercare
l’approvazione e la convalida del/la narcisista.
Aumentando
le aspettative alzano la posta oppure la cambiano completamente.
Le
persone altamente manipolative e tossiche sono in grado di infondere in voi un
senso pervasivo di indegnità, quel non sentirsi “mai abbastanza”.
Sottolineando
un fatto irrilevante o una cosa che avete fatto di sbagliato e focalizzandosi
esclusivamente su di essa, i narcisisti riescono a distrarvi dalle vostre forze
e trascinarvi nell’ossessione per eventuali difetti o debolezze.
Vi
fanno pensare alla prossima aspettativa che avranno su di voi e a cosa andrete
incontro. Vi ritroverete riportati all’indietro, bloccati nel tentativo di
soddisfare ogni loro bisogno e per cosa? Per rendervene conto a posteriori che
non hanno cambiato minimamente il modo orribile come siete trattati.
Cercate
di non restare invischiati nelle parole dei pignoli che fanno ampio uso del
gioco di spostamento dei pali della porta.
Se
qualcuno sceglie di rivangare un punto irrilevante più e più volte fino al
punto di non riconoscere il lavoro che avete fatto per trovare un punto in
comune e soddisfarli, sappiate che il loro movente non è quello di capire
meglio come stanno le cose.
Vogliono
solo provocarvi ulteriormente e farvi essere in lotta con voi stessi per
dimostrare costantemente al mondo il quanto valete. Cercate la convalidazione e
l’affermazione personale dall’interno. Sappiate apprezzarvi per ciò che
siete: nessuno ha il diritto di farvi sentire costantemente deboli o indegni in
qualsiasi modo.
CAMBIARE
L’ARGOMENTO PER ELUDERE LA RESPONSABILITÀ.
Questo
tipo di tattica è ciò che mi piace chiamare la sindrome di “Chi, io?”.
È una
palese digressione dal vero argomento che lavora per reindirizzare l’attenzione
su un problema completamente diverso.
I narcisisti non vogliono che vi soffermiate
sul tema della responsabilità, quindi reindirizzeranno le discussioni per
avvantaggiarsi. Vi lamentate della loro negligenza genitoriale? Faranno notare un
errore che avete commesso sette anni prima. Questo tipo di diversione non ha
limiti in termini di tempo o contenuto della materia, e spesso inizia con una
frase del tipo “Che dire del tempo in cui …”
Su un
macro livello, tali distrazioni funzionano per far deragliare le discussioni
che sfidano lo status quo. Una discussione sui diritti degli omosessuali, per esempio,
può essere deragliata rapidamente da qualcuno che introduce un altro problema
di giustizia sociale solo per distrarre le persone dall’argomento principale.
Come
Tara Moss, autrice di Speaking Out: A 21st Century Handbook for Women and Girls
osserva, la specificità è necessaria per risolvere e affrontare i problemi in
modo appropriato – questo non significa che i problemi sollevati non abbiano
importanza, significa solo che il momento e la specifica questione subentrata
potrebbero non essere attinenti all’oggetto della discussione.
Non
lasciatevi deragliare – se qualcuno cerca di girare la frittata in questo modo,
potete esercitare quello che chiamo il metodo “disco rotto”: continuate a
dichiarare i fatti senza cedere alle loro distrazioni.
Reindirizzate
il loro tentativo di ribaltare le cose dicendo “Non è quello di cui sto
parlando. Rimaniamo concentrati sul vero problema.” Se non sono interessati,
lasciateli parlare da soli e andate a spendere le vostre energie in qualcosa di
più costruttivo, come avere un dibattito molto più ricco con una persona seria
e non con qualcuno che ha l’età mentale di un bambino.
MINACCE
NASCOSTE E PALESI.
I
narcisisti abituati a maltrattare le persone, e gli individui tossici, si
sentono molto minacciati quando il loro eccessivo senso di diritto, il falso
senso di superiorità e il grandioso senso di sé sono messi in discussione. Sono inclini a fare richieste
irragionevoli agli altri – mentre puniscono le persone per non essere
all’altezza delle loro impossibili aspettative.
Invece
di affrontare i disaccordi o i compromessi con maturità, decidono di
distogliervi dal diritto di avere una vostra identità e delle prospettive
diverse, cercando di instillare dentro di voi la paura delle conseguenze per
non essere d’accordo o non rispettare le loro richieste. Per loro, qualsiasi
sfida si traduce in un ultimatum: “fai questo o lo farò io” diventa il loro
mantra quotidiano.
Se la
reazione di qualcuno, quando cercate di stabilire dei confini oppure esprimere
un’opinione diversa, è quella di minacciarvi per sottomettervi, che si tratti
di una minaccia velata o di un’ammissione esplicita di ciò che pensano di fare,
sappiate che si tratta del massimo segnale di allerta di una persona ha un alto
senso di diritto e non ha alcuna intenzione di scendere a patti con voi.
Prendiate
sul serio le minacce e mostrate al narcisista che avete capito che non si
tratta di uno scherzo; documentate le minacce e segnalatele quando possibile e
legalmente fattibili.
VI
ASSEGNANO DEI NOMIGNOLI.
I
narcisisti attaccano in modo preventivo qualsiasi cosa percepiscano come una
minaccia alla loro superiorità sproporzionata. Nel loro mondo sono gli unici ad
avere ragione e chiunque osi dire una cosa diversa crea una ferita narcisistica
che si traduce in una rabbia narcisistica. Come afferma il Dott. Mark Goulston,
la rabbia narcisistica non è il risultato di una bassa autostima, ma piuttosto di un alto senso di
diritto e di un falso senso di superiorità.
Una
forma di narcisismo di basso livello è ricorrere alla rabbia narcisistica sotto
forma di nomignoli quando non riescono a pensare a un modo migliore di
manipolare la vostra opinione o micro gestire le vostre emozioni.
Chiamarvi
per nomignoli è un modo rapido e semplice per abbattervi, degradarvi e insultare
la vostra intelligenza, aspetto o comportamento, invalidando il vostro diritto
di pensare separatamente e di manifestare le vostre opinioni, come una PERSONA.
Rinominarvi
in modo negativo può anche essere un modo per criticare le vostre convinzioni,
opinioni e intuizioni.
Una
prospettiva ben studiata o un’opinione informata diventano improvvisamente
“stupide” o “idiote” nelle mani di un narcisista malvagio o di un sociopatico
che si sente minacciato da essa e non può fare una rispettosa, convincente
confutazione.
Piuttosto
che ribadire con saggezza la vostra argomentazione, vi bersagliano andando sul
personale e cercando di indebolire la vostra credibilità e intelligenza in ogni
modo possibile. È
importante interrompere qualsiasi interazione implichi essere chiamati per
nomignoli e comunicare che non tollererete alcun tipo di offesa. Non interiorizzate ciò che vi dicono:
rendetevene conto che stanno ricorrendo ai nomignoli perché carenti di metodi
di livello superiore.
CONDIZIONAMENTO
DISTRUTTIVO.
Le
persone tossiche vi condizionano ad associare i vostri punti di forza, talenti
e ricordi felici con l’abuso, la frustrazione e la mancanza di rispetto.
Lo fanno nascondendo in maniera segreta e palese le
qualità e le caratteristiche che un tempo avevano idealizzato in voi, sabotando
i vostri obiettivi, rovinando le celebrazioni, le vacanze e i giorni di riposo.
Potrebbero
persino isolarvi dai vostri amici e dalla vostra famiglia e rendervi
finanziariamente dipendente da loro. Come i cani di Pavlov, sarete
essenzialmente “allenati” nel tempo a temere di fare le stesse cose che una
volta rendevano la vostra vita appagante.
Narcisisti,
sociopatici, psicopatici e persone altamente tossiche agiscono così perché
desiderano distogliere la vostra attenzione da voi stessi e imponendovi di
cercare un modo per accontentarli.
Se c’è
qualcosa al di fuori di loro che potrebbe minacciare il controllo che hanno
sulla vostra vita cercheranno in tutti i modi di distruggerla. Devono essere al
centro dell’attenzione in ogni momento. Nella fase di idealizzazione eravate il
centro del mondo di un/a narcisista – dopodiché sono loro a diventare il centro
del vostro.
Anche
i narcisisti sono naturalmente patologicamente invidiosi e non vogliono che
nulla si intrometta tra loro e l’influenza che esercitano su di voi. La vostra
felicità rappresenta tutto ciò che sentono di non poter avere nelle loro vite
emotivamente superficiali.
Dopo
tutto, se imparate che potete ottenere convalida, rispetto e amore da altre
fonti, cosa vi impedisce di lasciarli?
Per le
persone tossiche, un po’ di condizionamento può fare molto per farvi camminare
sui gusci delle uova e farvi cadere quando vogliono, preferibilmente ad un
passo di realizzare i vostri sogni.
Vaccino
Anti-Cancro:
Una
Cagata Pazzesca!
Conoscenzealconfine.it
– ( 25 Ottobre 2022) - Marcello Pamio-
ci dice:
Biontech:
“Entro il 2030 avremo il Vaccino anti-cancro” …Risponde Fantozzi: “Per me è una
Cagata Pazzesca!”
Un
articolo della prestigiosissima rivista Focus mi ha tirato su il morale, e non
di poco.
La
redazione mi ha illuminato, spiegandomi che la Covid avrebbe fatto accelerare
la ricerca sulla tecnologia a mRNA e visto soprattutto il successo dei vaccini,
ora si ritorna a parlare delle sue possibili applicazioni nella cura di
melanomi e tumori!
Si esatto,
soprattutto il successo dei vaccini…
Alla
BBC la signora Özlem Türeci co-fondatrice della BioNTech (compari di merende di
Pfizer) ha
discusso del futuro della tecnologia a mRNA nel vaccino anticancro, dicendo che “come scienziati siamo restii ad affermare
che abbiamo una cura contro il cancro”, mentre il marito, l’immunologo
Ugur Sahin si è sbilanciato, dichiarando che il vaccino “lo potremmo avere prima
del 2030”.
Avete
già stappato il prosecco? Fantozzi no, perché dopo 69 ondate, 33 varianti, 15 sieri
e milioni di malori letali, venne colto da un leggero sospetto:
“Per
me il vaccino è una cagata pazzesca!”.
Sento
questa ridicola cacofonia sul vaccino per il cancro da sempre. Ricordo
benissimo le dichiarazioni verso la fine del XX° secolo di Umberto Veronesi.
Risultato: lui è concime per i fiori e del
vaccino nemmeno l’ombra, solo diserbante genico per una influenza!
Prima
lo capiamo e meglio è per tutti: non esiste e non esisterà mai una cura per il
cancro sotto forma di pastiglietta o vaccino, per il semplice motivo che il
tumore non è causato da cellule diventate caotiche e anarchiche.
Se
così fosse, allora il malato è un povero sfortunato perché il “male oscuro” ha
colpito il suo corpo e non quello del vicino (che gli sta anche sui coglioni!).
Visione
deprimente e frustrante.
Ecco
perché hanno dovuto inventarsi dei capri espiatori: genetica, familiarità e se
non bastasse anche i virus!
Tutte
condizioni eziologiche mai dimostrate, ma semplicemente accettate come dogmi
dalla nuova religione in camice bianco. Dare la colpa all’esterno (virus,
genetica indotta, inquinamento, ecc.), piuttosto che mettere in discussione la
propria esistenza fa comodo ai sudditi!
Sapete
qual è la triste realtà? La medicina allopatica non solo brancola nel buio più
totale (sul cancro come su tutte le malattie), ma viene costantemente mantenuta
in questa brodaglia culturale dall’establishment (Big Pharma).
La
Verità biologica (“logica della Vita”) non si deve conoscere. Il popolo non deve sapere che la Vita
è magistrale, come le sue Leggi.
Se le
persone vivessero la “malattia” come un Programma speciale biologico
perfettamente sensato messo in atto dal cervello per un motivo ben preciso, la
Vita apparirebbe ai loro occhi sotto una nuova luce, e la paura non avrebbe
motivo di esserci! E senza paura non possono controllarci! Quadratura del
cerchio.
Accettare
questa visione vorrebbe dire cambiare il paradigma rovesciando i concetti base
della medicina, e dall’altra perdere migliaia di migliaia di miliardi di
introiti sul business della “malattia”.
Motivi
più che validi per cercare di impedire con ogni mezzo la “vera conoscenza” che
porta al risveglio delle Coscienze.
Ma non
ce la faranno mai!
(Marcello
Pamio - focus.it/scienza/salute/avremo-un-vaccino-anticancro-entro-il-2030)
(t.me/marcellopamio)
LE
PROVE DEL GRAFENE NEI VACCINI:
IL
PIANO PER UNO STERMINIO DI MASSA.
Lacrunadellago.net
– (Set 14, 2022) - Cesare Sacchetti- ci
dice:
La
storia del grafene nei sieri, impropriamente chiamati “vaccini”, è una storia
proibita, occultata dalla cappa mediatica. Troppe sconvolgenti le conclusioni e
troppo devastanti le conseguenze per coloro che hanno permesso che tali farmaci
fossero distribuiti.
Tutto
iniziò lo scorso anno quando il biologo spagnolo, il professor Pablo Campra
dell’Università d’Almeria, rivelò i clamorosi risultati delle sue analisi sul
vaccino Pfizer.
Il
verdetto del microscopio parlò piuttosto chiaro. Nel siero c’era solo e
soltanto una sostanza altamente tossica per il nostro organismo, il grafene.
A
distanza di un anno da quelle sconcertanti conclusioni, giunge un’altra ricerca
eseguita dalla dottoressa indiana Poormina Wagh.
Prima
che si mettano in moto le rotative delle menzogne mediatiche, è indispensabile
precisare che la dottoressa Wagh ha un curriculum esteso nei rami della
virologia e della immunologia.
La
scienziata vanta due dottorati di ricerca in questi due campi presso
l’università britannica della London School of Hygiene & Tropical Medicine
e le sue pubblicazioni sono tutte visibili presso il sito Research Gate.
L’immunologa indiana ha anche collaborato con
l’ospedale pediatrico di Cincinnati. Si tratta di una scienziata a tutti gli
effetti, ma ciò non impedirà ai professionisti della disinformazione di
screditare la sua reputazione.
La
dottoressa Wagh ha deciso di eseguire questa ricerca sul grafene nei sieri
perché vuole cercare di far arrivare al grande pubblico la verità taciuta dai
media saldamente
prostrati al culto del vaccino.
Assieme
ad un gruppo di ricercatori di tutto il mondo ha eseguito delle analisi su 2305
campioni di sieri di dodici differenti marche di vaccino. Nella lista ci sono
le marche dei vaccini più distribuiti negli Stati Uniti e in Europa Occidentale
quali Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson. Ci sono anche
vaccini cinesi come il Novavax e altri vaccini cubani.
Non
risulta esserci il vaccino russo Sputnik sviluppato dall’istituto Gamaleya e
quindi questo porta ad escludere che la Russia abbia messo nel suo preparato le
sostanze che invece sono state trovate negli altri sieri.
Le
conclusioni di questa ricerca così estesa sono concordanti e inquietanti al
tempo stesso. Nulla di quanto dichiarato nei famigerati bugiardini risulta essere vero.
Nei sieri Pfizer e Moderna non c’è né l’mRNA né la cosiddetta proteina Spike
mentre in quelli di Astrazeneca e J&J non c’è l’adenovirus che avrebbe
dovuto in teoria esserci.
In
ogni singolo farmaco sono stati riscontrati ingredienti quali acqua, idrossido
di alluminio, nano particelle metalliche e nano particelle di ossido di grafene.
Questi
ingredienti non sono un composto che serve a prevenire un eventuale “contagio”
del cosiddetto “COVID-19”.
Appare
del tutto evidente che sono sostanze tossiche per il nostro organismo quali il
grafene e l’idrossido di alluminio.Una volta che questo composto entra nell’organismo di
una persona inizia a fare il suo “lavoro”, che non è altro che quello di
deteriorare il sistema immunitario di chi riceve il siero.
La
dottoressa Wagh è piuttosto inequivocabile nelle sue conclusioni. Questi
“vaccini” sono stati distribuiti come parte di un programma per giungere “ad un
massiccio de-popolamento”.
Non
appare esserci altro scopo considerati gli ingredienti utilizzati per
sviluppare questi farmaci.
Stanno
poi emergendo al tempo stesso altri elementi che sembrano confermare le
conclusioni di queste analisi di laboratorio.
È il
caso dell’imbalsamatore americano Richard Hirshman. Hirshman conosce il suo
mestiere molto bene, da più di 20 anni. L’imbalsamatore ha raccontato al
quotidiano americano “The Epoch Times” che nei cadaveri che ha avuto modo di trattare negli
ultimi mesi ha riscontrato la presenza di una sostanza che né lui nei suoi
colleghi hanno “mai visto” nel corso della loro carriera.
Si
tratta di “tessuti fibrosi bianchi” e ciò lascia pensare che potrebbe esserci
qualche collegamento con le sostanze messe nei sieri, in particolar modo il
grafene.
Il
grafene può essere infatti sia di colore nero sia di colore bianco. Ma questa
non è l’unica prova che avalla le conclusioni di Campra e della Wagh.
Proprio
in Italia è stata condotta una ricerca da tre medici chirurgi, il dottor Franco
Giovannini, il dottor Benzi Cipelli e il dottor Pisano, sul sangue delle
persone che si sono sottoposte alla vaccinazione.
Anche
in questo caso i risultati sono stati a dir poco sconvolgenti. Nella relazione
che i tre medici hanno preparato viene riportato che nel sangue dei vaccinati
ci “sono evidenti inclusioni presumibilmente di grafene in mezzo a globuli rossi
fortemente conglobati attorno alle particelle esogene.”
Saremmo
in presenza di una mutazione vera e propria del sangue dei vaccinati che ha una
composizione e caratteristiche diverse da quello normale di chi non ha invece
ricevuto il siero.
Il
mancato isolamento del virus.
Un
altro aspetto fondamentale approfondito dalla scienziata indiana è quello che
riguarda l’isolamento del coronavirus. L’isolamento è il principio della
“emergenza” dal momento che senza di esso non si può determinare o meno
l’esistenza di un virus.
La dottoressa
Wash ha chiesto al Centro per la prevenzione e la cura delle malattie degli
Stati Uniti, il famoso CDC, di fornire un campione isolato e purificato del
virus, ma non c’è stato nulla da fare. Il CDC non è stato in grado di
assecondate tale richiesta. Il virus isolato non appare.
Altri
ancora hanno provato a chiedere prova dell’isolamento del virus come ha fatto
la ricercatrice canadese, Christine Massey, che ha aperto un sito dedicato
all’argomento nel quale mostra tutte le sue lettere alle differenti istituzioni
sanitarie internazionali.
La
Massey ha scritto alle autorità sanitarie canadesi, britanniche, americane ed
europee ma nessuna di queste quando gli è stato chiesto di produrre un campione
del virus isolato ha saputo darle una prova dell’isolamento del cosiddetto
COVID-19.
A
questo punto, è d’obbligo un interrogativo. Ci si chiede quali vaccini per
prevenire il “contagio” contro il COVID-19 abbiano potuto sviluppare le case
farmaceutiche se fino ad oggi il virus chiamato COVID-19 non risulta nemmeno
essere stato isolato?
Ugur
Sahin, il co-fondatore di BionTech, ha rivelato che il vaccino Pfizer fu
concepito nel giro di poche ore a gennaio del 2020.
Ma un
vaccino non si sviluppa di certo in poche ore e richiede anni di ricerche e
diversi test. Soprattutto c’è da considerare un altro aspetto. In quel periodo
ancora non c’era un vero e proprio panico “pandemico”. L’OMS non aveva nemmeno
fatto la sua dichiarazione formale di “stato pandemico” che avverrà solamente
l’11 marzo del 2020.
Ciò porta
ad una unica conclusione. I “grandi” gruppi farmaceutici erano già all’opera
prima per preparare questi sieri e le analisi di Pablo Campra e Poormina Wagh
rivelano come lo scopo non fosse certo quello di migliorare o tutelare la
salute pubblica.
Lo scopo
non era altro che quello annunciato da Bill Gates nel 2010 ad una conferenza
della serie TEDx.
Fu in
quell’occasione che Gates disse che per ciò che riguarda la riduzione della
popolazione mondiale “se fosse stato fatto un buon lavoro con i vaccini” tale
numero avrebbe potuto essere ridotto del 10/15%.
E
quindi si spiegano perfettamente gli investimenti milionari che il fondatore di
Microsoft, l’uomo dei vaccini, ha fatto negli scorsi anni in questo campo.
Fu
sempre Gates ad annunciare nel 2018, due anni prima dell’inizio della
“emergenza COVID”, che il mondo avrebbe dovuto prepararsi ad un evento
pandemico come se avesse dovuto “affrontare una guerra”.
La
cosiddetta “pandemia” dunque non è mai stata tale. Si è trattato di una
operazione studiata a tavolino e preparata meticolosamente per giungere alla
società che uomini come Gates e i membri del club di Davos avevano in mente.
In
questa società distopica, il numero della popolazione mondiale deve essere
ridotto per essere conforme ai canoni della filosofia neomalthusiana sulla
quale si fonda l’ideologia globalista.
L’esistenza
stessa dell’uomo viene vista come una “minaccia” dai vertici di questi poteri
che si connotano per il loro feroce odio nei confronti dell’umanità intera,
considera alla stregua di un ammasso di “mangiatori inutili”, l’espressione
coniata dal club di Roma finanziato dalla famiglia Rockefeller.
E in
questa storia troviamo sempre questi nomi. Bill Gates, Rockefeller, Klaus
Schwab e Jacques Attali. Troviamo i nomi di coloro che hanno concepito questo
mondo.
Nessun
placebo nei vaccini.
C’è
poi un altro mito da sfatare diffuso da alcuni disinformatori, ovvero quello
che siano stati inseriti dei placebo nei vari lotti vaccinali.
Nulla
di tutto ciò è vero come ha spiegato la scienziata indiana nella sua relazione.
Se alcuni vaccinati non avvertono per ora sintomi negativi è dovuto solo al
fatto che in alcuni sieri la quantità di grafene è lievemente inferiore a
quella riscontrata in altri.
La
distribuzione di un siero con più o meno grafene rientra in quella che si può
definire come una perversa roulette russa nella quale alcuni “fortunati”
evitano patologie sull’immediato ma nessuno di questi scamperà ai gravi effetti
collaterali nel lungo periodo.
La
dottoressa Wagh spiega che l’aspettativa di vita di chi ha ricevuto tali
sostanze anche
in quantitativi minori rispetto ad altri si accorcia mediamente “dai 10 ai 15
anni”.
L’ulteriore
somministrazione di seconde, terze o quarte dosi serve soltanto ad accelerare
il processo di progressivo decadimento dell’organismo.
Tante
più dosi entrano nei nostri corpi, tanto più essi vengono definitivamente
compromessi da quelli che non possono essere che definiti come veleni per la
nostra salute.
In
tutto questo sconcertante disegno per attentare alla salute pubblica, l’unica
nota “positiva” sembra essere quella che riguardano gli effetti collaterali dei
sierati che, secondo la dottoressa Wagh, non possono essere trasmessi a coloro
che non hanno fatto il siero.
L’organismo
prova comunque ad espellere una parte delle sostanze tossiche che ha ricevuto
ma quando queste escono dal corpo sono inerti e non possono arrecare danni a
chi si trova a contatto con i sierati.
Queste
sono dunque le verità che scienziati indipendenti stanno cercando di far
arrivare al pubblico e che non sono riusciti ancora a trasmettere ad un ampio
numero di persone.
Molti
vaccinati ancora probabilmente ignorano che sono stati ingannati e frodati da
un sistema che aveva detto loro che tali sieri erano sicuri.
Ed è
quindi giunto il momento delle domande a coloro che in Italia hanno attuato la
campagna vaccinale. È necessario chiedere conto di quanto accaduto ai governi
Conte e Draghi che hanno promosso questi vaccini e hanno costretto le persone a
ricevere nel loro corpo tali sostanze attraverso obblighi vaccinali e
certificati verdi.
Gli
italiani sono stati sottoposti ad una somministrazione di massa che i fatti
esposti hanno rivelato essere null’altro che un deliberato tentativo di ridurre
la popolazione italiana.
(A capo di questo patto criminale vi è
Klaus Schwab il guru della nuova religione mondialista! Ndr.)
C’è da
chiedere conto anche all’AIFA che ha autorizzato la distribuzione di questi
micidiali preparati.
C’è da
chiedere conto ai responsabili di quello che è stato un attentato alla salute
pubblica degli italiani senza precedenti.
Il
sangue di chi ha perduto e sta perdendo la vita in questa strage attende
giustizia.
SOCIOPATICI
AL POTERE:
PERCHE'
NON LI FERMIAMO.
Toba60.com
– Redazione – (24 gennaio 2020) - ci dice:
Quello
che avrete modo di leggere è un testo molto bello e ben fatto, che dovrebbe
essere divulgato nelle scuole diffuso nei programmi televisivi e in ogni luogo
dove è’ presente quella che si chiama una società civile.
Leggetelo
e fatelo conoscere a quante più’ persone possibili, non è tutto ma è solo un
inizio per una reale consapevolezza di un aspetto mai considerato dell’animo
umano.
È una
analisi che alla fine non vi lascerà indifferenti, quando si parla di leader si
fa sempre riferimento al loro passato o alle loro idee e si trascura
praticamente la loro autentica personalità’.
Prima
di lasciarvi alla lettura desidero porre all’attenzione del pubblico un esempio
emblematico, del significato di sociopatia, con tutte le ripercussioni legate a
questa patologia, che è assai più’ diffusa di quanto si pensi.
Chi
non ricorda un leader politico, (Non è il solo, il mondo ne è pieno) che anni
fa menzionava i meridionali come sporchi e puzzolenti, ebbe un seguito
clamoroso, supportato da gran parte della popolazione e grazie a questa presa
di posizione assunse un ruolo di potere che lo proiettò’ ai vertici del
panorama politico nazionale e internazionale.
Passano
gli anni e lo stesso leader una volta persa la leadership si ripresenta a
distanza di tempo, con uno slogan, questa volta a scapito dei negri invasori e
prepotenti e tutto questo con il supporto di tutti coloro che precedentemente
erano additati di Sanguisughe e Fannulloni.
Si
sono invertiti i ruoli, le emozioni hanno preso il sopravvento e tutto
ricomincia da dove si era iniziato, questo è un classico esempio di come una
personalità’ deviata, possa trarre vantaggio da situazioni che nella loro
drammaticità’, giocano un ruolo fondamentale per l’acquisizione di tutto ciò’
che un sociopatico necessita e vuole, con tutte le sue forze: IL POTERE.
I
Detenuti Gestiscono L’Asilo?
Abbiamo
ampiamente documentato che i sociopatici a DC e a Wall Street hanno causato la
crisi finanziaria.
Ma non
ci siamo resi conto di quante persone sono sociopatici.
La
psicologa Martha Stout – che – istruttrice clinica in psichiatria presso la
Harvard Medical School per 25 anni – stima nel suo libro The Sociopath Next
Door che ben il 4% della popolazione è sociopatico privo di coscienza che non
ha empatia o sentimenti affettuosi per l’uomo o gli animali.
Il 4%
potrebbe non sembrare molto. Ma usando gli Stati Uniti come esempio, ciò
significa che 12 milioni di americani sono sociopatici.
Poiché
i sociopatici sono spietati e schiacciano i loro rivali e bruciano le
istituzioni a terra per raggiungere i loro obiettivi – ma sono grandiosi nel
fingere che si preoccupino delle persone – sono incredibilmente distruttivi.
I
sociopatici sarebbero stati scoperti molto rapidamente in un piccolo gruppo. Ma
in società enormi come la nostra, possono raggiungere posizioni di potere e
influenza.
A meno
che non impariamo a individuare “lupi travestiti da pecora”, continueremo a
cadere preda delle loro truffe.
(Nota:
altri esperti di salute mentale fissano la percentuale di sociopatici al 1-3%
della popolazione, che è di 3-9 milioni di americani.)
Perché
i giocatori corrotti a Wall Street e in DC non mostrano rimorso per le loro
azioni distruttive …
E
perché non li fermiamo?
Molti
banchieri, regolatori e politici sono stati presi in giro dopo bugie e scandali
dopo scandali.
Perché
non sono stati svergognati da tutte le rivelazioni sul loro comportamento e
castigati per la distruzione che le loro azioni stanno causando? Perché
continuiamo a innamorarci degli stessi criminali? Risponderemo a ciascuna di
queste domande una alla volta.
Molte
delle persone che gestiscono Wall Street e DC sono – LETTERALMENTE –
Psicopatici.
Secondo
psicologi e sociologi, molti a Wall Street e DC non sono come te e me. Sono
letteralmente psicopatici.
Reuters
ha riferito:
In un
sondaggio condotto su 500 dirigenti senior negli Stati Uniti e nel Regno Unito,
il 26 percento degli intervistati ha dichiarato di aver osservato o di avere
conoscenza diretta di illeciti sul posto di lavoro, mentre il 24 percento ha
dichiarato di ritenere che i professionisti dei servizi finanziari potrebbero
dover impegnarsi in atti non etici o illegali condotta per avere successo.
Il
sedici percento degli intervistati ha affermato che avrebbe commesso insider
trading se fosse riuscito a cavarsela, secondo L’abaton Sacharow. E il 30
percento ha dichiarato che i loro piani di compensazione hanno creato pressioni
per compromettere gli standard etici o violare la legge.
Un
certo numero di commentatori ritiene che i numeri siano bassi, a causa
dell’autodichiarazione.
Ad
esempio, Richard Eskow scrive:
Ho
discusso del sondaggio con alcune altre persone che hanno familiarità con il
settore bancario e hanno avuto la stessa reazione che ho fatto: semmai, quei
numeri sembrano bassi. Ha senso. Ammettere le tue inclinazioni criminali a uno
sconosciuto totale, non è facile come dire loro il tuo colore preferito o che
tipo di musica ti piace.
Come
abbiamo più volte notato, gli psicopatici hanno causato la crisi finanziaria …
e lo faranno ancora e ancora a meno che non vengano rimossi dal potere.
I
numeri di marzo / aprile della rivista CFA notano che i tassi di psicopatici a
Wall Street sono molto più alti rispetto alla popolazione generale, e riporta:
Questi
“psicopatici finanziari” generalmente mancano di empatia e interesse per ciò
che gli altri sentono o pensano.
Allo
stesso tempo, mostrano un’abbondanza di fascino, carisma, intelligenza,
credenziali, un’impareggiabile capacità di mentire, fabbricare e manipolare e
un impulso alla ricerca del brivido.
Uno
psicopatico finanziario può presentarsi come un candidato di lavoro a tutto
tondo perfetto, CEO, manager, collega e membro del team perché le loro
caratteristiche distruttive sono praticamente invisibili.
Fioriscono
in settori frenetici e sono esperti nell’impiego dei sistemi e dei processi
aziendali, nonché nello sfruttamento delle debolezze della comunicazione e
nella promozione di conflitti interpersonali.
Note
di Bloomberg:
Gli
“psicopatici corporativi” alla guida delle nostre istituzioni finanziarie sono
responsabili [per la crisi finanziaria].
Clive
R. Boddy, più recentemente professore alla Nottingham Business School della
Nottingham Trent University, afferma che gli psicopatici sono l’1 percento delle
“persone che, forse a causa di fattori fisici a causa della connettività
cerebrale anormale e della chimica” mancano di “coscienza, hanno poche emozioni
e mostrano l’incapacità di provare sentimenti, simpatia o empatia per gli
altri. “
Di
conseguenza, Boddy sostiene in un recente numero del Journal of Business
Ethics, che queste persone sono “straordinariamente fredde, molto più
calcolatrici e spietate verso gli altri rispetto alla maggior parte delle
persone e quindi una minaccia per le aziende per cui lavorano e per la
società”.
In che
modo le persone con difetti di personalità così evidenti riescono ad arrivare
in cima a società apparentemente di successo?
Boddy
afferma che gli psicopatici traggono vantaggio dalla “natura caotica relativa
della società moderna”, tra cui “rapido cambiamento, rinnovo costante” e alto
turnover del “personale chiave”.
Tali
circostanze consentono loro di ascendere attraverso una combinazione di
“fascino” e “carisma”, che rende “il loro comportamento invisibile” e “li fa apparire
normali e persino essere leader ideali”.
Hanno
“causato in gran parte la crisi” perché la loro “ricerca risoluta del proprio
auto-arricchimento e auto-esaltazione ad esclusione di tutte le altre
considerazioni ha portato ad un abbandono del vecchio concetto di “noblesse
oblige”, uguaglianza, equità, o di qualsiasi reale nozione di responsabilità
sociale delle imprese. “
Dice
che i “loro” senza nome sembrano “non essere influenzati” dai crolli aziendali
che provocano.
Questi
psicopatici “si presentano come indifferentemente turbati dal caos che li
circonda, non preoccupati per coloro che hanno perso il lavoro, i risparmi e
gli investimenti e come carenti di rimpianti per ciò che hanno fatto.
Mentono allegramente sul loro coinvolgimento
negli eventi, sono molto convincenti nel dare la colpa agli altri per quello
che è successo e non hanno dubbi sul loro valore e valore.
Sono
felici di allontanarsi dal disastro economico che sono riusciti a provocare,
con enormi profitti e con nuovi ruoli che consigliano i governi su come
prevenire tali disastri economici “.
I
rapporti indipendenti.
Mr
Boddy non è solo.
Nell’acclamato
libro di Jon Ronson The Psychopath Test, il professor Robert Hare [il
principale esperto mondiale di psicopatia] ha detto all’autore:
“Avrei
dovuto passare un po' di tempo anche in Borsa. Gli psicopatici del serial
killer rovinano le famiglie. Gli psicopatici corporativi, politici e religiosi
rovinano le economie. Rovinano le società “.
Un
senior banker di investimenti nel Regno Unito e io [stavamo] discutendo dei
tipi bancari di maggior successo che conosciamo e che cosa li spinge. Sostengo
che spesso si conformano alle caratteristiche mostrate dagli psicopatici
sociali. Con mia sorpresa, il mio amico è d’accordo.
Fa
quindi una sorprendente confessione: “In una delle principali banche di
investimento per le quali ho lavorato, abbiamo utilizzato i test psicometrici
per reclutare psicopatici sociali perché le loro caratteristiche si adattavano
perfettamente ai ruoli di senior corporate finance”.
Qui
c’era una delle maggiori banche di investimento del mondo in cerca di
psicopatici come reclute.
Un
rapporto di 2.200 pagine di Anton Valukas, l’avvocato di Chicago assunto da un
tribunale americano per indagare sul fallimento di Lehman … rivelò una
sistematica organizzazione all’interno della banca; descrisse i fallimenti
della gestione e una cultura distruttiva e interna di sconsiderata assunzione
di rischi degna di qualsiasi psicopatico.
Allora
perché il signor Fuld non è stato individuato e fermato? Ho concluso che è la
buona vecchia questione di natura e cultura, ma con una nuova interpretazione.
A mio
avviso, nella sua ricerca di una crescita senza fine, il settore dei servizi
finanziari ha attivamente cercato mostri con nature come Mr Fuld e li ha
nutriti con bonus e lodi.
Prendiamo
ad esempio Sir Fred Goodwin di RBS. Prima di accumulare una perdita aziendale
di £ 24,1 miliardi, il più alto nella storia del Regno Unito, è stato
idolatrato dal Comune.
In riconoscimento del suo lavoro nel tagliare
spietatamente i costi presso la Clydesdale Bank, ottenne il soprannome di “Fred lo Squartatore”, e lo interpretò per quanto ne
valesse la pena. In seguito fu descritto come “un Attila corporativo”, un titolo di cui
ogni psicopatico sarebbe orgoglioso.
Abbiamo
precedentemente osservato che i ricercatori hanno scoperto che il cervello
degli psicopatici ha un’anomalia della dopamina che crea un impulso per i premi a
tutti i costi e li fa ignorare i rischi.
Come
scrive PhysOrg:
Anomalie
nel modo in cui il [cervello] elabora la dopamina sono state riscontrate in
individui con tratti psicopatici e possono essere collegate a comportamenti
violenti e criminali.
I
cervelli degli psicopatici sembrano essere collegati per continuare a cercare
una ricompensa ad ogni costo, secondo una nuova ricerca della Vanderbilt
University. La ricerca scopre il ruolo del sistema di ricompensa del cervello
nella psicopatia e apre una nuova area di studio per capire cosa guida questi
individui.
I
risultati sono stati pubblicati il 14 marzo 2010 in Nature Neuro-science.
“Gli
psicopatici sono spesso considerati criminali a sangue freddo che prendono ciò
che vogliono senza pensare alle conseguenze”, ha detto Joshua Buckholtz, uno
studente laureato nel Dipartimento di Psicologia e autore principale del nuovo
studio.
“Abbiamo
scoperto che un sistema di ricompensa della dopamina iper-reattiva potrebbe
essere la base per alcuni dei comportamenti più problematici associati alla
psicopatia, come il crimine violento, la recidiva e l’abuso di sostanze”.
Per
esaminare la relazione tra dopamina e psicopatia, i ricercatori hanno usato la
tomografia a emissione di positroni o PET, l’imaging del cervello per misurare
il rilascio di dopamina, in concerto con un imaging magnetico funzionale, o
fMRI, sonda del sistema di ricompensa del cervello.
I
ricercatori hanno scoperto in quelle persone con elevati tratti psicopatici
l’area della ricompensa della dopamina nel cervello … era molto più attiva
mentre stavano anticipando la ricompensa monetaria che negli altri volontari.
Gli
esperti ci dicono anche che molti politici condividono anche i tratti con i
serial killer.
Nello
specifico, il Los Angeles Times ha osservato nel 2009:
Usando
la sua esperienza delle forze dell’ordine e i dati ricavati dall’unità di
analisi comportamentale dell’FBI, Jim Kouri ha raccolto una serie di tratti
della personalità comuni a un paio di professioni.
Kouri,
che è un vice presidente del “National Assn. of Chiefs of Police”, ha
assemblato tratti come il fascino superficiale, un senso esagerato di
autostima, mancanza di coscienza, menzogna, mancanza di rimorso e manipolazione
degli altri.
Questi
tratti, sottolinea Kouri nella sua analisi, sono comuni ai serial killer
psicopatici.
Ma –
ed ecco la parte che può suscitare polemiche e discussioni difensive – questi
tratti sono comuni anche ai politici americani. (Forse hai già sospettato.)
Sì.
Omicidio violento a parte, i nostri funzionari eletti spesso mostrano molti
degli stessi identici tratti caratteriali dei lavori criminali, che scappano
dalla polizia ma non per l’ufficio.
Kouri
nota che questi criminali sono psicologicamente capaci di commettere le loro
azioni sporche senza alcuna preoccupazione per conseguenze sociali, morali o
legali e senza alcun rimorso.
“Ciò
consente loro di fare ciò che vogliono, ogni volta che vogliono”, ha scritto.
“Ironia della sorte, questi stessi tratti esistono in uomini e donne che sono
attratti da posizioni di alto profilo e potenti nella società, compresi i
titolari di cariche politiche”.
“Mentre
molti leader politici negheranno la valutazione in merito alle loro somiglianze
con i serial killer e altri criminali in carriera, fa parte di un profilo
psicopatico che può essere utilizzato nella valutazione dei comportamenti di
molti funzionari e legislatori a tutti i livelli di governo”.
Rimarremo
pertanto senza potere se assumiamo che le super élite siano “come noi”.
Nota: in effetti, contrariamente ai comuni
stereotipi americani – e mentre la ricchezza non indica necessariamente se
qualcuno è una persona buona o cattiva – gli studi dimostrano che i
super-ricchi tendono ad essere meno empatici e hanno maggiori probabilità di
imbrogliare rispetto a quelli con una ricchezza più modesta.
A meno
che non impariamo a individuare “lupi travestiti da pecora”, continueremo a
cadere preda delle loro truffe.
A meno
che non rimuoviamo gli psicopatici dal potere, causeranno sempre più
distruzione.
I
detenuti gestiscono ancora il manicomio.
Chiunque
conosca Jamie Dimon, Lloyd Blankfein o gli altri “leader” di Wall Street può
dirti che non sono cambiati un po' dal 2008.
Non si
pentono del loro ruolo nella crisi finanziaria. Non si sentono in colpa per il
fatto che i contribuenti hanno dovuto salvarli ancora e ancora … e che hanno
usato quei soldi per arricchirsi e attaccarli al ragazzino.
Come
osserva l’Independent:
L’onorevole
Ronson riferisce:
“I
dipartimenti di giustizia e le commissioni giudiziarie di tutto il mondo hanno
accettato la tesi di Hare secondo cui gli psicopatici sono semplicemente
incurabili e tutti dovrebbero concentrare le proprie energie invece
sull’imparare a sradicarle”.
Ma,
lungi dall’essere sradicati, sono ancora al loro posto e spesso in posizioni di
potere ancora maggiore.
Come
avverte Mr Boddy:
“Gli
stessi psicopatici corporativi, che probabilmente hanno causato la crisi per la
loro avidità e avarizia che cercano se stessi, stanno ora consigliando ai
governi come uscire dalla crisi. Inoltre, se la teoria degli psicopatici
corporativi sulla crisi finanziaria globale è corretta, ora siamo lontani dalla
fine della crisi. Anzi, è solo la fine dell’inizio. “
Dico
la stessa cosa dal 2008.
Ralph
Waldo Emerson ha Detto:
“Chi
sei tu, parla così forte, che non riesco a sentire quello che stai dicendo.” È come un ladro che è stato arrestato
5 volte per furto con scasso. Anche se dice al giudice tutte le cose giuste al
momento della sentenza, il giudice gli lancerà comunque il libro.
Se il
ladro è nominato a capo di una commissione governativa sulla corruzione, pensi
che le persone avranno fiducia nella commissione o nelle sue azioni proposte?
[Quelli
al potere] potrebbero dire cose carine su come riparare l’economia, sostenere
il sistema finanziario e aiutare i cittadini americani, ma la gente non ci
crede più. Sono
stati dimostrati bugiardi una volta di troppo.
L’unica
cosa che può ripristinare la fiducia nell’economia e nel sistema finanziario è
di sostituirli tutti (catrame e piume) con leader onesti che faranno ciò che è
meglio per il popolo.
Dimentica
il “debito tossico” a cui continuano a riferirsi i capi parlanti. L’unico modo
per ripristinare la fiducia è sbarazzarsi dei “leader tossici” che hanno
causato il disordine.
Ho
notato ad ottobre:
La
richiesta principale dei manifestanti egiziani era che Hosni Mubarak e i suoi
compari lasciassero il potere.
Perché
le richieste dei manifestanti americani dovrebbero essere mantenute ad un
livello superiore?
Come
osserva l’ex capo economista del FMI Simon Johnson, l’industria finanziaria
americana ha effettivamente catturato il nostro governo in un “colpo di stato”,
uno stato di cose che è al centro di molte crisi dei mercati emergenti e che la
ripresa fallirà a meno che non si rompa l’oligarchia
finanziaria che sta bloccando le riforme essenziali.
Gli
Stati Uniti sono diventati una cleptocrazia, un’oligarchia, una repubblica
delle banane, uno stato socialista o fascista … che agisce senza il consenso
dei governanti. Esiste una relazione simbiotica maligna tra i leader
governativi e i loro compari, che rende una manciata ricca alla depressione
pubblica (allo stesso modo in cui la famiglia Mubarak ha incassato tra 40 e 70
miliardi di dollari tra tangenti e clientelismo).
Ricorda,
Mubarak fece finta di offrire concessioni o di negoziare più volte. Ma i
manifestanti non ne avrebbero avuto nulla. Hanno chiesto il congedo di Mubarak.
Gli
stessi despoti del governo (Bernanke e il resto dei tirapiedi della Fed,
Geithner e vari altri allumi e protettori Goldman di Robert Rubin) e gli stessi
manipolatori di Wall Street (Blankfein, Dimon, ecc.) Sono ancora sui loro troni
che causano malizia. Nulla cambierà
mentre questi ragazzi sono ancora in carica.
Perché
gli americani – come gli egiziani – non possono chiedere che i barboni vengano
buttati fuori?
Mentre
i manifestanti americani non hanno bisogno di fornire alcun elenco di richieste
ufficiali spezzare la cattiva alleanza che sta distruggendo il nostro paese e
rimuovere i vampiri sia dal governo che da Wall Street che sono i principali
responsabili del blocco delle riforme è una domanda perfettamente valida da
sola.
Come
dice Gordon Duff, redattore senior di Veterans Today, negli Stati Uniti è “il
momento del cambio di regime“.
Perché
non li fermiamo?
Abbiamo
precedentemente notato:
Biologi
e sociologi ci dicono che il nostro cervello si è evoluto in piccoli gruppi o
tribù.
Come
esempio di quanto profondamente l’ambiente di piccoli gruppi abbia influenzato
il nostro cervello, Daily Galaxy sottolinea:
La
ricerca mostra che uno dei modi più potenti per stimolare più acquisti è
l’approvazione delle celebrità.
I
neurologi dell’Università Erasmus di Rotterdam riportano che la nostra capacità
di valutare l’opportunità e il valore non funziona normalmente se un oggetto è
approvato da un volto noto.
Questo
illumina il nucleo caudato dorsale del cervello, che è coinvolto nella fiducia
e nell’apprendimento. Si accendono anche le aree collegate alla memoria a lungo
termine. Le nostre menti si identificano eccessivamente con le celebrità perché
ci siamo evoluti in piccole tribù. Se conoscevi qualcuno, allora ti
conoscevano. Se non ti eri attaccato a vicenda, probabilmente eri amico.
Le
nostre menti funzionano ancora in questo modo, dandoci l’idea che le celebrità
che continuiamo a vedere sono i nostri conoscenti. E vogliamo essere come loro,
perché ci siamo evoluti per odiare essere fuori dalla folla.
Le
scansioni cerebrali mostrano che il rifiuto sociale attiva aree cerebrali che
generano dolore fisico, probabilmente perché nella preistoria l’esclusione tribale
equivaleva a una condanna a morte.
E le
scansioni dell’Istituto Nazionale di Salute Mentale mostrano che quando ci
sentiamo socialmente inferiori, due regioni del cervello diventano più attive:
l’insula e lo striato ventrale.
L’insula
è coinvolta nella sensazione di affondamento intestinale che provi quando ti
senti così piccolo. Lo striato ventrale è legato alla motivazione e alla
ricompensa.
In
piccoli gruppi, li conoscevamo tutti estremamente bene.Nessuno poteva davvero ingannarci sul
tipo di persona che erano, perché eravamo cresciuti interagendo con loro per
tutta la nostra vita.
Se un
membro della tribù si travestisse e fingesse di appartenere a un’altra tribù,
lo vedremmo in un baleno. Sarebbe come vedere tuo padre in costume: lo
riconosceresti abbastanza rapidamente, vero?
Come
mostra l’esempio di celebrità, il nostro cervello può essere facilmente
ingannato dalle persone nella nostra grande società moderna quando attribuiamo
erroneamente a loro il ruolo di essere qualcuno di cui dovremmo fidarci.
È vero
anche il contrario. Le parti del nostro cervello che sono cablate per
riconoscere rapidamente “nemici esterni” possono essere ingannate nella nostra
enorme società moderna, quando sono davvero le persone che conosciamo vestite
come l ‘”altra squadra”.
I
nostri cervelli presumono che possiamo dire la verità dalla finzione, perché si
sono evoluti in gruppi molto piccoli in cui conoscevamo tutti estremamente bene
e di solito potevano vedere da soli ciò che era vero.
Dall’altro
lato della medaglia, un leader tribale che parlava di una buona partita ma
rubava e abusava costantemente del suo gruppo sarebbe immediatamente cacciato o
ucciso. Non importa quanto bene parlasse, i membri della tribù vedevano
immediatamente cosa stava facendo.
Ma in
un paese di centinaia di milioni di persone, in cui la classe politica è
protetta dal resto del paese, le persone non sanno davvero cosa stanno facendo
i nostri leader per la maggior parte del tempo.
Li
vediamo solo per un paio di minuti quando tengono discorsi, appaiono in foto o
vengono intervistati. È quindi molto più facile per un lupo travestito da
pecora che in un ambiente di piccoli gruppi.
In
effetti, i sociopatici sarebbero stati scoperti molto rapidamente in un piccolo
gruppo. Ma in società enormi come la nostra, possono raggiungere posizioni di
potere e influenza.
Come
nell’esempio di sostegno alle celebrità, i nostri cervelli eseguono programmi
sviluppati per un ambiente (un piccolo gruppo) in cui non viviamo più, e quindi
ci portano fuori strada.
Come
il punto cieco nel nostro specchietto retrovisore, dobbiamo imparare a
compensare e ad adattarci alle nostre imperfezioni, o potremmo essere ostruiti.
Bloomberg
nota che questa dinamica si è diffusa anche a Wall Street:
Fino
all’ultimo terzo del XX secolo, scrive, le compagnie erano per lo più stabili e
lente al cambiamento. L’occupazione a vita era un’aspettativa ragionevole e le
persone salivano di livello.
Questo
ambiente stabile significava che gli psicopatici corporativi “sarebbero stati
notati e identificabili come manager indesiderati a causa delle loro
personalità egoiste egoistiche e di altri difetti etici”.
Per
Wall Street – un ambiente aziendale in rapida evoluzione e altamente dinamico,
se mai ce ne fosse uno, specialmente quando le aziende si trasformavano da
partnership private in società pubbliche con requisiti di rendicontazione
trimestrali – i problemi sono iniziati quando questi incantatori si sono
diretti verso gli uffici di importanti istituti finanziari istituzioni.
Quindi,
secondo la” Teoria degli psicopatici corporativi della crisi finanziaria globale” di
Boddy, questi uomini sono stati “in grado di
influenzare il clima morale di tutta l’organizzazione” per esercitare “un
potere considerevole”.
Le
persone sono anche cablate per credere alle grandi dichiarazioni dei nostri
leader, anche se sono ridicole:
Come
scrisse Adolph Hitler in Mein Kampf :
Tutto
ciò è stato ispirato dal principio – che è del tutto vero in sé – che nella
grande menzogna esiste sempre una certa forza di credibilità;
perché
le grandi masse di una nazione sono sempre più facilmente corrotte negli strati
più profondi della loro natura emotiva che consapevolmente o volontariamente;
e
quindi nella semplicità primitiva delle loro menti cadono più facilmente
vittime della grande menzogna che della piccola menzogna, dal momento che
spesso essi stessi raccontano piccole bugie in piccole cose ma vergognarsi di
ricorrere a menzogne su larga scala.
Non
gli sarebbe mai venuto in mente di fabbricare colossali falsità e non avrebbero
creduto che gli altri avrebbero potuto avere l’impudenza di distorcere la
verità in modo così infame.
Anche
se i fatti che lo dimostrano possono essere portati chiaramente alla loro
mente, dubiteranno e vacilleranno e continueranno a pensare che potrebbero
esserci altre spiegazioni.
Perché la menzogna grossolanamente impudente
lascia sempre tracce dietro di sé, anche dopo che è stata inchiodata, un fatto
che è noto a tutti i bugiardi esperti in questo mondo e a tutti coloro che
cospirano insieme nell’arte di mentire.
Allo
stesso modo, il ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, scrisse:
Gli
inglesi seguono il principio secondo cui quando si mente, si dovrebbe mentire
in grande, e attenersi ad esso. Continuano a mentire, anche a rischio di
sembrare ridicoli.
La
scienza ha ora contribuito a spiegare perché la grande menzogna è efficace.
Come
ho già sottolineato in un altro contesto:
Psicologi
e sociologi ci mostrano che le persone razionalizzeranno ciò che i loro leader
stanno facendo, anche quando non ha senso …
I
sociologi di quattro importanti istituti di ricerca hanno indagato sul perché
così tanti americani credessero che Saddam Hussein fosse dietro l’11 settembre,
anni dopo che divenne evidente che l’ Iraq non aveva nulla a che fare con l’11
settembre .
I
ricercatori hanno scoperto, come descritto in un articolo sulla rivista Sociological
Inquiry (e ristampato da Newsweek):
Molti
americani hanno sentito il bisogno urgente di cercare una giustificazione per
una guerra già in corso.
“Ci
riferiamo a questo come” giustificazione inferita, perché per questi elettori,
il semplice fatto che eravamo impegnati in guerra ha portato a una ricerca
post-hoc per una giustificazione per quella guerra. *
“Le
persone stavano fondamentalmente inventando giustificazioni per il fatto che
eravamo in guerra”
“Volevano
credere nel legame [tra l’11 settembre e l’Iraq] perché li ha aiutati a dare un
senso a una realtà attuale. Quindi la capacità degli elettori di sviluppare
razionalizzazioni elaborate basate su informazioni errate, sia che pensiamo che
sia positivo o negativo per la pratica democratica, dimostra almeno
un’impressionante forma di creatività.
* La
grande menzogna sembra essere tanto efficace in [questioni finanziarie] come
nella guerra militare.
Lo
psichiatra Peter Zafirides, MD, mi ha inviato un eccellente articolo che spiega perché le persone buone
difendono i sistemi cattivi:
Dal
busto della bolla immobiliare e del crollo dei mutui a Bernie Madoff e Jerry
Sandusky , ai candidati e alle campagne politiche, non sembra passare una
settimana prima che un’altra storia di corruzione e scandali scoppi.
E
molto prevedibilmente, le seguenti domande sembrano sempre seguire:
“Come
hanno potuto cavarsela con questo?”
” - o
-”
“Perché
qualcuno non ha detto o fatto nulla al riguardo?”
Perché
manteniamo un sistema o un’istituzione in cui viviamo – un governo, un’azienda
o un matrimonio – anche quando chiunque altro può vedere che sta fallendo
miseramente? Perché resistiamo al cambiamento anche quando il sistema è
corrotto o ingiusto?
Un
nuovo articolo in Current Directions in Psychological Science rivela le condizioni in cui siamo
motivati a difendere lo status quo, un processo psicologico chiamato
“giustificazione del sistema”.
Le
persone sono motivate a difendere lo status quo [specialmente quando esiste una
minaccia esterna, le persone dipendono dal sistema, non c’è scampo o le persone
sentono poco controllo sulla propria vita].
Possiamo
scegliere di recuperare il nostro potere.
La
buona notizia è che possiamo crescere ed evolvere.
Mentre
i nostri cervelli hanno molti modi di pensare e di elaborare le informazioni
integrati, sono anche incredibilmente” plastici “. Possiamo imparare, evolvere
e superare i nostri cablaggi – o almeno compensare i nostri punti ciechi.
Non
siamo condannati a essere fuorviati dagli inserzionisti di Madison Avenue e dai
dittatori spietati, dalle frodi scientifiche e dai fondamentalisti.
Possiamo
scegliere di crescere come specie e rivendicare il nostro potere di decidere il
nostro futuro.
Come
scrive il dottor Zafirides:
La
ricerca sui nostri [punti ciechi psicologici predefiniti] non dovrebbe essere
schiacciante o demoralizzante.
Semmai
può davvero aiutare a illuminare coloro che sono frustrati, quando le persone
non insorgono in quello che sembrerebbe il loro miglior interesse.
La
consapevolezza di questa tendenza psicologica in tutti noi è il primo passo nel
cercare di minimizzare il suo impatto. La consapevolezza è fondamentale se
si spera di cambiare significativamente i sistemi.
Secondo
il dott. Kay:
“Se
vuoi capire come far accadere il cambiamento sociale, devi capire le condizioni
che fanno sì che le persone resistano al cambiamento e ciò che le rende aperte
a riconoscere che il cambiamento potrebbe essere una necessità.”
Questo
è vero se il cambiamento che uno desidera è individuale o sociale.
Ma non
disperare! A livello individuale o sociale, il cambiamento avviene
assolutamente. La consapevolezza e la conoscenza sono la prima parte del
processo.
Non
mollare mai la lotta.
Non
dubitare mai di quanto sei veramente potente.
(Washington
Blog).
Le
Persone per Bene
sanno
chiedere Scusa.
Conoscenzealconfine.it
– (25 Ottobre 2022) - Roberto Nuzzo – ci dice:
In
Canada (Alberta) si sta lavorando per un’Amnistia post Covid.
La
premier dell’Alberta (una delle province del Canada Occidentale), Danielle
Smith, ha detto che sta lavorando a un piano per graziare i residenti che sono
stati multati o arrestati per aver infranto i protocolli covid e si è scusata
con i canadesi non vaccinati che hanno subito “discriminazione”.
“Sono
profondamente dispiaciuta per chiunque sia stato inappropriatamente sottoposto
a discriminazione a causa del loro status vaccinale”, ha detto sabato la
premier.
“Esaminerò
la gamma di multe in sospeso che ci sono ancora, per ottenere un consiglio
legale su quali possiamo annullare e concedere un’amnistia”.
“Sono
profondamente dispiaciuta per ogni dipendente del governo che è stato
licenziato dal lavoro a causa del suo stato di vaccinazione e gli do il
benvenuto se vogliono tornare”.
Il
commento della Smith segna la prima volta che il leader di una provincia
canadese si scusa per aver discriminato i non vaccinati, secondo “Rebel News”.
Il
Canada aveva alcuni dei mandati per i covid più severi al mondo, tra cui rendere
obbligatorie le vaccinazioni nei luoghi di lavoro regolamentati a livello
federale, chiudere le attività per mesi e arrestare i cittadini se fossero
stati trovati a violare i protocolli di blocco.
(Roberto
Nuzzo - foxnews.com/us/canadian-leader-considers-dropping-covid-lockdown-charges-apologizes-unvaccinated)
– (t.me/robertonuzzocanale).
PREPARARSI
A COMBATTERE CON
ARMI
BIOLOGICHE? STRATEGIA NAZIONALE
DI
BIODIFESA USA DA 88 MILIARDI DI DOLLARI.
Nogeoingegneria.com
- Michael Nevradakis Ph.D – (25 OTTOBRE 2022) – ci dice:
Ha davvero qualcosa dei tempi finali, e a livello di
simulazione è stato mostrato da tempo, come nei videogiochi e nei film
distopici. Si arriverà davvero a un’escalation totale? Giocano tutti i livelli
e si preparano. “ESSI VIVONO” e sembrano voler mostrare la loro logica di
“morte creativa” con tutti i mezzi.
È
tempo di rendersi conto e di capire, è tempo di fermare questo film e di avere
un’altra visione di un altro mondo, è tempo di proiettare altri film sullo
schermo mentale, altrimenti sarà davvero il tempo finale.
Il
nostro campo mentale conta.
A
proposito del seguente articolo: I vaccini e le armi biologiche sono UNA industria.
Quando
ci si rende conto che l’industria dei vaccini e quella delle armi biologiche
sono la stessa cosa, il quadro generale diventa più chiaro.
L’esperto
di armi biologiche Francis Boyle, JD, Ph.D., ha affermato che la nuova
strategia di difesa biologica nazionale da 88 miliardi di dollari
dell’amministrazione Biden segnala che gli Stati Uniti stanno espandendo la
loro industria della guerra biologica «allo scopo di condurre una guerra
biologica».
Martedì l’amministrazione Biden ha annunciato una
nuova strategia nazionale di bio-difesa da 88 miliardi di dollari che delinea i
piani del governo su come rispondere a future pandemie, emergenze di salute
pubblica e minacce biologiche.
Il
lancio della «Strategia nazionale di biodifesa e piano di attuazione per
contrastare le minacce biologiche, migliorare la preparazione alla pandemia e
raggiungere la sicurezza sanitaria globale» includeva la firma del National
Security Memorandum-15 (NSM-15).
Gli
elementi chiave della nuova strategia includono la rapida produzione e
distribuzione di vaccini e test diagnostici e il rafforzamento della sicurezza
sanitaria globale.
La
strategia include anche un nuovo quadro per il ruolo del governo federale
durante una crisi futura, che pone la Casa Bianca al centro di qualsiasi
risposta del genere, coordinando le azioni di più agenzie federali.
La
Casa Bianca ha affermato che la nuova strategia adotta gli insegnamenti della
pandemia di COVID-19.
In
un’intervista con” The Defender”, il professore di diritto internazionale dell’Università
dell’Illinois Francis Boyle, JD, Ph.D., un esperto di armi biologiche che ha redatto il
“Biological Weapons Anti-Terrorism Act “del 1989, ha dichiarato:
«Sembra
che l’enorme quantità di denaro qui, 88 miliardi di dollari in cinque anni,
quando lo si aggiunge a ben oltre, direi, forse 130 miliardi di dollari [in
spese per la bio-difesa] dall’11 settembre 2001, significa che si stanno
attrezzando fino a combattere la guerra con armi biologiche in tutto il mondo».
Boyle
ha detto a The Defender che tra l’ottobre 2001 e l’ottobre 2015 il governo
federale ha speso 100 miliardi di dollari «per scopi di guerra biologica».
«Per
metterlo in prospettiva», ha detto, «in dollari costanti, il progetto Manhattan
per sviluppare la bomba atomica è stato di 40 miliardi di dollari».
Pianificare
le richieste di sviluppo, distribuzione di nuovi vaccini entro 130 giorni.
La
nuova strategia di biodifesa di Biden include il rapido sviluppo e la
diffusione di nuovi vaccini e strumenti diagnostici che prevede in risposta a
qualsiasi futura «minaccia biologica».
Secondo
il piano della Casa Bianca, queste «minacce biologiche» potrebbero essere
«naturali, accidentali [o] intenzionali», «con il potenziale di avere un
impatto significativo su esseri umani, animali (domestici e selvatici), piante
e ambiente e di avere un impatto negativo influiscono sulla salute,
sull’economia, sulla società e sulla sicurezza».
Secondo
STAT, gli
obiettivi del piano includono:
Essere in grado di
testare nuovi agenti patogeni entro 12 ore.
Messa a disposizione
del pubblico dei test rapidi entro 90 giorni.
Riutilizzo dei
farmaci esistenti entro 90 giorni.
Sviluppare vaccini
entro 100 giorni.
Produzione
sufficiente del nuovo vaccino per l’intera popolazione statunitense entro 130
giorni e “per la popolazione globale ad alto rischio” entro 200 giorni.
Sviluppo
di nuovi trattamenti entro 180 giorni.
Nel
giustificare la nuova strategia, un alto funzionario anonimo
dell’amministrazione Biden citato da” The Hill “ha detto:
«Noi…
sappiamo che il rischio di un’altra pandemia così grave o peggiore del COVID è
una vera minaccia. La nuova Strategia Nazionale di Bio-difesa delinea quindi
una visione audace… verso un mondo libero da pandemie e incidenti biologici
catastrofici».
Secondo
“Defense
One”,
altri obiettivi contenuti nel piano includono «rilevare la diffusione di agenti
patogeni prima ancora che i pazienti inizino a mostrare sintomi come la febbre»
e «aumentare il numero di kit di test diagnostici di decine di migliaia entro
una settimana».
Un
ulteriore elemento del piano è «ripristinare la comunità, l’economia e
l’ambiente dopo una pandemia o un incidente biologico», ha riferito The Hill.
Il
piano dell’amministrazione Biden include anche disposizioni per la preparazione
contro il «rilascio accidentale di agenti biologici e le minacce poste da
gruppi terroristici o avversari che cercano di utilizzare armi biologiche».
Notando
che il COVID-19 «ha evidenziato che gli Stati Uniti e il mondo sono vulnerabili
alle minacce biologiche, siano esse naturali, accidentali o intenzionali», il
piano afferma:
«È un
interesse vitale degli Stati Uniti prepararsi, prevenire, rilevare, rispondere
e riprendersi dalle minacce biologiche in patria e all’estero».
«Pertanto,
contrastare le minacce biologiche, promuovere la preparazione alla pandemia e
raggiungere la sicurezza sanitaria globale sono le massime priorità di
sicurezza nazionale e internazionale per gli Stati Uniti».
«Andando
avanti, gli Stati Uniti devono trasformare radicalmente le loro capacità di
proteggere la nostra nazione dalle minacce biologiche e promuovere la
preparazione alla pandemia e la sicurezza sanitaria in modo più ampio per il
mondo».
Secondo
STAT, un alto funzionario anonimo dell’amministrazione Biden ha dichiarato
martedì:
«una delle cose importanti che il COVID ci ha insegnato è che dobbiamo essere
in grado di muoverci molto più velocemente per contrastare le minacce
pandemiche e dobbiamo anche essere preparati a minacce per eventi completamente
sconosciuti>.Lo stesso funzionario ha affermato che il piano include
obiettivi molto alti che non sono scientificamente fattibili al momento, ma
potenzialmente potrebbero essere entro un decennio.
Secondo
il funzionario, questi nuovi sviluppi possono prendere di mira le 26 famiglie
di virus che infettano gli esseri umani, «per molti dei quali siamo molto meno
preparati dei coronavirus».
Il
Congresso lo finanzierà?
Alcuni
hanno messo in dubbio il prezzo del piano e la volontà del Congresso di
approvarne il finanziamento.
Uno
degli elementi della nuova strategia è il suo collegamento a una richiesta del
marzo 2022 al Congresso per 88 miliardi di dollari di finanziamenti in cinque
anni per «preparazione alla pandemia e bio-difesa», una richiesta che finora si
è «fermata».
Questi
fondi sono destinati, in parte, a «finanziare nuove ricerche per prevedere i
focolai prima che diventino pandemie» e «accelerare i test rapidi per
anticipare dove si stanno muovendo i virus», ha affermato “Defense One”.
Parte
di questo denaro proverrà dal finanziamento di base delle agenzie federali
coinvolte in questa strategia, ma non è chiaro se il Congresso abbia «molto
appetito per la spesa sanitaria pubblica aggiuntiva», secondo STAT, che ha
osservato che «i repubblicani al Congresso si sono rifiutati alle recenti richieste di
finanziamento delle risposte in corso al vaiolo delle scimmie e al COVID-19».
Secondo
la Casa
Bianca, la
nuova strategia «si basa sull’annuncio dell’USAID [Agenzia statunitense per lo sviluppo
internazionale] all’inizio di quest’anno che ha impegnato 150 milioni di
dollari alla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations [CEPI] per accelerare lo
sviluppo di vaccini salvavita e contromisure contro le minacce biologiche».
La
Casa Bianca ha incluso anche 1,4 miliardi di dollari in «finanziamenti
iniziali» forniti all’inizio di quest’anno al «nuovo rivoluzionario Fondo per
intermediari finanziari per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle
pandemie presso la Banca mondiale».
Boyle
ha descritto gli 88 miliardi di dollari di finanziamento previsto nei prossimi
cinque anni come «una drammatica escalation» senza «nessuna giustificazione da
legittime ragioni scientifiche».
Ha
osservato che dal 2015, il governo federale ha «stanziato da 5 a 6 miliardi di
dollari all’anno per scopi di guerra biologica, il che, essendo prudente,
significherebbe una somma totale dall’11 settembre 2001, fino ad ora, di $ 135-
$ 140 miliardi».
A suo
avviso, questo denaro viene stanziato «per espandere ulteriormente
l’industria della guerra biologica statunitense… allo scopo di condurre una
guerra biologica» e invece «avrebbe dovuto essere speso per la salute pubblica
del popolo americano».
«Dietro
tutto questo trovi Tony».
Parte
del prezzo della nuova strategia di bio-difesa sembra essere diretta al
«reclutamento, formazione e sostegno di un solido e permanente quadro di
operatori sanitari in tutti i 50 stati», nelle parole di un alto funzionario
dell’amministrazione Biden citato da Reuters.
Riferendosi
ad esso come un «esercito della salute pubblica», STAT ha riferito che questo «quadro di operatori sanitari»
includerà «tecnici di laboratorio, veterinari e operatori sanitari della
comunità, non solo per rilevare meglio le malattie emergenti, ma anche per
rispondere ad esse».
A sua
volta, “Defense One “ha riferito che la strategia «mira ad aumentare il numero
di operatori sanitari locali» e «tradizionali operatori sanitari in prima
linea», ma anche molte nuove posizioni «relative alla ricerca e alla raccolta
di dati», tra cui «l’espansione del campo epidemiologico del CDC programma
ufficiale» e «portare più epidemiologi in ogni Stato».
L’amministrazione
Biden ha anche affermato di essere «impegnata ad aiutare almeno 50 paesi
a rafforzare le proprie capacità locali», «rafforzare la forza lavoro della
sanità pubblica sia negli Stati Uniti che a livello globale» e «stabilire
meccanismi internazionali per rafforzare la sicurezza dei laboratori», secondo
STAT.
Per
alcuni, i «meccanismi internazionali» possono ricordare gli sforzi recenti e in
corso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per stabilire un
rinnovato «trattato
pandemico globale» – sforzi in cui gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Biden
hanno svolto un ruolo di primo piano.
Come
riportato in precedenza da” The Defender”, l’amministrazione Biden ha espresso
ampio sostegno a un «trattato sulla pandemia» e in precedenza ha guidato i
negoziati su questo tema.
Nella
sua intervista con” The Defender”, Boyle ha anche tracciato collegamenti tra la
nuova strategia dell’amministrazione Biden e gli sforzi per sviluppare il
«trattato pandemico».
Facendo
riferimento all’ordine esecutivo firmato di recente dall’amministrazione Biden
sul «progresso
della biotecnologia e della bio-produzione», Boyle ha osservato che fa menzione
di «ricerche
dual use [cioè per uso sia civile che militare, ndt] preoccupanti e ricerche
che coinvolgono potenzialmente pandemie e altri agenti patogeni ad alte
conseguenze».
Per
Boyle, «ricerca dual use» si riferisce allo sviluppo di «armi da guerra
biologica sia offensive che difensive», osservando che «quando si tratta di
guerra biologica, difesa significa offesa».
«Se
stanno dicendo che stanno facendo tutto questo per scopi difensivi, è perché
stanno anche pianificando un uso offensivo di armi da guerra biologica, con la
difesa per difendersi nel caso in cui gli avversari rispondano in natura», ha
aggiunto Boyle.
Questo
si collega quindi al «trattato pandemico», secondo Boyle, osservando che il
dottor Anthony Fauci ha stretti legami con il comitato esecutivo dell’OMS:
«Se
ricordi, Trump ci ha tirato fuori dall’OMS. Il primo atto che Biden ha fatto è
stato quello di rimetterci nell’OMS… e ha nominato Tony Fauci come
rappresentante del governo degli Stati Uniti nel comitato esecutivo dell’OMS».
«Quindi
lo stesso ragazzo che sostiene questa “doppia ricerca di preoccupazione” sta
anche implementando, supervisionando questo nuovo trattato dell’OMS».
La
strategia di Biden «richiede anche meccanismi internazionali che possano
aiutare a rafforzare la sicurezza dei laboratori e le pratiche di bio-protezione
in tutto il mondo», soprattutto alla luce delle «domande sui rischi e sui
benefici della ricerca sui virus potenzialmente pericolosi», inclusa la fuga di
notizie dai laboratori di Wuhan per la teoria del COVID-19.
Ciò
potrebbe indicare che Biden sta cercando di espandere la ricerca sul guadagno
di funzione a livello globale. Come riportato di recente da” The Defender”, le strutture che
conducono tali ricerche, inclusa una struttura in cui è stato sviluppato un
ceppo presumibilmente «più letale» della variante COVID-19 Omicron, sono
attualmente in fase di espansione negli Stati Uniti.
Il
guadagno di funzione si riferisce alla «manipolazione di agenti patogeni per
renderli più pericolosi», nella speranza di «anticipare un focolaio futuro».
Come
parte della nuova strategia, è stata firmata una «struttura di coordinamento
politico per la bio-difesa tra le agenzie governative con la supervisione della
Casa Bianca», ha riferito Reuters.
Secondo
“The Hill”, questo memorandum «delinea la struttura di coordinamento per la bio-difesa
tra le agenzie federali, indirizza le agenzie a dare la priorità alla bio-difesa,
indirizza la comunità dell’intelligence a tenere traccia dei paesaggi delle
minacce in evoluzione e garantisce che il governo riveda e aggiusti
continuamente le priorità».
Boyle,
un critico
esplicito della ricerca sul guadagno di funzione, ha affermato che sembra che tale
ricerca sarà parte integrante della nuova strategia di bio-difesa
dell’amministrazione Biden.
«È
chiaro nel linguaggio che stanno andando avanti a tutto vapore nell’abusare del
DNA, dell’ingegneria genetica, del guadagno di funzione, della biologia
sintetica, dello splicing genico, CRISPR-Cas9, per sviluppare armi da guerra
biologica» ha detto a “The Defender”.
Ha
affermato che il trattato sulla pandemia dell’OMS proposto include un
linguaggio su
«misure per fornire supervisione e riferire sui laboratori che lavorano per
alterare geneticamente gli organismi al fine di aumentare la patogenicità e la trasmissibilità».
Per
Boyle, «questo significa lavoro di guadagno di funzione, usando e abusando
dell’ingegneria del DNA, della biologia sintetica, CRISPR-Cas9. Questo è nel
trattato dell’OMS».
«Tutto
si lega», ha aggiunto Boyle. «L’ordine esecutivo, la strategia di bio-difesa,
il trattato dell’OMS. Trovi Tony Fauci dietro a tutto questo».
«Quando
sommi tutto questo, mi sembra che si stiano attrezzando per prepararsi a
condurre una guerra biologica offensiva e prepararsi per la difesa, affinché
altri stati rispondano con armi da guerra biologica» ha aggiunto Boyle.
Il
piano richiede il coordinamento tra le agenzie federali sotto il controllo
della Casa Bianca.
La
nuova strategia di bio-difesa dell’amministrazione utilizzerà più di 20 agenzie
federali, mentre «la supervisione della strategia sarà alla Casa Bianca, sotto
il consigliere per la sicurezza nazionale».
Secondo
un alto funzionario dell’amministrazione Biden, la nuova strategia «indirizza
la comunità dell’intelligence statunitense a monitorare le minacce e garantire
che gli Stati Uniti» si adattino continuamente a questo panorama di minacce in
evoluzione «tenendo esercitazioni annuali», per «prevenire epidemie e incidenti
biologici prima che succedere», ha riferito Reuters.
Questo
potrebbe far venire in mente esercizi e simulazioni che hanno avuto luogo
appena prima dell’epidemia di COVID-19, vaiolo delle scimmie e antrace, che
sembravano prevedere, con notevole somiglianza, cosa sarebbe successo.
Secondo
la nuova strategia di Biden, i capi delle agenzie federali competenti
«attueranno la strategia di bio-difesa, nonché le strategie correlate come la
strategia di sicurezza sanitaria globale degli Stati Uniti e includeranno
attività legate alla bio-difesa … all’interno della loro pianificazione strategica
e dei processi di bilancio».
Ci si
aspetta anche che le agenzie federali si coordinino tra loro e con le agenzie
non federali su questioni relative alla «impresa di bio-difesa».
La
nuova strategia è un una sfida altissima o una meta irraggiungibile?
Oltre
alle domande sui finanziamenti, alcuni hanno anche messo in dubbio la
fattibilità del nuovo piano.
“Defence
One” ha scritto che il raggiungimento di alcuni degli obiettivi «alti» della
strategia «richiederà un aumento degli sforzi di raccolta dei dati presso le
strutture di ricerca in tutto il mondo», oltre a incrementare in modo
significativo una serie di altri sforzi relativi alla ricerca, osservando che
la amministrazione «non ha specificato esattamente in quali tecnologie
investirà».
Secondo
“Defense One”, potrebbe essere necessario sviluppare «nuovi approcci alla
ricerca sull’RNA» per «attenuare le pandemie», oltre a «nuove forme di vaccini
a base vegetale» che potrebbero «consentire l’aumento graduale della produzione
di vaccini di ordini di grandezza».
Un
anonimo alto funzionario dell’amministrazione Biden citato da “Defense One” ha
riconosciuto che gli altissimi obiettivi previsti dal piano «non sono possibili
oggi, ma queste capacità possono essere raggiunte e sono alla nostra portata
con le giuste risorse nei prossimi 5-10 anni».
Assumere
più operatori sanitari potrebbe anche rivelarsi difficile per l’amministrazione
Biden a causa della carenza di infermieri che dovrebbe crescere entro il 2025,
insieme alla incombente «carenza di altri operatori sanitari».
(Michael
Nevradakis Ph.D.)
L’UE PREPARA L’AUTUNNO-INVERNO 2023 –
RESO
PUBBLICO UN DOCUMENTO INQUIETANTE.
Nogeoingegneria.com-
(24 OTTOBRE 2022) - Redazione – ci dice:
Un
nuovo preoccupante documento dell’UE mostra che lo stato di biosicurezza deve
essere potenziato in stretta collaborazione con l’OMS.
Un
nuovo documento mostra la caduta dell’UE nell’ortodossia della biosicurezza.
L’UE
si impegna ad applicare lockdown, passaporti vaccinali, obbligo di mascherine
con un accordo “legalmente vincolante” sulle pandemie globali.
L’Unione
Europea si è impegnata a continuare a usare questo inverno le chiusure, gli
obblighi di mascherina, i lasciapassare vaccinali e altre misure restrittive
per contenere la diffusione del COVID-19, e si è anche impegnata a creare un
trattato “legalmente vincolante” sulle pandemie globali con al centro “un’OMS
rafforzata”.
Il
documento pubblicato il 2 settembre, intitolato “Risposta dell’UE alla
COVID-19: prepararsi per l’autunno e l’inverno 2023“, è stato preparato dalla
Commissione europea (l’esecutivo dell’UE) e inviato al Parlamento europeo.
Questo
dimostra quanto la leadership dell’UE si sia innamorata della nuova ortodossia
della biosicurezza e non fa ben sperare per la futura gestione delle malattie
infettive nell’UE e nel mondo.
In
relazione alle chiusure e alle altre restrizioni, si propone un quadro di
indicazioni chiave da valutare nel momento in cui si decide la reintroduzione
di misure non farmacologiche”.
Questi
parametri comprendono i dati relativi alle malattie gravi e all’occupazione
degli ospedali. È importante notare che non riguardano solo il COVID-19 ma
anche l’influenza, quindi queste misure possono rientrare nella normale
gestione della malattia invernale e continuare a tempo indeterminato.
Si
propone un obbligo di mascheratura come “prima opzione per limitare la
trasmissione nella comunità”, con la preferenza per le mascherine FFP2.
L’uso
di mascherine negli spazi pubblici chiusi, compresi i trasporti pubblici, può
essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità. Recenti
prove dimostrano che le mascherine FFP2, facilmente reperibili nell’UE/SEE,
hanno un effetto protettivo maggiore nella Comunità rispetto alle mascherine
mediche o in tessuto. Gli Stati membri sono quindi invitati a considerare il
loro utilizzo in determinate situazioni.
Il
documento raccomanda di introdurre preventivamente restrizioni al lavoro a
domicilio e agli incontri prima dell’aumento delle infezioni, per evitare la
necessità di “misure più dirompenti come i lockdown, la chiusura di aziende e
scuole, la raccomandazione di rimanere seduti e le restrizioni di viaggio”. Si
sottolinea che è necessario un “impegno politico” per far funzionare le
chiusure e le altre misure.
Altre
misure, come lavorare da casa o limitare i raduni di massa, si sono dimostrate
efficaci per limitare la trasmissione del virus.
Se
adottate prima che i casi aumentino, queste misure possono evitare
provvedimenti dirompenti come le serrate, la chiusura di negozi e scuole, il
consiglio di rimanere a casa e le restrizioni di viaggio. L’impegno politico e
il coinvolgimento della comunità sono fondamentali per il successo e
l’efficacia delle misure non farmacologiche.
L’unico
aspetto positivo del documento è stata la chiara affermazione che l’istruzione
e la vita dei bambini non devono essere ulteriormente stravolte, anche se la
chiusura delle scuole non è stata esclusa nemmeno in questo caso.
La
pandemia COVID-19 ha sconvolto la vita dei bambini e dei giovani, influenzando
la loro vita quotidiana, l’istruzione, la salute, lo sviluppo e il benessere
generale. È quindi importante tenere presente l’impatto negativo delle
interruzioni scolastiche sulla salute e sullo sviluppo dei bambini.
L’attuazione degli interventi nelle scuole dovrebbe essere ridotta al minimo e
si dovrebbero prevenire ulteriori interruzioni dell’apprendimento.
Il
documento si pronuncia contro le restrizioni ai viaggi – la libertà di
viaggiare e l’abolizione delle frontiere interne sono articoli di fede per
l’UE. Tuttavia, raccomanda l’uso del certificato di vaccinazione digitale dell’UE (cioè il certificato di vaccinazione,
sebbene sia riconosciuta anche l’immunità naturale) ogniqualvolta le restrizioni ai
viaggi siano “necessarie” e si vanta di quanto sia già diffuso.
Gli
Stati membri possono fare affidamento sul certificato digitale Covid dell’UE se
la situazione epidemiologica di questo autunno e inverno richiede la
reintroduzione temporanea di restrizioni ai viaggi.
Il
regolamento dell’UE sul certificato digitale Covid, che è stato prorogato fino
a giugno 2023, fornisce il quadro necessario per gestire l’impatto delle
restrizioni alla libera circolazione e facilitare i viaggi.
Garantisce
che i cittadini possano beneficiare di certificati interoperabili e
reciprocamente riconosciuti di vaccinazione, test e recupero della COVID-19.
In
linea di principio, i titolari di certificati digitali Covid validi per l’UE
non dovrebbero essere soggetti a ulteriori restrizioni quando viaggiano
all’interno dell’UE.
Il
certificato digitale Covid dell’UE è un grande successo in quanto offre al
pubblico uno strumento accettato e affidabile in tutta l’UE (e in diversi Paesi
terzi) e impedisce la frammentazione dei diversi sistemi nazionali.
Al 1° agosto 2022, 75 Paesi e territori dei cinque
continenti sono collegati al sistema di certificati digitali dell’UE (30 Stati
membri dell’UE/SEE e 45 Paesi e territori non appartenenti all’UE) e molti
altri Paesi hanno espresso interesse ad aderire al gateway o sono già in fase
di discussione tecnica con la Commissione. Il certificato digitale Covid
dell’UE diventa così uno standard globale.
Il
sistema di certificati digitali COVID dell’UE è sufficientemente flessibile per
adattarsi all’evoluzione della risposta COVID 19. Eventuali adeguamenti del
periodo di validità dei certificati rilasciati per la prima vaccinazione di
richiamo potrebbero rendersi necessari alla luce di ulteriori evidenze
scientifiche e dell’evoluzione della pandemia.
Ciò
che non viene menzionato, ovviamente, è la motivazione dei passaporti.
Che
senso ha limitare la libertà di viaggiare delle persone non vaccinate (o non
sufficientemente vaccinate) se i vaccinati non hanno meno probabilità di
diffondere la malattia? Questa importante domanda rimane completamente senza
risposta.
Per
quanto riguarda la vaccinazione, il documento definisce 15 “obiettivi”,
“priorità” e “azioni” per le strategie di vaccinazione COVID-19.
Questi
includono la “priorità” di incoraggiare l’adozione del vaccino originale (per i
ceppi covidi estinti) da parte di tutti i bambini e gli adolescenti idonei,
insieme al punto d’azione di garantire che i medici di base dedichino un tempo
adeguato alla vaccinazione (non hanno nient’altro da fare?).
Il
documento suggerisce che le vaccinazioni di richiamo dovrebbero essere
somministrate ogni tre mesi, poiché dopo sei mesi sono di scarso beneficio.
Il
documento invita inoltre i governi a contrastare la “disinformazione” nei media
e su Internet per garantire “messaggi chiari, coerenti e basati su prove di
efficacia che dimostrino la costante sicurezza ed efficacia dei vaccini
COVID-19”.
Il
documento collega le preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino a “narrazioni
anti-occidentali e anti-UE” e a siti web che si occupano anche della guerra in
Ucraina. I
punti d’azione per i vaccini includono (sottolineatura mia):
Continuare
le strategie nazionali di vaccinazione COVID-19 utilizzando i vaccini
attualmente disponibili per ridurre le ospedalizzazioni, le malattie gravi e i
decessi.
Colmare
le lacune vaccinali. Migliorare la copertura della vaccinazione iniziale e
della prima dose di richiamo tra le persone idonee, compresi i bambini e gli
adolescenti idonei secondo i calendari di immunizzazione nazionali, rimane una
priorità. Ciò è particolarmente importante per le popolazioni a più alto
rischio di progressione della malattia e per i Paesi con tassi di vaccinazione
più bassi.
Mantenere
una capacità di immunizzazione sufficiente, riattivando i centri di
immunizzazione o utilizzando altre risorse, come i medici di base.
Somministrazione
prioritaria di una dose di richiamo aggiuntiva (seconda o successiva dose) per
alcuni gruppi di popolazione: Persone di età pari o superiore a 60 anni e
persone di qualsiasi età a rischio di malattia grave (ad esempio, persone con
malattie concomitanti, persone immunocompromesse e donne in gravidanza).
Si dovrebbe prendere in considerazione anche la
formazione di aggiornamento per gli operatori sanitari e le strutture di
assistenza a lungo termine. I richiami successivi possono essere somministrati
già tre mesi dopo l’ultimo richiamo, anche se la priorità deve essere data alle
persone che hanno ricevuto l’ultimo richiamo più di sei mesi fa.
L’efficacia
e la sicurezza dei vaccini [nuovi e] adattati devono essere monitorate
attentamente una volta iniziata l’introduzione su larga scala.
Se
necessario, le strategie nazionali di immunizzazione dovrebbero essere
modificate man mano che si rendono disponibili ulteriori prove sulle
prestazioni di questi vaccini.
Implementare
e, ove possibile, coordinare iniziative e strategie di comunicazione efficaci
per incoraggiare l’assunzione di dosi aggiuntive di vaccino e promuovere il
completamento della prima serie di vaccinazioni tra coloro che non l’hanno
ancora fatto. Dovrebbero essere fornite informazioni chiare sulle motivazioni
delle raccomandazioni e sui benefici della vaccinazione iniziale e di richiamo
per i diversi gruppi di popolazione, compresi quelli già malati.
Garantire
la capacità di aggiornare regolarmente la strategia di comunicazione pubblica
in base agli sviluppi epidemiologici e ai cambiamenti nella percezione e
nell’atteggiamento del pubblico nei confronti della pandemia in corso e della
vaccinazione COVID-19, compresa la capacità di monitorare e rispondere
rapidamente alle informazioni false o fuorvianti.
Aumentare
la fiducia nel vaccino monitorando e rispondendo alle domande e alle preoccupazioni
del pubblico, spiegando le basi scientifiche delle raccomandazioni e sfatando
la disinformazione e la disinformazione nei media tradizionali e nei social
media.
Messaggi
chiari, coerenti e basati su prove di efficacia che dimostrino la sicurezza e
l’efficacia dei vaccini COVID-19 sono fondamentali. Rivolgersi alle popolazioni
difficili da raggiungere attraverso comunicazioni personalizzate e utilizzare
gli operatori sanitari e i leader della comunità come fonti di informazione
affidabili.
Affrontare
la dimensione politica del rifiuto del vaccino e delle campagne di
disinformazione legate a narrazioni anti-occidentali e anti-UE. Tra le sfide
particolari ci sono i canali in cui circola la disinformazione nel contesto di
altre crisi, in particolare l’aggressione militare russa contro l’Ucraina.
Il
documento ribadisce con forza l’impegno dell’UE per un nuovo trattato sulle
pandemie “giuridicamente vincolante” con al centro un’OMS rafforzata e stanzia più di mezzo miliardo
di euro per la sua attuazione.
Infine,
l’UE ritiene fondamentale fare tesoro degli insegnamenti tratti dalla pandemia
COVID-19 e rafforzare l’architettura sanitaria globale, con un’OMS rafforzata
al centro.
L’UE è
determinata a essere una forza trainante nei negoziati per un nuovo accordo
internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione, la preparazione e
la risposta alle pandemie, nonché per emendamenti mirati a rafforzare il
Regolamento sanitario internazionale del 2005.
Questi
processi complementari sono una priorità per l’UE e offrono un’opportunità
storica per trovare soluzioni multilaterali a sfide comuni basate sui principi
di solidarietà collettiva, equità, giustizia, inclusione e maggiore trasparenza.
Inoltre, il nuovo Fondo per la prevenzione, la
preparazione e la risposta alle pandemie (FIF), per il quale Team Europe ha già
impegnato almeno 588 milioni di euro, fornirà finanziamenti per sostenere la
prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie, compresa l’attuazione
del Regolamento sanitario internazionale rivisto e della nuova Convenzione
internazionale sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie.
Il
documento fa anche riferimento a una futura “strategia dell’UE per la salute
globale” che “fornirà il quadro politico con priorità, governance e strumenti
che consentiranno all’UE di parlare con una voce influente e di sfruttare al
meglio la capacità del Team Europa di proteggere e promuovere la salute a
livello globale”.
Si
tratta di un documento molto preoccupante. Per quelli di noi che ancora si
aggrappano alle strategie per le pandemie basate sull’evidenza prima del 2020,
che mirano a mitigare l’impatto costruendo capacità di assistenza medica
d’emergenza e trovando trattamenti sicuri ed efficaci, piuttosto che introdurre
metodi intrusivi, dannosi e non provati per prevenire la diffusione di una
malattia che è comunque innocua per la maggior parte delle persone, questo non fa presagire nulla di
buono per l’attuale direzione di marcia in Europa e nel mondo.
(health.ec.europa.eu/system/files/2022-09/2022_covid-19_prep-autumn-winter_en.pdf)
SOCIOPATICO
AD ALTO
FUNZIONAMENTO:
VITA REALE.
Cristinapolitano.it
– Cristina Napolitano – (24-5-2020) – ci dice:
Sociopatico
ad alto funzionamento è un termine di psicologia popolare per definire un
individuo che, sebbene rientri in quello che la psichiatria definisce Disturbo Antisociale di Personalità
(ASPD), non presenta le caratteristiche tipiche, come ad esempio incapacità di
conformarsi alle norme sociali e giuridiche, incapacità di autocontrollo
finanziario e di mantenere un’attività lavorativa con continuità.
Come
riconoscere un sociopatico ad alto funzionamento.
Tendenzialmente
non prova empatia, è una persona fredda, che sa fingere le emozioni e che
raramente sperimenta il senso di colpa (nell’ASPD, invece, empatia, emotività
genuina e senso di colpa sono totalmente assenti), possiamo dire che è solo la
consapevolezza delle ripercussioni che alcuni comportamenti potrebbero avere su
se stesso (prima che sugli altri e sulla società) ad imporgli di fermarsi e di
non oltrepassare la sottile linea che lo distingue da un sociopatico a basso
funzionamento.
Il
sociopatico ad alto funzionamento è socialmente integrato, dunque. Possiamo definirlo quasi come il
sociopatico della porta accanto, un camaleonte sociale in grado di ad adattarsi
all’ambiente a seconda del suo scopo, spesso dotato di una spiccata
intelligenza e cultura, carismatico e tendenzialmente affascinante è in grado
di mantenere una relazione e/o il posto di lavoro (fintanto che li desidera).
Iperattivo,
attento ai dettagli, minuzioso, capace di leggere gli altri, sono tutte
caratteristiche che spesso lo rendono una persona di successo.
L’aggressività
in questi soggetti è presente, ma non è esplosiva. Prediligono la
manipolazione, lo sfruttamento del prossimo per i propri scopi, il controllo;
mentono e creano castelli di scuse molto articolati e credibili. Sono falsi, quasi mai autentici, è facile che in una discussione
attribuiscano all’interlocutore i propri difetti, quasi in cerca di una
reazione. Quella reazione che diventerà subito occasione per fare la vittima.
Sembrano
tante persone in una (come dicevo prima, è un camaleonte sociale), sa essere
cattivo, buono, irresponsabile, premuroso, sadico, gentile.
Ovviamente
ogni cosa viene usata per raggiungere il suo scopo, quindi se qualcuno osa
allontanarsi dalla sua manipolazione e dalle sue bugie potrebbe lusingarlo; e
se questo non dovesse funzionare, un minuto dopo potrebbe insultarlo e
colpevolizzarlo per quelle stesse caratteristiche per cui poco prima lo aveva
lusingato. In una relazione amorosa, queste caratteristiche rendono molto
difficile al partner separarsi.
Cos’è
la sociopatia.
Spiegare
cosa sia la sociopatia è molto complicato, poiché come dicevo prima non si
tratta di una categoria diagnostica a sé. Risulta dunque fondamentale dare uno
sguardo più ampio, concentrandoci su dove si colloca la sociopatia all’interno
dello scenario psichiatrico. Sociopatia e psicopatia sono termini comuni per descrivere un
disturbo che rientra in quello che viene chiamato Disturbo antisociale di
personalità (ASPD).
All’interno
del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) esso si trova
all’interno del Cluster B (ovvero tutti quei disturbi caratterizzati da
comportamenti “emotivi”, scarsa empatia, scarso altruismo, eccessivo
egocentrismo), insieme al Disturbo Narcisistico di Personalità, al Disturbo
Istrionico di Personalità e al Disturbo Borderline di Personalità. Non è un caso che il Disturbo
Antisociale di Personalità porti con sé molti tratti della personalità
narcisistica.
I
ricercatori sono abbastanza concordi nel ritenere che la sociopatia non sia
genetica, ma derivi da fattori ambientali (accudimento ricevuto e storia
familiare, traumi infantili, infanzia e adolescenza con abusi fisici, emotivi,
ecc.), motivo per cui i principali sintomi riconducibili ad un disturbo antisociale
di personalità nascono e si sviluppano fin da bambini. Gli studi condotti ci
portano a dire che questo tipo di disturbo è più frequente nella popolazione
maschile che in quella femminile. Questo è il motivo per cui mi riferisco al sociopatico
con il genere maschile. Non perché donne sociopatiche non esistano, ma perché
la maggior parte sono uomini.
Differenza
tra sociopatico e psicopatico.
Sociopatico
e psicopatico, spesso, nel linguaggio comune, vengono usati come sinonimi. Così
come la sociopatia, anche la psicopatia rientra nel Disturbo Antisociale di
Personalità.
L.
Michael Tompkins, psicologo e co-direttore della “San Francisco Bay Area Center
for Cognitive Therapy” ritiene che la principale differenza tra le due
categorie stia nel fatto che lo psicopatico non ha una coscienza, mentre il
sociopatico sì. Quando uno psicopatico mente non ha alcun scrupolo o senso di colpa,
anzi, farà di tutto per non essere scoperto. Nel sociopatico la coscienza è
presente, ma è debole. Sa che ciò che fa è sbagliato e può sentirsi in colpa,
ma questo non lo fermerà da compiere il gesto.
Sociopatico
ad alto funzionamento: i segnali.
Come
riconoscere un sociopatico ad alto funzionamento?
Se dovessi
stilare un elenco di segnali direi:
intelligenza
superiore, mancanza di empatia, egocentrismo e narcisismo.
inizialmente
appaiono perfetti, in virtù del loro essere camaleontici si adattano
perfettamente a ciò che il partner (o potenziale tale) desidera.
manipolazione
e controllo, meticolosità, vittimismo, perversione sessuale.
Attenzione
però alle diagnosi facili, queste caratteristiche costituiscono sicuramente dei
campanelli d’allarme, ma non sono sufficienti a definire una persona
“sociopatica ad alto funzionamento”. Una diagnosi, oltre a dover essere formulata da un
professionista, necessita di conoscenze approfondite circa la storia di una
persona.
Come
comportarsi con un sociopatico ad alto funzionamento.
Essere
familiare, amico o partner di un sociopatico ad alto funzionamento può essere
davvero difficile ed estenuante. Le discussioni potrebbero durare ore, giorni,
settimane e la cosa frustrante è che avrà sempre ragione lui, non c’è spazio
per le ragioni dell’altro. Minerà la tua autostima giorno dopo giorno, a tal
punto da farti sentire grata per averlo al tuo fianco.
Passata
una prima fase di apparente perfezione, utile a creare il collante, le
caratteristiche che ho presentato precedentemente escono fuori. Come, a che
intensità e quando è lui a deciderlo, tutto dipende da qual è il suo scopo e
quali ostacoli incontra.
Facciamo
un esempio. Se utilizzerà la rabbia per ottenere ciò che vuole, osserverà la
reazione dell’interlocutore. Se questo si allontanerà, allora utilizzerà la
carta del vittimismo per farlo tornare sui suoi passi. Uno schema tipico,
soprattutto all’interno di una relazione amorosa.
Inventerà
una storia, per giustificare la sua esplosione di rabbia che sarà così accorata
da provocare in chi l’ascolta il senso di colpa di essersi allontanato. Alla
fine, il “cattivo” non sarà più lui che ha urlato, ma l’altro/a per averlo
abbandonato e a non aver capito quanto stesse male.
Il fatto
che ci sia del buono in ognuno di noi, ahimè, spesso, è un mito. Proprio questo
“buono” da cercare e trovare rende difficile abbandonarlo, spingendo il partner
a tollerare, sopportare, giustificare e perdonare i suoi comportamenti.
Appaiono
sempre nel giusto, perché inventano storie. E se serve, hanno a disposizione
storie per spiegare le storie. Tutte estremamente credibili.
Sanno
essere affascinanti e stare in loro compagnia può essere davvero piacevole.
All’interno di una relazione amorosa, se la partner vuole continuare a stare
insieme a lui, beh, inizierà a mentire a se stessa, a difenderlo e a
colpevolizzarsi distorcendo la realtà.
Ecco
perché terminare una relazione con un soggetto sociopatico diventa davvero
complesso, la realtà non è più la realtà (osservando la quale chiunque
scapperebbe a gambe levate). La realtà, diventa quello che vogliamo vedere.
Come
aiutare un sociopatico.
Sembra
che per la sociopatia non vi sia una cura. O almeno, non è ancora stata
individuata una terapia farmacologica che possa definirsi risolutiva.
Una
terapia psicologica, invece, soprattutto se di stampo sistemico relazionale o
cognitivo-comportamentale, può essere indicata anche se non ci sono evidenze
nette in questo senso.
Un
grande problema in questo senso è che il sociopatico, anche quello ad alto
funzionamento, non sente di aver bisogno di aiuto. il sociopatico non pensa
affatto di essere un malato e quindi non sente di avere qualcosa da “curare”.
Il
sociopatico che arriva a chiedere aiuto psicologico, quasi sempre, lo fa per
problemi correlati o conseguenti al disturbo, come ansia, depressione, abuso di
sostanze oppure giungono da un professionista a seguito di invio da parte
dell’Autorità Giudiziaria.
Come
difendersi da un sociopatico.
Non
voglio dilungarmi troppo perché tanto, se non vogliamo vedere qualcosa
mentiremo a noi stessi, quindi tutto quello che dirò sarà semplicemente il
problema di qualcun altro. Per questo voglio farti solo tre domande, che tra
l’altro valgono sempre, in ogni relazione, sia essa familiare, amorosa, amicale
e con chiunque, sociopatico o no.
La
persona con cui stai:
Mantiene
le sue promesse? Puoi contare su di lui? Ti rispetta?
Se la
risposta che ti arriva subito in mente non è un netto e deciso “sì!” (e solo tu
sai qual è la prima cosa che istintivamente risponderesti), fermati a pensare
se vale la pena di dedicarti a una persona così.
Sociopatici
iperattivi famosi al cinema e in tv.
“Non
sono uno psicopatico, Anderson, sono un sociopatico ad alto funzionamento,
informati”.
È così che Sherlock Holmes (interpretato da
Benedict Cumberbatch nella serie tv Netflix “Sherlock”) si autodefinisce,
correggendo il giudizio di chi lo ritiene pazzo in virtù della sua
eccentricità: proprio quell’eccentricità che gli consente di osservare,
registrare e ricollegare dettagli infinitesimali, costruire palazzi della
memoria, potenziare a dismisura le funzioni cognitive, sbalordire il mondo con
le sue inferenze fulminanti e smascherare i delitti e le ipocrisie della vita
sociale.
Sherlock
però non è il solo personaggio di film e serie tv ad essere definito “sociopatico ad alta funzionalità”, categoria che sembra adattarsi a
una varietà di personaggi seriali che rispondono a un codice morale del tutto
idiosincratico, spesso discutibile, a volte deprecabile, eppure perfettamente
adatto ai progetti che perseguono con straordinaria determinazione.
Ovviamente,
all’interno di film e serie tv, i personaggi sono romanzati. Quindi le “diagnosi” sono spesso
poco accurate, “spicciole” direi.
Ad
esempio, la definizione di “sociopatico ad alta funzionalità”, per Sherlock non
sembra del tutto corretta, infatti il personaggio ha un forte senso morale,
seppur mascherato da uno sbandierato cinismo.
Oltre
a Sherlock, nel grande mondo delle serie tv, troviamo molti altri esempi di
“sociopatico ad alta funzionalità).
Sheldon
Cooper di “The Big Bang Theory” e Barney Stinson di How I Met Your Mother
rientrano a modo loro nella classe degli asociali iper-performativi, pur
mantenendosi sempre nei limiti della legge.
Tyrion
Lannister di “Game of Thrones”, Harvey Specter di “Suits”, Ragnar Lothbrock di
“Vikings” fanno parte della categoria dei “buoni”, sebbene siano disposti a
giocare sporco per raggiungere i loro obiettivi, talvolta agendo ai limiti del
consentito.
Va
sottolineato però che la dicotomia buono/cattivo nelle serie tv è molto labile,
trattandosi appunto di personaggi romanzati. Per esempio, Dexter Morgan è
considerato un buono, nonostante ciò che fa.
Addentrandoci
nel mondo dell’immoralità seriale, troviamo sicuramente Frank Underwood di
House of Cards, incredibilmente compromesso dal punto di vista morale, etico e
legale.
Arriviamo
poi ai delinquenti seriali, come ad esempio Walter White di “Breaking Bad”,
Tyrell Wellick di “Mr. Robot” o Dexter Morgan di “Dexter”, personaggi talvolta connotati da
elementi “buoni”, motivazioni “buone” ma che sprofondano nell’illegalità più
totale commettendo atti crudeli, sadici e privi di ogni moralità.
L’ultima
tipologia riguarda i sadici, pensiamo a Ramsey Bolton di “Game of Thrones”, Negan di The
Walking Dead per i quali la malvagità è un fine, piuttosto che un mezzo.
Quando
ti puoi rivolgere ad uno psicologo.
Se ti
senti intrappolato/a in una relazione con una persona che rispecchia la
descrizione che ho fatto precedentemente, c’è solo una cosa che puoi fare.
Non è
aiutare lui, perché come ho detto, è rarissimo che un sociopatico si renda
conto che ciò che fa ferisce, umilia e devasta un’altra persona. Tutto ciò
richiede empatia e capacità di formulare un pensiero sul proprio funzionamento
mentale e sulle proprie azioni.
Puoi
tuttavia aiutare te stesso/a.
Rivolgendoti ad uno psicologo infatti puoi imparare a proteggerti e,
qualora lo desiderassi, potresti trovare in te stesso/a le risorse necessarie
per porre fine ad una relazione tossica.
Tutto
dipende da ciò che vuoi. Se vivi una relazione con una persona sociopatica ti
sembrerà strano, ma ciò che vuoi tu ha un valore. Puoi scegliere.
L'era
della post-verità:
un
cambiamento socio-culturale pericoloso.
Pensierocritico.eu
– redazione – (10-7-2022) – ci dice:
Nel
2016 l'Oxford Dictionary annunciò di aver decretato "post-truth"
(post-verità) come parola dell'anno.
Una
scelta imposta da una significativa novità: nella formazione dell'opinione
pubblica ormai i fatti oggettivi sono meno influenti degli appelli all'emozione
e alle convinzioni personali e in questo contesto la verità diventa
irrilevante.
I
drammi del Novecento, dovuti ai totalitarismi, hanno portato a vedere la verità
come autoritaria e violenta.
Si è dunque, lentamente, fatta strada
l'ipotesi di opporre alla concezione antica della verità, basata su una rigorosità
fattuale e storica e su una razionalità fondata su principi e inferenze, una
molteplicità di interpretazioni che combinassero valori, idee, credenze,
esperienze ed emozioni.
Negli
ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con
l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di
sfruttare il potere persuasivo dei social media. L'emergere della post-verità
indica un profondo cambiamento culturale nella società.
Un
cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni.
Infatti
nel corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della
propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e
realtà.
Si andava affermando una concezione che enfatizza
l'esistenza di un mondo di forme socio-culturali malleabili, fluide o fragili,
di cui la "modernità liquida" di Baumann costituisce la più efficace
e nota immagine.
Negli
ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con
l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di
sfruttare il potere persuasivo dei "social media".
Anche
il concetto di realtà ha cambiato statuto: la perdita di autorità delle
istituzioni tradizionali che strutturavano la nostra vita sociale e politica:
famiglia, chiese, partiti politici, sindacati, corporations ne è la prova.
Il
vero pericolo della post-verità è che quando non esiste più nessun criterio per
distinguere i discorsi validi da quelli meno validi, si impongono i discorsi e le idee dei
soggetti più potenti, organizzati o aggressivi.
La fine della presidenza Trump, e la sua
esclusione forzata dai social media, è la prova di quest'affermazione.
Questa
pagina cerca di chiarire il ruolo negativo della post-verità e quello positivo
degli sforzi per arrivare alla verità.
Punti
chiave.
I
"veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le
persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro
eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente
"costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione al
conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione
culturale", come avrebbe detto Etienne de La Boétie. (Piero Dominici)
L'indebolimento
del concetto di verità come riferimento al reale e la crescente indistinzione
tra realtà e rappresentazione, vero e verosimile, interpretazione e
manipolazione hanno accompagnato e facilitato una serie di pratiche che hanno
prodotto gli effetti perversi e pericolosi - il ruolo sempre più rilevante
della tendenza acritica e dell'emotività nella discussione pubblica - ai quali
fa riferimento la definizione [di post-verità] dell'Oxford Dictionary. (Giovanni Maddalena, Guido Gili)
Oggi,
con internet e la televisione via cavo che diffondono informazioni 24 ore su
24, sei immerso in un contesto in cui non hai più il tempo di riflettere. Gli
elettori sono guidati da sentimenti puri di simpatia o di avversione, di
armonia o di disagio che gli ispirano i candidati che conoscono attraverso la
loro narrazione. (Antonio Damasio)
Il
suddito ideale del regno totalitario non è il nazista convinto né il comunista
convinto, ma l'uomo per cui la distinzione tra fatti e finzione, e la
distinzione tra vero e falso, non esistono più. (Hanna Arendt)
Chi
oggi lamenta un ingresso nella post-truth politico compie un’operazione
evidentemente nostalgica di revisionismo storico, attribuendo agli ecosistemi
informativi precedenti la capacità di garantire un maggior grado di verità
diffusa, e a quello attuale la sola propagazione delle notizie false.
C’è un
qualche scarto rispetto alla società dei mass media, che sappiamo con
ragionevole certezza non essere stata una società della verità informativa?
O rispetto a quelle che l’hanno preceduta? E
dato che pare fondato non ritenere che papato e monarchie assolute garantissero
maggiore diffusione della verità, è possibile stabilire il grado di verità
delle società nella storia? Se abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del
senso critico più che con la tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre
avuto. (Mario
Pireddu)
Secondo
una ricerca Ipsos, gli italiani credono che in media gli stranieri raggiungano
il 26% della popolazione totale. In realtà, fatti i calcoli, sono più o meno il
10%. Tale percezione errata (più del doppio!) è un fenomeno diffuso in tutto il
mondo, ma l’Italia è tra i paesi europei in cui la realtà è più distante. (Il Foglio)
L'alternativa
ai metodi quantitativi (statistici) danneggia la democrazia perché permette a
editori e demagoghi di presentare la propria verità puntando sulla sua
accettazione emozionale e acritica. Occorre scegliere tra una politica basata
sui fatti e una basata sulle emozioni. (William Davies)
Il
problema non è l’essere sottoposti a fact-checking e criticare chi dubita
dell’autorità, ma non averne timore e al contrario promuovere lo scetticismo,
la verifica delle informazioni e l’affidabilità delle fonti come prassi regolare
– anche quando quelle fonti siamo noi. (Mario Pireddu)
Crede
più facilmente alle fake news chi "vuole" credere, poiché in quelle
notizie trova una conferma alle proprie idee, opinioni e credenze precedenti.
Le fake news funzionano meglio all'interno di un gioco di specchi
autoreferenziale. Non solo le persone, ma anche i media o i sondaggisti, cioè
coloro che devono documentare e raccontare la realtà, possono cadere vittime di
questa trappola. (Guido Gili)
Cos'è
la post-verità: come la verità è diventata irrilevante.
Cos'è
la post-verità? Come scrive il giornalista Fabio Martini nel libro "La
fabbrica delle verità" (p.9):
Il 16
novembre del 2016 Oxford Dictionary annunciò di aver decretato
"post-truth" come parola dell'anno e nei giorni successivi i media -
vecchi e nuovi - rilanciarono la notizia con enfasi, come se si trattasse di
una scoperta scientifica. Una scelta imposta da una significativa novità: nella
formazione dell'opinione pubblica oramai i fatti oggettivi sono meno influenti
degli appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in questo contesto la
verità diventa irrilevante.
La
parola "post-verità" non è una parola completamente nuova, come
scrive il sociologo Mario Pireddu sulla rivista Doppio Zero :
È lo
stesso Oxford Dictionary a ricordare che il concetto di post-truth esiste da
tempo, e l’origine viene fatta risalire a un saggio pubblicato nel 1992 sul
magazine The Nation dal drammaturgo serbo-americano Steve Tesich. In quel
testo, riporta il sito dell’Oxford Dictionary, l’autore faceva riferimento allo
scandalo Iran-Contra di qualche anno prima e ai traffici illegali di armi tra
gli Stati Uniti e l’Iran, e arrivava a prendere atto di una generale “libera
scelta di vivere in una sorta di mondo della post-verità”.
Se si
cerca “post-truth” nel” Ngram Viewer”, strumento messo
a disposizione da Google per effettuare ricerche testuali all’interno
dell’enorme database di libri digitalizzati di cui l’azienda dispone, si nota
che il termine compare già dal 1988.
Nel
2016 l'Oxford Dictionary annunciò di aver decretato "post-truth"
(post-verità) come parola dell'anno. Una scelta imposta da una significativa
novità: nella formazione dell'opinione pubblica oramai i fatti oggettivi sono
meno influenti degli appelli all'emozione e alle convinzioni personali e in
questo contesto la verità diventa irrilevante.
Come è
cambiato lo statuto del concetto di verità.
L'emergere
della post-verità indica un profondo cambiamento culturale nella società. Un
cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni. Infatti nel
corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della
propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e
realtà. Questi concetti sono stati radicalmente messi in discussione in
filosofia, sociologia, scienze della comunicazione e giornalismo.
Il
filosofo Giovanni Maddalena e il sociologo Guido Gili hanno descritto nel libro
"Chi
ha paura della post-verità?" le principali teorie che attraverso l'Ottocento e il
Novecento, hanno indirizzato il pensiero sociologico europeo. Essi scrivono (p.
10):
L'indebolimento
del concetto di verità come riferimento al reale e la crescente indistinzione
tra realtà e rappresentazione, vero e verosimile, interpretazione e
manipolazione hanno accompagnato e facilitato una serie di pratiche che hanno
prodotto gli effetti perversi e pericolosi - il ruolo sempre più rilevante
della tendenza acritica e dell'emotività nella discussione pubblica - ai quali
fa riferimento la definizione [di post-verità] dell'Oxford Dictionary.
I
drammi del Novecento, dovuti ai totalitarismi, hanno portato a vedere la verità
come autoritaria e violenta. Si è dunque, lentamente, fatta strada l'ipotesi di
opporre alla concezione antica della verità, basata su una rigorosità fattuale
e storica e su una razionalità fondata su principi e inferenze, una
molteplicità di interpretazioni che combinassero valori, idee, credenze,
esperienze ed emozioni.
Scrivono
Maddalena e Gili (pp. 21-22):
Due
esempi attuali di questo slittamento teorico sono rappresentati dal grande
successo di concetti come "società liquida", "società del rischio",
"società dell'incertezza" e dal fallimento delle teorie sulla
superiorità del sapere scientifico sul senso comune e sulla doxa.
[...]
Dopo
molti decenni in cui ha prevalso una strutturazione "dura" del mondo
sociale e una concezione per cui le strutture sociali, culturali, linguistiche,
parentali si impongono o, comunque, condizionano in modo significativo, le idee
e i comportamenti degli individui, oggi presso molti studiosi - e nell'opinione comune
- si è affermata una concezione che enfatizza l'esistenza di un mondo di forme socio-culturali soffici,
malleabili, fluide o fragili, di cui la modernità liquida di Baumann
costituisce la più efficace e nota immagine.
Negli
ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con l'irruzione
sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di sfruttare il
potere persuasivo dei social media. Infatti il web ha reso tutti,
potenzialmente: emittenti, produttori di contenuti, opinion leader, influencer,
ecc.
Il
giornalismo tradizionale ha come motto la frase "prima filtri, poi
pubblichi ", invece quello partecipativo si fonda sul criterio opposto:
"prima pubblichi, poi filtri "
Come
si manipola l'opinione pubblica.
Un
precursore degli studi sulla manipolazione mediatica fu il giornalista
americano Walter Lippmann che studiò, a partire dalla prima guerra mondiale,
l'uso massiccio della propaganda sia da parte dei regimi autoritari che di
quelli democratici.
Nel
1922 Lippmann pubblicò un libro, ormai diventato un classico: "L'opinione
pubblica".
In quel testo egli sosteneva che la società era
diventata troppo complessa per consentire all'uomo una conoscenza diretta del
suo ambiente.
A
causa di questa complessità l'uomo era costretto a rappresentarsi il suo
ambiente con modelli semplificati che Lippmann denominò "pseudo-ambienti".
Il
contenuto degli pseudo-ambienti veniva, secondo Lippmann, alimentato dai mezzi
di informazione (a quell'epoca solo stampa e radio), che potevano così
manipolare e distorcere i messaggi a beneficio delle politiche di pace o di
guerra dei loro paesi.
Lo
pseudo-ambiente è il mondo virtuale in cui la simbolizzazione ci fa vivere, in
virtù del quale possiamo vivere la nostra vita fatta più di rappresentazioni
che di fatti o eventi ai quali assistiamo.
L'essere
umano cerca continuamente di "adattare" la sua rappresentazione della
realtà al suo ambiente reale, ma la qualità di questo adattamento dipende da
due fattori.
Il primo è la qualità delle informazioni
(fatti + opinioni), sempre esposta al rischio di manipolazione, che egli è in
grado di procurarsi. Il secondo dipende
dalla sua capacità di analizzarle criticamente senza "piegarle" ai
propri pregiudizi.
Lo
pseudo-ambiente in cui viviamo.
Lippmann.
Funzionamento
degli pseudo-ambienti ipotizzati da Walter Lippmann
Post-verità:
il prevalere dei pregiudizi e dell'emotività nella valutazione dei fatti
È
chiaro che Walter Lippmann aveva capito il fenomeno della post-verità molto
prima dell'avvento di internet e dei social media, mentre la tesi sostenuta da
molti attuali commentatori è che il concetto di post-verità sia emerso a causa
dello sviluppo dei social media e dei social network che facilitano la
diffusione di fake news. In realtà questo fenomeno esisteva già ed è solo stato
amplificato dai social media. Riguardo alla creazione di ecosistemi mediatici
"meno veritieri", Pireddu scrive:
A
sostegno della prima tesi diversi commentatori aggiungono il riferimento alla
teoria delle "echo chambers", gli spazi chiusi e autoreferenziali a cui darebbero
vita i social media spingendoci ad avere a che fare soltanto con persone che la
pensano come noi.
Teoria
affascinante e che richiama quella delle cosiddette "filter bubble", ovvero gli ecosistemi di
informazione personali soddisfatti da algoritmi che non ci esporrebbero a punti
di vista conflittuali – e che ci isolerebbero appunto in personali bolle di
informazioni.
A una
analisi più attenta, però, il fascino di queste teorie cede il passo a
considerazioni più approfondite:
la teoria delle camere dell’eco sarebbe per
molti analisti essa stessa “post-fattuale” e non supportata dai dati, così come
la teoria delle filter bubble sarebbe costruita intorno a una rappresentazione
ideale distante dalle pratiche reali.
Da una recente ricerca del” Pew Research
Center” sul rapporto tra discussione politica e social media negli Stati Uniti
emerge infatti un quadro più complesso: gli utenti, invece di restare chiusi in
spazi autoreferenziali privi di differenze, incontrano costantemente contenuti
politici con cui sono in disaccordo, e soltanto una minima parte dichiara di
essere connessa con persone dalle opinioni simili.
Ci
sono utenti che filtrano e bloccano contatti per via delle differenze politiche
(il che, se da una parte potrebbe spingere a pensare alle camere dell’eco,
dimostra anche che l’automatismo degli algoritmi evidentemente non funziona
così bene), e utenti che arrivano a cambiare posizioni politiche in seguito a
interazioni con altre persone sui social media.
Quel che emerge dalle ricerche più recenti è
dunque l’aumentata disponibilità di tutte le informazioni e le argomentazioni
di tutte le parti politiche.
[...] C’ è un qualche scarto rispetto alla
società dei mass media, che sappiamo con ragionevole certezza non essere stata
una società della verità informativa?
O
rispetto a quelle che l’hanno preceduta?
E dato
che pare fondato non ritenere che papato e monarchie assolute garantissero
maggiore diffusione della verità, è possibile stabilire il grado di verità
delle società nella storia?
Esiste
comunque una grande differenza tra l'informazione del passato, basata sui mass-media
(agenda setting), e quella odierna basata sui social media, e Pireddu la evidenzia:
Uno
scarto tra il mondo dei mass media e quello attuale esiste ed è riscontrabile
nella perdita di autorità delle istituzioni tradizionali che strutturavano la
nostra vita sociale e politica: famiglia, chiese, partiti politici, sindacati,
corporations.
È quel
che sostiene tra gli altri Francis Fukuyama quando parla di declino della
fiducia:
il facile accesso a spazi informativi online ha contribuito a rendere quelle
istituzioni più trasparenti, e ora sempre più persone le apprezzano meno
nonostante non siano cambiate poi molto. [...]
Quel
che più manca è allora un’educazione all’uso e alla gestione più consapevole di
dati e informazioni: se abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del senso critico
più che con la tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre avuto.
Una
posizione analoga e, mio avviso, più valida sul fenomeno della post-verità e
delle fake news la esprime il sociologo Piero Dominici il quale ritiene che evidenziare
tale fenomeno porta a vecchie e inutili interpretazioni che distraggono dal
vero problema, che rimane quello della "influenzabilità" del
lettore/spettatore/cittadino.
Il
problema educativo/formativo è una dimensione strategica essenziale se si
vogliono affrontare i rischi ai quali vanno incontro le moderne democrazie.
Egli scrive:
I
"veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le
persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro
eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente
"costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione - a
conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione
culturale", come avrebbe detto Etienne de La Boétie.
[ciò
che bisognerebbe fare è] insegnare la formulazione del dubbio, l'incertezza, la
responsabilità, il pensiero critico, la complessità, una nuova "cultura
dell'errore"; cioè un'educazione sviluppata praticando e diffondendo il
"metodo scientifico" e una curiosità analitica verso ogni cosa, un
atteggiamento che non può non essere altro che investigativo, pronto al
confronto con gli altri, alla decodifica di simboli più o meno complessi, alla
ricerca di "prove" a sostegno dell'argomentazione nostra e altrui.
Nel
1922 Walter Lippmann pubblicò un libro, ormai diventato un classico:
"L'opinione pubblica", nel quale sosteneva che la società era
diventata troppo complessa per consentire all'uomo una conoscenza diretta del
suo ambiente. A causa di questa complessità l'uomo era costretto a rappresentarsi
il suo ambiente con modelli semplificati che Lippmann denominò
"pseudo-ambienti"
Cosa
sono le Echo Chambers
post-truth
Drawing:
Christophe Vorlet
Le
"Echo Chambers" (Camere dell'eco) sono ambienti comunicativi, nati
all'interno dei social media, nei quali persone e gruppi, sordi a qualsiasi
contraddizione, preferiscono dialogare tra loro, demotivando e insultando chi
la pensa diversamente. Lo scrittore Mario Barenghi, scrive:
Il web
offre l’inedita possibilità di condividere con un’infinità di sconosciuti
qualunque convinzione, anche la più infondata e bislacca, anche la più capziosa
e cervellotica.
Possiamo
circondarci, ammantarci, infagottarci di parole altrui che non rispecchiano lo
stato delle cose ma corrispondono al nostro sentire, confortano i nostri
desideri e rancori, si fondono con le nostre elucubrazioni e idiosincrasie.
Finché, s’intende, la realtà bruta non verrà a chiedercene il conto.
Non è detto, peraltro, che allora rinsaviremo:
la via di negare la realtà è sempre aperta.
Una
recente ricerca sperimentale dei sociologi Elizabeth Dubois e Grant Blank,
svolta nel Regno Unito e finanziata da
Google, nega
l'importanza delle "Echo Chambers" nel determinare effetti di
polarizzazione estrema delle opinioni dato che le persone sviluppano strategie
per sfruttare le molte opzioni multimediali disponibili e confrontano varie
fonti prima di formarsi un'opinione.
I
primi sintomi della Post-verità.
Nel
2016 due fatti, secondo Fabio Martini (p.10), erano stati determinati dal
concetto di post-verità:
Brexit
(uscita dell'UK dalla UE): nella primavera del 2016 i fautori della Brexit
avevano sostenuto che Londra versava alla UE 350 milioni di sterline alla
settimana e che tutto questo denaro, in caso di leave, avrebbe potuto essere
reinvestito nel Servizio sanitario nazionale.
Una
falsa promessa perché era falsa anche la premessa. Ma per tre settimane la scritta vi
aveva campeggiato sui bus rossi a due piani delle città inglesi e la menzogna
era diventata credibile.
Elezione
di Trump: Donald Trump, da candidato alla presidenza, aveva sparato una raffica
di balle. Affermando, tra l'altro, che Barack Obama non era nato negli Stati
Uniti e che il padre di un suo sfidante alle primarie repubblicane, Ted Cruz,
era amico dell'assassino di John Kennedy. Un moltiplicarsi di invenzioni che
aveva indotto i canali televisivi Cnn e Msnbc a inserire, durante le interviste
a Trump, delle scritte in sovraimpressione che riportavano l'avvertenza:
"L'affermazione è falsa".
I
"veri" problemi non sono le notizie false e le post-verità, ma le
persone, i cittadini, il loro essere facilmente condizionati, la loro
eterodirezione e "predisposizione" - socialmente e culturalmente
"costruite" attraverso processi di educazione e socializzazione - a
conformismo e/o "sottomissione creata attraverso l'assuefazione
culturale"
Manipolazione
come dimensione costitutiva delle relazioni sociali.
Il
sociologo Guido Gili e il filosofo Giovanni Maddalena, autori del libro “Chi ha paura della post-verità?
Effetti collaterali di una parabola culturale”, nell'articolo di presentazione
del libro "Dove nasce la post-verità" scrivono:
Negli
ultimi decenni, vari studi nell’ambito della psicologia sociale e della
microsociologia hanno mostrato che la manipolazione è una dimensione
costitutiva delle relazioni interpersonali e sociali. In sociologia, la
conoscenza delle strategie comunicative che ognuno di noi mette in atto nelle
relazioni faccia a faccia si deve principalmente all’opera di Goffman, il quale
ha analizzato efficacemente le “mosse” e le tecniche con le quali tentiamo, in
modo più o meno consapevole, di gestire, controllare, in una parola, manipolare
le impressioni che suscitiamo negli altri, volgendo a nostro vantaggio le diverse
situazioni di interazione nelle quali siamo coinvolti.
Quindi
nella vita quotidiana tutti potenzialmente manipolano tutti.
Tutti siamo soggetti e oggetti di processi
manipolatori.
Secondo
Gili e Maddalena, i diversi mass media rifletterebbero le varie posizioni
presenti nella società, riequilibrando, prima o poi, le distorsioni più grandi
da essi introdotte nell'informazione. Questo quadro è stato modificato da due
fatti:
L'uso
spregiudicato dei mass media da parte di alcuni nuovi attori (Trump, Putin,
Isis, antieuropeisti, sostenitori della Brexit).
Nuovi
processi di disintermediazione in campo comunicativo (Social media, influencer,
opinion leader)
Questi
fatti hanno portato la manipolazione a diventare una pratica di massa.Ognuno
può scegliere cosa mettere nella sua bolla.
filter
bubble.
Ognuno
può scegliere cosa mettere nella sua bolla, questo crea l'illusione della
libertà.
La
bolla culturale in cui ognuno di noi sceglie di vivere.
Ci
sono oggi (e ce n'erano in passato) molte bolle culturali dove l'essere umano
può rinchiudersi isolandosi dal mondo: la moda, la musica, lo sport, le
automobili, la tecnologia, il sesso, la droga, l'economia, la finanza, la
politica, ecc.
Tra
queste la più recente è la "bolla tecnologica" il cui esempio
paradigmatico è quello di Apple che è riuscita a creare (con azioni di
marketing mirate) un vasto pubblico globale di fan e ammiratori che accorrono
ad ogni sua presentazione di nuovi prodotti o aggiornamenti (i cosiddetti
"Apple addicted").
Un'altra
bolla, molto più pericolosa, l'ha creata Google (e a ruota gli altri motori di
ricerca), con la personalizzazione delle ricerche che favorisce il conformismo
culturale allontanandoci dalle idee di chi non la pensa come noi.
In tal
modo Google crea dei compartimenti stagni (bolle) in cui si ritrovano coloro
che aderiscono alla "visione" della propria bolla, senza che ci sia
la possibilità di valutare criticamente la validità delle idee altrui.
Secondo
il sociologo Erving Goffman, nella vita quotidiana tutti potenzialmente
manipolano tutti. Tutti siamo soggetti e oggetti di processi manipolatori. I
social media hanno portato la manipolazione a diventare una pratica di massa.
La
propaganda è dannosa perché usa le parole scelte da chi ha il
"potere".
La
pubblicitaria Annamaria Testa mette in luce le differenze tra pubblicità e
propaganda nelle strategie di comunicazione persuasive di massa. La comunicazione persuasiva è sempre esistita, e Annamaria Testa scrive:
Il problema con la propaganda è che persuade
le persone di cose false, e che per riuscirci le disinforma e le manipola
facendo leva sulla minaccia e sulla paura.
Il
consulente d'impresa Marco Minghetti, nell'ambito del suo progetto 2.0 di
intelligenza collettiva, rivolge ai "disorientati" di tutto il mondo
la formula che guida l'interpretazione delle parole usate dai media:
"oggi
il potere risiede nelle parole". Da qui l'invito ad accorgersi della
manipolazione delle parole evidenziata dallo scrittore Gianrico Carofiglio nel
libro "La manomissione delle parole", di cui parla Minghetti:
Carofiglio
riflette sull’importanza del linguaggio nel nuovo millennio, soffermandosi sul
rapporto tra linguaggio e potere ed appunto il “potere” di quest’ultimo di
mutare il mondo delle parole: questo provoca effetti profondi sugli individui e
sulla società tutta.
Differenza
tra informazione e propaganda.
(post-verità).
Anche
la Politica è diventata un Marchio
Branding.
Indipendentemente
dalla politica personale, una campagna di branding globale è importante per vincere
qualsiasi elezione. Così, quando dai il tuo voto a un candidato, ricorda che
non stai solo votando per una politica o un'appartenenza di partito, ma stai dando la preferenza a un
marchio.
Differenza
tra percezione e realtà.
Nel
2017 l'Istituto di ricerche Ipsos ha svolto un sondaggio, in tutto il mondo,
per quantizzare le percezioni che le popolazioni hanno su diversi temi di
attualità. Ne è venuto fuori un quadro che vede percezioni sempre peggiori
rispetto alla realtà.
Ecco
alcune delle domande e i dati (percepiti e reali) degli italiani:
Su 100
individui di 13 anni e oltre nel suo Paese, quanti, secondo lei, hanno un
profilo su Facebook? Dato reale: 43%, Dato percepito: 76%.
Da
un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano
detto che godono di buona o ottima salute? Dato reale: 66%, Dato percepito: 52%
Da
un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano
detto che credono in Dio? Dato reale: 76%, Dato percepito: 56%
Da
un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano
detto che credono nel Paradiso? Dato reale: 48%, Dato percepito: 48%
Da
un’indagine condotta nel suo Paese, su 100 persone, quante pensa che abbiano
detto che credono nell’ Inferno? Dato reale: 44%, Dato percepito: 42%
Ogni
100 decessi di donne di età compresa tra 15 e 24 anni nel suo Paese, quanti
pensa che siano per suicidio? Dato reale: 9,5%, Dato percepito: 20%
Su 100
detenuti nel suo Paese, quanti pensa che siano nati in una nazione straniera?
Dato reale: 34,4%, Dato percepito: 48%
Che
percentuale di donne e ragazze tra 15 e 19 anni pensa che diventi madre ogni
anno nel suo Paese? Dato reale: 0,6%, Dato percepito: 17%
Su 100
persone di età compresa tra 20 e79 anni, quante pensa che soffrano di diabete?
Dato reale: 5%, Dato percepito: 35%
Pensa
che il tasso di omicidi nel suo Paese sia più alto, uguale o più basso rispetto
al 2000? Percezione corretta: solo 8%
degli italiani, Percezione errata: 49%
Come
evitare le percezioni errate? Esiste un'unica soluzione: abbandonare la
naturale pigrizia e fare lo sforzo di verificare!
Sondaggio
sulle percezioni errate.
Ipsos.
Distinguere
tra Fatti e Fattoidi.
Fattoidi.
Distinguere
tra Notizie e Opinioni.
Giornalismo.
Nelle
scuole di giornalismo si insegna a distinguere tra fatti e opinioni, però,
spesso, l'analisi di una notizia (che fa parte dell'opinione del giornalista)
può compromettere l'imparzialità dei fatti riportati.
Un
esempio di percezione errata dell'opinione pubblica: il fenomeno
dell'immigrazione.
Il
ricercatore Luca Comodo di Ipsos descrive le percezioni errate che una cattiva
informazione ha generato nell'opinione pubblica
società
liquida, Shitty
society. Liquid
though.
Conclusioni
(provvisorie):la modernità liquida in cui viviamo ha cambiato i concetti di
verità e realtà e solo il pensiero critico può aiutarci a navigare in essa.
L'emergere
della post-verità indica un profondo cambiamento culturale nella società. Un
cambiamento avvenuto silenziosamente nel corso di molti decenni.
Infatti
nel corso del Novecento, mentre andavano perfezionandosi gli strumenti della
propaganda e della manipolazione, cambiava lo statuto dei concetti di verità e
realtà.
Si
andava affermando una concezione che enfatizza l'esistenza di un mondo di forme
socio-culturali malleabili, fluide o fragili, di cui la "modernità
liquida" di Baumann costituisce la più efficace e nota immagine.
Negli
ultimi anni poi la rivoluzione digitale ha accelerato tale cambiamento con
l'irruzione sulla scena mediatica e politica di nuovi soggetti in grado di
sfruttare il potere persuasivo dei "social media".
Anche
il concetto di realtà ha cambiato statuto: la perdita di autorità delle
istituzioni tradizionali che strutturavano la nostra vita sociale e politica:
famiglia, chiese, partiti politici, sindacati, corporations ne è la prova.
Come
ha scritto il politologo Francis Fukuyama, con l'accesso a nuovi "spazi
informativi online" abbiamo assistito a un declino della fiducia.
Se
abbiamo un problema lo abbiamo con l'uso del senso critico più che con la
tecnologia, ed è un problema che abbiamo sempre avuto.
Secondo
il sociologo Piero Dominici il problema educativo/formativo è una dimensione
strategica essenziale se si vogliono affrontare i rischi ai quali vanno
incontro le moderne democrazie.
Infatti il vero pericolo della post-verità è
che quando non esiste più nessun criterio per distinguere i discorsi validi da
quelli meno validi, si impongono i discorsi e le idee dei soggetti più potenti,
organizzati o aggressivi.
Per
evitare di essere condizionati dalla post-verità il sociologo Guido Gili e il
filosofo Giovanni Maddalena suggeriscono all'essere umano l'acquisizione di un abito mentale
sostenuto da relazioni comunitarie vitali che stimolino l'apertura al mondo.
Relazioni
umane che
permettano di confrontarsi senza reticenze o sudditanze con le informazioni
provenienti dal mondo esterno e da una pluralità di emittenti, perseguendo un'educazione
"non scettica" al pensiero critico.
Gli
psicopatici governano il mondo?
Newdawnmagazine.com - NICK PARKINS – ( 9 – 3-
2020) – ci dice:
La
nostra società è gestita da pazzi per obiettivi folli. Penso che siamo gestiti
da maniaci per fini maniacali e penso che potrei essere considerato pazzo per
averlo espresso. Questo è ciò che è folle.
– John
Lennon (1940-1980), cantante e cantautore inglese.
Lennon
e altri esternano l'apparente paranoia che sgorga dentro di noi. "Il mondo
è impazzito!" Il più delle volte dividiamo questa voce, accontentandoci di
vedere il mondo come gli altri lo prescrivono. Ma chi sono questi altri e cosa
vogliono?
Il
termine psicopatico è spesso mal giudicato in modo criminale, in gran parte
grazie a rappresentazioni inutili di tipi psico-personaggi malati, contorti e
violenti nei media popolari. Ciò ha portato, per ignoranza pubblica, alla convinzione
comune che lo psicopatico non abbia funzione, ruolo o posto nella società
aperta.
Un
rapido scarico che permette a noi, l'apparente sana maggioranza, di aggirare le
nostre peggiori paure.
Qualsiasi
idea che lo psicopatico sia incapace di funzionare in una società aperta è,
secondo ME Thomas 1 – un sociopatico confessato – viziata. La domanda non è la
capacità di funzionare, ma piuttosto quale capacità o forma assume quella
funzione.
Come
dice Thomas, psicopatici e sociopatici condividono una storia clinica
intrecciata; entrambi possono funzionare, lo fanno in modo diverso. E anche se siamo lasciati a riflettere
su quale maschera possa assumere quella funzione, in molte situazioni sociali
eccellono.
Vince
la concorrenza.
Jean-Baptiste
de Lamarck era un biologo francese che sosteneva una teoria dell'evoluzione
ampiamente rimproverata nei circoli istituzionali. L'opera principale di
Lamarck fu pubblicata nello stesso anno in cui nacque Charles Darwin, che
avrebbe soppiantato la teoria di Lamarck 50 anni dopo. Nel mondo di Lamarck la
cooperazione ha prevalso sulla concorrenza darwiniana come meccanismo trainante
dell'evoluzione.
Secondo
gli autori G. Greenberg e MM Haraway, era il punto di vista di Darwin che serviva a
riflettere e sostenere una società vittoriana legata al libero mercato, ai
valori capitalisti e imperiali. Il suo modello sosteneva un cane mangia cane,
la vita è dura, codice di condotta; il commiato scientifico del mondo naturale
giocato su un paesaggio brutale, freddo e insensibile. Probabilmente l'ambiente
perfetto per l'aspirante psicopatico moderno e una visione prevalente che il
poeta Tennyson ha descritto come la natura, rossa di denti e artigli.
Serpenti
e scale
Sebbene
la diagnosi di psicopatia definitiva negli individui rimanga in qualche modo
un'area grigia, sono stati fatti tentativi per classificare i tratti
psicologici che distinguono le personalità psicopatiche.
Il più importante è la check-list diagnostica
elaborata dal famoso psicologo canadese Robert Hare che viene utilizzata per
determinare una diagnosi categorica di psicopatia clinica, o nel migliore dei
casi un punteggio di categoria.
Secondo
l'elenco di Hare, gli psicopatici mostrano un fascino superficiale, un ego
sfrenato, una menzogna patologica e un'astuzia fredda e calcolata per catturare
la loro preda.
Sono
spesso impulsivi e irresponsabili e mostrano un'assenza di empatia e una
spietata mancanza di colpa.
Questi
e altri attributi, come la versatilità criminale e una spiccata capacità di
manipolare, ingannare e controllare, li contraddistinguono come pericolosi. Questi sono tratti che consentono
agli psicopatici di spostarsi in posizioni di potere e influenza di alto rango.
"Sappiamo
molto meno della psicopatia aziendale e delle sue implicazioni", spiega lo
psicologo newyorkese Paul Babiak, "in gran parte a causa della difficoltà
di ottenere la cooperazione attiva delle organizzazioni imprenditoriali per la
nostra ricerca".
Un dilemma che Hare svelò a Jon Ronson, autore di The
Psychopath Test . "I prigionieri sono facili", afferma Hare.
“Gli
piace incontrare i ricercatori. Spezza la monotonia della loro giornata. Ma gli
amministratori delegati, i politici…” Secondo Hare, questi squali sono una pentola
di pesce diversa.
Uno
studio raro sulla psicopatia sul posto di lavoro condotto da Babiak, Neumann e
Hare suggerisce che 1 su 25, o il 4 per cento, dei dirigenti aziendali mostra
tratti di personalità significativi tipici della psicopatia, un'incidenza
quattro volte quella stimata nella popolazione generale.
Lo studio supporta l'affermazione che gli
psicopatici possono e di fatto ottengono uno status aziendale di alto rango.
Siamo
lasciati a speculare, ma Hare ammette che Wall Street potrebbe ospitare 1 su 10
attratto da lucrativi abbeveratoi scarsamente regolamentati. Tenendo conto di questo, non è difficile
vedere come la linfa vitale e l'identità stessa delle società e delle
istituzioni finanziarie possano spesso esaurirsi.
Probabilmente
il più sorprendente, lo studio indica che, nonostante fossero classificati come
manager scadenti, giocatori di squadra e attrassero scarse valutazioni delle
prestazioni, i dirigenti che hanno raggiunto la soglia clinica di psicopatico
sono stati valutati dai loro superiori immediati come creativi e innovativi,
buoni comunicatori e pensatori strategici.
In
breve, potrebbero non volare sempre sotto il radar. Nonostante i punti deboli,
è chiaro allo psichiatra americano Hervey Cleckley che gli psicopatici
possiedono la comunicazione, la persuasione e le capacità interpersonali per
ignorare qualsiasi impatto negativo sulla loro carriera.
Una
scoperta supportata dallo studio Babiak: "alcune aziende consideravano i
dirigenti psicopatici come dotati di potenziale di leadership, nonostante le
recensioni negative sulle prestazioni e le basse valutazioni sulla leadership e
sulla gestione da parte dei subordinati".
Secondo gli autori, questo mostra una
competenza nel manipolare i decisori, un punto sottolineato dallo psicologo
Dennis Doren che ha osservato nelle istituzioni l'infallibile capacità dello
psicopatico di cercare e promuovere relazioni con coloro che hanno la massima
autorità e dimostrare un'enorme abilità nell'influenzarli.
In
molti casi l'abilità camaleontica dello psicopatico di imitare ciò che lo
circonda leggendo e influenzando i colleghi attraverso l'arte dell'inganno, sia
attraverso l'autopromozione o la persuasione sottile, consente all'incantatore
di serpenti di nascondere la sua vera pelle e passare incontrollato attraverso
le abitudini sociali.
Gli studi suggeriscono che la psicopatia, nel corpo o
per procura, può radicarsi al vertice, ma questo fenomeno è relativamente
isolato o questo scenario nel corso della storia umana ha sempre prevalso?
Come
sopra così sotto.
In
qualità di vicepresidente e direttore degli studi di governance presso la
Brookings Institution, Darrell West analizza i programmi di studio di economia
e giurisprudenza, in particolare, secondo West "perché le scuole di
economia e diritto formano i leader di domani".
Nel corso della sua ricerca, West rivede i
programmi del corso e conduce interviste ai docenti. Ha anche esaminato i dati
sulle percezioni degli studenti di economia e giurisprudenza. Quello che ha
trovato è stato preoccupante.
"La
responsabilità sociale delle imprese è aumentare i profitti", afferma
West, prendendo spunto dal titolo di un articolo del New York Times del 1970
scritto dall'economista e statistico americano molto influente Milton Friedman.
L'articolo era inequivocabile: secondo Friedman, massimizzare il valore per gli
azionisti era una responsabilità esclusiva dell'azienda.
"Molte
scuole non richiedono corsi a sé stanti che forniscano concezioni ampie sullo
scopo dell'impresa nella società", afferma West. Di quelli che lo fanno,
"molti si concentrano sullo scopo della società, con enfasi su come
massimizzare il valore per gli azionisti, specialmente nelle scuole di
giurisprudenza".
L'istruzione quindi è fondamentale, osserva
West, e colorerà la visione del mondo di uno studente. In effetti, conclude
West, "i sondaggi sulle business school mostrano che dopo aver completato
la scuola, è più probabile che gli studenti vedano il valore per gli azionisti
come l'obiettivo più importante dell'azienda".
Non è
che Friedman fosse un profeta. Col senno di poi, secondo West, ha contribuito a
plasmare le prospettive di numerosi leader aziendali, accademici e leader del
pensiero che alla fine sono serviti a influenzare il moderno senso di scopo
dell'azienda americana.
Un'identità
intrinseca che aiuta a plasmare il modo in cui gli studenti di economia e
giurisprudenza vedono la loro, spesso, mancanza di responsabilità nei confronti
della società anche oggi.
Nel
mondo reale, le inevitabili equazioni calcolate a freddo si svolgono da un lato
per massimizzare il profitto e dall'altro per ridurre al minimo le perdite.
E come
la maggior parte delle equazioni matematiche, hanno poco o nessun senso per il
profano.
"Puoi
comprare quello che già possiedi?"
Questa
era l'equazione di fronte a tutti gli interessati quando Nautilus Minerals
Inc., con sede in Canada, ha acquistato la licenza nel 2011 dallo "Stato
indipendente di Papua Nuova Guinea" (PNG) per estrarre campi di sfiato in
acque profonde al largo della costa del paese. La risposta, moralmente, ovviamente,
è no.
Secondo
Sir Julias Chan, attuale governatore della provincia della Nuova Irlanda in
PNG, l'etica è un bene immateriale e, a differenza della valuta forte fredda,
raramente si accumula. "In primo luogo, lo stato cede i diritti di
esplorazione e produzione alle compagnie straniere quasi per niente",
afferma Chan. Nel caso di PNG 10.000 kina, equivalenti a US $ 4.000. "Per
questa miseria, lo sviluppatore straniero ottiene il pieno controllo di tutta
la ricchezza che può essere sottratta alla terra".
"Il
prossimo passo è che lo stato cerchi l'equità nel progetto, di solito il 30% in
un progetto minerario e il 22,5% in un progetto petrolifero o del gas",
spiega Chan.
"Lo
stato ha 'ceduto' l'intera risorsa a una società straniera e ora torna ad
acquistare ciò che era già legalmente di sua proprietà, con un interesse del
30% nel progetto".
Per PNG questo significava 300 milioni di
kina, o 118 milioni di dollari. "E, per fare ciò, lo stato di solito
stipula un tasso di prestito commerciale che indebita ulteriormente il paese a
interessi elevati".
Oggi un evento comune per cui lo Stato agisce
per castrare se stesso e il suo popolo all'alta finanza.
Joel
Bakan è professore di diritto all'Università della British Columbia, Canada.
Mentre coloro che dirigono le società sono per la maggior parte persone buone e
morali, dice Bakan, il dovere del dirigente aziendale è prima di tutto nei
confronti degli interessi commerciali della società.
"I
soldi che gestiscono non sono loro", spiega Bakan.
"Non
possono più usarlo per curare i malati... o comprare una villa in
Toscana." Nel mondo aziendale, le brave persone sono incoraggiate a
comportarsi male.
In
effetti, la somma delle parti aziendali è “singolarmente interessata a sé
stessa e incapace di provare sincera preoccupazione per gli altri in qualsiasi
contesto. La società, come la personalità psicopatica a cui assomiglia, è
programmata per sfruttare gli altri a scopo di lucro".
In
tali termini non è difficile immaginare come un sistema possa presto arrivare a
valutare e imitare le sue parti più deviate. Allo stesso modo, come le parti
nel tempo possono essere modellate dal tutto.
Secondo
il filosofo e autore Aaron James, mentre lo psicopatico finge l'azione morale
come strumento per manipolare gli altri, lo stronzo potrebbe benissimo essere
oggetto di eguale contesa.
A
differenza del prototipo dello psicopatico, dice James, lo stronzo
"traffica ed è mosso da una giustificazione morale", che porta a un
"senso radicato di diritto speciale".
L'esempio
perfetto, secondo James, è il fondatore di Apple Steve Jobs che vedeva il suo
unico obbligo nei confronti della società come implicitamente legato alla
produzione dei prodotti desiderati dai suoi consumatori.
James
nota ciò che la migliore amica di Jobs, Jony Ive, ha detto una volta a Business
Insider:
“Quando
è frustrato... il suo modo per raggiungere la catarsi è ferire qualcuno. E
penso che senta di avere la libertà e la licenza per farlo", ha detto Ive.
"Le normali regole dell'impegno sociale,
secondo lui, non si applicano a lui".
In
modo preoccupante, dice James, "il ragionamento dello stronzo è modellato
dalla giustificazione morale che la sua cultura circostante gli mette a
disposizione".
Per esempio, secondo Hare, molti criminali
impiegatizi sono psicopatici.
"Fioriscono
perché le caratteristiche che definiscono il disturbo sono effettivamente
apprezzate", afferma Hare.
“Quando vengono catturati, cosa succede? Uno
schiaffo sul polso, un divieto di trading di sei mesi, [oh] e non restituirci i
100 milioni di dollari".
Di conseguenza,
non solo la cultura aziendale controlla la produzione netta di stronzi, ma
anche la qualità dei mozziconi prodotti. E, a seconda della cultura, dice
James, "uno stronzo può comportarsi meglio o peggio di uno
psicopatico".
Un pensiero consolatorio.
Probabilmente
non è più confortante sapere che lo psicopatico che avevi toccato per tutto il
tempo è davvero uno stronzo nutrito da un sistema che è, per natura intrinseca,
socialmente deviante.
Se il
ragionamento di un tipico stronzo è mosso da una giustificazione morale, presa
dall'ambiente circostante, allora è implicita la capacità di una cultura e/o di
un sistema psicopatico di plasmare la propria classe dirigente.
Ci
hanno dato la loro mente.
La
forza duratura della psicopatia risiede nella sua capacità di manipolare il
modo in cui gli altri la percepiscono. Ma la capacità innata dello psicopatico
o del sistema di plasmare le nostre percezioni non è, di per sé, interamente
riservata allo psicopatico clinico.
Facciamo
tutti la nostra parte nella mascherata. Molti di noi prendono parte a
miglioramenti cosmetici e oggetti di scena che supportano il valzer del nostro
ego attraverso questo mondo di porcellana.
Qualunque
sia il punteggio, la lista di controllo Hare ha un numero scelto per tutti noi.
Nella
sua ricerca del controllo finale, questo è il più grande successo della
psicopatia; dopo tutto, quale modo migliore per prevedere in base alla risposta
una persona o un gruppo, se non dare loro la tua mente?
La
spinta del concorrente a vincere a tutti i costi è certamente pervasiva. Così
anche la tendenza all'irresponsabilità, più evidente nella cultura della
compensazione che si è insinuata nella mentalità sociale, grazie a leggi che
limitano la capacità di una persona di sviluppare attraverso l'etica e i
concetti morali di giusto e sbagliato.
Come puoi assumerti la responsabilità di
pensieri e concetti che non sono tuoi? In generale, regole e regolamenti ci
insegnano a cedere il nostro potere, una transazione che si rafforza nella
società secondo Thomas.
Dice
che data la scelta tra avere il potere e cederlo a un'entità
"fidata", le persone spesso scelgono di rinunciarvi piuttosto che
assumersi la responsabilità che ne deriva.
Nella
sua apparente, infinita ricerca di reinventare la società a propria immagine,
la psicopatia ha forse più di un'espressione. Una recente ricerca sulle
abitudini dei social media solleva inquietanti correlazioni tra l'uso massiccio
di Facebook e il narcisismo socialmente aggressivo.
In uno
studio, gli utenti che hanno ottenuto un punteggio elevato in un questionario
sull'inventario della personalità narcisistica, riferisce Damien Pearse,
"avevano più amici su Facebook, si taggavano più spesso e aggiornavano i
loro feed di notizie più regolarmente".
La
ricerca, afferma il rapporto, "arriva in mezzo a prove crescenti che i
giovani stanno diventando sempre più narcisisti e ossessionati dall'immagine di
sé e dalle amicizie superficiali".
Allo
stesso tempo, i media hanno "scherzato" su coloro che si astengono da
Facebook definendoli altamente sospettosi e sospetti: potrebbero avere qualcosa
da nascondere. L'uso di Facebook è, ovviamente, prevalente e
"normale".
Esiste
un numero infinito di flussi multimediali che ci invogliano a vedere la nostra
riflessione, attirandoci in potenti correnti sotterranee e spingendoci da una
banca all'altra.
Emergiamo
solo per riprendere fiato, disorientati e confusi, disconnessi dai nostri
spunti naturali. Ma forse è questa l'idea.
Certamente è il bisogno innato di controllare
e il potere di esercitarlo, a qualunque costo e senza cure, che frattura la
mente patologica dal resto di noi.
Il
complesso di Dio.
Coloro
che salgono al potere nella corporatocrazia, sono maniaci del controllo,
dipendenti dal brusio del potere sugli altri esseri umani.
–
Bruce Levine, critico sociale e psicologo.
In un
mondo competitivo ci saranno sempre coloro che cercano, giustificano o
abbracciano attivamente i tratti della psicopatia come strada per il successo.
Per un
chirurgo, un freddo distacco e una testa fredda hanno il loro posto.
Ma
glorificare lo psicopatico è una strada pericolosa da percorrere. Secondo la
psicologa Linda Mealey, la competizione serve solo ad aumentare l'uso di
strategie antisociali e machiavelliche e contrasta qualsiasi aumento del
comportamento prosociale dopo il successo.
La
spirale della separazione sociale e il rafforzamento del distacco costituiscono
un pericoloso precedente, ciò che James definisce un senso di "diritto
nato dalla grandiosità cosmica".
Cita il barone del petrolio John D.
Rockefeller che vedeva la sua ricchezza non in un contesto capitalista del
selvaggio West americano che gli dava libero sfogo, ma senza scusarsi, per
diritto divino: "Dio mi ha dato i miei soldi", disse Rockefeller.
Questo
senso di diritto divino, essendo scelto, come separato dalla società, ha
parallelismi profondamente inquietanti con la ricchezza contemporanea.
Jeff
Greene è un investitore e imprenditore immobiliare multimiliardario e, secondo
quanto riferito, possiede la casa più costosa d'America.
Greene,
che ha fatto fortuna scommettendo sui mutui subprime, afferma che gli americani
devono avere "meno cose":
"Le
aspettative sullo stile di vita dell'America sono troppo alte e devono essere
adattate, quindi abbiamo meno cose e un'esistenza più piccola e migliore",
ha tenuto una conferenza al 60enne, che cede la sontuosa tenuta da 195 milioni
di dollari a Beverly Hills a famiglie reali e dignitari internazionali per
centinaia di migliaia di dollari al mese.
Al suo
interno, supponendo che ne avesse uno, i dipartimenti all'interno del sistema,
siano essi politici, aziendali o finanziari, selezionano per lignaggio questa
mente; uno disposto a crearlo, supportarlo e mantenerlo.
"Personaggi
come JP Morgan, Randolph Hearst e Mayer Rothschild", sostiene l'autore
Stefan Verstappen, "sono psicopatici professionisti che raggiungono
l'apice della fase finanziaria dove causano non meno miseria e distruzione
delle loro controparti politiche".
Di
conseguenza, gli esempi di condotta psicopatica nelle alte cariche sono
all'ordine del giorno.
Robert Kirkconnell è un veterano di
combattimento della US Air Force di 27 anni, e un critico schietto del
programma MK-ULTRA del governo degli Stati Uniti che ha condotto una serie di
test psicologici insensibili o di "controllo mentale" sui propri
cittadini.
In
American Heart of Darkness, Kirkconnell accusa la Commissione presidenziale
Rockefeller, istituita per indagare sulle attività della CIA, che secondo lui
ha finanziato il programma.
Kirkconnell
non vede più la sua casa come una repubblica costituzionale, ma come una
patocrazia gestita da psicopatici.
Visioni
del mondo psicopatiche contagiose?
Ho
dovuto vincere a tutti i costi, a volte lasciando che i costi fluissero
incontrollati, solo per vedere il volume del mio potere.
– IO
Tommaso.
"Il
potere è l'unica cosa a cui ho veramente a cuore nella mia vita", afferma
Thomas.
“Potere fisico, potere di essere desiderato o
ammirato, potere distruttivo, conoscenza, influenza invisibile. Mi piacciono
abbastanza le persone da volerle toccare, modellare, rovinare", dice
Thomas. "Voglio esercitare il mio potere". Non è niente di personale. È dietetico. L'idea
di rovinare le persone, dice, è semplicemente deliziosa.
Tommaso
non è unico. Lo psicopatico gioca invariabilmente con il suo cibo.
Nel
processo cercare attivamente di visitare la sfortuna o la sofferenza sugli
altri. Thomas si considera una tigre bianca, un animale domestico bello ed
esotico ma intrinsecamente pericoloso. E mentre nelle sue stesse parole si
considera addomesticata, dentro di sé continua a lottare con un impulso primordiale di
distruggere.
Questa
mentalità non è persa dalla società. In effetti, è una visione del mondo
catturata in modo succinto nel discorso personale sullo stato del mondo di
Michael Ellner: "Guardaci e basta", chiede.
“Tutto
è al contrario, tutto è sottosopra. I medici distruggono la salute, gli
avvocati distruggono la giustizia, gli psichiatri distruggono le menti, gli
scienziati distruggono la verità, i principali media distruggono le
informazioni, le religioni distruggono la spiritualità e i governi distruggono
la libertà”. Puoi vedere il suo punto.
Ma
fino a che punto questo mondo di cui parla Ellner deriva esclusivamente dalla
cieca ricerca del potere e del profitto?
C'è
una malevolenza sistemica nascosta che crea paura e incertezza; il caos per
giustificare questo inseguimento?
La
nebbia malefica, quell'intento malvagio che attribuiamo ad atti e misfatti
efferati, è illusoria, un epifenomeno un sottoprodotto del cervello
psicopatico? O è reale, autonomo e guida il programma? E questa distinzione è
importante?
Ci
aiuta a interpretare, per esempio, l'aumento della malattia cronica, le sue
origini e come la professione di guaritore sia diventata, come affermano i
critici, un termine alla moda per le pubbliche relazioni? gestire i sintomi a
scopo di lucro?
Il
mondo di Kirkconnell è al centro dell'attenzione. Siamo tutti vittime della
programmazione sistemica; di disorientamento; uno squilibrio che il predatore
incita in noi per mantenere e rafforzare la sua posizione e il suo status?
Come
un dio, gran parte di ciò che la psicopatia è e fa si nasconde in bella vista.
Lo psicopatico fa appello al senso di empatia e fiducia nell'umanità della sua
preda. È la tabula rasa su cui le persone proiettano le loro speranze e ideali.
(Chi è il nuovo Dio in terra? Klaus Schwab.Ndr)
Questa
realizzazione deve sorgere se vogliamo esporre la psicopatia sistemica e
affrontare possibilità selvaggiamente sinistre, non ultime le identità più
oscure e le motivazioni sottostanti su cui si basa.
Darwin
Dorr è il direttore della ricerca sulla psicopatologia presso la Wichita State
University, Kansas.
"La
maggior parte dei pedofili è psicopatica", dice Dorr, "o almeno
manifesta in misura significativa le caratteristiche psicologiche della
psicopatia".
Tali
legami che legano il potere alle sue perversioni sono storici, endemici e
persistono ancora oggi.
Le
indagini su un giro di pedofili d'élite di Sydney sono solo la punta di un
iceberg freddo e insensibile che minaccia di far affondare una titanica zattera
di falsità.
Nel
Regno Unito, la reputazione del DJ, presentatore televisivo e confidente
dell'establishment, un tempo rispettato, Jimmy Savile, è svanita quando la sua
predilezione per i bambini, i cadaveri, i rituali satanici e i preliminari è
stata rivelata a una popolazione scioccata.
Ora
vengono poste domande al di fuori dei circoli del Ministero degli Interni del
Regno Unito e del suo gusto curioso per i bidoni della spazzatura delle
celebrità. Improvvisamente
il termine psicopatico sembra non essere più sufficiente.
Queste
persone, il sistema che rappresentano e le entità che imitano e adorano, sono
al di là di una lista di controllo?
Certamente i tentativi del Regno Unito e dell'establishment più ampio di ostacolare la verità servono solo a rivelare ulteriormente i mezzi segreti e il controllo amorale mediante i quali la psicopatia opera come parte integrante del sistema.
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