Comprendere e agire.
Comprendere
e agire.
Al-Jolani
si Traveste da Assad
e si
Autoproclama “Presidente”
della
Siria.
Conoscenzealconfine.it
– (4 Febbraio 2025) - Leone Grotti – ci dice:
Sciogliendo
Costituzione, Parlamento ed esercito, il leader jihadista è diventato a tutti
gli effetti un dittatore.
E
l’opposizione inizia a temere una “nuova tirannia”.
Si
dice presidente, ma si legge dittatore.
La
direzione che sta prendendo la Siria di “Abu Muhammad al-Jolani”, che da quando
ha svestito i panni jihadisti e indossato la cravatta verde d’ordinanza,
preferisce essere chiamato “Ahmed al-Sharaa”, è allarmante e pericolosa.
A
quasi due mesi dalla presa del potere e dalla cacciata del dittatore “Bashar
al-Assad”, il leader ex Isis, ex Al-Qaeda, un tempo ricercato in tutto il mondo
per terrorismo e oggi presunto politico dalle idee “democratiche” si è
finalmente degnato di parlare al popolo siriano.
E ne ha approfittato per informarli che si è
autoproclamato “presidente ad interim” della nuova Siria, che assomiglia sempre
di più a quella vecchia.
Al-Jolani
si Autoproclama “Presidente”.
Alcuni
giornali si sono spinti fino a scrivere che è stato “nominato” presidente.
Ma le
parole sono importanti e non bisogna lasciarsi ingannare.
Non è
il popolo siriano ad aver scelto “Al-Jolani” come presidente, perché le prime
elezioni sono state posticipate genericamente “tra quattro anni”.
Non è
il Parlamento ad avergli assegnato la carica, perché è stato sciolto dal leader
jihadista.
Non è
nel nome della Costituzione del 2012 ad avere preso il potere, Al-Jolani,
perché è stata cestinata, mentre ogni altra istituzione o centro di potere
(come esercito, agenzie di sicurezza o il partito Baath) sono stati cancellati
e messi al bando.
Chi ha
proclamato dunque presidente della Siria l’uomo che ha approfittato
militarmente dell’evaporazione del regime di Assad?
Nessuno,
si è autoproclamato.
Drusi
e Curdi Esclusi in Siria.
O
meglio, è la “Conferenza per l’annuncio della vittoria della rivoluzione
siriana” ad averlo fatto.
Questa
conferenza, di cui nessuno conosceva l’esistenza, formata dai membri del
governo ad interim nominati dallo stesso “Al-Jolani” e tutti provenienti da”
Idlib” (alcuni dalla stessa famiglia di Al-Sharaa) e da altri gruppi, si è
riunita in gran segreto giovedì scorso e ha stabilito che per un tempo
imprecisato “Al-Jolani” sarà appunto il nuovo “presidente” della Siria.
Alla
riunione non hanno partecipato né gli organismi politici dell’opposizione
siriana all’estero, né i rappresentanti dei drusi che controllano parte del sud
del paese, né quelli dei curdi che governano il nord-est.
Chi
rappresenta dunque Al-Jolani?
Per
ora, solamente sé stesso.
E come
è stata presa la decisione, all’unanimità o i gruppi armati si sono divisi in
faide?
Nessuno
lo sa.
Tante
Promesse, Zero Fatti.
Negli
ultimi due mesi, nonostante non rappresentasse formalmente niente e nessuno,”
Al-Jolani” ha incontrato ministri e capi di Stato stranieri, parlando a nome
della Siria.
Si dirà che è comprensibile, perché neanche
lui si aspettava di prendere il potere così in fretta, perché è stato colto
impreparato, perché non bisogna badare a sottigliezze formali.
Ma in
questo caso la forma è sostanza.
Il”
leader jihadista” aveva promesso un processo di transizione politica, un nuovo
censimento, una conferenza di dialogo nazionale, un’assemblea costituente, un
consiglio legislativo temporaneo, un governo rappresentativo di tutto il paese
e infine elezioni libere.
Non
solo non è stato fatto niente di tutto ciò, ma non è stata neanche offerta
alcuna spiegazione né alcuna tempistica.
Da
questo momento, e per chissà quanti anni, “Al-Jolani” sarà dunque il leader
assoluto della Siria, forte di un potere senza limiti come quello di Assad, se
non superiore.
Un
Esercito di Jihadisti in Siria.
Tra i
tanti clamorosi annunci di giovedì, c’è anche quello dello scioglimento di
tutte le milizie che hanno contribuito a conquistare il potere in vista del
loro ingresso in un unico esercito nazionale.
Questo è forse il passaggio più pericoloso e
delicato.
“Al-Jolani”
è il leader di “Hayat Tahrir al-Sham” (Hts), ma ha conquistato la Siria
mettendosi alla guida di una coalizione composita di decine di sigle e gruppi
jihadisti, che al momento si sono rifiutati di deporre le armi in mancanza di
indicazioni chiare sul loro futuro (e magari di un’amnistia che cancelli i
crimini commessi).
Come
verranno convinti?
Scoppierà una nuova guerra civile?
E, nel
caso accettino di formare un esercito regolare, come faranno i siriani a
fidarsi di militari che fino a poche settimane fa perseguitavano parte della
popolazione, come i cristiani, riconoscendo come unica autorità il Corano?
Domande senza risposta…
Una
“Nuova Tirannia” per la Siria?
“Alise
Mofrej”, membro della “Syrian Negotiation Commission”, organizzazione che
riunisce vari gruppi dell’opposizione siriana, parlando al “New York Times” ha
detto di temere “una nuova tirannia”.
“Bassam
Al-Kuwatli”, presidente del piccolo “Partito liberale siriano”, ha aggiunto a “Reuters”
che “la nuova amministrazione è ancora un gruppo militare che ha conquistato il
potere e non sente la necessità di condividerlo”.
La
conferenza di dialogo nazionale, che dovrebbe essere formata da 1.200 delegati
rappresentativi di tutte le anime politiche, religiose, etniche e geografiche
della Siria, doveva essere inaugurata a inizio gennaio.
È passato un mese e nessun membro
dell’opposizione ha ricevuto l’invito a farne parte.
La
conferenza doveva sciogliere il Parlamento e presentare un piano per cambiare
la Costituzione, ma questi due passaggi sono stati fatti in autonomia dallo
stesso “Al-Jolani”.
Le
Uniche Due Note Positive.
Che il
“leader jihadista” diventasse presidente ad interim della Siria era ampiamente
previsto, ma il modo con cui ha agito fino ad ora dimostra che il paese è
semplicemente passato da un dittatore all’altro, per di più appoggiato da “fazioni
jihadiste internazionali” difficili da controllare e imbevuto di una “pericolosa
ideologia islamista”.
Le
uniche due note positive per il popolo siriano al momento sono la decisione
dell’Occidente di rimuovere, almeno in parte, le sanzioni che nell’ultimo
decennio hanno affamato la popolazione innocente e la fine della leva
obbligatoria (conseguente per ora allo scioglimento dell’esercito), che aveva
spinto tanti giovani siriani a scappare dal paese guidato ad Assad.
Per il resto, la nuova Siria di “Al-Jolan”i
assomiglia tanto, troppo, alla vecchia.
(Leone
Grotti).
(tempi.it/al-jolani-si-traveste-da-assad-e-si-autoproclama-presidente-della-siria/).
Kennedy:
“È da Almeno 20 Anni
che
Non Esistono Più Vaccini
Sicuri
ed Efficaci.”
Conoscenzealconfine.it
– (3 Febbraio 2025) - Roberto Nuzzo – ci dice:
Nel
suo ultimo video, Robert F. Kennedy Jr. spiega in dettaglio la sua posizione
sui vaccini e chiarisce alcuni luoghi comuni.
Parla
degli effetti collaterali dei vaccini, dell’immunità dell’industria
farmaceutica dalla responsabilità e dell’importanza di decisioni libere in
materia di vaccinazione.
RFK
Jr. sottolinea:
“Libertà significa il diritto di decidere per
sé stessi”.
Chiede
trasparenza, responsabilità e un dibattito equo invece di sopprimere le voci
critiche.
Perché
i danni causati dai vaccini vengono nascosti?
Perché
le aziende farmaceutiche non sono responsabili dei loro prodotti?
Tutti
dovrebbero avere il diritto di decidere autonomamente.
RFK
Jr. spiega la sua posizione sui vaccini con questa straordinaria presentazione:
“Da
quando ho deciso di candidarmi come presidente indipendente, la mia posizione
sui vaccini è stata una delle questioni che ha creato più confusione alle
persone.
Per
questo motivo oggi cercherò di fare chiarezza spiegando punto per punto la mia
posizione.
Se hai
voglia di dedicarci qualche minuto, rimarrai sorpreso da quanto siamo
d’accordo.
Vorrei
iniziare con il primo e probabilmente il più controverso punto.
I
vaccini hanno effetti collaterali, come qualsiasi altro medicinale.
Questo
non dovrebbe essere motivo di controversia, ma lo è.
Quando
me lo chiedono in televisione, di solito la domanda è più o meno questa: ‘Hai
detto che nessun vaccino è sicuro ed efficace’.
Hai
detto, e cito:
‘Non
esiste un vaccino che sia sicuro ed efficace. Ci credi ancora?’
Questa
domanda deriva da un’intervista in cui sono stato interrotto e non sono
riuscito a terminare il mio pensiero.
‘Puoi
indicarmi qualche vaccino che ritieni valido?
Penso che alcuni vaccini vivi probabilmente
prevengano più problemi di quanti ne causino’.
Non
esiste un vaccino sicuro ed efficace.
Questa
è il concetto importante.
Ciò
che ho effettivamente detto in questa intervista e che affermo da 20 anni è che
non esiste un vaccino che sia sicuro ed efficace per tutti.
Lasciatemi
spiegare.
Come
qualsiasi medicinale in commercio, i vaccini hanno effetti collaterali che ogni
anno feriscono gravemente o uccidono alcune persone.
Se
questo contraddice quanto ti è stato detto, probabilmente il tuo medico non ti
ha mai mostrato il foglietto illustrativo allegato a ogni vaccino in commercio.
Prendiamo
il foglietto illustrativo del vaccino contro l’epatite B, che viene
somministrato alla maggior parte dei neonati entro le prime 24 ore dalla
nascita. Vorrei solo leggervi alcuni degli effetti collaterali gravi elencati
in questo documento.
Sotto
la voce disturbi del sistema nervoso ci sono la sindrome di “Guillain-Barré”,
la sclerosi multipla, l’esacerbazione della sclerosi multipla, la mielite,
inclusa la mielite trasversa, le crisi convulsive, le convulsioni febbrili, la
neuropatia periferica inclusa la paralisi vellus, la radicolopatia, l’herpes,
il formicolio oculare, la debolezza muscolare, l’ipoestesia e l’encefalite, il
semplice gonfiore cerebrale, perfino la sindrome di Johnson, l’alopecia e
l’eczema.
L’elenco degli effetti collaterali è infinito.
Capisci
cosa intendo”.
Per
più di un decennio, sono stato attaccato ed etichettato come attivista
anti-vaccinazione e teorico della cospirazione semplicemente perché
sensibilizzo sui gravi effetti collaterali elencati su ogni foglietto
illustrativo dei vaccini e perché mi batto per i bambini che soffrono di questi
effetti collaterali.
Le
nostre autorità sanitarie ritengono che non si debba parlare di danni da
vaccino perché sono rari.
Non possiamo risolvere un problema
ignorandolo.
I
bambini con danni da vaccino meritano la stessa attenzione dei bambini affetti
da una malattia rara come il cancro.
Fortunatamente,
la mentalità a questo proposito sta iniziando a cambiare.
Ecco
qui un articolo recente del “New York Times” sulle persone danneggiate dal
vaccino COVID.
Migliaia
di persone credono che il vaccino contro il COVID stia facendo loro del male.
Qualcuno sta ascoltando?
Tutti
i vaccini hanno effetti collaterali almeno occasionali, ma le persone che
affermano di essere state danneggiate dai vaccini anti- COVID credono che i
loro casi vengano ignorati.
L’articolo
spiega che tutti i vaccini hanno occasionalmente effetti collaterali.
È
necessaria un’indagine sulle vittime per trovare delle soluzioni.
Anche uno dei leader della COVID Task Force,
la dott.ssa “Deborah Birx” si unisce a questo appello all’azione.
Ecco
perché tutti coloro che hanno avuto delle reazioni avverse devono farsi avanti,
perché non sono sicuro che tutti siano stati segnalati.
I
gruppi scientifici pubblici, NIH, FDA, CDC, hanno perso così tanta credibilità
perché, a mio parere, è mancata una trasparenza veramente equa.
Una
delle cose che ho sempre detto ai miei colleghi era: non abbiate paura di dire
che non avete la risposta.
Troppo
spesso le persone inventano la risposta.
Quelli
di noi che hanno provato a far notare che i vaccini avrebbero potuto avere
effetti collaterali significativi sono stati zittiti perché nessuno voleva
parlare della possibilità che i vaccini potessero essere un problema, perché
avevano paura che ciò avrebbe scoraggiato le persone dal vaccinarsi.
Per
anni ci è stato detto che i vaccini sono stati oggetto di ricerche
approfondite, ma la “dott.ssa Birx” sa che non è vero.
Dovremmo
chiamarla anti-vaccinista perché finalmente ci sta dicendo la verità?
Già
nel 2005 la dott.ssa “Bernadine Healy”, ex direttrice del NIH (National
Institutes of Health), ha fatto questa scioccante ammissione alla “CBS News”.
Ora
abbiamo l’opportunità di scoprire se ci sono bambini predisposti, forse
geneticamente, che forse hanno un problema metabolico, un disturbo
mitocondriale, un problema immunologico che li rende più predisposti.
Per i
vaccini al plurale o per un vaccino specifico o per un componente del vaccino
come il mercurio.
Perché
è importante?
Un gruppo vulnerabile non significa necessariamente
che i vaccini non siano efficaci.
Ciò
che un gruppo vulnerabile ci dice è che potrebbe esserci un gruppo di persone o
un gruppo di bambini che non dovrebbero ricevere un particolare vaccino o che
non dovrebbero riceverlo nello stesso lasso di tempo.
È
compito del sistema sanitario e dei medici essere presenti e dire: ‘
Sì,
possiamo renderlo più sicuro perché possiamo dire che si tratta di un
sottogruppo’.
Lo
faremo nel modo che riteniamo più sicuro.
Pensi
che il governo sia stato troppo frettoloso nell’escludere la possibilità di un
collegamento tra vaccini e autismo?
Credo
che il governo o alcuni funzionari sanitari al suo interno siano stati troppo
frettolosi nel liquidare le preoccupazioni di queste famiglie senza studiare la
popolazione malata.
Non ho
visto studi su larga scala incentrati su 300 bambini che hanno sviluppato
sintomi autistici entro poche settimane dalla vaccinazione.
Il
motivo per cui non volevano cercare questi gruppi vulnerabili era perché
temevano che se li avessero trovati, non importa quanto grandi o piccoli
fossero, avrebbero spaventato l’opinione pubblica.
Il
fatto che non vogliano conoscere questo gruppo vulnerabile è per me una vera
delusione.
Se
conosci questo gruppo vulnerabile, puoi salvare i tuoi figli.
Inaugurerò
una nuova era nella medicina.
Farò
in modo che i nostri regolatori non antepongano più gli interessi
dell’industria farmaceutica a quelli del popolo americano.
Mi
assicurerò che tu conosca la verità su ogni prodotto, compresi tutti i benefici
e gli effetti collaterali noti.
E
fornirò sostegno finanziario ai nostri regolatori affinché risolvano il
problema invece di ignorarlo.
E
impedirò loro di manipolare e mettere a tacere scienziati, medici e persone che
vogliono parlare dei danni dei vaccini.
Questo
mi porta al punto successivo.
I
produttori di vaccini dovrebbero essere legalmente responsabili dei loro
prodotti e, sorprendentemente, non lo sono.
Lasciatemi
spiegare.
Nel
1986, i produttori di vaccini stavano perdendo così tanti soldi in cause legali
per decessi e lesioni causati dai loro vaccini che non riuscirono più a
ricavare profitti.
Hanno
quindi chiesto al nostro governo di proteggerli da ogni responsabilità, ed è
esattamente ciò che ha fatto il Congresso.
Ha
approvato quella che è nota come la legge sul risarcimento dei danni da vaccini
del 1986 e, in seguito a tale legge, i vaccini sono l’unico prodotto di consumo
completamente esente da responsabilità.
Ciò
significa che non puoi fare causa all’azienda, non importa quanto sia
sconsiderata, non importa quanto sia negligente, non importa quanto grave sia
il danno.
Se
un’azienda non può essere citata in giudizio quando il suo prodotto ferisce o
uccide qualcuno, quale incentivo ha a risolvere il problema?
Come
avvocato, posso assicurarvi che se un’azienda sa di poter essere citata in
giudizio se il suo prodotto è difettoso, si impegnerà molto di più per
risolvere autonomamente il problema.
Abrogando
la legge del 1986, possiamo sostituire la regolamentazione con la
responsabilità e la rendicontazione.
E il mio ultimo punto è questo: libertà significa avere il diritto di
scegliere.
Quando
il presidente Biden ha ordinato che le persone che non si fossero vaccinate
contro il COVID avrebbero perso il lavoro durante la pandemia, ha violato uno
dei principi fondamentali della libertà.
Ad agosto sono state vaccinate quattro milioni
di persone in più rispetto a luglio.
Ma
dobbiamo fare di più.
Non si
tratta di libertà o di scelta personale.
Si tratta di proteggere te stesso e chi ti
circonda.
Se una
persona non ha la decisione finale sul proprio corpo, ma appartiene alla
persona che ha la decisione finale, allora si arriva alla questione centrale
dei processi contro i medici che avevano commesso crimini di guerra nella
seconda guerra mondiale e che avevano portato all’adozione del ‘Codice di
Norimberga’.
La
prima regola di questo codice è il consenso informato.
Afferma,
e cito:
‘Il consenso volontario del soggetto umano è
assolutamente necessario. Qualsiasi uso della forza o della coercizione per
ottenere una decisione medica è considerato immorale’.
Oggi
gli americani sono nuovamente consapevoli dell’importanza cruciale del Codice
di Norimberga.
Attualmente,
oltre il 75 percento degli americani aventi diritto si rifiuta di ricevere
l’ultima dose di richiamo del vaccino COVID.
Per
alcuni sarebbe la nona vaccinazione. Hanno deciso che ne hanno abbastanza.
Questo si chiama consenso informato.
Pfizer
e Moderna stanno attualmente facendo pressioni sul nostro governo affinché
renda obbligatorie tutte le vaccinazioni, proprio come la prima.
Se
questa decisione verrà approvata, potete star certi che saremo messi in fila
come bestiame e costretti a sottoporci a ogni vaccino, proprio come la prima
volta.
I
bambini americani devono ricevere 72 vaccinazioni solo per poter continuare a
scuola.
Questo
dovrebbe valere anche per gli adulti? Ciò non accadrà.
Per
dirla in breve: non importa cosa avete sentito, non toglierò la vaccinazione a
nessuno che voglia vaccinarsi.
Voglio solo rendere la situazione più sicura
per tutti.
Farò
in modo che l’industria sia ritenuta responsabile dei suoi prodotti. E mi
assicurerò che tu sia sempre libero di decidere cosa è giusto per te “.
(Roberto
Nuzzo).
(uncutnews.ch/rfk-jr-veroeffentlicht-eine-erstaunliche-praesentation-und-enthuellt-die-wahrheit-ueber-impfstoffe-was-sie-wissen-muessen/).
(t.me/robertonuzzo
canale).
(facebook.com/share/p/1BWeCAA7Hc/).
Lo
scandalo nascosto di “Natacha Jaitt”:
la
donna che accusò Bergoglio
di
traffico pedofilo.
Lacrunadellago.net
– (03/02/2025) – Cesare Sacchetti – ci dice:
Non ne
sa più nulla da qualche anno, e i media mainstream Occidentali e italiani si
sono, come da loro costume, premurati di nascondere questo caso alquanto
spinoso.
È la
storia di “Natacha Jaitt”, un’avvenente donna argentina che aveva iniziato la
sua carriera come modella di Playboy per poi darsi anche alla prostituzione,
apparentemente di alto bordo.
Nonostante
il profilo non proprio immacolato di “Natacha”, la sua coscienza però deve
essere stata scossa da quello che ha visto in quel mondo e l’ha portata a poco
a poco a denunciare tutti gli orrori che i potenti della sua terra commettevano
ai danni di innocenti bambini.
“Natacha
Jaitt” aveva iniziato esplicitamente a parlare di un vasto traffico di
pedofilia che avviene nelle alte sfera della società argentina e che si serve
spesso di organizzazioni di copertura “filantropiche” per non attirare
sospetti.
L’orco,
lo si è visto, ad esempio, anche nei casi di pedofilia dell’UNICEF, si nasconde
sotto gli abiti più insospettabili non solo per mettersi al riparo di accuse di
pedofilia, ma per far apparire queste ancora più “assurde”, considerato che
l’immagine pubblica che questi pedofili hanno è invece quella di “benefattori”
che corrono in soccorso ai bambini.
Nulla
di più falso, nulla di più ipocrita.
Il primo uomo che la “Jaitt” aveva chiamato in causa
era appunto uno di quegli insospettabili, uno di quelli che non si penserebbe
mai potesse essere associato con questi mondi e che invece ne è parte
integrante.
Gustavo
Vera: l”umanitario” che è stato accusato
di essere al centro del traffico.
Si
tratta di Gustavo Vera.
Gustavo
Vera è noto per essere uno degli “umanitari” più in vista del suo Paese.
“Vera”
era già salito agli onori delle cronache nei primi anni 2000, quando
l’Argentina si trovava nella tempesta della crisi economica indotta dalle
politiche di austerità imposte dal famigerato “Fondo monetario internazionale”.
La
morsa della crisi stringeva il Paese, costretto ad osservare uno scellerato
cambio fisso con il dollaro che impediva al peso argentino di fluttuare
liberamente sul mercato e non scaricare così i costi della mancata a necessaria
svalutazione della moneta sul lavoro.
L’Argentina
è stata uno dei numerosi laboratori della finanza askenazita internazionale e
gli effetti di tale ricetta si fecero sentire tutti su milioni di argentini,
ridotti in povertà da quelle criminali politiche economiche.
“Vera”
nasce in tale contesto storico.
La sua
ONG, “La Alameda,” viene fondata con il dichiarato scopo di offrire conforto e
protezione alle vittime del lavoro minorile, della schiavitù e della pedofilia,
ma il lupo, come spesso capita, ama indossare i panni dell’agnello per
perpetrare meglio i suoi traffici e questa storia non sembra fare eccezione a
tale regola.
Secondo
le denunce di “Natacha Jaitt”, “Vera” era l’uomo che invece ha avuto il compito
tramite la sua ONG di gestire una vasta rete di prostituzione, anche minorile,
nella quale erano e sarebbero ancora oggi coinvolti gli uomini più in vista del
Paese.
Ci
sono dentro politici di alto rango, uomini di “chiesa”, giornalisti, giudici e
avvocati che erano e sono ancora oggi clienti fissi dei bordelli gestiti
direttamente da “Gustavo Vera”, il quale ancora oggi gode di altissime
protezioni nel sistema politico argentino.
Il
“filantropo” non è mai stato nemmeno sfiorato dalle inchieste giudiziarie o
giornalistiche fino a quando non è comparsa sulla scena “Natacha Jaitt “che
decise di rivelare il vasto traffico pedofilo che si cela dietro “La Alameda”.
La
rete è vasta e secondo la ex modella di Playboy tocca anche altre diverse
squadre di calcio del campionato argentino, dove gli aspiranti giovani
calciatori vengono costretti a prostituirsi da famelici dirigenti in cambio di
avere una chance di calcare i campi da gioco delle formazioni più prestigiose
del Paese.
La “Jaitt”
aveva fatto i nomi e i cognomi pubblicamente.
Non ha avuto paura di affermare certe verità perché
aveva molte prove documentali sui pedofili coinvolti in tale giro.
I
preti pedofili infedeli sono coinvolti nel giro pedofilo.
Sono
nomi come quello, ad esempio, di” padre Julio Grassi,” che in Argentina già
negli anni’90 era noto per aver dato vita alla fondazione “Bambini felici” che
sulla carta aveva il compito di fornire assistenza ai bambini vittime di abusi,
mentre in
realtà una volta che i piccoli varcavano la soglia di “questa associazione”
venivano subito violentati e poi messi sul mercato pedofilo argentino e
internazionale.
“Grassi”
aveva stretti rapporti con “Vera” e l’associazione del primo collaborava a
stretto contatto con il secondo, la citata Alameda.
Il
sacerdote argentino è rimasto impunito per molti lunghi anni.
Già nel 1991 c’erano denunce contro di lui, ma
i testimoni venivano sottoposti a pesante intimidazione e minacce e costretti
quindi a ritrattare o a tacere, pena essere uccisi da questa potente rete di
trafficanti.
Nonostante
i magistrati argentini fossero già perfettamente al corrente di quanto accadeva
dietro i cancelli della “Bambini felici”, soltanto nel 2013 si decisero
finalmente a spiccare un mandato di cattura contro “Julio Grassi”, che venne
rinchiuso nel carcere di” Ituzaingó” dopo una lunga trafila giudiziaria durata
22 anni, nel corso dei quali don Grassi è sempre rimasto a piede libero.
A
Buenos Aires, nell’arcivescovado, erano perfettamente al corrente di quanto
stava accadendo nella “fondazione di padre Grassi”, ma l’uomo che avrebbe
dovuto fare luce e intervenire tempestivamente per proteggere i bambini non si
muove.
L’arcivescovo
che sapeva tutto e che non si è mosso non era altri che “Jorge Mario Bergoglio”.
La
misteriosa ascesa del cardinal Bergoglio.
Ancora
oggi ci sono ombre e interrogativi senza risposta sulla rapida ascesa
ecclesiastica di Bergoglio.
Se si
leggono, ad esempio, le riflessioni, accuratamente nascoste da quasi tutti gli
organi di stampa, di padre “Peter Hans Kolvenbach”, superiore generale dei
Gesuiti, esce un ritratto a dir poco inquietante del papa argentino.
“Kolvenbach “disse che Bergoglio era
alquanto inadatto per diventare vescovo a causa del suo carattere “doppio,
fintamente umile” e che spesso non esitava a ricorrere al turpiloquio,
circostanza quanto mai “inusuale” per un uomo di Chiesa.
Il
profilo che traccia il superiore gesuita è ancora più interessante se si pensa
che coincide alla perfezione con quanto dicono in Vaticano del papa venuto
dalla fine del mondo.
L’aggressività
e le cattive parole sembrano essere una seconda pelle di “Francesco” che non
esita a prendere a male parole anche i dipendenti del Vaticano o ad umiliare i
vari vescovi e cardinali pubblicamente.
Il
profilo di Bergoglio è quello di un despota come si può leggere nelle pagine
del “Papa dittatore” ma mai la stampa mainstream italiana ha dato molto risalto
a queste clamorose rivelazioni.
C’è
sempre stata sin dal principio una luna di miele tra i media italiani e il
pontefice, nonostante i primi non abbiano esitato in passato a gettare fango
sulla Chiesa e a diffamare, ad esempio, papi come il compianto Pio XII.
Bergoglio
è esattamente il tipo di “papa” che questi ambienti volevano a tutti i costi e
la sua ascesa si può spiegare soltanto con la protezione di mondi che di
cattolico hanno molto poco e di massonico invece tutto.
Il
cardinal Bergoglio ai tempi del suo arcivescovado a Buenos Aires sapeva che
Julio Grassi era un pedofilo, ma nonostante questo decise di proteggere il
prete che abusava dei bambini e di iniziare una violenta campagna di
intimidazione contro tutte quelle vittime che salivano sul banco dei testimoni
per raccontare gli abusi subiti.
Nemmeno
dopo la condanna definitiva a 15 anni di carcere per abusi sessuali su minori
ha indotto Bergoglio, nel frattempo divenuto pontefice, a ridurre Grassi allo
stato laicale.
Ad
oggi il prete pedofilo argentino è ancora a tutti gli effetti un sacerdote di
Santa Romana Chiesa.
Forse
la spiegazione per queste decisioni di Bergoglio va cercata nelle
frequentazioni del cardinale argentino che di cattolico hanno ben poco, e anzi
sono dichiaratamente ostili a questa religione.
Non
appena nominato arcivescovo di Buenos Aires, il cardinal Bergoglio riceve nel
1999 la nomina onoraria a membro del “Rotary Club”, un’associazione di chiara
natura” para massonica “che un tempo poteva costare la scomunica ai sacerdoti
non che ne facessero parte, ma che soltanto partecipassero ad una delle loro
riunioni.
Il “Rotary”
non è però l’unico ambiente “poco” cattolico frequentato dal porporato
argentino.
Se già
l’iscrizione ad una para massoneria può sembrare inaccettabile per un vescovo,
dovrebbe esserlo ancora di più la sua aperta vicinanza alla massoneria ebraica del B’nai
B’rith.
Il
nome di questa loggia, fondata a New York nel 1848, è ricorrente in tutti
quegli affari di Chiesa dove si possono chiaramente vedere gli effetti di
quella costante e incessante infiltrazione praticata da quegli ambienti ebraici
che erano determinati a trasformare la Chiesa Cattolica in una qualunque
istituzione secolare dedita all’osservanza del culto dei diritti umani
piuttosto che alla verità di fede trasmesse nel corso di quasi duemila anni di
storia.
Si è
già visto in passato come questa “massoneria ebraica” si sia prodigata non poco
per dirottare gli esiti dei due conclavi del 1958 e del 1963 perché in quel
periodo storico c’è stato un momento spartiacque nella storia della Chiesa.
Sono
saliti sul soglio di Pietro due pontefici associati alla massoneria che hanno
permesso la successiva secolarizzazione della Chiesa attraverso il Vaticano II
fino ad arrivare proprio all’idolo pagano della “Pachamama” depositato e
venerato da papa Francesco sui giardini della Santa Sede.
Il
cammino di questa apostasia si vede ovunque e si vede anche nella infiltrazione
massonica e pedofila denunciata dalla” Jaitt”.
La
“fraterna” amicizia tra Francesco e Gustavo Vera.
La
donna aveva denunciato questa commistione di interessi e di affari e aveva
spiegato che la ragione per la quale “Gustavo Vera” era considerato un
intoccabile era per la sua stretta amicizia con “Bergoglio” già quando questi
era arcivescovo di Buenos Aires, un rapporto che non si è mai interrotto
nemmeno quando il cardinale gesuita divenne papa nel 2013.
Francesco
infatti ha ricevuto almeno due volte “Vera” in Vaticano.
La
prima nel 2016 e la seconda nel 2021 quando il” fondatore di Alameda” è stato
invitato dall’accademia pontificia per partecipare al seminario sulla povertà e
le ingiustizie sociali, in quello che è sembrato un altro chiaro tentativo da parte
di Bergoglio di seguire le orme della “eretica teologia della liberazione” che
si propone di coniugare le teorie marxiste materialiste, e quindi
fondamentalmente atee e anticristiane, con la teologia cattolica.
“Gustavo
Vera” appare assieme a Bergoglio nel 2021.
Francesco
ha continuato ad avere rapporti con il suo storico amico Vera anche più di
recente, quando nel settembre del 2024 gli ha mandato una lettera per
ringraziarlo dell’impegno profuso nel caso di” Loan”, un bambino di 5 anni
scomparso lo scorso giugno nella provincia di Corrientes, in Argentina.
Non
sono però dello stesso avviso i genitori del piccolo,” José Peñay María Noguera”
che si sono recati lo scorso novembre presso il procuratore “Mariano de Guzmán”
per sporgere denuncia “contro Vera “per reati quali associazione a delinquere,
inquinamento delle prove e falsa testimonianza.
Se si
considera poi quanto aveva detto negli anni passati” Natacha Jaitt”, non si può
nemmeno escludere uno scenario ancora più inquietante, quale quello che vedrebbe
direttamente coinvolto lo stesso” Vera” nella sparizione del bimbo, considerate
le accuse di pedofilia che sono piovute addosso alla “fondazione Alameda”.
Francesco
però non sembra aver cambiato minimamente idea su sul fraterno amico né sembra
aver mai mostrato ripensamento o pentimento alcuno per tutti gli altri pedofili
da lui protetti e non di rado promossi.
“Grassi”
è soltanto la punta dell’iceberg.
A
godere della protezione di Bergoglio ai tempi della sua “missione apostolica”
in Argentina è stato anche un sordido personaggio come “padre Ruben Pardo”, che
ha stuprato un bambino di 15 anni nell’agosto del 2002.
Il
cardinal Bergoglio anche in quegli anni fece tutto quello che era in suo potere
per proteggere il pedofilo, tanto da nasconderlo in una casa per preti in
pensione fino alla sua morte per AIDS che avvenne nel 2005.
Anche
un altro pedofilo come padre “Napoleón Sasso” venne protetto.
“Sasso”
ha stuprato almeno 5 bambine dai 5 ai 13 anni negli anni’90 fino a quando non
venne condannato nel 2007 a 17 anni di carcere.
I
genitori delle vittime chiesero udienza al cardinal Bergoglio che gliela negò e
che non fece nulla negli anni passati per allontanare il pedofilo dalla sua
diocesi.
Ovunque
c’erano sacerdoti accusati di pedofilia, il porporato argentino non solo faceva
finta di non vedere ma se c’era da dare il suo appoggio lo dava a coloro che
erano stati praticamente colti in flagranza di reato.
La “Jaitt”
aveva iniziato a parlare proprio del piano superiore di questa rete pedofila.
Aveva
detto espressamente che costoro godevano tutti della protezione di” Jorge Mario
Bergoglio” e il giorno dopo le sue accuse pronunciate sugli schermi della
televisione argentina ha subito una perquisizione l’11 aprile del 2018 ordinata
dal magistrato “Sebastian Ramos”.
La ex
modella argentina aveva detto di avere prove inconfutabili contro tutti coloro
coinvolti nel giro pedofilo da lei denunciato e la magistratura si è affrettata
a perquisire la sua casa probabilmente proprio alla ricerca di quegli elementi
che potevano mettere alla gogna gli uomini più “rispettabili” dell’Argentina.
Nel
2019, la “Jaitt” si reca in tribunale per denunciare di essere stata stuprata
dal “regista Pablo Yotich”, e due settimane dopo questa sua esplosiva
rivelazione avrebbe dovuto testimoniare proprio contro “Gustavo Vera,” il
fidato amico di Jorge Mario Bergoglio accusato di pedofilia.
Non
fece però mai in tempo.
Venne
trovata morta in una stanza d’albergo imbottita di droghe nonostante i suoi
famigliari abbiano dichiarato dopo la sua morte che non faceva più uso di
droghe da molto tempo.
“Natacha”
lo aveva scritto su “Twitter”, oggi “X”, prima che questo accadesse.
Esiste
Il tweet di “Natacha Jaitt” del 5 aprile 2018
Se
fosse stata trovata morta in circostanze poco chiare, quali “suicidio” o
“incidente”, allora quello sarebbe stato il risultato di un omicidio voluto
contro di lei dai veri signori della rete pedofila.
Tra i
suoi accusati c’era l’uomo che oggi siede sul soglio pontificio.
C’era Jorge Mario Bergoglio, l’uomo che ha
portato l’apostasia del Vaticano II ai suoi più degenerati limiti.
“Natacha
Jaitt” ancora oggi attende giustizia così come la attendono tutti quei bambini
vittime di questo turpe e infame traffico.
Un
traffico che Jorge Mario Bergoglio ha protetto e aiutato nel corso di tutta la
sua intera carriera “ecclesiastica”.
Trump
o Biden: Tutti Servi
di
Quel Criminale di Netanyahu!
Conoscenzealconfine.it
– (5 Febbraio 2025) - Giuseppe Salamone – ci dice:
Se
Biden era rincoglionito e quindi pericoloso perché manovrato da chi comanda
negli Usa, Trump anche se rincoglionito non lo è, si sta dimostrando
altrettanto pericoloso.
Se il
primo è stato il peggior presidente della storia dell’essere umano, il secondo
non sta facendo nulla per tracciare una linea di discontinuità.
A
parte ovviamente la propaganda che trova sempre chi abbocca.
L’ho
sempre pensato e continuo a pensarlo che il problema, in fondo, si chiama Stati
Uniti d’America a prescindere da chi sia il capo della Casa Bianca.
Il problema è che questi sono stati descritti
per decenni per quello che non sono. Tutti siamo cresciuti col mito della culla
della democrazia, della società del successo e delle possibilità infinite per
emergere, della tutela dei diritti che come lo fanno loro nessuno, e del “sogno
americano”.
Alzi
la mano chi sin da piccolo non si è sentito dire “hai trovato l’America” a ogni
cosa bella che gli accadesse.
Ecco,
la culla della democrazia è quella che negli ultimi 16 mesi ha finanziato un
genocidio e che riceve in pompa magna, stendendo tappeti rossi, per l’ennesima
volta, un criminale di guerra come Netanyahu, su cui pende un mandato di
arresto internazionale dalla Corte Penale.
Uno
che dovrebbe stare in galera per ciò che ha fatto mentre invece ha pure
quell’ambita passerella di essere il primo capo di governo a essere ricevuto
dal nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Un
nuovo Presidente che lo accoglie con la promessa di deportare i Palestinesi in
Egitto e Giordania, che firma un ordine per uscire dal Consiglio dei diritti
umani dell’ONU (anche se mi chiedo cosa ci facessero visto che nella storia
nessuno come loro ha violato diritti umani in tutto il globo terraqueo), che
semina dubbi sul fatto che il cessate il fuoco a Gaza reggerà e che autorizza
un bel miliardo di armi per israele:
5.000 bombe da una tonnellata e altro
materiale che finirà sulla testa dei bimbi Palestinesi.
Ciliegina sulla torta:
l’interruzione
definitiva dei fondi per l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU che dà sollievo ai Palestinesi.
Trump
ha anche affermato che gli Usa potrebbero assumere il controllo del territorio
palestinese e occuparsi della rimozione delle macerie e degli ordigni
inesplosi, promuovendo uno “sviluppo economico” senza precedenti.
Il tycoon non ha poi escluso nemmeno la
possibilità di inviare militari statunitensi a presidiare Gaza.
Chi
aspettava il salvatore del mondo ha tutti gli elementi per ricredersi, basta
solamente gettare via i paraocchi e liberarsi da quella gabbia che tiene in
ostaggio chiunque creda nell’eroe.
Basta solamente liberarsi da quelle catene
invisibili che sono il tifo da stadio per una o per l’altra parte.
Perché
se c’è una cosa che sia funzionale ai loro giochi criminali è che mentre chi è
al potere fa esattamente le stesse cose, la società si spacca e si accanisce
per difendere una o l’altra parte.
È il
sistema bipolare e lo vediamo anche in Italia, creato ad arte per far credere
di poter scegliere una o l’altra parte ma che poi, alla fine, si comporteranno
allo stesso modo.
Soprattutto
nel caso di uno Stato terrorista che ha infestato tutto il mondo come una
metastasi.
Se poi questo Stato terrorista tiene per il
guinzaglio quella che era la potenza più forte del mondo, non c’è bisogno di
aggiungere altro perché i risultati li vediamo tutti.
Concludo
con una semplice domanda:
vi
siete mai chiesti perché attaccano Trump praticamente su tutto ma sulla
questione Palestinese, che come era prevedibile si sta dimostrando un servo dei
sionisti, nessuno apre bocca?
(Giuseppe
Salamone).
(giuseppesalamone.substack.com/p/trump-o-biden-tutti-servi-di-quel).
“USDA” RIMUOVE la
propaganda sui
cambiamenti
climatici dai siti web
durante la revisione
della spesa federale.
Shtfplan.com
- Lance D. Johnson – (4 febbraio 2025) – ci dice:
In una
mossa che ha riacceso i dibattiti sulle priorità federali e le narrazioni
aziendali, il “Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti” (USDA) ha
ordinato ai suoi dipendenti di eliminare i riferimenti al cambiamento climatico
dai siti web dell'agenzia.
La
direttiva, emessa giovedì e confermata da un'e-mail interna ottenuta da
POLITICO, richiede la rimozione o l'archiviazione di “landing page” e contenuti
correlati alle narrazioni sul cambiamento climatico.
Questa
azione arriva mentre i finanziamenti federali per programmi di energia pulita e
agricoltura sono in bilico, con l'amministrazione Trump che spinge per fermare
la spesa inutile derivante da una legislazione disastrosa come l' “Inflation
Reduction Act”.
La decisione riecheggia sforzi simili durante
la prima amministrazione Trump per respingere l'agenda del cambiamento
climatico, irritando gli attivisti del cambiamento climatico e i profittatori
del clima che cercavano di trarre profitto dall'armamento della scienza per
promuovere narrazioni aziendali sul clima.
Punti
chiave:
Ai
dipendenti dell'”USDA” è stato ordinato di eliminare o archiviare le pagine web
che trattano dei cambiamenti climatici e di documentare tutti i contenuti
correlati per una revisione.
La
direttiva potrebbe avere un impatto su decine di programmi, tra cui iniziative
per un'agricoltura intelligente dal punto di vista climatico e risorse per la
gestione degli incendi boschivi.
La
mossa coincide con una revisione della spesa federale che minaccia i
finanziamenti destinati ai programmi di energia pulita e conservazione.
I
critici, spesso attivisti di sinistra e milionari dell'energia verde,
sostengono che la decisione indebolisce gli sforzi per affrontare le sfide
legate al clima che si presentano agli agricoltori, come condizioni
meteorologiche estreme e incendi boschivi.
Questi
critici non sono in grado di gestire i disastri naturali nelle loro comunità,
come dimostrano gli incendi fuori controllo di Los Angeles.
Non si
può prendere sul serio chi promuove il cambiamento climatico quando si tratta
di porre rimedio ai disastri naturali nel mondo se non è in grado di gestire un
disastro naturale nelle proprie città.
L'amministrazione
Trump sta cercando di ripulire le agenzie federali dalla propaganda che
danneggia gli agricoltori americani.
L'ultima
direttiva dell'”USDA” ricorda le azioni intraprese durante la prima
amministrazione Trump, quando alle agenzie federali fu ordinato di ignorare i
riferimenti al cambiamento climatico dai siti web governativi.
Nel
2019, l'”USDA” si rifiutò di pubblicare un piano multi agenzia volto ad aiutare
gli agricoltori ad adattarsi a un clima in cambiamento e la ricerca finanziata
dal governo che evidenziava gli impatti del cambiamento climatico
sull'agricoltura fu eliminata.
L'amministrazione
Trump ha cercato di liberare le agenzie federali dalle narrazioni aziendali
derivate dall'ONU che limitano ulteriormente la capacità degli agricoltori di
adattarsi alle sfide naturali.
Tuttavia,
questo schema di emarginazione delle informazioni relative al clima ha attirato
critiche da parte di scienziati corrotti, profittatori del clima e gruppi di
difesa, che sostengono che ostacola gli sforzi per affrontare le sfide urgenti.
"Non si tratta solo di parole su un sito
web, si tratta di negare agli agricoltori gli strumenti e le informazioni di
cui hanno bisogno per adattarsi a un ambiente in rapido cambiamento", ha
affermato un esperto di politica agricola, che ha parlato a condizione di
anonimato.
Questi
strumenti e informazioni sono in realtà solo propaganda volta a convincere gli
agricoltori a rispettare le restrizioni che ostacolano l'innovazione e la
produttività.
La
decisione dell'”USDA” giunge in un momento critico per gli agricoltori
americani, che stanno lottando con gli impatti tangibili degli eventi
meteorologici estremi.
Negli
ultimi anni, il raccolto di pesche della Georgia è stato devastato da gelate
fuori stagione, le fattorie della Carolina del Nord sono state allagate e
l'industria degli agrumi della Florida ha subito bruschi cali a causa di una
malattia esacerbata dalle temperature più calde.
Gli
incendi boschivi nell'ovest hanno distrutto i vigneti, mentre le siccità
prolungate hanno costretto gli allevatori a ridurre le loro mandrie di bovini.
Aderire all'ortodossia del cambiamento climatico non avrebbe reso questi
agricoltori più adattabili a queste sfide naturali.
Una
battaglia più ampia sulla spesa federale
Sotto
l'amministrazione dell'ex presidente Joe Biden, l' “USDA” ha investito 3,1
miliardi di dollari nel programma “Partnerships
for Climate-Smart Commodities”, che mirava ad aiutare gli agricoltori a ridurre
la loro impronta di carbonio.
Tuttavia,
i finanziamenti per tali iniziative sono ora a rischio poiché l'amministrazione
Trump cerca di bloccare i pagamenti per i progetti correlati al clima che si
concentrano sulla rimozione del carbonio, una molecola essenziale per tutta la
vita.
La
direttiva dell'”USDA” fa parte di uno sforzo più ampio da parte
dell'amministrazione Trump per ridurre la spesa incentrata sul clima.
L' “Inflation
Reduction Act e l'Infrastructure Investment and Jobs Act”, che hanno stanziato
miliardi di dollari per l'energia eolica e solare e per lo stoccaggio del
carbonio, sono sotto esame mentre l'Office of Management and Budget conduce una
revisione della spesa federale.
L'ordine
esecutivo di Trump che prende di mira la spesa per il clima ha già costretto i funzionari
dell'”USDA” a sospendere gli esborsi di finanziamenti, lasciando gli
agricoltori in un limbo mentre si preparano per la prossima stagione di semina
Un “USDA” rinnovato deve dare priorità alle
esigenze reali degli agricoltori: ripristinare terreni sani, proteggere le
riserve idriche e diversificare le colture invece di spingere un'ortodossia
gravosa sul cambiamento climatico.
Canada
e Messico scelgono
la
sopravvivenza
economica piuttosto
che il collasso economico.
Shfplan.com - Mac Slavo – (5 febbraio 2025) –
ci dice:
(Michael
Snyder sul blog “The Economic Collapse”).
VUOI
che i nostri confini siano protetti?
È così
importante sapere quando si ha una mano perdente.
Il
primo ministro canadese “Justin Trudeau” inizialmente ha insistito sul fatto
che non si sarebbe mai tirato indietro, ma “Donald Trump “aveva la maggior
parte della leva in questa situazione.
L'economia
canadese dipende molto dal commercio estero e gli Stati Uniti sono il partner
commerciale numero uno del Canada.
Se
Trudeau avesse deciso alla fine di trincerarsi per combattere, l'economia
canadese sarebbe crollata.
Fortunatamente,
ha accettato di negoziare un accordo con Trump.
A sud,
dobbiamo dare molto merito alla presidente messicana “Claudia Sheinbaum” per
aver capito che semplicemente non avrebbe vinto questa particolare battaglia.
Quindi
ha accettato di inviare 10.000 soldati messicani per aiutare a proteggere il
confine, e Trump ha accettato di sospendere le tariffe sul Messico per un mese
mentre proseguono i negoziati ...
Il
presidente Trump ha annunciato che sospenderà per un mese i dazi statunitensi
sulle importazioni dal Messico, dopo che il presidente del Paese ha accettato
di inviare 10.000 soldati al confine tra Stati Uniti e Messico per contrastare
il flusso di “fentanyl” e migranti.
Lunedì,
il signor Trump ha scritto su “Truth Social “che lui e la presidente messicana”
Claudia Sheinbaum” “hanno concordato di sospendere immediatamente le tariffe
previste per un periodo di un mese”.
La
pausa, ha detto, consentirà “negoziati guidati dal Segretario di Stato “Marco
Rubio”, dal “Segretario del Tesoro Scott Bessent e dal Segretario del Commercio
Howard Lutnick”, e da rappresentanti di alto livello del Messico”.
Il
commercio rappresenta il 73 percento del PIL del Messico e gli Stati Uniti sono
il principale partner commerciale del Messico.
Infatti,
circa l'80 percento delle esportazioni messicane è destinato agli Stati Uniti.
Senza
gli Stati Uniti, il Messico sostanzialmente non avrebbe un'economia, e quindi
“Sheinbaum” ha giustamente riconosciuto di essere stata costretta a raggiungere
un accordo.
A
seguito della conversazione con “Sheinbaum”,
Trump ha pubblicato su “Truth Social”…
In
questo caso particolare, l'approccio negoziale ultra-aggressivo di Trump ha
funzionato.
I
messicani furono costretti a cedere e il vicepresidente “JD Vance” ne fu molto
entusiasta …
Per
tre giorni gran parte dell'estrema sinistra ha attivamente tifato contro
l'America, sostenendo che non avremmo ottenuto nulla dalle richieste del
presidente Trump al Messico di mettere in sicurezza il suo Paese.
Bene,
come ti piacciono queste mele?
Proprio
come il Messico, anche l'economia canadese dipende fortemente dal commercio con
gli Stati Uniti.
Infatti,
oltre tre quarti delle esportazioni totali del Canada sono destinate al nostro Paese …
Nel
2023, il Canada ha esportato negli Stati Uniti beni e servizi per un valore di
quasi 550 miliardi di dollari canadesi, ovvero più di tre quarti delle sue
esportazioni totali.
L'energia ha rappresentato il 30% e la
produzione manifatturiera ha contribuito per circa il 15% alle esportazioni a
sud del confine.
Le
esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano circa il 17,8% del prodotto
interno lordo canadese e creano oltre 2,4 milioni di posti di lavoro in Canada.
Inizialmente,
Trudeau aveva promesso che avrebbe compensato i dazi di Trump con i suoi
elevati dazi ...
Il
Canada risponderà ai nuovi dazi del presidente Donald Trump con imposte del 25%
su una serie di importazioni dagli Stati Uniti, ha affermato sabato il primo
ministro “Justin Trudeau”, avvertendo gli americani che le azioni di Trump
avrebbero avuto conseguenze concrete per loro.
Mentre
le relazioni tra gli alleati di lunga data che condividono il confine terrestre
più lungo del mondo raggiungono un nuovo minimo,” Trudeau” ha detto in una
conferenza stampa che avrebbe imposto tariffe su 155 miliardi di dollari
canadesi (107 miliardi di dollari) di beni statunitensi.
Quelle su 30 miliardi di dollari canadesi
entreranno in vigore martedì, lo stesso giorno delle tariffe di Trump, e i dazi
sui restanti 125 miliardi di dollari canadesi tra 21 giorni, ha detto.
Ma poi
i suoi consiglieri probabilmente gli hanno fatto capire che una guerra
commerciale con gli Stati Uniti potrebbe potenzialmente far crollare l'economia
canadese.
Così
Trudeau cedette e lunedì concluse un accordo con Trump per inviare circa
“10.000 uomini in prima linea” per aiutare a proteggere il confine…
Ho
appena avuto una bella chiamata con il presidente Trump.
Il Canada sta implementando il nostro piano di confine
da 1,3 miliardi di dollari, rafforzando il confine con nuovi elicotteri,
tecnologia e personale, un coordinamento migliorato con i nostri partner
americani e maggiori risorse per fermare il flusso di “fentanyl”.
Circa
10.000 persone in prima linea stanno e lavoreranno per proteggere il confine.
Inoltre,
il Canada sta prendendo nuovi impegni per nominare uno” zar del Fentanyl”,
elencheremo i cartelli come terroristi, garantiremo occhi 24 ore su 24, 7
giorni su 7 sul confine, lanceremo una forza d'attacco congiunta Canada-USA per
combattere la criminalità organizzata, il “fentanyl “e il “riciclaggio di
denaro”.
Ho
anche firmato una nuova direttiva di intelligence sulla criminalità organizzata
e il fentanyl e la sosterremo con 200 milioni di dollari.
Le
tariffe proposte saranno sospese per almeno 30 giorni mentre lavoriamo insieme.
Quindi,
per ora, una guerra commerciale con Messico e Canada è stata scongiurata.
Almeno
per un mese.
E
questa è davvero una buona cosa, perché le conseguenze sarebbero state
drammatiche.
Infatti,
si prevedeva che l'industria automobilistica canadese "avrebbe chiuso entro una
settimana" ...
"
Il settore automobilistico chiuderà i battenti entro una settimana", ha
affermato “Flavio Volpe”, presidente dell'Associazione canadese dei produttori
di componenti automobilistici, citato da “Bloomberg” in merito allo shock tariffario del fine
settimana annunciato dall'amministrazione Trump:
una
tariffa del 25% sui beni importati da Messico e Canada, con le importazioni di
energia dal Canada soggette a una tariffa solo del 10% e una tariffa del 10%
sulle importazioni dalla Cina.
“Volpe”
ha avvertito che le tariffe del 25% , che entreranno in vigore alle 12:01 di
martedì, significheranno che " assolutamente nessuno nel nostro settore
sarà redditizio, neanche lontanamente ".
Speriamo
che vengano raggiunti accordi permanenti sia con il Messico che con il Canada,
in modo da non ritrovarci ad affrontare uno scenario simile tra un mese.
A
questo punto l'attenzione si sposterà altrove.
Il
presidente Trump minaccia l'UE di imporre dazi, ma non ha la stessa influenza
sui leader dell'UE di cui dispone con i leader di Messico e Canada.
Di
conseguenza, la battaglia potrebbe rivelarsi lunga.
E
anche i cinesi saranno un osso duro.
Trump
ha già imposto una tariffa del 10 percento sui prodotti cinesi e la Cina non ha
alcuna intenzione di fare marcia indietro.
Quindi
vedremo cosa succede.
Nel
corso della storia umana, le guerre commerciali spesso precedono le guerre vere
e proprie.
E da
molti anni lancio l'allarme: un conflitto militare con la Cina è imminente.
L'approccio
ultra-aggressivo di Trump ha spinto Messico e Canada a fare marcia indietro
molto rapidamente e sono certo che vedremo Trump adottare un approccio simile
con altre nazioni.
Speriamo
che funzioni, perché altrimenti potremmo ritrovarci di fronte a un vero incubo.
Ecco
come sarà il prossimo
governo tedesco.
Politico.eu
– (6 – 2 – 2025) - Nette Nöstlinger , Rasmus Buchsteiner , Jürgen Klöckner e
Hanne Cokelaere – ci dicono:
I
conservatori tedeschi cercano disperatamente di evitare una coalizione
tripartitica, ma l'esito dipenderà da quanti piccoli partiti riusciranno a
entrare in parlamento.
La CDU
tiene il congresso del partito mentre si avvicinano le elezioni.
L'alleanza
di centro-destra di Friedrich Merz, l'Unione Cristiano-Democratica e il suo
partito gemello bavarese, l'Unione Cristiano-Sociale, è attualmente in sondaggi
intorno al 30 percento.
(Maja
Hitij)
BERLINO
— La
questione non è chi sarà il prossimo cancelliere della Germania, ma piuttosto
con quali dei suoi rivali governerà.
Quindi,
anche se siamo abbastanza certi che i conservatori di “Friedrich Merz”
saranno al potere (il risultato sembra quasi
scontato secondo i sondaggi), è proprio qui che inizia la storia, poiché la
struttura del sistema politico tedesco rende quasi inevitabile una coalizione
di partiti.
E
mentre il vincitore assoluto delle elezioni del 23 febbraio sembra noiosamente
prevedibile, la composizione della coalizione è ancora molto incerta.
L'alleanza
di centro-destra di “Merz”, l'Unione Cristiano-Democratica e il suo partito gemello bavarese,
l'Unione Cristiano-Sociale, sta attualmente sondando intorno al 30 percento,
ben al di sopra di tutti gli altri partiti.
Il
Partito Socialdemocratico di centro-sinistra e i Verdi dovrebbero concludere
rispettivamente intorno al 16 percento e al 13 percento.
Al
secondo posto, con poco più del 20 percento, c'è l'estrema destra Alternativa
per la Germania (AfD).
Ma
tutti gli altri partiti hanno escluso di lavorare con loro in una coalizione.
Secondo
i politici del partito di” Merz”, il loro risultato meno favorito sarebbe una
coalizione a tre, a causa delle lotte intestine che ne seguirebbero
inevitabilmente. Un'alleanza tempestosa riecheggerebbe i problemi che hanno
afflitto l'ultimo governo, guidato dalla SPD con i liberali Liberi Democratici
(FDP) e i Verdi, il cui crollo di dicembre ha portato a queste elezioni
anticipate.
Come
per tutti i possibili scenari elencati di seguito, molto dipende dalla quota di
voti che ogni partito ottiene rispetto agli altri.
Ed è
tutto in gioco.
Se il
centro destra e il centro sinistra fanno una buona elezione: “GroKo”.
La
große Koalition — "grande coalizione", o GroKo in breve — è una delle
costellazioni di governo classiche della Germania, composta dai conservatori e
dalla SPD.
La Germania è stata governata quattro volte da
un GroKo dal 1949, tre sotto l'ex cancelliera Angela Merkel.
Tuttavia,
sotto Merz i conservatori si sono spostati notevolmente a destra, rendendo più
difficili i futuri compromessi con il centro-sinistra.
"Non
sarà facile dopo le elezioni", ha detto Merz questa settimana, lasciando
aperta la questione se preferirebbe lavorare con la SPD o con i Verdi.
Al
secondo posto, con poco più del 20 percento, c'è l'estrema destra Alternativa
per la Germania.
(Sean Gallup).
Ha poi
fatto il nome di un uomo che, a suo dire, aveva “mostrato in modo
impressionante” come negoziare:
“Boris
Rhein”, il premier uscente dell’Assia e membro della CDU di Merz.
Dopo
aver vinto le elezioni regionali del 2023, “Rhein” ha messo l'SPD e i Verdi
l'uno contro l'altro.
Alla fine ha optato per lavorare con l'SPD,
che si diceva fosse il partner più malleabile e conciliante.
Nelle
ultime settimane Merz ha spesso fatto riferimento all'Assia come modello. Anche
a livello nazionale, ci si aspetta che la SPD sia più flessibile, soprattutto
quando si tratta di reprimere l'immigrazione, una promessa fondamentale di
Merz.
Tuttavia,
il riavvicinamento post-elettorale probabilmente porterà a un rimpasto
all'interno dell'SPD.
Mentre il cancelliere in carica Olaf Scholz ha
già escluso di far parte di un gabinetto sotto Merz, si prevede che il ministro
della Difesa “Boris Pistorius “e il leader del partito “Lars Klingbeil”,
entrambi figure centriste all'interno dell'SPD, si faranno avanti.
Se i
Verdi vanno bene e gli altri non tanto: “Kiwi”.
Tre
dei 16 stati tedeschi sono attualmente governati da una coalizione formata da
conservatori e Verdi, a volte definita “coalizione Kiwi,” ma un'alleanza del
genere rappresenterebbe una novità a livello nazionale.
Dal
punto di vista politico, c'è una sovrapposizione tra politica estera e spesa
per la difesa, con entrambi i partiti che criticano Scholz per essere indeciso
nel suo sostegno all'Ucraina.
Ma c'è un'ampia variazione nel loro
posizionamento sull'immigrazione, con “Merz” che promette di chiudere i confini
della Germania il primo giorno del suo mandato e i Verdi che considerano tali
piani illegali.
La
frattura si è accentuata la scorsa settimana, quando Merz ha dichiarato la sua
volontà di far passare le proposte parlamentari che limitano l'immigrazione
anche con il sostegno dell'”AfD”, una mossa che ha indebolito il cosiddetto
muro di protezione della Germania dall'estrema destra e ha scatenato un acceso
dibattito pre-elettorale che ha colpito al cuore l'identità postbellica del
Paese.
Inoltre,
“Markus Söder”, il carismatico e schietto leader dei conservatori bavaresi, ha
da tempo escluso una coalizione con i Verdi.
Ci si
aspetta quindi che il partito svolga principalmente un ruolo di leva per i
conservatori nelle trattative con la SPD.
Se i
partiti più piccoli vanno bene: Tripartito.
Sebbene
la Germania del dopoguerra non abbia avuto molta esperienza di coalizioni
composte da più di due partiti (la triade di Scholz, caduta nel 2021, è stata la
prima alleanza a tre in oltre sei decenni), la frammentazione politica e la
fine del tradizionale predominio bipartitico potrebbero rendere tali accordi la
nuova norma.
In
effetti, un'alleanza tripartita potrebbe essere difficile da evitare se due dei
tre partiti più piccoli attualmente in carica in parlamento (i Verdi, l'FDP e La Sinistra) rientrassero.
In tal
caso, le opzioni più probabili sono:
— una
cosiddetta coalizione tedesca (composta da CDU/CSU, SPD e FDP),
— o
(meno probabile) una coalizione keniota (CDU/CSU, SPD e Verdi) — perché i
colori dei partiti corrispondono alla bandiera nera-rosso-verde del Kenya.
L'opinione
comune tra i partiti è che un simile scenario, che potrebbe tuttavia essere
necessario, sia altamente indesiderabile perché le forti divisioni tra di loro
predisporrebbero il prossimo governo a essere altrettanto litigioso quanto
quello precedente.
Trump
raddoppia l'impegno
per cacciare i palestinesi da Gaza.
Politico.eu
–(6-2 – 2025) - Jùlia Vadler – ci dice:
Il
presidente degli Stati Uniti afferma che non saranno necessari soldati
americani per "uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del suo genere
sulla Terra".
CONFLITTO
PALESTINESE-ISRAELE.
Trump
ha definito il progetto "uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del
suo genere sulla Terra".
(Omar
Al-Qattaa).
Il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito giovedì che i palestinesi
dovranno essere allontanati da Gaza una volta conclusa la guerra di Israele
nell'enclave costiera.
I
palestinesi dovrebbero essere reinsediati in “comunità molto più sicure e
belle”, dotate di “case nuove e moderne”, ha affermato Trump in un post di
prima mattina su Truth Social.
L’evacuazione
forzata darebbe ai palestinesi “una possibilità di essere felici, al sicuro e
liberi”, ha aggiunto.
Trump
ha definito il progetto “uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del suo
genere sulla Terra”, che ha affermato non richiederebbe alcuna presenza
militare statunitense.
Il
presidente degli Stati Uniti ha anche denigrato il leader della minoranza
democratica al Senato, “Chuck Schumer”, definendolo palestinese.
Trump
ha svelato per la prima volta il suo piano martedì, annunciando che gli Stati
Uniti “prenderanno il controllo della Striscia di Gaza” dopo la fine del
conflitto tra Israele e Hamas e la trasformeranno nella “Riviera del Medio
Oriente”.
Le
nazioni arabe, insieme alle principali capitali europee, hanno reagito con
rabbia alla proposta di Trump che includerebbe il reinsediamento dei
palestinesi in paesi confinanti come Giordania ed Egitto, che respingono con
forza.
Il
ministro degli esteri tedesco ha affermato che ciò costituirebbe una violazione
del diritto internazionale.
Mercoledì
sera, la portavoce della Casa Bianca, “Karoline Leavitt”, ha contraddetto le
dichiarazioni di Trump, affermando che il reinsediamento dei palestinesi
sarebbe stato temporaneo.
Il
Regno Unito assume la guida del gruppo
di
aiuti militari all'Ucraina dell'era Biden.
Politico.eu
– (6-2-2025) - Joshua Posaner , Paul McLeary e Jack Detsch – ci dicono:
La
Gran Bretagna sostituirà gli Stati Uniti nella riunione degli alleati di Kiev
di mercoledì.
Il
Segretario alla Difesa del Regno Unito “John Healey “guiderà la riunione di
mercoledì degli alleati di Kiev.
(Stefan Rousseau)
Il
Segretario alla Difesa britannico “John Healey “guiderà la riunione di
mercoledì degli alleati di Kiev secondo il formato dell'”Ucraina Defense
Contact Group”, subentrando per la prima volta agli Stati Uniti, ha affermato
giovedì il Ministero della Difesa britannico.
L'incontro
è programmato prima del vertice dei ministri della Difesa della NATO a
Bruxelles, ma il raggruppamento ucraino, noto anche come “Formato Ramstein”, è
molto più grande e comprende più di 50 alleati.
È
stato istituito nell'aprile 2022 come piattaforma per capire come supportare
Kiev nel suo sforzo di respingere le forze russe, coprendo ogni aspetto,
dall'addestramento sui jet da combattimento alla sicurezza informatica.
Secondo
un funzionario della difesa statunitense e quattro persone a conoscenza del
piano, il nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti “Pete Hegseth”, che la
prossima settimana si recherà in Europa, ha in programma di partecipare
all'incontro sull'Ucraina presso la sede della NATO a Bruxelles.
Gli
Stati Uniti potrebbero potenzialmente guidare i futuri raduni di Ramstein;
l'amministrazione Trump non si è impegnata a sostenere in futuro le armi per il
paese devastato dalla guerra.
Non sono attese ulteriori promesse dagli Stati
Uniti la prossima settimana.
Il 25°
incontro del “Formato Ramstein” del mese scorso è stato presieduto dall'ex
Segretario alla Difesa degli Stati Uniti “Lloyd Austin”, pochi giorni prima del
ritorno alla Casa Bianca del Presidente Donald Trump.
Ci
sono già stati segnali di una nuova era nella politica statunitense verso
l'Ucraina.
La
scorsa settimana, le spedizioni americane di attrezzature dalla Polonia
all'Ucraina sono state sospese per un giorno, secondo una persona a conoscenza
della questione.
Ma tra
gli alleati c'è un ampio consenso sulla necessità di continuare a sostenere
Kiev.
"L'UDCG
si riunirà prima della riunione dei ministri della Difesa della NATO per
discutere le priorità per l'Ucraina mentre la comunità internazionale continua
a lavorare insieme per sostenere l'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione
illegale di Putin", ha affermato il Ministero della Difesa del Regno Unito.
Un
portavoce del Pentagono non ha risposto alla richiesta di commento.
"La
forza dell'alleanza NATO è stata notevolmente rafforzata come risultato della
leadership americana presso l'”Ukraine Defense Contact Group” [e] la creazione
di queste coalizioni di capacità", ha affermato il ministro della Difesa
canadese “Bill Blair”.
"Per il prossimo incontro dell'UDCG,
penso che il Regno Unito assumerà temporaneamente quel ruolo, ma la leadership
continuerà".
Il
Regno Unito è un importante sostenitore dell'Ucraina: i suoi governi si sono
succeduti e hanno destinato miliardi di sterline in aiuti militari a Kiev,
addestrando al contempo migliaia di soldati.
Le
opinioni dell'amministrazione Trump sull'UDCG restano poco chiare, e non è
ancora certo se il Regno Unito assumerà la leadership oltre l'incontro di
mercoledì. Le nazioni del gruppo di contatto stanno ancora negoziando chi
guiderà in modo permanente il gruppo in futuro, hanno affermato i funzionari.
"I britannici sanno coordinare bene
come chiunque altro.
Non
c'è molta fiducia negli Stati Uniti in questo momento, siamo semplicemente
troppo imprevedibili", ha affermato “Jim Townsend”, ex vice assistente
segretario alla difesa degli Stati Uniti per l'Europa e la NATO.
"In
termini di fornitura di assistenza, sarà difficile colmare il divario con gli
Stati Uniti", ha aggiunto “Townsend”.
"Non saranno semplicemente in grado di
farlo".
(Questo
articolo è stato aggiornato. Paul McLeary e Jack Detsch hanno scritto da
Washington).
La
Germania respinge la richiesta di
Trump
di aumentare la spesa militare.
STHFPLAN .com - Belle Carter – (6 febbraio
2025) – ci dice:
(Natural
News).
Il
ministro della Difesa tedesco,” Boris Pistorius”, ha respinto fermamente
l'invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai membri della NATO di
aumentare la spesa militare al cinque percento del PIL, affermando che ciò
sarebbe finanziariamente e politicamente irrealizzabile per la Germania.
Pistorius
ha sottolineato che destinare il cinque percento del PIL alla difesa
equivarrebbe al 42 percento del bilancio federale tedesco, pari a 230 miliardi
di euro (236,5 miliardi di dollari).
Ciò
richiederebbe tagli drastici in settori essenziali come istruzione, sanità e
infrastrutture, rendendola una proposta irrealistica.
Pur
riconoscendo la necessità di maggiori investimenti nella difesa, Pistorius ha
sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato.
Ha
sottolineato la necessità di comunicare le minacce ai cittadini e dimostrare i
modi più efficaci per garantire la sicurezza, sottolineando l'importanza del
sostegno pubblico e della responsabilità fiscale.
La
richiesta di Trump di una maggiore spesa per la difesa fa parte della sua
strategia più ampia per ricalibrare il ruolo degli Stati Uniti nelle alleanze
globali.
Il suo
approccio transazionale e gli avvertimenti sul non difendere i paesi che non
rispettano i loro impegni finanziari hanno aumentato le tensioni all'interno
della NATO.
Il
presidente lituano “Gitanas Nauseda” ha espresso sostegno all'obiettivo del
cinque percento, citando le preoccupazioni in corso per la sicurezza dovute
alle azioni della Russia, in particolare in Ucraina.
Ciò riflette le persistenti tensioni
geopolitiche nell'Europa orientale e le diverse prospettive all'interno della
NATO sulla spesa per la difesa e sulle priorità di sicurezza.
In una
ferma replica alla richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di
aumentare la spesa militare degli stati membri della NATO al cinque percento
del prodotto interno lordo (PIL), il ministro della Difesa tedesco “Boris
Pistorius “ha dichiarato che Berlino non può e non stanzierà quasi la metà del
suo bilancio federale alla difesa.
L'annuncio,
fatto in un'intervista al “Tagesspiegel” il 1° febbraio, sottolinea le sfide
finanziarie e politiche che la Germania deve affrontare per bilanciare i suoi
impegni di difesa con le priorità interne.
Pistorius
ha sottolineato che per la Germania soddisfare la richiesta di Trump è
semplicemente impossibile.
“Il
cinque percento del nostro PIL corrisponderebbe al 42 percento del bilancio
federale”, ha spiegato.
“Sarebbe
quasi un euro su due speso dal governo federale, 230 miliardi di euro [236,5
miliardi di dollari].
Non
potremmo permettercelo né spenderlo”.
La
dichiarazione del ministro evidenzia la cruda realtà:
un
aumento così significativo della spesa militare richiederebbe tagli drastici in
altri settori critici come l'istruzione, l'assistenza sanitaria e le
infrastrutture.
Pistorius
ha riconosciuto la necessità di aumentare la spesa per la difesa, affermando:
"La necessità di investire di più nella difesa è indiscussa".
Tuttavia,
ha sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato.
"È
fondamentale spiegare ai nostri cittadini quali minacce affrontiamo e mostrare
loro il modo migliore possibile per proteggerci", ha sostenuto.
Ciò
riflette una preoccupazione più ampia tra i decisori politici tedeschi sul
mantenimento del sostegno pubblico alle iniziative di difesa, garantendo al
contempo la responsabilità fiscale.
La
richiesta di Trump di una maggiore spesa per la difesa da parte degli alleati
della NATO non è una novità.
Durante
la sua presidenza, ha ripetutamente criticato i paesi europei, tra cui la
Germania, per non aver contribuito con la loro "giusta quota"
all'alleanza.
Trump ha ribadito la sua posizione prima del
suo insediamento, insistendo sul fatto che i paesi della NATO dovrebbero
spendere il cinque percento del loro PIL per la difesa, non l'obiettivo del due
percento concordato in precedenza. (Trump chiede ai membri della NATO di spendere il 5%
del PIL per la difesa - potrebbe imporre DAZI agli alleati che non pagano.)
La
pressione di Trump sugli alleati della NATO faceva parte di una strategia più
ampia per ricalibrare il ruolo degli Stati Uniti nelle alleanze globali, spesso
enfatizzando un approccio transazionale alle partnership internazionali.
I suoi avvertimenti sul fatto che gli Stati
Uniti potrebbero non difendere i paesi che non rispettano i loro impegni
finanziari hanno ulteriormente alimentato le tensioni all'interno
dell'alleanza.
In
risposta alle richieste di Trump, il presidente lituano Gitanas Nauseda ha
espresso il suo sostegno all'obiettivo del cinque percento durante
un'intervista rilasciata a “Newsweek” giovedì.
"Non
puoi mai sentirti al sicuro vivendo in questa parte del mondo perché abbiamo
questo vicino e lo avremo ancora tra cento o duecento anni", ha detto “Nauseda”,
riferendosi alla Russia.
I suoi commenti riflettono le preoccupazioni
in corso per la sicurezza nell'Europa orientale, in particolare sulla scia
dell'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e della sua
continua presenza militare in Ucraina.
La
prospettiva della Russia.
Il
presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse sulle intenzioni
aggressive del suo paese nei confronti della NATO definendole
"sciocchezze" e "assoluta spazzatura".
In una dichiarazione dell'anno scorso, Putin
ha sostenuto che tali affermazioni vengono fatte dai politici occidentali per
ingannare i loro elettori e giustificare l'aumento della spesa per la difesa e
degli aiuti all'Ucraina.
"In
Ucraina stiamo solo proteggendo noi stessi", ha insistito.
Le
osservazioni di Putin evidenziano le complesse dinamiche geopolitiche in gioco,
con la Russia che vede l'espansione della NATO come una minaccia diretta alla
sua sicurezza nazionale.
Questa tensione in corso sottolinea
l'importanza del dialogo e della diplomazia nell'affrontare le preoccupazioni
di sicurezza di tutte le parti coinvolte.
Mentre
la Germania riconosce la necessità di aumentare la spesa per la difesa,
Pistorius ha sottolineato che l'attenzione dovrebbe essere rivolta a
"spiegare ai nostri cittadini quali minacce affrontiamo e mostrare loro il
modo migliore possibile per proteggerci".
Questo approccio suggerisce un impegno per la
trasparenza e il coinvolgimento pubblico nel dare forma alla politica di difesa
della Germania.
Lo
schema ESG, che sottrae reddito disponibile alle famiglie Europee (e finanzia
di nascosto la disastrosa Transizione Green)
"Il
Green arricchisce i Don Rodrigo impoverendo Renzo e Lucia, succhiando i loro
risparmi": se Alessandro Manzoni fosse stato vivo oggi, avrebbe riproposto
i moderni Promessi Sposi in questi termini. Chiaramente, lo schema ESG va in
cantina in USA ma l'EU lo difende a spada tratta: i Don Rodrigo europei
vogliono fare pagare la transizione Green (trecnicamente fallimentare,
ideologica) attingendo senza dirvelo ai vostri risparmi. Ecco come
mittdolcino
by mittdolcino 5 Febbraio 2025 in Totalitarismo - Leggere Disclaimer in fondo pagina
Lo
schema ESG, che sottrae reddito
disponibile alle famiglie Europee
(e finanzia di nascosto la disastrosa
Transizione Green).
Mittdolcino.com
– Mitt Dolcino - (5 Febbraio 2025) - in “Totalitarismo” – ci dice:
L’ESG
è uno schema di investimento per cui esistono fondi che richiedono una
certificazione ambientale-sociale per investire i loro soldi.
In poche parole, NO ESG, NO SOLDI INVESTITI.
Come
conseguenza i titoli ESG in borsa sono saliti e saliranno, man mano che tali
fondi ESG diventeranno più popolari:
non
serve fare utili, basta essere ESG.
Anche una azienda che perde potrebbe dunque
vedere salire i propri titoli in borsa, solo perché i fondi ESG, magari fondi
pensione, devono investire così i loro soldi. Per legge.
Chiaro
che l’ESG è politica: infatti le regole ESG sono decise dalla politica,
soprattutto in EU.
L’ESG
resta infatti invenzione soprattutto Europea, negli USA ormai stanno sparendo.
Infatti gli USA pragmatici, si sono accorti
che con l’ESG non solo si finanziavano anche aziende pressoché fallimentari,
grazie alla dinamica spiegata sopra nell’esempio.
Ma
addirittura, visto che l’ESG si basa in larga parte sul “Green”, che poi è
prodotto in larghissima parte in Cina, si finanziava e si finanzia di fatto
l’avversario che apertamente ha sfidato Washington come primo attore globale.
Dunque,
stante che la rivoluzione ESG in realtà è un fardello per gli utilizzatori,
l’uscita degli USA da tale segmento riplasmerà il mondo della finanza, basta
attendere.
È
notizia degli scorsi giorni che, dopo JP Morgan, anche il più grande gestore di
fondi mondiale, Blackrock, esce dall’ESG.
Resta
dunque solo l’Europa a gettare denaro nel pozzo senza fondo di tali
investimenti.
Che
poi sono i soldi dei cittadini, i loro risparmi, le loro pensioni, senza
spiegare a costoro che così facendo si stanno mettendo soldi in aziende che non
devono necessariamente fare utili, infatti lo scopo è un generico e mai ben
compreso “bene comune”.
E qui
viene in mente “Robert O. Paxton,” il più grande storico del movimento politico
denominato “fascismo”.
Per
analizzare se si trattava infatti di fascismo il suo suggerimento è semplice:
detto fascismo parte come messaggio pubblico – sottolineo pubblico – sempre per
nobili fini, “fare il bene comune”, la giustizia ecc.
Ma
questa è solo propaganda;
alla
fine invece i fini sono ben altri.
Tale dissonanza di indirizzi tra propaganda e
realtà è il primo indice di fascismo latente.
Fascismo che poi significa che ci sono
interessi particolari ed elitari, a spese del 99% della popolazione.
Ecco,
in base a tale logica, l’ESG potrebbe a pieno titolo essere cd. fascista, nel
senso che i fini del bene universale che in teoria si prefigge non sono poi
quelli reali, che invece sono interessi di pochi, in pratica.
Ad esempio se il riscaldamento climatico fosse
voluto, apposta (…)..
Abbiamo
infatti intuito tutti che, stante la poca praticità del Green, esiste anche la
difficoltà nell’uso dei nuovi ritrovati Green, ad esempio la folle auto
elettrica, anti-pratica per eccellenza se gestita senza cervello come sono usi
a fare a Bruxelles e Strasburgo.
Dunque
a cosa serve il Green se non a fare ricchi alcuni, sempre i soliti noti, le élite
europee, impoverendo tutti gli altri?
Logico
che gli USA, figli di Adam Smith e di Alexis de Toqueville, siano stati i primi
a ribellarsi:
perché
investire in tecnologie che non creano valore né benessere?
De
Toqueville analizzò perfettamente la società USA, vedendola a termine vincente:
una società che predilige la meritocrazia e
non i privilegi delle élite di Sangue è destinata a vincere nel lungo termine,
così vaticinò.
Oggi
le élite europee sono le uniche che guadagnano dal Green, a spese di tutti gli
altri.
Ed il
conto vero, da pagare, manco è arrivato, siamo solo agli anticipi:
quando si chiuderà l’automotiva termica in
Europa e resterà solo quella elettrica, ovvero con milioni di persone
licenziare dalle fabbriche da dismettere, visto l’esiguo numero di auto vendute
a termine rispetto al passato, lì inizieranno i dolori!
Ed ai
costi esorbitanti previsti per comprarle, le folli auto elettriche…
In
fondo il “Reset europeo” è questo, un cambio di paradigma socioeconomico:
smettere
di produrre per le masse, privilegiando la difesa dei privilegi di potere delle
élite, tutta roba di sangue.
Alla
fine, stringi stringi, e capisci che non ci sarà lavoro per tutti ed anzi il
lavoro sarà soprattutto di basso rango, schiavi moderni, da qui gli immigrati
mediamente di basso QI.
Ergo,
ci saranno persone anche da eliminare nel caso, siamo in troppi, in Europa con
le varie INPS/Previdenza sociale/Welfare quasi al collasso;
soprattutto
nel sub-continente dove governano principi non capitalistici ma elitari, di
fatto simili alla “DDR”, dove la cuspide aveva tutto e sotto si viveva di pane
e propaganda, memento “Breznev” capo dei comunisti sovietici che girava col
Rolex al polso, foto che nessuno dovrebbe mai scordare…
Oggi
il metodo è solo più sottile: i risparmi delle famiglie Europee devono essere
usati per l’ESG, ossia per il Green.
Ovvero
per mantenere i privilegi alle élite europee storiche che fanno Green traggono
vantaggi.
Per
fare questo l’ESG farà in modo di prelevare i soldi dai vostri risparmi, per
metterli in progetti fallimentari.
Gli
stessi progetti che vi faranno perdere il lavoro, non avrete nulla e sarete
felici, in pochi ma felici, forse….
Alla
fine il cerchio si chiude davvero:
il
nazismo aveva l’”Action T4”, progetto per l’eutanasia dei ridotti mentali
inutili per la società, eutanasia FORZATA si noti.
Oggi
abbiamo i preparati COVID non testati sul cancro, preparati che vedremo se
accorceranno la vita o cosa, parlo di chi se li è iniettati, salvando come
by-product così il sistema sociale europeo oggi troppo popolato per il lavoro
che ci sarà domani, sistema corrotto alla radice che però permette alle élite
di perpetrare il loro potere da secoli….
Lo
scopriremo fra qualche tempo, cosa succederà!
Vi
basti che è proprio Erico Letta, l’ex premier italiano trombato per aver
supportato Putin alle olimpiadi di Sochi, ad aver proposto lo schema di imporre
alla vendita fondi ESG europei per il risparmio diffuso che investano
obbligatoriamente una parte dei soldi in progetti appunto ESG.
Per
legge.
In fondo è il metodo alla Arsenio Lupin, porta
via una parte dei soldi senza fartene accorgere.
A
supporto un interessante paper del think tank pro-EU Bruegel, assolutamente da
leggere, sulle gesta di Letta, al collegamento di cui sotto.
Non
caso Enrico Letta lavora per i francesi da anni, a Parigi, nell’università dei
servizi segreti francesi, “Science Po”.
Cit.
“… L’idea migliore di Letta, un nuovo prodotto di investimento al dettaglio che
potrebbe essere venduto in tutta l’UE, potrebbe portare il mercato unico dei
servizi finanziari molto più vicino alla realtà di quanto non sia attualmente.
Per
avere successo, un fondo d’investimento di questo tipo dovrebbe essere a basso
costo, altamente diversificato e disponibile per la vendita oltre confine.
I
fornitori dovrebbero impegnarsi a gestire le pratiche fiscali di back-end per
conto degli investitori ordinari, che a loro volta dovrebbero sentirsi sicuri
del fatto che qualsiasi investimento con il timbro dell’UE sarebbe facile da
acquistare e vendere, e difficilmente conterrebbe insidie nascoste.
Letta non entra nel dettaglio di ciò che è
necessario, ma il suo appoggio, unito al riconoscimento che gli sforzi
precedenti sono stati troppo ingombranti per avere successo, potrebbe essere
l’impulso necessario per far decollare un simile progetto.
Le
raccomandazioni di Letta sui mercati dei capitali rafforzano le raccomandazioni
di altre parti interessate, tra cui l’Eurogruppo, la Banca Centrale Europea 2 e
vari gruppi di esperti di alto livello.
Letta
propone cambiamenti incrementali e fattibili che potrebbero essere messi in
atto entro il 2026, anche se in alcuni casi si limita a chiedere “progressi”
verso una supervisione comune e altri obiettivi a lungo termine
. Solo
una raccomandazione manca il bersaglio:
l’UE
non sarà legalmente in grado di consolidare tutti i suoi 1.000 miliardi di euro
di prestiti istituzionali in essere sotto un unico ufficio di gestione del
debito, rendendo probabilmente impossibile il consolidamento degli asset sicuri
in un marchio unificato.
Letta
propone di ribattezzare l’Unione dei mercati dei capitali (CMU), da tempo
bloccata, come “Unione del risparmio e degli investimenti”, una scelta di alto
livello che ha senso.
Il
progetto della CMU ha ormai 10 anni e per lo più non ha dato risultati, in
parte perché è stato definito in modo così ampio da risultare impossibile.
Dopo
dieci anni, i politici devono mettere da parte le aspirazioni di risolvere i
problemi dell’insolvenza, delle pensioni, dei mutui e delle tasse, perché
queste aree toccano troppe altre politiche degli Stati membri dell’UE.
(Véron,
2024) …”
Letta
dunque fa interessi francesi, che necessitano che la gente europea finanzi i
suoi folli e fallimentari progetti nucleari (francesi) nati vecchi.
Da qui
il collegamento con Assicurazioni Generali, la ciliegina sulla torta, far
investire i risparmi delle famiglie italiane a loro insaputa in progetti
francesi che affamano l’Italia e tengono in piedi i parigini.
Tutto
come da copione, le élite europee al comando sono da sempre coloniali. Oggi,
finite le colonie estere bisogna trovarle vicino a casa, ossia dentro l’EU.
Il tentativo spasmodico di far firmare il
folle Trattato MES, un vero e proprio suicidio per l’Italia, è lì a
dimostrarlo.
Nel
contesto infatti abbiamo ricevuto, il 4 Febbraio scorso, una nota delle
associazioni pro ESG.
Bene,
tale nota intendeva istruire la Commissione EU dal non tornare indietro
rispetto al folle ESG, anche se fallimentare, sebbene gli USA ne siano usciti.
La
cosa interessante è stata notare i nomi dei gruppi interessati tra quelli che
si firmava pro ESG.
Due
nomi spiccano:
AXA,
il più grande assicuratore francese ed uno dei più grandi del mondo.
E
l’Italiana “Anima”, milanese, legata a BPM che avrebbe dovuto essere comprata
dai francesi, poi piano fallito per colpa di Unicredit, evidentemente tutto era
organizzato per bene per finire in mani francesi, solo che poi qualcosa è
andato storto…
Mancano
le” Assicurazioni Generali” all’appello, naturalmente.
Ecco,
capite, se Generali ad esempio aderisse all’ESG in toto, l’Italia userebbe i
soldi dei clienti di Generali, ossia dei cittadini italiani in larga parte, per
finanziare progetti che uccidono il benessere italiano, ovvero favoriscono i
francesi e l’EU.
Questo è il motivo per cui il “take over “di
fatto di Assicurazioni Generali da parte di “Natixis” NON deve essere avallato,
non deve passare!
La
triste conclusione di tutto questo è che è in atto un attacco ai principi
democratici in Europa, nelle more di una guerra con gli USA che l’Europa ha già
perso.
Dunque,
per non sparire le élite storiche europee devono prendersela con i propri
stessi concittadini, mors tua, vita mea:
“voi
morite e non resistiamo”, stabilizzando con la vostra dipartita il continente,
nuova “DDR 2.0 “in vista.
Investendo cifre folli in altrettanto folli
progetti Europei, a danno del 99% degli europei aggiungiamo noi…
ESG,
preparati COVID non testati sul cancro, Reset Europeo, “Non avrete niente e
sarete felici” (balle!): tutte variazioni propagandistiche sul tema a vantaggio
dei soliti noti.
Una
rivoluzione sociale dal basso è purtroppo nelle carte in Europa, solo questione
di tempo.
L’America
alimenterà tale rivolta dal basso, ne siamo certi.
Rivolta
per altro sacrosanta se si pone al centro la democrazia, quella vera (e non una rinnovata forma di
feudalesimo).
(Mitt
Dolcino).
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Grazie, un abbraccio, Beatrice & Mauro
Canale
Telegram
I
Novax Non Esistono…
Conoscenzealconfine.it
–( 6 Febbraio 2025) - Weltanschauung Italia – ci dice:
Non
esiste una grande categoria cosiddetta dei “novax”. Questo è solo un epiteto
dato dal potere ad una vasta tipologia umana.
Ci
sono quelli che non si sono vaccinati solo perché erano indecisi se avevano più
paura del covid o del vaccino, e sono solo andati in cerca di escamotage di
sopravvivenza in attesa che passasse la tempesta.
Mai si
sono esposti perché aspettavano solo di tornare alla vita di prima senza
etichette infamanti.
Ci
sono quelli che avevano patologie particolari e non gli tornava tanto il
“sicuro ed efficace” sempre e comunque, senza fare anamnesi.
Ci
sono quelli che avevano gli anticorpi naturali e non gli tornava che l’immunità
naturale non bastasse.
Ci
sono quelli che semplicemente non accettano obblighi e ricatti in nome della
libertà personale, ma non hanno fatto riflessioni ulteriori.
Ci
sono quelli che si curano in altro modo e hanno continuato a curarsi come si
curano.
Ci
sono quelli che hanno inserito la dinamica pandemica in una più ampia
riflessione di costruzione della società del controllo, e sono stati coerenti,
ma sono una minoranza.
Ci
sono quelli che hanno approfittato del “pubblico novax” per ritagliarsi un
fazzoletto di potere e vendere fuffa.
Ci
sono quelli che hanno approfittato dell’aiuto delle comunità nate in quel
periodo tra chi era discriminato per dimenticarsi dell’aiuto ricevuto il giorno
dopo.
Non
esiste nessun esercito di risvegliati!
Tanti
che non si sono vaccinati cadono in altre suggestioni, ad esempio credono al cambiamento climatico,
alla transizione energetica e venerano la “AI” senza pensare.
Per
questo è oggi inutile questa divisione con l’accetta tra buoni e cattivi.
Oggi si può avere più in comune con uno che si
è vaccinato e ha capito dopo l’inganno che con uno che non si è vaccinato ma
oggi vuole vivere come se non fosse mai accaduto.
Poi
certo, ci sono quelli che tutt’ora sono i soldatini del potere e odiano ancora
chi non si è vaccinato.
Ma
questi hanno smesso di essere umani per scelta.
E non possiamo fare nulla per loro.
Rifiutare
le etichette è una forma di libertà personale.
Fare
ciò che è giusto, indipendentemente dall’approvazione altrui, è l’ultima forma
di libertà.
(Weltanschauung
Italia).
(t.me/weltanschauungitaliaofficial).
La
propaganda anti-America del 2025
appare
molto simile a quella
nazista
post Pearl Harbour.
Mittdolcino.com
– Mitt Dolcino – (7 – 1 -2025) – ci dice:
A
leggere i commenti e le analisi di testate anche eminenti su Trump, su Musk o
sul suo team, c’è da restare di sasso:
vista
dall’Europa l’America viene dipinta più come un nemico che come amico. Facendo passare
in secondo piano che le cessioni di sovranità permesse all’EU hanno distrutto
il benessere del Paese al centro del dualismo EU-America, l’Italia prima ricca
e benestante, con l’euro - e soprattutto post-2011 - trattata da colonia.
L’Italia
è un impero culturale.
Si
confronta dunque agli altri imperi, che non possono che essere due, oggi:
USA e
Russia, imperi materiali.
Gli
USA hanno saputo anche imporre i loro costumi, da qui il loro successo.
Roma però, oltre ad essere ambita, resta
imbelle:
se è
vero che l’Italia può scambiare cultura con merci, deve anche sapersi
difendere.
E chi
sono i paesi che regolarmente l’hanno invasa, depredata, fatta a pezzetti?
I vicini Europei, libro di storia alla mano.
E quale è stato il lasso di tempo più lungo in
cui l’Italia non è stata invasa/chiamata a difendersi militarmente?
Dal
1945 ad oggi, il periodo di pace più lungo per l’Italia dalla caduta
dell’Impero Romano.
Questo
per spiegare che il nostro affiatamento con gli USA non è tifo, ma calcolo.
Chiaramente
la propaganda nazista fu neutra verso gli USA fino a Pearl Harbour. Poi, capito
che Washington sarebbe intervenuta nella guerra imperiale dei nazisti anche in
Europa, diventò aspra, guarda caso collegando – precisamente come oggi – il
popolo ebraico all’Imperialismo americano.
Sebbene allora non ci fosse alcun Stato
ebraico, Israele, da combattere, ma i metodi erano gli stessi, ieri ed oggi…
Poster
del 1942, nazista…. Dirimente!
Altro
fatto sono gli attacchi a Trump e Team lato europeo (non lato russo è tutto sommato
nemmeno cinese, ossia con limitata virulenza visto che Pechino teme Trump,
ndr).
Trump
che però oggi, prima di tutto in America estesa, nei prossimi due anni anche in
politica estera, cambierà tutti gli scenari e scacchieri che gli competono.
Avendo
ricevuto il mandato democratico per farlo dai suoi votanti.
Quello
che stride invece, in Europa, è che il mandato democratico quasi non esiste
più, soprattutto nei paesi “preda”:
vedasi
l’Italia, dalla caduta di Berlusconi nel 2011 ha dovuto aspettare ben 11 anni
per avere un governo che rappresentasse il voto popolare (ma anche nella Francia di Macron,
con la possibilità di delegare al voto elettorale terzi, al proprio posto…).
Ripeto,
11 anni!
In cui
si sono succeduti governi costantemente pro-EU e pro-Grande Reset, ai danni dei
votanti italiani.
Chiaro,
l’Italia è ambita e dunque ha subito trattamenti più energici.
Il
motivo sta anche nella sua vicinanza naturale con gli USA, grazie ai tanti
oriundi al comando in America.
E alle
basi militari ospitate nella Penisola, una vera garanzia di indipendenza contro
i paesi (Europei) che per circa 1000 anni la hanno regolarmente depredata, lo
ripeto.
Dunque
noi ci sentiamo vicini anche a coloro che vorrebbero un’Italia egemone ed
autonoma, perché sempre di patrioti si tratta, comunque;
ma
riconoscendo che tale ideale resta una illusione.
Dunque
meglio stare con chi può condividere i nemici, piuttosto che trovarsi nel letto
i nemici di mille anni.
Discorso
cartesiano il nostro.
Potrei
ora commentarvi i mille esempi di anti-trumpismo sulla stampa italica ad
esempio.
Stampa, si noti, tutta indistintamente di
proprietà dei don Rodrigo locali.
Tutti per altro, senza distinzione, associati
agli interessi di Davos oggi in collisione frontale con i valori espressi da
Trump, bottom-up in America, top-down in Europa, anche questa storia vecchia di
1000 anni almeno.
Ma
sarebbe inutile dilungarsi sui vezzeggiamenti maligni al Trumpismo, basta voi
sfogliate un qualsiasi giornale o un qualsiasi blog locale.
Capite
il messaggio?
Dunque
la stampa che fa propaganda, nel caso anti-trumpiana (in Europa), serve come
condizionamento delle masse, utile per negare l’evidenza dei fatti al volgo,
parlo del 99,9% di tutti noi, i cd. “mangiatori inutili” secondo Davos per
intenderci.
E sempre più poveri….
Guardate
ad esempio il trattato MES, dipinto da tutti i media più o meno come una
panacea per l’Italia, legata ai fondi Europei sebbene in larghissima parte da
restituire con gli interessi ecc. ecc.:
bene,
sappiate che tale trattato MES era semplicemente un furto a danno dell’Italia,
se fosse stato firmato le famiglie italiane avrebbero dovuto mettere i propri
beni privati a garanzia del debito dello Stato!
E chi
fu lo Stato più vociante a favore del MES da far firmare all’Italia?
La Francia,
guarda caso la stessa che letteralmente fallirà con la fine dell’euro.
E che ha disseminato minuziosamente migliaia di Legion
d’Onore in Italia, una onorificenza – lo ricordo – conferita storicamente per i
servigi prestati alla Francia, non necessariamente all’Italia…
la
stessa dei sorrisini contro Berlusconi nel 2011, memento Merkel e Sarkozy, la
stessa che scrisse dalla BCE la lettera anti-Berlusconi, impropria nella forma
e nella sostanza (a quattro mani, assieme ad un collaborazionista italiano, figura
comunque immancabile durante mille anni nel contesto proposto).
Ma in
tutto questo manca ancora l’aspetto dirimente direi, la pistola fumante. Ovvero
cosa è successo negli ultimi 12 anni a seguire l’EU sempre coloniale, nata – si
sa, visti i personaggi che hanno collaborato alla sua fondazione – sulle ceneri
del nazismo.
Che
poi tutta Davos, assieme alle orde di Don Rodrigo disseminati dalle élite, in
modo maniacale, nella società soprattutto europea, ai vertici, rappresenti i
privilegi di pochi/in Europa i privilegi di sangue, contro gli interessi del
restante 99%+ della popolazione ormai considerata alla stregua di mangiatori
inutili (dunque da vaccinare opportunamente con un preparato non testato se è
cancerogeno?) resta una semplice constatazione.
Sempre
come constatazione, rileviamo che la risposta democratica alla insorgenza di
una nuova forma di feudalesimo, oggi, che sono i privilegi di pochi, è avvenuta
proprio nel paese dipinto magistralmente – ancora oggi – da “Alexis de Tocqueville”,
250 anni fa: la terra di Adam Smith.
E non nei luoghi delle teste cordonate senza
alcun merito da generazioni…
All’uopo,
la classifica di Gini sulla distribuzione della ricchezza può chiarire molti
aspetti:
l’Italia prima dell’euro è ancora nel 2012 era
un paese virtuoso e diffusamente ricco.
Dal
2011 il benessere ed il saper vivere civilmente è crollato concentrando la
ricchezza nelle mani di pochi, ossia diventando una colonia.
E,
notate bene, dal 2011 il paese più forte in EU, la Germania, ha parallelamente
accumulato surplus commerciali e statali a dismisura, unico paese a veder
crollare il rapporto debito/PIL sotto il 60% scritto nel trattato di
Maastricht!
Andrebbe
infatti debitamente sottolineato come i parametri di Maastricht non
permettessero costanti e “oltre soglia” trade surplus da parte dei paesi
membri; mentre la Germania dal 2012 se ne è bellamente fregata di tale
prescrizione formale.
Arricchendosi
“come con una guerra vinta” durante i 10 anni successivi, in realtà si è
trattato di “colonizzazione di fatto” dei paesi del sud, Italia in primis, fu
primo competitor manifatturiero della Germania, smontata pezzo per pezzo, a
partire da acciaio e settore auto (senza i quali nessuna ripresa socio-economica è ne’
sarà possibile).
Vi
lascio dunque all’indice di Gini, prima e dopo il “trattamento EU”, da Mario
Monti in avanti.
Un
breve commento sull’assenza ormai di blog veramente patrioti, ovvero sui blogs
falsi sovranisti, ormai tutti – ad eccezione direi di questo sito – pro EU o
quanto meno, se non deliberatamente contro l’EU, comunque anti-America.
La
differenza di approccio forse sta precisamente nel metodo di analisi proposto:
“Follow the Money” nel caso.
(Mitt
Dolcino)
È
TEMPO DI VERIFICARE ogni cospiratore
del
CORROTTO REGIME DI BIDEN per aver
sottratto
MILIARDI e forse MIGLIAIA di
MILIARDI
di dollari negli ultimi quattro anni.
Naturalnews.com
– (02/06/2025) - SD Wells – ci dice:
Migliaia
di miliardi di dollari sono stati stampati e stanziati senza un'adeguata
supervisione o responsabilità, suscitando preoccupazioni diffuse su dove siano
andati a finire i soldi e chi ne abbia tratto beneficio.
Si
presume che l'amministrazione abbia agito senza adeguati controlli ed
equilibri, consentendo un ampio uso improprio dei fondi per vari schemi, tra
cui guerre per procura, salvataggi e finanziamenti di ricerche controverse.
Mentre
Trump cerca di riformare le principali agenzie governative e i repubblicani
ottengono la maggioranza del controllo al Congresso, c'è una richiesta
impellente di indagini e verifiche esaustive, incentrate in particolare sulle
relazioni finanziarie dell'amministrazione Biden.
Oltre
alla cattiva gestione finanziaria, vi sono accuse di coinvolgimento in attività
illegali come la tratta di esseri umani, il traffico di droga e l'uso improprio
di fondi per il cambiamento climatico, che richiedono un esame approfondito di
tali questioni.
Come
mai prima nella storia, il regime di Biden ha fatto stampare trilioni di
dollari che sono semplicemente scomparsi, senza alcuna responsabilità.
Non c'erano controlli ed equilibri in atto
negli ultimi quattro anni e miliardi e trilioni di dollari sono stati inviati
in tutto il mondo per guerre per procura, salvataggi, false aziende verdi,
schemi di pandemia Covid, finanziamenti per la ricerca sulle armi biologiche,
traffico di armi, traffico di droga, traffico di esseri umani e altro ancora.
Non
c'erano agenzie per indagare sul corrotto regime di Biden, gestito da Obama, e
sembra che ogni politico e globalista corrotto avesse le mani immerse nel vaso
dei soldi della mucca da soldi che il governo americano riempiva e svuotava
ogni giorno.
Si
chiama Dark Money e deve essere "illuminato".
Ora
l'America è in debito per oltre 35 trilioni di dollari e Trump deve cercare di
salvare l'America da un'apocalisse finanziaria ed economica.
Dove
sono finiti tutti quei soldi?
Chi li
ha? Possono essere tracciati e rintracciati?
Ora
che Trump sta riorganizzando il DOJ, l'FBI, la CIA, la FDA, il CDC, il DHS e
altre agenzie a 3 lettere, e che i repubblicani hanno finalmente la maggioranza
alla Camera e al Senato, dovrebbero essere avviate alcune indagini e AUDIT
legittimi, a partire da subito, soprattutto sulle coorti corrotte del regime di
Biden.
Ecco
le principali aree di preoccupazione:
Insider
Trading (pensate
in particolare a Nancy Pelosi);
Conti
offshore;
Società
fantasma;
Il
complesso militare-industriale e la guerra per procura in Ucraina;
Il
complesso farmaceutico-industriale e le truffe PANDEMIC del Covid-19;
Lo
schema Ponzi del “cambiamento climatico” e le FALSE aziende “verdi”;
Utilizzare
armi meteorologiche e armi energetiche per distruggere città e paesi per rubare
risorse e terreni per preparare città intelligenti in 15 minuti.
Collaborazione
con il cartello messicano e cinese per importare fentanil, cocaina ed eroina
negli Stati Uniti.
Il
governatore dell'Arizona “Hobbs”, che ha rubato le elezioni a “Kari Lake” nel
2020, affronta un nuovo esame dopo che 339 milioni di dollari sono scomparsi
dal bilancio statale.
La
governatrice dell'Arizona “Katie Hobbs” sta affrontando un rinnovato esame e
critiche dopo che 339 milioni di dollari sono misteriosamente scomparsi dal
bilancio statale.
L'incidente ha spinto a chiedere un'indagine e
ha sollevato preoccupazioni su una potenziale cattiva gestione finanziaria
all'interno della sua amministrazione.
La
controversia è scoppiata giovedì quando il rappresentante dello Stato “Alex
Kolodin” ha inviato una lettera all'ufficio di” Hobbs”, evidenziando la
scomparsa improvvisa della somma significativa.
La lettera ha evidenziato la tempistica e il
potenziale collegamento con precedenti controversie che coinvolgevano “Hobbs”,
tra cui accuse di schemi pay-for-play e discutibili decisioni contrattuali.
Il
direttore del bilancio di “Hobbs”, la cui identità non è stata rivelata
pubblicamente, si è dimesso in circostanze misteriose, alimentando
ulteriormente le speculazioni e le richieste di trasparenza.
La
brusca partenza si aggiunge alla crescente lista di controversie che circondano
“Hobbs “dalla sua inaugurazione nel 2023.
La”
lettera di Kolodin” faceva riferimento in modo esplicito alle precedenti
indagini sul fondo inaugurale di “Hobbs”, che è stato esaminato per potenziali
accordi quid pro quo.
Il fondo, che ha raccolto 400.000 $ da una
società che in seguito ha ricevuto contratti statali per milioni di dollari, ha
già attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e degli investigatori
legislativi.
L'ex
procuratore generale dell'Arizona “Terry Goddard”, un democratico, ha
concordato che le forze dell'ordine dovrebbero indagare sulla situazione
attuale, sottolineando la necessità di trasparenza.
L'attuale procuratore generale democratico e
il procuratore repubblicano della contea di Maricopa hanno entrambi avviato
indagini sull'apparente schema pay-for-play che coinvolge il fondo inaugurale
di Hobbs.
Questa
ultima controversia arriva in mezzo a una serie di scandali finanziari che
coinvolgono l'amministrazione di Hobbs .
In un caso precedente, l'ufficio del turismo
di Hobbs ha assegnato un contratto da 700.000 $ per creare un logo statale a
una società con legami con il direttore dell'agenzia, portando ad accuse di
irregolarità.
Il
senatore dello stato” Jake Hoffman” è stato particolarmente critico, accusando “Hobbs”
di sfruttare il suo ufficio e di aver infranto la legge.
Le
ripetute controversie finanziarie hanno sollevato notevoli dubbi sulla capacità
di Hobbs di gestire le finanze statali e di mantenere la fiducia del pubblico.
Man
mano che le indagini procedono, l'ufficio del governatore dovrà affrontare una
pressione sempre maggiore per fornire risposte chiare e dimostrare
responsabilità.
Il
team DOGE di Elon MusK
affronta il DOXXING mentre
il procuratore degli Stati Uniti
promette protezione.
Naturalnews.com – (02/06/2025) - Lance D
Johnson – ci dice:
• La
rivista” WIRED” ha doxxato sei giovani dipendenti del Dipartimento per
l'efficienza governativa (DOGE) di Elon Musk, rivelando le loro identità e
affiliazioni.
• Il
procuratore statunitense “Edward Martin” si è impegnato a proteggere i
dipendenti DOGE, mettendo in guardia contro azioni legali contro coloro che
minacciano o ostacolano il loro lavoro.
• La
controversia mette in luce le tensioni tra gli sforzi di Musk di riformare i
sistemi federali e l'opposizione degli interessi consolidati.
La
rivista “WIRED” commette negligenza giornalistica, doxxa i dipendenti del DOGE.
In uno
sfacciato atto di negligenza giornalistica, la rivista WIRED ha doxxato lunedì
sei giovani dipendenti del “Department of Government Efficiency” (DOGE) di Elon
Musk, rivelando le loro identità e affiliazioni con la nuova agenzia
governativa trasformativa.
La mossa è avvenuta mentre DOGE, incaricata di
modernizzare la tecnologia federale, ha scosso lo status quo esponendo problemi
sistemici all'interno del Tesoro degli Stati Uniti e dell'USAID.
In
risposta, il procuratore statunitense “Edward Martin “ha giurato di proteggere
i dipendenti DOGE, avvertendo di "qualsiasi azione legale" contro
coloro che minacciano il loro lavoro.
Questa saga in corso solleva questioni
critiche sul futuro della trasparenza del governo, della responsabilità e del
ruolo dell'influenza del settore privato nella pubblica amministrazione.
L'incidente
del doxxing:
L'articolo,
intitolato "
The Young, Inexperienced Engineers Aiding Elon Musk's Government Takeover
", ha
identificato sei individui, Akash Bobba, Edward Coristine, Luke Farritor, Gautier Cole
Killian, Gavin Kliger ed Ethan Shaotran, come attori chiave nelle operazioni
di DOGE.
La rivista li ha dipinti come inesperti e
privi delle competenze necessarie, suggerendo che i loro ruoli facevano parte
di uno sforzo più ampio da parte di Musk e dei suoi soci per ottenere il
controllo delle infrastrutture federali.
Tuttavia,
l'approccio dell'articolo era eticamente discutibile.
Pubblicando
i nomi e i dati personali di questi individui, “WIRED” li ha potenzialmente
esposti a molestie e minacce, una pratica ampiamente condannata come doxxing.
Ciò è particolarmente preoccupante data la
natura delicata del loro lavoro e la reazione di alto profilo contro le
attività di DOGE.
Risposta
del procuratore degli Stati Uniti:
In una
lettera dai toni forti, il procuratore degli Stati Uniti “Edward Martin” ha
condannato il doxxing e si è impegnato a proteggere i dipendenti “DOGE”.
"Riconosco
che parte del personale di DOGE è stato preso di mira pubblicamente", ha
scritto Martin”.
In
questo momento, vi chiedo di utilizzare me e il mio personale per aiutare a
proteggere il lavoro di DOGE e i lavoratori di DOGE.
Qualsiasi
minaccia, confronto o altra azione che in qualsiasi modo abbia un impatto sul
loro lavoro potrebbe violare numerose leggi".
La
lettera di Martin ha sottolineato l'impegno del governo nel salvaguardare
coloro che lavorano per migliorare i sistemi federali.
"Perseguiremo
qualsiasi azione legale contro chiunque ostacoli il vostro lavoro o minacci la
vostra gente", ha affermato.
"Non agiremo come la precedente
amministrazione che ha guardato dall'altra parte mentre i rivoltosi di” Antifa”
e “BLM”, così come i teppisti armati, hanno devastato la nostra capitale.
Proteggeremo DOGE e gli altri lavoratori, non
importa cosa accada".
DOGE
sta perseguendo tagli importanti al governo federale, riducendo sprechi, frodi
e abusi.
Di
recente, DOGE ha criticato pubblicamente il Tesoro degli Stati Uniti per i suoi
sistemi di pagamento automatizzati, che presumibilmente includono pagamenti a
"gruppi fraudolenti o terroristici noti".
Inoltre, DOGE ha esaminato attentamente”
USAID”, accusandolo di aver convogliato denaro verso entità controverse, tra
cui organizzazioni collegate a Burisma, Wuhan Lab e George Soros.
Queste
rivelazioni hanno scatenato l'indignazione di alcuni funzionari e organi di
informazione, con accuse secondo cui DOGE sta oltrepassando i propri limiti e
si sta impegnando in attacchi motivati politicamente.
Tuttavia,
altri sostengono che le azioni di DOGE sono necessarie per affrontare problemi
di lunga data all'interno delle agenzie federali.
L'attenzione
di Musk su efficienza e innovazione è esattamente ciò di cui c'è bisogno per
modernizzare i sistemi federali obsoleti.
Sostengono
che la reazione contro DOGE è guidata da interessi radicati minacciati dalla
prospettiva del cambiamento.
Come
dimostra l'articolo di “WIRED”, coloro che sfidano lo status quo affrontano
rischi significativi, sia personali che professionali.
Tuttavia,
come ha chiarito il procuratore statunitense “Martin”, il governo è impegnato a
proteggere coloro che cercano di migliorare le sue operazioni.
(Zerohedge.com)
Dall’empatia
alla riparazione:
dieci
strategie per affrontare
il
bullismo.
Vita.it
– Rossana Certini – (7 -2 -2025 ) – ci dice:
I
"consigli d'autore" di “Stefano Rossi”, lo psicopedagogista più
famoso d'Italia: attività pratiche per insegnanti, genitori e ragazzi per
aiutare sia chi compie atti di bullismo sia chi ne è vittima.
(Giornata
contro il bullismo).
Il
bullismo è un fenomeno complesso che richiede un intervento attento e
consapevole da parte di tutti gli attori coinvolti.
Per capire quali azioni concrete insegnanti,
genitori e ragazzi possono mettere in atto quando si trovano di fronte a un
episodio di bullismo, abbiamo chiesto a Stefano Rossi, psicopedagogista con
oltre vent’anni di esperienza nel supporto agli adolescenti, di fornirci esempi
di attività pratiche da fare con i ragazzi per affrontare situazioni di
prevaricazione.
L’obiettivo è aiutare adulti e ragazzi a
riconoscere e adottare i comportamenti più efficaci per prevenire o affrontare
il bullismo nella vita quotidiana.
Nel
suo lavoro guida adulti e ragazzi nell’arte di coltivare l’intelligenza
affettiva e racconta come accompagnare i giovani nei complessi labirinti
dell’adolescenza. Nei suoi libri” Sentimenti mal Educati” e “Lezioni d’amore
per un figlio”, porta anche tanti esempi pratici.
Come
gli insegnanti possono affrontare in modo costruttivo il bullismo con i loro
studenti?
Per
prima cosa è importante dire che per affrontare adeguatamente il fenomeno, gli
insegnanti devono essere in grado di riconoscere tre elementi distintivi del
bullismo:
la ripetizione nel tempo, lo squilibrio di
potere e l’intenzionalità.
Infatti,
mentre un singolo episodio di prepotenza può essere un conflitto occasionale,
il bullismo si manifesta quando un comportamento negativo si ripete nel tempo,
creando un impatto emotivo e psicologico sulla vittima.
Quella che può sembrare una semplice “battuta”
può trasformarsi, nel tempo, in un atto di bullismo, capace di “avvelenare” la
mente e il cuore di chi lo subisce.
Stefano
Rossi è un psicopedagogista.
Il
secondo elemento da considerare è lo squilibrio di potere.
In
questi casi, uno o più bulli agiscono contro una vittima che, per vari motivi,
si trova in una posizione di svantaggio.
Questo
squilibrio può manifestarsi in vari modi:
un gruppo che prevarica un singolo,
l’atteggiamento dei “più grandi” verso i più piccoli, o il comportamento dei
ragazzi più esperti nei confronti dei nuovi arrivati a scuola.
La dinamica di prevaricazione si amplifica
quando la vittima è costretta a vivere in una situazione di isolamento sociale
o esclusione ripetuta.
Il
terzo e ultimo elemento distintivo è l’intenzionalità.
La
psicosociologia ci dice che si parla di bullismo, quando c’è veramente un
intenzionalità crudele in qualche modo malvagia.
Tuttavia,
nella maggior parte dei casi, i ragazzi che compiono atti di bullismo non sono
consapevoli del danno psicologico che causano.
Spesso,
dietro questi comportamenti c’è il desiderio di appartenere a un gruppo, di
acquisire un potere o di trovare una forma di compensazione per difficoltà
personali.
Gli insegnanti, quindi, devono considerare
queste motivazioni più profonde, e intervenire in modo educativo per far
comprendere ai ragazzi l’effetto devastante delle loro azioni.
Cosa
può fare un insegnante per spiegare ai ragazzi queste differenze?
Può
coinvolgere il gruppo classe in attività che aiutino gli studenti a comprendere
le ricadute psicologiche causate da un atto di bullismo?
Un
approccio utile per spiegare ai ragazzi la differenza tra un semplice conflitto
e il bullismo è quello di proporre attività pratiche, come discussioni di
gruppo e drammatizzazioni
. Per
esempio, si potrebbe dividere la classe in piccoli gruppi e assegnare a ciascun
gruppo un tipo diverso di bullismo da esplorare: quello verbale, fisico o
cyberbullismo.
Ogni
gruppo potrebbe poi realizzare una breve rappresentazione animata che
rappresenti il tipo di bullismo analizzato dal gruppo.
Questo
tipo di attività non solo stimola la riflessione sui diversi comportamenti di
prevaricazione, ma consente anche di esplorare le emozioni e i pensieri della
vittima, mettendo in evidenza come si sente chi subisce bullismo.
Inoltre,
ogni gruppo potrebbe creare una definizione creativa del tipo di bullismo di
cui ha parlato, oppure un piccolo slogan che esprima l’effetto emotivo
devastante che questi atti hanno sulla vittima.
L’obiettivo non è solo sensibilizzare i
ragazzi sul fenomeno, ma anche stimolare una riflessione profonda e
consapevole, che vada oltre una visione superficiale del bullismo.
I
ragazzi che si comportano da bulli potrebbero avere un “cuore pieno di sassi”,
come se cercassero di scaricare il loro malessere emotivo verso il mondo e i
compagni, nella speranza di alleggerirsi.
Questo non giustifica il comportamento, ma è
importante non ridurre il bullo a un semplice “cattivo” da punire.
Ci
sono altre azioni che gli insegnanti possono fare per affrontare episodi di
bullismo?
Quando
un ragazzo o una ragazza agisce bullismo, è necessario affrontare il problema
su due piani:
quello
della comprensione e quello della riparazione.
Prima
di tutto, bisogna aiutare il bullo a riflettere sul perché ha agito in questo
modo.
In
molti casi, dietro il comportamento di chi fa bullismo c’è una richiesta di
aiuto, spesso mascherata da un atteggiamento aggressivo.
I
ragazzi che si comportano da bulli potrebbero avere un “cuore pieno di sassi”,
come se cercassero di scaricare il loro malessere emotivo verso il mondo e i
compagni, nella speranza di alleggerirsi.
Sebbene
questo non giustifichi il comportamento, è importante non ridurre il bullo a un
semplice “cattivo” da punire, ma cercare di capire le motivazioni che lo
spingono a comportarsi in questo modo.
Un
intervento educativo può partire da attività che stimolino una riflessione più
profonda.
Interessante potrebbe essere chiedere agli
studenti di analizzare un aforisma. Questo tipo di lavoro aiuta i ragazzi a
riflettere sul contrasto tra il comportamento aggressivo e quello empatico,
facendo emergere i vantaggi emotivi e relazionali che derivano dall’essere
gentili.
Accanto
alla riflessione intellettuale è fondamentale, anche, un lavoro sul “cuore
intelligente”, ovvero sulla sfera emotiva dei ragazzi.
Questo tipo di lavoro può essere fatto
attraverso un’attività pratica:
chiedere
agli studenti di scrivere o disegnare due esperienze significative nella loro
vita.
L’importante in questa attività non è solo la
descrizione dell’accaduto, ma anche la riflessione su come si sono sentiti in
entrambi i casi.
Cosa
hanno provato quando sono stati feriti o quando hanno mostrato gentilezza? Come
si sono sentiti dopo aver ferito qualcuno e dopo aver fatto un atto gentile? La
condivisione di questi pensieri con il gruppo può portare a una riflessione
collettiva sul valore delle azioni positive e sull’impatto che hanno sugli
altri.
In
questo modo, si fa emergere la consapevolezza che ogni atto di bullismo non
solo danneggia la vittima, ma anche chi lo compie, mentre gli atti di
gentilezza possono portare benessere sia a chi li riceve che a chi li dona.
L’azione
di riparazione è fondamentale perché mostra ai ragazzi che non sono definiti
solo dai comportamenti che hanno messo in atto, ma che hanno sempre la
possibilità di cambiare e di migliorare.
Anche chi ha agito male ha la possibilità di
evolversi.
Una
volta che il ragazzo ha compreso la portata del suo comportamento, è importante
che venga stimolato a intraprendere un’azione riparativa che non deve essere
vista solo come un atto che aiuta la vittima ma, anche, come un’opportunità per
chi ha agito da bullo di riconnettersi con il proprio senso di responsabilità e
valore.
La
riparazione può assumere diverse forme:
ad
esempio, scrivere una lettera di scuse al compagno preso di mira o facilitare
un chiarimento tra le parti coinvolte.
L’azione
di riparazione è fondamentale perché mostra ai ragazzi che non sono definiti
solo dai comportamenti che hanno messo in atto, ma che hanno sempre la
possibilità di cambiare e di migliorare.
Questo
è un concetto molto importante da trasmettere: anche chi ha agito male ha la
possibilità di evolversi e di prendere decisioni più positive in futuro.
Stefano
Rossi incontra genitori, insegnanti ed educatori.
Se ora
guardiamo il fenomeno dal punto di vista dei genitori, cosa dovrebbero fare nel
caso in cui scoprissero che il proprio figlio è vittima di bullismo?
La
prima cosa che i genitori devono fare è ascoltare attentamente le emozioni del
ragazzo.
La
vittima di bullismo vive un’esperienza di solitudine, paura, rabbia e dolore
che non sempre riesce a esprimere adeguatamente.
È
fondamentale che il genitore crei uno spazio sicuro dove il bambino o il
ragazzo possa dare voce alle sue difficoltà, senza timore di essere giudicato.
Dare
parola alla paura, al dolore e al senso di esclusione è il primo passo per
iniziare a comprendere la profondità del vissuto emotivo del figlio.
Molto
spesso, i ragazzi vittime di bullismo, possono avere difficoltà nelle relazioni
sociali e, in alcuni casi, anche sul piano emotivo.
Non si
tratta di problematiche patologiche, ma di una difficoltà a connettersi con gli
altri, a relazionarsi con sicurezza.
In
questi casi, è importante incoraggiare il figlio a partecipare ad attività che
possano aiutarlo a sviluppare l’intelligenza relazionale e sociale.
Un’attività particolarmente utile è il teatro.
Una
palestra fantastica per lavorare sulla consapevolezza del corpo, sulla gestione
della voce e delle emozioni, e può essere un’ottima occasione per aumentare la
fiducia in sé.
Molti
bulli tendono, infatti, prendono di mira proprio chi si sente insicuro, chi non
è a suo agio nel proprio corpo e nelle proprie emozioni.
Offrire
a un figlio la possibilità di esplorare se stesso attraverso attività creative
e sociali può essere un prezioso strumento per rinforzare la sua autostima.
I
genitori, e gli adulti in generale, possono allenare i ragazzi a diventare un
“radar” empatico.
L’empatia
infatti è un radar che ci permette di leggere gli occhi degli altri, e quindi
di intuire ciò che c’è nel cuore dell’altro, è un passo importante per
sviluppare una comprensione profonda delle dinamiche interpersonali.
Insegnare
a un ragazzo a osservare gli altri e a leggere le emozioni attraverso i loro
occhi è fondamentale per evitare fraintendimenti e migliorare la qualità delle
sue relazioni sociali.
Il
lavoro sull’empatia non si limita a una semplice lettura delle emozioni altrui,
ma implica anche una pratica concreta:
quella
dei gesti di empatia.
I genitori possono aiutare il figlio a
imparare a usare questi piccoli gesti – il sorriso aperto, lo sguardo luminoso
o il sapersi mettere nei panni dell’altro – per connettersi più facilmente con
gli altri, per trasformare le relazioni in opportunità di amicizia anziché di
conflitto.
Gli
altri compagni devono essere educati a non rimanere indifferenti.
È importante educare gli studenti a non essere
spettatori passivi, ma a prendere posizione contro il bullismo, anche solo
offrendo supporto alla vittima.
Invece
tra pari? Che cosa dovrebbero fare i ragazzi nel caso si trovassero ad
assistere a un atto di bullismo?
Anche
se il comportamento del bullo è il punto focale su cui lavorare, non bisogna
dimenticare che il contesto sociale in cui il bullismo avviene è altrettanto
cruciale.
Gli
altri compagni, che assistono all’episodio, devono essere educati a non
rimanere indifferenti.
Spesso, chi assiste a un episodio di bullismo
non interviene per paura di diventare anch’esso un bersaglio o per timore di
esporsi.
In
questo senso, è importante educare gli studenti a non essere spettatori
passivi, ma a prendere posizione contro il bullismo, anche semplicemente
offrendo supporto alla vittima o segnalando l’incidente.
Quando
si assiste a un episodio di bullismo, è fondamentale comprendere il
comportamento dei ragazzi coinvolti, in particolare quello dell’aggressore, per
intervenire in modo efficace e costruttivo. Il ruolo di chi assiste a un
episodio di bullismo è determinante:
non si
tratta solo di fermare l’atto, ma di comprendere e aiutare tutti gli studenti
coinvolti.
Stefano
Rossi incontra tutti durante un incontro con gli studenti.
Se si
volessimo racchiudere in dieci consigli quello che ci ha spiegato per prevenire
e gestire i casi di bullismo, quali sarebbero?
Per
gli adulti, il primo passo è promuovere una collaborazione costante tra scuola
e famiglia, creando una comunicazione aperta e una cooperazione reciproca,
essenziale per un intervento coordinato.
Allo
stesso tempo, è fondamentale che i genitori non accusino la scuola e che la
scuola non accusi i genitori, ma che entrambe le parti lavorino insieme per
affrontare il problema.
Ascoltare
e aiutare il bullo a dar voce alle proprie emozioni, spesso, infatti, sono
ragazzi che hanno difficoltà ad esprimere le proprie emozioni.
È
fondamentale aiutarli a comprendere le ragioni che sono dietro i loro
comportamenti aggressivi, per affrontare e risolvere il loro malessere emotivo.
Infine chiedere aiuto a un esperto per comprendere i significati affettivi del
comportamento dei ragazzi e agire come adulti empatici perché i bambini e i
ragazzi tendono a imitare ciò che vedono nel loro ambiente.
Per
quanto riguarda le azioni da parte dei ragazzi, è fondamentale che imparino a
esercitare il pensiero critico, valutando le azioni del gruppo e riconoscendo
comportamenti che possono nuocere agli altri.
Devono
imparare a dire di no ai bulli, ovvero a sviluppare quella che chiamo “giusta
disobbedienza”, un atto di coraggio che impedisce che il bullismo si perpetui.
Inoltre,
è necessario che i ragazzi imparino ad ascoltare e dare voce alle proprie
emozioni, per sé e per gli altri, sia che si tratti della vittima che del
bullo.
USAID
– Il mostro che si nasconde
dietro
la maschera dell”umanitarismo.’
Comedonchisciotte.org
- Redazione CDC - Drago Bosnic, southfront.press – (6 Febbraio 2025) – ci dice:
Organizzazioni
mostruose come l'”USAID” hanno sostenuto tutto, dall'estremismo neoliberale,
alla depravazione morale e alla degenerazione sociale, fino al terrorismo e
alla guerra biologica.
La
strategia di dominazione globale degli Stati Uniti è una delle più complesse
della storia umana.
Quando
cerchiamo di immaginare il suo potere, spesso immaginiamo portaerei, jet da
combattimento, carri armati, marines, ecc.
In
realtà, l’enorme apparato burocratico americano mette praticamente sempre in
pericolo i Paesi presi di mira molto prima che venga presa una decisione
formale di azione militare diretta.
A tal
fine, i numerosi servizi di intelligence di “Washington DC “sono
indispensabili. Tuttavia, per mantenere una plausibile negabilità, queste
agenzie di spionaggio spesso utilizzano vari “proxy,” in particolare “ONG” o
persino istituzioni del “Dipartimento di Stato”, quando si presenta la
“necessità”.
Una di
queste è certamente la famigerata “Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo
Internazionale “o, in breve, “USAID”.
Ufficialmente,
il budget della famigerata agenzia è di circa 50 miliardi di dollari, anche se
la cifra reale potrebbe essere molto più alta, arrivando fino a (o forse oltre)
100 miliardi di dollari.
Questo
ha permesso all’USAID di operare in oltre 100 Paesi in tutto il mondo,
presumibilmente “aiutandoli”.
Rappresenta
oltre il 50% di tutti i programmi di “aiuto estero” americani ed è
particolarmente attiva in Africa, Asia, America Latina, Medio Oriente ed Europa
dell’Est (le regioni più colpite dal (neo)colonialismo).
Per
comprendere meglio la portata di “USAID”, forse dovremmo confrontarla con “NED”
(National
Endowment for Democracy), un’altra “istituzione democratica indipendente” che si
occupa di finanziare e sostenere le cosiddette “rivoluzioni colorate”.
Il NED
ha visto un massiccio aumento delle attività “democratiche” dopo che la
famigerata “Victoria Nuland” è entrata a far parte del “suo consiglio di
amministrazione”.
Oltre
a finanziare media presumibilmente “indipendenti”, USAID è stata
particolarmente attiva nell’ex Ucraina, accelerando il processo di
“privatizzazione” dello sfortunato Paese occupato dalla NATO e del suo popolo.
Le notizie sulle vere attività della
famigerata agenzia erano relativamente rare fino a poco tempo fa, in quanto la
macchina della propaganda mainstream e il Governo degli Stati Uniti si
assicuravano di presentarle come “aiuto ad altri Paesi” o di nasconderle
completamente agli occhi del pubblico.
Tuttavia,
tutto questo è cambiato dopo che il Presidente degli Stati Uniti “Donald Trump”
ha preso il potere.
Di
conseguenza, nelle ultime settimane, il suo ufficio e il DOGE (Department of
Government Efficiency), gestito da “Elon Musk”, hanno scoperto una quantità
senza precedenti di dettagli estremamente inquietanti sulle attività effettive
di “USAID”, spesso completamente illegali secondo la legge statunitense e le
leggi di numerosi Paesi ospitanti.
Alla
fine di gennaio, l’agenzia è stata costretta a interrompere la maggior parte
delle sue attività nell’Ucraina occupata dalla NATO, compreso il finanziamento
di quasi tutti i media controllati dalla giunta neonazista.
Questo
è stato seguito presto da altri media in tutta l’Europa orientale e
sudorientale, praticamente tutti promuovono i cosiddetti “valori occidentali” (un cocktail ideologico di
estremismo neoliberale e depravazione morale che la stragrande maggioranza
delle persone sul pianeta trova assolutamente ripugnante).
Il
sito web di USAID si è presto oscurato, mentre la nuova amministrazione Trump
ha annunciato che l’agenzia sarebbe stata presto chiusa.
Al
momento in cui scriviamo, il sito web è effettivamente non disponibile e mostra
solo un messaggio che il suo personale sarà messo in congedo amministrativo a
livello globale entro il 7 febbraio, anche se i “dipendenti essenziali” saranno
informati del loro destino il giorno prima, il 6 febbraio.
In
parole povere, i dipendenti di USAID verranno licenziati, insieme a molti altri
assunti da istituzioni federali corrotte.
Secondo quanto riferito, Trump sta offrendo
dei buyout per sbarazzarsi di tutti gli elementi sleali (o apertamente ostili)
all’interno del Governo degli Stati Uniti. Molti funzionari di alto livello
sono stati licenziati, si sono dimessi o hanno visto revocati i loro permessi
di sicurezza a seguito di attività illegali.
Questo
include anche il “Dipartimento del Tesoro”, in quanto un’indagine del DOGE ha
scoperto che finanziava direttamente gruppi terroristici in tutto il mondo, tra
cui il ramo siriano di “Al Qaeda/ISIS,” che ha recentemente annunciato di aver
raggiunto i suoi obiettivi nel Paese occupato dai terroristi.
Tuttavia,
le cose vanno peggio, molto peggio (se può immaginare).
In
particolare, è stato rivelato che l’ USAID “ha persino creato delle false
associazioni di beneficenza per la prevenzione dell’AIDS per rovesciare i
governi di tutto il mondo.
Anche
questa è solo la punta dell’iceberg, poiché lo stesso Musk sostiene che la
famigerata agenzia ha anche finanziato la ricerca sulle armi biologiche.
Va notato che il “Portale d’Informazione BRICS”
e numerosi altri media indipendenti hanno messo in guardia da anni sul
finanziamento statunitense di queste armi illegali di distruzione di massa, in
particolare nell’ex Unione Sovietica.
Tuttavia,
la “macchina della propaganda mainstream” ha censurato qualsiasi notizia su
questo argomento di importanza critica, diffamando anche coloro che ne facevano
parola come presunti “complottisti”.
Gli
stessi dipendenti dell’”USAID” stanno ora cercando disperatamente di sbiancare
queste mostruose attività illegali, sostenendo che stavano semplicemente
“aiutando altri Paesi”.
La macchina della propaganda mainstream li
sostiene sputando bugie sul presunto “pericolo” che “milioni di persone potrebbero
morire”.
Ovviamente,
gli estremisti neoliberali credono davvero che la ridicola camera d’eco
ideologica e mediatica che hanno costruito per darsi una pacca sulla spalla sia
la “realtà”.
Di
conseguenza, sono semplicemente incapaci di elaborare i cambiamenti che
avvengono intorno a loro, quindi continuano a sostenere queste politiche
rabbiose presentandole come “palesemente virtuose”.
Alcuni
membri della macchina di propaganda mainstream sono così disperati che stanno
ricorrendo al doxxing dei dipendenti del DOGE, una pratica estremamente
pericolosa (e di fatto illegale).
Questo
non sorprende, dato che il DOGE ha anche rivelato che l’USAID era coinvolta nel
massiccio commercio di droga dall’Afghanistan durante l’occupazione USA/NATO.
Inoltre, l’agenzia era anche fortemente
coinvolta con il famigerato e sedicente (quasi) “filantropo” George Soros.
I
resti dello “Stato profondo anti-Trump “sono ora in modalità panico a causa di
questi cambiamenti rivoluzionari, ma i loro attacchi superficialmente ‘feroci’
sono in gran parte impotenti, poiché le istituzioni federali corrotte
continuano a cadere una ad una.
Mentre
la politica estera di Trump può essere certamente criticata, in quanto ha
mantenuto l’atteggiamento aggressivo dell’America nei confronti del mondo, i
cambiamenti interni che ha messo in moto sono sicuramente benvenuti e lodevoli.
In
effetti, alcuni di essi possono influenzare anche la politica estera, in quanto
organizzazioni mostruose come l’USAID hanno sostenuto tutto, dall’estremismo
neoliberale, alla depravazione morale e alla degenerazione sociale, fino al
terrorismo e alla guerra biologica.
Il
taglio dei finanziamenti a queste organizzazioni si ripercuoterebbe certamente
in tutto il mondo e potrebbe persino contribuire alla rimozione
dell’instabilità da molti Paesi interessati dai programmi di USAID.
“Drago
Bosnic, southfront.press).
La
guerra dell’America contro il mondo.
Comedonchisciotte.org
– Markus – (7 Febbraio 2025) - Julian MacFarlane - substack.com – ci dice:
L’analisi
di un’analisi.
Va ricordato che le precedenti “cattive” tariffe del
Presidente Trump non solo erano state mantenute in vigore sotto
l’amministrazione Biden, ma sono state ampliate negli ultimi 4 anni, il che
indica che si tratta di un’agenda bipartisan dello “Stato profondo”.
Come
ho sostenuto molte volte altrove, Trump è – ed è sempre stato – una creatura
dello “Stato profondo”.
Mangia
le mosche che gli danno da mangiare.
Bisogna
tenere a mente che, qualsiasi cosa dica chiunque sia in corsa per una carica
negli Stati Uniti, ha unicamente lo scopo di influenzare l’opinione pubblica –
si tratta di “PR” calibrate in base ai pregiudizi dell’opinione pubblica e non
di realtà.
Non devono essere prese sul serio.
È tutto teatro.
Inoltre,
cos’è lo “Stato profondo”?
La
maggior parte delle persone pensa che sia un qualcosa all’interno del governo –
una sorta di organizzazione clandestina – un gruppo di persone che si riunisce
in segreto per guidare le azioni di coloro che sono sotto gli occhi di tutti.
Una
sorta di Illuminati del XXI secolo?
Questa comprensione è implicita nella parola “profondo”:
mostri nelle profondità.
Gramsci
ci aveva avvertito:
Il
vecchio mondo sta morendo e il nuovo mondo lotta per nascere; ora è il tempo
dei mostri.
Ma i
“mostri” non sono all’interno, sotterranei, minacciosi nelle tenebre, che ci
tirano giù – sono al di sopra, nella luce.
Dicono che ci stanno tirando su – con loro,
mentre ci calpestano nella polvere.
Hanno
la faccia di Elon Musk, Bill Gates e Jeff Bezos, ognuno attraente a modo suo, almeno
per alcuni.
Bei
sorrisi. Niente cappucci.
Ma
ognuno di loro ha un immenso potere finanziario.
E ognuno di loro ha i suoi sogni per il mondo,
che si tratti di una colonia su Marte o di un chip nel cervello o altro.
Non si
incontrano segretamente, lo fanno in pubblico solo in occasione di eventi come
Davos.
Dimentichiamoci
di Epstein.
Per
loro Trump è solo un compratore.
Uno
importante, ma comunque un compratore, come lo era Biden.
Come
lo era Obama.
I
mostri hanno più soldi di quanti ne possano contare.
Perché
sbagliamo così tanto nella nostra percezione di queste persone?
Il potere ha molti aspetti, quindi
l'”egemonia” non è solo internazionale, ma anche culturale.
Date
un’altra occhiata alla foto del nostro vecchio amico Bill.
O
anche a quella di Elon.
Qual’ è
la vera natura di queste persone?
Le
élite che compongono la classe proprietaria sono individui, non collegati
direttamente tra loro su base personale.
In realtà, non sono collegati a nessuno,
comprese le loro stesse società.
Il
potere finanziario è alienante.
I
poveri cercano finestre rotte. I ricchi cercano società fallite.
L’unica
cosa che conta è mantenere il potere che la ricchezza conferisce loro – e
ottenerne di più.
In questo senso, i loro interessi si allineano
e sono “organizzati” per realizzare un obiettivo comune.
È
questo allineamento che dà l’aspetto di una cabala o di un gruppo segreto, la metafora dello “Stato
profondo”.
Per le
nostre élite, i politici e i due partiti del nostro sistema monopartitico sono
solo investimenti.
Comprare
e vendere, al momento opportuno.
Guardate
quanto sono stati veloci Bezo e Zuck’ a donare soldi a Trump al momento
dell’insediamento.
Non
importa che Trump sia ancora più genocida di Biden.
Le
élite hanno un solo valore comune – il profitto – la cui moneta è il potere.
Questo
è il risultato finale del “capitalismo finanziario”, come lo definisce “Michael
Hudson”, e che, come indica “Wallerstein”, è l’ultimo stadio delle culture
egemoniche prima del loro collasso.
In
questa situazione, la Cina e il suo “capitalismo gestito”, così come la sua
“democrazia consultiva”, rappresentano una minaccia.
Si
tenga presente che nei Paesi occidentali la proprietà terriera è la chiave di
ogni economia locale, di fatto la forma più elementare di “capitale”.
In
Cina, invece, il governo è ancora il possessore di tutte le proprietà.
E le aziende devono servire l’interesse
pubblico.
Ecco perché la Cina è riuscita a gestire così
bene la sua crisi immobiliare.
Gli ulteriori dazi non solo sulla Cina, ma ora
anche nei confronti di Canada e Messico, mirano a disaccoppiare definitivamente
gli Stati Uniti dalla Cina, non a negoziare o ad arginare la “droga” e gli
“immigrati clandestini”, tutti pretesti inventati;
Mentre
l’economia statunitense peggiora e affronta la sfida dei “BRICS”, che sono
passati dal rappresentare poco più del 30% della popolazione mondiale a oltre
il 50%, i padroni degli Stati Uniti temono che i loro “Stati vassalli”, se non
l’opinione pubblica statunitense, possano essere sedotti dall'”altra parte”,
che offre chiaramente maggiori vantaggi per il futuro, sia dal punto di vista
tecnologico – con la Cina e la Russia che ora sono leader in quasi tutti i
settori – sia dal punto di vista economico – e forse anche morale e spirituale.
Sì, “Huawei “è una minaccia e anche “TikTok”.
Le
tariffe sono come il manganello del poliziotto.
Questi
manganelli erano simboli di autorità, fatti per essere branditi, per catturare
gli schiavi fuggiaschi, che erano proprietà da restituire intatte, il che
significava non usare il manganello in modo troppo aggressivo.
Ma, per lo più, non c’è bisogno di usarlo,
basta brandirlo.
La sola minaccia basta e avanza.
Se non
funziona, coalizzatevi contro di lui.
I dazi hanno fatto acuire una crisi del costo
della vita negli Stati Uniti (insieme a una crisi simile in Europa legata alle
sanzioni alla Russia), una crisi a cui sia l’amministrazione Trump che quella
Biden sono chiaramente indifferenti.
La
teoria è “niente dolore, niente guadagni”, che va bene per i palestrati che
assumono steroidi e che hanno la genetica per mettere su muscoli, tenendo
presente che i muscoli grandi non sono necessariamente forti – e che questo
stile di vita spesso si accompagna a malattie cardiache, come si vede nel caso
di persone come “Arnold”.
A
parte questo, il vero punto è che non si può “guadagnare” se non si hanno
solide basi per la crescita, il che significa capitale industriale, non
capitale finanziario, come sottolineano “Hudson”, “Wallenstein” e altri.
La
finanziarizzazione è la versione dell’economia sotto steroidi.
Ti
indebolisce e, alla fine, ti uccide.
E,
occhio alla “rabbia da steroidi”!
Il
Giappone era cresciuto rapidamente, protetto da uno yen debole e da barriere
non tariffarie, ma era stato costruito dal nulla, dopo essere stato distrutto
dalla Seconda Guerra Mondiale.
Tutti
erano poveri.
Ecco il segreto: sfida e meritocrazia
egualitaria.
Anche
gli Stati Uniti potrebbero tornare a crescere, ma dovrebbero partire dal nulla.
Avrebbero anche bisogno di un dollaro debole.
Questo non accadrà.
Prima
gli Stati Uniti devono crollare, dall’alto verso il basso.
L’idea del “MAGA” è l’opposto di questo.
Gli
Stati Uniti hanno bisogno di ghigliottine.
L’obiettivo è, ovviamente, quello di
prepararsi alla guerra con la Cina, compreso il blocco delle spedizioni
marittime cinesi.
Le
mosse degli Stati Uniti contro “Panama” e la “Groenlandia” sono entrambe un
passo verso questa preparazione.
La
guerra è anche un modo per aumentare la ricchezza delle élite, soprattutto
negli Stati Uniti, dove le industrie dominanti sono quella militare, lo
sviluppo della proprietà, i media e Big Pharma.
Anche
se la gente comune è vicina alla povertà e non può comprare, il Complesso
militare-industriale può vendere i suoi prodotti.
Il
governo compra – con i soldi delle vostre tasse, le tasse sono “tariffe
interne”. Siete voi a pagare, a prescindere da tutto!
Il
pubblico è come il petrolio o il gas – una risorsa da sfruttare.
Trivella
baby, trivella.
Disturbare
le catene di approvvigionamento e aumentare i prezzi, migliora le opportunità
per le élite non solo per il “fracking del GNL”, ma anche per il fracking di me
e te, che dobbiamo indebitarci per tirare avanti.
Sotto l’amministrazione Biden, la
riorganizzazione del Corpo dei Marines degli Stati Uniti in una forza antinave
è servita anche come preparazione a questo.
L’esercito
statunitense è gravato un equipaggiamento troppo costoso ma spesso poco pratico
e di strategie ancora più scadenti, come dimostrano le varie guerre per
procura, ma soprattutto quella in Ucraina, la più vicina a un conflitto di pari
livello dalla Seconda Guerra Mondiale.
Riorganizzare
il Corpo dei Marines come forza anti-nave, tuttavia, non è una strategia realistica perché il Corpo
non è predisposto per un’attività del genere.
Il massimo che potrebbe fare sarebbe quello di
assicurarsi delle basi nelle Filippine.
Come
forza anti-nave nel Mar Cinese Orientale, sarebbe distrutta quasi
immediatamente.
I
Marines sono già stati utilizzati nel Mar Rosso.
Gli”
Houthi” non ne sono rimasti impressionati.
I
sottomarini sono ovviamente un’altra cosa. Gli Stati Uniti erano in vantaggio –
30 anni fa.
Per
quanto riguarda i Marines? È solo uno sventolar di bandiere.
La
Cina e i suoi partner commerciali (praticamente il resto del mondo) devono
affrontare realisticamente la situazione e prepararsi a questo piano degli
Stati Uniti per strangolare in culla il multipolarismo.
i negoziati con gli Stati Uniti devono essere
condotti in questa prospettiva, con la consapevolezza che gli Stati Uniti non
hanno alcuna intenzione di concludere un vero e proprio accordo, ma che stanno
invece preparando il campo di battaglia.
I
recenti commenti di “Rubio” sul “nuovo mondo multipolare” smentiscono la paura
americana dell’emergere di questo mondo e il desiderio degli Stati Uniti di
impedire che il multipolarismo si realizzi.
Ma è troppo poco e troppo tardi.
La
dichiarazione di guerra finanziaria di Trump – i dazi – nell’interesse dei suoi
signori della finanza, il pantheon economico americano – segnala una guerra che
gli Stati Uniti possono solo perdere – creando consenso al di fuori del
collettivo americano (noto anche come “Occidente”) per creare alternative che
ricapitolino il concetto di democrazia internazionale di FDR, nonché i “Cinque
Punti di Chou En Lai”. I BRICS hanno qualcosa da offrire.
Gli
Stati Uniti hanno solo minacce.
La psicologia statunitense è basata
sul dominio: da qui la sua disumanità.
Quello
dei “BRICS”, invece, è un concetto di “dominanza inversa” più vicino alle
nostre origini evolutive e intrinsecamente più umano.
Gli
Stati Uniti puntano sulla Cina come chiave di volta dei “BRICS”.
La
capacità della Cina di innovare e sostituire le importazioni statunitensi,
nonché di diversificare e proteggere le sue esportazioni dalla
destabilizzazione statunitense (i cambi di regime che portano all’installazione di
regimi clienti anti-cinesi e il sostegno della violenza verso le rotte della
Belt & Road Initiative) determinerà l’esito degli obiettivi reali di Washington.
La
Cina ha già dimostrato la sua capacità di innovare e sostituire le importazioni
statunitensi.
Deep seek
è solo uno dei tanti progressi della tecnologia dell’informazione, neanche
completamente sviluppato.
Ma la
Cina sta rapidamente sviluppando nuove tecnologie per i semiconduttori,
guardando oltre il silicio e verso nuovi materiali.
Inoltre, beneficerà dei progressi russi nelle
tecnologie metallurgiche e persino nella litografia “EUV”.
Gli
Stati Uniti possono solo raddoppiare la sovversione, il terrorismo e la
propaganda.
No,
Trump non ha “cancellato” l’USAID, lo ha solo portato sotto una nuova gestione
– il “Dipartimento di Stato” – per un migliore controllo e un migliore
orientamento, in modo che possa attingere a tutte le risorse della “CIA”.
Nel
complesso, l’articolo di “Brian Berletic” indica la strada per una nuova
comprensione del declino dell’Impero.
Ma non
credo che ci sarà una guerra militare con la Cina, perché, col passare del
tempo, gli Stati Uniti si indeboliscono e la Russia e la Cina si rafforzano.
Una
guerra con la Cina lascerebbe gli Stati Uniti senza basi nel Pacifico.
(Julian MacFarlane).
Immaginando
la Riviera di Gaza
e
altre follie.
Netanyahu
ne vince un altro da una Casa Bianca ignorante.
Unz.com
- Filippo Giraldi - 6 febbraio 2025 – ci dice:
Il
problema è che quelle persone che guardano nervosamente a ciò che il presidente
Donald Trump sta facendo per rimodellare il Medio Oriente a beneficio di
Israele non stanno esaminando abbastanza a fondo i cambiamenti di politica
interna degli Stati Uniti che vengono promossi e che priveranno gli americani
di diritti fondamentali come la libertà di parola o di associazione in
qualsiasi situazione in cui sono coinvolti Israele o gruppi ebraici. anche
marginalmente.
È come
se gli Stati Uniti fossero pienamente impegnati in due grandi compiti
contemporaneamente.
La
prima consiste nel sostenere Israele acriticamente, qualunque cosa faccia o
quanti civili cerchi di uccidere, senza necessariamente approvare apertamente
tutte le politiche abbracciate dal mostruoso primo ministro “Benjamin Netanyahu”
e dai suoi colleghi tagliagole.
Questo
è il modo in cui il presidente Joe Biden ha gestito le cose, aiutato dal suo
segretario di Stato sionista “Antony Blinken”.
Biden
ha finto preoccupazione per le decine o forse anche centinaia di migliaia di
palestinesi uccisi da Israele, ma ha mantenuto il flusso di bombe americane,
denaro e totale sostegno politico anche quando ha debolmente avvertito e poi
non è riuscito a dare seguito alla minaccia che ci sarebbero state conseguenze
se Israele avesse continuato a bloccare e affamare gli abitanti di Gaza.
Il
secondo obiettivo consiste nel lavorare per consolidare ed espandere il potere
ebraico in America e creare un ambiente politico e mediatico interno in cui le
critiche a Israele o a qualsiasi gruppo ebraico saranno criminalizzate, fino a
includere la deportazione di individui che sono percepiti come attivisti
pro-palestinesi o, come ha detto Donald Trump, "odiatori degli
ebrei".
Il
Procuratore Generale e il Dipartimento dell'Istruzione, che si spera presto
abolito, stanno ora attaccando duramente le università che sono percepite come
non agenti con forza sufficiente per proteggere gli studenti ebrei.
Questo espediente legale viene realizzato nel modo
consacrato dal tempo, equipaggiando l'opposizione alle politiche del governo
israeliano e statunitense come "sostegno al terrorismo".
I
media statunitensi, pesantemente influenzati dai partecipanti e dal denaro
ebrei, sono una componente importante del racket "Israele First"
attraverso la loro cronaca distorce di tutto ciò che accade in Medio Oriente,
così come il loro evitare qualsiasi discussione seria sulle violazioni
costituzionali che derivano dal desiderio di proteggere Israele.
Va
notato la recente legislazione sull'antisemitismo sia a livello federale che
statale, che definisce le critiche a Israele come antisemitismo ipso facto e
quindi un crimine d'odio con sanzioni civili e di altro tipo.
E poi
c'è il” Congresso”, dove i legislatori sono terrorizzati all'idea di offendere
la lobby israeliana e i suoi sostenitori miliardari ebrei per timore che
perdano le loro sinecure, il che significa che qualsiasi disegno di legge a
sostegno di Israele passerà con una maggioranza schiacciante, indipendentemente
dal danno che arreca agli interessi degli Stati Uniti e ai diritti dei
cittadini.
Donald
Trump ha certamente aggiunto qualche ruga allo status quo di Biden nei
confronti dello Stato dominato dagli ebrei che ha ereditato, ma è chiaramente
sulla stessa lunghezza d'onda del suo predecessore. Ha parlato di "pace" mentre
rilasciava e inviava nuove spedizioni di bombe pesanti da 2000 libbre e altri
ordigni a Israele che possono essere utilizzati solo per distruggere altri
edifici occupati dagli arabi.
È
nelle mani di Benjamin Netanyahu, sostenuto dalla lobby israeliana degli Stati
Uniti e dai suoi miliardari, tanto quanto lo era “Genocide Joe”.
Ed è
probabile che il successore di Trump, chiunque esso sia, sarà altrettanto
limitato.
C'è
una considerevole discussione in corso sul significato della proposta di Trump
di far assumere agli Stati Uniti la "proprietà" di Gaza, un processo
che iniziare con l'apparente espulsione assistita da parte di Israele degli 1,7
milioni di abitanti di Gaza sopravvissuti, inviandoli verso qualche
destinazione sconosciuta ancora destinataria come rifugiati, la
"pulizia" delle strutture bombardate e in rovina sulla Striscia.
E lo
sviluppo di una comunità balneare di lusso di tipo Riviera che, alla fine,
sarebbe stata aperta alla gente della "zona", il che significherebbe
che agli ebrei israeliani in quanto palestinesi non sarebbe stato permesso di
tornare alle loro vecchie case.
L'ex
sviluppatore immobiliare Trump è entusiasta per il modo in cui il progetto
"... diventerebbe uno dei più grandi e spettacolari sviluppi del suo
genere sulla Terra".
Gli
Stati Uniti permanenti pagheranno per la riqualificazione multimiliardaria.
Trump
inizialmente aveva detto che la sicurezza per il processo sarebbe stata fornita
da soldati e marines americani, che sarebbero stati probabilmente in carica per
un certo numero di anni, ma ora sta affermando attraverso il suo ufficio stampa
che non sarebbe stato necessario alcun esercito americano.
Non è
chiaro come gli Stati Uniti si organizzeranno effettivamente per
"possedere" Gaza, dato che gli abitanti di Gaza non saranno coinvolti
nel processo, anche se Trump sta ora affermando che "la Striscia di Gaza
sarà consegnata agli Stati Uniti da Israele alla conclusione dei
combattimenti", il che sembrerebbe implicare che si prevedono ulteriori
combattimenti con Hamas nonostante l'accordo di cessate il fuoco.
Suggerisce
anche che Donald Trump pensa che l'attuale "proprietario" di Gaza sia
Israele.
È interessante notare che il figliastro
sionista di Trump, “Jared Kushner”, lui stesso un imprenditore edile di New
York, ha discusso le prospettive per lo sviluppo di un resort di lusso con
vista sul Mar Mediterraneo a Gaza più di un anno fa e potrebbe aver influenzato
l'attuale proposta di suo suocero.
È
anche interessante notare che, quando Trump ha svelato il suo piano per Gaza,
ha detto di aver discusso la proposta con molti colleghi all'interno e all'esterno
del governo e di aver ricevuto solo risposte positive.
Il New
York Times riporta invece che i colleghi di Trump nella sua stessa
amministrazione non erano stati avvisati o informazioni su ciò che stava per
accadere e sono
rimasti scioccati dalla proposta di Gaza quando è stata presentata dal
presidente.
Io,
naturalmente, credo che l'intero schema sia, come sempre nella politica
statunitense post 11 settembre, un elaborato costrutto ammantato di inganno per
promuovere quelli che sono chiaramente visti come gli interessi di Israele,
dato che gli Stati Uniti non hanno nulla da guadagnare dal continuare a pompare
denaro e armi in un Medio Oriente instabile.
Il principale negoziatore di Trump nella regione, “Steve
Witkoff”, ha incontrato Netanyahu a Washington il giorno prima che il primo
ministro israeliano incontrasse il presidente, e immagino piuttosto che
l'intera proposta sia stata discussa con lui in dettaglio e abbia incontrato la
sua approvazione.
E
anche la “Cisgiordania” attualmente sotto assedio è stata successivamente
menzionata quando, in risposta alla domanda di un giornalista su una potenziale
annessione israeliana dell'area, Trump ha detto che avrebbe preso presto una
decisione sulla questione.
"Alla
gente piace l'idea, ma non abbiamo ancora preso una posizione in merito",
ha detto Trump.
"Faremo
un annuncio probabilmente su questo argomento molto specifico nelle prossime
quattro settimane".
Mettere
insieme la possibile riqualificazione di una Gaza libera da Gaza con una
Cisgiordania annessa significa che prima o poi si avrà una Palestina storica
senza palestinese, che è esattamente ciò che vogliono Netanyahu e i suoi
compari, così come la lobby israeliana degli Stati Uniti.
E questo è un programma bipartisan, dato che
Joe Biden e Antony Blinken sono stati entrambi complici e complici del
genocidio condotto da Israele contro gli abitanti di Gaza dall'ottobre 2023.
Credo che la squadra di Biden in Medio Oriente,
guidata da un israeliano che aveva prestato servizio nell'esercito israeliano,
un certo “Amos Hochstein”, abbia lavorato metodicamente con Netanyahu per
ottenere il dominio totale sia sui palestinesi che sugli altri suoi vicini.
Gli
Stati Uniti, alle Nazioni Unite, hanno posto il veto su 13 risoluzioni del
Consiglio di sicurezza che avrebbero imposto un cessate il fuoco o negoziati
per fermare la carneficina a Gaza.
E ne è testimone quello che ho definito il
falso cessate il fuoco in Libano, che è entrato in vigore il 27 novembre
eesimo.
Gli
Stati Uniti hanno escogitato una formula di pace temporanea per il Libano
"mentre allacciata" e che si adattava perfettamente a Bibi Netanyahu.
In realtà, gli andava così bene che non poté
resistere a rinnovare immediatamente il suo attacco ai libanesi, anche prima
che l'inchiostro si asciugasse sui documenti del cessate il fuoco.
Da
allora Israele ha mantenuto le sue truppe in una cosiddetta "zona
cuscinetto" nel sud del Libano e ha continuato ad uccidere i libanesi che
cercavano di tornare alle loro case.
Il cessate il fuoco è stato comunque riuscito a
rimuovere la pressione su Israele proveniente da Hezbollah libanese, e Israele
ha colto l'occasione per unirsi all'invasione multipartitica della Siria.
Occupò
una parte maggiore delle alture del Golan come parte del processo e prese
possesso anche del Monte Hermon, che ferma tutto.
Ha anche organizzato una serie di attacchi
contro l'esercito siriano, distruggendo le scorte di armi nel sud e nell'est
del paese.
Tutto
questo è stato realizzato con il concorso dell'amministrazione Biden.
Ora, Trump finge di essere pacificatore, ma
sta consegnando la terra palestinese a Israele attraverso un espediente che, se
avrà successo, cambierà per sempre la demografia della regione.
I palestinesi, grazie a Dio, non sono disposti
a cooperare, anche se ciò significa tornare sul piede di guerra con un Israele
sostenuto dagli Stati Uniti.
Né sarà facile trovare una nazione o nazioni
disposte ad accettare 1,7 milioni di rifugiati senzatetto da Gaza che
arriveranno con poco più dei vestiti che hanno addosso, seguiti da un altro
milione di palestinesi che saranno liberati dopo l'annessione della
Cisgiordania.
Mentre
tutto questo si sta svolgendo, noi americani abbiamo poco da aspettarci, se non
alcune nuove enormi proposte di legge per rimediare al danno fatto da Israele
se il piano di resort a Gaza andrà avanti.
E
forse ci sarà un'altra guerra, questa volta con l'Iran.
Trump
ha firmato un memorandum presidenziale che chiede un rinnovo della
"massima pressione" contro i persiani.
Ancora
una volta, è proprio quello che vuole Benjamin Netanyahu, che è probabilmente
il motivo per cui ha sorriso un po' sardonicamente, o almeno così sembrava,
alla conferenza stampa con Trump dopo il suo 4 giugno esimo visit
a alla
Casa Bianca.
Perchè no? Aveva appena proclamato Trump il
"miglior amico presidenziale che Israele abbia mai avuto!"
Sa di essere il proprietario dell'edificio e dei suoi
occupanti temporanei, così come dell'edificio più grande in fondo alla strada
dove risiede il Congresso, quindi perché preoccuparsi dei dettagli?
(Philip
M. Giraldi, Ph.D., è direttore esecutivo del Council for the National Interest,
una fondazione educativa deducibile dalle tasse 501(c)3).
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