Comprendere e agire.

 

Comprendere e agire.

 

 

 

Al-Jolani si Traveste da Assad

e si Autoproclama “Presidente”

della Siria.

Conoscenzealconfine.it – (4 Febbraio 2025) - Leone Grotti – ci dice:

 

Sciogliendo Costituzione, Parlamento ed esercito, il leader jihadista è diventato a tutti gli effetti un dittatore.

E l’opposizione inizia a temere una “nuova tirannia”.

Si dice presidente, ma si legge dittatore.

La direzione che sta prendendo la Siria di “Abu Muhammad al-Jolani”, che da quando ha svestito i panni jihadisti e indossato la cravatta verde d’ordinanza, preferisce essere chiamato “Ahmed al-Sharaa”, è allarmante e pericolosa.

A quasi due mesi dalla presa del potere e dalla cacciata del dittatore “Bashar al-Assad”, il leader ex Isis, ex Al-Qaeda, un tempo ricercato in tutto il mondo per terrorismo e oggi presunto politico dalle idee “democratiche” si è finalmente degnato di parlare al popolo siriano.

 E ne ha approfittato per informarli che si è autoproclamato “presidente ad interim” della nuova Siria, che assomiglia sempre di più a quella vecchia.

Al-Jolani si Autoproclama “Presidente”.

Alcuni giornali si sono spinti fino a scrivere che è stato “nominato” presidente.

Ma le parole sono importanti e non bisogna lasciarsi ingannare.

Non è il popolo siriano ad aver scelto “Al-Jolani” come presidente, perché le prime elezioni sono state posticipate genericamente “tra quattro anni”.

Non è il Parlamento ad avergli assegnato la carica, perché è stato sciolto dal leader jihadista.

Non è nel nome della Costituzione del 2012 ad avere preso il potere, Al-Jolani, perché è stata cestinata, mentre ogni altra istituzione o centro di potere (come esercito, agenzie di sicurezza o il partito Baath) sono stati cancellati e messi al bando.

Chi ha proclamato dunque presidente della Siria l’uomo che ha approfittato militarmente dell’evaporazione del regime di Assad?

Nessuno, si è autoproclamato.

Drusi e Curdi Esclusi in Siria.

O meglio, è la “Conferenza per l’annuncio della vittoria della rivoluzione siriana” ad averlo fatto.

Questa conferenza, di cui nessuno conosceva l’esistenza, formata dai membri del governo ad interim nominati dallo stesso “Al-Jolani” e tutti provenienti da” Idlib” (alcuni dalla stessa famiglia di Al-Sharaa) e da altri gruppi, si è riunita in gran segreto giovedì scorso e ha stabilito che per un tempo imprecisato “Al-Jolani” sarà appunto il nuovo “presidente” della Siria.

Alla riunione non hanno partecipato né gli organismi politici dell’opposizione siriana all’estero, né i rappresentanti dei drusi che controllano parte del sud del paese, né quelli dei curdi che governano il nord-est.

Chi rappresenta dunque Al-Jolani?

Per ora, solamente sé stesso.

E come è stata presa la decisione, all’unanimità o i gruppi armati si sono divisi in faide?

Nessuno lo sa.

Tante Promesse, Zero Fatti.

Negli ultimi due mesi, nonostante non rappresentasse formalmente niente e nessuno,” Al-Jolani” ha incontrato ministri e capi di Stato stranieri, parlando a nome della Siria.

 Si dirà che è comprensibile, perché neanche lui si aspettava di prendere il potere così in fretta, perché è stato colto impreparato, perché non bisogna badare a sottigliezze formali.

Ma in questo caso la forma è sostanza.

Il” leader jihadista” aveva promesso un processo di transizione politica, un nuovo censimento, una conferenza di dialogo nazionale, un’assemblea costituente, un consiglio legislativo temporaneo, un governo rappresentativo di tutto il paese e infine elezioni libere.

Non solo non è stato fatto niente di tutto ciò, ma non è stata neanche offerta alcuna spiegazione né alcuna tempistica.

Da questo momento, e per chissà quanti anni, “Al-Jolani” sarà dunque il leader assoluto della Siria, forte di un potere senza limiti come quello di Assad, se non superiore.

Un Esercito di Jihadisti in Siria.

Tra i tanti clamorosi annunci di giovedì, c’è anche quello dello scioglimento di tutte le milizie che hanno contribuito a conquistare il potere in vista del loro ingresso in un unico esercito nazionale.

 Questo è forse il passaggio più pericoloso e delicato.

 

“Al-Jolani” è il leader di “Hayat Tahrir al-Sham” (Hts), ma ha conquistato la Siria mettendosi alla guida di una coalizione composita di decine di sigle e gruppi jihadisti, che al momento si sono rifiutati di deporre le armi in mancanza di indicazioni chiare sul loro futuro (e magari di un’amnistia che cancelli i crimini commessi).

Come verranno convinti?

 Scoppierà una nuova guerra civile?

E, nel caso accettino di formare un esercito regolare, come faranno i siriani a fidarsi di militari che fino a poche settimane fa perseguitavano parte della popolazione, come i cristiani, riconoscendo come unica autorità il Corano? Domande senza risposta…

Una “Nuova Tirannia” per la Siria?

“Alise Mofrej”, membro della “Syrian Negotiation Commission”, organizzazione che riunisce vari gruppi dell’opposizione siriana, parlando al “New York Times” ha detto di temere “una nuova tirannia”.

“Bassam Al-Kuwatli”, presidente del piccolo “Partito liberale siriano”, ha aggiunto a “Reuters” che “la nuova amministrazione è ancora un gruppo militare che ha conquistato il potere e non sente la necessità di condividerlo”.

La conferenza di dialogo nazionale, che dovrebbe essere formata da 1.200 delegati rappresentativi di tutte le anime politiche, religiose, etniche e geografiche della Siria, doveva essere inaugurata a inizio gennaio.

 È passato un mese e nessun membro dell’opposizione ha ricevuto l’invito a farne parte.

La conferenza doveva sciogliere il Parlamento e presentare un piano per cambiare la Costituzione, ma questi due passaggi sono stati fatti in autonomia dallo stesso “Al-Jolani”.

Le Uniche Due Note Positive.

Che il “leader jihadista” diventasse presidente ad interim della Siria era ampiamente previsto, ma il modo con cui ha agito fino ad ora dimostra che il paese è semplicemente passato da un dittatore all’altro, per di più appoggiato da “fazioni jihadiste internazionali” difficili da controllare e imbevuto di una “pericolosa ideologia islamista”.

Le uniche due note positive per il popolo siriano al momento sono la decisione dell’Occidente di rimuovere, almeno in parte, le sanzioni che nell’ultimo decennio hanno affamato la popolazione innocente e la fine della leva obbligatoria (conseguente per ora allo scioglimento dell’esercito), che aveva spinto tanti giovani siriani a scappare dal paese guidato ad Assad.

 Per il resto, la nuova Siria di “Al-Jolan”i assomiglia tanto, troppo, alla vecchia.

(Leone Grotti).

(tempi.it/al-jolani-si-traveste-da-assad-e-si-autoproclama-presidente-della-siria/).

 

 

 

 

 

Kennedy: “È da Almeno 20 Anni

che Non Esistono Più Vaccini

Sicuri ed Efficaci.”

Conoscenzealconfine.it – (3 Febbraio 2025) - Roberto Nuzzo – ci dice:

 

Nel suo ultimo video, Robert F. Kennedy Jr. spiega in dettaglio la sua posizione sui vaccini e chiarisce alcuni luoghi comuni.

Parla degli effetti collaterali dei vaccini, dell’immunità dell’industria farmaceutica dalla responsabilità e dell’importanza di decisioni libere in materia di vaccinazione.

RFK Jr. sottolinea:

 “Libertà significa il diritto di decidere per sé stessi”.

Chiede trasparenza, responsabilità e un dibattito equo invece di sopprimere le voci critiche.

Perché i danni causati dai vaccini vengono nascosti?

Perché le aziende farmaceutiche non sono responsabili dei loro prodotti?

Tutti dovrebbero avere il diritto di decidere autonomamente.

RFK Jr. spiega la sua posizione sui vaccini con questa straordinaria presentazione:

“Da quando ho deciso di candidarmi come presidente indipendente, la mia posizione sui vaccini è stata una delle questioni che ha creato più confusione alle persone.

Per questo motivo oggi cercherò di fare chiarezza spiegando punto per punto la mia posizione.

Se hai voglia di dedicarci qualche minuto, rimarrai sorpreso da quanto siamo d’accordo.

Vorrei iniziare con il primo e probabilmente il più controverso punto.

I vaccini hanno effetti collaterali, come qualsiasi altro medicinale.

Questo non dovrebbe essere motivo di controversia, ma lo è.

Quando me lo chiedono in televisione, di solito la domanda è più o meno questa: ‘Hai detto che nessun vaccino è sicuro ed efficace’.

Hai detto, e cito:

‘Non esiste un vaccino che sia sicuro ed efficace. Ci credi ancora?’

Questa domanda deriva da un’intervista in cui sono stato interrotto e non sono riuscito a terminare il mio pensiero.

‘Puoi indicarmi qualche vaccino che ritieni valido?

 Penso che alcuni vaccini vivi probabilmente prevengano più problemi di quanti ne causino’.

Non esiste un vaccino sicuro ed efficace.

Questa è il concetto importante.

Ciò che ho effettivamente detto in questa intervista e che affermo da 20 anni è che non esiste un vaccino che sia sicuro ed efficace per tutti.

Lasciatemi spiegare.

Come qualsiasi medicinale in commercio, i vaccini hanno effetti collaterali che ogni anno feriscono gravemente o uccidono alcune persone.

Se questo contraddice quanto ti è stato detto, probabilmente il tuo medico non ti ha mai mostrato il foglietto illustrativo allegato a ogni vaccino in commercio.

Prendiamo il foglietto illustrativo del vaccino contro l’epatite B, che viene somministrato alla maggior parte dei neonati entro le prime 24 ore dalla nascita. Vorrei solo leggervi alcuni degli effetti collaterali gravi elencati in questo documento.

Sotto la voce disturbi del sistema nervoso ci sono la sindrome di “Guillain-Barré”, la sclerosi multipla, l’esacerbazione della sclerosi multipla, la mielite, inclusa la mielite trasversa, le crisi convulsive, le convulsioni febbrili, la neuropatia periferica inclusa la paralisi vellus, la radicolopatia, l’herpes, il formicolio oculare, la debolezza muscolare, l’ipoestesia e l’encefalite, il semplice gonfiore cerebrale, perfino la sindrome di Johnson, l’alopecia e l’eczema.

 L’elenco degli effetti collaterali è infinito.

Capisci cosa intendo”.

 

Per più di un decennio, sono stato attaccato ed etichettato come attivista anti-vaccinazione e teorico della cospirazione semplicemente perché sensibilizzo sui gravi effetti collaterali elencati su ogni foglietto illustrativo dei vaccini e perché mi batto per i bambini che soffrono di questi effetti collaterali.

Le nostre autorità sanitarie ritengono che non si debba parlare di danni da vaccino perché sono rari.

 Non possiamo risolvere un problema ignorandolo.

I bambini con danni da vaccino meritano la stessa attenzione dei bambini affetti da una malattia rara come il cancro.

Fortunatamente, la mentalità a questo proposito sta iniziando a cambiare.

Ecco qui un articolo recente del “New York Times” sulle persone danneggiate dal vaccino COVID.

Migliaia di persone credono che il vaccino contro il COVID stia facendo loro del male. Qualcuno sta ascoltando?

Tutti i vaccini hanno effetti collaterali almeno occasionali, ma le persone che affermano di essere state danneggiate dai vaccini anti- COVID credono che i loro casi vengano ignorati.

L’articolo spiega che tutti i vaccini hanno occasionalmente effetti collaterali.

 

È necessaria un’indagine sulle vittime per trovare delle soluzioni.

 Anche uno dei leader della COVID Task Force, la dott.ssa “Deborah Birx” si unisce a questo appello all’azione.

Ecco perché tutti coloro che hanno avuto delle reazioni avverse devono farsi avanti, perché non sono sicuro che tutti siano stati segnalati.

I gruppi scientifici pubblici, NIH, FDA, CDC, hanno perso così tanta credibilità perché, a mio parere, è mancata una trasparenza veramente equa.

Una delle cose che ho sempre detto ai miei colleghi era: non abbiate paura di dire che non avete la risposta.

Troppo spesso le persone inventano la risposta.

Quelli di noi che hanno provato a far notare che i vaccini avrebbero potuto avere effetti collaterali significativi sono stati zittiti perché nessuno voleva parlare della possibilità che i vaccini potessero essere un problema, perché avevano paura che ciò avrebbe scoraggiato le persone dal vaccinarsi.

Per anni ci è stato detto che i vaccini sono stati oggetto di ricerche approfondite, ma la “dott.ssa Birx” sa che non è vero.

 

Dovremmo chiamarla anti-vaccinista perché finalmente ci sta dicendo la verità?

Già nel 2005 la dott.ssa “Bernadine Healy”, ex direttrice del NIH (National Institutes of Health), ha fatto questa scioccante ammissione alla “CBS News”.

Ora abbiamo l’opportunità di scoprire se ci sono bambini predisposti, forse geneticamente, che forse hanno un problema metabolico, un disturbo mitocondriale, un problema immunologico che li rende più predisposti.

Per i vaccini al plurale o per un vaccino specifico o per un componente del vaccino come il mercurio.

Perché è importante?

 Un gruppo vulnerabile non significa necessariamente che i vaccini non siano efficaci.

Ciò che un gruppo vulnerabile ci dice è che potrebbe esserci un gruppo di persone o un gruppo di bambini che non dovrebbero ricevere un particolare vaccino o che non dovrebbero riceverlo nello stesso lasso di tempo.

È compito del sistema sanitario e dei medici essere presenti e dire: ‘

Sì, possiamo renderlo più sicuro perché possiamo dire che si tratta di un sottogruppo’.

Lo faremo nel modo che riteniamo più sicuro.

Pensi che il governo sia stato troppo frettoloso nell’escludere la possibilità di un collegamento tra vaccini e autismo?

Credo che il governo o alcuni funzionari sanitari al suo interno siano stati troppo frettolosi nel liquidare le preoccupazioni di queste famiglie senza studiare la popolazione malata.

Non ho visto studi su larga scala incentrati su 300 bambini che hanno sviluppato sintomi autistici entro poche settimane dalla vaccinazione.

Il motivo per cui non volevano cercare questi gruppi vulnerabili era perché temevano che se li avessero trovati, non importa quanto grandi o piccoli fossero, avrebbero spaventato l’opinione pubblica.

Il fatto che non vogliano conoscere questo gruppo vulnerabile è per me una vera delusione.

Se conosci questo gruppo vulnerabile, puoi salvare i tuoi figli.

Inaugurerò una nuova era nella medicina.

Farò in modo che i nostri regolatori non antepongano più gli interessi dell’industria farmaceutica a quelli del popolo americano.

Mi assicurerò che tu conosca la verità su ogni prodotto, compresi tutti i benefici e gli effetti collaterali noti.

E fornirò sostegno finanziario ai nostri regolatori affinché risolvano il problema invece di ignorarlo.

E impedirò loro di manipolare e mettere a tacere scienziati, medici e persone che vogliono parlare dei danni dei vaccini.

Questo mi porta al punto successivo.

I produttori di vaccini dovrebbero essere legalmente responsabili dei loro prodotti e, sorprendentemente, non lo sono.

Lasciatemi spiegare.

Nel 1986, i produttori di vaccini stavano perdendo così tanti soldi in cause legali per decessi e lesioni causati dai loro vaccini che non riuscirono più a ricavare profitti.

Hanno quindi chiesto al nostro governo di proteggerli da ogni responsabilità, ed è esattamente ciò che ha fatto il Congresso.

Ha approvato quella che è nota come la legge sul risarcimento dei danni da vaccini del 1986 e, in seguito a tale legge, i vaccini sono l’unico prodotto di consumo completamente esente da responsabilità.

Ciò significa che non puoi fare causa all’azienda, non importa quanto sia sconsiderata, non importa quanto sia negligente, non importa quanto grave sia il danno.

Se un’azienda non può essere citata in giudizio quando il suo prodotto ferisce o uccide qualcuno, quale incentivo ha a risolvere il problema?

Come avvocato, posso assicurarvi che se un’azienda sa di poter essere citata in giudizio se il suo prodotto è difettoso, si impegnerà molto di più per risolvere autonomamente il problema.

Abrogando la legge del 1986, possiamo sostituire la regolamentazione con la responsabilità e la rendicontazione.

 E il mio ultimo punto è questo: libertà significa avere il diritto di scegliere.

Quando il presidente Biden ha ordinato che le persone che non si fossero vaccinate contro il COVID avrebbero perso il lavoro durante la pandemia, ha violato uno dei principi fondamentali della libertà.

 Ad agosto sono state vaccinate quattro milioni di persone in più rispetto a luglio.

Ma dobbiamo fare di più.

Non si tratta di libertà o di scelta personale.

 Si tratta di proteggere te stesso e chi ti circonda.

Se una persona non ha la decisione finale sul proprio corpo, ma appartiene alla persona che ha la decisione finale, allora si arriva alla questione centrale dei processi contro i medici che avevano commesso crimini di guerra nella seconda guerra mondiale e che avevano portato all’adozione del ‘Codice di Norimberga’.

La prima regola di questo codice è il consenso informato.

Afferma, e cito:

 ‘Il consenso volontario del soggetto umano è assolutamente necessario. Qualsiasi uso della forza o della coercizione per ottenere una decisione medica è considerato immorale’.

Oggi gli americani sono nuovamente consapevoli dell’importanza cruciale del Codice di Norimberga.

Attualmente, oltre il 75 percento degli americani aventi diritto si rifiuta di ricevere l’ultima dose di richiamo del vaccino COVID.

Per alcuni sarebbe la nona vaccinazione. Hanno deciso che ne hanno abbastanza. Questo si chiama consenso informato.

Pfizer e Moderna stanno attualmente facendo pressioni sul nostro governo affinché renda obbligatorie tutte le vaccinazioni, proprio come la prima.

Se questa decisione verrà approvata, potete star certi che saremo messi in fila come bestiame e costretti a sottoporci a ogni vaccino, proprio come la prima volta.

I bambini americani devono ricevere 72 vaccinazioni solo per poter continuare a scuola.

Questo dovrebbe valere anche per gli adulti? Ciò non accadrà.

Per dirla in breve: non importa cosa avete sentito, non toglierò la vaccinazione a nessuno che voglia vaccinarsi.

 Voglio solo rendere la situazione più sicura per tutti.

Farò in modo che l’industria sia ritenuta responsabile dei suoi prodotti. E mi assicurerò che tu sia sempre libero di decidere cosa è giusto per te “.

(Roberto Nuzzo).

(uncutnews.ch/rfk-jr-veroeffentlicht-eine-erstaunliche-praesentation-und-enthuellt-die-wahrheit-ueber-impfstoffe-was-sie-wissen-muessen/).

(t.me/robertonuzzo canale).

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Lo scandalo nascosto di “Natacha Jaitt”:

la donna che accusò Bergoglio

di traffico pedofilo.

Lacrunadellago.net – (03/02/2025) – Cesare Sacchetti – ci dice: 

 

Non ne sa più nulla da qualche anno, e i media mainstream Occidentali e italiani si sono, come da loro costume, premurati di nascondere questo caso alquanto spinoso.

È la storia di “Natacha Jaitt”, un’avvenente donna argentina che aveva iniziato la sua carriera come modella di Playboy per poi darsi anche alla prostituzione, apparentemente di alto bordo.

Nonostante il profilo non proprio immacolato di “Natacha”, la sua coscienza però deve essere stata scossa da quello che ha visto in quel mondo e l’ha portata a poco a poco a denunciare tutti gli orrori che i potenti della sua terra commettevano ai danni di innocenti bambini.

 

“Natacha Jaitt” aveva iniziato esplicitamente a parlare di un vasto traffico di pedofilia che avviene nelle alte sfera della società argentina e che si serve spesso di organizzazioni di copertura “filantropiche” per non attirare sospetti.

L’orco, lo si è visto, ad esempio, anche nei casi di pedofilia dell’UNICEF, si nasconde sotto gli abiti più insospettabili non solo per mettersi al riparo di accuse di pedofilia, ma per far apparire queste ancora più “assurde”, considerato che l’immagine pubblica che questi pedofili hanno è invece quella di “benefattori” che corrono in soccorso ai bambini.

Nulla di più falso, nulla di più ipocrita.

 Il primo uomo che la “Jaitt” aveva chiamato in causa era appunto uno di quegli insospettabili, uno di quelli che non si penserebbe mai potesse essere associato con questi mondi e che invece ne è parte integrante.

Gustavo Vera: l”umanitario” che è stato  accusato di essere al centro del traffico.

Si tratta di Gustavo Vera.

Gustavo Vera è noto per essere uno degli “umanitari” più in vista del suo Paese.

“Vera” era già salito agli onori delle cronache nei primi anni 2000, quando l’Argentina si trovava nella tempesta della crisi economica indotta dalle politiche di austerità imposte dal famigerato “Fondo monetario internazionale”.

La morsa della crisi stringeva il Paese, costretto ad osservare uno scellerato cambio fisso con il dollaro che impediva al peso argentino di fluttuare liberamente sul mercato e non scaricare così i costi della mancata a necessaria svalutazione della moneta sul lavoro.

L’Argentina è stata uno dei numerosi laboratori della finanza askenazita internazionale e gli effetti di tale ricetta si fecero sentire tutti su milioni di argentini, ridotti in povertà da quelle criminali politiche economiche.

“Vera” nasce in tale contesto storico.

La sua ONG, “La Alameda,” viene fondata con il dichiarato scopo di offrire conforto e protezione alle vittime del lavoro minorile, della schiavitù e della pedofilia, ma il lupo, come spesso capita, ama indossare i panni dell’agnello per perpetrare meglio i suoi traffici e questa storia non sembra fare eccezione a tale regola.

Secondo le denunce di “Natacha Jaitt”, “Vera” era l’uomo che invece ha avuto il compito tramite la sua ONG di gestire una vasta rete di prostituzione, anche minorile, nella quale erano e sarebbero ancora oggi coinvolti gli uomini più in vista del Paese.

 

Ci sono dentro politici di alto rango, uomini di “chiesa”, giornalisti, giudici e avvocati che erano e sono ancora oggi clienti fissi dei bordelli gestiti direttamente da “Gustavo Vera”, il quale ancora oggi gode di altissime protezioni nel sistema politico argentino.

Il “filantropo” non è mai stato nemmeno sfiorato dalle inchieste giudiziarie o giornalistiche fino a quando non è comparsa sulla scena “Natacha Jaitt “che decise di rivelare il vasto traffico pedofilo che si cela dietro “La Alameda”.

La rete è vasta e secondo la ex modella di Playboy tocca anche altre diverse squadre di calcio del campionato argentino, dove gli aspiranti giovani calciatori vengono costretti a prostituirsi da famelici dirigenti in cambio di avere una chance di calcare i campi da gioco delle formazioni più prestigiose del Paese.

La “Jaitt” aveva fatto i nomi e i cognomi pubblicamente.

 Non ha avuto paura di affermare certe verità perché aveva molte prove documentali sui pedofili coinvolti in tale giro.

I preti pedofili infedeli sono coinvolti nel giro pedofilo.

Sono nomi come quello, ad esempio, di” padre Julio Grassi,” che in Argentina già negli anni’90 era noto per aver dato vita alla fondazione “Bambini felici” che sulla carta aveva il compito di fornire assistenza ai bambini vittime di abusi, mentre in realtà una volta che i piccoli varcavano la soglia di “questa associazione” venivano subito violentati e poi messi sul mercato pedofilo argentino e internazionale.

“Grassi” aveva stretti rapporti con “Vera” e l’associazione del primo collaborava a stretto contatto con il secondo, la citata Alameda.

Il sacerdote argentino è rimasto impunito per molti lunghi anni.

 Già nel 1991 c’erano denunce contro di lui, ma i testimoni venivano sottoposti a pesante intimidazione e minacce e costretti quindi a ritrattare o a tacere, pena essere uccisi da questa potente rete di trafficanti.

Nonostante i magistrati argentini fossero già perfettamente al corrente di quanto accadeva dietro i cancelli della “Bambini felici”, soltanto nel 2013 si decisero finalmente a spiccare un mandato di cattura contro “Julio Grassi”, che venne rinchiuso nel carcere di” Ituzaingó” dopo una lunga trafila giudiziaria durata 22 anni, nel corso dei quali don Grassi è sempre rimasto a piede libero.

A Buenos Aires, nell’arcivescovado, erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo nella “fondazione di padre Grassi”, ma l’uomo che avrebbe dovuto fare luce e intervenire tempestivamente per proteggere i bambini non si muove.

L’arcivescovo che sapeva tutto e che non si è mosso non era altri che “Jorge Mario Bergoglio”.

La misteriosa ascesa del cardinal Bergoglio.

Ancora oggi ci sono ombre e interrogativi senza risposta sulla rapida ascesa ecclesiastica di Bergoglio.

Se si leggono, ad esempio, le riflessioni, accuratamente nascoste da quasi tutti gli organi di stampa, di padre “Peter Hans Kolvenbach”, superiore generale dei Gesuiti, esce un ritratto a dir poco inquietante del papa argentino.

Kolvenbach “disse che Bergoglio era alquanto inadatto per diventare vescovo a causa del suo carattere “doppio, fintamente umile” e che spesso non esitava a ricorrere al turpiloquio, circostanza quanto mai “inusuale” per un uomo di Chiesa.

Il profilo che traccia il superiore gesuita è ancora più interessante se si pensa che coincide alla perfezione con quanto dicono in Vaticano del papa venuto dalla fine del mondo.

L’aggressività e le cattive parole sembrano essere una seconda pelle di “Francesco” che non esita a prendere a male parole anche i dipendenti del Vaticano o ad umiliare i vari vescovi e cardinali pubblicamente.

Il profilo di Bergoglio è quello di un despota come si può leggere nelle pagine del “Papa dittatore” ma mai la stampa mainstream italiana ha dato molto risalto a queste clamorose rivelazioni.

C’è sempre stata sin dal principio una luna di miele tra i media italiani e il pontefice, nonostante i primi non abbiano esitato in passato a gettare fango sulla Chiesa e a diffamare, ad esempio, papi come il compianto Pio XII.

Bergoglio è esattamente il tipo di “papa” che questi ambienti volevano a tutti i costi e la sua ascesa si può spiegare soltanto con la protezione di mondi che di cattolico hanno molto poco e di massonico invece tutto.

Il cardinal Bergoglio ai tempi del suo arcivescovado a Buenos Aires sapeva che Julio Grassi era un pedofilo, ma nonostante questo decise di proteggere il prete che abusava dei bambini e di iniziare una violenta campagna di intimidazione contro tutte quelle vittime che salivano sul banco dei testimoni per raccontare gli abusi subiti.

Nemmeno dopo la condanna definitiva a 15 anni di carcere per abusi sessuali su minori ha indotto Bergoglio, nel frattempo divenuto pontefice, a ridurre Grassi allo stato laicale.

Ad oggi il prete pedofilo argentino è ancora a tutti gli effetti un sacerdote di Santa Romana Chiesa.

Forse la spiegazione per queste decisioni di Bergoglio va cercata nelle frequentazioni del cardinale argentino che di cattolico hanno ben poco, e anzi sono dichiaratamente ostili a questa religione.

 

Non appena nominato arcivescovo di Buenos Aires, il cardinal Bergoglio riceve nel 1999 la nomina onoraria a membro del “Rotary Club”, un’associazione di chiara natura” para massonica “che un tempo poteva costare la scomunica ai sacerdoti non che ne facessero parte, ma che soltanto partecipassero ad una delle loro riunioni.

Il “Rotary” non è però l’unico ambiente “poco” cattolico frequentato dal porporato argentino.

Se già l’iscrizione ad una para massoneria può sembrare inaccettabile per un vescovo, dovrebbe esserlo ancora di più la sua aperta vicinanza alla massoneria ebraica del B’nai B’rith.

Il nome di questa loggia, fondata a New York nel 1848, è ricorrente in tutti quegli affari di Chiesa dove si possono chiaramente vedere gli effetti di quella costante e incessante infiltrazione praticata da quegli ambienti ebraici che erano determinati a trasformare la Chiesa Cattolica in una qualunque istituzione secolare dedita all’osservanza del culto dei diritti umani piuttosto che alla verità di fede trasmesse nel corso di quasi duemila anni di storia.

Si è già visto in passato come questa “massoneria ebraica” si sia prodigata non poco per dirottare gli esiti dei due conclavi del 1958 e del 1963 perché in quel periodo storico c’è stato un momento spartiacque nella storia della Chiesa.

Sono saliti sul soglio di Pietro due pontefici associati alla massoneria che hanno permesso la successiva secolarizzazione della Chiesa attraverso il Vaticano II fino ad arrivare proprio all’idolo pagano della “Pachamama” depositato e venerato da papa Francesco sui giardini della Santa Sede.

Il cammino di questa apostasia si vede ovunque e si vede anche nella infiltrazione massonica e pedofila denunciata dalla” Jaitt”.

La “fraterna” amicizia tra Francesco e Gustavo Vera.

La donna aveva denunciato questa commistione di interessi e di affari e aveva spiegato che la ragione per la quale “Gustavo Vera” era considerato un intoccabile era per la sua stretta amicizia con “Bergoglio” già quando questi era arcivescovo di Buenos Aires, un rapporto che non si è mai interrotto nemmeno quando il cardinale gesuita divenne papa nel 2013.

Francesco infatti ha ricevuto almeno due volte “Vera” in Vaticano.

La prima nel 2016 e la seconda nel 2021 quando il” fondatore di Alameda” è stato invitato dall’accademia pontificia per partecipare al seminario sulla povertà e le ingiustizie sociali, in quello che è sembrato un altro chiaro tentativo da parte di Bergoglio di seguire le orme della “eretica teologia della liberazione” che si propone di coniugare le teorie marxiste materialiste, e quindi fondamentalmente atee e anticristiane, con la teologia cattolica.

“Gustavo Vera” appare assieme a Bergoglio nel 2021.

Francesco ha continuato ad avere rapporti con il suo storico amico Vera anche più di recente, quando nel settembre del 2024 gli ha mandato una lettera per ringraziarlo dell’impegno profuso nel caso di” Loan”, un bambino di 5 anni scomparso lo scorso giugno nella provincia di Corrientes, in Argentina.

 

Non sono però dello stesso avviso i genitori del piccolo,” José Peñay María Noguera” che si sono recati lo scorso novembre presso il procuratore “Mariano de Guzmán” per sporgere denuncia “contro Vera “per reati quali associazione a delinquere, inquinamento delle prove e falsa testimonianza.

Se si considera poi quanto aveva detto negli anni passati” Natacha Jaitt”, non si può nemmeno escludere uno scenario ancora più inquietante, quale quello che vedrebbe direttamente coinvolto lo stesso” Vera” nella sparizione del bimbo, considerate le accuse di pedofilia che sono piovute addosso alla “fondazione Alameda”.

Francesco però non sembra aver cambiato minimamente idea su sul fraterno amico né sembra aver mai mostrato ripensamento o pentimento alcuno per tutti gli altri pedofili da lui protetti e non di rado promossi.

“Grassi” è soltanto la punta dell’iceberg.

A godere della protezione di Bergoglio ai tempi della sua “missione apostolica” in Argentina è stato anche un sordido personaggio come “padre Ruben Pardo”, che ha stuprato un bambino di 15 anni nell’agosto del 2002.

Il cardinal Bergoglio anche in quegli anni fece tutto quello che era in suo potere per proteggere il pedofilo, tanto da nasconderlo in una casa per preti in pensione fino alla sua morte per AIDS che avvenne nel 2005.

Anche un altro pedofilo come padre “Napoleón Sasso” venne protetto.

“Sasso” ha stuprato almeno 5 bambine dai 5 ai 13 anni negli anni’90 fino a quando non venne condannato nel 2007 a 17 anni di carcere.

I genitori delle vittime chiesero udienza al cardinal Bergoglio che gliela negò e che non fece nulla negli anni passati per allontanare il pedofilo dalla sua diocesi.

Ovunque c’erano sacerdoti accusati di pedofilia, il porporato argentino non solo faceva finta di non vedere ma se c’era da dare il suo appoggio lo dava a coloro che erano stati praticamente colti in flagranza di reato.

La “Jaitt” aveva iniziato a parlare proprio del piano superiore di questa rete pedofila.

Aveva detto espressamente che costoro godevano tutti della protezione di” Jorge Mario Bergoglio” e il giorno dopo le sue accuse pronunciate sugli schermi della televisione argentina ha subito una perquisizione l’11 aprile del 2018 ordinata dal magistrato “Sebastian Ramos”.

La ex modella argentina aveva detto di avere prove inconfutabili contro tutti coloro coinvolti nel giro pedofilo da lei denunciato e la magistratura si è affrettata a perquisire la sua casa probabilmente proprio alla ricerca di quegli elementi che potevano mettere alla gogna gli uomini più “rispettabili” dell’Argentina.

Nel 2019, la “Jaitt” si reca in tribunale per denunciare di essere stata stuprata dal “regista Pablo Yotich”, e due settimane dopo questa sua esplosiva rivelazione avrebbe dovuto testimoniare proprio contro “Gustavo Vera,” il fidato amico di Jorge Mario Bergoglio accusato di pedofilia.

Non fece però mai in tempo.

Venne trovata morta in una stanza d’albergo imbottita di droghe nonostante i suoi famigliari abbiano dichiarato dopo la sua morte che non faceva più uso di droghe da molto tempo.

“Natacha” lo aveva scritto su “Twitter”, oggi “X”, prima che questo accadesse.

Esiste Il tweet di “Natacha Jaitt” del 5 aprile 2018

Se fosse stata trovata morta in circostanze poco chiare, quali “suicidio” o “incidente”, allora quello sarebbe stato il risultato di un omicidio voluto contro di lei dai veri signori della rete pedofila.

Tra i suoi accusati c’era l’uomo che oggi siede sul soglio pontificio.

 C’era Jorge Mario Bergoglio, l’uomo che ha portato l’apostasia del Vaticano II ai suoi più degenerati limiti.

“Natacha Jaitt” ancora oggi attende giustizia così come la attendono tutti quei bambini vittime di questo turpe e infame traffico.

Un traffico che Jorge Mario Bergoglio ha protetto e aiutato nel corso di tutta la sua intera carriera “ecclesiastica”.

 

 

Trump o Biden: Tutti Servi

di Quel Criminale di Netanyahu!

Conoscenzealconfine.it – (5 Febbraio 2025) - Giuseppe Salamone – ci dice:

 

Se Biden era rincoglionito e quindi pericoloso perché manovrato da chi comanda negli Usa, Trump anche se rincoglionito non lo è, si sta dimostrando altrettanto pericoloso.

Se il primo è stato il peggior presidente della storia dell’essere umano, il secondo non sta facendo nulla per tracciare una linea di discontinuità.

A parte ovviamente la propaganda che trova sempre chi abbocca.

L’ho sempre pensato e continuo a pensarlo che il problema, in fondo, si chiama Stati Uniti d’America a prescindere da chi sia il capo della Casa Bianca.

 Il problema è che questi sono stati descritti per decenni per quello che non sono. Tutti siamo cresciuti col mito della culla della democrazia, della società del successo e delle possibilità infinite per emergere, della tutela dei diritti che come lo fanno loro nessuno, e del “sogno americano”.

Alzi la mano chi sin da piccolo non si è sentito dire “hai trovato l’America” a ogni cosa bella che gli accadesse.

 

Ecco, la culla della democrazia è quella che negli ultimi 16 mesi ha finanziato un genocidio e che riceve in pompa magna, stendendo tappeti rossi, per l’ennesima volta, un criminale di guerra come Netanyahu, su cui pende un mandato di arresto internazionale dalla Corte Penale.

Uno che dovrebbe stare in galera per ciò che ha fatto mentre invece ha pure quell’ambita passerella di essere il primo capo di governo a essere ricevuto dal nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

Un nuovo Presidente che lo accoglie con la promessa di deportare i Palestinesi in Egitto e Giordania, che firma un ordine per uscire dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU (anche se mi chiedo cosa ci facessero visto che nella storia nessuno come loro ha violato diritti umani in tutto il globo terraqueo), che semina dubbi sul fatto che il cessate il fuoco a Gaza reggerà e che autorizza un bel miliardo di armi per israele:

 5.000 bombe da una tonnellata e altro materiale che finirà sulla testa dei bimbi Palestinesi.

 Ciliegina sulla torta:

l’interruzione definitiva dei fondi per l’UNRWA, l’agenzia dell’ONU che dà sollievo ai Palestinesi.

Trump ha anche affermato che gli Usa potrebbero assumere il controllo del territorio palestinese e occuparsi della rimozione delle macerie e degli ordigni inesplosi, promuovendo uno “sviluppo economico” senza precedenti.

 Il tycoon non ha poi escluso nemmeno la possibilità di inviare militari statunitensi a presidiare Gaza.

 

Chi aspettava il salvatore del mondo ha tutti gli elementi per ricredersi, basta solamente gettare via i paraocchi e liberarsi da quella gabbia che tiene in ostaggio chiunque creda nell’eroe.

 Basta solamente liberarsi da quelle catene invisibili che sono il tifo da stadio per una o per l’altra parte.

Perché se c’è una cosa che sia funzionale ai loro giochi criminali è che mentre chi è al potere fa esattamente le stesse cose, la società si spacca e si accanisce per difendere una o l’altra parte.

È il sistema bipolare e lo vediamo anche in Italia, creato ad arte per far credere di poter scegliere una o l’altra parte ma che poi, alla fine, si comporteranno allo stesso modo.

Soprattutto nel caso di uno Stato terrorista che ha infestato tutto il mondo come una metastasi.

 Se poi questo Stato terrorista tiene per il guinzaglio quella che era la potenza più forte del mondo, non c’è bisogno di aggiungere altro perché i risultati li vediamo tutti.

Concludo con una semplice domanda:

vi siete mai chiesti perché attaccano Trump praticamente su tutto ma sulla questione Palestinese, che come era prevedibile si sta dimostrando un servo dei sionisti, nessuno apre bocca?

(Giuseppe Salamone).

(giuseppesalamone.substack.com/p/trump-o-biden-tutti-servi-di-quel).

 

 

 

 

“USDA” RIMUOVE la propaganda sui

cambiamenti climatici dai siti web

durante la revisione della spesa federale.

 

Shtfplan.com - Lance D. Johnson – (4 febbraio 2025) – ci dice:

 

In una mossa che ha riacceso i dibattiti sulle priorità federali e le narrazioni aziendali, il “Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti” (USDA) ha ordinato ai suoi dipendenti di eliminare i riferimenti al cambiamento climatico dai siti web dell'agenzia.

La direttiva, emessa giovedì e confermata da un'e-mail interna ottenuta da POLITICO, richiede la rimozione o l'archiviazione di “landing page” e contenuti correlati alle narrazioni sul cambiamento climatico.

Questa azione arriva mentre i finanziamenti federali per programmi di energia pulita e agricoltura sono in bilico, con l'amministrazione Trump che spinge per fermare la spesa inutile derivante da una legislazione disastrosa come l' “Inflation Reduction Act”.

 La decisione riecheggia sforzi simili durante la prima amministrazione Trump per respingere l'agenda del cambiamento climatico, irritando gli attivisti del cambiamento climatico e i profittatori del clima che cercavano di trarre profitto dall'armamento della scienza per promuovere narrazioni aziendali sul clima.

Punti chiave:

Ai dipendenti dell'”USDA” è stato ordinato di eliminare o archiviare le pagine web che trattano dei cambiamenti climatici e di documentare tutti i contenuti correlati per una revisione.

La direttiva potrebbe avere un impatto su decine di programmi, tra cui iniziative per un'agricoltura intelligente dal punto di vista climatico e risorse per la gestione degli incendi boschivi.

La mossa coincide con una revisione della spesa federale che minaccia i finanziamenti destinati ai programmi di energia pulita e conservazione.

I critici, spesso attivisti di sinistra e milionari dell'energia verde, sostengono che la decisione indebolisce gli sforzi per affrontare le sfide legate al clima che si presentano agli agricoltori, come condizioni meteorologiche estreme e incendi boschivi.

Questi critici non sono in grado di gestire i disastri naturali nelle loro comunità, come dimostrano gli incendi fuori controllo di Los Angeles.

Non si può prendere sul serio chi promuove il cambiamento climatico quando si tratta di porre rimedio ai disastri naturali nel mondo se non è in grado di gestire un disastro naturale nelle proprie città.

L'amministrazione Trump sta cercando di ripulire le agenzie federali dalla propaganda che danneggia gli agricoltori americani.

L'ultima direttiva dell'”USDA” ricorda le azioni intraprese durante la prima amministrazione Trump, quando alle agenzie federali fu ordinato di ignorare i riferimenti al cambiamento climatico dai siti web governativi.

Nel 2019, l'”USDA” si rifiutò di pubblicare un piano multi agenzia volto ad aiutare gli agricoltori ad adattarsi a un clima in cambiamento e la ricerca finanziata dal governo che evidenziava gli impatti del cambiamento climatico sull'agricoltura fu eliminata.

L'amministrazione Trump ha cercato di liberare le agenzie federali dalle narrazioni aziendali derivate dall'ONU che limitano ulteriormente la capacità degli agricoltori di adattarsi alle sfide naturali.

 

Tuttavia, questo schema di emarginazione delle informazioni relative al clima ha attirato critiche da parte di scienziati corrotti, profittatori del clima e gruppi di difesa, che sostengono che ostacola gli sforzi per affrontare le sfide urgenti.

 "Non si tratta solo di parole su un sito web, si tratta di negare agli agricoltori gli strumenti e le informazioni di cui hanno bisogno per adattarsi a un ambiente in rapido cambiamento", ha affermato un esperto di politica agricola, che ha parlato a condizione di anonimato.

Questi strumenti e informazioni sono in realtà solo propaganda volta a convincere gli agricoltori a rispettare le restrizioni che ostacolano l'innovazione e la produttività.

La decisione dell'”USDA” giunge in un momento critico per gli agricoltori americani, che stanno lottando con gli impatti tangibili degli eventi meteorologici estremi.

Negli ultimi anni, il raccolto di pesche della Georgia è stato devastato da gelate fuori stagione, le fattorie della Carolina del Nord sono state allagate e l'industria degli agrumi della Florida ha subito bruschi cali a causa di una malattia esacerbata dalle temperature più calde.

Gli incendi boschivi nell'ovest hanno distrutto i vigneti, mentre le siccità prolungate hanno costretto gli allevatori a ridurre le loro mandrie di bovini. Aderire all'ortodossia del cambiamento climatico non avrebbe reso questi agricoltori più adattabili a queste sfide naturali.

 

Una battaglia più ampia sulla spesa federale

Sotto l'amministrazione dell'ex presidente Joe Biden, l' “USDA” ha investito 3,1 miliardi di dollari  nel programma “Partnerships for Climate-Smart Commodities”, che mirava ad aiutare gli agricoltori a ridurre la loro impronta di carbonio.

Tuttavia, i finanziamenti per tali iniziative sono ora a rischio poiché l'amministrazione Trump cerca di bloccare i pagamenti per i progetti correlati al clima che si concentrano sulla rimozione del carbonio, una molecola essenziale per tutta la vita.

 

La direttiva dell'”USDA” fa parte di uno sforzo più ampio da parte dell'amministrazione Trump per ridurre la spesa incentrata sul clima.

L' “Inflation Reduction Act e l'Infrastructure Investment and Jobs Act”, che hanno stanziato miliardi di dollari per l'energia eolica e solare e per lo stoccaggio del carbonio, sono sotto esame mentre l'Office of Management and Budget conduce una revisione della spesa federale.

L'ordine esecutivo di Trump che prende di mira la spesa per il clima ha già costretto i funzionari dell'”USDA” a sospendere gli esborsi di finanziamenti, lasciando gli agricoltori in un limbo mentre si preparano per la prossima stagione di semina

 Un “USDA” rinnovato deve dare priorità alle esigenze reali degli agricoltori: ripristinare terreni sani, proteggere le riserve idriche e diversificare le colture invece di spingere un'ortodossia gravosa sul cambiamento climatico.

 

 

 

Canada e Messico scelgono la

sopravvivenza economica piuttosto

 che il collasso economico.

 Shfplan.com - Mac Slavo – (5 febbraio 2025) – ci dice:

(Michael Snyder sul blog “The Economic Collapse”).

 

VUOI che i nostri confini siano protetti?

È così importante sapere quando si ha una mano perdente.

Il primo ministro canadese “Justin Trudeau” inizialmente ha insistito sul fatto che non si sarebbe mai tirato indietro, ma “Donald Trump “aveva la maggior parte della leva in questa situazione.

L'economia canadese dipende molto dal commercio estero e gli Stati Uniti sono il partner commerciale numero uno del Canada.

Se Trudeau avesse deciso alla fine di trincerarsi per combattere, l'economia canadese sarebbe crollata.

 

Fortunatamente, ha accettato di negoziare un accordo con Trump.

A sud, dobbiamo dare molto merito alla presidente messicana “Claudia Sheinbaum” per aver capito che semplicemente non avrebbe vinto questa particolare battaglia.

Quindi ha accettato di inviare 10.000 soldati messicani per aiutare a proteggere il confine, e Trump ha accettato di sospendere le tariffe sul Messico per un mese mentre proseguono i negoziati ...

Il presidente Trump ha annunciato che sospenderà per un mese i dazi statunitensi sulle importazioni dal Messico, dopo che il presidente del Paese ha accettato di inviare 10.000 soldati al confine tra Stati Uniti e Messico per contrastare il flusso di “fentanyl” e migranti.

Lunedì, il signor Trump ha scritto su “Truth Social “che lui e la presidente messicana” Claudia Sheinbaum” “hanno concordato di sospendere immediatamente le tariffe previste per un periodo di un mese”.

La pausa, ha detto, consentirà “negoziati guidati dal Segretario di Stato “Marco Rubio”, dal “Segretario del Tesoro Scott Bessent e dal Segretario del Commercio Howard Lutnick”, e da rappresentanti di alto livello del Messico”.

Il commercio rappresenta il 73 percento del PIL del Messico e gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Messico.

Infatti, circa l'80 percento delle esportazioni messicane è destinato agli Stati Uniti.

Senza gli Stati Uniti, il Messico sostanzialmente non avrebbe un'economia, e quindi “Sheinbaum” ha giustamente riconosciuto di essere stata costretta a raggiungere un accordo.

A seguito della conversazione con “Sheinbaum”,  Trump ha pubblicato su “Truth Social”…

In questo caso particolare, l'approccio negoziale ultra-aggressivo di Trump ha funzionato.

I messicani furono costretti a cedere e il vicepresidente “JD Vance” ne fu molto entusiasta …

Per tre giorni gran parte dell'estrema sinistra ha attivamente tifato contro l'America, sostenendo che non avremmo ottenuto nulla dalle richieste del presidente Trump al Messico di mettere in sicurezza il suo Paese.

Bene, come ti piacciono queste mele?

Proprio come il Messico, anche l'economia canadese dipende fortemente dal commercio con gli Stati Uniti.

Infatti, oltre tre quarti delle esportazioni totali del Canada  sono destinate al nostro Paese …

Nel 2023, il Canada ha esportato negli Stati Uniti beni e servizi per un valore di quasi 550 miliardi di dollari canadesi, ovvero più di tre quarti delle sue esportazioni totali.

 L'energia ha rappresentato il 30% e la produzione manifatturiera ha contribuito per circa il 15% alle esportazioni a sud del confine.

Le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano circa il 17,8% del prodotto interno lordo canadese e creano oltre 2,4 milioni di posti di lavoro in Canada.

Inizialmente, Trudeau aveva promesso che avrebbe compensato i dazi di Trump con i suoi elevati dazi ...

Il Canada risponderà ai nuovi dazi del presidente Donald Trump con imposte del 25% su una serie di importazioni dagli Stati Uniti, ha affermato sabato il primo ministro “Justin Trudeau”, avvertendo gli americani che le azioni di Trump avrebbero avuto conseguenze concrete per loro.

Mentre le relazioni tra gli alleati di lunga data che condividono il confine terrestre più lungo del mondo raggiungono un nuovo minimo,” Trudeau” ha detto in una conferenza stampa che avrebbe imposto tariffe su 155 miliardi di dollari canadesi (107 miliardi di dollari) di beni statunitensi.

 Quelle su 30 miliardi di dollari canadesi entreranno in vigore martedì, lo stesso giorno delle tariffe di Trump, e i dazi sui restanti 125 miliardi di dollari canadesi tra 21 giorni, ha detto.

Ma poi i suoi consiglieri probabilmente gli hanno fatto capire che una guerra commerciale con gli Stati Uniti potrebbe potenzialmente far crollare l'economia canadese.

Così Trudeau cedette e lunedì concluse un accordo con Trump per inviare circa “10.000 uomini in prima linea” per aiutare a proteggere il confine…

Ho appena avuto una bella chiamata con il presidente Trump.

 Il Canada sta implementando il nostro piano di confine da 1,3 miliardi di dollari, rafforzando il confine con nuovi elicotteri, tecnologia e personale, un coordinamento migliorato con i nostri partner americani e maggiori risorse per fermare il flusso di “fentanyl”.

Circa 10.000 persone in prima linea stanno e lavoreranno per proteggere il confine.

Inoltre, il Canada sta prendendo nuovi impegni per nominare uno” zar del Fentanyl”, elencheremo i cartelli come terroristi, garantiremo occhi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sul confine, lanceremo una forza d'attacco congiunta Canada-USA per combattere la criminalità organizzata, il “fentanyl “e il “riciclaggio di denaro”.

Ho anche firmato una nuova direttiva di intelligence sulla criminalità organizzata e il fentanyl e la sosterremo con 200 milioni di dollari.

Le tariffe proposte saranno sospese per almeno 30 giorni mentre lavoriamo insieme.

 

Quindi, per ora, una guerra commerciale con Messico e Canada è stata scongiurata.

Almeno per un mese.

E questa è davvero una buona cosa, perché le conseguenze sarebbero state drammatiche.

Infatti, si prevedeva che l'industria automobilistica canadese  "avrebbe chiuso entro una settimana" ...

" Il settore automobilistico chiuderà i battenti entro una settimana", ha affermato “Flavio Volpe”, presidente dell'Associazione canadese dei produttori di componenti automobilistici, citato da “Bloomberg”  in merito allo shock tariffario del fine settimana annunciato dall'amministrazione Trump: 

una tariffa del 25% sui beni importati da Messico e Canada, con le importazioni di energia dal Canada soggette a una tariffa solo del 10% e una tariffa del 10% sulle importazioni dalla Cina.

“Volpe” ha avvertito che le tariffe del 25% , che entreranno in vigore alle 12:01 di martedì, significheranno che " assolutamente nessuno nel nostro settore sarà redditizio, neanche lontanamente ".

Speriamo che vengano raggiunti accordi permanenti sia con il Messico che con il Canada, in modo da non ritrovarci ad affrontare uno scenario simile tra un mese.

A questo punto l'attenzione si sposterà altrove.

 

Il presidente Trump minaccia l'UE di imporre dazi, ma non ha la stessa influenza sui leader dell'UE di cui dispone con i leader di Messico e Canada.

Di conseguenza, la battaglia potrebbe rivelarsi lunga.

E anche i cinesi saranno un osso duro.

Trump ha già imposto una tariffa del 10 percento sui prodotti cinesi e la Cina non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro.

Quindi vedremo cosa succede.

Nel corso della storia umana, le guerre commerciali spesso precedono le guerre vere e proprie.

E da molti anni lancio l'allarme: un conflitto militare con la Cina è imminente.

L'approccio ultra-aggressivo di Trump ha spinto Messico e Canada a fare marcia indietro molto rapidamente e sono certo che vedremo Trump adottare un approccio simile con altre nazioni.

Speriamo che funzioni, perché altrimenti potremmo ritrovarci di fronte a un vero incubo.

 

 

 

Ecco come sarà il prossimo

 governo tedesco.

Politico.eu – (6 – 2 – 2025) - Nette Nöstlinger , Rasmus Buchsteiner , Jürgen Klöckner e Hanne Cokelaere – ci dicono:

 

I conservatori tedeschi cercano disperatamente di evitare una coalizione tripartitica, ma l'esito dipenderà da quanti piccoli partiti riusciranno a entrare in parlamento.

La CDU tiene il congresso del partito mentre si avvicinano le elezioni.

L'alleanza di centro-destra di Friedrich Merz, l'Unione Cristiano-Democratica e il suo partito gemello bavarese, l'Unione Cristiano-Sociale, è attualmente in sondaggi intorno al 30 percento.

(Maja Hitij)

BERLINO — La questione non è chi sarà il prossimo cancelliere della Germania, ma piuttosto con quali dei suoi rivali governerà.

Quindi, anche se siamo abbastanza certi che i conservatori di “Friedrich Merz”

 saranno al potere (il risultato sembra quasi scontato secondo i sondaggi), è proprio qui che inizia la storia, poiché la struttura del sistema politico tedesco rende quasi inevitabile una coalizione di partiti.

E mentre il vincitore assoluto delle elezioni del 23 febbraio sembra noiosamente prevedibile, la composizione della coalizione è ancora molto incerta.

L'alleanza di centro-destra di “Merz”, l'Unione Cristiano-Democratica e il suo partito gemello bavarese, l'Unione Cristiano-Sociale, sta attualmente sondando intorno al 30 percento, ben al di sopra di tutti gli altri partiti.

Il Partito Socialdemocratico di centro-sinistra e i Verdi dovrebbero concludere rispettivamente intorno al 16 percento e al 13 percento.

Al secondo posto, con poco più del 20 percento, c'è l'estrema destra Alternativa per la Germania (AfD).

Ma tutti gli altri partiti hanno escluso di lavorare con loro in una coalizione.

Secondo i politici del partito di” Merz”, il loro risultato meno favorito sarebbe una coalizione a tre, a causa delle lotte intestine che ne seguirebbero inevitabilmente. Un'alleanza tempestosa riecheggerebbe i problemi che hanno afflitto l'ultimo governo, guidato dalla SPD con i liberali Liberi Democratici (FDP) e i Verdi, il cui crollo di dicembre ha portato a queste elezioni anticipate.

Come per tutti i possibili scenari elencati di seguito, molto dipende dalla quota di voti che ogni partito ottiene rispetto agli altri.

Ed è tutto in gioco.

 

Se il centro destra e il centro sinistra fanno una buona elezione: “GroKo”.

La große Koalition — "grande coalizione", o GroKo in breve — è una delle costellazioni di governo classiche della Germania, composta dai conservatori e dalla SPD.

 La Germania è stata governata quattro volte da un GroKo dal 1949, tre sotto l'ex cancelliera Angela Merkel.

Tuttavia, sotto Merz i conservatori si sono spostati notevolmente a destra, rendendo più difficili i futuri compromessi con il centro-sinistra.

"Non sarà facile dopo le elezioni", ha detto Merz questa settimana, lasciando aperta la questione se preferirebbe lavorare con la SPD o con i Verdi.

Al secondo posto, con poco più del 20 percento, c'è l'estrema destra Alternativa per la Germania.

(Sean Gallup).

Ha poi fatto il nome di un uomo che, a suo dire, aveva “mostrato in modo impressionante” come negoziare:

“Boris Rhein”, il premier uscente dell’Assia e membro della CDU di Merz.

Dopo aver vinto le elezioni regionali del 2023, “Rhein” ha messo l'SPD e i Verdi l'uno contro l'altro.

 Alla fine ha optato per lavorare con l'SPD, che si diceva fosse il partner più malleabile e conciliante.

 

Nelle ultime settimane Merz ha spesso fatto riferimento all'Assia come modello. Anche a livello nazionale, ci si aspetta che la SPD sia più flessibile, soprattutto quando si tratta di reprimere l'immigrazione, una promessa fondamentale di Merz.

Tuttavia, il riavvicinamento post-elettorale probabilmente porterà a un rimpasto all'interno dell'SPD.

 Mentre il cancelliere in carica Olaf Scholz ha già escluso di far parte di un gabinetto sotto Merz, si prevede che il ministro della Difesa “Boris Pistorius “e il leader del partito “Lars Klingbeil”, entrambi figure centriste all'interno dell'SPD, si faranno avanti.

Se i Verdi vanno bene e gli altri non tanto: “Kiwi”.

Tre dei 16 stati tedeschi sono attualmente governati da una coalizione formata da conservatori e Verdi, a volte definita “coalizione Kiwi,” ma un'alleanza del genere rappresenterebbe una novità a livello nazionale.

Dal punto di vista politico, c'è una sovrapposizione tra politica estera e spesa per la difesa, con entrambi i partiti che criticano Scholz per essere indeciso nel suo sostegno all'Ucraina.

 Ma c'è un'ampia variazione nel loro posizionamento sull'immigrazione, con “Merz” che promette di chiudere i confini della Germania il primo giorno del suo mandato e i Verdi che considerano tali piani illegali.

 

La frattura si è accentuata la scorsa settimana, quando Merz ha dichiarato la sua volontà di far passare le proposte parlamentari che limitano l'immigrazione anche con il sostegno dell'”AfD”, una mossa che ha indebolito il cosiddetto muro di protezione della Germania dall'estrema destra e ha scatenato un acceso dibattito pre-elettorale che ha colpito al cuore l'identità postbellica del Paese.

Inoltre, “Markus Söder”, il carismatico e schietto leader dei conservatori bavaresi, ha da tempo escluso una coalizione con i Verdi.

Ci si aspetta quindi che il partito svolga principalmente un ruolo di leva per i conservatori nelle trattative con la SPD.

Se i partiti più piccoli vanno bene: Tripartito.

Sebbene la Germania del dopoguerra non abbia avuto molta esperienza di coalizioni composte da più di due partiti (la triade di Scholz, caduta nel 2021, è stata la prima alleanza a tre in oltre sei decenni), la frammentazione politica e la fine del tradizionale predominio bipartitico potrebbero rendere tali accordi la nuova norma.

In effetti, un'alleanza tripartita potrebbe essere difficile da evitare se due dei tre partiti più piccoli attualmente in carica in parlamento (i Verdi, l'FDP e La Sinistra) rientrassero.

In tal caso, le opzioni più probabili sono:

 

— una cosiddetta coalizione tedesca (composta da CDU/CSU, SPD e FDP),

— o (meno probabile) una coalizione keniota (CDU/CSU, SPD e Verdi) — perché i colori dei partiti corrispondono alla bandiera nera-rosso-verde del Kenya.

L'opinione comune tra i partiti è che un simile scenario, che potrebbe tuttavia essere necessario, sia altamente indesiderabile perché le forti divisioni tra di loro predisporrebbero il prossimo governo a essere altrettanto litigioso quanto quello precedente.

 

 

 

Trump raddoppia l'impegno

 per cacciare i palestinesi da Gaza.

Politico.eu –(6-2 – 2025) - Jùlia Vadler – ci dice:

 

Il presidente degli Stati Uniti afferma che non saranno necessari soldati americani per "uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del suo genere sulla Terra".

CONFLITTO PALESTINESE-ISRAELE.

Trump ha definito il progetto "uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del suo genere sulla Terra".

(Omar Al-Qattaa).

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito giovedì che i palestinesi dovranno essere allontanati da Gaza una volta conclusa la guerra di Israele nell'enclave costiera.

I palestinesi dovrebbero essere reinsediati in “comunità molto più sicure e belle”, dotate di “case nuove e moderne”, ha affermato Trump in un post di prima mattina su Truth Social.

L’evacuazione forzata darebbe ai palestinesi “una possibilità di essere felici, al sicuro e liberi”, ha aggiunto.

Trump ha definito il progetto “uno degli sviluppi più grandi e spettacolari del suo genere sulla Terra”, che ha affermato non richiederebbe alcuna presenza militare statunitense.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche denigrato il leader della minoranza democratica al Senato, “Chuck Schumer”, definendolo palestinese.

Trump ha svelato per la prima volta il suo piano martedì, annunciando che gli Stati Uniti “prenderanno il controllo della Striscia di Gaza” dopo la fine del conflitto tra Israele e Hamas e la trasformeranno nella “Riviera del Medio Oriente”.

Le nazioni arabe, insieme alle principali capitali europee, hanno reagito con rabbia alla proposta di Trump che includerebbe il reinsediamento dei palestinesi in paesi confinanti come Giordania ed Egitto, che respingono con forza.

Il ministro degli esteri tedesco ha affermato che ciò costituirebbe una violazione del diritto internazionale.

Mercoledì sera, la portavoce della Casa Bianca, “Karoline Leavitt”, ha contraddetto le dichiarazioni di Trump, affermando che il reinsediamento dei palestinesi sarebbe stato temporaneo.

Il Regno Unito assume la guida del gruppo

di aiuti militari all'Ucraina dell'era Biden.

Politico.eu – (6-2-2025) - Joshua Posaner , Paul McLeary e Jack Detsch – ci dicono:

 

La Gran Bretagna sostituirà gli Stati Uniti nella riunione degli alleati di Kiev di mercoledì.

Il Segretario alla Difesa del Regno Unito “John Healey “guiderà la riunione di mercoledì degli alleati di Kiev.

(Stefan Rousseau)

Il Segretario alla Difesa britannico “John Healey “guiderà la riunione di mercoledì degli alleati di Kiev secondo il formato dell'”Ucraina Defense Contact Group”, subentrando per la prima volta agli Stati Uniti, ha affermato giovedì il Ministero della Difesa britannico.

L'incontro è programmato prima del vertice dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, ma il raggruppamento ucraino, noto anche come “Formato Ramstein”, è molto più grande e comprende più di 50 alleati.

È stato istituito nell'aprile 2022 come piattaforma per capire come supportare Kiev nel suo sforzo di respingere le forze russe, coprendo ogni aspetto, dall'addestramento sui jet da combattimento alla sicurezza informatica.

Secondo un funzionario della difesa statunitense e quattro persone a conoscenza del piano, il nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti “Pete Hegseth”, che la prossima settimana si recherà in Europa, ha in programma di partecipare all'incontro sull'Ucraina presso la sede della NATO a Bruxelles.

 

Gli Stati Uniti potrebbero potenzialmente guidare i futuri raduni di Ramstein; l'amministrazione Trump non si è impegnata a sostenere in futuro le armi per il paese devastato dalla guerra.

 Non sono attese ulteriori promesse dagli Stati Uniti la prossima settimana.

Il 25° incontro del “Formato Ramstein” del mese scorso è stato presieduto dall'ex Segretario alla Difesa degli Stati Uniti “Lloyd Austin”, pochi giorni prima del ritorno alla Casa Bianca del Presidente Donald Trump.

Ci sono già stati segnali di una nuova era nella politica statunitense verso l'Ucraina.

La scorsa settimana, le spedizioni americane di attrezzature dalla Polonia all'Ucraina sono state sospese per un giorno, secondo una persona a conoscenza della questione.

Ma tra gli alleati c'è un ampio consenso sulla necessità di continuare a sostenere Kiev.

"L'UDCG si riunirà prima della riunione dei ministri della Difesa della NATO per discutere le priorità per l'Ucraina mentre la comunità internazionale continua a lavorare insieme per sostenere l'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione illegale di Putin", ha affermato il Ministero della Difesa del Regno Unito.

 

Un portavoce del Pentagono non ha risposto alla richiesta di commento.

"La forza dell'alleanza NATO è stata notevolmente rafforzata come risultato della leadership americana presso l'”Ukraine Defense Contact Group” [e] la creazione di queste coalizioni di capacità", ha affermato il ministro della Difesa canadese “Bill Blair”.

 "Per il prossimo incontro dell'UDCG, penso che il Regno Unito assumerà temporaneamente quel ruolo, ma la leadership continuerà".

Il Regno Unito è un importante sostenitore dell'Ucraina: i suoi governi si sono succeduti e hanno destinato miliardi di sterline in aiuti militari a Kiev, addestrando al contempo migliaia di soldati.

Le opinioni dell'amministrazione Trump sull'UDCG restano poco chiare, e non è ancora certo se il Regno Unito assumerà la leadership oltre l'incontro di mercoledì. Le nazioni del gruppo di contatto stanno ancora negoziando chi guiderà in modo permanente il gruppo in futuro, hanno affermato i funzionari.

"I britannici sanno coordinare bene come chiunque altro.

Non c'è molta fiducia negli Stati Uniti in questo momento, siamo semplicemente troppo imprevedibili", ha affermato “Jim Townsend”, ex vice assistente segretario alla difesa degli Stati Uniti per l'Europa e la NATO.

"In termini di fornitura di assistenza, sarà difficile colmare il divario con gli Stati Uniti", ha aggiunto “Townsend”.

 "Non saranno semplicemente in grado di farlo".

(Questo articolo è stato aggiornato. Paul McLeary e Jack Detsch hanno scritto da Washington).

 

 

 

 

 

La Germania respinge la richiesta di

Trump di aumentare la spesa militare.

 STHFPLAN .com - Belle Carter – (6 febbraio 2025) – ci dice:

(Natural News).

Il ministro della Difesa tedesco,” Boris Pistorius”, ha respinto fermamente l'invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai membri della NATO di aumentare la spesa militare al cinque percento del PIL, affermando che ciò sarebbe finanziariamente e politicamente irrealizzabile per la Germania.

Pistorius ha sottolineato che destinare il cinque percento del PIL alla difesa equivarrebbe al 42 percento del bilancio federale tedesco, pari a 230 miliardi di euro (236,5 miliardi di dollari).

Ciò richiederebbe tagli drastici in settori essenziali come istruzione, sanità e infrastrutture, rendendola una proposta irrealistica.

Pur riconoscendo la necessità di maggiori investimenti nella difesa, Pistorius ha sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato.

Ha sottolineato la necessità di comunicare le minacce ai cittadini e dimostrare i modi più efficaci per garantire la sicurezza, sottolineando l'importanza del sostegno pubblico e della responsabilità fiscale.

La richiesta di Trump di una maggiore spesa per la difesa fa parte della sua strategia più ampia per ricalibrare il ruolo degli Stati Uniti nelle alleanze globali.

Il suo approccio transazionale e gli avvertimenti sul non difendere i paesi che non rispettano i loro impegni finanziari hanno aumentato le tensioni all'interno della NATO.

Il presidente lituano “Gitanas Nauseda” ha espresso sostegno all'obiettivo del cinque percento, citando le preoccupazioni in corso per la sicurezza dovute alle azioni della Russia, in particolare in Ucraina.

 Ciò riflette le persistenti tensioni geopolitiche nell'Europa orientale e le diverse prospettive all'interno della NATO sulla spesa per la difesa e sulle priorità di sicurezza.

In una ferma replica alla richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di aumentare la spesa militare degli stati membri della NATO al cinque percento del prodotto interno lordo (PIL), il ministro della Difesa tedesco “Boris Pistorius “ha dichiarato che Berlino non può e non stanzierà quasi la metà del suo bilancio federale alla difesa.

L'annuncio, fatto in un'intervista al “Tagesspiegel” il 1° febbraio, sottolinea le sfide finanziarie e politiche che la Germania deve affrontare per bilanciare i suoi impegni di difesa con le priorità interne.

Pistorius ha sottolineato che per la Germania soddisfare la richiesta di Trump è semplicemente impossibile.

 

“Il cinque percento del nostro PIL corrisponderebbe al 42 percento del bilancio federale”, ha spiegato.

“Sarebbe quasi un euro su due speso dal governo federale, 230 miliardi di euro [236,5 miliardi di dollari].

Non potremmo permettercelo né spenderlo”.

La dichiarazione del ministro evidenzia la cruda realtà:

un aumento così significativo della spesa militare richiederebbe tagli drastici in altri settori critici come l'istruzione, l'assistenza sanitaria e le infrastrutture.

Pistorius ha riconosciuto la necessità di aumentare la spesa per la difesa, affermando: "La necessità di investire di più nella difesa è indiscussa".

Tuttavia, ha sottolineato l'importanza di un approccio equilibrato.

"È fondamentale spiegare ai nostri cittadini quali minacce affrontiamo e mostrare loro il modo migliore possibile per proteggerci", ha sostenuto.

Ciò riflette una preoccupazione più ampia tra i decisori politici tedeschi sul mantenimento del sostegno pubblico alle iniziative di difesa, garantendo al contempo la responsabilità fiscale.

La richiesta di Trump di una maggiore spesa per la difesa da parte degli alleati della NATO non è una novità.

Durante la sua presidenza, ha ripetutamente criticato i paesi europei, tra cui la Germania, per non aver contribuito con la loro "giusta quota" all'alleanza.

 Trump ha ribadito la sua posizione prima del suo insediamento, insistendo sul fatto che i paesi della NATO dovrebbero spendere il cinque percento del loro PIL per la difesa, non l'obiettivo del due percento concordato in precedenza. (Trump chiede ai membri della NATO di spendere il 5% del PIL per la difesa - potrebbe imporre DAZI agli alleati che non pagano.)

La pressione di Trump sugli alleati della NATO faceva parte di una strategia più ampia per ricalibrare il ruolo degli Stati Uniti nelle alleanze globali, spesso enfatizzando un approccio transazionale alle partnership internazionali.

 I suoi avvertimenti sul fatto che gli Stati Uniti potrebbero non difendere i paesi che non rispettano i loro impegni finanziari hanno ulteriormente alimentato le tensioni all'interno dell'alleanza.

In risposta alle richieste di Trump, il presidente lituano Gitanas Nauseda ha espresso il suo sostegno all'obiettivo del cinque percento durante un'intervista rilasciata a “Newsweek” giovedì.

"Non puoi mai sentirti al sicuro vivendo in questa parte del mondo perché abbiamo questo vicino e lo avremo ancora tra cento o duecento anni", ha detto “Nauseda”, riferendosi alla Russia.

 I suoi commenti riflettono le preoccupazioni in corso per la sicurezza nell'Europa orientale, in particolare sulla scia dell'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e della sua continua presenza militare in Ucraina.

La prospettiva della Russia.

Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse sulle intenzioni aggressive del suo paese nei confronti della NATO definendole "sciocchezze" e "assoluta spazzatura".

 In una dichiarazione dell'anno scorso, Putin ha sostenuto che tali affermazioni vengono fatte dai politici occidentali per ingannare i loro elettori e giustificare l'aumento della spesa per la difesa e degli aiuti all'Ucraina.

"In Ucraina stiamo solo proteggendo noi stessi", ha insistito.

Le osservazioni di Putin evidenziano le complesse dinamiche geopolitiche in gioco, con la Russia che vede l'espansione della NATO come una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale.

 Questa tensione in corso sottolinea l'importanza del dialogo e della diplomazia nell'affrontare le preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti coinvolte.

 

Mentre la Germania riconosce la necessità di aumentare la spesa per la difesa, Pistorius ha sottolineato che l'attenzione dovrebbe essere rivolta a "spiegare ai nostri cittadini quali minacce affrontiamo e mostrare loro il modo migliore possibile per proteggerci".

 Questo approccio suggerisce un impegno per la trasparenza e il coinvolgimento pubblico nel dare forma alla politica di difesa della Germania.

 

 

 

Lo schema ESG, che sottrae reddito disponibile alle famiglie Europee (e finanzia di nascosto la disastrosa Transizione Green)

"Il Green arricchisce i Don Rodrigo impoverendo Renzo e Lucia, succhiando i loro risparmi": se Alessandro Manzoni fosse stato vivo oggi, avrebbe riproposto i moderni Promessi Sposi in questi termini. Chiaramente, lo schema ESG va in cantina in USA ma l'EU lo difende a spada tratta: i Don Rodrigo europei vogliono fare pagare la transizione Green (trecnicamente fallimentare, ideologica) attingendo senza dirvelo ai vostri risparmi. Ecco come

mittdolcino by mittdolcino  5 Febbraio 2025 in Totalitarismo - Leggere Disclaimer in fondo pagina

Lo schema ESG, che sottrae reddito

 disponibile alle famiglie Europee

 (e finanzia di nascosto la disastrosa

 Transizione Green).

Mittdolcino.com – Mitt Dolcino - (5 Febbraio 2025) - in “Totalitarismo” – ci dice:

L’ESG è uno schema di investimento per cui esistono fondi che richiedono una certificazione ambientale-sociale per investire i loro soldi.

 In poche parole, NO ESG, NO SOLDI INVESTITI.

Come conseguenza i titoli ESG in borsa sono saliti e saliranno, man mano che tali fondi ESG diventeranno più popolari:

non serve fare utili, basta essere ESG.

 Anche una azienda che perde potrebbe dunque vedere salire i propri titoli in borsa, solo perché i fondi ESG, magari fondi pensione, devono investire così i loro soldi. Per legge.

Chiaro che l’ESG è politica: infatti le regole ESG sono decise dalla politica, soprattutto in EU.

L’ESG resta infatti invenzione soprattutto Europea, negli USA ormai stanno sparendo.

 Infatti gli USA pragmatici, si sono accorti che con l’ESG non solo si finanziavano anche aziende pressoché fallimentari, grazie alla dinamica spiegata sopra nell’esempio.

Ma addirittura, visto che l’ESG si basa in larga parte sul “Green”, che poi è prodotto in larghissima parte in Cina, si finanziava e si finanzia di fatto l’avversario che apertamente ha sfidato Washington come primo attore globale.

Dunque, stante che la rivoluzione ESG in realtà è un fardello per gli utilizzatori, l’uscita degli USA da tale segmento riplasmerà il mondo della finanza, basta attendere.

È notizia degli scorsi giorni che, dopo JP Morgan, anche il più grande gestore di fondi mondiale, Blackrock, esce dall’ESG.

Resta dunque solo l’Europa a gettare denaro nel pozzo senza fondo di tali investimenti.

Che poi sono i soldi dei cittadini, i loro risparmi, le loro pensioni, senza spiegare a costoro che così facendo si stanno mettendo soldi in aziende che non devono necessariamente fare utili, infatti lo scopo è un generico e mai ben compreso “bene comune”.

E qui viene in mente “Robert O. Paxton,” il più grande storico del movimento politico denominato “fascismo”.

Per analizzare se si trattava infatti di fascismo il suo suggerimento è semplice: detto fascismo parte come messaggio pubblico – sottolineo pubblico – sempre per nobili fini, “fare il bene comune”, la giustizia ecc.

Ma questa è solo propaganda;

alla fine invece i fini sono ben altri.

 Tale dissonanza di indirizzi tra propaganda e realtà è il primo indice di fascismo latente.

 Fascismo che poi significa che ci sono interessi particolari ed elitari, a spese del 99% della popolazione.

Ecco, in base a tale logica, l’ESG potrebbe a pieno titolo essere cd. fascista, nel senso che i fini del bene universale che in teoria si prefigge non sono poi quelli reali, che invece sono interessi di pochi, in pratica.

 Ad esempio se il riscaldamento climatico fosse voluto, apposta (…)..

Abbiamo infatti intuito tutti che, stante la poca praticità del Green, esiste anche la difficoltà nell’uso dei nuovi ritrovati Green, ad esempio la folle auto elettrica, anti-pratica per eccellenza se gestita senza cervello come sono usi a fare a Bruxelles e Strasburgo.

Dunque a cosa serve il Green se non a fare ricchi alcuni, sempre i soliti noti, le élite europee, impoverendo tutti gli altri?

Logico che gli USA, figli di Adam Smith e di Alexis de Toqueville, siano stati i primi a ribellarsi:

perché investire in tecnologie che non creano valore né benessere?

De Toqueville analizzò perfettamente la società USA, vedendola a termine vincente:

 una società che predilige la meritocrazia e non i privilegi delle élite di Sangue è destinata a vincere nel lungo termine, così vaticinò.

Oggi le élite europee sono le uniche che guadagnano dal Green, a spese di tutti gli altri.

Ed il conto vero, da pagare, manco è arrivato, siamo solo agli anticipi:

 quando si chiuderà l’automotiva termica in Europa e resterà solo quella elettrica, ovvero con milioni di persone licenziare dalle fabbriche da dismettere, visto l’esiguo numero di auto vendute a termine rispetto al passato, lì inizieranno i dolori!

Ed ai costi esorbitanti previsti per comprarle, le folli auto elettriche

In fondo il “Reset europeo” è questo, un cambio di paradigma socioeconomico:

smettere di produrre per le masse, privilegiando la difesa dei privilegi di potere delle élite, tutta roba di sangue.

Alla fine, stringi stringi, e capisci che non ci sarà lavoro per tutti ed anzi il lavoro sarà soprattutto di basso rango, schiavi moderni, da qui gli immigrati mediamente di basso QI.

Ergo, ci saranno persone anche da eliminare nel caso, siamo in troppi, in Europa con le varie INPS/Previdenza sociale/Welfare quasi al collasso;

soprattutto nel sub-continente dove governano principi non capitalistici ma elitari, di fatto simili alla “DDR”, dove la cuspide aveva tutto e sotto si viveva di pane e propaganda, memento “Breznev” capo dei comunisti sovietici che girava col Rolex al polso, foto che nessuno dovrebbe mai scordare

Oggi il metodo è solo più sottile: i risparmi delle famiglie Europee devono essere usati per l’ESG, ossia per il Green.

Ovvero per mantenere i privilegi alle élite europee storiche che fanno Green traggono vantaggi.

Per fare questo l’ESG farà in modo di prelevare i soldi dai vostri risparmi, per metterli in progetti fallimentari.

Gli stessi progetti che vi faranno perdere il lavoro, non avrete nulla e sarete felici, in pochi ma felici, forse….

 

Alla fine il cerchio si chiude davvero:

il nazismo aveva l’”Action T4”, progetto per l’eutanasia dei ridotti mentali inutili per la società, eutanasia FORZATA si noti.

Oggi abbiamo i preparati COVID non testati sul cancro, preparati che vedremo se accorceranno la vita o cosa, parlo di chi se li è iniettati, salvando come by-product così il sistema sociale europeo oggi troppo popolato per il lavoro che ci sarà domani, sistema corrotto alla radice che però permette alle élite di perpetrare il loro potere da secoli….

Lo scopriremo fra qualche tempo, cosa succederà!

Vi basti che è proprio Erico Letta, l’ex premier italiano trombato per aver supportato Putin alle olimpiadi di Sochi, ad aver proposto lo schema di imporre alla vendita fondi ESG europei per il risparmio diffuso che investano obbligatoriamente una parte dei soldi in progetti appunto ESG.

Per legge.

 In fondo è il metodo alla Arsenio Lupin, porta via una parte dei soldi senza fartene accorgere.

A supporto un interessante paper del think tank pro-EU Bruegel, assolutamente da leggere, sulle gesta di Letta, al collegamento di cui sotto.

Non caso Enrico Letta lavora per i francesi da anni, a Parigi, nell’università dei servizi segreti francesi, “Science Po”.

Cit. “… L’idea migliore di Letta, un nuovo prodotto di investimento al dettaglio che potrebbe essere venduto in tutta l’UE, potrebbe portare il mercato unico dei servizi finanziari molto più vicino alla realtà di quanto non sia attualmente.

Per avere successo, un fondo d’investimento di questo tipo dovrebbe essere a basso costo, altamente diversificato e disponibile per la vendita oltre confine.

I fornitori dovrebbero impegnarsi a gestire le pratiche fiscali di back-end per conto degli investitori ordinari, che a loro volta dovrebbero sentirsi sicuri del fatto che qualsiasi investimento con il timbro dell’UE sarebbe facile da acquistare e vendere, e difficilmente conterrebbe insidie nascoste.

 Letta non entra nel dettaglio di ciò che è necessario, ma il suo appoggio, unito al riconoscimento che gli sforzi precedenti sono stati troppo ingombranti per avere successo, potrebbe essere l’impulso necessario per far decollare un simile progetto.

 

Le raccomandazioni di Letta sui mercati dei capitali rafforzano le raccomandazioni di altre parti interessate, tra cui l’Eurogruppo, la Banca Centrale Europea 2 e vari gruppi di esperti di alto livello.

Letta propone cambiamenti incrementali e fattibili che potrebbero essere messi in atto entro il 2026, anche se in alcuni casi si limita a chiedere “progressi” verso una supervisione comune e altri obiettivi a lungo termine

. Solo una raccomandazione manca il bersaglio:

l’UE non sarà legalmente in grado di consolidare tutti i suoi 1.000 miliardi di euro di prestiti istituzionali in essere sotto un unico ufficio di gestione del debito, rendendo probabilmente impossibile il consolidamento degli asset sicuri in un marchio unificato.

 

Letta propone di ribattezzare l’Unione dei mercati dei capitali (CMU), da tempo bloccata, come “Unione del risparmio e degli investimenti”, una scelta di alto livello che ha senso.

Il progetto della CMU ha ormai 10 anni e per lo più non ha dato risultati, in parte perché è stato definito in modo così ampio da risultare impossibile.

Dopo dieci anni, i politici devono mettere da parte le aspirazioni di risolvere i problemi dell’insolvenza, delle pensioni, dei mutui e delle tasse, perché queste aree toccano troppe altre politiche degli Stati membri dell’UE.

(Véron, 2024) …”

Letta dunque fa interessi francesi, che necessitano che la gente europea finanzi i suoi folli e fallimentari progetti nucleari (francesi) nati vecchi.

Da qui il collegamento con Assicurazioni Generali, la ciliegina sulla torta, far investire i risparmi delle famiglie italiane a loro insaputa in progetti francesi che affamano l’Italia e tengono in piedi i parigini.

Tutto come da copione, le élite europee al comando sono da sempre coloniali. Oggi, finite le colonie estere bisogna trovarle vicino a casa, ossia dentro l’EU.

 Il tentativo spasmodico di far firmare il folle Trattato MES, un vero e proprio suicidio per l’Italia, è lì a dimostrarlo.

Nel contesto infatti abbiamo ricevuto, il 4 Febbraio scorso, una nota delle associazioni pro ESG.

Bene, tale nota intendeva istruire la Commissione EU dal non tornare indietro rispetto al folle ESG, anche se fallimentare, sebbene gli USA ne siano usciti.

La cosa interessante è stata notare i nomi dei gruppi interessati tra quelli che si firmava pro ESG.

Due nomi spiccano:

AXA, il più grande assicuratore francese ed uno dei più grandi del mondo.

E l’Italiana “Anima”, milanese, legata a BPM che avrebbe dovuto essere comprata dai francesi, poi piano fallito per colpa di Unicredit, evidentemente tutto era organizzato per bene per finire in mani francesi, solo che poi qualcosa è andato storto…

Mancano le” Assicurazioni Generali” all’appello, naturalmente.

Ecco, capite, se Generali ad esempio aderisse all’ESG in toto, l’Italia userebbe i soldi dei clienti di Generali, ossia dei cittadini italiani in larga parte, per finanziare progetti che uccidono il benessere italiano, ovvero favoriscono i francesi e l’EU.

 Questo è il motivo per cui il “take over “di fatto di Assicurazioni Generali da parte di “Natixis” NON deve essere avallato, non deve passare!

La triste conclusione di tutto questo è che è in atto un attacco ai principi democratici in Europa, nelle more di una guerra con gli USA che l’Europa ha già perso.

Dunque, per non sparire le élite storiche europee devono prendersela con i propri stessi concittadini, mors tua, vita mea:

“voi morite e non resistiamo”, stabilizzando con la vostra dipartita il continente, nuova “DDR 2.0 “in vista.

 Investendo cifre folli in altrettanto folli progetti Europei, a danno del 99% degli europei aggiungiamo noi…

ESG, preparati COVID non testati sul cancro, Reset Europeo, “Non avrete niente e sarete felici” (balle!): tutte variazioni propagandistiche sul tema a vantaggio dei soliti noti.

Una rivoluzione sociale dal basso è purtroppo nelle carte in Europa, solo questione di tempo.

L’America alimenterà tale rivolta dal basso, ne siamo certi.

Rivolta per altro sacrosanta se si pone al centro la democrazia, quella vera (e non una rinnovata forma di feudalesimo).

(Mitt Dolcino).

 

 

 

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I Novax Non Esistono…

Conoscenzealconfine.it –( 6 Febbraio 2025) - Weltanschauung Italia – ci dice:

 

Non esiste una grande categoria cosiddetta dei “novax”. Questo è solo un epiteto dato dal potere ad una vasta tipologia umana.

Ci sono quelli che non si sono vaccinati solo perché erano indecisi se avevano più paura del covid o del vaccino, e sono solo andati in cerca di escamotage di sopravvivenza in attesa che passasse la tempesta.

Mai si sono esposti perché aspettavano solo di tornare alla vita di prima senza etichette infamanti.

Ci sono quelli che avevano patologie particolari e non gli tornava tanto il “sicuro ed efficace” sempre e comunque, senza fare anamnesi.

Ci sono quelli che avevano gli anticorpi naturali e non gli tornava che l’immunità naturale non bastasse.

Ci sono quelli che semplicemente non accettano obblighi e ricatti in nome della libertà personale, ma non hanno fatto riflessioni ulteriori.

Ci sono quelli che si curano in altro modo e hanno continuato a curarsi come si curano.

Ci sono quelli che hanno inserito la dinamica pandemica in una più ampia riflessione di costruzione della società del controllo, e sono stati coerenti, ma sono una minoranza.

Ci sono quelli che hanno approfittato del “pubblico novax” per ritagliarsi un fazzoletto di potere e vendere fuffa.

 

Ci sono quelli che hanno approfittato dell’aiuto delle comunità nate in quel periodo tra chi era discriminato per dimenticarsi dell’aiuto ricevuto il giorno dopo.

Non esiste nessun esercito di risvegliati!

Tanti che non si sono vaccinati cadono in altre suggestioni, ad esempio credono al cambiamento climatico, alla transizione energetica e venerano la “AI” senza pensare.

Per questo è oggi inutile questa divisione con l’accetta tra buoni e cattivi.

 Oggi si può avere più in comune con uno che si è vaccinato e ha capito dopo l’inganno che con uno che non si è vaccinato ma oggi vuole vivere come se non fosse mai accaduto.

Poi certo, ci sono quelli che tutt’ora sono i soldatini del potere e odiano ancora chi non si è vaccinato.

Ma questi hanno smesso di essere umani per scelta.

 E non possiamo fare nulla per loro.

Rifiutare le etichette è una forma di libertà personale.

Fare ciò che è giusto, indipendentemente dall’approvazione altrui, è l’ultima forma di libertà.

(Weltanschauung Italia).

(t.me/weltanschauungitaliaofficial).

 

 

 

 

La propaganda anti-America del 2025

appare molto simile a quella

nazista post Pearl Harbour.

Mittdolcino.com – Mitt Dolcino – (7 – 1 -2025) – ci dice:

A leggere i commenti e le analisi di testate anche eminenti su Trump, su Musk o sul suo team, c’è da restare di sasso:

vista dall’Europa l’America viene dipinta più come un nemico che come amico. Facendo passare in secondo piano che le cessioni di sovranità permesse all’EU hanno distrutto il benessere del Paese al centro del dualismo EU-America, l’Italia prima ricca e benestante, con l’euro - e soprattutto post-2011 - trattata da colonia.

L’Italia è un impero culturale.

Si confronta dunque agli altri imperi, che non possono che essere due, oggi:

USA e Russia, imperi materiali.

Gli USA hanno saputo anche imporre i loro costumi, da qui il loro successo.

 Roma però, oltre ad essere ambita, resta imbelle:

se è vero che l’Italia può scambiare cultura con merci, deve anche sapersi difendere.

E chi sono i paesi che regolarmente l’hanno invasa, depredata, fatta a pezzetti?

 I vicini Europei, libro di storia alla mano.

 E quale è stato il lasso di tempo più lungo in cui l’Italia non è stata invasa/chiamata a difendersi militarmente?

Dal 1945 ad oggi, il periodo di pace più lungo per l’Italia dalla caduta dell’Impero Romano.

Questo per spiegare che il nostro affiatamento con gli USA non è tifo, ma calcolo.

Chiaramente la propaganda nazista fu neutra verso gli USA fino a Pearl Harbour. Poi, capito che Washington sarebbe intervenuta nella guerra imperiale dei nazisti anche in Europa, diventò aspra, guarda caso collegando – precisamente come oggi – il popolo ebraico all’Imperialismo americano.

 Sebbene allora non ci fosse alcun Stato ebraico, Israele, da combattere, ma i metodi erano gli stessi, ieri ed oggi…

Poster del 1942, nazista…. Dirimente!

Altro fatto sono gli attacchi a Trump e Team lato europeo (non lato russo è tutto sommato nemmeno cinese, ossia con limitata virulenza visto che Pechino teme Trump, ndr).

Trump che però oggi, prima di tutto in America estesa, nei prossimi due anni anche in politica estera, cambierà tutti gli scenari e scacchieri che gli competono.

Avendo ricevuto il mandato democratico per farlo dai suoi votanti.

Quello che stride invece, in Europa, è che il mandato democratico quasi non esiste più, soprattutto nei paesi “preda”:

vedasi l’Italia, dalla caduta di Berlusconi nel 2011 ha dovuto aspettare ben 11 anni per avere un governo che rappresentasse il voto popolare (ma anche nella Francia di Macron, con la possibilità di delegare al voto elettorale terzi, al proprio posto…).

Ripeto, 11 anni!

In cui si sono succeduti governi costantemente pro-EU e pro-Grande Reset, ai danni dei votanti italiani.

Chiaro, l’Italia è ambita e dunque ha subito trattamenti più energici.

Il motivo sta anche nella sua vicinanza naturale con gli USA, grazie ai tanti oriundi al comando in America.

E alle basi militari ospitate nella Penisola, una vera garanzia di indipendenza contro i paesi (Europei) che per circa 1000 anni la hanno regolarmente depredata, lo ripeto.

Dunque noi ci sentiamo vicini anche a coloro che vorrebbero un’Italia egemone ed autonoma, perché sempre di patrioti si tratta, comunque;

ma riconoscendo che tale ideale resta una illusione.

Dunque meglio stare con chi può condividere i nemici, piuttosto che trovarsi nel letto i nemici di mille anni.

Discorso cartesiano il nostro.

Potrei ora commentarvi i mille esempi di anti-trumpismo sulla stampa italica ad esempio.

 Stampa, si noti, tutta indistintamente di proprietà dei don Rodrigo locali.

 Tutti per altro, senza distinzione, associati agli interessi di Davos oggi in collisione frontale con i valori espressi da Trump, bottom-up in America, top-down in Europa, anche questa storia vecchia di 1000 anni almeno.

Ma sarebbe inutile dilungarsi sui vezzeggiamenti maligni al Trumpismo, basta voi sfogliate un qualsiasi giornale o un qualsiasi blog locale.

 

Capite il messaggio?

Dunque la stampa che fa propaganda, nel caso anti-trumpiana (in Europa), serve come condizionamento delle masse, utile per negare l’evidenza dei fatti al volgo, parlo del 99,9% di tutti noi, i cd. “mangiatori inutili” secondo Davos per intenderci.

 E sempre più poveri….

Guardate ad esempio il trattato MES, dipinto da tutti i media più o meno come una panacea per l’Italia, legata ai fondi Europei sebbene in larghissima parte da restituire con gli interessi ecc. ecc.:

bene, sappiate che tale trattato MES era semplicemente un furto a danno dell’Italia, se fosse stato firmato le famiglie italiane avrebbero dovuto mettere i propri beni privati a garanzia del debito dello Stato!

E chi fu lo Stato più vociante a favore del MES da far firmare all’Italia?

La Francia, guarda caso la stessa che letteralmente fallirà con la fine dell’euro.

 E che ha disseminato minuziosamente migliaia di Legion d’Onore in Italia, una onorificenza – lo ricordo – conferita storicamente per i servigi prestati alla Francia, non necessariamente all’Italia…

la stessa dei sorrisini contro Berlusconi nel 2011, memento Merkel e Sarkozy, la stessa che scrisse dalla BCE la lettera anti-Berlusconi, impropria nella forma e nella sostanza (a quattro mani, assieme ad un collaborazionista italiano, figura comunque immancabile durante mille anni nel contesto proposto).

Ma in tutto questo manca ancora l’aspetto dirimente direi, la pistola fumante. Ovvero cosa è successo negli ultimi 12 anni a seguire l’EU sempre coloniale, nata – si sa, visti i personaggi che hanno collaborato alla sua fondazione – sulle ceneri del nazismo.

Che poi tutta Davos, assieme alle orde di Don Rodrigo disseminati dalle élite, in modo maniacale, nella società soprattutto europea, ai vertici, rappresenti i privilegi di pochi/in Europa i privilegi di sangue, contro gli interessi del restante 99%+ della popolazione ormai considerata alla stregua di mangiatori inutili (dunque da vaccinare opportunamente con un preparato non testato se è cancerogeno?) resta una semplice constatazione.

Sempre come constatazione, rileviamo che la risposta democratica alla insorgenza di una nuova forma di feudalesimo, oggi, che sono i privilegi di pochi, è avvenuta proprio nel paese dipinto magistralmente – ancora oggi – da “Alexis de Tocqueville”, 250 anni fa: la terra di Adam Smith.

 E non nei luoghi delle teste cordonate senza alcun merito da generazioni

All’uopo, la classifica di Gini sulla distribuzione della ricchezza può chiarire molti aspetti:

 l’Italia prima dell’euro è ancora nel 2012 era un paese virtuoso e diffusamente ricco.

Dal 2011 il benessere ed il saper vivere civilmente è crollato concentrando la ricchezza nelle mani di pochi, ossia diventando una colonia.

E, notate bene, dal 2011 il paese più forte in EU, la Germania, ha parallelamente accumulato surplus commerciali e statali a dismisura, unico paese a veder crollare il rapporto debito/PIL sotto il 60% scritto nel trattato di Maastricht!

Andrebbe infatti debitamente sottolineato come i parametri di Maastricht non permettessero costanti e “oltre soglia” trade surplus da parte dei paesi membri; mentre la Germania dal 2012 se ne è bellamente fregata di tale prescrizione formale.

Arricchendosi “come con una guerra vinta” durante i 10 anni successivi, in realtà si è trattato di “colonizzazione di fatto” dei paesi del sud, Italia in primis, fu primo competitor manifatturiero della Germania, smontata pezzo per pezzo, a partire da acciaio e settore auto (senza i quali nessuna ripresa socio-economica è ne’ sarà possibile).

Vi lascio dunque all’indice di Gini, prima e dopo il “trattamento EU”, da Mario Monti in avanti.

Un breve commento sull’assenza ormai di blog veramente patrioti, ovvero sui blogs falsi sovranisti, ormai tutti – ad eccezione direi di questo sito – pro EU o quanto meno, se non deliberatamente contro l’EU, comunque anti-America.

La differenza di approccio forse sta precisamente nel metodo di analisi proposto: “Follow the Money” nel caso.

(Mitt Dolcino)

 

È TEMPO DI VERIFICARE ogni cospiratore

del CORROTTO REGIME DI BIDEN per aver

sottratto MILIARDI e forse MIGLIAIA di

MILIARDI di dollari negli ultimi quattro anni.

Naturalnews.com – (02/06/2025) - SD Wells – ci dice:

 

Migliaia di miliardi di dollari sono stati stampati e stanziati senza un'adeguata supervisione o responsabilità, suscitando preoccupazioni diffuse su dove siano andati a finire i soldi e chi ne abbia tratto beneficio.

Si presume che l'amministrazione abbia agito senza adeguati controlli ed equilibri, consentendo un ampio uso improprio dei fondi per vari schemi, tra cui guerre per procura, salvataggi e finanziamenti di ricerche controverse.

Mentre Trump cerca di riformare le principali agenzie governative e i repubblicani ottengono la maggioranza del controllo al Congresso, c'è una richiesta impellente di indagini e verifiche esaustive, incentrate in particolare sulle relazioni finanziarie dell'amministrazione Biden.

Oltre alla cattiva gestione finanziaria, vi sono accuse di coinvolgimento in attività illegali come la tratta di esseri umani, il traffico di droga e l'uso improprio di fondi per il cambiamento climatico, che richiedono un esame approfondito di tali questioni.

Come mai prima nella storia, il regime di Biden ha fatto stampare trilioni di dollari che sono semplicemente scomparsi, senza alcuna responsabilità.

 Non c'erano controlli ed equilibri in atto negli ultimi quattro anni e miliardi e trilioni di dollari sono stati inviati in tutto il mondo per guerre per procura, salvataggi, false aziende verdi, schemi di pandemia Covid, finanziamenti per la ricerca sulle armi biologiche, traffico di armi, traffico di droga, traffico di esseri umani e altro ancora.

Non c'erano agenzie per indagare sul corrotto regime di Biden, gestito da Obama, e sembra che ogni politico e globalista corrotto avesse le mani immerse nel vaso dei soldi della mucca da soldi che il governo americano riempiva e svuotava ogni giorno.

Si chiama Dark Money e deve essere "illuminato".

Ora l'America è in debito per oltre 35 trilioni di dollari e Trump deve cercare di salvare l'America da un'apocalisse finanziaria ed economica.

Dove sono finiti tutti quei soldi?

Chi li ha? Possono essere tracciati e rintracciati?

Ora che Trump sta riorganizzando il DOJ, l'FBI, la CIA, la FDA, il CDC, il DHS e altre agenzie a 3 lettere, e che i repubblicani hanno finalmente la maggioranza alla Camera e al Senato, dovrebbero essere avviate alcune indagini e AUDIT legittimi, a partire da subito, soprattutto sulle coorti corrotte del regime di Biden.

Ecco le principali aree di preoccupazione:

Insider Trading (pensate in particolare a Nancy Pelosi);

Conti offshore;

Società fantasma;

Il complesso militare-industriale e la guerra per procura in Ucraina;

Il complesso farmaceutico-industriale e le truffe PANDEMIC del Covid-19;

Lo schema Ponzi del “cambiamento climatico” e le FALSE aziende “verdi”;

Utilizzare armi meteorologiche e armi energetiche per distruggere città e paesi per rubare risorse e terreni per preparare città intelligenti in 15 minuti.

 

Collaborazione con il cartello messicano e cinese per importare fentanil, cocaina ed eroina negli Stati Uniti.

Il governatore dell'Arizona “Hobbs”, che ha rubato le elezioni a “Kari Lake” nel 2020, affronta un nuovo esame dopo che 339 milioni di dollari sono scomparsi dal bilancio statale.

La governatrice dell'Arizona “Katie Hobbs” sta affrontando un rinnovato esame e critiche dopo che 339 milioni di dollari sono misteriosamente scomparsi dal bilancio statale.

 L'incidente ha spinto a chiedere un'indagine e ha sollevato preoccupazioni su una potenziale cattiva gestione finanziaria all'interno della sua amministrazione.

La controversia è scoppiata giovedì quando il rappresentante dello Stato “Alex Kolodin” ha inviato una lettera all'ufficio di” Hobbs”, evidenziando la scomparsa improvvisa della somma significativa.

 La lettera ha evidenziato la tempistica e il potenziale collegamento con precedenti controversie che coinvolgevano “Hobbs”, tra cui accuse di schemi pay-for-play e discutibili decisioni contrattuali.

 

Il direttore del bilancio di “Hobbs”, la cui identità non è stata rivelata pubblicamente, si è dimesso in circostanze misteriose, alimentando ulteriormente le speculazioni e le richieste di trasparenza.

La brusca partenza si aggiunge alla crescente lista di controversie che circondano “Hobbs “dalla sua inaugurazione nel 2023.

La” lettera di Kolodin” faceva riferimento in modo esplicito alle precedenti indagini sul fondo inaugurale di “Hobbs”, che è stato esaminato per potenziali accordi quid pro quo.

 Il fondo, che ha raccolto 400.000 $ da una società che in seguito ha ricevuto contratti statali per milioni di dollari, ha già attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e degli investigatori legislativi.

L'ex procuratore generale dell'Arizona “Terry Goddard”, un democratico, ha concordato che le forze dell'ordine dovrebbero indagare sulla situazione attuale, sottolineando la necessità di trasparenza.

 L'attuale procuratore generale democratico e il procuratore repubblicano della contea di Maricopa hanno entrambi avviato indagini sull'apparente schema pay-for-play che coinvolge il fondo inaugurale di Hobbs.

Questa ultima controversia arriva in mezzo a una serie di scandali finanziari che coinvolgono l'amministrazione di Hobbs .

 In un caso precedente, l'ufficio del turismo di Hobbs ha assegnato un contratto da 700.000 $ per creare un logo statale a una società con legami con il direttore dell'agenzia, portando ad accuse di irregolarità.

Il senatore dello stato” Jake Hoffman” è stato particolarmente critico, accusando “Hobbs” di sfruttare il suo ufficio e di aver infranto la legge.

Le ripetute controversie finanziarie hanno sollevato notevoli dubbi sulla capacità di Hobbs di gestire le finanze statali e di mantenere la fiducia del pubblico.

Man mano che le indagini procedono, l'ufficio del governatore dovrà affrontare una pressione sempre maggiore per fornire risposte chiare e dimostrare responsabilità.

 

 

 

Il team DOGE di Elon MusK

 affronta il DOXXING mentre

 il procuratore degli Stati Uniti

 promette protezione.

 Naturalnews.com – (02/06/2025) - Lance D Johnson – ci dice:  

 

• La rivista” WIRED” ha doxxato sei giovani dipendenti del Dipartimento per l'efficienza governativa (DOGE) di Elon Musk, rivelando le loro identità e affiliazioni.

• Il procuratore statunitense “Edward Martin” si è impegnato a proteggere i dipendenti DOGE, mettendo in guardia contro azioni legali contro coloro che minacciano o ostacolano il loro lavoro.

• La controversia mette in luce le tensioni tra gli sforzi di Musk di riformare i sistemi federali e l'opposizione degli interessi consolidati.

La rivista “WIRED” commette negligenza giornalistica, doxxa i dipendenti del DOGE.

In uno sfacciato atto di negligenza giornalistica, la rivista WIRED ha doxxato lunedì sei giovani dipendenti del “Department of Government Efficiency” (DOGE) di Elon Musk, rivelando le loro identità e affiliazioni con la nuova agenzia governativa trasformativa.

 La mossa è avvenuta mentre DOGE, incaricata di modernizzare la tecnologia federale, ha scosso lo status quo esponendo problemi sistemici all'interno del Tesoro degli Stati Uniti e dell'USAID.

In risposta, il procuratore statunitense “Edward Martin “ha giurato di proteggere i dipendenti DOGE, avvertendo di "qualsiasi azione legale" contro coloro che minacciano il loro lavoro.

 Questa saga in corso solleva questioni critiche sul futuro della trasparenza del governo, della responsabilità e del ruolo dell'influenza del settore privato nella pubblica amministrazione.

L'incidente del doxxing:

L'articolo, intitolato " The Young, Inexperienced Engineers Aiding Elon Musk's Government Takeover ", ha identificato sei individui, Akash Bobba, Edward Coristine, Luke Farritor, Gautier Cole Killian, Gavin Kliger ed Ethan Shaotran, come attori chiave nelle operazioni di DOGE.

 La rivista li ha dipinti come inesperti e privi delle competenze necessarie, suggerendo che i loro ruoli facevano parte di uno sforzo più ampio da parte di Musk e dei suoi soci per ottenere il controllo delle infrastrutture federali.

Tuttavia, l'approccio dell'articolo era eticamente discutibile.

Pubblicando i nomi e i dati personali di questi individui, “WIRED” li ha potenzialmente esposti a molestie e minacce, una pratica ampiamente condannata come doxxing.

 Ciò è particolarmente preoccupante data la natura delicata del loro lavoro e la reazione di alto profilo contro le attività di DOGE.

 

Risposta del procuratore degli Stati Uniti:

In una lettera dai toni forti, il procuratore degli Stati Uniti “Edward Martin” ha condannato il doxxing e si è impegnato a proteggere i dipendenti “DOGE”.

"Riconosco che parte del personale di DOGE è stato preso di mira pubblicamente", ha scritto Martin”.

In questo momento, vi chiedo di utilizzare me e il mio personale per aiutare a proteggere il lavoro di DOGE e i lavoratori di DOGE.

Qualsiasi minaccia, confronto o altra azione che in qualsiasi modo abbia un impatto sul loro lavoro potrebbe violare numerose leggi".

La lettera di Martin ha sottolineato l'impegno del governo nel salvaguardare coloro che lavorano per migliorare i sistemi federali.

"Perseguiremo qualsiasi azione legale contro chiunque ostacoli il vostro lavoro o minacci la vostra gente", ha affermato.

 "Non agiremo come la precedente amministrazione che ha guardato dall'altra parte mentre i rivoltosi di” Antifa” e “BLM”, così come i teppisti armati, hanno devastato la nostra capitale.

 Proteggeremo DOGE e gli altri lavoratori, non importa cosa accada".

DOGE sta perseguendo tagli importanti al governo federale, riducendo sprechi, frodi e abusi.

Di recente, DOGE ha criticato pubblicamente il Tesoro degli Stati Uniti per i suoi sistemi di pagamento automatizzati, che presumibilmente includono pagamenti a "gruppi fraudolenti o terroristici noti".

 Inoltre, DOGE ha esaminato attentamente” USAID”, accusandolo di aver convogliato denaro verso entità controverse, tra cui organizzazioni collegate a Burisma, Wuhan Lab e George Soros.

Queste rivelazioni hanno scatenato l'indignazione di alcuni funzionari e organi di informazione, con accuse secondo cui DOGE sta oltrepassando i propri limiti e si sta impegnando in attacchi motivati ​​politicamente.

Tuttavia, altri sostengono che le azioni di DOGE sono necessarie per affrontare problemi di lunga data all'interno delle agenzie federali.

L'attenzione di Musk su efficienza e innovazione è esattamente ciò di cui c'è bisogno per modernizzare i sistemi federali obsoleti.

Sostengono che la reazione contro DOGE è guidata da interessi radicati minacciati dalla prospettiva del cambiamento.

Come dimostra l'articolo di “WIRED”, coloro che sfidano lo status quo affrontano rischi significativi, sia personali che professionali.

Tuttavia, come ha chiarito il procuratore statunitense “Martin”, il governo è impegnato a proteggere coloro che cercano di migliorare le sue operazioni.

(Zerohedge.com)

 

 

 

 

 

 

Dall’empatia alla riparazione:

dieci strategie per affrontare

il bullismo.

Vita.it – Rossana Certini – (7 -2 -2025 ) – ci dice:

 

I "consigli d'autore" di “Stefano Rossi”, lo psicopedagogista più famoso d'Italia: attività pratiche per insegnanti, genitori e ragazzi per aiutare sia chi compie atti di bullismo sia chi ne è vittima.

(Giornata contro il bullismo).

 

Il bullismo è un fenomeno complesso che richiede un intervento attento e consapevole da parte di tutti gli attori coinvolti.

 Per capire quali azioni concrete insegnanti, genitori e ragazzi possono mettere in atto quando si trovano di fronte a un episodio di bullismo, abbiamo chiesto a Stefano Rossi, psicopedagogista con oltre vent’anni di esperienza nel supporto agli adolescenti, di fornirci esempi di attività pratiche da fare con i ragazzi per affrontare situazioni di prevaricazione.

 L’obiettivo è aiutare adulti e ragazzi a riconoscere e adottare i comportamenti più efficaci per prevenire o affrontare il bullismo nella vita quotidiana.

Nel suo lavoro guida adulti e ragazzi nell’arte di coltivare l’intelligenza affettiva e racconta come accompagnare i giovani nei complessi labirinti dell’adolescenza. Nei suoi libri” Sentimenti mal Educati” e “Lezioni d’amore per un figlio”, porta anche tanti esempi pratici.

Come gli insegnanti possono affrontare in modo costruttivo il bullismo con i loro studenti?

Per prima cosa è importante dire che per affrontare adeguatamente il fenomeno, gli insegnanti devono essere in grado di riconoscere tre elementi distintivi del bullismo:

 la ripetizione nel tempo, lo squilibrio di potere e l’intenzionalità.

Infatti, mentre un singolo episodio di prepotenza può essere un conflitto occasionale, il bullismo si manifesta quando un comportamento negativo si ripete nel tempo, creando un impatto emotivo e psicologico sulla vittima.

 Quella che può sembrare una semplice “battuta” può trasformarsi, nel tempo, in un atto di bullismo, capace di “avvelenare” la mente e il cuore di chi lo subisce.

Stefano Rossi è un psicopedagogista.

Il secondo elemento da considerare è lo squilibrio di potere.

In questi casi, uno o più bulli agiscono contro una vittima che, per vari motivi, si trova in una posizione di svantaggio.

Questo squilibrio può manifestarsi in vari modi:

 un gruppo che prevarica un singolo, l’atteggiamento dei “più grandi” verso i più piccoli, o il comportamento dei ragazzi più esperti nei confronti dei nuovi arrivati a scuola.

 La dinamica di prevaricazione si amplifica quando la vittima è costretta a vivere in una situazione di isolamento sociale o esclusione ripetuta.

Il terzo e ultimo elemento distintivo è l’intenzionalità.

La psicosociologia ci dice che si parla di bullismo, quando c’è veramente un intenzionalità crudele in qualche modo malvagia.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i ragazzi che compiono atti di bullismo non sono consapevoli del danno psicologico che causano.

Spesso, dietro questi comportamenti c’è il desiderio di appartenere a un gruppo, di acquisire un potere o di trovare una forma di compensazione per difficoltà personali.

 Gli insegnanti, quindi, devono considerare queste motivazioni più profonde, e intervenire in modo educativo per far comprendere ai ragazzi l’effetto devastante delle loro azioni.

Cosa può fare un insegnante per spiegare ai ragazzi queste differenze?

Può coinvolgere il gruppo classe in attività che aiutino gli studenti a comprendere le ricadute psicologiche causate da un atto di bullismo?

Un approccio utile per spiegare ai ragazzi la differenza tra un semplice conflitto e il bullismo è quello di proporre attività pratiche, come discussioni di gruppo e drammatizzazioni

. Per esempio, si potrebbe dividere la classe in piccoli gruppi e assegnare a ciascun gruppo un tipo diverso di bullismo da esplorare: quello verbale, fisico o cyberbullismo.

Ogni gruppo potrebbe poi realizzare una breve rappresentazione animata che rappresenti il tipo di bullismo analizzato dal gruppo.

Questo tipo di attività non solo stimola la riflessione sui diversi comportamenti di prevaricazione, ma consente anche di esplorare le emozioni e i pensieri della vittima, mettendo in evidenza come si sente chi subisce bullismo.

Inoltre, ogni gruppo potrebbe creare una definizione creativa del tipo di bullismo di cui ha parlato, oppure un piccolo slogan che esprima l’effetto emotivo devastante che questi atti hanno sulla vittima.

 L’obiettivo non è solo sensibilizzare i ragazzi sul fenomeno, ma anche stimolare una riflessione profonda e consapevole, che vada oltre una visione superficiale del bullismo.

I ragazzi che si comportano da bulli potrebbero avere un “cuore pieno di sassi”, come se cercassero di scaricare il loro malessere emotivo verso il mondo e i compagni, nella speranza di alleggerirsi.

 Questo non giustifica il comportamento, ma è importante non ridurre il bullo a un semplice “cattivo” da punire.

Ci sono altre azioni che gli insegnanti possono fare per affrontare episodi di bullismo?

Quando un ragazzo o una ragazza agisce bullismo, è necessario affrontare il problema su due piani:

quello della comprensione e quello della riparazione.

Prima di tutto, bisogna aiutare il bullo a riflettere sul perché ha agito in questo modo.

In molti casi, dietro il comportamento di chi fa bullismo c’è una richiesta di aiuto, spesso mascherata da un atteggiamento aggressivo.

I ragazzi che si comportano da bulli potrebbero avere un “cuore pieno di sassi”, come se cercassero di scaricare il loro malessere emotivo verso il mondo e i compagni, nella speranza di alleggerirsi.

Sebbene questo non giustifichi il comportamento, è importante non ridurre il bullo a un semplice “cattivo” da punire, ma cercare di capire le motivazioni che lo spingono a comportarsi in questo modo.

Un intervento educativo può partire da attività che stimolino una riflessione più profonda.

 Interessante potrebbe essere chiedere agli studenti di analizzare un aforisma. Questo tipo di lavoro aiuta i ragazzi a riflettere sul contrasto tra il comportamento aggressivo e quello empatico, facendo emergere i vantaggi emotivi e relazionali che derivano dall’essere gentili.

Accanto alla riflessione intellettuale è fondamentale, anche, un lavoro sul “cuore intelligente”, ovvero sulla sfera emotiva dei ragazzi.

 Questo tipo di lavoro può essere fatto attraverso un’attività pratica:

chiedere agli studenti di scrivere o disegnare due esperienze significative nella loro vita.

 L’importante in questa attività non è solo la descrizione dell’accaduto, ma anche la riflessione su come si sono sentiti in entrambi i casi.

Cosa hanno provato quando sono stati feriti o quando hanno mostrato gentilezza? Come si sono sentiti dopo aver ferito qualcuno e dopo aver fatto un atto gentile? La condivisione di questi pensieri con il gruppo può portare a una riflessione collettiva sul valore delle azioni positive e sull’impatto che hanno sugli altri.

In questo modo, si fa emergere la consapevolezza che ogni atto di bullismo non solo danneggia la vittima, ma anche chi lo compie, mentre gli atti di gentilezza possono portare benessere sia a chi li riceve che a chi li dona.

L’azione di riparazione è fondamentale perché mostra ai ragazzi che non sono definiti solo dai comportamenti che hanno messo in atto, ma che hanno sempre la possibilità di cambiare e di migliorare.

 Anche chi ha agito male ha la possibilità di evolversi.

 

Una volta che il ragazzo ha compreso la portata del suo comportamento, è importante che venga stimolato a intraprendere un’azione riparativa che non deve essere vista solo come un atto che aiuta la vittima ma, anche, come un’opportunità per chi ha agito da bullo di riconnettersi con il proprio senso di responsabilità e valore.

La riparazione può assumere diverse forme:

ad esempio, scrivere una lettera di scuse al compagno preso di mira o facilitare un chiarimento tra le parti coinvolte.

L’azione di riparazione è fondamentale perché mostra ai ragazzi che non sono definiti solo dai comportamenti che hanno messo in atto, ma che hanno sempre la possibilità di cambiare e di migliorare.

Questo è un concetto molto importante da trasmettere: anche chi ha agito male ha la possibilità di evolversi e di prendere decisioni più positive in futuro.

 

Stefano Rossi incontra genitori, insegnanti ed educatori.

Se ora guardiamo il fenomeno dal punto di vista dei genitori, cosa dovrebbero fare nel caso in cui scoprissero che il proprio figlio è vittima di bullismo?

La prima cosa che i genitori devono fare è ascoltare attentamente le emozioni del ragazzo.

La vittima di bullismo vive un’esperienza di solitudine, paura, rabbia e dolore che non sempre riesce a esprimere adeguatamente.

È fondamentale che il genitore crei uno spazio sicuro dove il bambino o il ragazzo possa dare voce alle sue difficoltà, senza timore di essere giudicato.

Dare parola alla paura, al dolore e al senso di esclusione è il primo passo per iniziare a comprendere la profondità del vissuto emotivo del figlio.

Molto spesso, i ragazzi vittime di bullismo, possono avere difficoltà nelle relazioni sociali e, in alcuni casi, anche sul piano emotivo.

Non si tratta di problematiche patologiche, ma di una difficoltà a connettersi con gli altri, a relazionarsi con sicurezza.

In questi casi, è importante incoraggiare il figlio a partecipare ad attività che possano aiutarlo a sviluppare l’intelligenza relazionale e sociale.

 Un’attività particolarmente utile è il teatro.

Una palestra fantastica per lavorare sulla consapevolezza del corpo, sulla gestione della voce e delle emozioni, e può essere un’ottima occasione per aumentare la fiducia in sé.

Molti bulli tendono, infatti, prendono di mira proprio chi si sente insicuro, chi non è a suo agio nel proprio corpo e nelle proprie emozioni.

Offrire a un figlio la possibilità di esplorare se stesso attraverso attività creative e sociali può essere un prezioso strumento per rinforzare la sua autostima.

I genitori, e gli adulti in generale, possono allenare i ragazzi a diventare un “radar” empatico.

L’empatia infatti è un radar che ci permette di leggere gli occhi degli altri, e quindi di intuire ciò che c’è nel cuore dell’altro, è un passo importante per sviluppare una comprensione profonda delle dinamiche interpersonali.

Insegnare a un ragazzo a osservare gli altri e a leggere le emozioni attraverso i loro occhi è fondamentale per evitare fraintendimenti e migliorare la qualità delle sue relazioni sociali.

Il lavoro sull’empatia non si limita a una semplice lettura delle emozioni altrui, ma implica anche una pratica concreta:

quella dei gesti di empatia.

 I genitori possono aiutare il figlio a imparare a usare questi piccoli gesti – il sorriso aperto, lo sguardo luminoso o il sapersi mettere nei panni dell’altro – per connettersi più facilmente con gli altri, per trasformare le relazioni in opportunità di amicizia anziché di conflitto.

 

Gli altri compagni devono essere educati a non rimanere indifferenti.

 È importante educare gli studenti a non essere spettatori passivi, ma a prendere posizione contro il bullismo, anche solo offrendo supporto alla vittima.

Invece tra pari? Che cosa dovrebbero fare i ragazzi nel caso si trovassero ad assistere a un atto di bullismo?

Anche se il comportamento del bullo è il punto focale su cui lavorare, non bisogna dimenticare che il contesto sociale in cui il bullismo avviene è altrettanto cruciale.

Gli altri compagni, che assistono all’episodio, devono essere educati a non rimanere indifferenti.

 Spesso, chi assiste a un episodio di bullismo non interviene per paura di diventare anch’esso un bersaglio o per timore di esporsi.

In questo senso, è importante educare gli studenti a non essere spettatori passivi, ma a prendere posizione contro il bullismo, anche semplicemente offrendo supporto alla vittima o segnalando l’incidente.

Quando si assiste a un episodio di bullismo, è fondamentale comprendere il comportamento dei ragazzi coinvolti, in particolare quello dell’aggressore, per intervenire in modo efficace e costruttivo. Il ruolo di chi assiste a un episodio di bullismo è determinante:

non si tratta solo di fermare l’atto, ma di comprendere e aiutare tutti gli studenti coinvolti.

Stefano Rossi incontra tutti durante un incontro con gli studenti.

Se si volessimo racchiudere in dieci consigli quello che ci ha spiegato per prevenire e gestire i casi di bullismo, quali sarebbero?

Per gli adulti, il primo passo è promuovere una collaborazione costante tra scuola e famiglia, creando una comunicazione aperta e una cooperazione reciproca, essenziale per un intervento coordinato.

Allo stesso tempo, è fondamentale che i genitori non accusino la scuola e che la scuola non accusi i genitori, ma che entrambe le parti lavorino insieme per affrontare il problema.

Ascoltare e aiutare il bullo a dar voce alle proprie emozioni, spesso, infatti, sono ragazzi che hanno difficoltà ad esprimere le proprie emozioni.

È fondamentale aiutarli a comprendere le ragioni che sono dietro i loro comportamenti aggressivi, per affrontare e risolvere il loro malessere emotivo. Infine chiedere aiuto a un esperto per comprendere i significati affettivi del comportamento dei ragazzi e agire come adulti empatici perché i bambini e i ragazzi tendono a imitare ciò che vedono nel loro ambiente.

Per quanto riguarda le azioni da parte dei ragazzi, è fondamentale che imparino a esercitare il pensiero critico, valutando le azioni del gruppo e riconoscendo comportamenti che possono nuocere agli altri.

Devono imparare a dire di no ai bulli, ovvero a sviluppare quella che chiamo “giusta disobbedienza”, un atto di coraggio che impedisce che il bullismo si perpetui.

Inoltre, è necessario che i ragazzi imparino ad ascoltare e dare voce alle proprie emozioni, per sé e per gli altri, sia che si tratti della vittima che del bullo.

 

 

 

 

 

USAID – Il mostro che si nasconde

dietro la maschera dell”umanitarismo.’

Comedonchisciotte.org - Redazione CDC - Drago Bosnic, southfront.press – (6 Febbraio 2025) – ci dice:

Organizzazioni mostruose come l'”USAID” hanno sostenuto tutto, dall'estremismo neoliberale, alla depravazione morale e alla degenerazione sociale, fino al terrorismo e alla guerra biologica.

 

La strategia di dominazione globale degli Stati Uniti è una delle più complesse della storia umana.

Quando cerchiamo di immaginare il suo potere, spesso immaginiamo portaerei, jet da combattimento, carri armati, marines, ecc.

In realtà, l’enorme apparato burocratico americano mette praticamente sempre in pericolo i Paesi presi di mira molto prima che venga presa una decisione formale di azione militare diretta.

A tal fine, i numerosi servizi di intelligence di “Washington DC “sono indispensabili. Tuttavia, per mantenere una plausibile negabilità, queste agenzie di spionaggio spesso utilizzano vari “proxy,” in particolare “ONG” o persino istituzioni del “Dipartimento di Stato”, quando si presenta la “necessità”.

Una di queste è certamente la famigerata “Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale “o, in breve, “USAID”.

Ufficialmente, il budget della famigerata agenzia è di circa 50 miliardi di dollari, anche se la cifra reale potrebbe essere molto più alta, arrivando fino a (o forse oltre) 100 miliardi di dollari.

Questo ha permesso all’USAID di operare in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, presumibilmente “aiutandoli”.

Rappresenta oltre il 50% di tutti i programmi di “aiuto estero” americani ed è particolarmente attiva in Africa, Asia, America Latina, Medio Oriente ed Europa dell’Est (le regioni più colpite dal (neo)colonialismo).

 

Per comprendere meglio la portata di “USAID”, forse dovremmo confrontarla con “NED” (National Endowment for Democracy), un’altra “istituzione democratica indipendente” che si occupa di finanziare e sostenere le cosiddette “rivoluzioni colorate”.

Il NED ha visto un massiccio aumento delle attività “democratiche” dopo che la famigerata “Victoria Nuland” è entrata a far parte del “suo consiglio di amministrazione”.

Oltre a finanziare media presumibilmente “indipendenti”, USAID è stata particolarmente attiva nell’ex Ucraina, accelerando il processo di “privatizzazione” dello sfortunato Paese occupato dalla NATO e del suo popolo.

 Le notizie sulle vere attività della famigerata agenzia erano relativamente rare fino a poco tempo fa, in quanto la macchina della propaganda mainstream e il Governo degli Stati Uniti si assicuravano di presentarle come “aiuto ad altri Paesi” o di nasconderle completamente agli occhi del pubblico.

 

Tuttavia, tutto questo è cambiato dopo che il Presidente degli Stati Uniti “Donald Trump” ha preso il potere.

Di conseguenza, nelle ultime settimane, il suo ufficio e il DOGE (Department of Government Efficiency), gestito da “Elon Musk”, hanno scoperto una quantità senza precedenti di dettagli estremamente inquietanti sulle attività effettive di “USAID”, spesso completamente illegali secondo la legge statunitense e le leggi di numerosi Paesi ospitanti.

 

Alla fine di gennaio, l’agenzia è stata costretta a interrompere la maggior parte delle sue attività nell’Ucraina occupata dalla NATO, compreso il finanziamento di quasi tutti i media controllati dalla giunta neonazista.

Questo è stato seguito presto da altri media in tutta l’Europa orientale e sudorientale, praticamente tutti promuovono i cosiddetti “valori occidentali” (un cocktail ideologico di estremismo neoliberale e depravazione morale che la stragrande maggioranza delle persone sul pianeta trova assolutamente ripugnante).

Il sito web di USAID si è presto oscurato, mentre la nuova amministrazione Trump ha annunciato che l’agenzia sarebbe stata presto chiusa.

Al momento in cui scriviamo, il sito web è effettivamente non disponibile e mostra solo un messaggio che il suo personale sarà messo in congedo amministrativo a livello globale entro il 7 febbraio, anche se i “dipendenti essenziali” saranno informati del loro destino il giorno prima, il 6 febbraio.

 

In parole povere, i dipendenti di USAID verranno licenziati, insieme a molti altri assunti da istituzioni federali corrotte.

 Secondo quanto riferito, Trump sta offrendo dei buyout per sbarazzarsi di tutti gli elementi sleali (o apertamente ostili) all’interno del Governo degli Stati Uniti. Molti funzionari di alto livello sono stati licenziati, si sono dimessi o hanno visto revocati i loro permessi di sicurezza a seguito di attività illegali.

 

Questo include anche il “Dipartimento del Tesoro”, in quanto un’indagine del DOGE ha scoperto che finanziava direttamente gruppi terroristici in tutto il mondo, tra cui il ramo siriano di “Al Qaeda/ISIS,” che ha recentemente annunciato di aver raggiunto i suoi obiettivi nel Paese occupato dai terroristi.

Tuttavia, le cose vanno peggio, molto peggio (se può immaginare).

In particolare, è stato rivelato che l’ USAID “ha persino creato delle false associazioni di beneficenza per la prevenzione dell’AIDS per rovesciare i governi di tutto il mondo.

 

Anche questa è solo la punta dell’iceberg, poiché lo stesso Musk sostiene che la famigerata agenzia ha anche finanziato la ricerca sulle armi biologiche.

 Va notato che il “Portale d’Informazione BRICS” e numerosi altri media indipendenti hanno messo in guardia da anni sul finanziamento statunitense di queste armi illegali di distruzione di massa, in particolare nell’ex Unione Sovietica.

Tuttavia, la “macchina della propaganda mainstream” ha censurato qualsiasi notizia su questo argomento di importanza critica, diffamando anche coloro che ne facevano parola come presunti “complottisti”.

Gli stessi dipendenti dell’”USAID” stanno ora cercando disperatamente di sbiancare queste mostruose attività illegali, sostenendo che stavano semplicemente “aiutando altri Paesi”.

 La macchina della propaganda mainstream li sostiene sputando bugie sul presunto “pericolo” che “milioni di persone potrebbero morire”.

Ovviamente, gli estremisti neoliberali credono davvero che la ridicola camera d’eco ideologica e mediatica che hanno costruito per darsi una pacca sulla spalla sia la “realtà”.

Di conseguenza, sono semplicemente incapaci di elaborare i cambiamenti che avvengono intorno a loro, quindi continuano a sostenere queste politiche rabbiose presentandole come “palesemente virtuose”.

Alcuni membri della macchina di propaganda mainstream sono così disperati che stanno ricorrendo al doxxing dei dipendenti del DOGE, una pratica estremamente pericolosa (e di fatto illegale).

Questo non sorprende, dato che il DOGE ha anche rivelato che l’USAID era coinvolta nel massiccio commercio di droga dall’Afghanistan durante l’occupazione USA/NATO.

 Inoltre, l’agenzia era anche fortemente coinvolta con il famigerato e sedicente (quasi) “filantropo” George Soros.

I resti dello “Stato profondo anti-Trump “sono ora in modalità panico a causa di questi cambiamenti rivoluzionari, ma i loro attacchi superficialmente ‘feroci’ sono in gran parte impotenti, poiché le istituzioni federali corrotte continuano a cadere una ad una.

Mentre la politica estera di Trump può essere certamente criticata, in quanto ha mantenuto l’atteggiamento aggressivo dell’America nei confronti del mondo, i cambiamenti interni che ha messo in moto sono sicuramente benvenuti e lodevoli.

In effetti, alcuni di essi possono influenzare anche la politica estera, in quanto organizzazioni mostruose come l’USAID hanno sostenuto tutto, dall’estremismo neoliberale, alla depravazione morale e alla degenerazione sociale, fino al terrorismo e alla guerra biologica.

Il taglio dei finanziamenti a queste organizzazioni si ripercuoterebbe certamente in tutto il mondo e potrebbe persino contribuire alla rimozione dell’instabilità da molti Paesi interessati dai programmi di USAID.

“Drago Bosnic, southfront.press).

 

 

 

 

La guerra dell’America contro il mondo.

Comedonchisciotte.org – Markus – (7 Febbraio 2025) - Julian MacFarlane - substack.com – ci dice:

 

L’analisi di un’analisi.

 Va ricordato che le precedenti “cattive” tariffe del Presidente Trump non solo erano state mantenute in vigore sotto l’amministrazione Biden, ma sono state ampliate negli ultimi 4 anni, il che indica che si tratta di un’agenda bipartisan dello “Stato profondo”.

Come ho sostenuto molte volte altrove, Trump è – ed è sempre stato – una creatura dello “Stato profondo”.

Mangia le mosche che gli danno da mangiare.

Bisogna tenere a mente che, qualsiasi cosa dica chiunque sia in corsa per una carica negli Stati Uniti, ha unicamente lo scopo di influenzare l’opinione pubblica – si tratta di “PR” calibrate in base ai pregiudizi dell’opinione pubblica e non di realtà.

 Non devono essere prese sul serio.

 È tutto teatro.

Inoltre, cos’è lo “Stato profondo”?

La maggior parte delle persone pensa che sia un qualcosa all’interno del governo – una sorta di organizzazione clandestina – un gruppo di persone che si riunisce in segreto per guidare le azioni di coloro che sono sotto gli occhi di tutti.

Una sorta di Illuminati del XXI secolo?

 Questa comprensione è implicita nella parola “profondo”:

 mostri nelle profondità.

Gramsci ci aveva avvertito:

Il vecchio mondo sta morendo e il nuovo mondo lotta per nascere; ora è il tempo dei mostri.

Ma i “mostri” non sono all’interno, sotterranei, minacciosi nelle tenebre, che ci tirano giù – sono al di sopra, nella luce.

 Dicono che ci stanno tirando su – con loro, mentre ci calpestano nella polvere.

Hanno la faccia di Elon Musk, Bill Gates e Jeff Bezos, ognuno attraente a modo suo, almeno per alcuni.

Bei sorrisi. Niente cappucci.

Ma ognuno di loro ha un immenso potere finanziario.

 E ognuno di loro ha i suoi sogni per il mondo, che si tratti di una colonia su Marte o di un chip nel cervello o altro.

Non si incontrano segretamente, lo fanno in pubblico solo in occasione di eventi come Davos.

Dimentichiamoci di Epstein.

Per loro Trump è solo un compratore.

Uno importante, ma comunque un compratore, come lo era Biden.

Come lo era Obama.

I mostri hanno più soldi di quanti ne possano contare.

Perché sbagliamo così tanto nella nostra percezione di queste persone?

 Il potere ha molti aspetti, quindi l'”egemonia” non è solo internazionale, ma anche culturale.

Date un’altra occhiata alla foto del nostro vecchio amico Bill.

O anche a quella di Elon.

Qual’ è la vera natura di queste persone?

 

Le élite che compongono la classe proprietaria sono individui, non collegati direttamente tra loro su base personale.

 In realtà, non sono collegati a nessuno, comprese le loro stesse società.

Il potere finanziario è alienante.

I poveri cercano finestre rotte. I ricchi cercano società fallite.

L’unica cosa che conta è mantenere il potere che la ricchezza conferisce loro – e ottenerne di più.

 In questo senso, i loro interessi si allineano e sono “organizzati” per realizzare un obiettivo comune.

È questo allineamento che dà l’aspetto di una cabala o di un gruppo segreto, la metafora dello “Stato profondo”.

Per le nostre élite, i politici e i due partiti del nostro sistema monopartitico sono solo investimenti.

Comprare e vendere, al momento opportuno.

Guardate quanto sono stati veloci Bezo e Zuck’ a donare soldi a Trump al momento dell’insediamento.

Non importa che Trump sia ancora più genocida di Biden.

Le élite hanno un solo valore comune – il profitto – la cui moneta è il potere.

Questo è il risultato finale del “capitalismo finanziario”, come lo definisce “Michael Hudson”, e che, come indica “Wallerstein”, è l’ultimo stadio delle culture egemoniche prima del loro collasso.

In questa situazione, la Cina e il suo “capitalismo gestito”, così come la sua “democrazia consultiva”, rappresentano una minaccia.

Si tenga presente che nei Paesi occidentali la proprietà terriera è la chiave di ogni economia locale, di fatto la forma più elementare di “capitale”.

In Cina, invece, il governo è ancora il possessore di tutte le proprietà.

 E le aziende devono servire l’interesse pubblico.

 Ecco perché la Cina è riuscita a gestire così bene la sua crisi immobiliare.

 

 Gli ulteriori dazi non solo sulla Cina, ma ora anche nei confronti di Canada e Messico, mirano a disaccoppiare definitivamente gli Stati Uniti dalla Cina, non a negoziare o ad arginare la “droga” e gli “immigrati clandestini”, tutti pretesti inventati;

Mentre l’economia statunitense peggiora e affronta la sfida dei “BRICS”, che sono passati dal rappresentare poco più del 30% della popolazione mondiale a oltre il 50%, i padroni degli Stati Uniti temono che i loro “Stati vassalli”, se non l’opinione pubblica statunitense, possano essere sedotti dall'”altra parte”, che offre chiaramente maggiori vantaggi per il futuro, sia dal punto di vista tecnologico – con la Cina e la Russia che ora sono leader in quasi tutti i settori – sia dal punto di vista economico – e forse anche morale e spirituale.

 Sì, “Huawei “è una minaccia e anche “TikTok”.

Le tariffe sono come il manganello del poliziotto.

Questi manganelli erano simboli di autorità, fatti per essere branditi, per catturare gli schiavi fuggiaschi, che erano proprietà da restituire intatte, il che significava non usare il manganello in modo troppo aggressivo.

 Ma, per lo più, non c’è bisogno di usarlo, basta brandirlo.

 La sola minaccia basta e avanza.

Se non funziona, coalizzatevi contro di lui.

 I dazi hanno fatto acuire una crisi del costo della vita negli Stati Uniti (insieme a una crisi simile in Europa legata alle sanzioni alla Russia), una crisi a cui sia l’amministrazione Trump che quella Biden sono chiaramente indifferenti.

La teoria è “niente dolore, niente guadagni”, che va bene per i palestrati che assumono steroidi e che hanno la genetica per mettere su muscoli, tenendo presente che i muscoli grandi non sono necessariamente forti – e che questo stile di vita spesso si accompagna a malattie cardiache, come si vede nel caso di persone come “Arnold”.

A parte questo, il vero punto è che non si può “guadagnare” se non si hanno solide basi per la crescita, il che significa capitale industriale, non capitale finanziario, come sottolineano “Hudson”, “Wallenstein” e altri.

La finanziarizzazione è la versione dell’economia sotto steroidi.

Ti indebolisce e, alla fine, ti uccide.

E, occhio alla “rabbia da steroidi”!

 

Il Giappone era cresciuto rapidamente, protetto da uno yen debole e da barriere non tariffarie, ma era stato costruito dal nulla, dopo essere stato distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tutti erano poveri.

 Ecco il segreto: sfida e meritocrazia egualitaria.

Anche gli Stati Uniti potrebbero tornare a crescere, ma dovrebbero partire dal nulla.

 Avrebbero anche bisogno di un dollaro debole. Questo non accadrà.

Prima gli Stati Uniti devono crollare, dall’alto verso il basso.

 L’idea del “MAGA” è l’opposto di questo.

Gli Stati Uniti hanno bisogno di ghigliottine.

 L’obiettivo è, ovviamente, quello di prepararsi alla guerra con la Cina, compreso il blocco delle spedizioni marittime cinesi.

Le mosse degli Stati Uniti contro “Panama” e la “Groenlandia” sono entrambe un passo verso questa preparazione.

 

La guerra è anche un modo per aumentare la ricchezza delle élite, soprattutto negli Stati Uniti, dove le industrie dominanti sono quella militare, lo sviluppo della proprietà, i media e Big Pharma.

Anche se la gente comune è vicina alla povertà e non può comprare, il Complesso militare-industriale può vendere i suoi prodotti.

Il governo compra – con i soldi delle vostre tasse, le tasse sono “tariffe interne”. Siete voi a pagare, a prescindere da tutto!

Il pubblico è come il petrolio o il gas – una risorsa da sfruttare.

Trivella baby, trivella.

Disturbare le catene di approvvigionamento e aumentare i prezzi, migliora le opportunità per le élite non solo per il “fracking del GNL”, ma anche per il fracking di me e te, che dobbiamo indebitarci per tirare avanti.

 Sotto l’amministrazione Biden, la riorganizzazione del Corpo dei Marines degli Stati Uniti in una forza antinave è servita anche come preparazione a questo.

L’esercito statunitense è gravato un equipaggiamento troppo costoso ma spesso poco pratico e di strategie ancora più scadenti, come dimostrano le varie guerre per procura, ma soprattutto quella in Ucraina, la più vicina a un conflitto di pari livello dalla Seconda Guerra Mondiale.

Riorganizzare il Corpo dei Marines come forza anti-nave, tuttavia, non è una strategia realistica perché il Corpo non è predisposto per un’attività del genere.

 Il massimo che potrebbe fare sarebbe quello di assicurarsi delle basi nelle Filippine.

Come forza anti-nave nel Mar Cinese Orientale, sarebbe distrutta quasi immediatamente.

I Marines sono già stati utilizzati nel Mar Rosso.

 

Gli” Houthi” non ne sono rimasti impressionati.

I sottomarini sono ovviamente un’altra cosa. Gli Stati Uniti erano in vantaggio – 30 anni fa.

Per quanto riguarda i Marines? È solo uno sventolar di bandiere.

La Cina e i suoi partner commerciali (praticamente il resto del mondo) devono affrontare realisticamente la situazione e prepararsi a questo piano degli Stati Uniti per strangolare in culla il multipolarismo.

 i negoziati con gli Stati Uniti devono essere condotti in questa prospettiva, con la consapevolezza che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di concludere un vero e proprio accordo, ma che stanno invece preparando il campo di battaglia.

I recenti commenti di “Rubio” sul “nuovo mondo multipolare” smentiscono la paura americana dell’emergere di questo mondo e il desiderio degli Stati Uniti di impedire che il multipolarismo si realizzi.

 Ma è troppo poco e troppo tardi.

La dichiarazione di guerra finanziaria di Trump – i dazi – nell’interesse dei suoi signori della finanza, il pantheon economico americano – segnala una guerra che gli Stati Uniti possono solo perdere – creando consenso al di fuori del collettivo americano (noto anche come “Occidente”) per creare alternative che ricapitolino il concetto di democrazia internazionale di FDR, nonché i “Cinque Punti di Chou En Lai”. I BRICS hanno qualcosa da offrire.

Gli Stati Uniti hanno solo minacce.

 

La psicologia statunitense è basata sul dominio: da qui la sua disumanità.

Quello dei “BRICS”, invece, è un concetto di “dominanza inversa” più vicino alle nostre origini evolutive e intrinsecamente più umano.

Gli Stati Uniti puntano sulla Cina come chiave di volta dei “BRICS”.

La capacità della Cina di innovare e sostituire le importazioni statunitensi, nonché di diversificare e proteggere le sue esportazioni dalla destabilizzazione statunitense (i cambi di regime che portano all’installazione di regimi clienti anti-cinesi e il sostegno della violenza verso le rotte della Belt & Road Initiative) determinerà l’esito degli obiettivi reali di Washington.

La Cina ha già dimostrato la sua capacità di innovare e sostituire le importazioni statunitensi.

Deep seek è solo uno dei tanti progressi della tecnologia dell’informazione, neanche completamente sviluppato.

Ma la Cina sta rapidamente sviluppando nuove tecnologie per i semiconduttori, guardando oltre il silicio e verso nuovi materiali.

 Inoltre, beneficerà dei progressi russi nelle tecnologie metallurgiche e persino nella litografia “EUV”.

Gli Stati Uniti possono solo raddoppiare la sovversione, il terrorismo e la propaganda.

No, Trump non ha “cancellato” l’USAID, lo ha solo portato sotto una nuova gestione – il “Dipartimento di Stato” – per un migliore controllo e un migliore orientamento, in modo che possa attingere a tutte le risorse della “CIA”.

Nel complesso, l’articolo di “Brian Berletic” indica la strada per una nuova comprensione del declino dell’Impero.

Ma non credo che ci sarà una guerra militare con la Cina, perché, col passare del tempo, gli Stati Uniti si indeboliscono e la Russia e la Cina si rafforzano.

Una guerra con la Cina lascerebbe gli Stati Uniti senza basi nel Pacifico.

(Julian MacFarlane).

 

 

 

Immaginando la Riviera di Gaza

e altre follie.

Netanyahu ne vince un altro da una Casa Bianca ignorante.

Unz.com - Filippo Giraldi - 6 febbraio 2025 – ci dice:

 

Il problema è che quelle persone che guardano nervosamente a ciò che il presidente Donald Trump sta facendo per rimodellare il Medio Oriente a beneficio di Israele non stanno esaminando abbastanza a fondo i cambiamenti di politica interna degli Stati Uniti che vengono promossi e che priveranno gli americani di diritti fondamentali come la libertà di parola o di associazione in qualsiasi situazione in cui sono coinvolti Israele o gruppi ebraici. anche marginalmente.

È come se gli Stati Uniti fossero pienamente impegnati in due grandi compiti contemporaneamente.

La prima consiste nel sostenere Israele acriticamente, qualunque cosa faccia o quanti civili cerchi di uccidere, senza necessariamente approvare apertamente tutte le politiche abbracciate dal mostruoso primo ministro “Benjamin Netanyahu” e dai suoi colleghi tagliagole.

Questo è il modo in cui il presidente Joe Biden ha gestito le cose, aiutato dal suo segretario di Stato sionista “Antony Blinken”.

Biden ha finto preoccupazione per le decine o forse anche centinaia di migliaia di palestinesi uccisi da Israele, ma ha mantenuto il flusso di bombe americane, denaro e totale sostegno politico anche quando ha debolmente avvertito e poi non è riuscito a dare seguito alla minaccia che ci sarebbero state conseguenze se Israele avesse continuato a bloccare e affamare gli abitanti di Gaza.

 

Il secondo obiettivo consiste nel lavorare per consolidare ed espandere il potere ebraico in America e creare un ambiente politico e mediatico interno in cui le critiche a Israele o a qualsiasi gruppo ebraico saranno criminalizzate, fino a includere la deportazione di individui che sono percepiti come attivisti pro-palestinesi o, come ha detto Donald Trump, "odiatori degli ebrei".

Il Procuratore Generale e il Dipartimento dell'Istruzione, che si spera presto abolito, stanno ora attaccando duramente le università che sono percepite come non agenti con forza sufficiente per proteggere gli studenti ebrei.

 Questo espediente legale viene realizzato nel modo consacrato dal tempo, equipaggiando l'opposizione alle politiche del governo israeliano e statunitense come "sostegno al terrorismo".

I media statunitensi, pesantemente influenzati dai partecipanti e dal denaro ebrei, sono una componente importante del racket "Israele First" attraverso la loro cronaca distorce di tutto ciò che accade in Medio Oriente, così come il loro evitare qualsiasi discussione seria sulle violazioni costituzionali che derivano dal desiderio di proteggere Israele.

Va notato la recente legislazione sull'antisemitismo sia a livello federale che statale, che definisce le critiche a Israele come antisemitismo ipso facto e quindi un crimine d'odio con sanzioni civili e di altro tipo.

E poi c'è il” Congresso”, dove i legislatori sono terrorizzati all'idea di offendere la lobby israeliana e i suoi sostenitori miliardari ebrei per timore che perdano le loro sinecure, il che significa che qualsiasi disegno di legge a sostegno di Israele passerà con una maggioranza schiacciante, indipendentemente dal danno che arreca agli interessi degli Stati Uniti e ai diritti dei cittadini.

Donald Trump ha certamente aggiunto qualche ruga allo status quo di Biden nei confronti dello Stato dominato dagli ebrei che ha ereditato, ma è chiaramente sulla stessa lunghezza d'onda del suo predecessore. Ha parlato di "pace" mentre rilasciava e inviava nuove spedizioni di bombe pesanti da 2000 libbre e altri ordigni a Israele che possono essere utilizzati solo per distruggere altri edifici occupati dagli arabi.

È nelle mani di Benjamin Netanyahu, sostenuto dalla lobby israeliana degli Stati Uniti e dai suoi miliardari, tanto quanto lo era “Genocide Joe”.

Ed è probabile che il successore di Trump, chiunque esso sia, sarà altrettanto limitato.

C'è una considerevole discussione in corso sul significato della proposta di Trump di far assumere agli Stati Uniti la "proprietà" di Gaza, un processo che iniziare con l'apparente espulsione assistita da parte di Israele degli 1,7 milioni di abitanti di Gaza sopravvissuti, inviandoli verso qualche destinazione sconosciuta ancora destinataria come rifugiati, la "pulizia" delle strutture bombardate e in rovina sulla Striscia.

 

E lo sviluppo di una comunità balneare di lusso di tipo Riviera che, alla fine, sarebbe stata aperta alla gente della "zona", il che significherebbe che agli ebrei israeliani in quanto palestinesi non sarebbe stato permesso di tornare alle loro vecchie case.

L'ex sviluppatore immobiliare Trump è entusiasta per il modo in cui il progetto "... diventerebbe uno dei più grandi e spettacolari sviluppi del suo genere sulla Terra".

Gli Stati Uniti permanenti pagheranno per la riqualificazione multimiliardaria.

Trump inizialmente aveva detto che la sicurezza per il processo sarebbe stata fornita da soldati e marines americani, che sarebbero stati probabilmente in carica per un certo numero di anni, ma ora sta affermando attraverso il suo ufficio stampa che non sarebbe stato necessario alcun esercito americano.

 

Non è chiaro come gli Stati Uniti si organizzeranno effettivamente per "possedere" Gaza, dato che gli abitanti di Gaza non saranno coinvolti nel processo, anche se Trump sta ora affermando che "la Striscia di Gaza sarà consegnata agli Stati Uniti da Israele alla conclusione dei combattimenti", il che sembrerebbe implicare che si prevedono ulteriori combattimenti con Hamas nonostante l'accordo di cessate il fuoco.

Suggerisce anche che Donald Trump pensa che l'attuale "proprietario" di Gaza sia Israele.

 È interessante notare che il figliastro sionista di Trump, “Jared Kushner”, lui stesso un imprenditore edile di New York, ha discusso le prospettive per lo sviluppo di un resort di lusso con vista sul Mar Mediterraneo a Gaza più di un anno fa e potrebbe aver influenzato l'attuale proposta di suo suocero.

È anche interessante notare che, quando Trump ha svelato il suo piano per Gaza, ha detto di aver discusso la proposta con molti colleghi all'interno e all'esterno del governo e di aver ricevuto solo risposte positive.

Il New York Times riporta invece che i colleghi di Trump nella sua stessa amministrazione non erano stati avvisati o informazioni su ciò che stava per accadere e sono rimasti scioccati dalla proposta di Gaza quando è stata presentata dal presidente.

 

Io, naturalmente, credo che l'intero schema sia, come sempre nella politica statunitense post 11 settembre, un elaborato costrutto ammantato di inganno per promuovere quelli che sono chiaramente visti come gli interessi di Israele, dato che gli Stati Uniti non hanno nulla da guadagnare dal continuare a pompare denaro e armi in un Medio Oriente instabile.

 Il principale negoziatore di Trump nella regione, “Steve Witkoff”, ha incontrato Netanyahu a Washington il giorno prima che il primo ministro israeliano incontrasse il presidente, e immagino piuttosto che l'intera proposta sia stata discussa con lui in dettaglio e abbia incontrato la sua approvazione.

E anche la “Cisgiordania” attualmente sotto assedio è stata successivamente menzionata quando, in risposta alla domanda di un giornalista su una potenziale annessione israeliana dell'area, Trump ha detto che avrebbe preso presto una decisione sulla questione.

"Alla gente piace l'idea, ma non abbiamo ancora preso una posizione in merito", ha detto Trump.

"Faremo un annuncio probabilmente su questo argomento molto specifico nelle prossime quattro settimane".

 

Mettere insieme la possibile riqualificazione di una Gaza libera da Gaza con una Cisgiordania annessa significa che prima o poi si avrà una Palestina storica senza palestinese, che è esattamente ciò che vogliono Netanyahu e i suoi compari, così come la lobby israeliana degli Stati Uniti.

 E questo è un programma bipartisan, dato che Joe Biden e Antony Blinken sono stati entrambi complici e complici del genocidio condotto da Israele contro gli abitanti di Gaza dall'ottobre 2023.

 Credo che la squadra di Biden in Medio Oriente, guidata da un israeliano che aveva prestato servizio nell'esercito israeliano, un certo “Amos Hochstein”, abbia lavorato metodicamente con Netanyahu per ottenere il dominio totale sia sui palestinesi che sugli altri suoi vicini.

Gli Stati Uniti, alle Nazioni Unite, hanno posto il veto su 13 risoluzioni del Consiglio di sicurezza che avrebbero imposto un cessate il fuoco o negoziati per fermare la carneficina a Gaza.

 E ne è testimone quello che ho definito il falso cessate il fuoco in Libano, che è entrato in vigore il 27 novembre eesimo.

Gli Stati Uniti hanno escogitato una formula di pace temporanea per il Libano "mentre allacciata" e che si adattava perfettamente a Bibi Netanyahu.

 In realtà, gli andava così bene che non poté resistere a rinnovare immediatamente il suo attacco ai libanesi, anche prima che l'inchiostro si asciugasse sui documenti del cessate il fuoco.

Da allora Israele ha mantenuto le sue truppe in una cosiddetta "zona cuscinetto" nel sud del Libano e ha continuato ad uccidere i libanesi che cercavano di tornare alle loro case.

 Il cessate il fuoco è stato comunque riuscito a rimuovere la pressione su Israele proveniente da Hezbollah libanese, e Israele ha colto l'occasione per unirsi all'invasione multipartitica della Siria.

Occupò una parte maggiore delle alture del Golan come parte del processo e prese possesso anche del Monte Hermon, che ferma tutto.

 Ha anche organizzato una serie di attacchi contro l'esercito siriano, distruggendo le scorte di armi nel sud e nell'est del paese.

Tutto questo è stato realizzato con il concorso dell'amministrazione Biden.

 Ora, Trump finge di essere pacificatore, ma sta consegnando la terra palestinese a Israele attraverso un espediente che, se avrà successo, cambierà per sempre la demografia della regione.

 I palestinesi, grazie a Dio, non sono disposti a cooperare, anche se ciò significa tornare sul piede di guerra con un Israele sostenuto dagli Stati Uniti.

 Né sarà facile trovare una nazione o nazioni disposte ad accettare 1,7 milioni di rifugiati senzatetto da Gaza che arriveranno con poco più dei vestiti che hanno addosso, seguiti da un altro milione di palestinesi che saranno liberati dopo l'annessione della Cisgiordania.

Mentre tutto questo si sta svolgendo, noi americani abbiamo poco da aspettarci, se non alcune nuove enormi proposte di legge per rimediare al danno fatto da Israele se il piano di resort a Gaza andrà avanti.

E forse ci sarà un'altra guerra, questa volta con l'Iran.

Trump ha firmato un memorandum presidenziale che chiede un rinnovo della "massima pressione" contro i persiani.

Ancora una volta, è proprio quello che vuole Benjamin Netanyahu, che è probabilmente il motivo per cui ha sorriso un po' sardonicamente, o almeno così sembrava, alla conferenza stampa con Trump dopo il suo 4 giugno esimo visit

a alla Casa Bianca.

 Perchè no? Aveva appena proclamato Trump il "miglior amico presidenziale che Israele abbia mai avuto!"

 Sa di essere il proprietario dell'edificio e dei suoi occupanti temporanei, così come dell'edificio più grande in fondo alla strada dove risiede il Congresso, quindi perché preoccuparsi dei dettagli?

(Philip M. Giraldi, Ph.D., è direttore esecutivo del Council for the National Interest, una fondazione educativa deducibile dalle tasse 501(c)3).

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