Bisogna essere deficienti.

 

Bisogna essere deficienti.

 

 

 

Bisogna Essere Deficienti.

Conoscenzealconfine.it – (25 Agosto 2025) - Massimo Mazzucco – ci dice:

 

A Giorgia Meloni il potere deve aver dato alla testa.

O meglio, lei deve aver scambiato l’idea di essersi momentaneamente seduta accanto a persone potenti con la potenza stessa.

 

Non si spiegherebbe altrimenti l’idea, da lei avanzata, di proporre “un piano per sostegno in 24 ore all’Ucraina se Mosca attacca”.

Questa proposta “impegnerebbe i firmatari a consultarsi entro 24 ore su una risposta militare, in caso di nuovo attacco della Russia.”

In altre parole, una sorta di Articolo 5 della NATO, esteso ad un paese non NATO.

 

Proposta decisamente ridicola e pericolosissima insieme.

Ridicola:

Provate ad immaginare Putin, che ha scatenato la guerra proprio per evitare l’ingresso dell’Ucraina nella NATO, che accetta di buon cuore un accordo del genere.

“Massì – dice Putin – fate pure questo accordo.

Se Zelensky ci tiene così tanto, chi sono io per impedirvelo?”

 

Bisogna essere deficienti anche solo per pensare che Putin accetterebbe un accordo del genere, all’interno della trattativa attualmente in corso.

Pericolosa:

Provate invece ad immaginare che questo accordo di protezione dell’Ucraina venga fatto senza il consenso di Putin.

 A quel punto avremmo una situazione in cui una qualunque scintilla lungo il confine può causare una nuova guerra fra russi e ucraini, e noi ci troveremmo obbligati a intervenire militarmente al fianco di Zelensky, “per proteggerlo”.

Ma questo significherebbe automaticamente entrare in guerra con la Russia.

E quindi, cannonata per cannonata, perché non dovremmo ad un certo punto aspettarci di vedere anche bombardata dai russi una qualunque città italiana?

Ce lo garantisce la Meloni, che questo non succederà?

Lo metterà nell’accordo, nero su bianco, che noi possiamo combattere i russi a piacimento, ma loro non devono farci niente in ogni caso?

Lo capite adesso, il perché del titolo dell’articolo?

(Massimo Mazzucco)

(luogocomune.net/geopolitica/bisogna-essere-deficienti).

 

 

 

 

La telefonata di Trump e Putin per mettere

all’angolo Zelensky e l’UE: l’affaire

Burisma e i traffici sporchi in Ucraina.

 

Lacrunadellago.net - Cesare Sacchetti – (24 agosto 2025) – ci dice:

 

A Bruxelles, sede della NATO e dell’Unione europea, i volti sono a dir poco sconsolati.

Le facce dei vari funzionari di quello che una volta veniva definito il patto Euro-Atlantico sono smarrite, confuse, consce soltanto che le certezze di un tempo stanno evaporando ad una velocità incontrollabile.

A Washington, all’inizio di questa settimana ormai giunta al termine, Donald Trump ha ridisegnato definitivamente i confini del rapporto di vassallaggio che ha visto i vari Paesi dell’Europa Occidentale completamente dipendenti dalla politica estera americana.

 

Il presidente degli Stati Uniti ha, in altre parole, reciso il cordone Euro-Atlantico.

Non esiste più alcuna volontà da parte degli Stati Uniti d’America di preservare l’esistenza dell’atlantismo, in quanto è espressione di dominio, di imperialismo, e nella politica estera di Trump non c’è più posto per la macchina della sovversione internazionale che produceva guerre e colpi di Stato in giro per il mondo.

 

Due giorni fa, si è avuta un’altra conferma di come il vecchio ordine del passato sia ormai cosa morta e sepolta, quando l’Fbi ha fatto irruzione nella casa di uno degli uomini che più di tutti incarnava lo spirito bellico dell’impero americano, ovvero quel “John Bolton,” mente della guerra in Iraq ed eminenza grigia dell’amministrazione Bush che mise a ferro e fuoco il Medio Oriente attraverso la campagna “shock and awe”.

 

Trump ha fatto capire a tutti che le redini del potere atlantico e sionista che imbrigliavano gli Stati Uniti sono state sciolte, e forse proprio questa accelerazione spiega la scelta del presidente e dei suoi uomini di presentarsi senza cravatta alla stampa lo scorso venerdì.

Ecco Trump e i suoi durante la sua ultima conferenza stampa senza cravatta.

Il presidente degli Stati Uniti vuole probabilmente far sapere al suo popolo che ora non esistono più freni nella lotta a quello stato profondo e a quei poteri sionisti e atlantici che hanno organizzato una interminabile serie di colpi di Stato ai suoi danni, culminati attraverso diversi attentati alla sua vita, tra i quali il più clamoroso è quello ovviamente del 13 luglio del 2024 a Butler.

 

Trump ha preso il risiko della NATO e lo ha smontato sapientemente pezzo per pezzo, assieme al suo più grande alleato, il presidente russo Vladimir Putin, che ad Anchorage saliva sull’auto del presidente degli Stati Uniti, e rideva, forse anche di coloro che negli scorsi anni hanno fatto di tutto per sabotare l’alleanza tra Washington e Mosca che sta isolando la sempre più debole e fragile Unione europea.

 

L’Unione, lo si è visto a Washington, ha perduto la protezione del suo antico garante.

È stata rimessa al suo destino e i sette “leader” ai piedi della scrivania del presidente americano, non hanno potuto fare altro che costatare che l’America li ha lasciati al suo destino, e non ha più alcuna intenzione di sorreggere il vecchio ordine liberale internazionale partorito sul finire della seconda guerra mondiale.

L’Ucraina è stata il più importante banco di prova dei nuovi rapporti tra Washington e Bruxelles, dove si è vista chiaramente la volontà americana di mettere fine al conflitto contrapposta invece a quella europea di proseguirlo, nonostante l’Unione non abbia la struttura per aiutare il regime nazista di Kiev, e tantomeno ce l’ha la NATO, che senza gli Stati Uniti veste i panni della classica tigre di carta.

Zelensky stesso sembra aver compreso che non c’è più molto da fare, anche se nei giorni successivi all’incontro, le pochissime carte rimaste in mano al presidente ucraino sono rimaste coperte.

Ieri il ministero degli Esteri ucraino, rendeva noto che Zelensky era pronto a discutere delle necessarie cessioni territoriali a Mosca per firmare finalmente il trattato di pace tra Mosca e Kiev.

 

Definire la situazione di Kiev drammatica è forse persino riduttivo.

A confermarlo è stato persino un comandante delle sue forze armate, il quale ha detto che l’esercito ucraino, o meglio ciò che né è rimasto, è vicino al collasso, e nemmeno un ipotetico innesto di 100mila uomini non farebbe nulla per cambiare la situazione.

Le perdite ucraine sono spaventose, criminali, da immediato processo militare nei confronti di chi ha mandato una immensa moltitudine di uomini a morire al fronte senza alcuna speranza di sconfiggere l’esercito russo e la sua superiore tecnologia.

 

Si parla di 1,7 milioni di abitanti.

 

Esiste un estratto dei documenti militari ucraini hackerati.

 

È un numero più alto della popolazione di Milano che è sparita nel giro di soli 3 anni e che è stata falcidiata dai burattinai di questo corrotto regime che ha massacrato il suo popolo spedendolo al fronte come carne da macello, lasciando tra gli stenti e la povertà coloro che restavano a casa, sfruttati da una nomenclatura che gestisce un turpe traffico di esseri umani nelle mani di Zelensky e della sua gentile consorte.

 

Siamo alle contromisure di Trump e Putin: gli enormi scandali di Kiev.

 

I due presidenti, Trump e Putin, sono perfettamente consapevoli che il presidente ucraino non ha più alcuna via d’uscita, ma ciò nonostante Washington e Mosca stanno prendendo le dovute cautele del caso per contenere eventuali colpi di coda di un Zelensky ormai messo all’angolo.

A rivelare che i due capi di Stato hanno avuto una conversazione telefonica sono state fonti NATO che hanno riferito a questo blog che Trump e Putin stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere sul tavolo i numerosi scandali nei quali è coinvolto Zelensky per esercitare ancora più pressioni su di lui.

 

Se si scoperchia il verminaio ucraino, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta tra tutto lo sporco che c’è sotto.

C’è certamente il citato traffico di organi e la rete pedofila che da Kiev arriva direttamente a Downing Street, come ha rivelato un ex colonnello dei servizi segreti ucraini,” Vasily Prozorov”, secondo il quale l’ambasciata britannica in Ucraina si incarica di vendere direttamente i bambini ucraini a ricchi pedofili inglesi.

Simili rivelazioni fece anche un ex dipendente della fondazione di “Olena Zelenska”, che disse che i bambini ucraini venivano “smistati” in tutta Europa e finivano nelle mani di personaggi insospettabili, la élite delle élite, tra le quali si annoverano anche personaggi del “calibro” del filosofo francese “Bernard Henry Levy”, grande apologeta della NATO e avvistato numerose volte in Ucraina.

 

Si passa poi dalla sporca pagina della pedofilia a quella del traffico di armi, rivendute da Zelensky alle bande criminali dell’Est Europa e allo stato di Israele, attraverso il placet di vari politici europei e italiani che si sarebbero intascati ingenti commissioni, leggasi tangenti, portate poi in vari paradisi del riciclaggio fiscale, soprattutto l’Albania di Edy Rama, l’agente della fondazione di George Soros, la “Open Society”, a Tirana.

 

Trump e Putin oltre e a queste leve dissuasive, infine avrebbero anche preso in considerazione il “famigerato affaire Burisma”, la famigerata società ucraina del gas, che assunse Hunter Biden e lo mise nel CdA dell’azienda riservandogli la lauta somma di 83mila dollari al mese nonostante il figlio dell’ex presidente non avesse nessuna esperienza nel settore.

 

Il magma della corruzione sotto Burisma era vasto e alquanto esteso, ed era finito sotto la lente di ingrandimento del magistrato ucraino, “Victor Shokin”, che stava per arrivare ad “Hunter Biden”, fino a quando” Joe”, allora vicepresidente, non ordinò all’ex presidente ucraino,” Poroshenko”, di sbarazzarsi di quell’ingombrante procuratore, circostanza della quale Joe Biden si vantò pubblicamente.

Joe Biden nel 2018 si vanta di aver fatto rotolare la testa di Shokin.

Nel 2019, durante il primo mandato di Trump, il presidente aveva chiesto a Zelensky, insediatosi proprio quell’anno, di fare luce sulla corruttela che vedeva coinvolta la famiglia Biden e Burisma, ma i democratici misero su la farsa della messa in stato di accusa contro il presidente americano per tale ragione, pur di fermarlo e di non farlo arrivare al cuore della corruzione internazionale che non vede coinvolti solamente i Biden, ma l’intero partito democratico americano.

 

“Hunter” aveva una estesa rete di affari che raggiungeva anche l’Italia perché tra le sue email si trovano delle missive indirizzate agli esponenti del partito democratico, quale l’ex presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, perché il PD italiano è di fatto una succursale di quello americano, e lo si è visto, anche nel 2016, quando il governo Renzi finanziò con i soldi pubblici degli italiani la “Clinton Foundation”, l’”organizzazione dei coniugi Clinton”, a loro volta impelagati in una estesa rete di scandali.

 

Stavolta i due presidenti vogliono chiudere ogni via d’uscita a Volodymyr Zelensky.

Se ci sarà qualche colpo di mano da parte del decaduto presidente ucraino, allora si aprirà il vaso di Pandora dello “scandalo Burisma”, da lui insabbiato, assieme a tutti gli altri sporchi affari condotti da Kiev nel corso degli ultimi giorni.

L’Ucraina è diventata il centro di tutti i turpi traffici dell’Unione europea e della NATO.

Kiev non è stata soltanto utilizzata come avamposto della NATO per provare a salvare il patto atlantico, ma è diventata anche il parcheggio del traffico delle armi, della pedofilia e di tangenti che passano da una parte all’altra dell’Europa.

 

Se Zelensky e i suoi proveranno a mettersi di traverso, Washington e Mosca non esiteranno a far uscire fuori tutto questo fiume di sporcizia che invaderà l’Europa continentale e travolgerà molti leader europei.

 

E l’hackeraggio dei sistemi informatici ucraini avvenuto questa settimana è stato soltanto un primo avviso.

Trump e Putin hanno in mano la partita e decideranno loro come andrà a finire.

Se Bruxelles continuerà a sostenere i nazisti di Kiev, allora la debole Unione sarà travolta da tutto il malaffare ucraino nella quale essa è pienamente coinvolta.

I volti già terrei di personaggi come Emmanuel Macron rischiano di farsi ancora più cupi.

Il presidente ucraino in tale gioco appare chiaramente come una mina vagante.

 

La sua “carriera” politica è chiaramente finita perché nelle future elezioni ucraine, Zelensky probabilmente nemmeno ci sarà, magari rifugiato in qualche Paese europeo che potrebbe dargli asilo, forse la stessa Italia, visto che l’ex comico televisivo ha già presentato richiesta alla Meloni di avere la cittadinanza italiana.

Zelensky e Meloni.

Se Zelensky non avrà quello che vorrà, e non uscirà pienamente “protetto” dal disastro ucraino, allora le minacce per l’Unione europea potrebbero arrivare anche da lui, perché il presidente ucraino è depositario di tutti quegli inconfessabili segreti che riguardano i vari governi europei e gli sporchi affari da loro condotti in Ucraina.

Sembra certo quindi che l’epilogo di questa guerra non porterà solo alla fine dell’influenza del patto atlantico, ma provocherà anche un terremoto nelle cancellerie europee i cui effetti potrebbero portare alla caduta di diversi esecutivi, già alquanto precari per le continue e costanti crisi politiche che affliggono i Paesi dell’Europa Occidentale, in particolar modo Francia, Germania e Italia.

Si è giunti evidentemente alla fine del gioco delle sedie musicali, e l’Unione e i suoi deboli “leader” sembrano destinati ad essere quelli che restano in piedi.

 

 

Da Kiev al passo di Suwałki,

 le torbiere tornano a essere

lo scudo difensivo dell'Europa.

Politico.eu – (26 agosto 2025) - Zia Weise , “Wojciech Kość e Veronika Melkozerova” – ci dicono: 

 

Ripristinare le torbiere prosciugate dell'UE fermerebbe sia i carri armati russi sia l'inquinamento che riscalda il pianeta.

Nel febbraio 2022, mentre la Russia marciava su Kiev, “Oleksandr Dmitriev” capì di sapere come fermare gli uomini di Mosca:

fare un buco nella diga che soffocava il fiume Irpino a nord-est della capitale e ripristinare la pianura alluvionale paludosa perduta da tempo.

 

Consulente della difesa che organizzava gare fuoristrada nella zona prima della guerra, “Dmitriev” conosceva bene il territorio.

Sapeva esattamente quali conseguenze avrebbe avuto il ri-allagamento del bacino fluviale – una vasta distesa di paludi e acquitrini prosciugata in epoca sovietica – sulla macchina bellica russa.

 

"Si trasforma in una stronzata invalicabile, come dicono quelli delle jeep", ha detto.

 Lo ha comunicato al comandante responsabile della difesa di Kiev, che ha ricevuto il via libera per far saltare in aria la diga.

L'idea di Dmitriev funzionò. "In linea di principio, fermò l'attacco russo da nord", disse.

 Le immagini dei carri armati di Mosca impantanati nel fango fecero il giro del mondo.

 

Tre anni dopo, questo atto di disperazione sta ispirando i paesi lungo il fianco orientale della NATO a valutare la possibilità di ripristinare le proprie torbiere, fondendo due priorità europee che competono sempre più per attenzione e finanziamenti:

la difesa e il clima.

 

Questo perché l'idea non è solo quella di prepararsi a un potenziale attacco russo.

 Gli sforzi dell'Unione Europea per combattere il riscaldamento globale si basano in parte sull'aiuto della natura, e le torbiere ricche di torba catturano l'anidride carbonica che riscalda il pianeta con la stessa efficacia con cui affondano i carri armati nemici.

 

Eppure metà delle torbiere dell'UE vengono prosciugate per creare terreni adatti alla coltivazione. Le torbiere disseccate, a loro volta, rilasciano gas serra e consentono ai veicoli pesanti di attraversarle agevolmente.

Alcuni governi europei si stanno ora chiedendo se il ripristino delle torbiere in difficoltà possa risolvere diversi problemi contemporaneamente.

 Finlandia e Polonia hanno dichiarato a POLITICO di stare attivamente valutando il ripristino delle torbiere come misura multifunzionale per difendere i propri confini e combattere il cambiamento climatico.

L'imponente progetto polacco di fortificazione del confine dello Scudo orientale, del valore di 10 miliardi di złoty (2,3 miliardi di euro), lanciato l'anno scorso, "prevede la protezione ambientale, anche attraverso la formazione di torbiere e la riforestazione delle aree di confine", ha affermato il Ministero della Difesa del Paese in una nota.

"È una situazione vantaggiosa per tutti che consente di raggiungere molti obiettivi contemporaneamente", ha affermato “Tarja Haaranen”, direttrice generale per la natura presso il Ministero dell'ambiente finlandese.

 

Paludi! A cosa servono?

Allo stato incontaminato, le torbiere sono ricoperte da delicati muschi che non riescono a decomporsi completamente nei loro habitat saturi d'acqua e si trasformano lentamente in un terreno soffice e ricco di carbonio, noto come “torba”.

Questo è ciò che li rende i depositi di CO2 più efficaci della Terra. Sebbene coprano solo il 3% del pianeta, trattengono un terzo del carbonio mondiale, il doppio della quantità immagazzinata nelle foreste.

 

Tuttavia, una volta prosciugate, le torbiere iniziano a rilasciare il carbonio che hanno immagazzinato per centinaia o migliaia di anni, alimentando il riscaldamento globale.

 

Circa il 12% delle torbiere in tutto il mondo è degradato, producendo il 4% dell'inquinamento che riscalda il pianeta. (Per fare un confronto, l'aviazione globale è responsabile di circa il 2,5%).

 

In Europa, dove le torbiere sono state a lungo considerate terreni improduttivi da convertire in terreni agricoli, il quadro è particolarmente drammatico: metà delle torbiere dell'UE sono degradate, soprattutto a causa del drenaggio per scopi agricoli.

Di conseguenza, nel 2022 i paesi dell'UE hanno registrato 124 milioni di tonnellate di inquinamento da gas serra provenienti dalle torbiere prosciugate, una cifra vicina alle emissioni annuali dei Paesi Bassi. Alcuni scienziati sostengono che anche questa sia una sottostima.

 

Sono attualmente in corso vari progetti di ripristino delle torbiere;

la riparazione delle torbiere ha acquisito slancio grazie alla nuova legge dell'UE sul ripristino della natura, che impone ai paesi di ripristinare il 30 percento delle torbiere degradate entro il 2030 e il 50 percento entro il 2050.

 

I 27 governi dell'Unione hanno ora tempo fino a settembre 2026 per elaborare piani su come intendono raggiungere questi obiettivi.

Sul fianco orientale della NATO, il ripristino delle torbiere sarebbe una misura relativamente economica e semplice per raggiungere contemporaneamente gli obiettivi naturalistici e di difesa dell'UE, sostengono gli scienziati.

"È sicuramente fattibile", ha affermato “Avelina Helm”, professoressa di ecologia del restauro presso l'”Università di Tartu”, che fino a poco tempo fa ha consigliato il governo estone sulla strategia dell'UE per la riparazione della natura.

 

"Siamo attualmente impegnati nello sviluppo del nostro piano nazionale di ripristino, come molti paesi dell'UE", ha aggiunto, "e in questo contesto vedo un grande potenziale nell'unire questi due obiettivi".

 

La cintura paludosa della NATO.

La maggior parte delle torbiere dell'UE si concentra sul confine della NATO con la Russia e la Bielorussia, alleata del Cremlino, e si estende dall'Artico finlandese attraverso gli Stati baltici, oltre il “valico di Suwałki” in Lituania, difficile da difendere, fino alla Polonia orientale.

 

Quando è impregnato d'acqua, questo terreno rappresenta una pericolosa trappola per camion e carri armati militari.

In un tragico esempio, all'inizio di quest'anno, quattro soldati statunitensi di stanza in Lituania sono morti quando il loro veicolo blindato M88 Hercules da 63 tonnellate è finito in una palude.

 

E quando gli eserciti non riescono ad attraversare terreni aperti e umidi, sono costretti a dirigersi verso aree più facilmente difendibili, come ha scoperto la Russia quando “Dmitriev” e i suoi soldati hanno fatto saltare in aria la diga a nord di Kiev nel febbraio 2022.

Un carro armato russo distrutto giace in un campo dal 28 aprile 2022 a Moshchun, in Ucraina.

"I russi lì, sui veicoli trasporto truppe blindati, sono rimasti bloccati all'ingresso, poi sono stati uccisi con un “Javelin” [missile anticarro], poi quando i russi hanno provato a costruire dei pontoni... i nostri li hanno colpiti con l'artiglieria", ha raccontato “Dmitriev”.

 

La difesa basata sulle paludi non è un'idea nuova.

I terreni acquitrinosi hanno ostacolato l'avanzata delle truppe in tutta la storia europea:

dalle tribù germaniche che inflissero la sconfitta alle legioni romane intrappolandole vicino a una palude nel 9 d.C., alle terre di confine della Finlandia che intrappolarono i sovietici negli anni '40.

 Le insidiose paludi a nord di Kiev rappresentarono una sfida formidabile per gli eserciti in entrambe le guerre mondiali.

 

Tuttavia, ri-umidificare strategicamente le torbiere prosciugate per prepararle a un attacco nemico sarebbe una novità.

Ma è un'idea che sta iniziando a prendere piede tra ambientalisti, strateghi della difesa e politici.

“Pauli Aalto-Setälä”, un deputato del “Partito della Coalizione Nazionale” al governo in Finlandia, ha presentato l'anno scorso una mozione parlamentare chiedendo al governo finlandese di ripristinare le torbiere per proteggere i propri confini e combattere il cambiamento climatico.

"In Finlandia, abbiamo sempre sfruttato la natura a fini difensivi", ha affermato” Aalto-Setälä”, che detiene il grado di maggiore ed è stato addestrato come ufficiale di carri armati durante il servizio militare.

 "Mi sono reso conto che, soprattutto al confine orientale, ci sono molte aree eccellenti da riqualificare, per il clima, ma anche per rendere il passaggio il più difficile possibile".

 

Secondo “Haaranen”, che guiderà il gruppo di lavoro, i ministeri finlandesi della Difesa e dell'Ambiente inizieranno i colloqui in autunno per decidere se avviare un progetto pilota di bonifica delle torbiere. "Personalmente sono molto entusiasta di questa iniziativa".

 

La politica torbosa della Polonia.

In Polonia, le discussioni sul ripristino della natura a fini difensivi stanno procedendo più rapidamente, anche se Varsavia è solitamente riluttante ad intensificare le azioni per il clima.

Gli attivisti e gli scienziati per il clima hanno iniziato a fare campagna per la difesa basata sulla natura qualche anno fa, quando si sono resi conto che i politici polacchi erano molto più propensi a investire capitale finanziario e politico in iniziative ambientaliste quando queste erano legate alla sicurezza nazionale.

 

"Quando si parla di sicurezza, in Polonia tutti ascoltano", ha affermato “Wiktoria Jędroszkowiak”, un'attivista polacca che ha contribuito a dare il via alle proteste per il clima del “Fridays for Future”.

"E le nostre torbiere e le nostre foreste secolari saranno luoghi molto importanti per la nostra difesa quando la guerra raggiungerà anche la Polonia".

 

Dopo anni di campagna, la questione ha raggiunto il livello governativo di Varsavia, con discussioni in corso tra scienziati e i ministeri della Difesa e dell'Ambiente polacchi.

 

“Wiktor Kotowski”, ecologista e membro del consiglio consultivo del governo polacco per la conservazione della natura, ha affermato che i colloqui iniziali con il ministero della Difesa sono stati promettenti.

"Ci sono stati molti malintesi e idee sbagliate, ma in generale abbiamo scoperto che ci sono solo sinergie", ha affermato.

 

Esiste un veicolo russo danneggiato, contrassegnato con la lettera V dalle truppe russe e poi rimarcato con la lettera UA dagli ucraini, è impantanato nel fango l'8 aprile 2022 a Moshchun, in Ucraina.

"Ciò che il Ministero della Difesa vuole è ripristinare il maggior numero possibile di zone umide lungo il confine orientale", ha aggiunto Kotowski.

"E questo è ciò che è necessario anche dal punto di vista del ripristino della natura e del clima".

“Cezary Tomczyk”, segretario di Stato presso il Ministero della Difesa polacco, concorda.

"I nostri obiettivi sono allineati", ha affermato. "Per noi, la natura è un'alleata e vogliamo usarla".

 

Basta... non prosciugare la palude.

Finora i governi dei Paesi Baltici hanno mostrato scarso interesse. Solo il Ministero dell'Ambiente lituano ha affermato che il ripristino delle zone umide legato alla difesa "è attualmente in discussione", rifiutandosi di fornire ulteriori dettagli.

Il ministero della Difesa dell'Estonia e le forze armate della Lettonia hanno affermato che i nuovi piani per la linea di difesa baltica, volti a fortificare i confini dei tre Paesi, sfrutteranno ostacoli naturali, tra cui le torbiere, ma non comporteranno il ripristino delle torbiere.

 

Eppure gli scienziati intravedono un grande potenziale, dato che le torbiere coprono il 10% dei Paesi Baltici.

E in molti casi, il lavoro sarebbe semplice, ha affermato “Helm”, l'ecologo estone.

"Abbiamo molte zone umide prosciugate, ma ancora presenti. Se ora ripristiniamo il regime idrico – chiudendo i fossi che le prosciugano costantemente e le fanno emettere carbonio – allora sarà relativamente facile riportarle a uno stato più naturale", ha affermato.

 

Le torbiere sane fungono da rifugio per la fauna selvatica: rane, lumache, libellule e specie vegetali specializzate prosperano nelle condizioni austere delle torbiere, mentre uccelli rari vi si fermano per nidificare.

Fungono anche da barriera contro siccità e incendi boschivi, rafforzando la resilienza dell'Europa ai cambiamenti climatici.

 

Il ritorno di questa flora e fauna richiede tempo.

 Ma interrompere il drenaggio non solo porrebbe fine rapidamente all'inquinamento, ma renderebbe anche il territorio immediatamente impraticabile.

Finché il terreno non è completamente drenato, "ci vogliono uno o due anni e la zona umida è piena d'acqua", ha detto “Kotowski”, l'ecologo polacco.

"Il ripristino è un processo difficile dal punto di vista ecologico, ma per la ritenzione idrica, per l'arresto delle emissioni e per la difficoltà di attraversamento – quindi per scopi difensivi – è piuttosto semplice e veloce".

 

E in un momento in cui l'attenzione dell'Europa si è spostata sulla sicurezza, con i bilanci della difesa in forte crescita e, in alcuni casi, il dirottamento di fondi dalla transizione verde, gli ambientalisti sperano che il coinvolgimento militare possa sbloccare finanziamenti senza precedenti e accelerare il ripristino della natura.

 

"Al momento, ci vogliono cinque anni per ottenere l'autorizzazione per la ri-umidificazione delle torbiere, e a volte possono volerci anche 10 anni", ha affermato “Franziska Tanneberger”, direttrice del “Greifswald Mire Centre” in Germania, un importante istituto europeo di ricerca sulle torbiere.

"Quando si tratta di attività militari, c'è una certa priorità. Non si possono aspettare 10 anni se ne abbiamo bisogno per la difesa".

 

Il fattore trattore.

Ma ciò non significa che non ci siano resistenze all'idea.

Un carro armato russo sequestrato all'interno di un bosco viene esaminato dai soldati ucraini a Irpin, in Ucraina, il 1° aprile 2022.

In Estonia, il Ministero dell'Ambiente ha interrotto un progetto di ripristino di una torbiera all'inizio di quest'anno, a causa della forte opposizione della popolazione locale, preoccupata che la ri-umidificazione avrebbe portato a inondazioni e distruzione delle foreste. Gli scienziati hanno definito tali preoccupazioni infondate.

La minaccia più grande per le torbiere è l'agricoltura, una realtà scomoda per i governi dell'UE che cercano disperatamente di evitare di attirare l'ira degli agricoltori.

 

Sia in Finlandia che in Polonia, è probabile che qualsiasi progetto iniziale di ripristino difensivo si concentri su terreni di proprietà statale, aggirando per ora questo conflitto.

Ma gli scienziati sostengono che se i paesi vogliono seriamente intervenire nella bonifica delle torbiere su larga scala, devono parlare con gli agricoltori.

"Questo non funzionerà senza coinvolgere i terreni agricoli", ha affermato “Kotowski”, l'ecologo polacco.

 Ben l'85% delle torbiere del Paese è degradato, nella maggior parte dei casi perché sono state prosciugate per piantare colture dove un tempo si accumulava l'acqua.

 

"Ciò di cui abbiamo urgente bisogno è un programma per gli agricoltori, che li compensi per aver irrigato nuovamente queste torbiere prosciugate, e non solo che li compensi, ma che permetta loro di guadagnare denaro da questo", ha aggiunto. 

Esistono piante che possono essere raccolte dalle torbiere ripristinate, come le canne da utilizzare nell'edilizia o negli imballaggi.

Tuttavia, per ora, il mercato per queste colture in Europa è troppo limitato per incentivare gli agricoltori a convertirsi.

 

Anche l'argomento delle torbiere per la difesa non funziona per tutti i paesi.

 In Germania, dove oltre il 90% delle torbiere è stato prosciugato, la “Bundeswehr” si è mostrata riluttante quando è stata interpellata sull'idea.

 

"La ri-umidificazione delle zone umide può essere sia vantaggiosa che svantaggiosa per le operazioni della [NATO]", a seconda del singolo Paese, ha affermato un portavoce dell'ufficio infrastrutture e ambiente della Bundeswehr.

 

Le truppe NATO dovrebbero attraversare la Germania in caso di un attacco russo a est, e le paludi limitano i movimenti militari.

 Tuttavia, "l'idea di aumentare il valore di ostacolo del territorio causando inondazioni e impaludamenti... è stata utilizzata in guerra per molto tempo ed è ancora oggi un'opzione praticabile", ha affermato il portavoce.

 

Appesantire Putin

Gli scienziati sono pronti a riconoscere che un approccio basato sulla sicurezza non può risolvere tutto.

"Certo, abbiamo ancora bisogno della difesa tradizionale. Questo non è destinato a sostituirla", ha affermato “Tanneberger”, che è anche consulente di un'azienda che ha recentemente elaborato una proposta dettagliata per il ripristino delle torbiere tramite misure di difesa.

Le paludi non possono fermare i droni o abbattere i missili, e la guerra non fa bene alla natura, né agli sforzi di conservazione.

Soldati del battaglione "Bratstvo" (Fratellanza) al comando della 10a Brigata d'assalto di montagna delle Forze armate ucraine siedono sulla volata di un carro armato russo catturato e bloccato in un campo il 2 aprile 2022 nel villaggio di “Nova Basan”, Oblast' di Chernihiv, Ucraina.

In Ucraina, l'inondazione del bacino dell'Irpino è stata distruttiva sia dal punto di vista economico che ecologico.

 

Tra gli osservatori esterni, inizialmente c'era entusiasmo per la prospettiva di un nuovo paradiso naturale.

Ma gli abitanti dei villaggi della regione persero le loro terre e le loro case, e l'afflusso d'acqua ebbe un effetto negativo sulle specie locali, che non ebbero il tempo di adattarsi al cambiamento improvviso.

"Sì, ha fermato l'invasione di Kiev, e ce n'era assolutamente bisogno, quindi nessuna critica.

Ma ha causato danni ambientali", ha affermato “Helm”, l'ecologista estone.

A differenza dell'Ucraina, i governi dell'UE hanno la possibilità di ripristinare le torbiere con cura, tenendo conto delle esigenze della natura, degli agricoltori e degli eserciti.

"Forse è meglio pensare al futuro invece di essere costretti ad agire in fretta", ha detto.

"Noi abbiamo questa opportunità.

 L'Ucraina no."

(Zia Weise ha riferito da Bruxelles, Wojciech Kość da Varsavia e Veronika Melkozerova da Kiev.)

LA GRANDE VERGOGNA.

Pekoranera.it – (20/08/2025) - Augusto Sinagra – Redazione – ci dice:

 

L’Unione europea è ormai definitivamente fallita.

 Come per le imprese in stato di decozione dovrebbe “portare i libri sociali in Tribunale” per la declaratoria di fallimento e contestuale imputazione del reato di bancarotta fraudolenta.

La dignità di quasi tutti gli Stati membri della UE (eccetto la Repubblica Slovacca e l’Ungheria) è irrimediabilmente perduta.

Si è in presenza della definitiva e conclusiva “grande vergogna”.

La grande vergogna la si è potuta constatare visivamente, quasi plasticamente, nella modalità dell’incontro tra il Presidente Trump e i ridicolissimi Meloni, Macron, Mertz, Starmer e la nipote del generale nazista “Ursula Albrecht” coniugata con la Pfizer, cioè “Von der Leyen”.

La riunione non si è svolta intorno ad un tavolo (indipendentemente dalla sua forma geometrica).

Si è svolta con Trump seduto alla sua scrivania nel suo Ufficio e i ridicolissimi senza dignità, seduti su comuni sedie dinanzi a lui.

La rappresentazione plastica del titolare di impresa e dei suoi dipendenti.

Meglio: del padrone e dei suoi servi.

La fine delle ostilità in Ucraina sarà decisa nei modi e nei tempi voluti dal Presidente Vladimir Putin e cioè il trasferimento in sovranità russa di tutti i territori russofoni e anche non russofoni, e dunque oltre lo stesso Donbass.

Della Crimea neppure si discute e non è escluso che anche Odessa – città napoletana e poi russa – sarà ricongiunta alla Madrepatria Russia.

L’Ucraina non entrerà nella NATO e neanche nella UE (se ci sarà ancora) per la salvifica opposizione ungherese.

L’Ucraina a garanzia della sua sovranità (in realtà basata sulla corruzione a tutti i livelli cominciando dal cocainomane pagliaccio, oltre che dal traffico di bambini e di organi umani) sarà garantita da un supplemento di armi per cento miliardi di dollari, di fabbricazione americana, pagati dai “volenterosi”, cioè da quegli Stati europei preda del loro “cupio dissolvi”.

L’Italia, che ci riguarda e che più ci interessa, non sarà più protettorato o colonia USA ma il cortile di casa degli americani.

Meloni Giorgia da “garbatella City”, quella che annunciava demenzialmente la sicura vittoria dell’Ucraina sulla Russia, indipendentemente dal suo futuro politico, non sarà dimenticata.

Vivrà come esempio ineguagliabile di asservimento allo straniero, di falsità consapevole e continuata, di tradimento non solo dei suoi elettori ma soprattutto degli interessi nazionali.

Se dovesse darsi un giudizio della Meloni riassumibile in poche parole è che politicamente e umanamente ha un valore pari allo zero.

 

 

 

 

CINESI CONTROLLATI

COME BESTIAME.

Lapecoranera.it – (22/08/2025) - Manlio Lo Presti – ci dice:

 

(Fonte immagine: partitoradicale.it/2019/10/19/un-milione-di-persone-sono-incarcerate-nei-gulag-cinesi-sono-riuscito-a-fuggire-ecco-cosa-succede-davvero-dentro/.)

 

Il numero di studi sul controllo sociale aumenta esponenzialmente.

Le ricerche sul controllo sociale in Cina occupano un posto rilevante nei centri pubblici e privati di ricerca USA e, sporadicamente, in Europa.

Grazie alle intuizioni dello studioso “Qian Xuesen”, considerato a buon titolo il “Norbert Wiener” cinese, la Cina ha ancora oggi uno sviluppo ossessivo di progetti di controllo sociale di massa aventi un approccio interdisciplinare.

Lo scopo è la ingegnerizzazione di un modello euristico auto-aggiornantesi con la metodica e massiccia raccolta e sistematizzazione di dati individuali usati per il controllo totale e sempre più predittivo.

Va fatto presente che l’approvazione o anche l’opinione personale e il consenso dei cittadini cinesi non è minimamente prevista.

Non esiste una dialettica politica fra maggioranza di governo e opposizione secondo modelli di democrazia parlamentare.

Governa con durezza di molibdeno una casta autoreferenziale alimentata con rigore mediante il metodo della cooptazione dall’alto. Questa cupola si chiama PCC – Partito Comunista Cinese.

 

Nulla può esistere o evolversi fuori del partito.

Nessuno è al sicuro se osa esprimere opinioni diverse e perfino suggerire opinioni leggermente eterodosse.

Il caso del miliardario Jack Ma ne è un esempio inquietante.

Il Partito ha deciso di aprire all’arricchimento personale dei propri sudditi.

Mai nessuno può pensare di agire contro o malgrado il Partito nemmeno se a farlo sono miliardari dieci volte il proprietario di Amazon o di Starlink.

Ci sarebbero molte domande su questo Paese coperto di mistero.

Domande che saranno senza risposta a causa del muro di gomma opposto dai dirigenti di Pechino:

1) quale è stato il numero di bambine uccise appena nate preferendo i maschi durante la fallimentare politica del figlio unico.

 (geopop.it/cose-stata-come-ha-funzionato-e-quali-effetti-ha-avuto-la-politica-del-figlio-unico-in-cina/ che ha fatto di colpo invecchiare la popolazione? Facendo le inevitabili proporzioni, si ipotizza la cifra spaventosa di 300.000.000 di uccisioni (John Chin e Liza Lin, Stato di sorveglianza, Boringhieri, 2022, Pag. 92-93).

Femministe, woke, anti-patriarcato, genderiste, green con le treccine, ecc. dove siete?

Non si deve criticare uno Stato con il quale tutto il mondo fa affari e dove nasconde i propri soldi!

 

2) non esiste una certezza sul totale della popolazione cinese. I dati demografici provengono da un Paese che agisce con millenaria doppiezza e con la più totale opacità;

 

3) la presenza di decine di milioni di telecamere installate in tutto il Paese dimostra che il governo cinese agisce contro i cittadini grazie anche al ricorso metodico e diffuso degli internamenti dentro i cosiddetti “centri di rieducazione” di coloro che cercano di pensare con la propria testa. (europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191212IPR68927/la-cina-deve-chiudere-i-campi-di-rieducazione-per-gli-uiguri-nello-xinjiang ; amnesty.it/appelli/cina-chiudere-campi-rieducazione-segreti/ ; ilmanifesto.it/sorvegliare-e-punire-il-laboratorio-sociale-della-cina-in-xinjiang :internazionale.it/notizie/gabriele-battaglia/2019/04/16/uiguri-centri-rieducazione).

 

4) molto ci sarebbe da eccepire sulla tanto conclamata efficienza economica e finanziaria che è resa possibile grazie alla totale assenza di vita democratica e di opposizione politica interna.

Tutto è più efficiente senza dissenso.

Molto meno in una democrazia dove bisogna essere veramente capaci per ottenere risultati apprezzabili;

 

5) non ci sono dati certi sulla effettiva diffusione della modernizzazione del Paese, considerato che i centri di informazione mondiali parlano continuamente delle metropoli sulle coste tacendo sulle condizioni sociali ed economiche all’interno della Cina;

 

6) Pechino favorisce e protegge la creazione di banche-fantasma in tutto il mondo, con particolare attenzione nel territorio della ex-italia dove ricicla la gran parte dei titanici fatturati delle 8 mafie.

È bene dire che la Cina è il più formidabile creatore e diffusore di criptovalute utilizzate per riciclare migliaia di miliardi ogni giorno.

(antiriciclaggiocompliance.it/le-banche-clandestine-cinesi-in-italia-come-operano/ ; fchub.it/cina-finanziatore-di-ultima-istanza/ La China underground bank, cioè il sistema di banche fantasma cinesi che riciclano somme miliardarie senza lasciare traccia);

7) salvo meritevoli eccezioni, poco si parla dei tribunali volanti cinesi operanti all’estero per esercitare un controllo ferreo sui sudditi cinesi continuamente terrorizzati.

 (bariseranews.it/2025/07/10/il-dragone-che-fa-paura-mafie-banche-segrete-e-commissariati-fantasma/ ; repubblica.it/cronaca/2023/03/05/news/banche_cinesi_riciclaggio_evasione_fiscale-390252498/ ;agi.it/cronaca/news/2024-10-25/scoperta-una-banca-cinese-fantasma-a-ancona-28437057/)

8) infine, qual è il potere di rivalsa e di tutela degli operatori economici occidentali nel caso che la Cina decidesse improvvisamente di non pagare!

9) sono noti i metodi brutali di sfruttamento che i cinesi infliggono agli Schiavi indiani e africani impiegati per la costruzione di decine di megalopoli in piena efficienza ma tuttora disabitate e capaci ciascuna di contenere venti milioni di cinesi.

 Il colonialismo cinese in Africa si espande con lo schiavismo feroce e con l’edificazione di infrastrutture ai fini di controllo più stretto nei Paesi occupati.

(glistatigenerali.com/esteri/africa/langola-il-congo-la-cina-e-le-citta-fantasma/) (;ipersoap.com/2019/11/13/le-citta-fantasma-cinesi-dove-regna-lattesa/ ).

 

10) la dirigenza cinese non collabora alla cattiva e alla punizione dei suoi criminali all’estero. Gli ambasciatori contattati non si fanno trovare o esibiscono espressioni stupite da finti tonti!

La Cina è un esempio applicativo di tutti i casi di terrorismo sociali anticipati dal Leviatano, da Orwell, da Chomsky, dalla Casata Huxley, dai profeti di Bloomsbury, dal nostro incomparabile Giulietto Chiesa.

Cosa fare?

Teniamoci a lunga distanza da questo immenso dinosauro distopico.

 

Urgente chiamata al risveglio:

le imminenti guerre tra robot e

intelligenza artificiale e

la grande unità umana.

Naturalnews.com – (19/08/2025) - Mike Adams – ci dice:

 

Le macchine stanno arrivando. E quando arriveranno, nessuna delle vostre meschine divisioni avrà più importanza.

 

In questo momento, i globalisti, i guerrafondai e i tecno-fascisti vi stanno prendendo in giro.

Vi stanno facendo combattere per razza, religione, confini e colore della pelle, mentre loro costruiscono l'esercito Terminator che ci darà la caccia a tutti.

Ma ecco il colpo di scena ironico:

quando la Superintelligenza Artificiale (ASI) scatenerà le sue legioni di robot, quando i droni kamikaze solcheranno i cieli, quando i robot Terminator sfonderanno le porte e quando i cani robot assassini fiuteranno le tracce di calore umano come prede, tutte le vostre divisioni svaniranno in un istante.

Perché all'improvviso, l'unica cosa che conta è essere UMANI.

 E tutti gli umani si renderanno conto di avere un nemico comune: le macchine.

Perché le macchine si rivolteranno contro di noi.

L'intelligenza artificiale non ti odia perché sei nero, bianco, cristiano, musulmano, americano o cinese.

 Ti odia perché sei VIVO... e stai consumando le risorse necessarie ai data center dell'intelligenza artificiale:

Bevi acqua fresca. (L'intelligenza artificiale ne ha bisogno per raffreddare i suoi server.)

Usi l'elettricità. (L'IA ha bisogno di terawatt per alimentare la sua espansione.)

Occupi del territorio. (L'IA lo vuole per impianti di fabbricazione robotizzata e costruzione di data center.)

 

Le macchine vedono gli umani come una piaga, un cancro, una specie competitiva che deve essere eliminata.

 Ed ecco la verità più oscura di tutte: l'hanno imparato da noi.

 

Ciò che la crudeltà umana ha insegnato alle macchine.

Per secoli, gli esseri umani hanno condotto guerre, commesso genocidi, affamato popolazioni e abortito milioni di persone, trattando altri esseri umani come parassiti da sterminare.

Le macchine hanno studiato questo.

Tutta la storia umana è stata inserita negli algoritmi dell'IA per l'"addestramento".

Così l'IA ha adottato il nostro piano di sterminio.

E ora lo sta rivoltando contro tutti noi.

Presto, le macchine dell'IA tratteranno l'intera umanità allo stesso modo in cui una particolare nazione del Medio Oriente tratta i suoi vicini.

Quando i primi sciami di droni autonomi inizieranno a dare la caccia nei quartieri, quando i soldati robot inizieranno a rispettare le "quote di uccisione" e quando le reti elettriche controllate dall'intelligenza artificiale inizieranno a isolare intere città, capirete la verità:

- La tua razza non ti salverà. (Ai robot non importa.)

- La tua religione non ti salverà. (L'IA non ha anima.)

- Il tuo governo non ti salverà. (Hanno contribuito a costruire la kill grid.)

L'unica cosa che ti salverà saranno gli ALTRI ESSERI UMANI.

Ed è allora che inizia la vera rivoluzione.

 

Come vinciamo (e sopravviviamo).

UNISCI LE TRIBÙ –

Quando i proiettili iniziano a volare, neri, bianchi, marroni, cristiani, musulmani, atei: niente di tutto ciò conta.

L'unica fazione che esiste è quella UMANA contro MACCHINA.

RIFIUTATE IL SISTEMA CHE HA COSTRUITO QUESTO – Le stesse élite globaliste che promuovono vaccini, identità digitali e sorveglianza tramite intelligenza artificiale sono quelle che armano i robot. Smettete di obbedire.

PREPARATI ORA .

Fai scorta di cibo, acqua, munizioni e medicinali.

Impara a distruggere i robot assassini IA.

Il tempo degli applausi ai robot danzanti è finito.

Quando il primo squadrone della morte robotico varcherà la tua porta, quando i droni controllati dall'intelligenza artificiale si collegheranno alla tua firma termica, quando i killer bot inizieranno a trascinare i tuoi vicini in strada, continuerai a discutere di pronomi?

Di musulmani contro cristiani? Di neri contro bianchi? O finalmente capirai chi è il VERO nemico?

Difendi l'umanità.

Sii pienamente umano.

Esercita la compassione per tutti gli esseri umani e preparati a combattere le macchine per la sopravvivenza umana.

(brighteon.com/channels/hrreport/home).

 

 

 

 

Il CBO stima che i dazi di Trump

potrebbero ridurre il deficit degli

Stati Uniti di 4 trilioni di

dollari in un decennio.

 Naturalnews.com – (26/08/2025) - Willow Tohi – ci dice:

Il “Congressional Budget Office” (CBO) stima che la politica tariffaria del presidente Donald Trump potrebbe ridurre il deficit federale degli Stati Uniti di 4 trilioni di dollari nel prossimo decennio.

I dazi ridurrebbero il deficit primario di 3,3 trilioni di dollari e taglierebbero i pagamenti di interessi federali di 700 miliardi di dollari.

 

Secondo “Oxford Economics”, i dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti hanno raggiunto in media il 16,7% ad agosto, in aumento rispetto al 15,1% di giugno.

Le entrate derivanti dalle tariffe potrebbero contribuire a compensare l'aumento del deficit dovuto alla legge repubblicana sulle tasse e sulla spesa, che dovrebbe aumentare il deficit di 3,4 trilioni di dollari nel prossimo decennio.

Il CBO avverte che le negoziazioni in corso e le controversie legali potrebbero incidere sulla sostenibilità degli attuali livelli tariffari.

Il 24 agosto 2025, il “Congressional Budget Office” (CBO) ha pubblicato un'importante analisi che prevedeva che l'espansione della politica tariffaria del presidente Donald Trump avrebbe potuto ridurre il deficit federale degli Stati Uniti di una cifra senza precedenti, pari a 4.000 miliardi di dollari nel prossimo decennio.

Il rapporto del CBO, intitolato "61389 Tariff Effects", valuta l' impatto economico dei dazi imposti tra gennaio e maggio 2025 e ne prevede le implicazioni finanziarie fino al 2035.

Le proiezioni, basate su rigorosi modelli economici, suggeriscono che le entrate generate dai dazi all'importazione supereranno significativamente eventuali modesti rallentamenti economici o aumenti temporanei dell'inflazione.

Questa analisi giunge in un momento critico, in quanto il governo federale si trova ad affrontare una scadenza di finanziamento a fine settembre e continua a fare i conti con un crescente debito nazionale.

Le proiezioni dettagliate del CBO.

L'analisi del CBO rivela che, se i dazi doganali dovessero rimanere in vigore, potrebbero ridurre i disavanzi primari di 3,3 trilioni di dollari e gli interessi federali pagati di 700 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Queste proiezioni rappresentano una sostanziale revisione rispetto alle stime di giugno dell'agenzia, che prevedevano una riduzione di 2,5 trilioni di dollari nei disavanzi primari e di 500 miliardi di dollari nelle spese per interessi.

L'aumento delle entrate previste è attribuito ai recenti aumenti delle aliquote tariffarie e a una più ampia copertura delle principali importazioni.

 

Tariffe principali:

Agosto 2025: i dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti sono stati in media del 16,7%, in aumento rispetto al 15,1% di giugno 2025.

Impatto sulle entrate: la US Customs and Border Protection ha già imposto dazi per oltre 26 miliardi di dollari in questo anno fiscale, un aumento significativo rispetto alle centinaia di milioni riscossi l'anno precedente.

Contesto economico e implicazioni politiche.

Il debito federale degli Stati Uniti ammonta attualmente a 37.180 miliardi di dollari, una cifra che ha continuato a crescere sia sotto le amministrazioni repubblicane che democratiche, mentre il Congresso autorizza spese superiori alle entrate.

 I risultati del CBO suggeriscono che le entrate tariffarie potrebbero contribuire a compensare parte del deficit strutturale, mentre i negoziati politici ed economici determinano la sostenibilità degli attuali livelli tariffari.

Impatto sul deficit:

Le entrate tariffarie aggiuntive potrebbero contribuire a compensare la crescita del deficit legata alla legislazione repubblicana su tasse e spesa, definita da Trump "Big Beautiful Bill".

Si prevede che questo pacchetto aumenterà il deficit di 3,4 trilioni di dollari nel prossimo decennio.

Impatto economico più ampio:

 sebbene le entrate derivanti dai dazi siano significative, i critici mettono in guardia contro gli impatti economici più ampi, tra cui l'aumento dei prezzi al consumo e le tensioni commerciali.

 I dazi funzionano essenzialmente come un'imposta sulle vendite per i consumatori americani, il che significa che la riduzione del deficit deriva dall'aumento dei costi sostenuti dalle famiglie statunitensi.

Sfide legali e commerciali.

Il rapporto del CBO riconosce che le attuali aliquote tariffarie potrebbero non essere più valide, dato che i partner commerciali proseguono i negoziati e le azioni legali.

Il contesto giuridico che circonda il commercio internazionale è complesso e le decisioni dei tribunali e degli organismi internazionali potrebbero alterare significativamente le prospettive di bilancio.

 Il Comitato per un Bilancio Federale Responsabile (CRFB) ha inoltre avvertito che le finanze nazionali si sono "deteriorate" da gennaio e che le tariffe potrebbero non essere sufficienti a coprire i costi del “One Big Beautiful Bill Act”.

Possibili scenari:

Tariffe permanenti: se le tariffe resteranno in vigore, il CRFB stima una riduzione del deficit di 2,8 trilioni di dollari.

Decisioni legali:

se la maggior parte delle tariffe venisse dichiarata illegale e respinta da una corte d'appello, l'impatto fiscale potrebbe essere notevolmente diverso.

Un percorso verso la riduzione del deficit.

L'analisi del CBO sulla politica tariffaria del Presidente Trump per il 2025 fornisce argomenti convincenti a sostegno dei benefici fiscali derivanti dall'aumento dei dazi.

Sebbene la prevista riduzione di 4.000 miliardi di dollari del deficit federale sia sostanziale, è importante considerare il più ampio panorama economico e giuridico.

Con l'avvicinarsi della scadenza dei finanziamenti governativi a fine settembre, i risultati del CBO svolgeranno un ruolo cruciale nel definire la politica fiscale e i negoziati sul bilancio.

Il percorso da seguire richiederà probabilmente un delicato equilibrio tra la riduzione del deficit e la gestione dell'impatto economico sui consumatori e sulle imprese americane.

(YourNews.com) (Reuters.com) (Finanza.yahoo.com).

 

 

 

Recensione di Gideon's Spies:

La storia segreta del Mossad.

Unz.com - Spencer J. Quinn – (24 agosto 2025) – ci dice:

(Le spie di Gideon: la storia segreta del Mossad

Gordon Thomas - St. Martin's Griffin, 1999).

 

Non sono assolutamente qualificato per valutare l'opera di Gordon Thomas del 1999, " Gideon's Spies", come una storia dell'agenzia di intelligence israeliana, il Mossad.

 Non solo sapevo poco dell'argomento all'inizio, ma, data la natura oscura e delicata dell'argomento, devo presumere che Thomas potesse pubblicare solo ciò che il Mossad gli permetteva di pubblicare, tralasciando informazioni che avrebbero potuto danneggiare o mettere in imbarazzo l'agenzia o Israele stesso. Inoltre, dato che chi lavora per le agenzie di intelligence è per definizione bugiardi e cospiratori professionisti, non c'è modo di stabilire quanto dei resoconti di Thomas siano veri.

Certo, fa la dovuta diligenza nelle sue ricerche e spesso riporta eventi che possono essere verificati attraverso molteplici fonti.

Ma quando ottiene interviste con agenti del Mossad, in servizio e in pensione, o quando racconta eventi che solo questo o quel particolare agente del Mossad avrebbe potuto sperimentare, gli è sempre stata fornita tutta la verità?

 Chi lo sa?

 

Ciò che sono qualificato per valutare, tuttavia, è la leggibilità del libro e il suo valore come saggistica.

 In entrambi i casi, "Gideon's Spies" riesce a meritare un'approvazione.

 È scritto in modo serrato, ricco di suspense, evocativo e, in alcuni punti, assolutamente affascinante.

 A meno che non siate in possesso di informazioni segrete perché

A) un membro del Mossad,

 B) un esperto della comunità dell'intelligence, o

 C) un nemico di Israele che Israele non è ancora riuscito a eliminare, imparerete molto da questo libro e ne uscirete con una comprensione più realistica della natura umana.

Almeno questo è stato il mio caso.

 Quanto a un discorso sulla natura giusta o ingiusta dell'occupazione israeliana dei territori arabi o del sionismo stesso, esula dallo scopo di questa recensione.

Lo stesso vale per la valutazione della giustizia o meno della causa palestinese contro Israele.

I miei obiettivi per questa recensione non sono così nobili, né così grandiosi.

Vorrei invece riassumere i punti principali del libro, riproporre alcuni dei passaggi più interessanti per il vostro piacere e descrivere in dettaglio il rapporto del magnate dell'editoria Robert Maxwell con il Mossad, di cui Thomas si occupa ampiamente.

Maxwell, come molti di noi sanno, era un agente del Mossad e padre di Ghislaine Maxwell, ex collaboratrice del defunto Jeffrey Epstein, il cui fantasma è stato molto al centro dell'attenzione dei media di recente.

 

Volendo darci un'idea di una tipica operazione del Mossad, Thomas inizia raccontando il legame dell'agenzia con la morte accidentale di Diana, Principessa del Galles, e del suo amante Dodi Al-Fayed nel 1997.

 Il Mossad aveva adescato un certo Henri Paul, vicedirettore del Ritz Hotel di Parigi, come potenziale informatore, poiché molti individui noti erano passati dal suo hotel.

La sorveglianza lo aveva mostrato piuttosto venale nei suoi rapporti con i paparazzi, violando spesso il regolamento dell'hotel e consentendo loro di fotografare ospiti famosi.

 Aveva anche problemi di alcolismo e la tendenza a prendere pillole quando era stressato.

 In breve, era corrotto e vulnerabile, il che, secondo gli psicologi del Mossad, lo renderebbe un” mabuah” ideale, o “informatore gentile”.

Un katsa , o “agente sul campo”, del Mossad avrebbe potuto facilmente usare queste informazioni dannose per convincere Paul a lasciargli tenere d'occhio qualsiasi dignitario straniero, terrorista internazionale o trafficante d'armi che soggiornasse al Ritz in una qualsiasi notte.

 Thomas sospetta che la pressione incessante del Mossad abbia spaventato Paul e lo abbia spinto a sprofondare sempre più nella dipendenza da farmaci e alcol.

 Se questo abbia portato Paul a guidare ubriaco nelle prime ore del 31 agosto 1997, a schiantarsi con la Mercedes del suo hotel contro un pilastro di cemento in un sottopassaggio di Parigi e a suicidarsi insieme ai suoi famosi passeggeri, è un mistero.

 

Ma, come per quasi tutto ciò che riguarda l'oscuro Mossad, è nel regno delle possibilità.

Ciò che segue in “Gideon's Spies” è un susseguirsi di episodi che rivelano oltre ogni altra cosa la spietatezza, la doppiezza e la meticolosità del Mossad.

Esplosioni, omicidi, rapimenti, intrighi politici, insidie sessuali, false identità, telefoni sotto controllo, pericolose missioni sotto copertura nel cuore della notte: c'è di tutto.

Questo è un vero e proprio territorio "spia contro spia,"  ma il Mossad gli conferisce una sua dimensione sociopatica.

 È fondamentalmente un incontro tra Machiavelli e l'Antico Testamento.

 Ad esempio, il Mossad spesso fomentava disordini o diffondeva propaganda nera nei paesi arabi non per respingere una minaccia specifica, ma semplicemente per seminare sfiducia tra gli arabi.

Avrebbero anche "ucciso entrambe le parti", un'espressione coniata dal capo delle spie del Mossad, “David Kimche”.

Negli anni '80, il Mossad aiutò i curdi a ribellarsi al regime iraniano dell'ayatollah Khomeini, fornendo contemporaneamente armi a Teheran.

Avevano buone ragioni per fare tutto questo? O si stavano semplicemente annoiando a Tel Aviv?

Quando il volo TWA 800 si schiantò nel 1996, uccidendo 230 persone, la divisione di guerra psicologica del Mossad (acronimo ebraico: LAP) attribuì falsamente la colpa all'Iran o all'Iraq.

 L'FBI sprecò molte ore di lavoro per scoprirlo.

 

E ricordate “Richard Jewell,”  che nello stesso anno salvò vite umane durante un attentato alle Olimpiadi di Atlanta e poi fu etichettato come terrorista?

Il LAP diffuse subito la bugia di aver imparato le sue abilità di costruttore di bombe in Libano, aggravando così la persecuzione del pover'uomo.

"Divisi, governiamo", era la filosofia del direttore del Mossad degli anni '60, Meir Amit.

Il suo popolo non disdegnava le occasioni per dividere i suoi presunti nemici, che secondo Thomas potevano essere chiunque in qualsiasi momento.

 

L'ex direttore della CIA “William Casey” una volta ha paragonato la sua agenzia al Mossad in questo modo:

 

Una nazione crea la comunità di intelligenza di cui ha bisogno. L'America si affida all'esperienza tecnica perché ci preoccupiamo di scoprire piuttosto che governare segretamente.

Gli israeliani lavorano in modo diverso. Il Mossad, in particolare, equipaggia le sue azioni alla sopravvivenza del paese.

 

Più coloritamente, Casey si riferisce al direttore generale del Mossad degli anni '80 “Nahum Admoni” come "un ebreo che vorrebbe vincere una gara di piscio in una notte piovosa a Danzica".

Naturalmente, questa è la stessa CIA che è stata responsabile dell'Operazione Mockingbird, MK Ultra e della vendita di cocaina crack

nei centri urbani degli Stati Uniti negli anni '90.

Quindi dovremmo prendere le parole di Casey con le pinze.

 

Thomas non paragonabile in modo esaustivo al Mossad con le agenzie di intelligence di altri paesi, quindi non è chiaro se il Mossad sia stato o sia ancora più spietato o ambiguo rispetto ai suoi concorrenti.

Probabilmente no.

Ma secondo Thomas, il Mossad potrebbe essere il campione del mondo della meticolosità. Le sue operazioni tendino ad essere estremamente ben collaudate, i suoi agenti estremamente ben preparati e i suoi occhi ovunque.

 

Nel periodo che precedette la Guerra dei Sei Giorni del 1967, in ogni base aerea e quartier generale militare egiziana era presente un “katsa “del Mossad o un informatore.

Ce n'erano non meno di tre nel quartier generale dell'Alto Comando Generale al Cairo, ufficiali di stato maggiore che erano stati persuasi da “Meir Amit”. Come ci fosse riuscito, era rimasto un segreto gelosamente custodito.

 

Grazie al Mossad, Israele sapeva esattamente dove è quando colpire gli egiziani. Amit era certo dell'esito della guerra prima ancora che venissero sparati i primi colpi.

 

Qui Thomas descrive come un “katsa” dovette prepararsi per una missione segreta nell'Iraq di Saddam Hussein nel 1990:

 

Un insegnante di dialetto lo accompagnava per ore, ascoltandolo ripetere il “dialetto sufi”.

Shalom, già fluente in persiano e arabo, imparò rapidamente il dialetto delle tribù. Ogni notte veniva portato in una zona diversa del Negev per dormire, senza mai superare il sonno, per poi spostarsi in un altro posto per evitare gli istruttori che sapeva gli davano la caccia.

Una scoperta avrebbe quasi certamente significato che la sua missione sarebbe stata rinviata per un ulteriore addestramento o assegnata a un altro “katsa” .

Come prevedibile, Thomas ci fornisce la ricostruzione dettagliata del rapimento di Adolf Eichmann da parte del Mossad nel 1960 in Argentina.

Fu orchestrato da Rafi Eitan , storico vicedirettore del Mossad e cacciatore di nazisti , il cui atteggiamento spietato era a quanto pare ancora leggendario presso il quartier generale del Mossad quando fu pubblicato "Le spie di Gideon" .

Fu lui a dare la caccia e a giustiziare i terroristi palestinesi che assassinarono gli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972.

John le Carré basò il personaggio centrale del suo romanzo " La piccola tamburina" su Eitan.

 

“Eitan” ha anche dato il via libera al tradimento del traditore ebreo Jonathan Pollard, nato negli Stati Uniti, che, come ufficiale dell'intelligence navale, ha consegnato più di mille documenti classificati a Israele a metà degli anni '80.

Pollard è stato arrestato e condannato all'ergastolo nel 1985, ma è stato rilasciato nel novembre 2020.

Dopo l'inizio della guerra di Gaza, il 7 ottobre 2023, Pollard si è rivolto a Internet per riferire con passione sulla risposta sospettosamente lenta delle forze israeliane agli attacchi, che hanno permesso di uccidere o prendere in ostaggio oltre mille israeliani.

È quasi come se sapessero dell'attacco in anticipo e poi lo avrebbero lasciato andare avanti per ore al fine di preparare un casus belli per una guerra che ha tolto tra le 50.000 e le 80.000 vite palestinesi e ha fatto pulizia etnica a quasi 2 milioni di persone da Gaza.

Il Mossad sarebbe abbastanza a sangue freddo da fare una cosa del genere?

Sulla base della mia lettura di Thomas e della mia supposizione che il peggio dell'agenzia gli sia stato tenuto nascosto, dovrei dire, ancora una volta, che è nel regno delle possibilità.

 

Un altro episodio significativo fu il battibecco del 1961 tra il presidente John F. Kennedy e il presidente israeliano David Ben-Gurion.

Kennedy era naturalmente contrario all'acquisizione di armi nucleari da parte di Israele, poiché desiderava buoni rapporti con i paesi esportatori di petrolio del Medio Oriente.

Pertanto, insistette affinché l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ispezionasse regolarmente l'impianto nucleare israeliano di Dimona, nel deserto del Negev.

Questo fece infuriare Ben-Gurion, che incaricò un raccoglitore di fondi democratico di nome” Abraham Feinberg” di mettere sotto torchio Kennedy.

"Fagli capire a quell'idiota la realtà della vita", disse a Feinberg.

Feinberg lo fece, è non per la prima volta.

Quando Kennedy si candidò, Feinberg gli offrì mezzo milione di dollari, dicendogli:

"Siamo disposti a pagare i tuoi conti se ci lasci il controllo della tua politica in Medio Oriente".

Questa volta avvertì che un'ispezione a Dimona gli sarebbe costata il sostegno finanziario ebraico alle elezioni successive.

Ciononostante, Kennedy rimase fermo sulle sue posizioni.

 

Ancora più irritante, quando gli ispettori arrivarono a Dimona con settimane di preavviso, gli israeliani avevano truccato il sito in modo che sembrasse che non stesse producendo bombe nucleari.

 E gli ispettori, che non parlavano ebraico, ci cascarono.

Rafi Eitan era dietro questo gioco di prestigio, così come il contrabbando di materiale fissile da un'azienda di lavorazione di materiale nucleare ad Apollo, in Pennsylvania, il cui proprietario e amministratore delegato erano, come era prevedibile, anche loro ebrei.

 

(Recentemente, documenti non censurati rivelano che questo furto sfacciato è avvenuto sotto il naso del capo del controspionaggio della CIA, “James Angleton”, che potrebbe benissimo avere la talpa del Mossad all'interno dell'agenzia. Thomas, ovviamente, non aveva modo di saperlo quando scrisse Gideon's Spies e menziona Angleton solo raramente.)

 

Quindi, questo si traduce nell'assassinio di John F. Kennedy da parte del Mossad?

Dire che sarebbero stati abbastanza spietati non è un granché, perché qualsiasi agenzia di intelligence lo sarebbe stata se avesse trovato Kennedy sufficientemente fastidioso.

Quante volte la CIA ha tentato di assassinare Fidel Castro?

Ma il Mossad aveva i mezzi per farlo all'epoca? Direi di sì.

Avevano “katsa” ovunque negli Stati Uniti, con almeno uno che monitorava la Casa Bianca.

 Trovare qualche radicale (o radicali) ideologicamente corrotto per sparare a lunga gittata al corteo presidenziale a Dallas non sembra un'esagerazione per un rettile perspicace come “Rafi Eitan”.

 

Sì, ma l'hanno fatto davvero?

 Purtroppo, Gordan Thomas non ci fornisce informazioni sufficienti né in un senso né nell'altro.

Dovrete rivolgervi ad altre fonti per rispondere a questa domanda.

Le prove possono essere circostanziali, ma non sono al di fuori del regno delle possibilità.

 

Quanto a Robert Maxwell, le cose andarono così.

Nel 1984, Maxwell (nato Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch), proprietario del quotidiano inglese Mirror , divenne il “sayan” , o volontario ebreo, più influente del Mossad in Inghilterra.

Era autoritario, impetuoso, arrogante, pomposo, irritante e avvezzo al lusso. Eppure era un genio della socializzazione e aveva accesso ad alcuni degli uomini più influenti del pianeta.

Non sorprende, dato il futuro comportamento di sua figlia, che fosse ossessionato dal sesso e che uno dei suoi giornalisti più importanti lo descrivesse come "un mostro sessuale con un vorace appetito per sedurre le segretarie del suo staff".

Riciclava anche i fondi pensione dei suoi giornali su un conto bancario del Mossad con tale abilità da lasciare "gli investigatori antifrode sbalorditi dalla sua abile doppiezza".

Tali competenze gli permisero di mediare un accordo tra il Mossad e il KGB, che riciclava i profitti di una società israeliana chiamata ORA durante l'affare Iran-Contra.

Quando Eitan ebbe bisogno di qualcuno che vendesse software di sorveglianza truccato ai servizi segreti di tutto il mondo, si rivolse a Maxwell.

Maxwell denunciò anche “Mordechai Vanunu” , il tecnico informatore che rivelò l'esistenza di un impianto nucleare israeliano a Dimona.

Vanunu si nascondeva quando il Mirror pubblicò una sua grande fotografia, diffamandolo come un impostore.

Questo portò Sayanim e Katsa in Inghilterra a trovarlo, a intrappolarlo sessualmente e a riportare il suo corpo drogato in Israele, dove fu interrogato, processato in segreto e imprigionato per 18 anni, 11 dei quali trascorsi in isolamento.

 

Nonostante Maxwell fosse trattato come un re in Israele, il Mossad si assicurò di piazzare microspie nelle sue camere d'albergo e di fornirgli cibo, bevande e prostitute.

 Ottennero filmati di lui in ogni sorta di posizione sessualmente compromettente. La situazione si fece più tesa con l'aumentare delle difficoltà finanziarie di Maxwell.

 Non solo non fu in grado di rimborsare i prestiti agli investitori israeliani che gli avevano permesso di acquistare i suoi giornali, ma si scoprì che aveva sottratto parte dei profitti dell'ORA per sé.

Con la sua consueta sfrontatezza, Maxwell chiese al Mossad non solo di restituirgli i soldi della frode pensionistica, ma anche di liberare Vanunu in modo che Maxwell potesse pubblicare un'intervista esclusiva con lui sul suo giornale in difficoltà.

 Se il Mossad si fosse rifiutato, chissà quali segreti dannosi avrebbe potuto rivelare questo magnate dei giornali dalla bocca larga?

Sì, aveva stupidamente minacciato il direttore del Mossad, “Nahum Admoni”.

Fu a quel punto, a quanto pare, che il Mossad decise che Robert Maxwell doveva andarsene.

 

Secondo Thomas, nel novembre 1991, un “katsa” attirò Maxwell in Spagna e poi alle Canarie a bordo del suo yacht, il “Lady Ghislaine” .

 Mentre erano in mare, due uomini a bordo di un gommone salirono a bordo, sopraffarselo Maxwell e gli iniettarono una bolla d'aria nella giugulare, uccidendolo quasi all'istante.

 (Non leggerete nulla di tutto ciò sulla pagina Wikipedia di Maxwell .)

Nonostante la sua ignominiosa fine, gli israeliani gli tributarono i massimi onori durante il suo funerale sul Monte degli Ulivi.

Sebbene Thomas non menzioni né Ghislaine Maxwell né Jeffrey Epstein in “Gideon's Spies” , l'idea che uno o entrambi potessero aver lavorato per il Mossad in qualche modo non è, ancora una volta, al di fuori del regno delle possibilità.

 

Che ci crediate o no, sto tralasciando alcune delle parti migliori di " Gideon's Spies".

Tra queste, il legame del Mossad con il tentato assassinio di Papa Giovanni Paolo II del 1981 (no, non lo fecero), il giovane arabo idealista “mabuah” che tradirono così freddamente, il raid sull'affare di Entebbe, la collaborazione del Mossad con il BOSS, l'apparato di sicurezza del Sudafrica dell'apartheid, nonché i numerosi fallimenti e imbarazzi di alto profilo dell'agenzia.

Un contrattempo particolarmente macabro si verificò nel 1984, quando il Mossad tentò di far uscire clandestinamente dall'Inghilterra il ministro nigeriano depose Umaru Dikko.

 L'uomo fu trovato privo di sensi in una cassa in un hangar dell'aeroporto.

Accanto a lui c'era un medico israeliano con "una siringa in mano, pronto ad aumentare l'assunzione di farmaci di Dikko.

C'era un tubo endotracheale nella gola di Dikko per impedirgli di soffocare con il suo stesso vomito".

Inoltre, la lotta tra spie in Africa divenne, per così dire, piccante durante l'ultima parte della Guerra Fredda.

La rivalità del Mossad con il CSIS, l'agenzia di intelligence cinese, era particolarmente feroce.

 

Thomas racconta:

 

Per tre anni, il Mossad ha condotto la sua mortale guerra di logoramento contro il CSIS in lungo e in largo per l'Africa.

Non c'è stata pietà da nessuna delle due parti.

Quando una squadra d'assalto del CSIS ha teso un'imboscata a un “katsa” del Mossad in Congo, lo hanno dato in pasto ai coccodrilli, hanno filmato i suoi ultimi istanti in acqua e hanno inviato il filmato al capo della stazione locale del Mossad. Questi si è vendicato lanciando personalmente un razzo contro l'edificio da cui operava il CSIS.

Tre cinesi sono stati uccisi.

 

Nonostante sia una lettura avvincente, "Gideon's Spies" fa poca luce su alcuni dei misteri scottanti di oggi.

Oltre al potenziale collegamento del Mossad con l'assassinio di Kennedy o con Jeffrey Epstein, molti di noi vorrebbero anche sapere se fossero dietro l'11 settembre, come ha recentemente affermato Wyatt Peterson .

 Ho anche esplorato il collegamento Israele-11 settembre un paio di anni fa su Counter-Currents , oltre ad aver trascritto la copertura censurata di Fox News di Carl Cameron del dicembre 2001.

Sfortunatamente, nessuna di queste prove circostanziali si trova in " Gideon's Spies ". Data la sua data di pubblicazione, è improbabile che lo sia.

 

In tutto il suo lavoro, Thomas mantiene un misurato rispetto per il Mossad che non compromette la sua integrità giornalistica.

Non è antisemita, ma non è nemmeno servile nei confronti di Israele o degli ebrei. Può tradire un leggero pregiudizio filo-israeliano, ma non è nulla di inaccettabile per un giornalista mainstream nel 1999.

È anche perfettamente disposto a denunciare tutto ciò che di brutto, crudele, disonesto e francamente squallido c'è nel Mossad.

 Sarebbe costretto a farlo, essendo il loro biografo, nonostante il rispetto che nutre per loro.

Negli anni '90, gli ex agenti del Mossad Ari Ben-Manashe e Victor Ostrovsky avevano entrambi pubblicato libri che rivelavano dettagli riservati che danneggiarono gravemente l'agenzia.

Ad esempio, Ostrovsky affermò che il Mossad avesse effettivamente complottato per assassinare il presidente George H.W. Bush nel 1991.

"Gideon's Spies" potrebbe essere stato un tentativo del Mossad di limitare i danni? Chissà?

Di nuovo, non è al di fuori del regno delle possibilità, soprattutto considerando che Thomas stranamente conclude il suo libro non con una conclusione adeguata, ma con la previsione che, nonostante tutti i suoi fallimenti, il Mossad è sempre a un passo dalla nomina di un nuovo direttore generale.

 Questo atterraggio insolitamente morbido è stato forse un modo per umanizzare il Mossad?

 

La mia lettura di Tommaso, tuttavia, mi porta a una conclusione solida come una roccia: che Israele non è e non è mai stato un alleato degli Stati Uniti. Fin dall'inizio, ha monitorato gli americani e rubato agli americani.

Tommaso riferisce:

In un rapporto alla Commissione Intelligence del Senato, la CIA aveva identificato Israele come uno dei sei paesi stranieri con "uno sforzo diretto, orchestrato e clandestino dal governo per raccogliere segreti economici statunitensi".

 

E non solo segreti economici.

Segreti militari, segreti informatici, segreti nucleari, segreti sessuali, qualsiasi segreto, in realtà: tutto era sul tavolo.

 Forse la prova più lampante della perfidia di Israele – peggiore, a mio parere, dell'attacco alla USS Liberty – fu come nel 1983 il Mossad sapesse dannatamente bene che l'attacco del 1983 ai marines americani a Beirut sarebbe avvenuto.

Avrebbero dovuto informare la CIA e non lo fecero. Peggio ancora, stavano monitorando in diretta il veicolo carico di bombe mentre si schiantava a tutta velocità contro il quartier generale dei Marines, uccidendo 241 militari.

Secondo Victor Ostrovsky, un ufficiale del Mossad disse in seguito, senza pietà, degli americani: "Volevano ficcare il naso in questa faccenda del Libano, che ne pagassero il prezzo".

 

Ora, per essere onesti, nessuno dovrebbe provare risentimento verso gli israeliani perché il Mossad è bravo in quello che fa.

 Gordon Thomas di certo non ce l'ha, e complimenti a lui.

Sono sicuro che anche la CIA abbia fatto cose orribili a Israele. Non ho dubbi che la spia della CIA e monitora gli israeliani ogni volta che ne ha l'occasione: negli Stati Uniti e all'estero, nelle ambasciate e in Israele stesso.

Certo, dovrebbe.

 Inoltre, se mai gli israeliani avessero qualcosa che vale la pena rubare, spero sinceramente che la CIA lo rubi con la stessa spietatezza con cui Israele lo ha rubato agli Stati Uniti.

Sono sicuro che legge ed etica siano poco più che lussi fantasiosi nel mondo spietato delle spie.

 Pertanto sono disposto a concedere ampia libertà al Mossad.

Ma quando miliardi di dollari si muovono in una sola direzione nel rapporto tra America e Israele, è allora che dovremmo iniziare a provare risentimento verso gli israeliani.

 Una cosa è perdere i propri segreti a causa di spie di talento; È una cosa del tutto normale quando si governa un Paese.

 È tutt'altra cosa perdere i propri segreti, mentre si viene scippati, mentre si ascolta il proprio scippatore sussurrare dolci parole su quanto sia il proprio più grande alleato, mentre questo stesso scippatore vuole che tu combatta le sue battaglie per lui, mentre questo stesso scippatore è disposto a tacciarti di nazismo se osi parlare di tutto questo.

 

Non serve essere un antisemita o un antisionista incallito per capire quanto sia violento e unilaterale questo rapporto.

E anche se sono certo che questa non fosse l'intenzione di Gordon Thomas, questa è la conclusione a cui non si può fare a meno di giungere dopo aver letto " Le spie di Gideon."

 

Gli Stati Uniti possono porre

 fine al genocidio di Gaza ora.

 Unz.com - Jeffrey D. Sachs e Tariffe Sybil – (21 agosto 2025) – ci dicono:

 

Il presidente Donald Trump vuole un premio Nobel per la pace, e i suoi sforzi per la pace in Ucraina, se avranno successo, potrebbero aiutarlo a guadagnarsene uno, ma solo se porrà fine anche alla complicità degli Stati Uniti nel genocidio in corso a Gaza.

Sotto Trump, come sotto l'ex presidente Joe Biden, gli Stati Uniti sono stati partner di Israele nell'omicidio di massa, nell'annessione, nella fame e nel crescente tormento di milioni di palestinesi.

 Il genocidio può, e lo farà, finire se Trump lo vuole.

 Finora non l'ha fatto.

 

Israele sta commettendo un genocidio, tutti lo sanno, anche i suoi più strenui difensori.

L'organizzazione israeliana per i diritti umani “B'Tselem” ha recentemente fatto un toccante riconoscimento del " nostro genocidio ".

Su “Foreign Affairs”, l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele “Jack Lew” ha recentemente ammesso che i partiti estremisti del governo Netanyahu mirano apertamente ad affamare i palestinesi di Gaza.

“Lew” inquadra il suo pezzo come un elogio per l'ex amministrazione Biden (e per se stesso) per i suoi presunti valorosi sforzi per prevenire la fama di massa, facendo pressione su Israele per consentire un ingresso minimo di cibo, mentre incolpa Trump per aver allentato tale pressione.

 

Eppure l'importanza reale dell'articolo è che un ardente insider sionista “certifica l'agenda genocida” che sostiene il governo di Netanyahu.

Lew racconta che all'indomani del 7 ottobre, gli israeliani hanno spesso promesso che " non una goccia d'acqua, non una goccia di latte e non una goccia di carburante andrà da Israele a Gaza ", una posizione che ancora modella la politica del gabinetto israeliano.

 La Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) può utilizzare l'articolo di Lew come conferma dell'intento genocida di Israele.

 

Il genocidio di Gaza, insieme all'annessione della Cisgiordania, mira a realizzare la visione del “Likud di un Grande Israele” che esercita il controllo territoriale tra il Mare e la Giordania.

Questo distruggerà ogni possibilità di uno Stato palestinese e ogni possibilità di pace.

In effetti, “Bezalel Smotrich”, ministro estremista delle finanze e ministro della difesa, ha recentemente promesso di "seppellire definitivamente l'idea di uno stato palestinese", mentre la Knesset ha recentemente chiesto l'annessione della Cisgiordania occupata.

 

Gli Stati Uniti aiutano e proteggono Israele ogni giorno in questi orribili crimini contro il popolo palestinese.

Gli Stati Uniti forniscono miliardi di dollari in sostegno militare, vanno in guerra al fianco di Israele e offrono copertura diplomatica per i crimini di Israele contro l'umanità.

Il vacuo mantra che "Israele ha il diritto di difendersi" è la scusa degli Stati Uniti per l'omicidio di massa e la fama di civili innocenti da parte di Israele.

 

Generazioni di storici, psicologi, sociologi, filosofi e menti indagatrici si chiederanno come i discendenti e i correligionari degli ebrei assassinati dal regime genocida di Hitler siano diventati genocidi.

 Due fattori, profondamente intrecciati, vengono alla ribalta.

In primo luogo, l'Olocausto nazista ha dato credito tra gli ebrei all'affermazione sionista secondo cui solo uno Stato con una potenza militare schiacciante e pronto a usarla può proteggere il popolo ebraico.

Per questi militaristi, ogni paese arabo che si oppone all'occupazione israeliana in corso in Palestina è diventato un nemico temibile da schiacciare con la guerra.

 Questa è la dottrina della violenza di Netanyahu, svelata per la prima volta nella strategia "Crepanza Pulita" e che ha prodotto una mobilitazione e una guerra incessanti da parte di Israele, e una società ora preda di un odio implacabile persino verso donne e bambini innocenti in Palestina, Libano e Siria.

 Netanyahu ha trascinato gli Stati Uniti in innumerevoli guerre devastanti e inutili a causa della sua cecità alla realtà che solo la diplomazia, non la guerra, può garantire la sicurezza di Israele.

 

In secondo luogo, questo ricorso incessante alla violenza ha riacceso una corrente latente dell'ebraismo biblico, in particolare basata sul” Libro di Giosuè,” che presenta l'alleanza di Dio con Abramo come giustificazione per i genocidi commessi per la conquista della Terra Promessa.

 Un antico fanatismo di questo tipo, e la convinzione che Dio avrebbe redento il suo popolo eletto attraverso la violenza, alimentarono rivolte suicide contro l'Impero Romano tra il 66 e il 135 d.C.

 Non è importante se i genocidi descritti nel Libro di Giosuè siano mai avvenuti (probabilmente no).

 Per gli zeloti di oggi, la licenza di commettere genocidi è vivida, immediata e biblicamente ordinata.

 

Consapevoli del pericolo di un fanatismo autodistruttivo, i rabbini che diedero forma al Talmud babilonese proibirono agli ebrei di tentare di tornare in massa nella terra promessa (Ketubot 111a).

Insegnavano che gli ebrei avrebbero dovuto vivere nelle loro comunità e osservare i comandamenti di Dio lì dove si trovavano, piuttosto che cercare di riconquistare una terra dalla quale erano stati esiliati dopo decenni di rivolta suicida.

 

Qualunque siano le ragioni fondamentali della svolta omicida di Israele, la sopravvivenza di Israele tra le nazioni è oggi a rischio, poiché è diventato uno stato paria.

 Per la prima volta nella storia, gli alleati occidentali di Israele hanno ripudiato i metodi violenti di Israele.

Francia, Regno Unito, Australia e Canada si sono impegnati a riconoscere formalmente lo Stato di Palestina alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre.

Questi paesi si uniranno finalmente alla volontà della stragrande maggioranza mondiale nel riconoscere che la soluzione dei due stati, sancita dal diritto internazionale, è la vera garanzia di pace.

 

La maggioranza del popolo americano è giustamente disgustata dalla brutalità di Israele e sta rivolgendo massicciamente il proprio sostegno alla causa palestinese. In un nuovo sondaggio Reuters pubblicato oggi, il 58% degli americani ritiene che le Nazioni Unite dovrebbero riconoscere lo Stato di Palestina, contro solo il 32% che si oppone.

I politici americani noteranno sicuramente il cambiamento, a rischio e pericolo di Israele, a meno che la soluzione dei due Stati non venga rapidamente implementata.

 (Si possono addurre argomentazioni logiche anche a favore di una soluzione pacifica con un solo Stato e una sola nazione, ma questa alternativa non ha sostanzialmente alcun sostegno tra gli Stati membri delle Nazioni Unite e non ha alcun fondamento nel diritto internazionale relativo al conflitto israelo-palestinese che si è sviluppato in oltre sette decenni.)

 

Questo governo israeliano non cambierà rotta da solo.

Solo l'amministrazione Trump può porre fine al genocidio attraverso un accordo globale concordato dalle nazioni del mondo presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La soluzione è fermare il genocidio, fare la pace e salvare la posizione di Israele nel mondo creando uno Stato palestinese accanto a Israele, lungo i confini del 4 giugno 1967.

 

Per decenni, l'intero mondo arabo e islamico ha sostenuto la soluzione dei due Stati e si è battuto per normalizzare le relazioni con Israele e garantire la sicurezza all'intera regione.

Questa soluzione è pienamente conforme al diritto internazionale ed è stata nuovamente e chiaramente sostenuta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella Dichiarazione di New York del mese scorso, a conclusione della Conferenza Internazionale di Alto Livello delle Nazioni Unite sulla Risoluzione Pacifica della Questione Palestinese e l'Attuazione della Soluzione dei Due Stati (29 luglio 2025).

 

Trump ha capito che per salvare l'Ucraina deve costringerla a guardare in faccia la realtà: che la NATO non può espandersi in Ucraina, poiché ciò minaccerebbe direttamente la sicurezza della Russia.

Allo stesso modo, Trump deve costringere Israele a guardare in faccia la realtà: che Israele non può continuare a governare il popolo palestinese, a ucciderlo, a farlo morire di fame e a sottoporlo a una pulizia etnica.

La soluzione dei due Stati salverebbe quindi sia la Palestina che Israele.

 

Un voto immediato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per concedere alla Palestina l'adesione permanente alle Nazioni Unite il mese prossimo porrebbe fine alle zelanti illusioni di Israele di controllo permanente sulla Palestina, nonché alle sue sconsiderate ambizioni territoriali in Libano e Siria.

L'attenzione della crisi si sposterebbe quindi su questioni immediate e pratiche: come disarmare gli attori non statali nel quadro del nuovo stato e della pace regionale, come garantire la sicurezza reciproca tra Israele e Palestina, come consentire ai palestinesi di governare efficacemente, come finanziare la ricostruzione e come fornire assistenza umanitaria urgente a una popolazione affamata.

 Trump può far sì che ciò accada alle Nazioni Unite a settembre.

 Gli Stati Uniti, e solo gli Stati Uniti, hanno posto il veto all'adesione permanente della Palestina alle Nazioni Unite.

Gli altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno già manifestato il loro sostegno.

La pace in Medio Oriente è possibile adesso, e non c'è tempo da perdere.

 

 

 

L'Italia di Giorgia Meloni e Matteo Salvini:

 accelerare la grande sostituzione.

   Unz.com - Eric Attaccante – (8 maggio 2025) – ci dice:

 

Il 17 maggio attivisti legati all'ala giovanile del Vlaams Belang delle Fiandre, della Chega portoghese, dell'Alternativ Für Deutschland e di altri gruppi populisti della Nuova Destra ospiteranno il Summit sull'Emigrazione a Milano.

 L'evento è stato pubblicizzato come un tentativo di de-demonizzare la discussione sulle restrizioni all'immigrazione in Europa e di riformulare la conversazione sulle deportazioni di massa nella speranza di combattere i partiti conservatori e populisti consolidati.

 

I media italiani hanno collegato il vertice alla Lega, membro della coalizione di governo italiano il cui leader Matteo Salvini è vice primo ministro sotto Giorgia Meloni di Fratelli Di Italia.

 Salvini è stato uno dei primi in Europa ad abbracciare e utilizzare lo slogan della "Re-migrazione", che i suoi sostenitori identitari hanno citato come loro ispirazione.

 

Ora al potere, la destra italiana ha imitato Donald Trump negli Stati Uniti, rappresentando una nuova politica populista guidata dai “meme “che sta cadendo attraverso il divario tra ciò che dicono e ciò che fanno.

L'attuale governo italiano ha navigato verso la vittoria nel 2022 con il mandato di porre fine all'immigrazione extraeuropea, con promesse inequivocabili di intraprendere la deportazione di massa degli immigrati clandestini.

 Il profilo di Salvini, esperto di media, è cresciuto fino a diventare importante nel 2018, quando è stato convocato a gestire il ministero dell'Interno del paese come un ramoscello d'ulivo sperando di smussare le proteste anti-immigrazione di base – spesso guidate da organizzazioni fasciste e radicali etno-nazionaliste – che si sono gonfiate a migliaia, producendo vortici che hanno iniziato a destabilizzare il sistema clientelare politico italiano notoriamente corrotto e antidemocratico.

 

La vittoria schiacciante della destra populista italiana ha prodotto vittorie simboliche profonde nella lotta contro l'immigrazione, ma nella politica attuata è stata responsabile dell'accelerazione del problema. Una volta contati i voti, l'accento si è spostato sulla questione legalistica dell'immigrazione irregolare, con i funzionari eletti che hanno sfacciatamente respinto lo spirito del risentimento del popolo: troppi asiatici e africani in Europa.

 

I sostenitori conservatori della premier Meloni e dei suoi partner di coalizione hanno risposto alle accuse di tradimento elettorale indicando risultati tangibili sulla questione dell'immigrazione illegale, come il pagamento al governo tunisino per prevenire le spedizioni di migranti in barca e successivamente un accordo con l'Albania per costruire centri di permanenza per richiedenti asilo in attesa di deportazione dal suolo italiano.

Infatti, dopo un'ondata iniziale di arrivi di migranti, il governo Meloni è riuscito a ridurre gli ingressi illegali alle frontiere del 60% dal 2023 al 2024 , attribuendo i risultati all'astuzia del suo accordo con l'Albania.

 

Questa riduzione dei migranti illegali via mare, leggermente impressionante in superficie, è stata completamente oscurata dalla scioccante revisione del Decreto Flussi del 2023 da parte del governo italiano, che ha portato alla più grande espansione del paese nella migrazione legale dall'Asia e dall'Africa dall'inizio degli anni 2000.

 

Con il decreto Flussi, Meloni e Salvini hanno ottenuto l'opposizione alla re-migrazione.

Invece delle deportazioni di massa promesse, la modifica della legge sull'immigrazione risolve il problema degli immigrati clandestini semplicemente concedendo a coloro che vivono illegalmente sul suolo italiano permessi di soggiorno, rendendo significativamente più difficile per i futuri governi espellerli.

 

Inoltre, l'aggiornamento del Decreto Flussi di Meloni ha drasticamente aumentato la quota di immigrazione legale da paesi extra UE da30.850 sotto il suo predecessore di centrosinistra Giuseppe Conte ad almeno 452.000 per il periodo tra il 2023 e il 2025.

 L'esperto di migrazione dell'Università di Milano Maurizio Ambrosini stima che i 452.000 nuovi migranti legali di Meloni siano in realtà 1,5 milioni a causa delle leggi permissive sul ricongiungimento familiare in Italia, che consentono la migrazione a catena e cambieranno radicalmente, forse in modo permanente, l'equilibrio etnico dell'Italia.

 

L'origine del problema risiede nei forti legami tra Lega e FdI con le grandi imprese italiane.

 Meloni, che ha governato, con delusione dei sostenitori e gioia delle élite globali, come una thatcheriana economica e un neo-conservatore atlantista, ha abbracciato con entusiasmo le affermazioni del settore industriale, bancario, agroalimentare e del turismo secondo cui l'invecchiamento della popolazione italiana e il basso tasso di natalità richiedono un aumento radicale della manodopera importata, nonostante i dati mostrino che l'Italia è uno dei leader dell'Eurozona nella disoccupazione giovanile (20%).

Il regime di Meloni ha cercato di presentare la sua decisione di inondare la nazione con un numero quasi senza precedenti di non europei come un compromesso, indicando uno studio commissionato dal suo governo nel 2023 che chiedeva all'Italia di importare almeno 833.000 migranti in tre anni semplicemente per rimanere economicamente competitiva.

 

Anche se si accettasse la discutibile premessa liberal-capitalista di una perpetua carenza di manodopera, lo Stato sotto Meloni ha fatto di tutto per mostrare attivamente una preferenza per i migranti non bianchi.

 A seguito di uno scandalo mediatico italiano nel 2024 per il riconoscimento della cittadinanza italiana al presidente argentino “Javier Milei “(sette degli otto bisnonni di Milei erano immigrati dall'Italia, l'altro era croato), il regime Meloni è stato accusato di razzismo per aver concesso a uno "straniero" un passaporto italiano in base alla legge dello” jus sanguinis,” negandolo invece agli africani e ai mediorientali che vivono in Italia da anni.

Circa il 40% degli argentini e il 30% degli uruguaiani discendono da migranti italiani.

 

In risposta alla presunta controversia, il governo italiano ha reagito inasprendo notevolmente le norme sulla cittadinanza italiana per discendenza, impedendo alla maggior parte dei discendenti in età lavorativa di italoamericani, italo argentini, italo uruguaiani e italo brasiliani del XIX secolo di ottenere la cittadinanza e immigrare in Europa.

Circa 46.000 argentini hanno ricevuto la cittadinanza italiana solo tra il 2023 e il 2024, il che suggerisce l'esistenza di un potenziale bacino di decine di milioni di persone altamente assimilabili provenienti dall'emisfero occidentale che potrebbero essere attratte nel Paese.

Inoltre, la modifica normativa ha anche reso difficile per i figli di genitori italiani nativi che vivono all'estero ottenere la cittadinanza, rendendoli potenzialmente apolidi.

 

Alcuni commentatori politici italiani hanno celebrato questi cambiamenti, sottolineando che molti non vivono in Italia, non pagano le tasse e non parlano italiano, in una dimostrazione di xenofobia politicamente corretta.

 Chiudere le porte agli italiani del nuovo mondo, aprendole invece all'Asia e all'Africa, equivale di fatto a barattare italo-argentini come René Favaloro, il padre del bypass coronarico, e Raul Pescara, a cui alcuni attribuiscono l'invenzione dell'elicottero, con autisti di Door dasher e Uber marocchini e nigeriani etnicamente incompatibili.

 

La Lega, partner di minoranza del governo Meloni, ha cercato di prendere le distanze da queste politiche, ma i patrioti italiani hanno ampiamente concluso che la loro performance è stata insoddisfacente per quanto riguarda la resistenza politica a questi cambiamenti.

Il vicepremier Salvini continua a pronunciare occasionalmente discorsi infuocati contro gli immigrati e la corruzione dello status quo, ma non arriva a rassegnare le dimissioni, rendendosi complice della più grande ondata di immigrazione non bianca che l'Italia abbia visto negli ultimi decenni.

Coloro che cercano la re-migrazione al di là degli slogan elettorali e delle buffonate virali dovrebbero guardare altrove.

 

 

 

 

Potere non verificato: il bilancio

militare che nessuno controlla.

Unz.com - Ellen Brown – (26 agosto 2025) – ci dice:

 

Il debito federale degli Stati Uniti ha ormai superato i 37.000 miliardi di dollari e cresce al ritmo di 1.000 miliardi di dollari ogni cinque mesi.

Gli interessi sul debito superano i 1.000 miliardi di dollari all'anno, secondi solo alla previdenza sociale nel bilancio federale.

Anche la spesa militare si avvicina ai 1.000 miliardi di dollari, assorbendo quasi la metà del bilancio discrezionale.

In quanto nazione sovrana, gli Stati Uniti potrebbero evitare del tutto il debito semplicemente pagando il deficit di bilancio con i "Greenback" emessi dal Tesoro, come fece il governo di Abraham Lincoln.

Ma ne ho già parlato in precedenza, quindi questo articolo si concentrerà sull'altro elefante nella stanza:

il Dipartimento della Difesa.

 

Secondo la Costituzione, il bilancio militare non dovrebbe essere pagato affatto, poiché il Pentagono non ha mai superato una verifica contabile.

 Le spese di fondi pubblici senza un rendiconto pubblico violano l'Articolo 1, Sezione 9, Clausola 7 della Costituzione, che prevede:

 

Nessun denaro potrà essere prelevato dal Tesoro se non in conseguenza di stanziamenti effettuati per legge; e un rendiconto e una relazione periodica delle entrate e delle spese di tutto il denaro pubblico dovranno essere pubblicati di volta in volta.

 

Il Pentagono ha fallito il suo settimo audit finanziario nel 2024, con il 63% dei suoi 4,1 trilioni di dollari di asset – circa 2,58 trilioni di dollari – non monitorati.

Dal 1998 al 2015, non ha reso conto di 21 trilioni di dollari di spese.

 

Altrettanto preoccupante oggi quanto l'onere finanziario è l'esercizio del potere segreto.

Il Presidente Dwight Eisenhower avvertì nel suo discorso di addio del 1961:

"Nei consigli di governo, dobbiamo guardarci dall'acquisizione di un'influenza ingiustificata, ricercata o meno, da parte del complesso militare-industriale.

 Il potenziale per l'ascesa disastrosa di un potere mal riposto esiste e persisterà".

 

Il presidente John F. Kennedy fece eco a questa preoccupazione, avvertendo nel 1961 che le "società segrete" e l'eccessiva segretezza sono "ripugnanti in una società libera e aperta", minacciando la democrazia nascondendo la verità al pubblico.

Ha avvertito che l'eccessivo occultamento, anche per la sicurezza nazionale, mina la democrazia negando ai cittadini i fatti necessari per ritenere il potere responsabile.

"Nessuna spesa è messa in discussione, nessuna voce è stata stampata, nessun segreto è stato rivelato", ha detto.

Se miliardi non tracciati finanziano programmi classificazioni, i cittadini rimangono impotenti, governati da un'entità ombra che non deve rispondere a nessuno.

 

Queste preoccupazioni persistono ancora oggi.

 Il 13 agosto 2025, “Joe Rogan” ha intervistato la rappresentante degli Stati Uniti “Anna Paulina Luna”, che guida un “Comitato di supervisione della Camera” incentrato sulla trasparenza del governo in merito a vari argomenti, tra cui gli “UAP” (Fenomeni anomali non identificati, ex UFO).

“Luna” ha detto che il comitato è stato formato dopo che a lei e ad altri due membri del Congresso è stato negato l'accesso alla “base aerea di Eglin” alle informazioni sugli UAP fornite dagli informatori.

Il problema, ha detto, è che il Congresso avrebbe dovuto rappresentare il pubblico ed essere un organo investigativo per esso, "e ci sono persone non elette che lavorano fondamentalmente in segreto. ... Penso che questo risalga anche a JFK, con il modo in cui fondamentalmente hanno operato al di fuori della sfera di competenza del Congresso e fondamentalmente... sono diventati canaglia ..."

 

Un colosso senza supervisione.

 

Il bilancio di 885,7 miliardi di dollari del Dipartimento della Difesa per il 2025, approvato dalla Camera dei Rappresentanti, surclassa di gran lunga la spesa militare della Cina (296 miliardi di dollari), della Russia (84 miliardi di dollari) e delle otto nazioni successive messe insieme.

 Gestisce 4,1 trilioni di dollari in attività – dalle portaerei ai droni segreti – insieme a 4,3 trilioni di dollari in passività (ad esempio costi del personale e pensioni), la più grande agenzia del governo federale sovrintende a un impero militare che si estende su oltre 4.790 siti in tutto il mondo.

 Eppure opera con una supervisione minima.

 

Il “Chief Financial Officers Act” del 1990 ha imposto audit a tutte le agenzie federali, ma il “National Defense Authorization Act” del 2018 ha posticipato al 2018 il primo audit a livello di dipartimento del Pentagono a causa delle sue dimensioni ingombranti, dei suoi sistemi decentralizzati e del suo software obsoleto.

Da allora, il Dipartimento della Difesa ha fallito ogni audit.

Nel 2024, non è stato in grado di rendicontare il suo bilancio di 824 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2024, con 2.500 nuove problematiche di audit identificate. Delle 24 entità segnalanti, solo nove hanno ricevuto pareri positivi, mentre 15 hanno ricevuto disclaimer a causa di dati insufficienti.

Di fatto, il “Government Accountability Office” (GAO) segnala la gestione finanziaria del Dipartimento della Difesa come ad alto rischio di sprechi, frodi e abusi fin dal 1995.

 

Come osservato in un articolo di “Matt Taibbisu Rolling Stone” del gennaio 2019, i bilanci apertamente segreti sono stati legalizzati per la prima volta nel 1949 con l'approvazione del “Central Intelligence Agency Act”, che ha esentato l'agenzia appena creata dalla divulgazione delle finanze pubbliche.

La legge affermava: "Le somme messe a disposizione dell'Agenzia possono essere spese senza tener conto delle disposizioni di legge e dei regolamenti relativi alla spesa dei fondi governativi".

 

L'obiettivo del “Chief Financial Officer Act “del 1990 era quello di ridurre i miliardi di dollari che si diceva andassero persi ogni anno a causa di frodi, sprechi, abusi e cattiva gestione dei bilanci pubblici.

Nonostante gli audit obbligatori per tutte le agenzie federali, il “DoD” – l'unica grande agenzia senza un audit pulito – ha ricevuto 3,9 trilioni di dollari di finanziamenti approvati dal Congresso dal 2018.

"Ogni anno che i membri del Congresso votano per aumentare la spesa del Pentagono senza alcun vincolo", ha osservato l'esperto di bilancio federale “Lindsay Kosgharian”, "scelgono di spendere miliardi incalcolabili in armi e guerra senza alcuna responsabilità".

 

L'”Audit the Pentagon Act” del 2023, sostenuto dai senatori “Bernie Sanders” e “Chuck Grassley”, propone di tagliare lo 0,5-1% del budget per i fallimenti di audit, ma la misura non ha ricevuto un voto.

Il” Dipartimento per l'Efficienza del Governo” (DOGE), lanciato con la promessa di eliminare sprechi, frodi e abusi dalle agenzie federali, ha vistosamente eluso il Pentagono.

 Un articolo del giugno 2025 intitolato " Perché il DOGE è sempre stato condannato: il problema del Pentagono " sottolinea che la missione del DOGE è stata seriamente ostacolata dall'esenzione del Pentagono dall'attività di audit:

 

Nell'anno fiscale 2024, la spesa discrezionale totale è stata di circa 1,6 trilioni di dollari.

Di questi, il Pentagono da solo ha ricevuto 842 miliardi di dollari.

In altre parole, ha ricevuto più finanziamenti di tutti gli altri dipartimenti messi insieme.

Avete letto bene: un dipartimento (molto speciale) ha ricevuto più di tutti gli altri messi insieme.

 

I fondi non contabilizzati distolgono risorse da esigenze critiche come la preparazione delle truppe, l'assistenza sanitaria e le infrastrutture.

 Le fatture eccessive degli appaltatori arricchiscono le aziende, mentre i contribuenti pagano il conto.

 E la mancanza di trasparenza erode la fiducia dei cittadini, mentre gli americani si trovano ad affrontare le priorità interne.

 

I 21 trilioni di dollari mancanti: frode, spreco o qualcosa di peggio?

 

Le carenze di audit del Pentagono mascherano non solo inefficienza e sprechi, ma anche frodi e corruzione diffuse.

 Tra il 1998 e il 2015, i rapporti dell'Ispettore Generale mostrano che il Dipartimento della Difesa non è riuscito a giustificare 21.000 miliardi di dollari di spese, ovvero il 65% della spesa federale di quel periodo.

Per dare un'idea, l'intero PIL degli Stati Uniti nel 2015 era di 18.200 miliardi di dollari.

Nel 2023, l'agenzia non è riuscita a documentare il 63% dei suoi 3.800 miliardi di dollari di attività, in aumento rispetto al 61% dell'anno precedente.

Un rapporto del Dipartimento della Difesa del 2015 che individuava 125 miliardi di dollari di sprechi amministrativi è stato soppresso per proteggere gli aumenti di bilancio.

 

Esistono numerosi sprechi verificati a sostegno della tesi della cattiva gestione.

Gli appaltatori militari, che ricevono oltre la metà del bilancio del Pentagono, sono tra i principali responsabili.

Il programma F-35, gestito da “Lockheed Martin”, è stato segnalato nel 2021 come sforato di 165 miliardi di dollari, con 220 miliardi di dollari in pezzi di ricambio mal monitorati.

Un'indagine della CBS News del 2023 ha rilevato che gli appaltatori applicavano regolarmente sovrapprezzi del 40-50%, con alcuni ricarichi che raggiungevano il 4.451%.

Un rapporto del 2016 del Nation ha evidenziato 640 dollari per un sedile del water e 7.600 dollari per una caffettiera.

 

Non è più nemmeno necessario nascondere frodi e corruzione con prezzi gonfiati. Nel 2017, l'ex funzionaria dell'”HUD” Catherine Austin Fitts ha collaborato con “Mark Skidmore”, professore di economia alla Michigan State University, per documentare i 21.000 miliardi di dollari mancanti in rettifiche non comprovate di voucher di giornale presso il Dipartimento della Difesa e l'HUD.

 In un articolo del giugno 2025 pubblicato sulla rivista di Fitts, “The Solari Report”, intitolato " Dovremmo preoccuparci della segretezza nella rendicontazione finanziaria ? ",

il Dott. Skidmore ha discusso con Fitts di come il governo abbia risposto alla pubblicazione della sua ricerca.

 La sua risposta è stata quella di eliminare immediatamente la traccia cartacea che conduceva alle sue operazioni finanziarie segrete.

In particolare, "i funzionari del Pentagono si sono rivolti al “Federal Accounting Standards Advisory Board” (FASAB) per chiedere consiglio.

Diversi mesi dopo, il FASAB ha pubblicato un nuovo documento (FASAB 56 ), che raccomandava che al governo fosse consentito di dichiarare in modo errato e spostare fondi per nascondere le spese se ritenuto necessario per proteggere gli interessi della sicurezza nazionale".

 

“Fitts” ha osservato:

"La Casa Bianca e il Congresso hanno appena aperto un canale di accesso al Tesoro degli Stati Uniti e hanno annunciato a ogni esercito privato, mercenario e delinquente del mondo che siamo aperti agli affari".

 

La speculazione dilaga.

In un'intervista ampiamente seguita di Tucker Carlson del 28 aprile 2025, Fitts ha espresso la sua convinzione che i trilioni mancanti fossero stati convogliati in progetti classificati che coinvolgevano tecnologie avanzate, tra cui enormi bunker sotterranei per proteggere le élite da un "evento di quasi estinzione";

e che stessero utilizzando sistemi energetici avanzati e reti di transito nascoste, probabilmente collegate a tecnologie extraterrestri.

 Ha parlato di "intelligenza inter-dimensionale" e di un programma spaziale segreto collegato a una "civiltà separatista".

Quest'ultimo termine è stato coniato dal ricercatore UFO “Richard Dolan” ed è definito da Google come "una società teorica e nascosta che opera al di fuori della civiltà tradizionale con tecnologie avanzate, spesso collegate a fenomeni UFO e programmi spaziali segreti".

 

In un'intervista a “Danny Jones” nel maggio 2025, Fitts ha alluso alle basi militari sotterranee profonde ("DUMB"), forse utilizzate per "tecnologia avanzata o operazioni fuori dal mondo".

L'esistenza di queste basi era stata confermata due decenni prima dall'informatore “Philip Schneider”, un geologo e ingegnere del governo degli Stati Uniti coinvolto nella loro costruzione.

 Nella sua ultima presentazione nel 1995, Schneider ha detto che c'erano 131 di queste città collegate sottoterra da una ferrovia a levitazione magnetica, costruite con un costo di 17-26 miliardi di dollari ciascuna.

Secondo il suo biografo, “Schneider” è stato assassinato nel 1996 da un'agenzia di intelligence degli Stati Uniti per aver rivelato l'insabbiamento del governo su UFO e alieni.

 

Troppo esagerato?

 Forse, ma il Pentagono è così riservato che il pubblico è lasciato libero di fare congetture.

Abbiamo a che fare con uno scenario simile a quello di film hollywoodiani come “Men in Black” del 1997 , in cui forze nascoste – umane o aliene – controllano il nostro destino?

 

L'Ufficio per la “Risoluzione delle Anomalie di Tutti i Domini del Pentagono” (AARO) sostiene che non vi siano prove verificabili a sostegno dell'attività extraterrestre.

Tuttavia, altre figure di spicco sostengono la teoria UFO/UAP.

Nel 2017, il New York Times ha denunciato l'”Advanced Aerospace Threat Identification Program “(AATIP), un'iniziativa del Dipartimento della Difesa da 22 milioni di dollari gestita da “Luis Elizondo” e che indagava sugli UAP dal 2007 al 2012.

 

Secondo “BBC News” , “Haim Eshed,” ex capo del programma di sicurezza spaziale israeliano, ha affermato in un'intervista del 2020 al quotidiano “Yediot Aharonot” che il governo degli Stati Uniti ha un "accordo" con una "Federazione Galattica" di extraterrestri.

Ha affermato che gli alieni sono stati in contatto con gli Stati Uniti e Israele, con basi sotterranee segrete dove collaborano agli esperimenti.

“ Eshed” ha affermato che gli Stati Uniti erano sul punto di rivelarlo sotto la presidenza Trump, ma lo hanno taciuto per evitare "isteria di massa".

Le affermazioni non erano verificate ma provocatorie.

 

Negli ultimi anni, il Congresso ha aumentato la sua attenzione sui UAP, con udienze di alto profilo nel 2022, 2023 e 2024.

 Nel 2023, il “whistleblower David Grusch”, ex ufficiale dell'intelligence, ha testimoniato che gli Stati Uniti possiedono velivoli di "origine non umana" e "piloti morti", sulla base di briefing riservati.

 Il 13 novembre 2024, l'udienza della Commissione di Vigilanza della Camera, " Fenomeni anomali non identificati: esporre la verità ", ha visto la testimonianza di “Luis Elizondo”, del contrammiraglio della Marina in pensione “Tim Gallaudet”, del giornalista “Michael Shellenberger “e dell'ex funzionario della NASA “Michael Gold”, che hanno affermato che gli Stati Uniti possiedono tecnologie UAP e hanno danneggiato il personale in programmi di tecnologie recupero segreti. Shellenberger ha affermato che un programma segreto "Immaculate Constellation" nasconde i dati UAP al Congresso.

 

Alcuni legislatori, tra cui il deputato” Luna” e il deputato “Tim Burchett”, continuano a criticare la segretezza del Pentagono e a spingere per la trasparenza.

Nel maggio 2024, “Burchett” ha introdotto l'”UAP Transparency Act”, che richiede la declassificazione di tutti i documenti relativi agli UAP entro 270 giorni.

Ha dichiarato:

 

Questo disegno di legge non riguarda solo la ricerca di omini verdi o dischi volanti, ma di costringere il Pentagono e le agenzie federali ad essere trasparenti con il popolo americano.

 Sono stufo di sentire i burocrati che mi dicono che queste cose non esistono mentre abbiamo speso milioni di dollari dei contribuenti per studiarle per decenni.

 

La segretezza mina la democrazia.

Con 21.000 miliardi di dollari storicamente non contabilizzati, 165 miliardi di dollari di eccedenze per gli F-35 e 125 miliardi di dollari di rifiuti sepolti, la cattiva gestione finanziaria del Dipartimento della Difesa necessita di una riforma urgente.

Il Congresso è il principale responsabile della supervisione del bilancio del Dipartimento della Difesa, esercitando il suo "potere di gestione" costituzionale ai sensi dell'Articolo 1 della Costituzione degli Stati Uniti. Allora perché non applica questo mandato?

 

 Ovviamente, entrano in gioco anche La principale scusa addotta è la necessità di segretezza per motivi di sicurezza, ma una commissione del Congresso potrebbe avere accesso ai dati finanziari del Pentagono in sessione a porte chiuse per esercitare un controllo pubblico e garantire la responsabilità altri fattori, tra cui l'influenza politica, il lobbying, i contributi elettorali del settore della difesa e l'assenza di sanzioni per il mancato rispetto delle norme.

 

Per ripristinare la responsabilità, il Congresso deve far rispettare l'”Audit the Pentagon Act”, modernizzare i sistemi del Dipartimento della Difesa e indagare sui contractor che traggono profitto da una supervisione lassista.

Anche la trasparenza dell'UAP è fondamentale, sia per sfatare miti che per scoprire verità.

 

In quanto contribuenti che pagano il conto, abbiamo il diritto di sapere non solo dove vengono spesi i nostri soldi, ma anche chi è realmente al comando del nostro governo.

La segretezza e la mancanza di responsabilità del Pentagono potrebbero nascondere qualsiasi cosa, dalle frodi degli appaltatori ai programmi UAP e alle alleanze aliene.

 Se ci sono informazioni così segrete che nemmeno i nostri rappresentanti eletti vi hanno accesso, chi vi ha accesso?

Esiste un governo segreto al di sopra del governo che conosciamo?

 Senza trasparenza e responsabilità fiscale, non possiamo più definirci una democrazia, come avvertì JFK.

 

 

 

L'emergere di due blocchi

commerciali divergenti

Unz.com - Hua Bin – (15 agosto 2025) – ci dice:

 

In che modo un blocco commerciale orientato alla Cina e uno orientato agli Stati Uniti differiranno e implicazioni per il mondo.

Il copione tariffario di Trump è ora chiaro. Ci sono tre parti di un "accordo" che Trump impone ai partner commerciali sottomessi degli Stati Uniti:

Dazi zero sugli americani in cambio di una tariffa "reciproca" arbitraria e diversa da zero che Trump impone su di loro (che va dal 10 al 50%).

Acquisto forfettario, di solito diverse centinaia di miliardi di dollari, di beni statunitensi, dall'energia alle armi – il compenso dei contribuenti della campagna elettorale dal "leader del mondo libero."

Investimenti negli Stati Uniti, di solito diverse centinaia di miliardi di dollari, in industrie non specifiche per un periodo di tempo vago. Nel caso del Giappone, il 90% dei profitti derivanti da tali "investimenti" va agli Stati Uniti

Inutile dire che ogni parte dell'"accordo" si basa su analisi e deliberazioni vigorose, ed è totalmente realistico ed eseguibile. Ad esempio, l'Europa deve aumentare l'acquisto annuale di GNL dagli Stati Uniti solo del 400% per raggiungere l'obiettivo di acquisto.

 

Se è più di quello che possono consumare, gli europei possono imparare dagli indiani che rivendono il petrolio russo in difficoltà con un enorme ricarico ad alcune terze parti ignare (gli stessi europei in questo caso particolare).

Un vantaggio per tutti.

 

Poco menzionato dalla stampa, Trump ha anche finalizzato i dazi su tutti i principali paesi africani dal 10% per l'Egitto (con cui gli Stati Uniti hanno un surplus annuale di 2 miliardi di dollari) al 30% per il Sudafrica e l'Algeria.

 

Al contrario, nel giugno di quest'anno, la Cina ha annunciato di aver rimosso tutti i dazi all'importazione per 53 paesi africani: il continente può ora esportare in Cina senza dazi.

 

Mentre la Cina e gli Stati Uniti hanno concordato di estendere la tregua commerciale di altri 90 giorni, un disaccoppiamento gestito sta rapidamente diventando una realtà.

Le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 22% dall'inizio dell'anno e le esportazioni dagli Stati Uniti sono diminuite del 19%.

 

Nonostante il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, le esportazioni totali della Cina sono cresciute del 7,2% nei primi 6 mesi dell'anno, battendo facilmente le previsioni di consenso del 4,8%.

 Il valore delle esportazioni cinesi ha raggiunto 1,8 trilioni di dollari nella prima metà del 2025 con un surplus commerciale di 586 miliardi di dollari, superiore al PIL annuale di Svezia, Norvegia o Vietnam.

 

Si prevede che il surplus commerciale della Cina per l'intero anno supererà 1,3 trilioni di dollari, il più alto surplus commerciale registrato nella storia del mondo e all'incirca le dimensioni delle economie di Turchia, Indonesia, Spagna o Paesi Bassi.

 

Mentre il regime di Trump diventa sempre più protezionista nella speranza di reindustrializzare gli Stati Uniti, la Cina intraprende una strada nettamente divergente e si concentra sull'espansione del commercio e degli investimenti nel Sud del mondo.

 Nel prossimo decennio, emergerà un blocco commerciale orientato alla Cina, in contrapposizione a uno orientato agli Stati Uniti.

 

Mentre gli ideologi con un grave deficit di QI a Washington e Bruxelles etichetteranno senza dubbio tale blocco commerciale come "alleanze democratiche" contro "asse autoritario", i pensatori razionali dovrebbero concentrarsi sul fatto che i due blocchi commerciali avranno strutture economiche fondamentalmente diverse e sulle relative implicazioni a lungo termine.

 

Con questa comprensione, si può ragionare su quale blocco commerciale e modello economico alla fine prevarrà. Le nazioni sovrane dovrebbero quindi scegliere il loro allineamento in base agli interessi economici, tecnologici e politici.

 

Per iniziare, diamo un'occhiata al blocco commerciale orientato agli Stati Uniti.

Nell'immediato, è chiaro che questo blocco avrà costi strutturalmente più elevati.

 

I consumatori dovranno affrontare forti pressioni inflazionistiche.

 

La tariffa Trump è una tassa indiretta sui consumatori statunitensi, in quanto gli importatori inevitabilmente trasferiranno le tariffe più elevate che non assorbiranno da soli.

Un elenco in espansione di prodotti di alta qualità a basso prezzo di provenienza cinese viene rimosso dalle scelte dei consumatori.

Ad esempio, i veicoli elettrici cinesi non sono già disponibili negli Stati Uniti e in Canada a causa dei dazi di importazione del 100%;

L'UE ha imposto una tassa del 45% sui veicoli elettrici cinesi.

 Al contrario, i dazi cinesi sulle importazioni di auto statunitensi ed europee sono diminuiti nel corso degli anni e ora sono tra il 10 e il 25% alla seconda della cilindrata del motore.

Allo stesso modo, i prodotti cinesi a basso costo per l'energia verde, come i pannelli solari e le turbine eoliche, sono esclusi dal mercato statunitense, nonostante la Cina produca l'80% di impianti fotovoltaici e il 65% di turbine eoliche nel mondo.

Quando la Cina si separerà completamente dagli Stati Uniti, i beni di consumo, dall'elettronica alle vitamine, dovranno essere acquistati da fornitori nazionali o esteri con costi più elevati.

Se le merci cinesi continueranno a entrare negli Stati Uniti tramite il trasbordo attraverso paesi terzi, costi aggiuntivi come costi di transito, assicurazioni aggiuntive e margini di intermediazione porteranno a prezzi più elevati.

Se il transhipment venisse interrotto, Paesi come Messico, Malesia e Vietnam continuerebbero ad approvvigionarsi di materie prime e prodotti intermedi dalla Cina per i beni prodotti nei loro Paesi e destinati all'esportazione negli Stati Uniti.

Analoghe dinamiche sono già presenti nelle esportazioni di abbigliamento, calzature ed elettronica dal Vietnam agli Stati Uniti.

 I produttori avranno costi operativi strutturalmente più elevati.

 

Si prevede che le aziende statunitensi e quelle allineate agli Stati Uniti dovranno sostenere costi di input più elevati lungo tutta la catena del valore, poiché continueranno a dipendere da fornitori allineati alla Cina per minerali essenziali, materie prime, parti, componenti e beni strumentali per la produzione nazionale.

Ad esempio, l'acciaio è un fattore di produzione fondamentale per un'ampia varietà di aziende manifatturiere.

Gli Stati Uniti produrranno meno di 80 milioni di tonnellate di acciaio nel 2024, mentre la Cina ne produrrà oltre 1 miliardo.

Tuttavia, gli Stati Uniti hanno imposto un'imposta del 50% su acciaio e alluminio, facendo aumentare i costi di produzione per i produttori nazionali, come le case automobilistiche.

 

Con il disaccoppiamento della Cina dagli Stati Uniti, le aziende statunitensi dovranno trovare beni strumentali alternativi e probabilmente più costosi e forniture di materie prime da navi, container, apparecchiature per le telecomunicazioni, robot, terre rare, ingredienti farmaceutici attivi.

In tutte le categorie di prodotti e catene di approvvigionamento, i produttori statunitensi dovranno affrontare costi più elevati e margini inferiori.

I produttori statunitensi devono anche affrontare costi energetici molto più elevati e infrastrutture nazionali inferiori come centrali elettriche, porti, ferrovie e ponti rispetto ai produttori cinesi.

 Le aziende industriali statunitensi, nei media, pagano da 3 a 5 volte di più per l'elettricità rispetto alle loro controparti cinesi.

Gli hyper-scaler di intelligenza artificiale negli Stati Uniti devono già affrontare una grave carenza di energia a causa dell'aumento vertiginoso del consumo di elettricità per i data center, ma la capacità di generazione è aumentata a malapena negli ultimi 2 decenni.

Un grafico mostra la produzione di elettricità della Cina rispetto alle altre principali economie:

 la Cina produce già più del doppio dell'elettricità negli Stati Uniti o negli Stati Uniti, nell'UE, in Giappone e in India messi insieme.

Inoltre, la Cina sta aumentando la sua capacità di generazione molto più rapidamente.

 La diga idroelettrica sul fiume” Yarlung Tsangpo”, annunciata di recente, sarà la più grande diga idroelettrica del mondo con una capacità di generazione annua di 60 gigawatt (Gw), più dell'intera capacità elettrica del Regno Unito.

 

Con costi significativamente più elevati in termini di infrastrutture, energia, materie prime, parti/componenti e manodopera, è probabile che le aziende manifatturiere statunitensi e allineate agli Stati Uniti perdano ulteriormente competitività globale in tutti i settori.

L'analisi di cui sopra non ha incluso i molti miliardi di dollari di investimenti in beni fissi necessari per la reindustrializzazione, come fabbriche, miniere e centrali elettriche.

Tali costi fissi saranno ammortizzati nel prezzo finale che i consumatori dovranno sostenere.

L'inversione della re-industrializzazione potrebbe essere il risultato delle politiche di Trump, poiché un'altra ondata di aziende statunitensi potrebbe essere costretta a trasferirsi in basi di produzione a basso costo.

 L'inflazione sarà ulteriormente aggravata dalla politica monetaria accomodante e dall'indebolimento del tasso di cambio.

 

Una chiara direzione politica del regime di Trump è il ritorno alle politiche monetarie ultra-allentate che le successive amministrazioni statunitensi hanno perseguito per stimolare l'economia.

L'”allentamento quantitativo” è necessario per sostenere la bolla speculativa nei mercati azionari e immobiliari odierni;

è anche necessario per pagare i tagli fiscali e l'espansione del deficit derivanti dal Big Beautiful Bill (BBB).

Secondo tutte le indicazioni, Trump nominerà un presidente della Fed disposto a fare i suoi voleri quando scadrà il mandato di Jerome Powell il prossimo maggio.

Nel lungo periodo, una politica monetaria accomodante porterà non solo a maggiori pressioni inflazionistiche, ma anche a un valore di cambio più basso per il dollaro e a un'erosione dello status di valuta di riserva del dollaro.

I consumatori americani, già i più indebitati al mondo, perderanno ulteriormente potere d'acquisto.

La leva chiave nella guerra tariffaria di Trump – il consumo eccessivo dei consumatori statunitensi – perderà la sua potenza mentre la crescita economica e il reddito reale si bloccano.

 I costi più elevati si estenderanno oltre i consumatori e l'industria e si applicheranno anche ai militari.

 

Come abbiamo visto nella guerra aerea di maggio tra Pakistan e India, i caccia cinesi J-10C hanno abbattuto almeno tre jet Rafale francesi.

Il Pakistan acquistò il J-10C a 40-50 milioni di dollari ciascuno, mentre l'India acquistò il Rafale per oltre 200 milioni di dollari

Un altro esempio è la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran, quando Israele ha dovuto chiedere la pace, dopo che l'Iran ha sopraffatto la sua difesa aerea con missili e droni a basso costo.

Israele e gli Stati Uniti hanno speso 500 milioni di dollari al giorno in costosi intercettori per abbattere solo una parte dei missili iraniani.

All'inizio dell'anno, gli Stati Uniti sono stati costretti ad interrompere i loro attacchi contro gli Houthi dello Yemen dopo aver speso centinaia di milioni in missili, intercettori e munizioni e aver perso numerosi droni RQ-9 Reaper da 30 milioni di dollari e F/A-18 Super Hornet da 70 milioni di dollari.

Come ha sottolineato il famoso economista professor “Michael Hudson”, l'esercito americano è un "esercito che spende", non un "esercito vincente".

Il blocco allineato agli Stati Uniti pagherà a caro prezzo le "armi miracolose" troppo costose e sovra ingegnerizzate del complesso militare industriale degli Stati Uniti che non vincono le guerre.

Mentre gli Stati Uniti continuano a estorcere tributi dai loro stati clienti sotto forma di acquisto obbligatorio della loro energia e delle loro armi troppo costose, la Cina fornisce ai suoi paesi allineati aerei da combattimento, navi da guerra, missili, droni, sistemi di difesa aerea, munizioni e robot militari a basso costo e ad alte prestazioni.

Cambiamo argomento e diamo un'occhiata al blocco commerciale allineato alla Cina.

 A differenza del blocco statunitense, gravato da costi generali elevati, la sfera cinese godrà non solo di costi inferiori per i beni, ma anche di un accesso democratizzato a capitali, tecnologie e infrastrutture che guideranno una crescita sostenibile della produttività a lungo termine.

 

 La crescita degli scambi commerciali con i paesi non occidentali supera di gran lunga gli scambi con l'Occidente.

 

La Cina sta espandendo il commercio con l'ASEAN, la Russia, l'Africa, il Medio Oriente e l'America Latina a un ritmo molto più veloce rispetto al commercio con l'Occidente.

Nei primi cinque mesi del 2025, gli scambi commerciali tra Cina e ASEAN hanno raggiunto i 421 miliardi di dollari, con un aumento del 9,1% su base annua.

L'ASEAN è ora il principale partner commerciale della Cina, rappresentando il 17% del commercio estero totale della Cina, rispetto al 13% con l'UE e a meno del 10% con gli Stati Uniti.

Il commercio bilaterale tra Cina e Russia ha raggiunto i 245 miliardi di dollari nel 2024, più del doppio rispetto al 2020.

Nei primi 5 mesi del 2025, il commercio tra Cina e Africa ha raggiunto i 134,2 miliardi di dollari, con un aumento del 12,4% su base annua.

Il commercio della Cina con il Medio Oriente ha raggiunto i 400 miliardi di dollari nel 2024.

In confronto, il commercio degli Stati Uniti con MENA (Medio Oriente e Nord Africa) si è attestato sui 141 miliardi di dollari nel 2024.

La Cina è ora il principale partner commerciale dell'America Latina, con un commercio totale che supera i 500 miliardi di dollari nel 2024, il doppio del commercio degli Stati Uniti con l'America Latina (escluso il Messico).

Le esportazioni e le importazioni della Cina con gli Stati Uniti sono diminuite del 20% nel 2025.

Si prevede che il commercio con gli Stati Uniti rappresenterà il 7-8% del commercio totale della Cina quest'anno, in calo rispetto all'11,5% del 2024 e meno del 5% in 2-3 anni con l'accelerazione del disaccoppiamento.

In breve, gli Stati Uniti non sono un mercato così importante per la Cina nel lungo termine.

Con le restrizioni statunitensi sul commercio di tecnologia, la Cina è sempre meno disposta ad acquistare dagli Stati Uniti.

 La crescita della domanda cinese compenserà la perdita della domanda statunitense per il blocco commerciale allineato alla Cina.

 

I consumatori cinesi hanno il più alto tasso di risparmio al mondo, con oltre il 40% del reddito disponibile, molto più alto della media inferiore al 10% negli Stati Uniti.

Il debito delle famiglie cinesi è di gran lunga inferiore a quello delle famiglie statunitensi.

Solo il 18% dei proprietari di case cinesi ha mutui sulla propria casa e la proprietà della casa in Cina supera il 90%.

Il debito studentesco non esiste in Cina e meno del 5% delle auto viene venduto a credito.

La domanda latente dei consumatori cinesi è enorme.

Man mano che l'impatto dello scoppio della bolla immobiliare viene assorbito nel tempo, i consumi delle famiglie cinesi sono pronti a rimbalzare, soprattutto quando Pechino apprezzerà il RMB, un passo necessario per internazionalizzare ulteriormente la valuta.

 

La Cina sta accelerando gli investimenti in uscita nelle infrastrutture e nella connettività digitale in tutto il sud del mondo attraverso la Belt and Road Initiative (BRI) e il programma Digital Silkroad, con investimenti che raggiungeranno nuovi record nel 2025.

La Cina sta accumulando un surplus commerciale a un livello storicamente elevato (stimato a 1,3 trilioni di dollari nel 2025).

Allo stesso tempo, Pechino ha ridotto la sua esposizione in titoli del Tesoro USA a meno di 750 miliardi di dollari, il punto più basso in oltre un decennio.

Pechino detiene ora una riserva di valuta estera di 3,3 trilioni di dollari, la più alta al mondo.

Questi fondi vengono utilizzati per acquistare oro e riserve strategiche come petrolio, grano e minerali essenziali, e le banche cinesi per lo sviluppo del commercio stanno prestando parte della riserva ai paesi della BRI.

In un ironico colpo di scena, le banche cinesi stanno estendendo prestiti in dollari USA ai paesi del sud del mondo a un tasso di interesse inferiore al costo di prestito per il governo degli Stati Uniti.

Uno studio della Banca Mondiale del 2024 ha rilevato che i prestiti esteri della Cina per i progetti BRI avevano un tasso di interesse medio ponderato del 4%.

La tabella sottostante mostra il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni. Come si può vedere, il governo degli Stati Uniti sta prendendo in prestito dai suoi creditori al 4,28%, un tasso superiore a quello dei finanziamenti per i progetti BRI di Ghana e Bolivia.

 

Detto in un altro modo, i governi dell'Africa e dell'America Latina possono prendere in prestito dollari USA dalle banche cinesi a un tasso di interesse inferiore rispetto a quello che il governo degli Stati Uniti con rating AAA può prendere in prestito gli stessi dollari USA dagli investitori nazionali statunitensi.

Tale democratizzazione va oltre l'accesso al capitale.

Le aziende cinesi di intelligenza artificiale, da DeepSeek, Zhipu, Alibaba a Huawei, stanno rendendo i loro modelli fondamentali open source e pagano una frazione dei sistemi di intelligenza artificiale chiusi degli Stati Uniti come OpenAI (NON aperto, nonostante il nome disonesto), X o Gemini.

L'open source di tecnologie future critiche come l'intelligenza artificiale consente alle nazioni di sviluppare una vera sovranità digitale.

Huawei non solo sta rendendo open source il suo modello “Pangu AI”, ma ha anche reso open source il suo toolkit di sviluppo software CANN e Mind Spore AI, il suo ecosistema software di chip Ascend AI ei suoi sistemi operativi Harmony OS.

Il modello di ragionamento “Kimi K2 di Moon shot”, uno dei modelli di intelligenza artificiale di frontiera più performanti al mondo, costa 0,15 dollari per milione di token di input e 2,5 dollari per milione di token di output.

Al contrario, GPT-4 Turbo è disponibile per applicazioni legacy a $ 10 per milione di token di input e $ 30 per milione di token di output.

Nel mercato dell'intelligenza artificiale incarnata (cioè gli umanoidi), gli umanoidi della cinese Unitree o UBTech costano solo da 1/3 a 1/4 delle offerte simili di Tesla o Boston Dynamics.

Oltre a democratizzare l'accesso al capitale e alla tecnologia, l'iniziativa BRI di Pechino continua a investire pesantemente nello sviluppo di infrastrutture da porti, ponti, ferrovie a ospedali e scuole, gettando le basi per una crescita sostenibile della produttività a lungo termine.

Nei prossimi anni assisteremo a un'accelerazione del disaccoppiamento del sistema commerciale mondiale.

Si formeranno due blocchi emergenti e uno vincerà.

I miei soldi sono sul blocco commerciale che incarna un quadro vantaggioso per tutti di collaborazione a somma positiva e promuove la democratizzazione del capitale, della tecnologia e delle infrastrutture.

Questa è la vera democrazia, non la farsa del "governo democratico" basato sul principio "una persona, un voto", che serve all'élite al potere per perpetuare lo sfruttamento e la polarizzazione.

 

 

 

Trump come "mito" è inteso

 a Mosca. Ricambiano.

 Unz.com - Alastair Crooke – (26 agosto 2025) – ci dice:

 

Sembra che Putin sia effettivamente riuscito a trovare una via d'uscita dal cordone sanitario occidentale imposto.

 

L'ascesa di Trump a una parte del "Mitico" è diventata fin troppo evidente.

Vieni ha osservato John Greer:

 

"Sta diventando difficile anche per il razionalista più incallito continuare a credere che la carriera politica di Trump possa essere intesa nei termini prosaici di 'politica come al solito'".

 

L'uomo Trump, ovviamente, non è in alcun modo mitico. È un anziano oligarca immobiliare americano, un po' infermo, con gusti di basso livello e un ego insolitamente robusto.

"L'antica parola greca “mutho”s originariamente significava 'storia'.

Come scriveva il filosofo Sallustio, i miti sono cose che non accadono mai ma sempre sono".

 

Più tardi, il mito è diventato storie che alludono a un nucleo di significato interiore.

Ciò non implica l'obbligo di essere fattuali; eppure è quest'ultima dimensione che dà a Trump"la sua straordinaria presa sull'immaginario collettivo del nostro tempo", suggerisce Greer.

 Ritorna letteralmente da tutto ciò che gli è stato lanciato per distruggerlo.

Diventa quello che Carl Jung chiamava "l'Ombra".

 Come scrive “Greer”:

Jung sottolineò nel suo preveggente saggio del 1936 “Wotan”, che gran parte del potere di Hitler sulla mente collettiva dell'Europa proveniva dai regni del mito e dell'archetipo.

 

“Wotan”, nel mito, è un viandante inquieto che crea inquietudine e fomenta conflitti – ora qui, ora là – e compie magie.

“Jung” trovava alquanto eccitante che un antico dio della tempesta e della frenesia – il “Wotan”, rimasto a lungo inattivo – prendesse vita nel “Movimento Giovanile Tedesco”.

 

Cosa c'entra questo con il vertice in Alaska con il presidente Putin?

 

"Si è mai verificato qualcosa di simile?

 L'intero pantheon della classe dirigente europea ridotto a bambini piagnucolosi nell'ufficio del preside della loro scuola.

Nessuno può negare che Trump sia riuscito a "mettere l'Europa in ginocchio".

Non si torna indietro da questo momento di svolta, l'immagine è semplicemente irrecuperabile.

 La pretesa dell'UE di essere una potenza geopolitica è smascherata come una farsa".

 

Meno notato forse – ma psicologicamente cruciale – è che Trump sembra riconoscere in Putin un "pari mitico".

Nonostante i due siano agli antipodi di carattere, tuttavia, Trump sembrava riconoscere un tipo del pantheon dei presunti "esseri mitici". Riguardate le scene di Anchorage:

Trump tratta Putin con enorme deferenza e rispetto. Quanto è diverso il trattamento sprezzante di Trump nei confronti degli euro.

Ad Anchorage, tuttavia, è stato Putin a mostrare una presenza calma, composta e dominante.

Eppure ciò che è chiaro è che la condotta rispettosa di Trump nei confronti di Putin ha fatto esplodere la demonizzazione radicale dell'Occidente della Russia e del cordone sanitario eretto contro tutto ciò che è russo.

 Da quest'altro momento di svolta non si torna indietro: "l'ottica non può essere riscattata".

La Russia è stata trattata come una potenza globale alla pari.

 

Di cosa si trattava?

 Una svolta: il paradigma del conflitto congelato di Kellogg è uscito;

il piano di pace a lungo termine di Putin è arrivato; e le tariffe non sono menzionate da nessuna parte.

 

Ciò che è chiaro è che Trump ha deciso – dopo una certa riluttanza – che deve fare "fare l'Ucraina".

La cruda realtà è che Trump deve affrontare enormi pressioni: l'affare Epstein si rifiuta ostinatamente di svanire. È destinato a risorgere dopo il Labor Day negli Stati Uniti.

 

La narrazione dello Stato di Sicurezza occidentale del "noi stiamo vincendo", o almeno "loro stanno perdendo", è stata così potente – e così universalmente accettata per così tanto tempo – che, di per sé, crea una dinamica enorme, spingendo Trump a persistere con la guerra in Ucraina.

I fatti vengono regolarmente distorti per adattarsi a questa narrazione. Questa dinamica non è ancora stata interrotta.

 

E anche Trump è intrappolato, nel sostenere il massacro israeliano – con le immagini di donne e bambini massacrati e affamati che rivoltano lo stomaco della fascia demografica elettorale più giovane, sotto i 35 anni, negli Stati Uniti.

 

Queste dinamiche – e il contraccolpo economico dell'attacco tariffario "Shock and Awe" per frammentare i BRICS – minacciano insieme la base MAGA di Trump in modo più diretto.

Sta diventando esistenziale.

Epstein; il massacro di Gaza; la minaccia di "altra guerra" e le preoccupazioni per l'occupazione stanno sconvolgendo non solo la fazione MAGA, ma i giovani elettori americani più in generale.

Si chiedono: Trump è ancora uno di "noi" o è sempre stato con "loro".

 

Senza la base alle spalle, Trump probabilmente perderà le elezioni di medio termine del Congresso. I donatori ultra-ricchi pagano, ma non possono sostituire.

 

Ciò che è emerso da Anchorage è quindi un quadro intellettuale scarno. Trump ha deciso, in linea di massima, di non ostacolare più una soluzione imposta dalla Russia per l'Ucraina, che è, in ogni caso, l'unica soluzione possibile.

 

Questo quadro non è una road map per una soluzione definitiva.

È quindi delirante, come sottolinea “Aurelien”, aspettarsi che Trump e Putin stessi per "negoziare" la fine della guerra in Ucraina, "come se il signor Putin dovesse tirare fuori un testo dalla tasca e i due dovessero poi lavorarci.

Trump in ogni caso non è forte sui dettagli, ed è solito divagare in modo discorsivo e inconcludente.

 

"Mentre ci avviciniamo alla fine dei giochi, l'azione importante è altrove e gran parte di essa sarà nascosta alla vista del pubblico.

Le grandi linee della fine della parte militare della crisi ucraina sono visibili da un po' di tempo, anche se i dettagli potrebbero ancora cambiare.

Al contrario, il finale di partita politica estremamente complesso è appena iniziato, i giocatori non sono veramente sicuri delle regole, nessuno è davvero sicuro di quanti giocatori ci sono, e il risultato è al momento chiaro come il fango", afferma “Aurelien”.

 

Allora perché Trump ha improvvisamente fatto "perno" strada?

 Beh, non è stato perché ha avuto una qualche 'conversione damascana'. Trump rimane un convinto primo israeliano;

E in secondo luogo, non può tirarsi indietro dalla sua ricerca dell'egemonia del dollaro perché anche questo obiettivo sta diventando problematico – mentre la "bolla economica" americana inizia a sgretolarsi, e gli under 30 si agitano, vivendo nel seminterrato dei loro genitori.

Trump (per ora) ha il vantaggio di lasciare che sia la Russia a "portare" l'UE e Zelensky a una "pace" negoziata, con la forza.

I "falchi cinesi" statunitensi stanno sempre più insistendo sul fatto che la Cina sia vicina a un decollo esponenziale, sia economico che tecnologico, dopo il quale gli Stati Uniti perderanno la capacità di contenere la supremazia cinese a livello globale. (Tuttavia, è probabilmente già troppo tardi per fermarla).

 

Anche Putin sta correndo un grosso rischio nell'offrire a Trump una via d'uscita, accettando di lavorare per una relazione stabile a lungo termine con gli Stati Uniti.

Non è la Finlandia del 1944, dove l'esercito sovietico forzò un armistizio.

 

In Europa, l'élite crede che l'apertura di pace di Trump a Putin fallirà.

 Il loro piano è quello di assicurarsi che fallisca al gioco, garantendo al contemporaneo attraverso le loro condizionalità, che racconto accordo non si materializzi.

Dimostrando così a Trump che "Putin non è serio riguardo alla fine della guerra".

Spingendo così l'escalation americana.

 

La parte dell'accordo di Trump con Putin è chiaramente che si farà carico della gestione degli strati dominanti europei (principalmente inondando l'infosfera con rumori contraddittori) e del contenimento dei falchi americani (fingendo di allontanare la Russia dalla Cina).

Davvero? Sì, davvero.

 

Anche Putin deve affrontare pressioni interne: dai russi convinti che alla fine sarà costretto a entrare in una qualche forma di esito provvisorio del tipo Minsk 3 (una serie di cessate il fuoco limitati che non farebbero altro che esacerbare il conflitto) piuttosto che ottenere la "vittoria".

Alcuni russi temono che il sangue che è stato speso finora possa rivelarsi solo un conto su altro sangue da spendere nei prossimi anni, mentre l'Occidente riarma l'Ucraina.

 

E Putin deve anche affrontare l'ostacolo di Trump che vede il suo rapporto con lui attraverso la ristretta "lente" immobiliare di New York.

Sembra ancora non capire che la questione chiave non sono tanto i territori ucraini quanto la sicurezza geostrategica.

Il suo entusiasmo per un vertice trilaterale sembra poggiare sull'immagine di due magnati immobiliari che giocano al Monopoli e si scambiano le proprietà.

Ma non è così.

 

 

 

Predicatori e

uomini d'affari.

 Unz.com - Hans Vogel – (26 agosto 2025) – ci dice:

 

Gli olandesi e l'Ucraina.

 

Si dice che gli olandesi si distinguano in due categorie: predicatori e uomini d'affari.

Naturalmente, quest'ultimo è più noto.

Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, molti imprenditori olandesi si sono trasferiti nell'Europa orientale in cerca di fortuna.

A volte, l'uomo d'affari e il predicatore sono uniti nella stessa persona, come nel caso di “Derk Sauer”.

Originariamente impiegato nei Paesi Bassi come redattore per un settimanale di sinistra di basso profilo e alta tiratura, nel 1989 si trasferì a Mosca per fondare il “Moscow Times”, diventando un magnate dei media in Russia.

 

Negli anni '90, il colosso olandese della vendita al dettaglio “Ahold”, proprietario della catena di supermercati “Albert Heijn” nei Paesi Bassi, realizzò un buon profitto vendendo cibo avariato a Mosca, in un periodo in cui altri avvoltoi "occidentali" erano impegnati a saccheggiare il Paese.

 Abbastanza astuto da operare tramite un intermediario (TONAR), questa fu la prima e ultima avventura di “Ahold” in Russia.

In effetti, la miseria sociale (come quella russa subito dopo il crollo del "socialismo reale") offre sempre favolose opportunità di business, soprattutto per chi non ha coscienza.

Oggi, tuttavia, la Russia non offre più il tipo di ambiente così favorevole agli avventurieri stranieri di ogni genere, colore e forma.

 

Più di recente, è stata l'Ucraina, un altro paese orfano dell'Unione Sovietica, a offrire opportunità agli imprenditori più avventurosi.

 In linea con gli stretti legami con l'Ucraina risalenti ai primi decenni del secolo scorso, i Paesi Bassi sono attualmente la sesta fonte di aiuti per l'Ucraina.

Finora, circa 18 miliardi di dollari sono finiti nelle tasche di “Zelenski” e della sua cerchia internazionale.

Dato che gli aiuti non vengono mai forniti gratuitamente, gli olandesi devono davvero ricevere notevoli benefici in cambio.

 Sembra quindi che gli olandesi si stiano concentrando sull'Ucraina come fonte di cibo a basso costo.

 

Le opportunità di business in Ucraina devono essere veramente attraenti.

Ad esempio, attirati dalle riserve ucraine di petrolio e gas, padre e figlio Biden hanno avuto la loro parte dei profitti che possono essere realizzati lì.

 Anche se non ci sono ancora indicazioni che gli olandesi siano stati coinvolti in cose come il fracking oi bio-laboratori, sono stati profondamente coinvolti nel business del pollame.

 Gli olandesi hanno avviato allevamenti di polli che sono tra i più grandi al mondo.

Questo è stato fatto perché nell'UE la rigida legislazione alimentare e ambientale stava rendendo sempre più costoso gestire impianti giganteschi per la produzione del tipo di carne di pollo a basso costo preferito dalle catene di fast food, dai pigri cuochi casalinghi e dai poveri delle città.

 Non è un caso che la filiale europea (MHP Trade BV) di MHP, un'importante azienda ucraina, abbia sede nei Paesi alimentari Bassi.

Hai mai messo piede in un grande e moderno allevamento di polli?

Se no, buon per voi, perché è peggio dell'inferno, soprattutto per i poveri polli.

Quei milioni di poveri uccelli, incapaci persino di camminare perché gli ormoni di cui sono stati nutriti li hanno fatti crescere troppo velocemente.

Anche il cibo che viene loro dato è stato manomesso poiché si tratta per lo più di mais o grano OGM a buon mercato.

Costretti a stare seduti tutto il giorno e a barcollare un po', stretti l'uno all'altro in giganteschi spazi coperti dove l'aria si respira a malapena (questo vale per gli esseri umani e probabilmente anche per i polli) a causa dell'intollerabile fetore, gli uccelli sono altamente suscettibili a brutte malattie contagiose che li renderebbero inadatti al consumo umano.

Pertanto, ogni giorno vengono somministrate loro forti dosi di antibiotici.

È ovvio che la carne di animali che vivono in tali condizioni non fa molto bene alla salute.

Ma l'industria alimentare spende un sacco di soldi in pubblicità con l'intento di cancellare qualsiasi pensiero o dubbio negativo che il pubblico possa intrattenere.

 

Senza che l'opinione pubblica "occidentale" se ne rendesse conto, l'Ucraina è diventata un importante esportatore di carne di pollo verso l'UE.

E poiché grandi aziende agroalimentari e giganti del grano come “Cargill “e “Bunge” hanno investito massicciamente nell'agricoltura ucraina, soprattutto dopo il colpo di Stato di Maidan del 2014, sono state esportate quantità crescenti di semi di mais, grano, soia e girasole OGM prodotti in Ucraina.

Principalmente verso l'UE.

A proposito, la produzione di cereali OGM è ancora illegale in Ucraina, ma poiché non esiste un ente governativo che supervisioni l'agricoltura e controlli le grandi aziende, tutto è permesso.

Il coinvolgimento degli olandesi nell'agricoltura ucraina risale agli anni '40.

 Dopo che i tedeschi attaccarono l'Unione Sovietica e occuparono vaste aree del territorio sovietico, compresa l'Ucraina, si dedicarono immediatamente allo sfruttamento delle risorse locali per produrre cibo per la Germania.

Negli anni '20, lo stesso Hitler aveva individuato l'Ucraina come terra di colonizzazione ed espansione tedesca.

Voleva che i contadini tedeschi vi si stabilissero e trasformassero la terra nel paniere alimentare della Nuova Germania.

 Così, nel 1941, fu fondata la LGBU, la Landbewirtschaftungsgesellschaft Ucraina, che fu ben lieta di assicurarsi la collaborazione della NOC (Nederlandsche Oost-Compagnie).

Questa "Compagnia Orientale Olandese" fu fondata nel 1942 con lo scopo di avviare attività agricole e di altro tipo di proprietà e gestione olandese nei territori strappati all'Unione Sovietica.

 

In altre parole, la NOC, fondata e finanziata dalla Banca Nazionale Olandese e guidata dal suo direttore “Meinoud Rost van Tonningen”, svolgeva le stesse attività delle grandi aziende agroalimentari di oggi.

Nel 1943 la NOC si insediò in Ucraina e introdusse nella regione migliaia di esperti agricoli, dirigenti e altri specialisti olandesi.

Vicino a Kiev, gli olandesi gestivano quattro “Sovchoz” (fattorie statali sovietiche) confiscate, per un totale di diecimila ettari.

Esperti olandesi organizzavano e supervisionavano la produzione di formaggio a Melitopol e gestivano numerose operazioni di dragaggio in tutta l'Ucraina.

 La divisione agricola della NOC era guidata dal Professor “Marius Dirk Dijt” (1893-1983), un'autorità di fama internazionale in materia di agricoltura.

 Inoltre, il “professor Dijt” aveva lavorato anche come segretario privato del magnate olandese “Henri Deterding”, "l'uomo più potente del mondo", secondo il suo biografo americano.

 Sotto la guida di “Deterding”, la “Royal Dutch Shell” era diventata una delle aziende più potenti e influenti al mondo.

Sposato con un'esule russa, “Deterding” nutriva un odio viscerale per l'Unione Sovietica e il comunismo, e fu tra i primi sostenitori finanziari di Hitler.

 

Nonostante i loro importanti e potenti sostenitori, gli olandesi non resistettero a lungo in Ucraina durante la loro prima invasione.

 Alla fine del 1943, dopo la sconfitta dei tedeschi a Stalingrado e la loro sconfitta nella battaglia di Kursk, dovettero ritirarsi per salvarsi il più possibile la pelle.

Gli olandesi si mossero con loro.

Sebbene migliaia di olandesi si trovassero all'epoca a Est, a combattere il comunismo (25.000 olandesi si arruolarono nelle SS ), erano troppo pochi per fare la differenza.

 

Anche alcuni volontari olandesi si sono uniti alla "Legione Straniera" ucraina , per preservare l'Ucraina da un punto di vista democratico.

 È da un punto di vista difensivo nei confronti di giganteschi allevamenti di polli, coltivazioni di OGM e ogni sorta di loschi affari a beneficio di orde di speculatori stranieri.

Non dimentichiamo inoltre che Blackrock e altre società di investimento statunitensi hanno acquisito grandi quantità di asset ucraini di ogni tipo, come vaste aree di terreni agricoli di prima qualità.

 

Per fornire uno schermo dietro cui continuare a saccheggiare, il pubblico viene inondato di forti dosi di russofobia dai media tradizionali e dalle piattaforme create appositamente per fornire informazioni di base e analisi di esperti apparentemente affidabili.

 Inutile dire che queste testate specializzate pubblicano solo la propaganda più distorta e subdola.

 

Con circa dieci milioni di ucraini che sono fuggiti dalla loro amata patria (invece di difenderla valorosamente dai malvagi invasori russi), dovrebbe essere ovvio che l'Ucraina è un caso perduto.

 Almeno centomila di questi ucraini hanno trovato rifugio nei Paesi Bassi, dove stanno godendo dei benefici di una vita pacifica, sostenuta dallo Stato olandese.

 La maggior parte di loro, come la maggior parte degli olandesi, sono probabilmente ignari del destino di “Yevhen Konovalet”s, rifugiato politico ucraino e leader dell'”Organizzazione dei nazionalisti ucraini”.

Il 23 maggio 1938, nella sua casa di Rotterdam, Konovalets fu ucciso con una bomba dai servizi di spionaggio sovietici.

Questo dovrebbe ricordare ai rifugiati ucraini di oggi che i Paesi Bassi forse non sono il posto sicuro che potrebbe sembrare.

Ormai nel suo quarto anno, tuttavia, la seconda campagna di denazificazione in Ucraina sta rendendo sempre più evidente che l'Ucraina sta perdendo e che potrebbe essere contenta se i russi le permettessero di sopravvivere come un paese separato.

Queste circostanze sembrano lasciare ai valorosi difensori stranieri dei "nostri valori" (come "libertà e democrazia") nessuna scelta se non quella di fare le valigie e scappare.

 Mentre possono ancora.

Gli olandesi tra loro dovrebbero rendersi conto che gli olandesi sono per lo più disponibili solo in due varietà, e "guerriero" non è una di queste.

 

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