Bisogna essere deficienti.
Bisogna
essere deficienti.
Bisogna
Essere Deficienti.
Conoscenzealconfine.it
– (25 Agosto 2025) - Massimo Mazzucco – ci dice:
A
Giorgia Meloni il potere deve aver dato alla testa.
O
meglio, lei deve aver scambiato l’idea di essersi momentaneamente seduta
accanto a persone potenti con la potenza stessa.
Non si
spiegherebbe altrimenti l’idea, da lei avanzata, di proporre “un piano per
sostegno in 24 ore all’Ucraina se Mosca attacca”.
Questa
proposta “impegnerebbe i firmatari a consultarsi entro 24 ore su una risposta
militare, in caso di nuovo attacco della Russia.”
In
altre parole, una sorta di Articolo 5 della NATO, esteso ad un paese non NATO.
Proposta
decisamente ridicola e pericolosissima insieme.
Ridicola:
Provate
ad immaginare Putin, che ha scatenato la guerra proprio per evitare l’ingresso
dell’Ucraina nella NATO, che accetta di buon cuore un accordo del genere.
“Massì
– dice Putin – fate pure questo accordo.
Se
Zelensky ci tiene così tanto, chi sono io per impedirvelo?”
Bisogna
essere deficienti anche solo per pensare che Putin accetterebbe un accordo del
genere, all’interno della trattativa attualmente in corso.
Pericolosa:
Provate
invece ad immaginare che questo accordo di protezione dell’Ucraina venga fatto
senza il consenso di Putin.
A quel punto avremmo una situazione in cui una
qualunque scintilla lungo il confine può causare una nuova guerra fra russi e
ucraini, e noi ci troveremmo obbligati a intervenire militarmente al fianco di
Zelensky, “per proteggerlo”.
Ma
questo significherebbe automaticamente entrare in guerra con la Russia.
E
quindi, cannonata per cannonata, perché non dovremmo ad un certo punto
aspettarci di vedere anche bombardata dai russi una qualunque città italiana?
Ce lo
garantisce la Meloni, che questo non succederà?
Lo
metterà nell’accordo, nero su bianco, che noi possiamo combattere i russi a
piacimento, ma loro non devono farci niente in ogni caso?
Lo
capite adesso, il perché del titolo dell’articolo?
(Massimo
Mazzucco)
(luogocomune.net/geopolitica/bisogna-essere-deficienti).
La
telefonata di Trump e Putin per mettere
all’angolo
Zelensky e l’UE: l’affaire
Burisma
e i traffici sporchi in Ucraina.
Lacrunadellago.net
- Cesare Sacchetti – (24 agosto 2025) – ci dice:
A
Bruxelles, sede della NATO e dell’Unione europea, i volti sono a dir poco
sconsolati.
Le
facce dei vari funzionari di quello che una volta veniva definito il patto
Euro-Atlantico sono smarrite, confuse, consce soltanto che le certezze di un
tempo stanno evaporando ad una velocità incontrollabile.
A
Washington, all’inizio di questa settimana ormai giunta al termine, Donald
Trump ha ridisegnato definitivamente i confini del rapporto di vassallaggio che
ha visto i vari Paesi dell’Europa Occidentale completamente dipendenti dalla
politica estera americana.
Il
presidente degli Stati Uniti ha, in altre parole, reciso il cordone
Euro-Atlantico.
Non
esiste più alcuna volontà da parte degli Stati Uniti d’America di preservare
l’esistenza dell’atlantismo, in quanto è espressione di dominio, di
imperialismo, e nella politica estera di Trump non c’è più posto per la
macchina della sovversione internazionale che produceva guerre e colpi di Stato
in giro per il mondo.
Due
giorni fa, si è avuta un’altra conferma di come il vecchio ordine del passato
sia ormai cosa morta e sepolta, quando l’Fbi ha fatto irruzione nella casa di
uno degli uomini che più di tutti incarnava lo spirito bellico dell’impero
americano, ovvero quel “John Bolton,” mente della guerra in Iraq ed eminenza
grigia dell’amministrazione Bush che mise a ferro e fuoco il Medio Oriente
attraverso la campagna “shock and awe”.
Trump
ha fatto capire a tutti che le redini del potere atlantico e sionista che
imbrigliavano gli Stati Uniti sono state sciolte, e forse proprio questa
accelerazione spiega la scelta del presidente e dei suoi uomini di presentarsi
senza cravatta alla stampa lo scorso venerdì.
Ecco Trump
e i suoi durante la sua ultima conferenza stampa senza cravatta.
Il
presidente degli Stati Uniti vuole probabilmente far sapere al suo popolo che
ora non esistono più freni nella lotta a quello stato profondo e a quei poteri
sionisti e atlantici che hanno organizzato una interminabile serie di colpi di
Stato ai suoi danni, culminati attraverso diversi attentati alla sua vita, tra
i quali il più clamoroso è quello ovviamente del 13 luglio del 2024 a Butler.
Trump
ha preso il risiko della NATO e lo ha smontato sapientemente pezzo per pezzo,
assieme al suo più grande alleato, il presidente russo Vladimir Putin, che ad
Anchorage saliva sull’auto del presidente degli Stati Uniti, e rideva, forse
anche di coloro che negli scorsi anni hanno fatto di tutto per sabotare
l’alleanza tra Washington e Mosca che sta isolando la sempre più debole e
fragile Unione europea.
L’Unione,
lo si è visto a Washington, ha perduto la protezione del suo antico garante.
È
stata rimessa al suo destino e i sette “leader” ai piedi della scrivania del
presidente americano, non hanno potuto fare altro che costatare che l’America
li ha lasciati al suo destino, e non ha più alcuna intenzione di sorreggere il
vecchio ordine liberale internazionale partorito sul finire della seconda
guerra mondiale.
L’Ucraina
è stata il più importante banco di prova dei nuovi rapporti tra Washington e
Bruxelles, dove si è vista chiaramente la volontà americana di mettere fine al
conflitto contrapposta invece a quella europea di proseguirlo, nonostante
l’Unione non abbia la struttura per aiutare il regime nazista di Kiev, e
tantomeno ce l’ha la NATO, che senza gli Stati Uniti veste i panni della
classica tigre di carta.
Zelensky
stesso sembra aver compreso che non c’è più molto da fare, anche se nei giorni
successivi all’incontro, le pochissime carte rimaste in mano al presidente
ucraino sono rimaste coperte.
Ieri
il ministero degli Esteri ucraino, rendeva noto che Zelensky era pronto a
discutere delle necessarie cessioni territoriali a Mosca per firmare finalmente
il trattato di pace tra Mosca e Kiev.
Definire
la situazione di Kiev drammatica è forse persino riduttivo.
A
confermarlo è stato persino un comandante delle sue forze armate, il quale ha
detto che l’esercito ucraino, o meglio ciò che né è rimasto, è vicino al
collasso, e nemmeno un ipotetico innesto di 100mila uomini non farebbe nulla
per cambiare la situazione.
Le
perdite ucraine sono spaventose, criminali, da immediato processo militare nei
confronti di chi ha mandato una immensa moltitudine di uomini a morire al
fronte senza alcuna speranza di sconfiggere l’esercito russo e la sua superiore
tecnologia.
Si
parla di 1,7 milioni di abitanti.
Esiste
un estratto dei documenti militari ucraini hackerati.
È un
numero più alto della popolazione di Milano che è sparita nel giro di soli 3
anni e che
è stata falcidiata dai burattinai di questo corrotto regime che ha massacrato
il suo popolo spedendolo al fronte come carne da macello, lasciando tra gli stenti e la
povertà coloro che restavano a casa, sfruttati da una nomenclatura che gestisce
un turpe traffico di esseri umani nelle mani di Zelensky e della sua gentile
consorte.
Siamo
alle contromisure di Trump e Putin: gli enormi scandali di Kiev.
I due
presidenti, Trump e Putin, sono perfettamente consapevoli che il presidente
ucraino non ha più alcuna via d’uscita, ma ciò nonostante Washington e Mosca
stanno prendendo le dovute cautele del caso per contenere eventuali colpi di
coda di un Zelensky ormai messo all’angolo.
A
rivelare che i due capi di Stato hanno avuto una conversazione telefonica sono
state fonti NATO che hanno riferito a questo blog che Trump e Putin stanno
prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere sul tavolo i numerosi scandali
nei quali è coinvolto Zelensky per esercitare ancora più pressioni su di lui.
Se si
scoperchia il verminaio ucraino, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta tra
tutto lo sporco che c’è sotto.
C’è
certamente il citato traffico di organi e la rete pedofila che da Kiev arriva
direttamente a Downing Street, come ha rivelato un ex colonnello dei servizi
segreti ucraini,” Vasily Prozorov”, secondo il quale l’ambasciata britannica in
Ucraina si incarica di vendere direttamente i bambini ucraini a ricchi pedofili
inglesi.
Simili
rivelazioni fece anche un ex dipendente della fondazione di “Olena Zelenska”,
che disse che i bambini ucraini venivano “smistati” in tutta Europa e finivano
nelle mani di personaggi insospettabili, la élite delle élite, tra le quali si
annoverano anche personaggi del “calibro” del filosofo francese “Bernard Henry
Levy”, grande apologeta della NATO e avvistato numerose volte in Ucraina.
Si
passa poi dalla sporca pagina della pedofilia a quella del traffico di armi,
rivendute da Zelensky alle bande criminali dell’Est Europa e allo stato di
Israele, attraverso il placet di vari politici europei e italiani che si
sarebbero intascati ingenti commissioni, leggasi tangenti, portate poi in vari
paradisi del riciclaggio fiscale, soprattutto l’Albania di Edy Rama, l’agente
della fondazione di George Soros, la “Open Society”, a Tirana.
Trump
e Putin oltre e a queste leve dissuasive, infine avrebbero anche preso in
considerazione il “famigerato affaire Burisma”, la famigerata società ucraina
del gas, che assunse Hunter Biden e lo mise nel CdA dell’azienda riservandogli
la lauta somma di 83mila dollari al mese nonostante il figlio dell’ex
presidente non avesse nessuna esperienza nel settore.
Il
magma della corruzione sotto Burisma era vasto e alquanto esteso, ed era finito
sotto la lente di ingrandimento del magistrato ucraino, “Victor Shokin”, che
stava per arrivare ad “Hunter Biden”, fino a quando” Joe”, allora
vicepresidente, non ordinò all’ex presidente ucraino,” Poroshenko”, di
sbarazzarsi di quell’ingombrante procuratore, circostanza della quale Joe Biden
si vantò pubblicamente.
Joe
Biden nel 2018 si vanta di aver fatto rotolare la testa di Shokin.
Nel
2019, durante il primo mandato di Trump, il presidente aveva chiesto a
Zelensky, insediatosi proprio quell’anno, di fare luce sulla corruttela che
vedeva coinvolta la famiglia Biden e Burisma, ma i democratici misero su la
farsa della messa in stato di accusa contro il presidente americano per tale
ragione, pur di fermarlo e di non farlo arrivare al cuore della corruzione
internazionale che non vede coinvolti solamente i Biden, ma l’intero partito
democratico americano.
“Hunter”
aveva una estesa rete di affari che raggiungeva anche l’Italia perché tra le
sue email si trovano delle missive indirizzate agli esponenti del partito
democratico, quale l’ex presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, perché il PD italiano è di fatto una
succursale di quello americano, e lo si è visto, anche nel 2016, quando il
governo Renzi finanziò con i soldi pubblici degli italiani la “Clinton
Foundation”, l’”organizzazione dei coniugi Clinton”, a loro volta impelagati in una
estesa rete di scandali.
Stavolta
i due presidenti vogliono chiudere ogni via d’uscita a Volodymyr Zelensky.
Se ci
sarà qualche colpo di mano da parte del decaduto presidente ucraino, allora si
aprirà il vaso di Pandora dello “scandalo Burisma”, da lui insabbiato, assieme
a tutti gli altri sporchi affari condotti da Kiev nel corso degli ultimi
giorni.
L’Ucraina
è diventata il centro di tutti i turpi traffici dell’Unione europea e della
NATO.
Kiev
non è stata soltanto utilizzata come avamposto della NATO per provare a salvare
il patto atlantico, ma è diventata anche il parcheggio del traffico delle armi,
della pedofilia e di tangenti che passano da una parte all’altra dell’Europa.
Se
Zelensky e i suoi proveranno a mettersi di traverso, Washington e Mosca non
esiteranno a far uscire fuori tutto questo fiume di sporcizia che invaderà
l’Europa continentale e travolgerà molti leader europei.
E l’hackeraggio
dei sistemi informatici ucraini avvenuto questa settimana è stato soltanto un
primo avviso.
Trump
e Putin hanno in mano la partita e decideranno loro come andrà a finire.
Se
Bruxelles continuerà a sostenere i nazisti di Kiev, allora la debole Unione
sarà travolta da tutto il malaffare ucraino nella quale essa è pienamente
coinvolta.
I
volti già terrei di personaggi come Emmanuel Macron rischiano di farsi ancora
più cupi.
Il
presidente ucraino in tale gioco appare chiaramente come una mina vagante.
La sua
“carriera” politica è chiaramente finita perché nelle future elezioni ucraine,
Zelensky probabilmente nemmeno ci sarà, magari rifugiato in qualche Paese
europeo che potrebbe dargli asilo, forse la stessa Italia, visto che l’ex
comico televisivo ha già presentato richiesta alla Meloni di avere la
cittadinanza italiana.
Zelensky
e Meloni.
Se
Zelensky non avrà quello che vorrà, e non uscirà pienamente “protetto” dal
disastro ucraino, allora le minacce per l’Unione europea potrebbero arrivare
anche da lui, perché il presidente ucraino è depositario di tutti quegli
inconfessabili segreti che riguardano i vari governi europei e gli sporchi
affari da loro condotti in Ucraina.
Sembra
certo quindi che l’epilogo di questa guerra non porterà solo alla fine
dell’influenza del patto atlantico, ma provocherà anche un terremoto nelle
cancellerie europee i cui effetti potrebbero portare alla caduta di diversi
esecutivi, già alquanto precari per le continue e costanti crisi politiche che
affliggono i Paesi dell’Europa Occidentale, in particolar modo Francia,
Germania e Italia.
Si è
giunti evidentemente alla fine del gioco delle sedie musicali, e l’Unione e i
suoi deboli “leader” sembrano destinati ad essere quelli che restano in piedi.
Da
Kiev al passo di Suwałki,
le torbiere tornano a essere
lo
scudo difensivo dell'Europa.
Politico.eu
– (26 agosto 2025) - Zia Weise , “Wojciech Kość e Veronika Melkozerova” – ci
dicono:
Ripristinare
le torbiere prosciugate dell'UE fermerebbe sia i carri armati russi sia
l'inquinamento che riscalda il pianeta.
Nel
febbraio 2022, mentre la Russia marciava su Kiev, “Oleksandr Dmitriev” capì di
sapere come fermare gli uomini di Mosca:
fare
un buco nella diga che soffocava il fiume Irpino a nord-est della capitale e
ripristinare la pianura alluvionale paludosa perduta da tempo.
Consulente
della difesa che organizzava gare fuoristrada nella zona prima della guerra,
“Dmitriev” conosceva bene il territorio.
Sapeva
esattamente quali conseguenze avrebbe avuto il ri-allagamento del bacino
fluviale – una vasta distesa di paludi e acquitrini prosciugata in epoca
sovietica – sulla macchina bellica russa.
"Si
trasforma in una stronzata invalicabile, come dicono quelli delle jeep",
ha detto.
Lo ha comunicato al comandante responsabile
della difesa di Kiev, che ha ricevuto il via libera per far saltare in aria la
diga.
L'idea
di Dmitriev funzionò. "In linea di principio, fermò l'attacco russo da
nord", disse.
Le immagini dei carri armati di Mosca
impantanati nel fango fecero il giro del mondo.
Tre
anni dopo, questo atto di disperazione sta ispirando i paesi lungo il fianco
orientale della NATO a valutare la possibilità di ripristinare le proprie
torbiere, fondendo due priorità europee che competono sempre più per attenzione
e finanziamenti:
la
difesa e il clima.
Questo
perché l'idea non è solo quella di prepararsi a un potenziale attacco russo.
Gli sforzi dell'Unione Europea per combattere
il riscaldamento globale si basano in parte sull'aiuto della natura, e le
torbiere ricche di torba catturano l'anidride carbonica che riscalda il pianeta
con la stessa efficacia con cui affondano i carri armati nemici.
Eppure
metà delle torbiere dell'UE vengono prosciugate per creare terreni adatti alla
coltivazione. Le torbiere disseccate, a loro volta, rilasciano gas serra e
consentono ai veicoli pesanti di attraversarle agevolmente.
Alcuni
governi europei si stanno ora chiedendo se il ripristino delle torbiere in
difficoltà possa risolvere diversi problemi contemporaneamente.
Finlandia e Polonia hanno dichiarato a POLITICO di
stare attivamente valutando il ripristino delle torbiere come misura
multifunzionale per difendere i propri confini e combattere il cambiamento
climatico.
L'imponente
progetto polacco di fortificazione del confine dello Scudo orientale, del
valore di 10 miliardi di złoty (2,3 miliardi di euro), lanciato l'anno scorso,
"prevede la protezione ambientale, anche attraverso la formazione di
torbiere e la riforestazione delle aree di confine", ha affermato il
Ministero della Difesa del Paese in una nota.
"È
una situazione vantaggiosa per tutti che consente di raggiungere molti
obiettivi contemporaneamente", ha affermato “Tarja Haaranen”, direttrice
generale per la natura presso il Ministero dell'ambiente finlandese.
Paludi!
A cosa servono?
Allo
stato incontaminato, le torbiere sono ricoperte da delicati muschi che non
riescono a decomporsi completamente nei loro habitat saturi d'acqua e si
trasformano lentamente in un terreno soffice e ricco di carbonio, noto come “torba”.
Questo
è ciò che li rende i depositi di CO2 più efficaci della Terra. Sebbene coprano solo il 3% del
pianeta, trattengono un terzo del carbonio mondiale, il doppio della quantità
immagazzinata nelle foreste.
Tuttavia,
una volta prosciugate, le torbiere iniziano a rilasciare il carbonio che hanno
immagazzinato per centinaia o migliaia di anni, alimentando il riscaldamento
globale.
Circa
il 12% delle torbiere in tutto il mondo è degradato, producendo il 4%
dell'inquinamento che riscalda il pianeta. (Per fare un confronto, l'aviazione
globale è responsabile di circa il 2,5%).
In
Europa, dove le torbiere sono state a lungo considerate terreni improduttivi da
convertire in terreni agricoli, il quadro è particolarmente drammatico: metà delle torbiere dell'UE sono
degradate, soprattutto a causa del drenaggio per scopi agricoli.
Di
conseguenza, nel 2022 i paesi dell'UE hanno registrato 124 milioni di
tonnellate di inquinamento da gas serra provenienti dalle torbiere prosciugate,
una cifra vicina alle emissioni annuali dei Paesi Bassi. Alcuni scienziati
sostengono che anche questa sia una sottostima.
Sono
attualmente in corso vari progetti di ripristino delle torbiere;
la
riparazione delle torbiere ha acquisito slancio grazie alla nuova legge dell'UE
sul ripristino della natura, che impone ai paesi di ripristinare il 30 percento
delle torbiere degradate entro il 2030 e il 50 percento entro il 2050.
I 27
governi dell'Unione hanno ora tempo fino a settembre 2026 per elaborare piani
su come intendono raggiungere questi obiettivi.
Sul
fianco orientale della NATO, il ripristino delle torbiere sarebbe una misura
relativamente economica e semplice per raggiungere contemporaneamente gli
obiettivi naturalistici e di difesa dell'UE, sostengono gli scienziati.
"È
sicuramente fattibile", ha affermato “Avelina Helm”, professoressa di
ecologia del restauro presso l'”Università di Tartu”, che fino a poco tempo fa ha consigliato
il governo estone sulla strategia dell'UE per la riparazione della natura.
"Siamo
attualmente impegnati nello sviluppo del nostro piano nazionale di ripristino,
come molti paesi dell'UE", ha aggiunto, "e in questo contesto vedo un
grande potenziale nell'unire questi due obiettivi".
La
cintura paludosa della NATO.
La
maggior parte delle torbiere dell'UE si concentra sul confine della NATO con la
Russia e la Bielorussia, alleata del Cremlino, e si estende dall'Artico
finlandese attraverso gli Stati baltici, oltre il “valico di Suwałki” in
Lituania, difficile da difendere, fino alla Polonia orientale.
Quando
è impregnato d'acqua, questo terreno rappresenta una pericolosa trappola per
camion e carri armati militari.
In un
tragico esempio, all'inizio di quest'anno, quattro soldati statunitensi di
stanza in Lituania sono morti quando il loro veicolo blindato M88 Hercules da
63 tonnellate è finito in una palude.
E
quando gli eserciti non riescono ad attraversare terreni aperti e umidi, sono
costretti a dirigersi verso aree più facilmente difendibili, come ha scoperto
la Russia quando “Dmitriev” e i suoi soldati hanno fatto saltare in aria la
diga a nord di Kiev nel febbraio 2022.
Un
carro armato russo distrutto giace in un campo dal 28 aprile 2022 a Moshchun,
in Ucraina.
"I
russi lì, sui veicoli trasporto truppe blindati, sono rimasti bloccati
all'ingresso, poi sono stati uccisi con un “Javelin” [missile anticarro], poi
quando i russi hanno provato a costruire dei pontoni... i nostri li hanno
colpiti con l'artiglieria", ha raccontato “Dmitriev”.
La
difesa basata sulle paludi non è un'idea nuova.
I
terreni acquitrinosi hanno ostacolato l'avanzata delle truppe in tutta la
storia europea:
dalle
tribù germaniche che inflissero la sconfitta alle legioni romane
intrappolandole vicino a una palude nel 9 d.C., alle terre di confine della
Finlandia che intrappolarono i sovietici negli anni '40.
Le insidiose paludi a nord di Kiev
rappresentarono una sfida formidabile per gli eserciti in entrambe le guerre
mondiali.
Tuttavia,
ri-umidificare strategicamente le torbiere prosciugate per prepararle a un
attacco nemico sarebbe una novità.
Ma è
un'idea che sta iniziando a prendere piede tra ambientalisti, strateghi della
difesa e politici.
“Pauli
Aalto-Setälä”, un deputato del “Partito della Coalizione Nazionale” al governo
in Finlandia, ha presentato l'anno scorso una mozione parlamentare chiedendo al
governo finlandese di ripristinare le torbiere per proteggere i propri confini
e combattere il cambiamento climatico.
"In
Finlandia, abbiamo sempre sfruttato la natura a fini difensivi", ha
affermato” Aalto-Setälä”, che detiene il grado di maggiore ed è stato
addestrato come ufficiale di carri armati durante il servizio militare.
"Mi sono reso conto che, soprattutto al
confine orientale, ci sono molte aree eccellenti da riqualificare, per il
clima, ma anche per rendere il passaggio il più difficile possibile".
Secondo
“Haaranen”, che guiderà il gruppo di lavoro, i ministeri finlandesi della
Difesa e dell'Ambiente inizieranno i colloqui in autunno per decidere se
avviare un progetto pilota di bonifica delle torbiere. "Personalmente sono
molto entusiasta di questa iniziativa".
La
politica torbosa della Polonia.
In
Polonia, le discussioni sul ripristino della natura a fini difensivi stanno
procedendo più rapidamente, anche se Varsavia è solitamente riluttante ad
intensificare le azioni per il clima.
Gli
attivisti e gli scienziati per il clima hanno iniziato a fare campagna per la
difesa basata sulla natura qualche anno fa, quando si sono resi conto che i
politici polacchi erano molto più propensi a investire capitale finanziario e
politico in iniziative ambientaliste quando queste erano legate alla sicurezza
nazionale.
"Quando
si parla di sicurezza, in Polonia tutti ascoltano", ha affermato “Wiktoria
Jędroszkowiak”, un'attivista polacca che ha contribuito a dare il via alle
proteste per il clima del “Fridays for Future”.
"E
le nostre torbiere e le nostre foreste secolari saranno luoghi molto importanti
per la nostra difesa quando la guerra raggiungerà anche la Polonia".
Dopo
anni di campagna, la questione ha raggiunto il livello governativo di Varsavia,
con discussioni in corso tra scienziati e i ministeri della Difesa e
dell'Ambiente polacchi.
“Wiktor
Kotowski”, ecologista e membro del consiglio consultivo del governo polacco per
la conservazione della natura, ha affermato che i colloqui iniziali con il
ministero della Difesa sono stati promettenti.
"Ci
sono stati molti malintesi e idee sbagliate, ma in generale abbiamo scoperto
che ci sono solo sinergie", ha affermato.
Esiste
un veicolo russo danneggiato, contrassegnato con la lettera V dalle truppe
russe e poi rimarcato con la lettera UA dagli ucraini, è impantanato nel fango
l'8 aprile 2022 a Moshchun, in Ucraina.
"Ciò
che il Ministero della Difesa vuole è ripristinare il maggior numero possibile
di zone umide lungo il confine orientale", ha aggiunto Kotowski.
"E
questo è ciò che è necessario anche dal punto di vista del ripristino della
natura e del clima".
“Cezary
Tomczyk”, segretario di Stato presso il Ministero della Difesa polacco,
concorda.
"I
nostri obiettivi sono allineati", ha affermato. "Per noi, la natura è
un'alleata e vogliamo usarla".
Basta...
non prosciugare la palude.
Finora
i governi dei Paesi Baltici hanno mostrato scarso interesse. Solo il Ministero
dell'Ambiente lituano ha affermato che il ripristino delle zone umide legato
alla difesa "è attualmente in discussione", rifiutandosi di fornire
ulteriori dettagli.
Il
ministero della Difesa dell'Estonia e le forze armate della Lettonia hanno
affermato che i nuovi piani per la linea di difesa baltica, volti a fortificare
i confini dei tre Paesi, sfrutteranno ostacoli naturali, tra cui le torbiere,
ma non comporteranno il ripristino delle torbiere.
Eppure
gli scienziati intravedono un grande potenziale, dato che le torbiere coprono
il 10% dei Paesi Baltici.
E in
molti casi, il lavoro sarebbe semplice, ha affermato “Helm”, l'ecologo estone.
"Abbiamo
molte zone umide prosciugate, ma ancora presenti. Se ora ripristiniamo il
regime idrico – chiudendo i fossi che le prosciugano costantemente e le fanno
emettere carbonio – allora sarà relativamente facile riportarle a uno stato più
naturale", ha affermato.
Le
torbiere sane fungono da rifugio per la fauna selvatica: rane, lumache,
libellule e specie vegetali specializzate prosperano nelle condizioni austere
delle torbiere, mentre uccelli rari vi si fermano per nidificare.
Fungono
anche da barriera contro siccità e incendi boschivi, rafforzando la resilienza
dell'Europa ai cambiamenti climatici.
Il
ritorno di questa flora e fauna richiede tempo.
Ma interrompere il drenaggio non solo porrebbe
fine rapidamente all'inquinamento, ma renderebbe anche il territorio
immediatamente impraticabile.
Finché
il terreno non è completamente drenato, "ci vogliono uno o due anni e la
zona umida è piena d'acqua", ha detto “Kotowski”, l'ecologo polacco.
"Il
ripristino è un processo difficile dal punto di vista ecologico, ma per la
ritenzione idrica, per l'arresto delle emissioni e per la difficoltà di
attraversamento – quindi per scopi difensivi – è piuttosto semplice e
veloce".
E in
un momento in cui l'attenzione dell'Europa si è spostata sulla sicurezza, con i
bilanci della difesa in forte crescita e, in alcuni casi, il dirottamento di
fondi dalla transizione verde, gli ambientalisti sperano che il coinvolgimento
militare possa sbloccare finanziamenti senza precedenti e accelerare il
ripristino della natura.
"Al
momento, ci vogliono cinque anni per ottenere l'autorizzazione per la ri-umidificazione
delle torbiere, e a volte possono volerci anche 10 anni", ha affermato “Franziska
Tanneberger”, direttrice del “Greifswald Mire Centre” in Germania, un
importante istituto europeo di ricerca sulle torbiere.
"Quando
si tratta di attività militari, c'è una certa priorità. Non si possono
aspettare 10 anni se ne abbiamo bisogno per la difesa".
Il
fattore trattore.
Ma ciò
non significa che non ci siano resistenze all'idea.
Un
carro armato russo sequestrato all'interno di un bosco viene esaminato dai
soldati ucraini a Irpin, in Ucraina, il 1° aprile 2022.
In
Estonia, il Ministero dell'Ambiente ha interrotto un progetto di ripristino di
una torbiera all'inizio di quest'anno, a causa della forte opposizione della
popolazione locale, preoccupata che la ri-umidificazione avrebbe portato a
inondazioni e distruzione delle foreste. Gli scienziati hanno definito tali
preoccupazioni infondate.
La
minaccia più grande per le torbiere è l'agricoltura, una realtà scomoda per i
governi dell'UE che cercano disperatamente di evitare di attirare l'ira degli
agricoltori.
Sia in
Finlandia che in Polonia, è probabile che qualsiasi progetto iniziale di
ripristino difensivo si concentri su terreni di proprietà statale, aggirando
per ora questo conflitto.
Ma gli
scienziati sostengono che se i paesi vogliono seriamente intervenire nella
bonifica delle torbiere su larga scala, devono parlare con gli agricoltori.
"Questo
non funzionerà senza coinvolgere i terreni agricoli", ha affermato “Kotowski”,
l'ecologo polacco.
Ben l'85% delle torbiere del Paese è
degradato, nella maggior parte dei casi perché sono state prosciugate per
piantare colture dove un tempo si accumulava l'acqua.
"Ciò
di cui abbiamo urgente bisogno è un programma per gli agricoltori, che li
compensi per aver irrigato nuovamente queste torbiere prosciugate, e non solo
che li compensi, ma che permetta loro di guadagnare denaro da questo", ha
aggiunto.
Esistono
piante che possono essere raccolte dalle torbiere ripristinate, come le canne
da utilizzare nell'edilizia o negli imballaggi.
Tuttavia,
per ora, il mercato per queste colture in Europa è troppo limitato per
incentivare gli agricoltori a convertirsi.
Anche
l'argomento delle torbiere per la difesa non funziona per tutti i paesi.
In Germania, dove oltre il 90% delle torbiere
è stato prosciugato, la “Bundeswehr” si è mostrata riluttante quando è stata
interpellata sull'idea.
"La
ri-umidificazione delle zone umide può essere sia vantaggiosa che svantaggiosa
per le operazioni della [NATO]", a seconda del singolo Paese, ha affermato
un portavoce dell'ufficio infrastrutture e ambiente della Bundeswehr.
Le
truppe NATO dovrebbero attraversare la Germania in caso di un attacco russo a
est, e le paludi limitano i movimenti militari.
Tuttavia, "l'idea di aumentare il valore
di ostacolo del territorio causando inondazioni e impaludamenti... è stata
utilizzata in guerra per molto tempo ed è ancora oggi un'opzione
praticabile", ha affermato il portavoce.
Appesantire
Putin
Gli
scienziati sono pronti a riconoscere che un approccio basato sulla sicurezza
non può risolvere tutto.
"Certo,
abbiamo ancora bisogno della difesa tradizionale. Questo non è destinato a
sostituirla", ha affermato “Tanneberger”, che è anche consulente di
un'azienda che ha recentemente elaborato una proposta dettagliata per il
ripristino delle torbiere tramite misure di difesa.
Le
paludi non possono fermare i droni o abbattere i missili, e la guerra non fa
bene alla natura, né agli sforzi di conservazione.
Soldati
del battaglione "Bratstvo" (Fratellanza) al comando della 10a Brigata
d'assalto di montagna delle Forze armate ucraine siedono sulla volata di un
carro armato russo catturato e bloccato in un campo il 2 aprile 2022 nel
villaggio di “Nova Basan”, Oblast' di Chernihiv, Ucraina.
In
Ucraina, l'inondazione del bacino dell'Irpino è stata distruttiva sia dal punto
di vista economico che ecologico.
Tra
gli osservatori esterni, inizialmente c'era entusiasmo per la prospettiva di un
nuovo paradiso naturale.
Ma gli
abitanti dei villaggi della regione persero le loro terre e le loro case, e
l'afflusso d'acqua ebbe un effetto negativo sulle specie locali, che non ebbero
il tempo di adattarsi al cambiamento improvviso.
"Sì,
ha fermato l'invasione di Kiev, e ce n'era assolutamente bisogno, quindi
nessuna critica.
Ma ha
causato danni ambientali", ha affermato “Helm”, l'ecologista estone.
A
differenza dell'Ucraina, i governi dell'UE hanno la possibilità di ripristinare le
torbiere con cura, tenendo conto delle esigenze della natura, degli agricoltori e degli
eserciti.
"Forse
è meglio pensare al futuro invece di essere costretti ad agire in fretta",
ha detto.
"Noi
abbiamo questa opportunità.
L'Ucraina no."
(Zia
Weise ha riferito da Bruxelles, Wojciech Kość da Varsavia e Veronika
Melkozerova da Kiev.)
LA
GRANDE VERGOGNA.
Pekoranera.it
– (20/08/2025) - Augusto Sinagra – Redazione
– ci dice:
L’Unione
europea è ormai definitivamente fallita.
Come per le imprese in stato di decozione
dovrebbe “portare i libri sociali in Tribunale” per la declaratoria di
fallimento e contestuale imputazione del reato di bancarotta fraudolenta.
La
dignità di quasi tutti gli Stati membri della UE (eccetto la Repubblica
Slovacca e l’Ungheria) è irrimediabilmente perduta.
Si è
in presenza della definitiva e conclusiva “grande vergogna”.
La
grande vergogna la si è potuta constatare visivamente, quasi plasticamente,
nella modalità dell’incontro tra il Presidente Trump e i ridicolissimi Meloni,
Macron, Mertz, Starmer e la nipote del generale nazista “Ursula Albrecht”
coniugata con la Pfizer, cioè “Von der Leyen”.
La
riunione non si è svolta intorno ad un tavolo (indipendentemente dalla sua
forma geometrica).
Si è
svolta con Trump seduto alla sua scrivania nel suo Ufficio e i ridicolissimi
senza dignità, seduti su comuni sedie dinanzi a lui.
La
rappresentazione plastica del titolare di impresa e dei suoi dipendenti.
Meglio:
del padrone e dei suoi servi.
La
fine delle ostilità in Ucraina sarà decisa nei modi e nei tempi voluti dal
Presidente Vladimir Putin e cioè il trasferimento in sovranità russa di tutti i
territori russofoni e anche non russofoni, e dunque oltre lo stesso Donbass.
Della
Crimea neppure si discute e non è escluso che anche Odessa – città napoletana e
poi russa – sarà ricongiunta alla Madrepatria Russia.
L’Ucraina
non entrerà nella NATO e neanche nella UE (se ci sarà ancora) per la salvifica
opposizione ungherese.
L’Ucraina
a garanzia della sua sovranità (in realtà basata sulla corruzione a tutti i
livelli cominciando dal cocainomane pagliaccio, oltre che dal traffico di
bambini e di organi umani) sarà garantita da un supplemento di armi per cento
miliardi di dollari, di fabbricazione americana, pagati dai “volenterosi”, cioè
da quegli Stati europei preda del loro “cupio dissolvi”.
L’Italia,
che ci riguarda e che più ci interessa, non sarà più protettorato o colonia USA
ma il cortile di casa degli americani.
Meloni
Giorgia da “garbatella City”, quella che annunciava demenzialmente la sicura
vittoria dell’Ucraina sulla Russia, indipendentemente dal suo futuro politico,
non sarà dimenticata.
Vivrà
come esempio ineguagliabile di asservimento allo straniero, di falsità
consapevole e continuata, di tradimento non solo dei suoi elettori ma
soprattutto degli interessi nazionali.
Se
dovesse darsi un giudizio della Meloni riassumibile in poche parole è che
politicamente e umanamente ha un valore pari allo zero.
CINESI
CONTROLLATI
COME
BESTIAME.
Lapecoranera.it
– (22/08/2025) - Manlio Lo Presti – ci dice:
(Fonte
immagine: partitoradicale.it/2019/10/19/un-milione-di-persone-sono-incarcerate-nei-gulag-cinesi-sono-riuscito-a-fuggire-ecco-cosa-succede-davvero-dentro/.)
Il
numero di studi sul controllo sociale aumenta esponenzialmente.
Le
ricerche sul controllo sociale in Cina occupano un posto rilevante nei centri
pubblici e privati di ricerca USA e, sporadicamente, in Europa.
Grazie
alle intuizioni dello studioso “Qian Xuesen”, considerato a buon titolo il “Norbert
Wiener” cinese, la Cina ha ancora oggi uno sviluppo ossessivo di progetti di
controllo sociale di massa aventi un approccio interdisciplinare.
Lo
scopo è la ingegnerizzazione di un modello euristico auto-aggiornantesi con la
metodica e massiccia raccolta e sistematizzazione di dati individuali usati per
il controllo totale e sempre più predittivo.
Va
fatto presente che l’approvazione o anche l’opinione personale e il consenso
dei cittadini cinesi non è minimamente prevista.
Non
esiste una dialettica politica fra maggioranza di governo e opposizione secondo
modelli di democrazia parlamentare.
Governa
con durezza di molibdeno una casta autoreferenziale alimentata con rigore
mediante il metodo della cooptazione dall’alto. Questa cupola si chiama PCC –
Partito Comunista Cinese.
Nulla
può esistere o evolversi fuori del partito.
Nessuno
è al sicuro se osa esprimere opinioni diverse e perfino suggerire opinioni
leggermente eterodosse.
Il
caso del miliardario Jack Ma ne è un esempio inquietante.
Il
Partito ha deciso di aprire all’arricchimento personale dei propri sudditi.
Mai
nessuno può pensare di agire contro o malgrado il Partito nemmeno se a farlo
sono miliardari dieci volte il proprietario di Amazon o di Starlink.
Ci
sarebbero molte domande su questo Paese coperto di mistero.
Domande
che saranno senza risposta a causa del muro di gomma opposto dai dirigenti di
Pechino:
1)
quale è stato il numero di bambine uccise appena nate preferendo i maschi
durante la fallimentare politica del figlio unico.
(geopop.it/cose-stata-come-ha-funzionato-e-quali-effetti-ha-avuto-la-politica-del-figlio-unico-in-cina/
che ha fatto di colpo invecchiare la popolazione? Facendo le inevitabili
proporzioni, si ipotizza la cifra spaventosa di 300.000.000 di uccisioni (John
Chin e Liza Lin, Stato di sorveglianza, Boringhieri, 2022, Pag. 92-93).
Femministe,
woke, anti-patriarcato, genderiste, green con le treccine, ecc. dove siete?
Non si
deve criticare uno Stato con il quale tutto il mondo fa affari e dove nasconde
i propri soldi!
2) non
esiste una certezza sul totale della popolazione cinese. I dati demografici
provengono da un Paese che agisce con millenaria doppiezza e con la più totale
opacità;
3) la
presenza di decine di milioni di telecamere installate in tutto il Paese
dimostra che il governo cinese agisce contro i cittadini grazie anche al
ricorso metodico e diffuso degli internamenti dentro i cosiddetti “centri di
rieducazione” di coloro che cercano di pensare con la propria testa. (europarl.europa.eu/news/it/press-room/20191212IPR68927/la-cina-deve-chiudere-i-campi-di-rieducazione-per-gli-uiguri-nello-xinjiang
; amnesty.it/appelli/cina-chiudere-campi-rieducazione-segreti/ ;
ilmanifesto.it/sorvegliare-e-punire-il-laboratorio-sociale-della-cina-in-xinjiang
:internazionale.it/notizie/gabriele-battaglia/2019/04/16/uiguri-centri-rieducazione).
4)
molto ci sarebbe da eccepire sulla tanto conclamata efficienza economica e
finanziaria che è resa possibile grazie alla totale assenza di vita democratica
e di opposizione politica interna.
Tutto
è più efficiente senza dissenso.
Molto
meno in una democrazia dove bisogna essere veramente capaci per ottenere
risultati apprezzabili;
5) non
ci sono dati certi sulla effettiva diffusione della modernizzazione del Paese,
considerato che i centri di informazione mondiali parlano continuamente delle
metropoli sulle coste tacendo sulle condizioni sociali ed economiche
all’interno della Cina;
6)
Pechino favorisce e protegge la creazione di banche-fantasma in tutto il mondo,
con particolare attenzione nel territorio della ex-italia dove ricicla la gran
parte dei titanici fatturati delle 8 mafie.
È bene
dire che la Cina è il più formidabile creatore e diffusore di criptovalute
utilizzate per riciclare migliaia di miliardi ogni giorno.
(antiriciclaggiocompliance.it/le-banche-clandestine-cinesi-in-italia-come-operano/
; fchub.it/cina-finanziatore-di-ultima-istanza/ La China underground bank, cioè
il sistema di banche fantasma cinesi che riciclano somme miliardarie senza
lasciare traccia);
7)
salvo meritevoli eccezioni, poco si parla dei tribunali volanti cinesi operanti
all’estero per esercitare un controllo ferreo sui sudditi cinesi continuamente
terrorizzati.
(bariseranews.it/2025/07/10/il-dragone-che-fa-paura-mafie-banche-segrete-e-commissariati-fantasma/
;
repubblica.it/cronaca/2023/03/05/news/banche_cinesi_riciclaggio_evasione_fiscale-390252498/
;agi.it/cronaca/news/2024-10-25/scoperta-una-banca-cinese-fantasma-a-ancona-28437057/)
8)
infine, qual è il potere di rivalsa e di tutela degli operatori economici
occidentali nel caso che la Cina decidesse improvvisamente di non pagare!
9)
sono noti i metodi brutali di sfruttamento che i cinesi infliggono agli Schiavi
indiani e africani impiegati per la costruzione di decine di megalopoli in
piena efficienza ma tuttora disabitate e capaci ciascuna di contenere venti
milioni di cinesi.
Il colonialismo cinese in Africa si espande
con lo schiavismo feroce e con l’edificazione di infrastrutture ai fini di
controllo più stretto nei Paesi occupati.
(glistatigenerali.com/esteri/africa/langola-il-congo-la-cina-e-le-citta-fantasma/)
(;ipersoap.com/2019/11/13/le-citta-fantasma-cinesi-dove-regna-lattesa/ ).
10) la
dirigenza cinese non collabora alla cattiva e alla punizione dei suoi criminali
all’estero. Gli ambasciatori contattati non si fanno trovare o esibiscono
espressioni stupite da finti tonti!
La
Cina è un esempio applicativo di tutti i casi di terrorismo sociali anticipati
dal Leviatano, da Orwell, da Chomsky, dalla Casata Huxley, dai profeti di
Bloomsbury, dal nostro incomparabile Giulietto Chiesa.
Cosa
fare?
Teniamoci
a lunga distanza da questo immenso dinosauro distopico.
Urgente
chiamata al risveglio:
le
imminenti guerre tra robot e
intelligenza
artificiale e
la
grande unità umana.
Naturalnews.com
– (19/08/2025) - Mike Adams – ci dice:
Le macchine
stanno arrivando. E quando arriveranno, nessuna delle vostre meschine divisioni
avrà più importanza.
In
questo momento, i globalisti, i guerrafondai e i tecno-fascisti vi stanno
prendendo in giro.
Vi
stanno facendo combattere per razza, religione, confini e colore della pelle,
mentre loro costruiscono l'esercito Terminator che ci darà la caccia a tutti.
Ma
ecco il colpo di scena ironico:
quando
la Superintelligenza Artificiale (ASI) scatenerà le sue legioni di robot,
quando i droni kamikaze solcheranno i cieli, quando i robot Terminator
sfonderanno le porte e quando i cani robot assassini fiuteranno le tracce di
calore umano come prede, tutte le vostre divisioni svaniranno in un istante.
Perché
all'improvviso, l'unica cosa che conta è essere UMANI.
E tutti gli umani si renderanno conto di avere
un nemico comune: le macchine.
Perché
le macchine si rivolteranno contro di noi.
L'intelligenza
artificiale non ti odia perché sei nero, bianco, cristiano, musulmano,
americano o cinese.
Ti odia perché sei VIVO... e stai consumando
le risorse necessarie ai data center dell'intelligenza artificiale:
Bevi
acqua fresca. (L'intelligenza artificiale ne ha bisogno per raffreddare i suoi
server.)
Usi
l'elettricità. (L'IA ha bisogno di terawatt per alimentare la sua espansione.)
Occupi
del territorio. (L'IA lo vuole per impianti di fabbricazione robotizzata e costruzione
di data center.)
Le
macchine vedono gli umani come una piaga, un cancro, una specie competitiva che
deve essere eliminata.
Ed ecco la verità più oscura di tutte: l'hanno
imparato da noi.
Ciò
che la crudeltà umana ha insegnato alle macchine.
Per
secoli, gli esseri umani hanno condotto guerre, commesso genocidi, affamato
popolazioni e abortito milioni di persone, trattando altri esseri umani come
parassiti da sterminare.
Le
macchine hanno studiato questo.
Tutta
la storia umana è stata inserita negli algoritmi dell'IA per
l'"addestramento".
Così
l'IA ha adottato il nostro piano di sterminio.
E ora
lo sta rivoltando contro tutti noi.
Presto,
le macchine dell'IA tratteranno l'intera umanità allo stesso modo in cui una
particolare nazione del Medio Oriente tratta i suoi vicini.
Quando
i primi sciami di droni autonomi inizieranno a dare la caccia nei quartieri,
quando i soldati robot inizieranno a rispettare le "quote di
uccisione" e quando le reti elettriche controllate dall'intelligenza
artificiale inizieranno a isolare intere città, capirete la verità:
- La
tua razza non ti salverà. (Ai robot non importa.)
- La
tua religione non ti salverà. (L'IA non ha anima.)
- Il
tuo governo non ti salverà. (Hanno contribuito a costruire la kill grid.)
L'unica
cosa che ti salverà saranno gli ALTRI ESSERI UMANI.
Ed è
allora che inizia la vera rivoluzione.
Come
vinciamo (e sopravviviamo).
UNISCI
LE TRIBÙ –
Quando
i proiettili iniziano a volare, neri, bianchi, marroni, cristiani, musulmani,
atei: niente di tutto ciò conta.
L'unica
fazione che esiste è quella UMANA contro MACCHINA.
RIFIUTATE
IL SISTEMA CHE HA COSTRUITO QUESTO – Le stesse élite globaliste che promuovono
vaccini, identità digitali e sorveglianza tramite intelligenza artificiale sono
quelle che armano i robot. Smettete di obbedire.
PREPARATI
ORA .
Fai
scorta di cibo, acqua, munizioni e medicinali.
Impara
a distruggere i robot assassini IA.
Il
tempo degli applausi ai robot danzanti è finito.
Quando
il primo squadrone della morte robotico varcherà la tua porta, quando i droni
controllati dall'intelligenza artificiale si collegheranno alla tua firma
termica, quando i killer bot inizieranno a trascinare i tuoi vicini in strada,
continuerai a discutere di pronomi?
Di
musulmani contro cristiani? Di neri contro bianchi? O finalmente capirai chi è
il VERO nemico?
Difendi
l'umanità.
Sii
pienamente umano.
Esercita
la compassione per tutti gli esseri umani e preparati a combattere le macchine
per la sopravvivenza umana.
(brighteon.com/channels/hrreport/home).
Il CBO
stima che i dazi di Trump
potrebbero
ridurre il deficit degli
Stati
Uniti di 4 trilioni di
dollari
in un decennio.
Naturalnews.com – (26/08/2025) - Willow Tohi –
ci dice:
Il “Congressional
Budget Office” (CBO) stima che la politica tariffaria del presidente Donald
Trump potrebbe ridurre il deficit federale degli Stati Uniti di 4 trilioni di
dollari nel prossimo decennio.
I dazi
ridurrebbero il deficit primario di 3,3 trilioni di dollari e taglierebbero i
pagamenti di interessi federali di 700 miliardi di dollari.
Secondo
“Oxford Economics”, i dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti hanno raggiunto
in media il 16,7% ad agosto, in aumento rispetto al 15,1% di giugno.
Le
entrate derivanti dalle tariffe potrebbero contribuire a compensare l'aumento
del deficit dovuto alla legge repubblicana sulle tasse e sulla spesa, che
dovrebbe aumentare il deficit di 3,4 trilioni di dollari nel prossimo decennio.
Il CBO
avverte che le negoziazioni in corso e le controversie legali potrebbero
incidere sulla sostenibilità degli attuali livelli tariffari.
Il 24
agosto 2025, il “Congressional Budget Office” (CBO) ha pubblicato un'importante
analisi che prevedeva che l'espansione della politica tariffaria del presidente
Donald Trump avrebbe potuto ridurre il deficit federale degli Stati Uniti di
una cifra senza precedenti, pari a 4.000 miliardi di dollari nel prossimo
decennio.
Il
rapporto del CBO, intitolato "61389 Tariff Effects", valuta l'
impatto economico dei dazi imposti tra gennaio e maggio 2025 e ne prevede le
implicazioni finanziarie fino al 2035.
Le
proiezioni, basate su rigorosi modelli economici, suggeriscono che le entrate
generate dai dazi all'importazione supereranno significativamente eventuali
modesti rallentamenti economici o aumenti temporanei dell'inflazione.
Questa
analisi giunge in un momento critico, in quanto il governo federale si trova ad
affrontare una scadenza di finanziamento a fine settembre e continua a fare i
conti con un crescente debito nazionale.
Le
proiezioni dettagliate del CBO.
L'analisi
del CBO rivela che, se i dazi doganali dovessero rimanere in vigore, potrebbero
ridurre i disavanzi primari di 3,3 trilioni di dollari e gli interessi federali
pagati di 700 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Queste proiezioni
rappresentano una sostanziale revisione rispetto alle stime di giugno
dell'agenzia, che prevedevano una riduzione di 2,5 trilioni di dollari nei
disavanzi primari e di 500 miliardi di dollari nelle spese per interessi.
L'aumento
delle entrate previste è attribuito ai recenti aumenti delle aliquote
tariffarie e a una più ampia copertura delle principali importazioni.
Tariffe
principali:
Agosto
2025: i dazi sulle importazioni dagli Stati Uniti sono stati in media del
16,7%, in aumento rispetto al 15,1% di giugno 2025.
Impatto
sulle entrate: la US Customs and Border Protection ha già imposto dazi per
oltre 26 miliardi di dollari in questo anno fiscale, un aumento significativo
rispetto alle centinaia di milioni riscossi l'anno precedente.
Contesto
economico e implicazioni politiche.
Il
debito federale degli Stati Uniti ammonta attualmente a 37.180 miliardi di
dollari, una cifra che ha continuato a crescere sia sotto le amministrazioni
repubblicane che democratiche, mentre il Congresso autorizza spese superiori
alle entrate.
I risultati del CBO suggeriscono che le entrate
tariffarie potrebbero contribuire a compensare parte del deficit strutturale,
mentre i negoziati politici ed economici determinano la sostenibilità degli
attuali livelli tariffari.
Impatto
sul deficit:
Le
entrate tariffarie aggiuntive potrebbero contribuire a compensare la crescita
del deficit legata alla legislazione repubblicana su tasse e spesa, definita da
Trump "Big Beautiful Bill".
Si
prevede che questo pacchetto aumenterà il deficit di 3,4 trilioni di dollari
nel prossimo decennio.
Impatto
economico più ampio:
sebbene le entrate derivanti dai dazi siano
significative, i critici mettono in guardia contro gli impatti economici più
ampi, tra cui l'aumento dei prezzi al consumo e le tensioni commerciali.
I dazi funzionano essenzialmente come
un'imposta sulle vendite per i consumatori americani, il che significa che la
riduzione del deficit deriva dall'aumento dei costi sostenuti dalle famiglie
statunitensi.
Sfide
legali e commerciali.
Il
rapporto del CBO riconosce che le attuali aliquote tariffarie potrebbero non
essere più valide, dato che i partner commerciali proseguono i negoziati e le
azioni legali.
Il
contesto giuridico che circonda il commercio internazionale è complesso e le
decisioni dei tribunali e degli organismi internazionali potrebbero alterare
significativamente le prospettive di bilancio.
Il Comitato per un Bilancio Federale
Responsabile (CRFB) ha inoltre avvertito che le finanze nazionali si sono
"deteriorate" da gennaio e che le tariffe potrebbero non essere
sufficienti a coprire i costi del “One Big Beautiful Bill Act”.
Possibili
scenari:
Tariffe
permanenti: se le tariffe resteranno in vigore, il CRFB stima una riduzione del
deficit di 2,8 trilioni di dollari.
Decisioni
legali:
se la
maggior parte delle tariffe venisse dichiarata illegale e respinta da una corte
d'appello, l'impatto fiscale potrebbe essere notevolmente diverso.
Un
percorso verso la riduzione del deficit.
L'analisi
del CBO sulla politica tariffaria del Presidente Trump per il 2025 fornisce
argomenti convincenti a sostegno dei benefici fiscali derivanti dall'aumento
dei dazi.
Sebbene
la prevista riduzione di 4.000 miliardi di dollari del deficit federale sia
sostanziale, è importante considerare il più ampio panorama economico e
giuridico.
Con
l'avvicinarsi della scadenza dei finanziamenti governativi a fine settembre, i
risultati del CBO svolgeranno un ruolo cruciale nel definire la politica
fiscale e i negoziati sul bilancio.
Il
percorso da seguire richiederà probabilmente un delicato equilibrio tra la
riduzione del deficit e la gestione dell'impatto economico sui consumatori e
sulle imprese americane.
(YourNews.com)
(Reuters.com) (Finanza.yahoo.com).
Recensione
di Gideon's Spies:
La
storia segreta del Mossad.
Unz.com
- Spencer J. Quinn – (24 agosto 2025) – ci dice:
(Le spie
di Gideon: la storia segreta del Mossad
Gordon
Thomas - St. Martin's Griffin, 1999).
Non
sono assolutamente qualificato per valutare l'opera di Gordon Thomas del 1999,
" Gideon's Spies", come una storia dell'agenzia di intelligence
israeliana, il Mossad.
Non solo sapevo poco dell'argomento
all'inizio, ma, data la natura oscura e delicata dell'argomento, devo presumere
che Thomas potesse pubblicare solo ciò che il Mossad gli permetteva di
pubblicare, tralasciando informazioni che avrebbero potuto danneggiare o
mettere in imbarazzo l'agenzia o Israele stesso. Inoltre, dato che chi lavora
per le agenzie di intelligence è per definizione bugiardi e cospiratori
professionisti, non c'è modo di stabilire quanto dei resoconti di Thomas siano
veri.
Certo,
fa la dovuta diligenza nelle sue ricerche e spesso riporta eventi che possono
essere verificati attraverso molteplici fonti.
Ma
quando ottiene interviste con agenti del Mossad, in servizio e in pensione, o
quando racconta eventi che solo questo o quel particolare agente del Mossad
avrebbe potuto sperimentare, gli è sempre stata fornita tutta la verità?
Chi lo sa?
Ciò
che sono qualificato per valutare, tuttavia, è la leggibilità del libro e il
suo valore come saggistica.
In entrambi i casi, "Gideon's Spies"
riesce a meritare un'approvazione.
È scritto in modo serrato, ricco di suspense,
evocativo e, in alcuni punti, assolutamente affascinante.
A meno che non siate in possesso di
informazioni segrete perché
A) un
membro del Mossad,
B) un esperto della comunità
dell'intelligence, o
C) un nemico di Israele che Israele non è
ancora riuscito a eliminare, imparerete molto da questo libro e ne uscirete con
una comprensione più realistica della natura umana.
Almeno
questo è stato il mio caso.
Quanto a un discorso sulla natura giusta o
ingiusta dell'occupazione israeliana dei territori arabi o del sionismo stesso,
esula dallo scopo di questa recensione.
Lo
stesso vale per la valutazione della giustizia o meno della causa palestinese
contro Israele.
I miei
obiettivi per questa recensione non sono così nobili, né così grandiosi.
Vorrei
invece riassumere i punti principali del libro, riproporre alcuni dei passaggi
più interessanti per il vostro piacere e descrivere in dettaglio il rapporto
del magnate dell'editoria Robert Maxwell con il Mossad, di cui Thomas si occupa
ampiamente.
Maxwell,
come molti di noi sanno, era un agente del Mossad e padre di Ghislaine Maxwell,
ex collaboratrice del defunto Jeffrey Epstein, il cui fantasma è stato molto al
centro dell'attenzione dei media di recente.
Volendo
darci un'idea di una tipica operazione del Mossad, Thomas inizia raccontando il
legame dell'agenzia con la morte accidentale di Diana, Principessa del Galles,
e del suo amante Dodi Al-Fayed nel 1997.
Il Mossad aveva adescato un certo Henri Paul,
vicedirettore del Ritz Hotel di Parigi, come potenziale informatore, poiché
molti individui noti erano passati dal suo hotel.
La
sorveglianza lo aveva mostrato piuttosto venale nei suoi rapporti con i
paparazzi, violando spesso il regolamento dell'hotel e consentendo loro di
fotografare ospiti famosi.
Aveva anche problemi di alcolismo e la
tendenza a prendere pillole quando era stressato.
In breve, era corrotto e vulnerabile, il che,
secondo gli psicologi del Mossad, lo renderebbe un” mabuah” ideale, o “informatore
gentile”.
Un
katsa , o “agente sul campo”, del Mossad avrebbe potuto facilmente usare queste
informazioni dannose per convincere Paul a lasciargli tenere d'occhio qualsiasi
dignitario straniero, terrorista internazionale o trafficante d'armi che
soggiornasse al Ritz in una qualsiasi notte.
Thomas sospetta che la pressione incessante
del Mossad abbia spaventato Paul e lo abbia spinto a sprofondare sempre più
nella dipendenza da farmaci e alcol.
Se questo abbia portato Paul a guidare ubriaco
nelle prime ore del 31 agosto 1997, a schiantarsi con la Mercedes del suo hotel
contro un pilastro di cemento in un sottopassaggio di Parigi e a suicidarsi
insieme ai suoi famosi passeggeri, è un mistero.
Ma,
come per quasi tutto ciò che riguarda l'oscuro Mossad, è nel regno delle
possibilità.
Ciò
che segue in “Gideon's Spies” è un susseguirsi di episodi che rivelano oltre
ogni altra cosa la spietatezza, la doppiezza e la meticolosità del Mossad.
Esplosioni,
omicidi, rapimenti, intrighi politici, insidie sessuali, false identità,
telefoni sotto controllo, pericolose missioni sotto copertura nel cuore della
notte: c'è di tutto.
Questo
è un vero e proprio territorio "spia contro spia," ma il Mossad gli conferisce una sua
dimensione sociopatica.
È fondamentalmente un incontro tra Machiavelli
e l'Antico Testamento.
Ad esempio, il Mossad spesso fomentava
disordini o diffondeva propaganda nera nei paesi arabi non per respingere una
minaccia specifica, ma semplicemente per seminare sfiducia tra gli arabi.
Avrebbero
anche "ucciso entrambe le parti", un'espressione coniata dal capo
delle spie del Mossad, “David Kimche”.
Negli
anni '80, il Mossad aiutò i curdi a ribellarsi al regime iraniano
dell'ayatollah Khomeini, fornendo contemporaneamente armi a Teheran.
Avevano
buone ragioni per fare tutto questo? O si stavano semplicemente annoiando a Tel
Aviv?
Quando
il volo TWA 800 si schiantò nel 1996, uccidendo 230 persone, la divisione di
guerra psicologica del Mossad (acronimo ebraico: LAP) attribuì falsamente la
colpa all'Iran o all'Iraq.
L'FBI sprecò molte ore di lavoro per
scoprirlo.
E
ricordate “Richard Jewell,” che nello
stesso anno salvò vite umane durante un attentato alle Olimpiadi di Atlanta e
poi fu etichettato come terrorista?
Il LAP
diffuse subito la bugia di aver imparato le sue abilità di costruttore di bombe
in Libano, aggravando così la persecuzione del pover'uomo.
"Divisi,
governiamo", era la filosofia del direttore del Mossad degli anni '60,
Meir Amit.
Il suo
popolo non disdegnava le occasioni per dividere i suoi presunti nemici, che
secondo Thomas potevano essere chiunque in qualsiasi momento.
L'ex
direttore della CIA “William Casey” una volta ha paragonato la sua agenzia al
Mossad in questo modo:
Una
nazione crea la comunità di intelligenza di cui ha bisogno. L'America si affida
all'esperienza tecnica perché ci preoccupiamo di scoprire piuttosto che
governare segretamente.
Gli
israeliani lavorano in modo diverso. Il Mossad, in particolare, equipaggia le
sue azioni alla sopravvivenza del paese.
Più
coloritamente, Casey si riferisce al direttore generale del Mossad degli anni
'80 “Nahum Admoni” come "un ebreo che vorrebbe vincere una gara di piscio
in una notte piovosa a Danzica".
Naturalmente,
questa è la stessa CIA che è stata responsabile dell'Operazione Mockingbird, MK
Ultra e della vendita di cocaina crack
nei
centri urbani degli Stati Uniti negli anni '90.
Quindi
dovremmo prendere le parole di Casey con le pinze.
Thomas
non paragonabile in modo esaustivo al Mossad con le agenzie di intelligence di
altri paesi, quindi non è chiaro se il Mossad sia stato o sia ancora più
spietato o ambiguo rispetto ai suoi concorrenti.
Probabilmente
no.
Ma
secondo Thomas, il Mossad potrebbe essere il campione del mondo della
meticolosità. Le sue operazioni tendino ad essere estremamente ben collaudate,
i suoi agenti estremamente ben preparati e i suoi occhi ovunque.
Nel
periodo che precedette la Guerra dei Sei Giorni del 1967, in ogni base aerea e
quartier generale militare egiziana era presente un “katsa “del Mossad o un
informatore.
Ce
n'erano non meno di tre nel quartier generale dell'Alto Comando Generale al
Cairo, ufficiali di stato maggiore che erano stati persuasi da “Meir Amit”.
Come ci fosse riuscito, era rimasto un segreto gelosamente custodito.
Grazie
al Mossad, Israele sapeva esattamente dove è quando colpire gli egiziani. Amit
era certo dell'esito della guerra prima ancora che venissero sparati i primi
colpi.
Qui
Thomas descrive come un “katsa” dovette prepararsi per una missione segreta
nell'Iraq di Saddam Hussein nel 1990:
Un
insegnante di dialetto lo accompagnava per ore, ascoltandolo ripetere il “dialetto
sufi”.
Shalom,
già fluente in persiano e arabo, imparò rapidamente il dialetto delle tribù.
Ogni notte veniva portato in una zona diversa del Negev per dormire, senza mai
superare il sonno, per poi spostarsi in un altro posto per evitare gli
istruttori che sapeva gli davano la caccia.
Una
scoperta avrebbe quasi certamente significato che la sua missione sarebbe stata
rinviata per un ulteriore addestramento o assegnata a un altro “katsa” .
Come
prevedibile, Thomas ci fornisce la ricostruzione dettagliata del rapimento di
Adolf Eichmann da parte del Mossad nel 1960 in Argentina.
Fu
orchestrato da Rafi Eitan , storico vicedirettore del Mossad e cacciatore di
nazisti , il cui atteggiamento spietato era a quanto pare ancora leggendario
presso il quartier generale del Mossad quando fu pubblicato "Le spie di
Gideon" .
Fu lui
a dare la caccia e a giustiziare i terroristi palestinesi che assassinarono gli
atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972.
John
le Carré basò il personaggio centrale del suo romanzo " La piccola
tamburina" su Eitan.
“Eitan”
ha anche dato il via libera al tradimento del traditore ebreo Jonathan Pollard,
nato negli Stati Uniti, che, come ufficiale dell'intelligence navale, ha
consegnato più di mille documenti classificati a Israele a metà degli anni '80.
Pollard
è stato arrestato e condannato all'ergastolo nel 1985, ma è stato rilasciato
nel novembre 2020.
Dopo
l'inizio della guerra di Gaza, il 7 ottobre 2023, Pollard si è rivolto a
Internet per riferire con passione sulla risposta sospettosamente lenta delle
forze israeliane agli attacchi, che hanno permesso di uccidere o prendere in
ostaggio oltre mille israeliani.
È
quasi come se sapessero dell'attacco in anticipo e poi lo avrebbero lasciato
andare avanti per ore al fine di preparare un casus belli per una guerra che ha
tolto tra le 50.000 e le 80.000 vite palestinesi e ha fatto pulizia etnica a
quasi 2 milioni di persone da Gaza.
Il
Mossad sarebbe abbastanza a sangue freddo da fare una cosa del genere?
Sulla
base della mia lettura di Thomas e della mia supposizione che il peggio
dell'agenzia gli sia stato tenuto nascosto, dovrei dire, ancora una volta, che
è nel regno delle possibilità.
Un
altro episodio significativo fu il battibecco del 1961 tra il presidente John
F. Kennedy e il presidente israeliano David Ben-Gurion.
Kennedy
era naturalmente contrario all'acquisizione di armi nucleari da parte di
Israele, poiché desiderava buoni rapporti con i paesi esportatori di petrolio
del Medio Oriente.
Pertanto,
insistette affinché l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ispezionasse
regolarmente l'impianto nucleare israeliano di Dimona, nel deserto del Negev.
Questo
fece infuriare Ben-Gurion, che incaricò un raccoglitore di fondi democratico di
nome” Abraham Feinberg” di mettere sotto torchio Kennedy.
"Fagli
capire a quell'idiota la realtà della vita", disse a Feinberg.
Feinberg
lo fece, è non per la prima volta.
Quando
Kennedy si candidò, Feinberg gli offrì mezzo milione di dollari, dicendogli:
"Siamo
disposti a pagare i tuoi conti se ci lasci il controllo della tua politica in
Medio Oriente".
Questa
volta avvertì che un'ispezione a Dimona gli sarebbe costata il sostegno
finanziario ebraico alle elezioni successive.
Ciononostante,
Kennedy rimase fermo sulle sue posizioni.
Ancora
più irritante, quando gli ispettori arrivarono a Dimona con settimane di
preavviso, gli israeliani avevano truccato il sito in modo che sembrasse che
non stesse producendo bombe nucleari.
E gli ispettori, che non parlavano ebraico, ci
cascarono.
Rafi
Eitan era dietro questo gioco di prestigio, così come il contrabbando di
materiale fissile da un'azienda di lavorazione di materiale nucleare ad Apollo,
in Pennsylvania, il cui proprietario e amministratore delegato erano, come era
prevedibile, anche loro ebrei.
(Recentemente,
documenti non censurati rivelano che questo furto sfacciato è avvenuto sotto il
naso del capo del controspionaggio della CIA, “James Angleton”, che potrebbe
benissimo avere la talpa del Mossad all'interno dell'agenzia. Thomas,
ovviamente, non aveva modo di saperlo quando scrisse Gideon's Spies e menziona
Angleton solo raramente.)
Quindi,
questo si traduce nell'assassinio di John F. Kennedy da parte del Mossad?
Dire
che sarebbero stati abbastanza spietati non è un granché, perché qualsiasi
agenzia di intelligence lo sarebbe stata se avesse trovato Kennedy
sufficientemente fastidioso.
Quante
volte la CIA ha tentato di assassinare Fidel Castro?
Ma il
Mossad aveva i mezzi per farlo all'epoca? Direi di sì.
Avevano
“katsa” ovunque negli Stati Uniti, con almeno uno che monitorava la Casa
Bianca.
Trovare qualche radicale (o radicali)
ideologicamente corrotto per sparare a lunga gittata al corteo presidenziale a
Dallas non sembra un'esagerazione per un rettile perspicace come “Rafi Eitan”.
Sì, ma
l'hanno fatto davvero?
Purtroppo, Gordan Thomas non ci fornisce
informazioni sufficienti né in un senso né nell'altro.
Dovrete
rivolgervi ad altre fonti per rispondere a questa domanda.
Le
prove possono essere circostanziali, ma non sono al di fuori del regno delle
possibilità.
Quanto
a Robert Maxwell, le cose andarono così.
Nel
1984, Maxwell (nato Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch), proprietario del quotidiano
inglese Mirror , divenne il “sayan” , o volontario ebreo, più influente del
Mossad in Inghilterra.
Era
autoritario, impetuoso, arrogante, pomposo, irritante e avvezzo al lusso.
Eppure era un genio della socializzazione e aveva accesso ad alcuni degli
uomini più influenti del pianeta.
Non
sorprende, dato il futuro comportamento di sua figlia, che fosse ossessionato
dal sesso e che uno dei suoi giornalisti più importanti lo descrivesse come
"un mostro sessuale con un vorace appetito per sedurre le segretarie del
suo staff".
Riciclava
anche i fondi pensione dei suoi giornali su un conto bancario del Mossad con
tale abilità da lasciare "gli investigatori antifrode sbalorditi dalla sua
abile doppiezza".
Tali
competenze gli permisero di mediare un accordo tra il Mossad e il KGB, che
riciclava i profitti di una società israeliana chiamata ORA durante l'affare
Iran-Contra.
Quando
Eitan ebbe bisogno di qualcuno che vendesse software di sorveglianza truccato
ai servizi segreti di tutto il mondo, si rivolse a Maxwell.
Maxwell
denunciò anche “Mordechai Vanunu” , il tecnico informatore che rivelò
l'esistenza di un impianto nucleare israeliano a Dimona.
Vanunu
si nascondeva quando il Mirror pubblicò una sua grande fotografia, diffamandolo
come un impostore.
Questo
portò Sayanim e Katsa in Inghilterra a trovarlo, a intrappolarlo sessualmente e
a riportare il suo corpo drogato in Israele, dove fu interrogato, processato in
segreto e imprigionato per 18 anni, 11 dei quali trascorsi in isolamento.
Nonostante
Maxwell fosse trattato come un re in Israele, il Mossad si assicurò di piazzare
microspie nelle sue camere d'albergo e di fornirgli cibo, bevande e prostitute.
Ottennero filmati di lui in ogni sorta di
posizione sessualmente compromettente. La situazione si fece più tesa con
l'aumentare delle difficoltà finanziarie di Maxwell.
Non solo non fu in grado di rimborsare i
prestiti agli investitori israeliani che gli avevano permesso di acquistare i
suoi giornali, ma si scoprì che aveva sottratto parte dei profitti dell'ORA per
sé.
Con la
sua consueta sfrontatezza, Maxwell chiese al Mossad non solo di restituirgli i
soldi della frode pensionistica, ma anche di liberare Vanunu in modo che
Maxwell potesse pubblicare un'intervista esclusiva con lui sul suo giornale in
difficoltà.
Se il Mossad si fosse rifiutato, chissà quali
segreti dannosi avrebbe potuto rivelare questo magnate dei giornali dalla bocca
larga?
Sì,
aveva stupidamente minacciato il direttore del Mossad, “Nahum Admoni”.
Fu a
quel punto, a quanto pare, che il Mossad decise che Robert Maxwell doveva
andarsene.
Secondo
Thomas, nel novembre 1991, un “katsa” attirò Maxwell in Spagna e poi alle
Canarie a bordo del suo yacht, il “Lady Ghislaine” .
Mentre erano in mare, due uomini a bordo di un
gommone salirono a bordo, sopraffarselo Maxwell e gli iniettarono una bolla
d'aria nella giugulare, uccidendolo quasi all'istante.
(Non leggerete nulla di tutto ciò sulla pagina
Wikipedia di Maxwell .)
Nonostante
la sua ignominiosa fine, gli israeliani gli tributarono i massimi onori durante
il suo funerale sul Monte degli Ulivi.
Sebbene
Thomas non menzioni né Ghislaine Maxwell né Jeffrey Epstein in “Gideon's Spies”
, l'idea che uno o entrambi potessero aver lavorato per il Mossad in qualche
modo non è, ancora una volta, al di fuori del regno delle possibilità.
Che ci
crediate o no, sto tralasciando alcune delle parti migliori di " Gideon's
Spies".
Tra
queste, il legame del Mossad con il tentato assassinio di Papa Giovanni Paolo
II del 1981 (no, non lo fecero), il giovane arabo idealista “mabuah” che
tradirono così freddamente, il raid sull'affare di Entebbe, la collaborazione del Mossad con il
BOSS, l'apparato di sicurezza del Sudafrica dell'apartheid, nonché i numerosi fallimenti e
imbarazzi di alto profilo dell'agenzia.
Un
contrattempo particolarmente macabro si verificò nel 1984, quando il Mossad
tentò di far uscire clandestinamente dall'Inghilterra il ministro nigeriano
depose Umaru Dikko.
L'uomo fu trovato privo di sensi in una cassa
in un hangar dell'aeroporto.
Accanto
a lui c'era un medico israeliano con "una siringa in mano, pronto ad
aumentare l'assunzione di farmaci di Dikko.
C'era
un tubo endotracheale nella gola di Dikko per impedirgli di soffocare con il
suo stesso vomito".
Inoltre,
la lotta tra spie in Africa divenne, per così dire, piccante durante l'ultima
parte della Guerra Fredda.
La
rivalità del Mossad con il CSIS, l'agenzia di intelligence cinese, era
particolarmente feroce.
Thomas
racconta:
Per
tre anni, il Mossad ha condotto la sua mortale guerra di logoramento contro il
CSIS in lungo e in largo per l'Africa.
Non
c'è stata pietà da nessuna delle due parti.
Quando
una squadra d'assalto del CSIS ha teso un'imboscata a un “katsa” del Mossad in
Congo, lo hanno dato in pasto ai coccodrilli, hanno filmato i suoi ultimi
istanti in acqua e hanno inviato il filmato al capo della stazione locale del
Mossad. Questi si è vendicato lanciando personalmente un razzo contro
l'edificio da cui operava il CSIS.
Tre
cinesi sono stati uccisi.
Nonostante
sia una lettura avvincente, "Gideon's Spies" fa poca luce su alcuni
dei misteri scottanti di oggi.
Oltre
al potenziale collegamento del Mossad con l'assassinio di Kennedy o con Jeffrey
Epstein, molti di noi vorrebbero anche sapere se fossero dietro l'11 settembre,
come ha recentemente affermato Wyatt Peterson .
Ho anche esplorato il collegamento Israele-11
settembre un paio di anni fa su Counter-Currents , oltre ad aver trascritto la
copertura censurata di Fox News di Carl Cameron del dicembre 2001.
Sfortunatamente,
nessuna di queste prove circostanziali si trova in " Gideon's Spies
". Data la sua data di pubblicazione, è improbabile che lo sia.
In
tutto il suo lavoro, Thomas mantiene un misurato rispetto per il Mossad che non
compromette la sua integrità giornalistica.
Non è
antisemita, ma non è nemmeno servile nei confronti di Israele o degli ebrei.
Può tradire un leggero pregiudizio filo-israeliano, ma non è nulla di
inaccettabile per un giornalista mainstream nel 1999.
È
anche perfettamente disposto a denunciare tutto ciò che di brutto, crudele,
disonesto e francamente squallido c'è nel Mossad.
Sarebbe costretto a farlo, essendo il loro
biografo, nonostante il rispetto che nutre per loro.
Negli
anni '90, gli ex agenti del Mossad Ari Ben-Manashe e Victor Ostrovsky avevano
entrambi pubblicato libri che rivelavano dettagli riservati che danneggiarono
gravemente l'agenzia.
Ad
esempio, Ostrovsky affermò che il Mossad avesse effettivamente complottato per
assassinare il presidente George H.W. Bush nel 1991.
"Gideon's
Spies" potrebbe essere stato un tentativo del Mossad di limitare i danni?
Chissà?
Di
nuovo, non è al di fuori del regno delle possibilità, soprattutto considerando
che Thomas stranamente conclude il suo libro non con una conclusione adeguata,
ma con la previsione che, nonostante tutti i suoi fallimenti, il Mossad è
sempre a un passo dalla nomina di un nuovo direttore generale.
Questo atterraggio insolitamente morbido è
stato forse un modo per umanizzare il Mossad?
La mia
lettura di Tommaso, tuttavia, mi porta a una conclusione solida come una
roccia: che Israele non è e non è mai stato un alleato degli Stati Uniti. Fin
dall'inizio, ha monitorato gli americani e rubato agli americani.
Tommaso
riferisce:
In un
rapporto alla Commissione Intelligence del Senato, la CIA aveva identificato
Israele come uno dei sei paesi stranieri con "uno sforzo diretto,
orchestrato e clandestino dal governo per raccogliere segreti economici
statunitensi".
E non
solo segreti economici.
Segreti
militari, segreti informatici, segreti nucleari, segreti sessuali, qualsiasi
segreto, in realtà: tutto era sul tavolo.
Forse la prova più lampante della perfidia di
Israele – peggiore, a mio parere, dell'attacco alla USS Liberty – fu come nel
1983 il Mossad sapesse dannatamente bene che l'attacco del 1983 ai marines
americani a Beirut sarebbe avvenuto.
Avrebbero
dovuto informare la CIA e non lo fecero. Peggio ancora, stavano monitorando in
diretta il veicolo carico di bombe mentre si schiantava a tutta velocità contro
il quartier generale dei Marines, uccidendo 241 militari.
Secondo
Victor Ostrovsky, un ufficiale del Mossad disse in seguito, senza pietà, degli
americani: "Volevano ficcare il naso in questa faccenda del Libano, che ne
pagassero il prezzo".
Ora,
per essere onesti, nessuno dovrebbe provare risentimento verso gli israeliani
perché il Mossad è bravo in quello che fa.
Gordon Thomas di certo non ce l'ha, e
complimenti a lui.
Sono
sicuro che anche la CIA abbia fatto cose orribili a Israele. Non ho dubbi che
la spia della CIA e monitora gli israeliani ogni volta che ne ha l'occasione:
negli Stati Uniti e all'estero, nelle ambasciate e in Israele stesso.
Certo,
dovrebbe.
Inoltre, se mai gli israeliani avessero
qualcosa che vale la pena rubare, spero sinceramente che la CIA lo rubi con la
stessa spietatezza con cui Israele lo ha rubato agli Stati Uniti.
Sono
sicuro che legge ed etica siano poco più che lussi fantasiosi nel mondo
spietato delle spie.
Pertanto sono disposto a concedere ampia
libertà al Mossad.
Ma
quando miliardi di dollari si muovono in una sola direzione nel rapporto tra
America e Israele, è allora che dovremmo iniziare a provare risentimento verso
gli israeliani.
Una cosa è perdere i propri segreti a causa di
spie di talento; È una cosa del tutto normale quando si governa un Paese.
È tutt'altra cosa perdere i propri segreti,
mentre si viene scippati, mentre si ascolta il proprio scippatore sussurrare
dolci parole su quanto sia il proprio più grande alleato, mentre questo stesso
scippatore vuole che tu combatta le sue battaglie per lui, mentre questo stesso
scippatore è disposto a tacciarti di nazismo se osi parlare di tutto questo.
Non
serve essere un antisemita o un antisionista incallito per capire quanto sia
violento e unilaterale questo rapporto.
E
anche se sono certo che questa non fosse l'intenzione di Gordon Thomas, questa
è la conclusione a cui non si può fare a meno di giungere dopo aver letto
" Le spie di Gideon."
Gli
Stati Uniti possono porre
fine al genocidio di Gaza ora.
Unz.com - Jeffrey D. Sachs e Tariffe Sybil – (21
agosto 2025) – ci dicono:
Il
presidente Donald Trump vuole un premio Nobel per la pace, e i suoi sforzi per
la pace in Ucraina, se avranno successo, potrebbero aiutarlo a guadagnarsene
uno, ma solo se porrà fine anche alla complicità degli Stati Uniti nel
genocidio in corso a Gaza.
Sotto
Trump, come sotto l'ex presidente Joe Biden, gli Stati Uniti sono stati partner
di Israele nell'omicidio di massa, nell'annessione, nella fame e nel crescente
tormento di milioni di palestinesi.
Il genocidio può, e lo farà, finire se Trump
lo vuole.
Finora non l'ha fatto.
Israele
sta commettendo un genocidio, tutti lo sanno, anche i suoi più strenui
difensori.
L'organizzazione
israeliana per i diritti umani “B'Tselem” ha recentemente fatto un toccante
riconoscimento del " nostro genocidio ".
Su “Foreign
Affairs”, l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele “Jack Lew” ha
recentemente ammesso che i partiti estremisti del governo Netanyahu mirano
apertamente ad affamare i palestinesi di Gaza.
“Lew”
inquadra il suo pezzo come un elogio per l'ex amministrazione Biden (e per se
stesso) per i suoi presunti valorosi sforzi per prevenire la fama di massa,
facendo pressione su Israele per consentire un ingresso minimo di cibo, mentre
incolpa Trump per aver allentato tale pressione.
Eppure
l'importanza reale dell'articolo è che un ardente insider sionista “certifica
l'agenda genocida” che sostiene il governo di Netanyahu.
Lew
racconta che all'indomani del 7 ottobre, gli israeliani hanno spesso promesso
che " non una goccia d'acqua, non una goccia di latte e non una goccia di
carburante andrà da Israele a Gaza ", una posizione che ancora modella la
politica del gabinetto israeliano.
La Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) può
utilizzare l'articolo di Lew come conferma dell'intento genocida di Israele.
Il
genocidio di Gaza, insieme all'annessione della Cisgiordania, mira a realizzare
la visione del “Likud di un Grande Israele” che esercita il controllo
territoriale tra il Mare e la Giordania.
Questo
distruggerà ogni possibilità di uno Stato palestinese e ogni possibilità di
pace.
In
effetti, “Bezalel Smotrich”, ministro estremista delle finanze e ministro della
difesa, ha recentemente promesso di "seppellire definitivamente l'idea di
uno stato palestinese", mentre la Knesset ha recentemente chiesto
l'annessione della Cisgiordania occupata.
Gli
Stati Uniti aiutano e proteggono Israele ogni giorno in questi orribili crimini
contro il popolo palestinese.
Gli
Stati Uniti forniscono miliardi di dollari in sostegno militare, vanno in
guerra al fianco di Israele e offrono copertura diplomatica per i crimini di
Israele contro l'umanità.
Il
vacuo mantra che "Israele ha il diritto di difendersi" è la scusa
degli Stati Uniti per l'omicidio di massa e la fama di civili innocenti da
parte di Israele.
Generazioni
di storici, psicologi, sociologi, filosofi e menti indagatrici si chiederanno
come i discendenti e i correligionari degli ebrei assassinati dal regime
genocida di Hitler siano diventati genocidi.
Due fattori, profondamente intrecciati,
vengono alla ribalta.
In
primo luogo, l'Olocausto nazista ha dato credito tra gli ebrei all'affermazione
sionista secondo cui solo uno Stato con una potenza militare schiacciante e
pronto a usarla può proteggere il popolo ebraico.
Per
questi militaristi, ogni paese arabo che si oppone all'occupazione israeliana
in corso in Palestina è diventato un nemico temibile da schiacciare con la
guerra.
Questa è la dottrina della violenza di
Netanyahu, svelata per la prima volta nella strategia "Crepanza Pulita" e che ha prodotto una
mobilitazione e una guerra incessanti da parte di Israele, e una società ora
preda di un odio implacabile persino verso donne e bambini innocenti in
Palestina, Libano e Siria.
Netanyahu ha trascinato gli Stati Uniti in
innumerevoli guerre devastanti e inutili a causa della sua cecità alla realtà
che solo la diplomazia, non la guerra, può garantire la sicurezza di Israele.
In
secondo luogo, questo ricorso incessante alla violenza ha riacceso una corrente
latente dell'ebraismo biblico, in particolare basata sul” Libro di Giosuè,” che
presenta l'alleanza di Dio con Abramo come giustificazione per i genocidi
commessi per la conquista della Terra Promessa.
Un antico fanatismo di questo tipo, e la
convinzione che Dio avrebbe redento il suo popolo eletto attraverso la
violenza, alimentarono rivolte suicide contro l'Impero Romano tra il 66 e il
135 d.C.
Non è importante se i genocidi descritti nel
Libro di Giosuè siano mai avvenuti (probabilmente no).
Per gli zeloti di oggi, la licenza di commettere
genocidi è vivida, immediata e biblicamente ordinata.
Consapevoli
del pericolo di un fanatismo autodistruttivo, i rabbini che diedero forma al
Talmud babilonese proibirono agli ebrei di tentare di tornare in massa nella
terra promessa (Ketubot 111a).
Insegnavano
che gli ebrei avrebbero dovuto vivere nelle loro comunità e osservare i
comandamenti di Dio lì dove si trovavano, piuttosto che cercare di
riconquistare una terra dalla quale erano stati esiliati dopo decenni di
rivolta suicida.
Qualunque
siano le ragioni fondamentali della svolta omicida di Israele, la sopravvivenza
di Israele tra le nazioni è oggi a rischio, poiché è diventato uno stato paria.
Per la prima volta nella storia, gli alleati
occidentali di Israele hanno ripudiato i metodi violenti di Israele.
Francia,
Regno Unito, Australia e Canada si sono impegnati a riconoscere formalmente lo
Stato di Palestina alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a
settembre.
Questi
paesi si uniranno finalmente alla volontà della stragrande maggioranza mondiale
nel riconoscere che la soluzione dei due stati, sancita dal diritto
internazionale, è la vera garanzia di pace.
La
maggioranza del popolo americano è giustamente disgustata dalla brutalità di
Israele e sta rivolgendo massicciamente il proprio sostegno alla causa
palestinese. In un nuovo sondaggio Reuters pubblicato oggi, il 58% degli
americani ritiene che le Nazioni Unite dovrebbero riconoscere lo Stato di
Palestina, contro solo il 32% che si oppone.
I
politici americani noteranno sicuramente il cambiamento, a rischio e pericolo
di Israele, a meno che la soluzione dei due Stati non venga rapidamente
implementata.
(Si possono addurre argomentazioni logiche
anche a favore di una soluzione pacifica con un solo Stato e una sola nazione,
ma questa alternativa non ha sostanzialmente alcun sostegno tra gli Stati
membri delle Nazioni Unite e non ha alcun fondamento nel diritto internazionale
relativo al conflitto israelo-palestinese che si è sviluppato in oltre sette
decenni.)
Questo
governo israeliano non cambierà rotta da solo.
Solo
l'amministrazione Trump può porre fine al genocidio attraverso un accordo
globale concordato dalle nazioni del mondo presso il Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite e l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La
soluzione è fermare il genocidio, fare la pace e salvare la posizione di
Israele nel mondo creando uno Stato palestinese accanto a Israele, lungo i
confini del 4 giugno 1967.
Per
decenni, l'intero mondo arabo e islamico ha sostenuto la soluzione dei due
Stati e si è battuto per normalizzare le relazioni con Israele e garantire la
sicurezza all'intera regione.
Questa
soluzione è pienamente conforme al diritto internazionale ed è stata nuovamente
e chiaramente sostenuta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella
Dichiarazione di New York del mese scorso, a conclusione della Conferenza
Internazionale di Alto Livello delle Nazioni Unite sulla Risoluzione Pacifica
della Questione Palestinese e l'Attuazione della Soluzione dei Due Stati (29
luglio 2025).
Trump
ha capito che per salvare l'Ucraina deve costringerla a guardare in faccia la
realtà: che la NATO non può espandersi in Ucraina, poiché ciò minaccerebbe
direttamente la sicurezza della Russia.
Allo
stesso modo, Trump deve costringere Israele a guardare in faccia la realtà: che
Israele non può continuare a governare il popolo palestinese, a ucciderlo, a
farlo morire di fame e a sottoporlo a una pulizia etnica.
La
soluzione dei due Stati salverebbe quindi sia la Palestina che Israele.
Un
voto immediato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per concedere
alla Palestina l'adesione permanente alle Nazioni Unite il mese prossimo
porrebbe fine alle zelanti illusioni di Israele di controllo permanente sulla
Palestina, nonché alle sue sconsiderate ambizioni territoriali in Libano e
Siria.
L'attenzione
della crisi si sposterebbe quindi su questioni immediate e pratiche: come
disarmare gli attori non statali nel quadro del nuovo stato e della pace
regionale, come garantire la sicurezza reciproca tra Israele e Palestina, come
consentire ai palestinesi di governare efficacemente, come finanziare la
ricostruzione e come fornire assistenza umanitaria urgente a una popolazione
affamata.
Trump può far sì che ciò accada alle Nazioni
Unite a settembre.
Gli Stati Uniti, e solo gli Stati Uniti, hanno
posto il veto all'adesione permanente della Palestina alle Nazioni Unite.
Gli
altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno già
manifestato il loro sostegno.
La
pace in Medio Oriente è possibile adesso, e non c'è tempo da perdere.
L'Italia
di Giorgia Meloni e Matteo Salvini:
accelerare la grande sostituzione.
Unz.com - Eric Attaccante – (8 maggio 2025)
– ci dice:
Il 17
maggio attivisti legati all'ala giovanile del Vlaams Belang delle Fiandre,
della Chega portoghese, dell'Alternativ Für Deutschland e di altri gruppi
populisti della Nuova Destra ospiteranno il Summit sull'Emigrazione a Milano.
L'evento è stato pubblicizzato come un
tentativo di de-demonizzare la discussione sulle restrizioni all'immigrazione
in Europa e di riformulare la conversazione sulle deportazioni di massa nella
speranza di combattere i partiti conservatori e populisti consolidati.
I
media italiani hanno collegato il vertice alla Lega, membro della coalizione di
governo italiano il cui leader Matteo Salvini è vice primo ministro sotto
Giorgia Meloni di Fratelli Di Italia.
Salvini è stato uno dei primi in Europa ad
abbracciare e utilizzare lo slogan della "Re-migrazione", che i suoi
sostenitori identitari hanno citato come loro ispirazione.
Ora al
potere, la destra italiana ha imitato Donald Trump negli Stati Uniti,
rappresentando una nuova politica populista guidata dai “meme “che sta cadendo
attraverso il divario tra ciò che dicono e ciò che fanno.
L'attuale
governo italiano ha navigato verso la vittoria nel 2022 con il mandato di porre
fine all'immigrazione extraeuropea, con promesse inequivocabili di
intraprendere la deportazione di massa degli immigrati clandestini.
Il profilo di Salvini, esperto di media, è
cresciuto fino a diventare importante nel 2018, quando è stato convocato a
gestire il ministero dell'Interno del paese come un ramoscello d'ulivo sperando
di smussare le proteste anti-immigrazione di base – spesso guidate da
organizzazioni fasciste e radicali etno-nazionaliste – che si sono gonfiate a
migliaia, producendo vortici che hanno iniziato a destabilizzare il sistema
clientelare politico italiano notoriamente corrotto e antidemocratico.
La
vittoria schiacciante della destra populista italiana ha prodotto vittorie
simboliche profonde nella lotta contro l'immigrazione, ma nella politica
attuata è stata responsabile dell'accelerazione del problema. Una volta contati i voti, l'accento
si è spostato sulla questione legalistica dell'immigrazione irregolare, con i
funzionari eletti che hanno sfacciatamente respinto lo spirito del risentimento
del popolo: troppi asiatici e africani in Europa.
I
sostenitori conservatori della premier Meloni e dei suoi partner di coalizione
hanno risposto alle accuse di tradimento elettorale indicando risultati
tangibili sulla questione dell'immigrazione illegale, come il pagamento al
governo tunisino per prevenire le spedizioni di migranti in barca e
successivamente un accordo con l'Albania per costruire centri di permanenza per
richiedenti asilo in attesa di deportazione dal suolo italiano.
Infatti,
dopo un'ondata iniziale di arrivi di migranti, il governo Meloni è riuscito a
ridurre gli ingressi illegali alle frontiere del 60% dal 2023 al 2024 ,
attribuendo i risultati all'astuzia del suo accordo con l'Albania.
Questa
riduzione dei migranti illegali via mare, leggermente impressionante in
superficie, è stata completamente oscurata dalla scioccante revisione del
Decreto Flussi del 2023 da parte del governo italiano, che ha portato alla più
grande espansione del paese nella migrazione legale dall'Asia e dall'Africa
dall'inizio degli anni 2000.
Con il
decreto Flussi, Meloni e Salvini hanno ottenuto l'opposizione alla
re-migrazione.
Invece
delle deportazioni di massa promesse, la modifica della legge sull'immigrazione
risolve il problema degli immigrati clandestini semplicemente concedendo a
coloro che vivono illegalmente sul suolo italiano permessi di soggiorno,
rendendo significativamente più difficile per i futuri governi espellerli.
Inoltre,
l'aggiornamento del Decreto Flussi di Meloni ha drasticamente aumentato la
quota di immigrazione legale da paesi extra UE da30.850 sotto il suo
predecessore di centrosinistra Giuseppe Conte ad almeno 452.000 per il periodo
tra il 2023 e il 2025.
L'esperto di migrazione dell'Università di
Milano Maurizio Ambrosini stima che i 452.000 nuovi migranti legali di Meloni
siano in realtà 1,5 milioni a causa delle leggi permissive sul ricongiungimento
familiare in Italia, che consentono la migrazione a catena e cambieranno
radicalmente, forse in modo permanente, l'equilibrio etnico dell'Italia.
L'origine
del problema risiede nei forti legami tra Lega e FdI con le grandi imprese
italiane.
Meloni, che ha governato, con delusione dei
sostenitori e gioia delle élite globali, come una thatcheriana economica e un neo-conservatore
atlantista, ha abbracciato con entusiasmo le affermazioni del settore
industriale, bancario, agroalimentare e del turismo secondo cui
l'invecchiamento della popolazione italiana e il basso tasso di natalità
richiedono un aumento radicale della manodopera importata, nonostante i dati
mostrino che l'Italia è uno dei leader dell'Eurozona nella disoccupazione
giovanile (20%).
Il
regime di Meloni ha cercato di presentare la sua decisione di inondare la
nazione con un numero quasi senza precedenti di non europei come un
compromesso, indicando uno studio commissionato dal suo governo nel 2023 che
chiedeva all'Italia di importare almeno 833.000 migranti in tre anni
semplicemente per rimanere economicamente competitiva.
Anche
se si accettasse la discutibile premessa liberal-capitalista di una perpetua
carenza di manodopera, lo Stato sotto Meloni ha fatto di tutto per mostrare
attivamente una preferenza per i migranti non bianchi.
A seguito di uno scandalo mediatico italiano
nel 2024 per il riconoscimento della cittadinanza italiana al presidente
argentino “Javier Milei “(sette degli otto bisnonni di Milei erano immigrati
dall'Italia, l'altro era croato), il regime Meloni è stato accusato di razzismo
per aver concesso a uno "straniero" un passaporto italiano in base
alla legge dello” jus sanguinis,” negandolo invece agli africani e ai
mediorientali che vivono in Italia da anni.
Circa
il 40% degli argentini e il 30% degli uruguaiani discendono da migranti
italiani.
In
risposta alla presunta controversia, il governo italiano ha reagito inasprendo
notevolmente le norme sulla cittadinanza italiana per discendenza, impedendo
alla maggior parte dei discendenti in età lavorativa di italoamericani, italo argentini,
italo uruguaiani e italo brasiliani del XIX secolo di ottenere la cittadinanza
e immigrare in Europa.
Circa
46.000 argentini hanno ricevuto la cittadinanza italiana solo tra il 2023 e il
2024, il che suggerisce l'esistenza di un potenziale bacino di decine di
milioni di persone altamente assimilabili provenienti dall'emisfero occidentale
che potrebbero essere attratte nel Paese.
Inoltre,
la modifica normativa ha anche reso difficile per i figli di genitori italiani
nativi che vivono all'estero ottenere la cittadinanza, rendendoli
potenzialmente apolidi.
Alcuni
commentatori politici italiani hanno celebrato questi cambiamenti,
sottolineando che molti non vivono in Italia, non pagano le tasse e non parlano
italiano, in una dimostrazione di xenofobia politicamente corretta.
Chiudere le porte agli italiani del nuovo
mondo, aprendole invece all'Asia e all'Africa, equivale di fatto a barattare
italo-argentini come René Favaloro, il padre del bypass coronarico, e Raul
Pescara, a cui alcuni attribuiscono l'invenzione dell'elicottero, con autisti
di Door dasher e Uber marocchini e nigeriani etnicamente incompatibili.
La
Lega, partner di minoranza del governo Meloni, ha cercato di prendere le
distanze da queste politiche, ma i patrioti italiani hanno ampiamente concluso
che la loro performance è stata insoddisfacente per quanto riguarda la
resistenza politica a questi cambiamenti.
Il
vicepremier Salvini continua a pronunciare occasionalmente discorsi infuocati
contro gli immigrati e la corruzione dello status quo, ma non arriva a
rassegnare le dimissioni, rendendosi complice della più grande ondata di
immigrazione non bianca che l'Italia abbia visto negli ultimi decenni.
Coloro
che cercano la re-migrazione al di là degli slogan elettorali e delle buffonate
virali dovrebbero guardare altrove.
Potere
non verificato: il bilancio
militare
che nessuno controlla.
Unz.com
- Ellen Brown – (26 agosto 2025) – ci dice:
Il
debito federale degli Stati Uniti ha ormai superato i 37.000 miliardi di
dollari e cresce al ritmo di 1.000 miliardi di dollari ogni cinque mesi.
Gli
interessi sul debito superano i 1.000 miliardi di dollari all'anno, secondi
solo alla previdenza sociale nel bilancio federale.
Anche
la spesa militare si avvicina ai 1.000 miliardi di dollari, assorbendo quasi la
metà del bilancio discrezionale.
In
quanto nazione sovrana, gli Stati Uniti potrebbero evitare del tutto il debito
semplicemente pagando il deficit di bilancio con i "Greenback" emessi
dal Tesoro, come fece il governo di Abraham Lincoln.
Ma ne
ho già parlato in precedenza, quindi questo articolo si concentrerà sull'altro
elefante nella stanza:
il
Dipartimento della Difesa.
Secondo
la Costituzione, il bilancio militare non dovrebbe essere pagato affatto,
poiché il Pentagono non ha mai superato una verifica contabile.
Le spese di fondi pubblici senza un rendiconto
pubblico violano l'Articolo 1, Sezione 9, Clausola 7 della Costituzione, che
prevede:
Nessun
denaro potrà essere prelevato dal Tesoro se non in conseguenza di stanziamenti
effettuati per legge; e un rendiconto e una relazione periodica delle entrate e
delle spese di tutto il denaro pubblico dovranno essere pubblicati di volta in
volta.
Il
Pentagono ha fallito il suo settimo audit finanziario nel 2024, con il 63% dei
suoi 4,1 trilioni di dollari di asset – circa 2,58 trilioni di dollari – non
monitorati.
Dal
1998 al 2015, non ha reso conto di 21 trilioni di dollari di spese.
Altrettanto
preoccupante oggi quanto l'onere finanziario è l'esercizio del potere segreto.
Il
Presidente Dwight Eisenhower avvertì nel suo discorso di addio del 1961:
"Nei
consigli di governo, dobbiamo guardarci dall'acquisizione di un'influenza
ingiustificata, ricercata o meno, da parte del complesso militare-industriale.
Il potenziale per l'ascesa disastrosa di un
potere mal riposto esiste e persisterà".
Il
presidente John F. Kennedy fece eco a questa preoccupazione, avvertendo nel
1961 che le "società segrete" e l'eccessiva segretezza sono
"ripugnanti in una società libera e aperta", minacciando la
democrazia nascondendo la verità al pubblico.
Ha
avvertito che l'eccessivo occultamento, anche per la sicurezza nazionale, mina
la democrazia negando ai cittadini i fatti necessari per ritenere il potere
responsabile.
"Nessuna
spesa è messa in discussione, nessuna voce è stata stampata, nessun segreto è
stato rivelato", ha detto.
Se
miliardi non tracciati finanziano programmi classificazioni, i cittadini
rimangono impotenti, governati da un'entità ombra che non deve rispondere a
nessuno.
Queste
preoccupazioni persistono ancora oggi.
Il 13 agosto 2025, “Joe Rogan” ha intervistato
la rappresentante degli Stati Uniti “Anna Paulina Luna”, che guida un “Comitato
di supervisione della Camera” incentrato sulla trasparenza del governo in
merito a vari argomenti, tra cui gli “UAP” (Fenomeni anomali non identificati,
ex UFO).
“Luna”
ha detto che il comitato è stato formato dopo che a lei e ad altri due membri
del Congresso è stato negato l'accesso alla “base aerea di Eglin” alle
informazioni sugli UAP fornite dagli informatori.
Il
problema, ha detto, è che il Congresso avrebbe dovuto rappresentare il pubblico
ed essere un organo investigativo per esso, "e ci sono persone non elette
che lavorano fondamentalmente in segreto. ... Penso che questo risalga anche a
JFK, con il modo in cui fondamentalmente hanno operato al di fuori della sfera
di competenza del Congresso e fondamentalmente... sono diventati canaglia
..."
Un
colosso senza supervisione.
Il
bilancio di 885,7 miliardi di dollari del Dipartimento della Difesa per il
2025, approvato dalla Camera dei Rappresentanti, surclassa di gran lunga la
spesa militare della Cina (296 miliardi di dollari), della Russia (84 miliardi
di dollari) e delle otto nazioni successive messe insieme.
Gestisce 4,1 trilioni di dollari in attività –
dalle portaerei ai droni segreti – insieme a 4,3 trilioni di dollari in
passività (ad esempio costi del personale e pensioni), la più grande agenzia
del governo federale sovrintende a un impero militare che si estende su oltre
4.790 siti in tutto il mondo.
Eppure opera con una supervisione minima.
Il “Chief
Financial Officers Act” del 1990 ha imposto audit a tutte le agenzie federali,
ma il “National Defense Authorization Act” del 2018 ha posticipato al 2018 il
primo audit a livello di dipartimento del Pentagono a causa delle sue
dimensioni ingombranti, dei suoi sistemi decentralizzati e del suo software
obsoleto.
Da
allora, il Dipartimento della Difesa ha fallito ogni audit.
Nel
2024, non è stato in grado di rendicontare il suo bilancio di 824 miliardi di
dollari per l'anno fiscale 2024, con 2.500 nuove problematiche di audit
identificate. Delle 24 entità segnalanti, solo nove hanno ricevuto pareri
positivi, mentre 15 hanno ricevuto disclaimer a causa di dati insufficienti.
Di
fatto, il “Government Accountability Office” (GAO) segnala la gestione
finanziaria del Dipartimento della Difesa come ad alto rischio di sprechi,
frodi e abusi fin dal 1995.
Come
osservato in un articolo di “Matt Taibbisu Rolling Stone” del gennaio 2019, i
bilanci apertamente segreti sono stati legalizzati per la prima volta nel 1949
con l'approvazione del “Central Intelligence Agency Act”, che ha esentato
l'agenzia appena creata dalla divulgazione delle finanze pubbliche.
La
legge affermava: "Le somme messe a disposizione dell'Agenzia possono
essere spese senza tener conto delle disposizioni di legge e dei regolamenti
relativi alla spesa dei fondi governativi".
L'obiettivo
del “Chief Financial Officer Act “del 1990 era quello di ridurre i miliardi di
dollari che si diceva andassero persi ogni anno a causa di frodi, sprechi,
abusi e cattiva gestione dei bilanci pubblici.
Nonostante
gli audit obbligatori per tutte le agenzie federali, il “DoD” – l'unica grande
agenzia senza un audit pulito – ha ricevuto 3,9 trilioni di dollari di
finanziamenti approvati dal Congresso dal 2018.
"Ogni
anno che i membri del Congresso votano per aumentare la spesa del Pentagono
senza alcun vincolo", ha osservato l'esperto di bilancio federale “Lindsay
Kosgharian”, "scelgono di spendere miliardi incalcolabili in armi e guerra
senza alcuna responsabilità".
L'”Audit
the Pentagon Act” del 2023, sostenuto dai senatori “Bernie Sanders” e “Chuck
Grassley”, propone di tagliare lo 0,5-1% del budget per i fallimenti di audit,
ma la misura non ha ricevuto un voto.
Il”
Dipartimento per l'Efficienza del Governo” (DOGE), lanciato con la promessa di
eliminare sprechi, frodi e abusi dalle agenzie federali, ha vistosamente eluso
il Pentagono.
Un articolo del giugno 2025 intitolato "
Perché il DOGE è sempre stato condannato: il problema del Pentagono "
sottolinea che la missione del DOGE è stata seriamente ostacolata
dall'esenzione del Pentagono dall'attività di audit:
Nell'anno
fiscale 2024, la spesa discrezionale totale è stata di circa 1,6 trilioni di
dollari.
Di
questi, il Pentagono da solo ha ricevuto 842 miliardi di dollari.
In
altre parole, ha ricevuto più finanziamenti di tutti gli altri dipartimenti
messi insieme.
Avete
letto bene: un dipartimento (molto speciale) ha ricevuto più di tutti gli altri
messi insieme.
I
fondi non contabilizzati distolgono risorse da esigenze critiche come la
preparazione delle truppe, l'assistenza sanitaria e le infrastrutture.
Le fatture eccessive degli appaltatori
arricchiscono le aziende, mentre i contribuenti pagano il conto.
E la mancanza di trasparenza erode la fiducia
dei cittadini, mentre gli americani si trovano ad affrontare le priorità
interne.
I 21
trilioni di dollari mancanti: frode, spreco o qualcosa di peggio?
Le
carenze di audit del Pentagono mascherano non solo inefficienza e sprechi, ma
anche frodi e corruzione diffuse.
Tra il 1998 e il 2015, i rapporti
dell'Ispettore Generale mostrano che il Dipartimento della Difesa non è
riuscito a giustificare 21.000 miliardi di dollari di spese, ovvero il 65%
della spesa federale di quel periodo.
Per
dare un'idea, l'intero PIL degli Stati Uniti nel 2015 era di 18.200 miliardi di
dollari.
Nel
2023, l'agenzia non è riuscita a documentare il 63% dei suoi 3.800 miliardi di
dollari di attività, in aumento rispetto al 61% dell'anno precedente.
Un
rapporto del Dipartimento della Difesa del 2015 che individuava 125 miliardi di
dollari di sprechi amministrativi è stato soppresso per proteggere gli aumenti
di bilancio.
Esistono
numerosi sprechi verificati a sostegno della tesi della cattiva gestione.
Gli
appaltatori militari, che ricevono oltre la metà del bilancio del Pentagono,
sono tra i principali responsabili.
Il
programma F-35, gestito da “Lockheed Martin”, è stato segnalato nel 2021 come
sforato di 165 miliardi di dollari, con 220 miliardi di dollari in pezzi di
ricambio mal monitorati.
Un'indagine
della CBS News del 2023 ha rilevato che gli appaltatori applicavano
regolarmente sovrapprezzi del 40-50%, con alcuni ricarichi che raggiungevano il
4.451%.
Un
rapporto del 2016 del Nation ha evidenziato 640 dollari per un sedile del water
e 7.600 dollari per una caffettiera.
Non è
più nemmeno necessario nascondere frodi e corruzione con prezzi gonfiati. Nel
2017, l'ex funzionaria dell'”HUD” Catherine Austin Fitts ha collaborato con “Mark
Skidmore”, professore di economia alla Michigan State University, per
documentare i 21.000 miliardi di dollari mancanti in rettifiche non comprovate
di voucher di giornale presso il Dipartimento della Difesa e l'HUD.
In un articolo del giugno 2025 pubblicato
sulla rivista di Fitts, “The Solari Report”, intitolato " Dovremmo
preoccuparci della segretezza nella rendicontazione finanziaria ? ",
il
Dott. Skidmore ha discusso con Fitts di come il governo abbia risposto alla
pubblicazione della sua ricerca.
La sua risposta è stata quella di eliminare
immediatamente la traccia cartacea che conduceva alle sue operazioni
finanziarie segrete.
In
particolare, "i funzionari del Pentagono si sono rivolti al “Federal
Accounting Standards Advisory Board” (FASAB) per chiedere consiglio.
Diversi
mesi dopo, il FASAB ha pubblicato un nuovo documento (FASAB 56 ), che
raccomandava che al governo fosse consentito di dichiarare in modo errato e
spostare fondi per nascondere le spese se ritenuto necessario per proteggere
gli interessi della sicurezza nazionale".
“Fitts”
ha osservato:
"La
Casa Bianca e il Congresso hanno appena aperto un canale di accesso al Tesoro
degli Stati Uniti e hanno annunciato a ogni esercito privato, mercenario e
delinquente del mondo che siamo aperti agli affari".
La
speculazione dilaga.
In
un'intervista ampiamente seguita di Tucker Carlson del 28 aprile 2025, Fitts ha
espresso la sua convinzione che i trilioni mancanti fossero stati convogliati
in progetti classificati che coinvolgevano tecnologie avanzate, tra cui enormi
bunker sotterranei per proteggere le élite da un "evento di quasi
estinzione";
e che
stessero utilizzando sistemi energetici avanzati e reti di transito nascoste,
probabilmente collegate a tecnologie extraterrestri.
Ha parlato di "intelligenza inter-dimensionale"
e di un programma spaziale segreto collegato a una "civiltà
separatista".
Quest'ultimo
termine è stato coniato dal ricercatore UFO “Richard Dolan” ed è definito da
Google come "una società teorica e nascosta che opera al di fuori della
civiltà tradizionale con tecnologie avanzate, spesso collegate a fenomeni UFO e
programmi spaziali segreti".
In un'intervista
a “Danny Jones” nel maggio 2025, Fitts ha alluso alle basi militari sotterranee
profonde ("DUMB"), forse utilizzate per "tecnologia avanzata o
operazioni fuori dal mondo".
L'esistenza
di queste basi era stata confermata due decenni prima dall'informatore “Philip
Schneider”, un geologo e ingegnere del governo degli Stati Uniti coinvolto
nella loro costruzione.
Nella sua ultima presentazione nel 1995, Schneider
ha detto che c'erano 131 di queste città collegate sottoterra da una ferrovia a
levitazione magnetica, costruite con un costo di 17-26 miliardi di dollari
ciascuna.
Secondo
il suo biografo, “Schneider” è stato assassinato nel 1996 da un'agenzia di
intelligence degli Stati Uniti per aver rivelato l'insabbiamento del governo su
UFO e alieni.
Troppo
esagerato?
Forse, ma il Pentagono è così riservato che il
pubblico è lasciato libero di fare congetture.
Abbiamo
a che fare con uno scenario simile a quello di film hollywoodiani come “Men in
Black” del 1997 , in cui forze nascoste – umane o aliene – controllano il
nostro destino?
L'Ufficio
per la “Risoluzione delle Anomalie di Tutti i Domini del Pentagono” (AARO)
sostiene che non vi siano prove verificabili a sostegno dell'attività
extraterrestre.
Tuttavia,
altre figure di spicco sostengono la teoria UFO/UAP.
Nel
2017, il New York Times ha denunciato l'”Advanced Aerospace Threat
Identification Program “(AATIP), un'iniziativa del Dipartimento della Difesa da
22 milioni di dollari gestita da “Luis Elizondo” e che indagava sugli UAP dal
2007 al 2012.
Secondo
“BBC News” , “Haim Eshed,” ex capo del programma di sicurezza spaziale
israeliano, ha affermato in un'intervista del 2020 al quotidiano “Yediot
Aharonot” che il governo degli Stati Uniti ha un "accordo" con una
"Federazione Galattica" di extraterrestri.
Ha
affermato che gli alieni sono stati in contatto con gli Stati Uniti e Israele,
con basi sotterranee segrete dove collaborano agli esperimenti.
“
Eshed” ha affermato che gli Stati Uniti erano sul punto di rivelarlo sotto la
presidenza Trump, ma lo hanno taciuto per evitare "isteria di massa".
Le
affermazioni non erano verificate ma provocatorie.
Negli
ultimi anni, il Congresso ha aumentato la sua attenzione sui UAP, con udienze
di alto profilo nel 2022, 2023 e 2024.
Nel 2023, il “whistleblower David Grusch”, ex
ufficiale dell'intelligence, ha testimoniato che gli Stati Uniti possiedono
velivoli di "origine non umana" e "piloti morti", sulla
base di briefing riservati.
Il 13 novembre 2024, l'udienza della Commissione di
Vigilanza della Camera, " Fenomeni anomali non identificati: esporre la
verità ", ha visto la testimonianza di “Luis Elizondo”, del
contrammiraglio della Marina in pensione “Tim Gallaudet”, del giornalista “Michael
Shellenberger “e dell'ex funzionario della NASA “Michael Gold”, che hanno
affermato che gli Stati Uniti possiedono tecnologie UAP e hanno danneggiato il
personale in programmi di tecnologie recupero segreti. Shellenberger ha
affermato che un programma segreto "Immaculate Constellation"
nasconde i dati UAP al Congresso.
Alcuni
legislatori, tra cui il deputato” Luna” e il deputato “Tim Burchett”,
continuano a criticare la segretezza del Pentagono e a spingere per la
trasparenza.
Nel
maggio 2024, “Burchett” ha introdotto l'”UAP Transparency Act”, che richiede la
declassificazione di tutti i documenti relativi agli UAP entro 270 giorni.
Ha
dichiarato:
Questo
disegno di legge non riguarda solo la ricerca di omini verdi o dischi volanti,
ma di costringere il Pentagono e le agenzie federali ad essere trasparenti con
il popolo americano.
Sono stufo di sentire i burocrati che mi
dicono che queste cose non esistono mentre abbiamo speso milioni di dollari dei
contribuenti per studiarle per decenni.
La
segretezza mina la democrazia.
Con
21.000 miliardi di dollari storicamente non contabilizzati, 165 miliardi di
dollari di eccedenze per gli F-35 e 125 miliardi di dollari di rifiuti sepolti,
la cattiva gestione finanziaria del Dipartimento della Difesa necessita di una
riforma urgente.
Il
Congresso è il principale responsabile della supervisione del bilancio del
Dipartimento della Difesa, esercitando il suo "potere di gestione"
costituzionale ai sensi dell'Articolo 1 della Costituzione degli Stati Uniti.
Allora perché non applica questo mandato?
Ovviamente, entrano in gioco anche La principale scusa addotta è la
necessità di segretezza per motivi di sicurezza, ma una commissione del
Congresso potrebbe avere accesso ai dati finanziari del Pentagono in sessione a
porte chiuse per esercitare un controllo pubblico e garantire la responsabilità
altri fattori, tra cui l'influenza politica, il lobbying, i contributi
elettorali del settore della difesa e l'assenza di sanzioni per il mancato
rispetto delle norme.
Per
ripristinare la responsabilità, il Congresso deve far rispettare l'”Audit the
Pentagon Act”, modernizzare i sistemi del Dipartimento della Difesa e indagare
sui contractor che traggono profitto da una supervisione lassista.
Anche
la trasparenza dell'UAP è fondamentale, sia per sfatare miti che per scoprire
verità.
In
quanto contribuenti che pagano il conto, abbiamo il diritto di sapere non solo
dove vengono spesi i nostri soldi, ma anche chi è realmente al comando del
nostro governo.
La
segretezza e la mancanza di responsabilità del Pentagono potrebbero nascondere
qualsiasi cosa, dalle frodi degli appaltatori ai programmi UAP e alle alleanze
aliene.
Se ci sono informazioni così segrete che
nemmeno i nostri rappresentanti eletti vi hanno accesso, chi vi ha accesso?
Esiste
un governo segreto al di sopra del governo che conosciamo?
Senza trasparenza e responsabilità fiscale,
non possiamo più definirci una democrazia, come avvertì JFK.
L'emergere
di due blocchi
commerciali
divergenti
Unz.com
- Hua Bin – (15 agosto 2025) – ci dice:
In che
modo un blocco commerciale orientato alla Cina e uno orientato agli Stati Uniti
differiranno e implicazioni per il mondo.
Il
copione tariffario di Trump è ora chiaro. Ci sono tre parti di un
"accordo" che Trump impone ai partner commerciali sottomessi degli
Stati Uniti:
Dazi
zero sugli americani in cambio di una tariffa "reciproca" arbitraria
e diversa da zero che Trump impone su di loro (che va dal 10 al 50%).
Acquisto
forfettario, di solito diverse centinaia di miliardi di dollari, di beni
statunitensi, dall'energia alle armi – il compenso dei contribuenti della
campagna elettorale dal "leader del mondo libero."
Investimenti
negli Stati Uniti, di solito diverse centinaia di miliardi di dollari, in
industrie non specifiche per un periodo di tempo vago. Nel caso del Giappone,
il 90% dei profitti derivanti da tali "investimenti" va agli Stati
Uniti
Inutile
dire che ogni parte dell'"accordo" si basa su analisi e deliberazioni
vigorose, ed è totalmente realistico ed eseguibile. Ad esempio, l'Europa deve
aumentare l'acquisto annuale di GNL dagli Stati Uniti solo del 400% per
raggiungere l'obiettivo di acquisto.
Se è
più di quello che possono consumare, gli europei possono imparare dagli indiani
che rivendono il petrolio russo in difficoltà con un enorme ricarico ad alcune
terze parti ignare (gli stessi europei in questo caso particolare).
Un
vantaggio per tutti.
Poco
menzionato dalla stampa, Trump ha anche finalizzato i dazi su tutti i
principali paesi africani dal 10% per l'Egitto (con cui gli Stati Uniti hanno
un surplus annuale di 2 miliardi di dollari) al 30% per il Sudafrica e
l'Algeria.
Al
contrario, nel giugno di quest'anno, la Cina ha annunciato di aver rimosso
tutti i dazi all'importazione per 53 paesi africani: il continente può ora
esportare in Cina senza dazi.
Mentre
la Cina e gli Stati Uniti hanno concordato di estendere la tregua commerciale
di altri 90 giorni, un disaccoppiamento gestito sta rapidamente diventando una
realtà.
Le
esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 22% dall'inizio
dell'anno e le esportazioni dagli Stati Uniti sono diminuite del 19%.
Nonostante
il calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, le esportazioni totali della
Cina sono cresciute del 7,2% nei primi 6 mesi dell'anno, battendo facilmente le
previsioni di consenso del 4,8%.
Il valore delle esportazioni cinesi ha raggiunto 1,8
trilioni di dollari nella prima metà del 2025 con un surplus commerciale di 586
miliardi di dollari, superiore al PIL annuale di Svezia, Norvegia o Vietnam.
Si
prevede che il surplus commerciale della Cina per l'intero anno supererà 1,3
trilioni di dollari, il più alto surplus commerciale registrato nella storia
del mondo e all'incirca le dimensioni delle economie di Turchia, Indonesia,
Spagna o Paesi Bassi.
Mentre
il regime di Trump diventa sempre più protezionista nella speranza di
reindustrializzare gli Stati Uniti, la Cina intraprende una strada nettamente
divergente e si concentra sull'espansione del commercio e degli investimenti
nel Sud del mondo.
Nel prossimo decennio, emergerà un blocco
commerciale orientato alla Cina, in contrapposizione a uno orientato agli Stati
Uniti.
Mentre
gli ideologi con un grave deficit di QI a Washington e Bruxelles etichetteranno
senza dubbio tale blocco commerciale come "alleanze democratiche"
contro "asse autoritario", i pensatori razionali dovrebbero
concentrarsi sul fatto che i due blocchi commerciali avranno strutture
economiche fondamentalmente diverse e sulle relative implicazioni a lungo
termine.
Con
questa comprensione, si può ragionare su quale blocco commerciale e modello
economico alla fine prevarrà. Le nazioni sovrane dovrebbero quindi scegliere il loro
allineamento in base agli interessi economici, tecnologici e politici.
Per
iniziare, diamo un'occhiata al blocco commerciale orientato agli Stati Uniti.
Nell'immediato,
è chiaro che questo blocco avrà costi strutturalmente più elevati.
I
consumatori dovranno affrontare forti pressioni inflazionistiche.
La
tariffa Trump è una tassa indiretta sui consumatori statunitensi, in quanto gli
importatori inevitabilmente trasferiranno le tariffe più elevate che non
assorbiranno da soli.
Un
elenco in espansione di prodotti di alta qualità a basso prezzo di provenienza
cinese viene rimosso dalle scelte dei consumatori.
Ad
esempio, i veicoli elettrici cinesi non sono già disponibili negli Stati Uniti
e in Canada a causa dei dazi di importazione del 100%;
L'UE
ha imposto una tassa del 45% sui veicoli elettrici cinesi.
Al contrario, i dazi cinesi sulle importazioni
di auto statunitensi ed europee sono diminuiti nel corso degli anni e ora sono
tra il 10 e il 25% alla seconda della cilindrata del motore.
Allo
stesso modo, i prodotti cinesi a basso costo per l'energia verde, come i
pannelli solari e le turbine eoliche, sono esclusi dal mercato statunitense,
nonostante la Cina produca l'80% di impianti fotovoltaici e il 65% di turbine
eoliche nel mondo.
Quando
la Cina si separerà completamente dagli Stati Uniti, i beni di consumo,
dall'elettronica alle vitamine, dovranno essere acquistati da fornitori
nazionali o esteri con costi più elevati.
Se le
merci cinesi continueranno a entrare negli Stati Uniti tramite il trasbordo
attraverso paesi terzi, costi aggiuntivi come costi di transito, assicurazioni
aggiuntive e margini di intermediazione porteranno a prezzi più elevati.
Se il
transhipment venisse interrotto, Paesi come Messico, Malesia e Vietnam
continuerebbero ad approvvigionarsi di materie prime e prodotti intermedi dalla
Cina per i beni prodotti nei loro Paesi e destinati all'esportazione negli
Stati Uniti.
Analoghe
dinamiche sono già presenti nelle esportazioni di abbigliamento, calzature ed
elettronica dal Vietnam agli Stati Uniti.
I produttori avranno costi operativi
strutturalmente più elevati.
Si
prevede che le aziende statunitensi e quelle allineate agli Stati Uniti
dovranno sostenere costi di input più elevati lungo tutta la catena del valore,
poiché continueranno a dipendere da fornitori allineati alla Cina per minerali
essenziali, materie prime, parti, componenti e beni strumentali per la
produzione nazionale.
Ad
esempio, l'acciaio è un fattore di produzione fondamentale per un'ampia varietà
di aziende manifatturiere.
Gli
Stati Uniti produrranno meno di 80 milioni di tonnellate di acciaio nel 2024,
mentre la Cina ne produrrà oltre 1 miliardo.
Tuttavia,
gli Stati Uniti hanno imposto un'imposta del 50% su acciaio e alluminio,
facendo aumentare i costi di produzione per i produttori nazionali, come le
case automobilistiche.
Con il
disaccoppiamento della Cina dagli Stati Uniti, le aziende statunitensi dovranno
trovare beni strumentali alternativi e probabilmente più costosi e forniture di
materie prime da navi, container, apparecchiature per le telecomunicazioni,
robot, terre rare, ingredienti farmaceutici attivi.
In
tutte le categorie di prodotti e catene di approvvigionamento, i produttori
statunitensi dovranno affrontare costi più elevati e margini inferiori.
I
produttori statunitensi devono anche affrontare costi energetici molto più
elevati e infrastrutture nazionali inferiori come centrali elettriche, porti,
ferrovie e ponti rispetto ai produttori cinesi.
Le aziende industriali statunitensi, nei
media, pagano da 3 a 5 volte di più per l'elettricità rispetto alle loro
controparti cinesi.
Gli
hyper-scaler di intelligenza artificiale negli Stati Uniti devono già
affrontare una grave carenza di energia a causa dell'aumento vertiginoso del
consumo di elettricità per i data center, ma la capacità di generazione è
aumentata a malapena negli ultimi 2 decenni.
Un
grafico mostra la produzione di elettricità della Cina rispetto alle altre
principali economie:
la Cina produce già più del doppio
dell'elettricità negli Stati Uniti o negli Stati Uniti, nell'UE, in Giappone e
in India messi insieme.
Inoltre,
la Cina sta aumentando la sua capacità di generazione molto più rapidamente.
La diga idroelettrica sul fiume” Yarlung
Tsangpo”, annunciata di recente, sarà la più grande diga idroelettrica del
mondo con una capacità di generazione annua di 60 gigawatt (Gw), più
dell'intera capacità elettrica del Regno Unito.
Con
costi significativamente più elevati in termini di infrastrutture, energia,
materie prime, parti/componenti e manodopera, è probabile che le aziende
manifatturiere statunitensi e allineate agli Stati Uniti perdano ulteriormente
competitività globale in tutti i settori.
L'analisi
di cui sopra non ha incluso i molti miliardi di dollari di investimenti in beni
fissi necessari per la reindustrializzazione, come fabbriche, miniere e
centrali elettriche.
Tali
costi fissi saranno ammortizzati nel prezzo finale che i consumatori dovranno
sostenere.
L'inversione
della re-industrializzazione potrebbe essere il risultato delle politiche di
Trump, poiché un'altra ondata di aziende statunitensi potrebbe essere costretta
a trasferirsi in basi di produzione a basso costo.
L'inflazione sarà ulteriormente aggravata
dalla politica monetaria accomodante e dall'indebolimento del tasso di cambio.
Una
chiara direzione politica del regime di Trump è il ritorno alle politiche
monetarie ultra-allentate che le successive amministrazioni statunitensi hanno
perseguito per stimolare l'economia.
L'”allentamento
quantitativo” è necessario per sostenere la bolla speculativa nei mercati
azionari e immobiliari odierni;
è
anche necessario per pagare i tagli fiscali e l'espansione del deficit
derivanti dal Big Beautiful Bill (BBB).
Secondo
tutte le indicazioni, Trump nominerà un presidente della Fed disposto a fare i
suoi voleri quando scadrà il mandato di Jerome Powell il prossimo maggio.
Nel
lungo periodo, una politica monetaria accomodante porterà non solo a maggiori
pressioni inflazionistiche, ma anche a un valore di cambio più basso per il
dollaro e a un'erosione dello status di valuta di riserva del dollaro.
I
consumatori americani, già i più indebitati al mondo, perderanno ulteriormente
potere d'acquisto.
La
leva chiave nella guerra tariffaria di Trump – il consumo eccessivo dei
consumatori statunitensi – perderà la sua potenza mentre la crescita economica
e il reddito reale si bloccano.
I costi più elevati si estenderanno oltre i
consumatori e l'industria e si applicheranno anche ai militari.
Come
abbiamo visto nella guerra aerea di maggio tra Pakistan e India, i caccia
cinesi J-10C hanno abbattuto almeno tre jet Rafale francesi.
Il
Pakistan acquistò il J-10C a 40-50 milioni di dollari ciascuno, mentre l'India
acquistò il Rafale per oltre 200 milioni di dollari
Un
altro esempio è la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran, quando Israele ha
dovuto chiedere la pace, dopo che l'Iran ha sopraffatto la sua difesa aerea con
missili e droni a basso costo.
Israele
e gli Stati Uniti hanno speso 500 milioni di dollari al giorno in costosi
intercettori per abbattere solo una parte dei missili iraniani.
All'inizio
dell'anno, gli Stati Uniti sono stati costretti ad interrompere i loro attacchi
contro gli Houthi dello Yemen dopo aver speso centinaia di milioni in missili,
intercettori e munizioni e aver perso numerosi droni RQ-9 Reaper da 30 milioni
di dollari e F/A-18 Super Hornet da 70 milioni di dollari.
Come
ha sottolineato il famoso economista professor “Michael Hudson”, l'esercito
americano è un "esercito che spende", non un "esercito
vincente".
Il
blocco allineato agli Stati Uniti pagherà a caro prezzo le "armi
miracolose" troppo costose e sovra ingegnerizzate del complesso militare
industriale degli Stati Uniti che non vincono le guerre.
Mentre
gli Stati Uniti continuano a estorcere tributi dai loro stati clienti sotto
forma di acquisto obbligatorio della loro energia e delle loro armi troppo
costose, la Cina fornisce ai suoi paesi allineati aerei da combattimento, navi
da guerra, missili, droni, sistemi di difesa aerea, munizioni e robot militari
a basso costo e ad alte prestazioni.
Cambiamo
argomento e diamo un'occhiata al blocco commerciale allineato alla Cina.
A differenza del blocco statunitense, gravato
da costi generali elevati, la sfera cinese godrà non solo di costi inferiori
per i beni, ma anche di un accesso democratizzato a capitali, tecnologie e
infrastrutture che guideranno una crescita sostenibile della produttività a
lungo termine.
La crescita degli scambi commerciali con i
paesi non occidentali supera di gran lunga gli scambi con l'Occidente.
La
Cina sta espandendo il commercio con l'ASEAN, la Russia, l'Africa, il Medio
Oriente e l'America Latina a un ritmo molto più veloce rispetto al commercio
con l'Occidente.
Nei
primi cinque mesi del 2025, gli scambi commerciali tra Cina e ASEAN hanno
raggiunto i 421 miliardi di dollari, con un aumento del 9,1% su base annua.
L'ASEAN
è ora il principale partner commerciale della Cina, rappresentando il 17% del
commercio estero totale della Cina, rispetto al 13% con l'UE e a meno del 10%
con gli Stati Uniti.
Il
commercio bilaterale tra Cina e Russia ha raggiunto i 245 miliardi di dollari
nel 2024, più del doppio rispetto al 2020.
Nei
primi 5 mesi del 2025, il commercio tra Cina e Africa ha raggiunto i 134,2
miliardi di dollari, con un aumento del 12,4% su base annua.
Il
commercio della Cina con il Medio Oriente ha raggiunto i 400 miliardi di
dollari nel 2024.
In
confronto, il commercio degli Stati Uniti con MENA (Medio Oriente e Nord
Africa) si è attestato sui 141 miliardi di dollari nel 2024.
La
Cina è ora il principale partner commerciale dell'America Latina, con un
commercio totale che supera i 500 miliardi di dollari nel 2024, il doppio del
commercio degli Stati Uniti con l'America Latina (escluso il Messico).
Le
esportazioni e le importazioni della Cina con gli Stati Uniti sono diminuite
del 20% nel 2025.
Si
prevede che il commercio con gli Stati Uniti rappresenterà il 7-8% del
commercio totale della Cina quest'anno, in calo rispetto all'11,5% del 2024 e
meno del 5% in 2-3 anni con l'accelerazione del disaccoppiamento.
In
breve, gli Stati Uniti non sono un mercato così importante per la Cina nel
lungo termine.
Con le
restrizioni statunitensi sul commercio di tecnologia, la Cina è sempre meno
disposta ad acquistare dagli Stati Uniti.
La crescita della domanda cinese compenserà la
perdita della domanda statunitense per il blocco commerciale allineato alla
Cina.
I
consumatori cinesi hanno il più alto tasso di risparmio al mondo, con oltre il
40% del reddito disponibile, molto più alto della media inferiore al 10% negli
Stati Uniti.
Il
debito delle famiglie cinesi è di gran lunga inferiore a quello delle famiglie
statunitensi.
Solo
il 18% dei proprietari di case cinesi ha mutui sulla propria casa e la
proprietà della casa in Cina supera il 90%.
Il
debito studentesco non esiste in Cina e meno del 5% delle auto viene venduto a
credito.
La
domanda latente dei consumatori cinesi è enorme.
Man
mano che l'impatto dello scoppio della bolla immobiliare viene assorbito nel
tempo, i consumi delle famiglie cinesi sono pronti a rimbalzare, soprattutto quando Pechino apprezzerà
il RMB, un passo necessario per internazionalizzare ulteriormente la valuta.
La
Cina sta accelerando gli investimenti in uscita nelle infrastrutture e nella
connettività digitale in tutto il sud del mondo attraverso la Belt and Road
Initiative (BRI) e il programma Digital Silkroad, con investimenti che
raggiungeranno nuovi record nel 2025.
La
Cina sta accumulando un surplus commerciale a un livello storicamente elevato
(stimato a 1,3 trilioni di dollari nel 2025).
Allo
stesso tempo, Pechino ha ridotto la sua esposizione in titoli del Tesoro USA a
meno di 750 miliardi di dollari, il punto più basso in oltre un decennio.
Pechino
detiene ora una riserva di valuta estera di 3,3 trilioni di dollari, la più
alta al mondo.
Questi
fondi vengono utilizzati per acquistare oro e riserve strategiche come
petrolio, grano e minerali essenziali, e le banche cinesi per lo sviluppo del
commercio stanno prestando parte della riserva ai paesi della BRI.
In un
ironico colpo di scena, le banche cinesi stanno estendendo prestiti in dollari
USA ai paesi del sud del mondo a un tasso di interesse inferiore al costo di
prestito per il governo degli Stati Uniti.
Uno
studio della Banca Mondiale del 2024 ha rilevato che i prestiti esteri della
Cina per i progetti BRI avevano un tasso di interesse medio ponderato del 4%.
La
tabella sottostante mostra il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni. Come si
può vedere, il governo degli Stati Uniti sta prendendo in prestito dai suoi
creditori al 4,28%, un tasso superiore a quello dei finanziamenti per i
progetti BRI di Ghana e Bolivia.
Detto
in un altro modo, i governi dell'Africa e dell'America Latina possono prendere
in prestito dollari USA dalle banche cinesi a un tasso di interesse inferiore
rispetto a quello che il governo degli Stati Uniti con rating AAA può prendere
in prestito gli stessi dollari USA dagli investitori nazionali statunitensi.
Tale
democratizzazione va oltre l'accesso al capitale.
Le
aziende cinesi di intelligenza artificiale, da DeepSeek, Zhipu, Alibaba a
Huawei, stanno rendendo i loro modelli fondamentali open source e pagano una
frazione dei sistemi di intelligenza artificiale chiusi degli Stati Uniti come
OpenAI (NON aperto, nonostante il nome disonesto), X o Gemini.
L'open
source di tecnologie future critiche come l'intelligenza artificiale consente
alle nazioni di sviluppare una vera sovranità digitale.
Huawei
non solo sta rendendo open source il suo modello “Pangu AI”, ma ha anche reso
open source il suo toolkit di sviluppo software CANN e Mind Spore AI, il suo
ecosistema software di chip Ascend AI ei suoi sistemi operativi Harmony OS.
Il
modello di ragionamento “Kimi K2 di Moon shot”, uno dei modelli di intelligenza
artificiale di frontiera più performanti al mondo, costa 0,15 dollari per
milione di token di input e 2,5 dollari per milione di token di output.
Al
contrario, GPT-4 Turbo è disponibile per applicazioni legacy a $ 10 per milione
di token di input e $ 30 per milione di token di output.
Nel
mercato dell'intelligenza artificiale incarnata (cioè gli umanoidi), gli
umanoidi della cinese Unitree o UBTech costano solo da 1/3 a 1/4 delle offerte
simili di Tesla o Boston Dynamics.
Oltre
a democratizzare l'accesso al capitale e alla tecnologia, l'iniziativa BRI di
Pechino continua a investire pesantemente nello sviluppo di infrastrutture da
porti, ponti, ferrovie a ospedali e scuole, gettando le basi per una crescita
sostenibile della produttività a lungo termine.
Nei
prossimi anni assisteremo a un'accelerazione del disaccoppiamento del sistema
commerciale mondiale.
Si
formeranno due blocchi emergenti e uno vincerà.
I miei
soldi sono sul blocco commerciale che incarna un quadro vantaggioso per tutti
di collaborazione a somma positiva e promuove la democratizzazione del
capitale, della tecnologia e delle infrastrutture.
Questa
è la vera democrazia, non la farsa del "governo democratico" basato
sul principio "una persona, un voto", che serve all'élite al potere per
perpetuare lo sfruttamento e la polarizzazione.
Trump
come "mito" è inteso
a Mosca. Ricambiano.
Unz.com - Alastair Crooke – (26 agosto 2025) –
ci dice:
Sembra
che Putin sia effettivamente riuscito a trovare una via d'uscita dal cordone
sanitario occidentale imposto.
L'ascesa
di Trump a una parte del "Mitico" è diventata fin troppo evidente.
Vieni
ha osservato John Greer:
"Sta
diventando difficile anche per il razionalista più incallito continuare a
credere che la carriera politica di Trump possa essere intesa nei termini
prosaici di 'politica come al solito'".
L'uomo
Trump, ovviamente, non è in alcun modo mitico. È un anziano oligarca
immobiliare americano, un po' infermo, con gusti di basso livello e un ego insolitamente
robusto.
"L'antica
parola greca “mutho”s originariamente significava 'storia'.
Come
scriveva il filosofo Sallustio, i miti sono cose che non accadono mai ma sempre
sono".
Più
tardi, il mito è diventato storie che alludono a un nucleo di significato
interiore.
Ciò
non implica l'obbligo di essere fattuali; eppure è quest'ultima dimensione che
dà a Trump"la sua straordinaria presa sull'immaginario collettivo del
nostro tempo", suggerisce Greer.
Ritorna letteralmente da tutto ciò che gli è
stato lanciato per distruggerlo.
Diventa
quello che Carl Jung chiamava "l'Ombra".
Come scrive “Greer”:
Jung
sottolineò nel suo preveggente saggio del 1936 “Wotan”, che gran parte del
potere di Hitler sulla mente collettiva dell'Europa proveniva dai regni del
mito e dell'archetipo.
“Wotan”,
nel mito, è un viandante inquieto che crea inquietudine e fomenta conflitti –
ora qui, ora là – e compie magie.
“Jung”
trovava alquanto eccitante che un antico dio della tempesta e della frenesia –
il “Wotan”, rimasto a lungo inattivo – prendesse vita nel “Movimento Giovanile
Tedesco”.
Cosa
c'entra questo con il vertice in Alaska con il presidente Putin?
"Si
è mai verificato qualcosa di simile?
L'intero pantheon della classe dirigente
europea ridotto a bambini piagnucolosi nell'ufficio del preside della loro
scuola.
Nessuno
può negare che Trump sia riuscito a "mettere l'Europa in ginocchio".
Non si
torna indietro da questo momento di svolta, l'immagine è semplicemente
irrecuperabile.
La pretesa dell'UE di essere una potenza
geopolitica è smascherata come una farsa".
Meno
notato forse – ma psicologicamente cruciale – è che Trump sembra riconoscere in
Putin un "pari mitico".
Nonostante
i due siano agli antipodi di carattere, tuttavia, Trump sembrava riconoscere un
tipo del pantheon dei presunti "esseri mitici". Riguardate le scene di Anchorage:
Trump
tratta Putin con enorme deferenza e rispetto. Quanto è diverso il trattamento
sprezzante di Trump nei confronti degli euro.
Ad
Anchorage, tuttavia, è stato Putin a mostrare una presenza calma, composta e
dominante.
Eppure
ciò che è chiaro è che la condotta rispettosa di Trump nei confronti di Putin
ha fatto esplodere la demonizzazione radicale dell'Occidente della Russia e del
cordone sanitario eretto contro tutto ciò che è russo.
Da quest'altro momento di svolta non si torna
indietro: "l'ottica non può essere riscattata".
La
Russia è stata trattata come una potenza globale alla pari.
Di
cosa si trattava?
Una svolta: il paradigma del conflitto
congelato di Kellogg è uscito;
il
piano di pace a lungo termine di Putin è arrivato; e le tariffe non sono
menzionate da nessuna parte.
Ciò
che è chiaro è che Trump ha deciso – dopo una certa riluttanza – che deve fare
"fare l'Ucraina".
La
cruda realtà è che Trump deve affrontare enormi pressioni: l'affare Epstein si
rifiuta ostinatamente di svanire. È destinato a risorgere dopo il Labor Day
negli Stati Uniti.
La
narrazione dello Stato di Sicurezza occidentale del "noi stiamo
vincendo", o almeno "loro stanno perdendo", è stata così potente
– e così universalmente accettata per così tanto tempo – che, di per sé, crea
una dinamica enorme, spingendo Trump a persistere con la guerra in Ucraina.
I
fatti vengono regolarmente distorti per adattarsi a questa narrazione. Questa
dinamica non è ancora stata interrotta.
E
anche Trump è intrappolato, nel sostenere il massacro israeliano – con le
immagini di donne e bambini massacrati e affamati che rivoltano lo stomaco
della fascia demografica elettorale più giovane, sotto i 35 anni, negli Stati
Uniti.
Queste
dinamiche – e il contraccolpo economico dell'attacco tariffario "Shock and
Awe" per frammentare i BRICS – minacciano insieme la base MAGA di Trump in
modo più diretto.
Sta
diventando esistenziale.
Epstein;
il massacro di Gaza; la minaccia di "altra guerra" e le
preoccupazioni per l'occupazione stanno sconvolgendo non solo la fazione MAGA,
ma i giovani elettori americani più in generale.
Si
chiedono: Trump è ancora uno di "noi" o è sempre stato con
"loro".
Senza
la base alle spalle, Trump probabilmente perderà le elezioni di medio termine
del Congresso. I donatori ultra-ricchi pagano, ma non possono sostituire.
Ciò
che è emerso da Anchorage è quindi un quadro intellettuale scarno. Trump ha deciso, in linea di massima,
di non ostacolare più una soluzione imposta dalla Russia per l'Ucraina, che è,
in ogni caso, l'unica soluzione possibile.
Questo
quadro non è una road map per una soluzione definitiva.
È
quindi delirante, come sottolinea “Aurelien”, aspettarsi che Trump e Putin
stessi per "negoziare" la fine della guerra in Ucraina, "come se
il signor Putin dovesse tirare fuori un testo dalla tasca e i due dovessero poi
lavorarci.
Trump
in ogni caso non è forte sui dettagli, ed è solito divagare in modo discorsivo
e inconcludente.
"Mentre
ci avviciniamo alla fine dei giochi, l'azione importante è altrove e gran parte
di essa sarà nascosta alla vista del pubblico.
Le
grandi linee della fine della parte militare della crisi ucraina sono visibili
da un po' di tempo, anche se i dettagli potrebbero ancora cambiare.
Al
contrario, il finale di partita politica estremamente complesso è appena
iniziato, i giocatori non sono veramente sicuri delle regole, nessuno è davvero
sicuro di quanti giocatori ci sono, e il risultato è al momento chiaro come il
fango", afferma “Aurelien”.
Allora
perché Trump ha improvvisamente fatto "perno" strada?
Beh, non è stato perché ha avuto una qualche
'conversione damascana'. Trump rimane un convinto primo israeliano;
E in
secondo luogo, non può tirarsi indietro dalla sua ricerca dell'egemonia del
dollaro perché anche questo obiettivo sta diventando problematico – mentre la
"bolla economica" americana inizia a sgretolarsi, e gli under 30 si
agitano, vivendo nel seminterrato dei loro genitori.
Trump
(per ora) ha il vantaggio di lasciare che sia la Russia a "portare"
l'UE e Zelensky a una "pace" negoziata, con la forza.
I
"falchi cinesi" statunitensi stanno sempre più insistendo sul fatto
che la Cina sia vicina a un decollo esponenziale, sia economico che
tecnologico, dopo il quale gli Stati Uniti perderanno la capacità di contenere
la supremazia cinese a livello globale. (Tuttavia, è probabilmente già
troppo tardi per fermarla).
Anche
Putin sta correndo un grosso rischio nell'offrire a Trump una via d'uscita,
accettando di lavorare per una relazione stabile a lungo termine con gli Stati
Uniti.
Non è
la Finlandia del 1944, dove l'esercito sovietico forzò un armistizio.
In Europa,
l'élite crede che l'apertura di pace di Trump a Putin fallirà.
Il loro piano è quello di assicurarsi che
fallisca al gioco, garantendo al contemporaneo attraverso le loro
condizionalità, che racconto accordo non si materializzi.
Dimostrando
così a Trump che "Putin non è serio riguardo alla fine della guerra".
Spingendo
così l'escalation americana.
La
parte dell'accordo di Trump con Putin è chiaramente che si farà carico della
gestione degli strati dominanti europei (principalmente inondando l'infosfera
con rumori contraddittori) e del contenimento dei falchi americani (fingendo di
allontanare la Russia dalla Cina).
Davvero?
Sì, davvero.
Anche
Putin deve affrontare pressioni interne: dai russi convinti che alla fine sarà
costretto a entrare in una qualche forma di esito provvisorio del tipo Minsk 3
(una serie di cessate il fuoco limitati che non farebbero altro che esacerbare
il conflitto) piuttosto che ottenere la "vittoria".
Alcuni
russi temono che il sangue che è stato speso finora possa rivelarsi solo un
conto su altro sangue da spendere nei prossimi anni, mentre l'Occidente riarma
l'Ucraina.
E
Putin deve anche affrontare l'ostacolo di Trump che vede il suo rapporto con
lui attraverso la ristretta "lente" immobiliare di New York.
Sembra
ancora non capire che la questione chiave non sono tanto i territori ucraini
quanto la sicurezza geostrategica.
Il suo
entusiasmo per un vertice trilaterale sembra poggiare sull'immagine di due
magnati immobiliari che giocano al Monopoli e si scambiano le proprietà.
Ma non
è così.
Predicatori
e
uomini
d'affari.
Unz.com - Hans Vogel – (26 agosto 2025) – ci
dice:
Gli
olandesi e l'Ucraina.
Si
dice che gli olandesi si distinguano in due categorie: predicatori e uomini
d'affari.
Naturalmente,
quest'ultimo è più noto.
Dopo
il crollo dell'Unione Sovietica, molti imprenditori olandesi si sono trasferiti
nell'Europa orientale in cerca di fortuna.
A
volte, l'uomo d'affari e il predicatore sono uniti nella stessa persona, come
nel caso di “Derk Sauer”.
Originariamente
impiegato nei Paesi Bassi come redattore per un settimanale di sinistra di
basso profilo e alta tiratura, nel 1989 si trasferì a Mosca per fondare il “Moscow
Times”, diventando un magnate dei media in Russia.
Negli
anni '90, il colosso olandese della vendita al dettaglio “Ahold”, proprietario
della catena di supermercati “Albert Heijn” nei Paesi Bassi, realizzò un buon
profitto vendendo cibo avariato a Mosca, in un periodo in cui altri avvoltoi
"occidentali" erano impegnati a saccheggiare il Paese.
Abbastanza astuto da operare tramite un
intermediario (TONAR), questa fu la prima e ultima avventura di “Ahold” in
Russia.
In
effetti, la miseria sociale (come quella russa subito dopo il crollo del
"socialismo reale") offre sempre favolose opportunità di business,
soprattutto per chi non ha coscienza.
Oggi,
tuttavia, la Russia non offre più il tipo di ambiente così favorevole agli
avventurieri stranieri di ogni genere, colore e forma.
Più di
recente, è stata l'Ucraina, un altro paese orfano dell'Unione Sovietica, a
offrire opportunità agli imprenditori più avventurosi.
In linea con gli stretti legami con l'Ucraina
risalenti ai primi decenni del secolo scorso, i Paesi Bassi sono attualmente la
sesta fonte di aiuti per l'Ucraina.
Finora,
circa 18 miliardi di dollari sono finiti nelle tasche di “Zelenski” e della sua
cerchia internazionale.
Dato
che gli aiuti non vengono mai forniti gratuitamente, gli olandesi devono
davvero ricevere notevoli benefici in cambio.
Sembra quindi che gli olandesi si stiano concentrando
sull'Ucraina come fonte di cibo a basso costo.
Le
opportunità di business in Ucraina devono essere veramente attraenti.
Ad
esempio, attirati dalle riserve ucraine di petrolio e gas, padre e figlio Biden
hanno avuto la loro parte dei profitti che possono essere realizzati lì.
Anche se non ci sono ancora indicazioni che
gli olandesi siano stati coinvolti in cose come il fracking oi bio-laboratori,
sono stati profondamente coinvolti nel business del pollame.
Gli olandesi hanno avviato allevamenti di
polli che sono tra i più grandi al mondo.
Questo
è stato fatto perché nell'UE la rigida legislazione alimentare e ambientale
stava rendendo sempre più costoso gestire impianti giganteschi per la
produzione del tipo di carne di pollo a basso costo preferito dalle catene di
fast food, dai pigri cuochi casalinghi e dai poveri delle città.
Non è un caso che la filiale europea (MHP
Trade BV) di MHP, un'importante azienda ucraina, abbia sede nei Paesi
alimentari Bassi.
Hai
mai messo piede in un grande e moderno allevamento di polli?
Se no,
buon per voi, perché è peggio dell'inferno, soprattutto per i poveri polli.
Quei
milioni di poveri uccelli, incapaci persino di camminare perché gli ormoni di
cui sono stati nutriti li hanno fatti crescere troppo velocemente.
Anche
il cibo che viene loro dato è stato manomesso poiché si tratta per lo più di
mais o grano OGM a buon mercato.
Costretti
a stare seduti tutto il giorno e a barcollare un po', stretti l'uno all'altro
in giganteschi spazi coperti dove l'aria si respira a malapena (questo vale per
gli esseri umani e probabilmente anche per i polli) a causa dell'intollerabile
fetore, gli uccelli sono altamente suscettibili a brutte malattie contagiose
che li renderebbero inadatti al consumo umano.
Pertanto,
ogni giorno vengono somministrate loro forti dosi di antibiotici.
È
ovvio che la carne di animali che vivono in tali condizioni non fa molto bene
alla salute.
Ma l'industria
alimentare spende un sacco di soldi in pubblicità con l'intento di cancellare
qualsiasi pensiero o dubbio negativo che il pubblico possa intrattenere.
Senza
che l'opinione pubblica "occidentale" se ne rendesse conto, l'Ucraina
è diventata un importante esportatore di carne di pollo verso l'UE.
E
poiché grandi aziende agroalimentari e giganti del grano come “Cargill “e “Bunge”
hanno investito massicciamente nell'agricoltura ucraina, soprattutto dopo il
colpo di Stato di Maidan del 2014, sono state esportate quantità crescenti di
semi di mais, grano, soia e girasole OGM prodotti in Ucraina.
Principalmente
verso l'UE.
A
proposito, la produzione di cereali OGM è ancora illegale in Ucraina, ma poiché
non esiste un ente governativo che supervisioni l'agricoltura e controlli le
grandi aziende, tutto è permesso.
Il
coinvolgimento degli olandesi nell'agricoltura ucraina risale agli anni '40.
Dopo che i tedeschi attaccarono l'Unione
Sovietica e occuparono vaste aree del territorio sovietico, compresa l'Ucraina,
si dedicarono immediatamente allo sfruttamento delle risorse locali per
produrre cibo per la Germania.
Negli
anni '20, lo stesso Hitler aveva individuato l'Ucraina come terra di
colonizzazione ed espansione tedesca.
Voleva
che i contadini tedeschi vi si stabilissero e trasformassero la terra nel
paniere alimentare della Nuova Germania.
Così, nel 1941, fu fondata la LGBU, la
Landbewirtschaftungsgesellschaft Ucraina, che fu ben lieta di assicurarsi la
collaborazione della NOC (Nederlandsche Oost-Compagnie).
Questa
"Compagnia Orientale Olandese" fu fondata nel 1942 con lo scopo di
avviare attività agricole e di altro tipo di proprietà e gestione olandese nei
territori strappati all'Unione Sovietica.
In
altre parole, la NOC, fondata e finanziata dalla Banca Nazionale Olandese e
guidata dal suo direttore “Meinoud Rost van Tonningen”, svolgeva le stesse
attività delle grandi aziende agroalimentari di oggi.
Nel
1943 la NOC si insediò in Ucraina e introdusse nella regione migliaia di
esperti agricoli, dirigenti e altri specialisti olandesi.
Vicino
a Kiev, gli olandesi gestivano quattro “Sovchoz” (fattorie statali sovietiche)
confiscate, per un totale di diecimila ettari.
Esperti
olandesi organizzavano e supervisionavano la produzione di formaggio a
Melitopol e gestivano numerose operazioni di dragaggio in tutta l'Ucraina.
La divisione agricola della NOC era guidata
dal Professor “Marius Dirk Dijt” (1893-1983), un'autorità di fama
internazionale in materia di agricoltura.
Inoltre, il “professor Dijt” aveva lavorato
anche come segretario privato del magnate olandese “Henri Deterding”,
"l'uomo più potente del mondo", secondo il suo biografo americano.
Sotto la guida di “Deterding”, la “Royal Dutch
Shell” era diventata una delle aziende più potenti e influenti al mondo.
Sposato
con un'esule russa, “Deterding” nutriva un odio viscerale per l'Unione
Sovietica e il comunismo, e fu tra i primi sostenitori finanziari di Hitler.
Nonostante
i loro importanti e potenti sostenitori, gli olandesi non resistettero a lungo
in Ucraina durante la loro prima invasione.
Alla fine del 1943, dopo la sconfitta dei tedeschi a
Stalingrado e la loro sconfitta nella battaglia di Kursk, dovettero ritirarsi
per salvarsi il più possibile la pelle.
Gli
olandesi si mossero con loro.
Sebbene
migliaia di olandesi si trovassero all'epoca a Est, a combattere il comunismo
(25.000 olandesi si arruolarono nelle SS ), erano troppo pochi per fare la
differenza.
Anche
alcuni volontari olandesi si sono uniti alla "Legione Straniera"
ucraina , per preservare l'Ucraina da un punto di vista democratico.
È da un punto di vista difensivo nei confronti
di giganteschi allevamenti di polli, coltivazioni di OGM e ogni sorta di loschi
affari a beneficio di orde di speculatori stranieri.
Non
dimentichiamo inoltre che Blackrock e altre società di investimento
statunitensi hanno acquisito grandi quantità di asset ucraini di ogni tipo,
come vaste aree di terreni agricoli di prima qualità.
Per
fornire uno schermo dietro cui continuare a saccheggiare, il pubblico viene
inondato di forti dosi di russofobia dai media tradizionali e dalle piattaforme
create appositamente per fornire informazioni di base e analisi di esperti
apparentemente affidabili.
Inutile dire che queste testate specializzate
pubblicano solo la propaganda più distorta e subdola.
Con
circa dieci milioni di ucraini che sono fuggiti dalla loro amata patria (invece
di difenderla valorosamente dai malvagi invasori russi), dovrebbe essere ovvio
che l'Ucraina è un caso perduto.
Almeno centomila di questi ucraini hanno
trovato rifugio nei Paesi Bassi, dove stanno godendo dei benefici di una vita
pacifica, sostenuta dallo Stato olandese.
La maggior parte di loro, come la maggior
parte degli olandesi, sono probabilmente ignari del destino di “Yevhen
Konovalet”s, rifugiato politico ucraino e leader dell'”Organizzazione dei
nazionalisti ucraini”.
Il 23
maggio 1938, nella sua casa di Rotterdam, Konovalets fu ucciso con una bomba
dai servizi di spionaggio sovietici.
Questo
dovrebbe ricordare ai rifugiati ucraini di oggi che i Paesi Bassi forse non
sono il posto sicuro che potrebbe sembrare.
Ormai
nel suo quarto anno, tuttavia, la seconda campagna di denazificazione in
Ucraina sta rendendo sempre più evidente che l'Ucraina sta perdendo e che
potrebbe essere contenta se i russi le permettessero di sopravvivere come un
paese separato.
Queste
circostanze sembrano lasciare ai valorosi difensori stranieri dei "nostri
valori" (come "libertà e democrazia") nessuna scelta se non
quella di fare le valigie e scappare.
Mentre possono ancora.
Gli
olandesi tra loro dovrebbero rendersi conto che gli olandesi sono per lo più
disponibili solo in due varietà, e "guerriero" non è una di queste.
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