La politica è l’arte del possibile.

 

La politica è l’arte del possibile.

 

 

 

La politica come “arte del possibile”.

Un utile chiarimento in vista delle

Prossime regionali.

Vanthuanobservatory.com - Marco Nardone – (Mar. 29, 2023) – ci dice:

 

 

Spesso, e specialmente in occorrenza delle elezioni, si ripropone alla coscienza retta il problema di come risolvere la tensione, sempre presente in politica, tra idealità e concretezza.

 Una tensione che, per tanti cattolici, può degenerare in conflitto irrisolto, data l’attuale loro dispersione in schieramenti politici tra loro opposti.

Propongo in merito due spunti di riflessione, tratti da due maestri del pensiero, che possono forse contribuire ad illuminare, almeno in parte, il problema.

1) Il primo spunto viene dall’opera prima di un acuto e poco conosciuto filosofo friulano del secolo scorso, Sergio Sarti.

Contrariamente a quanto comunemente si pensa, osserva Sarti, un politico che voglia realmente incidere nella storia e non subirla non dev’essere un seguace della prassi, ma un uomo pratico.

Tra i due tipi d’uomo c’è un abisso.

Il seguace della prassi pretende di agire concretamente nella storia sfiduciando il pensiero.

Ciò però non si può realizzare al cento per cento perché sarebbe negare l’uomo;

 il prassismo dell’uomo della prassi si realizza perciò nel compromesso.

Così il prassista si proporrà sì di raggiungere un fine, ma non in coerenza con l’ideale, bensì esclusivamente al traino della realtà “effettuale”, disponendosi a cambiare il fine pur di adeguarlo ai tempi e alle circostanze date.

L’uomo pratico, invece, è uno che sa muoversi sempre alla luce dell’ideale, che è della sua coscienza orizzonte e guida.

Solo se il politico è questo tipo d’uomo diventerà capace di azione creatrice, cioè di una azione che produca un reale avanzamento nella storia, nel senso di novità qualitativa e non (solo) meccanico-quantitativa.

 

L’ideale però non deve essere utopico, ma reale, e quindi realizzabile, sia pure in forma imperfetta.

 Esso, perciò, deve poter tradursi in un fine, un obiettivo, da raggiungere.

Ciò vuol dire che l’obiettivo deve non solo essere individuato alla luce della verità e del bene, ma anche ne devono essere individuate le condizioni di realizzabilità;

 e ciò comporta una strategia, ovvero una gradualità, un procedere per tappe e dai mezzi al fine.

Se non ci fosse questa gradualità l’obiettivo non sarebbe un vero obiettivo, o l’ideale non sarebbe un vero ideale.

 In altri termini, per poter raggiungere un fine bisogna che il politico trovi i mezzi adatti a raggiungerlo nelle circostanze date:

 in questo senso si dice, giustamente, che la politica è “l’arte del possibile”.

 

Questo, si badi, non significa affatto avvallare l’assioma machiavellico che il fine giustifica i mezzi.

I mezzi devono essere omogenei al fine, altrimenti lo depravano, come dimostra anche la storia.

 Questo perché i mezzi, in realtà, non sono altro che dei fini intermedi, la cui somma va a costituire il fine ultimo;

perciò, un mezzo cattivo finirà col contaminare lo stesso fine.

Così, per esempio, un consenso ottenuto con l’inganno o la violenza non sarà un vero consenso, ma un consenso falso, e come tale fomite di scontento e di ribellione.

 È fondamentale, quindi, che il politico tenga conto, nelle decisioni da prendere, della necessaria congruità dei mezzi al fine.

 

Inoltre, di tali mezzi è necessario che il politico possa disporne; e, per disporne, deve agire sulla “realtà effettuale”, che dunque deve conoscere bene: altrimenti non realizzerebbe nulla, e la sua sarebbe solo una “vox clamantis” in deserto.

 

In definitiva, qui sta il senso della strategia, ovvero della progettualità politica, e della sua necessità:

 il fine da raggiungere non può esistere fuori dai mezzi, che non sono altro che la scala dei fini che portano ad esso.

Una scala, una gradualità, quindi, è necessaria, come è necessario il potere per poterla percorrere.

 

Questo è il realismo della ragione.

Un realismo che, però, vuol dire esattamente il contrario di quanto intendono i prassisti, sostenitori del “compromesso”.

Per costoro, l’ideale, realizzandosi, inevitabilmente deve modificarsi, scendere a compromesso, nel senso che è destinato a invilirsi, a degradarsi.

Ma, se ciò accade, è quanto dire che quel fine non si è realizzato, perché un fine viene formulato esattamente per essere realizzato:

se un fine si piega all’effettualità invece di piegarla a sé, vuol dire che non lo si è affatto pensato come fine, o che si è rinunciato a realizzarlo per accontentarsi di altro.

 

Tutto il problema del politico, quindi, sta nel saper fissare con sapienza e competenza l’obiettivo, che deve essere tanto concretamente raggiungibile quanto coerente con l’ideale.

Le due “cose” devono stare insieme, ma forse è bene sottolineare (come faceva già Sarti) che la seconda ha un primato ontologico sulla prima.

E ciò non solo perché su questo primato si fonda la stessa possibilità di perseguire nella storia un vero progresso dell’umano.

Ma anche perché mi sembra che tra i cattolici, ormai da molti anni, tra i due estremi del massimalismo e del minimalismo, è il secondo che “spopola” di più.

2) Il secondo spunto viene da un testo del 1981 di Joseph Ratzinger, che è la trascrizione di un’omelia rivolta proprio ai politici cattolici.

 

Da questo scritto, spesso, si suole estrapolare una frase dalla prima parte, quella sul compromesso, stralciandola dal contesto.

Ma il testo, in realtà, consta di tre parti, ciascuna relativa, a dire dello stesso Autore, a “tre affermazioni importanti”, contenute nelle letture bibliche del giorno; tre affermazioni evidentemente connesse, che hanno “un significato anche per l’azione politica dei cristiani”.

 

Se si legge lo scritto superficialmente, Ratzinger sembra, in apparenza, affermare due cose diverse.

 Nella prima parte, infatti, egli afferma: “lo stato non è la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza umana”.

Ciò è diventato particolarmente chiaro con la fede cristiana, per cui “il primo servizio che la fede fa alla politica è la liberazione dell’uomo dall’irrazionalità dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro tempo”.

Ne viene, di conseguenza, che la vera moralità politica è “essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile”: “limitarsi al possibile (…) sembra il pragmatismo dei meschini”, ma la verità e che “non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio”, bensì “la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro queste misure, l’opera dell’uomo.

Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica”.

Molti usano queste ultime parole di Ratzinger per provare a tirarlo nell’area politica, diremmo, liberal-trasformista, perché non tengono conto delle altre due, e più pregnanti, parti del discorso.

 

Nella seconda parte, infatti, Ratzinger sottolinea, invece, che i Cristiani hanno sempre rispettato lo stato come stato, ma “non erano affatto gente angosciosamente sottomessa all’autorità, gente che non sapesse” di “un diritto e un dovere alla resistenza, fondato sulla coscienza”:

proprio perché “hanno riconosciuto i limiti dello stato”, essi “non vi si sono piegati laddove non era loro lecito piegarsi, perché era contro la volontà di Dio”.

Proprio così, aggiunge Ratzinger, i cristiani hanno contribuito a reggere lo stato, non a distruggerlo:

perché il male può essere combattuto solo “con la decisa adesione al bene, non altrimenti”.

“La vera, cristiana resistenza (…) ha luogo quando e solo quando lo stato esige la negazione di Dio e dei suoi comandamenti”, cioè “quando domanda il male, rispetto a cui il bene è sempre un comandamento”.

 

Nella terza parte Ratzinger fa la sintesi ed afferma che “la fede cristiana ha distrutto il mito dello stato divino” e “al suo posto ha invece collocato il realismo della ragione. 

Ma ciò non significa che la fede abbia portato un realismo libero da valori (…).

Alla vera ragione umana appartiene la morale, che si alimenta di comandamenti di Dio.

Questa morale non è un affare privato.

Ha valore e importanza pubblica”.

Questa perciò “dev’essere l’essenza di un’attiva politica cristiana:

solo là dove il bene si fa e si riconosce come bene, può anche prosperare una buona convivenza tra gli uomini.

Il perno di un’azione politica responsabile deve essere quello di far valere nella vita pubblica il piano della morale, il piano dei comandamenti di Dio”.

 

Ciò che lega le tre parti del discorso è proprio l’affermazione che “lo stato non è la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza umana”; affermazione che suppone quell’uso esteso della ragione che è il punto centrale nel discorso di Ratisbona.

Una politica realista, e cioè una politica che riconosce i suoi limiti, è possibile, infatti, solo se la ragione, la coscienza, riconosce come superiori i diritti di Dio. Questo vuol dire, allora, che il compromesso di cui parla Ratzinger è propriamente un negoziato, una mediazione tra vari beni possibili, o via via possibili, benché non i migliori possibili; ma non è assolutamente, perché non può mai esserlo, un compromesso tra il bene e il male.

 

Non mi sembra chiarissimo questo oggi tra i cattolici (forse anche perché il bene, per molti, è diventato un concetto relativo).

Qualcuno dice che mediare tra bene e male (il cosiddetto “male minore”) è una strategia per non farsi bruciare subito e rimanere in pista per cambiare le cose. Ma, dice Ratzinger, c’è un limite al compromesso, rappresentato appunto “dai comandamenti di Dio, che non possono essere messi fuori corso, neanche per qualche tempo allo scopo di accelerare un cambiamento delle cose”.

Insomma, per Ratzinger il criterio che definisce l’orizzonte della politica cristiana, quello su cui i politici cristiani dovrebbero sempre interrogarsi, è:

che cosa mette in questione i comandamenti di Dio, il bene, la legge naturale?

Lì bisogna fermarsi:

non si negozia, come dirà poi, con i principi non negoziabili.

Il resto potrà essere oggetto di compromesso, inteso come la mediazione necessaria per arrivare a “portare a casa”, come risultato dell’azione, il bene possibile.

Il bene possibile però, cioè un bene imperfetto, ma sempre bene.

 NON un mezzo male, o una via di mezzo tra bene e male.

 

Ovviamente bisogna che il politico sappia, di volta in volta, calare questo criterio nella concretezza della vita e della pratica.

Ma bisogna prima che lo pensi, che abbia il tempo per pensarlo.

 Il politico cristiano, mi diceva un amico, deve conservarsi sempre un tempo per pensare.

Perché se non avrà cura di aver sempre presente questo orizzonte, quello metafisico, quello della vastità della ragione, non gli sarà nemmeno possibile vedere i limiti del potere, e quindi concepire la politica come “arte del possibile”.

E così la politica degenererà, con la sua collaborazione, o in fanatismo o in prassismo piatto e privo di idealità.

 

Solo se combatteranno il male con la decisa, e concreta, adesione al bene, e non altrimenti, i cristiani potranno contribuire, anche oggi, a edificare il bene comune, e non a distruggerlo.

(Marco Nardone).

 

Sconvolgimenti e Caduta

Definitiva dell’Europa.

ConoscenzealConfine.it – (2 Settembre 2025) - Gabriele Sannino – ci dice:

 

È molto probabile che in Europa ci siano SCONVOLGIMENTI prima della sua caduta definitiva.

Del resto, qui si annida il “Deep State mondiale”, cosa che non è una bellissima notizia per i popoli europei che vorrebbero solo una reale democrazia e quindi rappresentanza.

 

Basti pensare a quello che sta per accadere in Francia:

qui la stragrande maggioranza dei francesi non ne può più, nè di Emmanuel Macron né del premier Francois Bayrou, alias il capo del governo, quest’ultimo in carica – pensate – solo dal 13 settembre 2024.

 

Secondo tutti i sondaggi, più del 70% non tollera più né il Presidente né il Capo del Governo, cosa che ci fa ben capire l’aria che si respira oltralpe.

I francesi, in sostanza, non vogliono che Bayrou trovi una maggioranza in Parlamento che voti per la fiducia… il prossimo 8 settembre.

I francesi vogliono un cambio RADICALE, e le parole che arrivano da Macron sono solo vento sul fuoco:

egli infatti intende eliminare o quasi lo stato sociale in Francia (tagli alle pensioni, aumento dei licenziamenti, taglio alla spesa pubblica, aumento delle tasse, riduzioni salariali) TUTTO in favore del RIARMO contro un nemico immaginario, la Russia, e non basta certo definire Putin pubblicamente “orco” per fare cambiare idea ai francesi.

 

Per Macron tutti invocano DIMISSIONI:

 ne parlano importanti parlamentari, il mondo imprenditoriale, addirittura il leader dell’estrema sinistra “Jean Luc Melenchon” vorrebbe presentare una mozione per la destituzione dal suo incarico di Presidente della Repubblica.

Tuttavia, sono i cittadini quelli che lo ODIANO di più:

come potremmo biasimarli?

Macron vuole togliere loro ogni diritto sociale, vuole tassarli, ridurre loro gli stipendi e le pensioni, il tutto per mandarli poi a morire in guerra!

Il 10 settembre, a prescindere di come andrà l’esito, si parla già di bloccare tutta la Francia.

 

Facciamo ATTENZIONE: stiamo arrivando al punto in cui i popoli europei si sentono in TRAPPOLA, soprattutto si sentono presi FORTEMENTE IN GIRO dal 2020 (parlo della psico-pandemia e dei “sieri magici”).

 

Mai sottovalutare un popolo esasperato, un popolo che non riesce neanche più a risparmiare, a dar da mangiare ai figli e a fare una settimana di vacanze (come per esempio accade in Italia).

Gli italiani sono più indulgenti, è vero, bene o male se la fanno passare, ma i francesi… sono un po’ diversi. 

Diciamo così.

Fossi nel “galoppino” dei Rothschild sparirei prima che la situazione per lui diventi simile a quella di Zelensky…

(Gabriele Sannino).

(t.me/gabrielesannino).

 

 

 

 

 

L'UE accelera verso il collasso:

 Merz, Draghi e Lagarde svelano

 il percorso di crisi dell'Europa.

 Zerohedge.com - Tyler Durden – Redazione – (3 settembre 2025) - Thomas Kolbe – ci dice:

 

La Cancelliera sembra essersi scontrata con la realtà durante la pausa estiva.

Merz vede il sistema sociale tedesco in profonda crisi.

Nel frattempo, i suoi alleati politici a Bruxelles chiedono un aumento della dose stessa di veleno che sta facendo ammalare l'Europa.

 

Diciamolo chiaramente:

gran parte dell'élite politica ha un rapporto frammentato con la realtà.

Questo vale tanto per il declino economico della Germania e dell'UE, quanto per la comunicazione pubblica degli obiettivi politici strategici, sistematicamente oscurati.

 Una critica aperta al corso degli eventi potrebbe far crollare la favola politica più velocemente di quanto la realtà si infiltri nell'opinione pubblica.

 

Merz e lo Stato sociale.

Ancora più significative sono le parole di avvertimento del cancelliere Friedrich Merz durante la sua apparizione di sabato al congresso del partito della CDU in Bassa Sassonia:

"Non sono soddisfatto di quanto abbiamo realizzato finora: deve essere di più, deve essere migliore".

 

Ecco!

Un leggero fremito di autocritica da parte del Cancelliere.

Raro, davvero.

Eppure la dichiarazione solleva la domanda: cosa intende esattamente Merz con "successi"?

Si riferisce al cosiddetto stimolo agli investimenti, che presumibilmente fornirà un sollievo marginale all'economia tedesca mentre è sull'orlo del collasso?

 O si riferisce agli ingenti pacchetti di debito e al crescente divario di finanziamento, che molto probabilmente saranno colmati con aumenti delle tasse?

Nel suo discorso a Osnabrück, Merz parlò in seguito in modo insolitamente chiaro dello stato del sistema di welfare:

"Lo stato sociale, così come lo abbiamo oggi, non è più sostenibile finanziariamente rispetto a ciò che possiamo offrire economicamente".

Una diagnosi schietta, che lascia ben poco a desiderare in termini di chiarezza.

 

Tuttavia, non si è fatto alcun accenno a una svolta orientata al mercato, alla fiducia nelle soluzioni individuali, alla responsabilità personale o a una rapida riduzione della burocrazia.

Il messaggio sembra essere: mantenere la rotta.

 

Momenti di onestà.

Merz ha parlato in modo inequivocabile anche dei sussidi sociali: non si può continuare così.

5,6 milioni di persone ricevono i sussidi.

Molti potrebbero lavorare ma non lo fanno, ha detto.

 Una realtà che la politica di solito evita.

 

Un tentativo timidamente esplicito di denunciare apertamente la precarietà della previdenza sociale tedesca.

 In tempi in cui l'addolcimento della pillola politica è all'ordine del giorno, è quasi un colpo di fortuna quando un politico di spicco riconosce almeno in parte la realtà economica.

 

Gli ultimi dati economici hanno forse scosso Merz e i suoi colleghi a Berlino?

Il PIL si è nuovamente contratto nel secondo trimestre e le prospettive rimangono fosche.

Con lo Stato che interviene con ingenti programmi di credito e un nuovo debito che quest'anno ha raggiunto circa il 3,5%, l'economia privata si sta contraendo del 4-5%.

Definirla recessione sarebbe eufemistico: siamo in depressione.

 

Più centralismo nell'UE.

Mentre la Cancelliera si confrontava con la dura realtà economica della Germania, i rappresentanti dell'UE lanciavano palloni sonda sui media.

È stato Mario Draghi, il poliedrico politico dell'UE, che si alterna con disinvoltura tra l'ex primo ministro italiano e il presidente della BCE, a presentare l'ennesimo rapporto.

 

Ha ribadito la sua consueta richiesta: l'Unione Europea deve agire in modo più coeso, come un unico Stato, se vuole mantenere un ruolo geopolitico.

Ancora una volta, la stessa medicina che ha fatto ammalare l'Europa:

più centralizzazione, meno sussidiarietà e un governo tecnocratico intensificato. Draghi dimostra ancora una volta il piano di Bruxelles, come durante la crisi del debito sovrano di 15 anni fa:

 potere concentrato a Bruxelles, decisioni al di fuori del controllo democratico, imposte da un apparato politico che orchestra le narrazioni mediatiche.

Censura rigorosa, manipolazione dei media:

 strumenti sporchi per mettere a tacere l'opposizione alla centralizzazione.

La stessa logica autoritaria che funzionò allora sta tornando in auge.

 

Lagarde e la migrazione.

Anche l'alleata di Draghi, la presidente della BCE Christine Lagarde, ha fatto il suo ingresso nel circuito mediatico.

Ha toccato il tema dell'immigrazione, un argomento abilmente evitato o distorto nella politica e nei media tedeschi.

 

Lagarde ha lanciato un sondaggio alla riunione della Federal Reserve a “Jackson Hole”, testando abilmente l'umore dell'Europa.

 Secondo lei, l'Europa non potrebbe più crescere senza una massiccia migrazione (di quale crescita esattamente?).

Ha affermato che il PIL della Germania sarebbe oggi inferiore di circa il 6% rispetto al 2019 senza lavoratori stranieri.

 

Che il Paese sia in depressione da tempo sembra non essere stato compreso dai vertici della BCE.

Poi è arrivata la solita carta vincente:

senza migrazione, la carenza di manodopera non può essere affrontata.

Nessun accenno ai progressi tecnologici tramite intelligenza artificiale o robotica, che potrebbero compensare la carenza di manodopera.

Nessun accenno alla migrazione come rischio per la sicurezza, ai conflitti culturali o a un Islam politico incompatibile con i valori europei.

 

La posizione di Lagarde è stata particolarmente eclatante in un momento in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a rimpatriare i migranti illegali, ponendo fine all'europeizzazione della politica americana.

Il suo discorso, nella terra del risveglio razionale e della svolta politica, probabilmente non ha suscitato altro che sconcerto.

 

“Jackson Hole” ha evidenziato la traiettoria dell'UE:

frontiere aperte, élite che ignorano i rischi, mentre la sinistra espande la propria base elettorale a spese della cultura e dell'economia dell'Europa.

 

Equilibrio amaro.

Se si mettono insieme i tre eventi – il discorso di Merz, Lagarde a Jackson Hole e l'ultimo rapporto di Draghi – la conclusione è allarmante:

 l'economia sta accelerando verso il collasso a causa di una crisi energetica autoinflitta e di un'eccessiva regolamentazione.

I fondi sociali, tesi dall'immigrazione illegale di massa, rischiano l'implosione.

 La soluzione proposta?

Centralizzazione, regolamentazione e migrazione incontrollata.

 

Anche i soliti dibattiti sull'aumento delle tasse del “Ministro delle Finanze “Lars Klingbeil” si inseriscono perfettamente:

“ l'individuo non conta nulla, lo Stato controlla tutto, gravando sempre di più sui cittadini”.

 L'audacia di attaccare la proprietà privata e aumentare ulteriormente le tasse è sconcertante, e incontra poca resistenza.

La CDU di Merz è diventata un muro protettivo borghese di aria fritta, sottile come la carta.

 

 

 

Escobar: The Tianjin Show –

Balliamo al ritmo multipolare.

 Zerohedge.com - Tyler Durden - Autore: Pepe Escobar – (3 settembre 2025) – ci dice:

 

Oh, che spettacolo!

 Un ballo pan-asiatico, pan-eurasiatico, crossover tra il Sud del mondo, con la scintillante e dinamica Tianjin sullo sfondo, apprezzato come tale dalla stragrande maggioranza del pianeta, mentre prevedibilmente generava cascate di invidia tra il frammentato Occidente – dall'onnipotente Impero del Caos alla Coalizione dei Chihuahua Sdentati.

La storia registrerà che, per quanto i BRICS siano finalmente saliti alla ribalta al vertice di Kazan nel 2024, la SCO ha replicato la mossa al vertice di Tianjin nel 2025.

 

In mezzo a una serie di momenti salienti – difficile da superare, Putin e Modi che camminavano mano nella mano – questo era ovviamente il ballo di MC Xi.

 I RIC originali (Russia, India, Cina), come concettualizzati dal Grande Primakov alla fine degli anni '90, erano finalmente tornati in gioco, insieme.

 

Ma è stato “Xi” personalmente a stabilire le linee guida principali, proponendo niente meno che un nuovo e ampio modello di governance globale, completo di importanti ramificazioni come un sostegno allo sviluppo della SCO, che dovrebbe integrare la “NDB” dei BRICS, nonché una stretta cooperazione in materia di intelligenza artificiale in contrasto con il tecno-feudalesimo della Silicon Valley.

 

La governance globale, secondo la filosofia cinese, comprende cinque principi fondamentali.

 Il più cruciale, senza dubbio, è l'uguaglianza sovrana.

Questa si collega al rispetto dello stato di diritto internazionale, e non a un "ordine internazionale basato su regole" mutevole e arbitrario.

La governance globale promuove il multilateralismo.

E incoraggia inevitabilmente anche un approccio "incentrato sulle persone", tanto decantato, lontano dagli interessi acquisiti.

 

Putin, da parte sua, ha descritto nel dettaglio il ruolo della SCO come "veicolo per un autentico multilateralismo", in linea con questa nuova governance globale.

E ha invocato in modo cruciale un modello di sicurezza pan-eurasiatico.

Questa è esattamente l'"indivisibilità della sicurezza" che il Cremlino ha proposto a Washington nel dicembre 2021, ricevendo una risposta di non risposta.

 

Quindi, presi insieme, i BRICS e la SCO sono totalmente impegnati a seppellire la mentalità dell'era della Guerra Fredda, un mondo diviso in blocchi;

e allo stesso tempo sono abbastanza visionari da chiedere che il sistema delle Nazioni Unite venga rispettato così come era stato concepito originariamente.

Questa sarà la madre delle battaglie in salita, che comprende tutto, dalla rimozione delle Nazioni Unite da New York alla completa ristrutturazione del Consiglio di sicurezza.

 

La danza dell'Orso, del Drago e dell'Elefante.

Se “Xi” avesse stabilito le linee guida a “Tianjin”, l'ospite d'onore strategico non poteva che essere Putin.

E questo si è tradotto nel loro incontro individuale di martedì allo “Zhongnanhai” di Pechino:

molto riservato, dato che nell'ex palazzo imperiale si tengono solo conversazioni speciali.

Xi ha salutato il suo "vecchio amico" in russo.

 

Putin ha sottolineato il ruolo centrale del Programma di sviluppo SCO per i prossimi 10 anni, ma lo ha fatto in modo molto cinese, per quanto riguarda tutti quei piani quinquennali successivi e di successo.

Queste tabelle di marcia sono essenziali per definire strategie a lungo termine.

E nel caso della SCO, ciò significa organizzare il suo progressivo passaggio da un meccanismo antiterrorismo iniziale a una complessa piattaforma multilaterale che coordina lo sviluppo delle infrastrutture e la geoeconomia.

 

Ed è qui che entra in gioco la nuova idea della Cina:

la creazione della SCO Development Bank.

Si tratta di un'istituzione speculare alla “NDB”, la banca dei BRICS con sede a Shanghai, e parallela all'”Asia Infrastructure Investment Bank” (AIIB), la banca multilaterale con sede a Pechino.

 

Ancora una volta, BRICS e SCO sono strettamente interconnessi, poiché il loro obiettivo principale è quello di abbandonare progressivamente la dipendenza dai paradigmi occidentali e, allo stesso tempo, contrastare gli effetti delle sanzioni, che non a caso colpiscono duramente i quattro membri principali di BRICS e SCO: Russia, Cina, India e Iran.

 

E naturalmente, tra tutto il cameratismo di Tianjin, c'era Modi in Cina per la prima volta in 7 anni.

 Xi è andato dritto al punto:

"Cina e India sono grandi civiltà le cui responsabilità vanno oltre le questioni bilaterali".

E il presidente Xi è tornato a ballare: il futuro è "nella danza del drago e dell'elefante".

E i tre amici dell'Eurasia chiacchieravano amichevolmente nei corridoi.

 

La Dichiarazione di Tianjin, non così ampia come quella di Kazan dell'anno scorso, è comunque riuscita a sottolineare i punti chiave che si applicano all'Eurasia:

la sovranità, prima di tutto;

la non ingerenza negli affari interni degli stati membri;

e il rifiuto totale delle sanzioni unilaterali come strumenti di coercizione.

 

Fondamentalmente, questo dovrebbe applicarsi non solo agli stati membri della SCO, ma anche ai partner, dalle petromonarchie arabe alle potenze del Sud-Est asiatico.

 Le strategie di sviluppo di diverse nazioni cooperano già, nella pratica, con i progetti BRI, dal “Corridoio Economico Cina-Pakistan” (CPEC) al “Parco Industriale Cina-Bielorussia”, estendendosi all'e-commerce transfrontaliero, all'intelligenza artificiale e ai Big Data.

 

La sorprendente dimensione geografica della SCO, unita alla presenza di metà della popolazione mondiale, racchiude un potenziale enorme in tutti i settori, ad esempio in termini di commercio, infrastrutture di trasporto, investimenti transfrontalieri e transazioni finanziarie.

Tuttavia, questo potenziale è ben lungi dall'essere pienamente realizzato.

Ma i treni ad alta velocità sono già in movimento:

gli imperativi geopolitici stanno guidando una crescente interazione geoeconomica pan-eurasiatica.

 

Shanghai Spirit sventra la “Guerra al Terrore.”

Ecco quindi il punto principale del Tianjin Show:

la SCO si afferma come un solido polo strategico che unisce gran parte della maggioranza globale.

E tutto questo senza la necessità di trasformarsi in un colosso militare offensivo come la NATO.

 

C'è molta strada da fare rispetto a un padiglione in un parco di Shanghai nel 2001, solo tre mesi prima dell'11 settembre, pubblicizzato dall'”Impero del Caos” come la pietra angolare della "guerra al terrore".

Quell'altra pietra angolare inizialmente modesta – insieme a Russia, Cina e tre "stan" dell'Asia centrale – era lo "spirito di Shanghai":

un insieme di principi basati sulla fiducia e il beneficio reciproci, l'uguaglianza, la consultazione, il rispetto per la diversità delle civiltà e l'enfasi sullo sviluppo economico comune.

Il modo in cui lo spirito di Shanghai sia effettivamente sopravvissuto alla “guerra al terrore” ci lascia molto su cui riflettere.

 

Nel suo brindisi all'elegante banchetto offerto a Tianjin per gli ospiti della SCO, Xi ha dovuto citare un proverbio:

 "In una gara tra cento barche, chi rema più duramente sarà in testa".

 

Lavoro duro.

I cui risultati sono visibili a chiunque si trovi di fronte allo spettacolare sviluppo di Tianjin.

Questo non ha assolutamente nulla a che fare con la "democrazia" – per quanto degradata dai suoi presunti praticanti come lo è in tutto l'Occidente – in contrapposizione agli "autocrati", ai "cattivi", all'Asse della Rivolta o a qualsiasi altra stupidaggine.

Si tratta sempre di duro lavoro – per il bene comune.

È per questo che si battono i BRICS e la SCO.

 

 

 

 

La "zona Trump" vedrebbe il Libano

meridionale spopolato a favore di

progetti finanziati dal Qatar e

dall'Arabia Saudita.

Zerohedge.com - Tyler Durden - Scritto da Jason Ditz tramite AntiWar.com – (3 settembre 2025) – ci dice:

 

Più informazioni riceviamo sulla proposta di una "zona economica Trump" nel Libano meridionale, più la situazione sembra peggiorare per le persone che ci vivono.

Gli ultimi rapporti rivelano il piano di spopolare completamente il sud del Paese, di porre l'intera area sotto il controllo militare statunitense e di concedere a Israele il diritto di costruire basi "permanenti" in quelle che attualmente sono città e villaggi libanesi.

Il piano è apparso per la prima volta poco più di una settimana fa, con gli Stati Uniti che lo hanno presentato come una loro proposta, mentre Israele sostiene di essere stato lui a idearlo.

A grandi linee, mira a sostituire i villaggi di confine con zone industriali gestite dal governo libanese.

Ma il piano prevede lo spopolamento di non meno di 27 villaggi , lungo il confine tra Israele e Libano, da Naqoura a Marjayoun.

Tra questi, Israele chiede il permesso di costruire siti militari permanenti all'interno di 14 degli ex villaggi.

Il piano comporterebbe la distruzione assoluta di Odaisseh, Kfar Kela, Houla, Markaba e Ayta al-Shaab.

Israele vuole il diritto di occupare militarmente quelli come Khiam, Ramiya, Yaroun, Aitaroun, Alma al-Shaab, Al-Dhayra, Marwahin, Maroun El-Ras e Blida.

 

Alla base del piano ci sarebbero 1.500-2.000 soldati statunitensi che occuperebbero la “Trump Zone,” con lo scopo di “rassicurare” i coloni israeliani nel nord di Israele.

Dai resoconti non è chiaro se si tratterà di personale militare statunitense o semplicemente di contractor militari americani.

In ogni caso, il Libano cederebbe ogni autorità sovrana sul sud del Paese.

L'aspetto economico della zona è la creazione di un'industria statale nel sud, che secondo i funzionari statunitensi creerebbe posti di lavoro, anche se a nessuno sarebbe comunque permesso di viverci.

Hanno chiesto aiuto all'Arabia Saudita e al Qatar per finanziare  questo progetto .

 

Sebbene presentata come un piano mirato principalmente a danneggiare Hezbollah, la Trump Zone sta spopolando non solo i villaggi sciiti, ma anche le città sunnite dell'ovest come al-Bustan e persino città a forte presenza cristiana come Rmesh.

Il Libano è notoriamente diviso tra sunniti, sciiti e cristiani, e nessuno di loro è risparmiato da questo piano.

 

 

 

Accordo trentennale sull'esportazione

del gas, Power of Siberia 2,

siglato tardivamente tra Russia e Cina.

  Zerohedge.com - Tyler Durden – Redazione – Alex Miller – (3 settembre 2025) – ci dice:

 

Tra i principali accordi emersi dalla visita ufficiale del presidente Vladimir Putin in Cina, ospitata questa settimana dal presidente Xi Jinping (per la conferenza SCO e la prossima parata militare cinese, a cui parteciperà anche Kim della Corea del Nord), c'è la firma di un accordo giuridicamente vincolante per costruire e mettere in funzione il gasdotto Power of Siberia 2, a lungo rimandato.

 

“Alexei Miller”, amministratore delegato di “Gazprom”, ha confermato alle agenzie di stampa statali che è stato firmato un memorandum d'intesa sulla costruzione del nuovo e ambizioso gasdotto.

 Secondo quanto riportato da” Interfax” , “Miller” ha affermato che il gasdotto transiterà dalle riserve di gas della Siberia occidentale russa alla Cina settentrionale attraverso la Mongolia orientale , con una fornitura stimata di 50 miliardi di metri cubi (bcm) di gas all'anno.

Si tratta di un impegno e di un contratto della durata di tre decenni per “Power of Siberia 2”.

Miller ha inoltre rivelato che il prezzo del gas trasferito sarà oggetto di un accordo separato.

In concomitanza con questo nuovo accordo, ampiamente considerato un atto di sfida nei confronti dell'Occidente e in un momento in cui gli Stati Uniti minacciano forti sanzioni secondarie su qualsiasi paese importi energia russa, “Gazprom” aumenterà le forniture alla Cina attraverso l'attuale gasdotto “Power of Siberia”.

 

Un dirigente del settore e un insider hanno sottolineato alla CNBC che questo invia un forte segnale della volontà di Russia, Cina e India di contrastare il bullismo economico occidentale, mentre i paesi BRICS vanno avanti con la loro piattaforma di "mondo multipolare":

"Negli ultimi dieci anni, Gazprom ha fatto pressioni sulla Cina affinché desse il via libera al progetto “Power of Siberia-2”, ricevendo – fino ad ora – solo voci positive ma non vincolanti.

Quindi la firma odierna del protocollo d'intesa rappresenta un passo avanti per Gazprom", ha dichiarato “Granville” alla CNBC via e-mail.

"Il fatto che ciò sia accaduto sullo sfondo della tesa fase finale della guerra in Ucraina è un segnale abbastanza chiaro del costante sostegno strategico della Cina alla Russia come fulcro del nuovo ordine multipolare a cui aspirano entrambe queste potenze eurasiatiche fondamentali", ha affermato “Granville”.

 

Presidenti di Russia, Cina e Mongolia. Insieme via Sputnik.

Data la perdita complessiva del mercato europeo, Mosca sarà costretta a vendere il gas a un prezzo inferiore a quello che Gazprom applica ai suoi clienti europei, il che senza dubbio fa parte del grande interesse per Pechino, il che potrebbe rivelarsi un ostacolo notevole, dati gli elevati costi e le difficoltà di costruzione di Power of Siberia 2 su un territorio geografico difficile e lungo.

 

Anche il presidente mongolo “Ukhnaagiin Khurelsukh”

 si trova a Pechino, dove ha incontrato Putin e Xi, durante i quali sono stati firmati quasi due dozzine di accordi. I media statali russi hanno salutato l'evento come un monito per l'Occidente e un faro per il Sud del mondo ...

La Russia rimane il terzo fornitore di gas naturale liquefatto (GNL) alla Cina, dopo Australia e Qatar.

 L'attuale gasdotto di 3.000 km, Power of Siberia, è entrato in funzione nel 2019 nell'ambito di un accordo trentennale da 400 miliardi di dollari.

È interessante notare che il Presidente Putin, durante la sua visita in Cina, ha mantenuto un tono positivo ogni volta che si è parlato di pressioni statunitensi nel contesto della guerra in Ucraina e del regime di sanzioni a guida americana.

Putin ha dichiarato questa settimana che l'amministrazione Trump "ci sta ascoltando," a differenza della precedente amministrazione Biden.

 

"Ora vediamo questa comprensione reciproca, è evidente", ha detto Putin al presidente slovacco Robert Fico in un incontro bilaterale in Cina.

 "Siamo molto felici e speriamo che questo dialogo costruttivo continui".

 

 

 

 

Molte azioni imminenti all'orizzonte e,

 naturalmente, non accadrà tutto subito

o in una volta, ma inizierà sul serio questo autunno.

Allnewspipeline.com - James Howard Kunstler – (2 settembre 2025) – ci dice: 

 

"Stiamo vivendo in quello che io chiamo il terzo arco della storia americana, un periodo importante quanto la Rivoluzione americana e la Guerra civile americana." — (Gen. Michael Flynn).

 

Le foglie ingiallite cadevano già ad agosto per la mancanza di pioggia e i pomodori non diventeranno rossi quando l'aria raggiungerà i quaranta gradi all'alba. L'estate sta cercando di finire, anche se tecnicamente manca quasi un mese. Questo è il vero capodanno, ovviamente, non quello rumoroso di gennaio con tutta la confusione degli ubriachi e i coriandoli.

Domani si torna a scuola, si torna al lavoro, alla routine, alle responsabilità, alle preoccupazioni, alla rabbia, alla speranza, al desiderio, mentre ci dirigiamo verso il freddo e il fuoco.

Godetevi hamburger e hot dog finché potete in questo “Labor Day”.

 

In ogni caso, i geni della Silicon Valley stanno tentando di porre fine al lavoro, almeno a qualsiasi lavoro mentale.

 L'intelligenza artificiale sta arrivando per il vostro lavoro, voi quadri intermedi, voi manipolatori di informazioni, voi ingegneri, copywriter, impiegati e calcolatori, sta arrivando per quel che resta della borghesia americana.

 Ve lo dico subito:

 l'intelligenza artificiale sarà una grande delusione.

Non solo distruggerà l'impalcatura del nostro ordine sociale, ma, dopo aver reso tutto stupido – persino peggio di oggi – avrà allucinazioni così gravi che qualsiasi cosa toccherà diventerà più folle del “Partito Democratico”.

 

Anche questo non è un obiettivo difficile da raggiungere, con un tasso di alfabetizzazione che un tempo si attestava intorno agli otto anni per oltre metà della popolazione statunitense.

 In un simile contesto, il “comunismo gnostico” è destinato a prosperare. L'impoverimento di tutti diventa il bene più grande per il maggior numero di persone.

Siamo già a metà strada, anche se è abbastanza certo che la storia cambierà radicalmente.

Non a caso chiamiamo questo momento storico una "quarta svolta".

Un punto di svolta potrebbe essere proprio davanti a noi.

Siamo nella stagione dei fiaschi finanziari, e cavolo, siamo proprio pronti per un disastro.

State seguendo i blogger finanziari?

Quei ragazzi e ragazze stanno fissando l'abisso, con i capelli in fiamme e gli occhi sbarrati.

 Quasi tutto è irreale e fuori controllo:

 i mercati azionari, i rollover obbligazionari, il luna park del sistema bancario ombra, il valore delle garanzie collaterali (se esistono), il destino delle valute, forse persino il destino delle nazioni.

La Francia, ad esempio, sta chiacchierando di un imminente salvataggio del FMI. Beh, se quello va in fumo, cosa pensate che succederà in Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio... nelle civiltà occidentali, intendo?

 

Il luogo comune di questi tempi è che l'incombente caos finanziario e il potenziale collasso economico siano ciò che spinge i paesi dell'UE a tutti i loro discorsi di guerra.

Come se... come se fossero anche solo marginalmente capaci di condurre qualsiasi tipo di guerra, tranne quella attualmente in corso contro i propri cittadini – che richiede solo burocrati che dichiarino nuove restrizioni alla libertà, non missili, droni, bombe, proiettili e truppe umane vive e, soprattutto, qualche ragione comprensibile per combattere.

 

La paranoia sul fatto che la Russia voglia invadere l'Europa occidentale non è una ragione comprensibile per scatenare una guerra contro la Russia, perché è solo paranoia, follia politica, in assenza di qualsiasi aspirazione razionale nell'attuale governo europeo.

 I tedeschi hanno tentato la pianificazione energetica "verde", chiudendo la loro flotta di centrali nucleari, applaudendo alla distruzione dei gasdotti Nord Stream. Dove li ha portati?

Ve lo dico io: li ha portati a un crollo del tenore di vita.

Li ha portati al loro attuale (forse non per molto) cancelliere Friedrich Merz che la settimana scorsa ha detto loro di salutare” auf nimmer wiedersehen “il loro sistema di previdenza sociale, sapete:

assistenza medica economica e sovvenzionata, università gratuita, vacanze di sei settimane, pensioni di lusso.

 (E, nel frattempo, vi dispiace se spendiamo quello che resta delle vostre tasse in cose gratuite per le orde di selvaggi del terzo mondo che abbiamo stupidamente importato nel paese?)

 

Ma d'altronde non siamo l'Europa.

Il signor Trump ha altre idee e sta cercando di guidare un movimento per riordinare l'economia, riportandola alla produzione di beni reali.

È stata dura, con ogni giudice federale poco preparato che ha cercato di bloccare qualsiasi azione esecutiva in quella direzione.

In ogni caso, se il sistema bancario europeo dovesse crollare (e con esso i suoi accessori, come mercati e valute), allora il danno si estenderebbe sicuramente all'America, anzi probabilmente a tutto il mondo, e allora la quarta svolta si trasformerebbe in una svolta e un ribollimento a tutta velocità.

Cosa significherebbe?

 

Un calo universale degli standard di vita globali... il collasso dei governi e una forte contrazione delle economie (in particolare dell'Europa)... un periodo di flusso molto scomodo, di cui nessuno sa la durata... e poi la riorganizzazione della vita che chiunque abbia un briciolo di cervello si aspettava, anche se forse non nel modo in cui si aspettava.

Ecco cosa mi aspetto: il fallimento della maggior parte delle cose organizzate su larga scala: multinazionali, catene di distribuzione nazionali, linee di approvvigionamento distanti e, di conseguenza, la laboriosa e dolorosa ricostruzione di economie molto più localizzate.

Mi aspetto una radicale semplificazione della vita quotidiana, che includa meno alta tecnologia, un governo meno invasivo, un servizio elettrico irregolare, una produzione di petrolio in calo e un notevole calo demografico.

 

Mi aspetto un sorprendente cambiamento nelle relazioni sociali, tra cui un ritorno alla divisione del lavoro basata sul genere;

modi di corteggiamento de-pornificati e una ripresa dei comportamenti tradizionali di accoppiamento, con priorità alla maternità e all'educazione dei figli in una crisi di infertilità;

una rinascita della comunione religiosa (già in atto nella generazione più giovane d'America);

un necessario ritorno all'etica della responsabilità personale con il venir meno del sostegno governativo;

e un ritorno a una giustizia rapida, inclusa l'esecuzione capitale per i crimini gravi. Mi aspetto che alcune nazioni si frammentino in unità regionali ed etniche più piccole, certamente il Canada, forse persino gli Stati Uniti.

 

Sono tante le azioni in arrivo e, naturalmente, non accadrà tutto subito o in una volta, ma inizierà sul serio questo autunno.

 Non è esattamente l'"Età dell'Oro" di Trump, e sicuramente non quello che molti si aspettavano in termini di "Singolarità", utopia tecnologica o nirvana degli unicorni.

Ma avrà il suo fascino e, almeno per un po', dovremo smettere di essere stupidi e folli.

Il presidente Trump ha distrutto i media

 e i democratici poiché la loro opposizione

 istintiva a tutto ciò che Trump fa li

rende pro-crimine, pro-immigrazione

 illegale e pro-mutilazioni infantili.

 

  Allnewspipeline.com - Susan Duclos – (27 – Agosto – 2025) – ci dice:

 

La politica è sempre stata un campo di battaglia, ma raramente ha portato a un intrattenimento estremo, al punto che ogni giorno sembra accadere qualcosa di "degno di nota".

Dal momento in cui Donald Trump è sceso dalla scala mobile per annunciare la sua prima corsa alla presidenza nel giugno 2015 , i repubblicani, i media e i liberali di tutto Internet sembravano aver perso completamente la testa.

 

Negli anni successivi, è diventato evidente che Donald Trump aveva rotto qualcosa nella mente dei liberal.

 Soprannominata “Sindrome da Disturbo da Trump”, e persino definita dagli esperti di salute mentale " Disturbo d'Ansia da Trump ", uno dei fattori comuni in qualsiasi articolo o descrizione su quanto siano "spaventati" o "arrabbiati" i democratici a caso, sono i media mainstream.

Certo, è difficile mantenere la calma quando ci si confronta con la raffica incessante di reportage che prevedono, tra le altre cose, l'imminente scoppio della Terza Guerra Mondiale.

Ma bisogna capire che quando abbiamo paura, siamo programmati per cercare ulteriori segnali di pericolo.

È un meccanismo di sopravvivenza, donatoci dall'evoluzione.

Il risultato: diventiamo dipendenti dal ciclo delle (cattive) notizie.

 

Molti esperti consigliano una dieta mediatica più sana, concentrando la nostra attenzione su notizie positive, limitando il tempo che passiamo a scorrere i feed dei social media e spegnendo i nostri dispositivi per periodi di tempo prestabiliti.

 

Questo dovrebbe calmare un po' il tuo TAD.

 

Alimentano la paura, mentono sulle azioni e le parole del presidente Trump, modificano in modo fuorviante i videoclip, fanno qualsiasi cosa per terrorizzare coloro che ancora guardano o leggono le notizie, il che a sua volta ha portato alla violenza contro i sostenitori di Trump, a molteplici tentativi di assassinio del presidente Trump durante la sua campagna del 2024, a innumerevoli tentativi di ricorso alla legge da parte dei regimi di Obama e Biden per impedire a Trump di guidare l'America e a una serie di altre conseguenze da parte dei media che agiscono come braccio propagandistico dei democratici.

 

Durante il primo mandato di Trump abbiamo visto esempi di tutto ciò in modo coerente e ampiamente documentato, ma questa volta, nel suo secondo mandato, sembra davvero che la sindrome da disturbo di Trump abbia raggiunto nuovi massimi, al punto che su qualsiasi questione, buona o cattiva, su cui Trump prende posizione, i democratici di tutta la nazione sentono automaticamente di dover prendere la posizione opposta.

 

Diamo un'occhiata veloce, e vi fornirò dei link, alle questioni contro cui si stanno battendo i Democratici.

Pro-crimine:

Quando il presidente Trump ha fatto esattamente ciò che aveva detto che avrebbe fatto durante la campagna elettorale e ha avviato deportazioni di massa, i media, i politici democratici e i liberali di tutta la nazione hanno istintivamente lottato contro la liberazione dell'America da coloro che erano lì illegalmente; i liberali in California hanno iniziato a ribellarsi.

 

Per questo motivo, il presidente Trump ha inviato la Guardia Nazionale per proteggere gli ufficiali e le proprietà federali.

Le rivolte di Los Angeles contro gli immigrati clandestini hanno offerto a Trump un'occasione imperdibile per mantenere le promesse elettorali fondamentali:

l'era della tolleranza per incendi dolosi, saccheggi, distruzione di proprietà e attacchi alle forze dell'ordine è finita;

 l'era dell'illegalità endemica dell'immigrazione è finita.

 E questa opportunità imperdibile ha riempito l'establishment democratico di rabbia impotente.

Gli ululati, le grida della legge marziale e la retorica raggiunsero un livello febbrile, ma la Guardia Nazionale protesse l'ICE e gli edifici federali dai pericolosi rivoltosi.

La successiva tappa è stata Washington DC.

Democratici e media continuano a sostenere che il tasso di criminalità a Washington DC sia "in calo", ma il tasso di omicidi e crimini violenti è ancora ben al di sopra della media nazionale, e i media hanno omesso di menzionare che specifici crimini violenti sono stati declassati per alterare le statistiche "ufficiali".

 

Date un'occhiata a questo titolo del 20 agosto 2025: " Tassi di criminalità a Washington, con sette giorni senza omicidi " .

 

La presenza della Guardia Nazionale riduce i casi di omicidio.

Per la prima volta da molto tempo, Washington DC è rimasta per sette giorni senza omicidi.

 I furti d'auto sono diminuiti dell'83%, le rapine del 46%, i furti d'auto del 21% e i crimini violenti in generale sono diminuiti del 22%.

Nonostante il massiccio calo dei crimini violenti, i media e i democratici continuano a lamentarsi come bambini della determinazione di Trump di ripulire alcune delle città più violente, la maggior parte delle quali sono governate da sindaci e politici progressisti.

Un altro ciclo di notizie è iniziato dopo che il Presidente ha informato la stampa che, dopo la bonifica di Washington, Chicago sarebbe stata la prossima in lizza.

 Un'altra città con tassi di criminalità superiori alla media nazionale. Un'altra ondata di indignazione da parte dei progressisti.

Immagina di odiare un uomo a tal punto da permetterti di discutere contro la riduzione degli omicidi e dei crimini violenti.

Il presidente Trump ha spinto i democratici e i media ad adottare una posizione favorevole alla criminalità.

A causa della guerra dei globalisti contro la verità,

 per mantenere attivo il sito web, l'ANP deve fare affidamento sulle donazioni dei lettori .

Qualsiasi cosa i lettori dell'ANP possano fare per aiutare è molto apprezzata.

 

Pro-immigrazione illegale:

Questo particolare punto non è solo una risposta al fatto che il presidente Trump abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale riguardo all'espulsione degli immigrati clandestini.

I Democratici hanno sempre sostenuto l'immigrazione illegale, e sono proprio le città e gli stati governati dai Democratici a erigersi a città-stato "santuario".

Grazie al modo in cui sono stati strutturati i precedenti censimenti, gli immigrati clandestini vengono conteggiati e questi stati ottengono una maggiore rappresentanza nella Camera dei Rappresentanti, grazie al maggior numero di persone che vi risiedono.

 

Ecco perché i media e i democratici stanno lottando contro un nuovo censimento che non conteggi gli immigrati clandestini come parte del processo di ripartizione, trasformando quegli immigrati clandestini in più in seggi aggiuntivi per i democratici.

 

Il problema per i democratici è lo schema che continuiamo a notare: scelgono il loro immigrato clandestino "personaggio" e cominciano a fare un gran chiasso in pubblico, solo per scoprire che l'immigrato clandestino è un membro di una gang, un violentatore di mogli e un trafficante di esseri umani, come nel caso di “Abrego Garcia”, che i media continuano a chiamare il padre del "Maryland".

 

Il fatto che sia il presidente Trump a spingere contro l'immigrazione illegale provoca immediatamente nei media e nei democratici una reazione istintiva, prima ancora di preoccuparsi di scoprire i dettagli su chi stanno "combattendo".

Pro-mutilazione infantile:

Dopo anni, a partire dal regime di Obama, la questione delle persone transgender negli spogliatoi, nei bagni e in altri spazi riservati a donne e uomini è diventata un argomento scottante e, sotto Obama e Biden, si è trasformata in una crisi culturale.

 

Il Presidente Trump, sapendo che la maggior parte degli americani non vuole uomini nei bagni delle donne, o viceversa, o che permette pericolosamente a uomini biologici di partecipare agli sport femminili, ha preso in considerazione anche questo aspetto.

Porre fine alle procedure chirurgiche o alla prevenzione chimica della pubertà sui minori, ovvero su coloro che non hanno ancora raggiunto l'età del consenso, è stata una posizione costante di Trump, e ancora una volta i Democratici stanno lottando con le unghie e con i denti per consentire che i bambini vengano mutilati dalla "transizione", prima che siano abbastanza grandi da prendere qualsiasi altra decisione che possa cambiare la loro vita.

 

Vedere: " Gli stati democratici fanno causa all'amministrazione Trump per aver posto fine agli interventi di cambio di sesso per i minorenni " e " Il centro medico dell'Università del Michigan è l'ultimo ad abbandonare i servizi transgender per i minorenni a seguito delle pressioni di Trump ".

I democratici sono dalla parte sbagliata su ogni questione 80/20:

La questione dell'80/20 è qualcosa a cui la stragrande maggioranza degli americani è contraria, eppure i democratici, come quelli elencati sopra e altri, si schierano dalla parte giusta semplicemente per placare la parte più rumorosa e radicale della loro base.

E continuano a chiedersi perché i loro sondaggi continuino a diminuire.

IN CONCLUSIONE...

C'è una sola risposta valida. Donald Trump li ha infranti.

 Semplicemente prendendo posizione, Trump sa che i Democratici e i media sono destinati a prendere una posizione opposta, quindi sceglie temi che sondaggi, ricerche e dati lo mostrano dalla parte giusta, sapendo che i media, essendo il braccio propagandistico del Partito Democratico, si schiereranno al 20% su ogni questione 80/20.

 

 

 

Per quegli agnostici che non hanno ancora capito che la battaglia imminente è in definitiva una battaglia spirituale, ripensateci: siamo in una guerra tra il bene e il male, fate attenzione a dove vi posizionate.

Allnewspipeline.com – (1° agosto 2025) - JB Shurk (American Thinker) – ci dice:

 

Non c'è niente di più tragico di una vita priva di scopo. Senza significato, le anime appassiscono.

 Chiunque abbia interagito con tossicodipendenti il ​​cui unico "scopo" è quello di assicurarsi un'altra "dose" sa che questo è vero.

La parte umana di coloro che ne sono afflitti scompare progressivamente, mentre il corpo viene sopraffatto da un disperato bisogno di rimanere in uno stato di sedativo oblio. 

 

Quasi ogni città americana ha una zona "no-go" di senzatetto tossicodipendenti incalliti che si trascinano per le strade come zombie di un film horror.

Lo spettacolo è surreale e ci ricorda in modo sconvolgente che persino il Paese più potente del mondo non riesce regolarmente a respingere l'avanzata dell'Inferno.

Come società, fingevamo almeno di preoccuparci dell'epidemia di droga in America.

Abbiamo dichiarato "guerra alla droga", ma la droga ha vinto.

L'amministrazione Reagan ha prodotto alcune efficaci campagne di salute pubblica, ma i cartelli della droga a sud del confine sono diventati solo più potenti nel tempo.

 

Mentre i Democratici e alcuni libertari spingevano per la legalizzazione di sostanze stupefacenti gravi in ​​questo secolo, i governi statali e le agenzie federali non solo hanno smesso di far rispettare le leggi sulla droga, ma hanno anche accettato che a una parte considerevole della popolazione americana fosse permesso il suicidio, mentre il resto di noi guardava disinteressatamente.

Dalle strade urbane alle case abbandonate in cittadine rurali dimenticate, gli zombie drogati perseguono un unico "scopo": morire.

 

Qualcuno potrebbe dire "ognuno ha i suoi gusti" o "non sono affari miei".

L'età adulta, dopotutto, significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Ed è quasi impossibile convincere qualcuno a non autodistruggersi.

Con ogni respiro che facciamo, ogni bicchiere d'acqua che beviamo e ogni ciotola di cibo che mangiamo, sopravvivere è una scelta.

Chi ricorre all'ago, si dice spesso, sta facendo anche lui una "scelta".

 

Eppure, se gli americani capissero quanti degli zombie senza fissa dimora sono veterani, persone un tempo stabili la cui vita è andata fuori controllo, o cittadini trascurati che hanno vissuto per strada fin dall'infanzia, forse più persone ci darebbero una mano.

A volte invitiamo l'Inferno nelle nostre vite, e a volte l'Inferno ci inghiotte completamente.

Beati coloro che hanno la forza di riportare a casa le anime perdute.

Perché i sindaci democratici di città come San Francisco, Chicago, Los Angeles e Baltimora ritagliano interi quartieri per farli vagare indisturbati tra gli zombie senza fissa dimora?

Non si tratta di un'adesione "libertaria" alla presunta "libertà" di drogarsi.

 Non si tratta certo di una politica "compassionevole" volta ad "accettare" le persone così come sono.

 Dopo un'ora di cammino per le strade della terra degli zombie, nessuna persona razionale potrebbe concludere che questi covi di squallore, violenza, indegnità e miseria siano altro che i tentacoli distesi dell'Inferno.

 

Credo che i Democratici proteggano questi spazi infernali perché servono a uno scopo malvagio: man mano che le terre zombi crescono, inghiottono sempre più la società.

Più diventano grandi, più diventano attraenti per le anime spezzate e i malcontenti che inseguono la morte.

Come l'aborto su richiesta fino alla nascita di un bambino (e a volte anche dopo), i covi della droga autorizzati dai comuni esistono per sfornare cadaveri.

 Operano sia come macchine per lo spopolamento che come sirene da nebbia che vomitano disperazione in ogni direzione.

Ciò che i conservatori generalmente capiscono e che la sinistra non è che "governo" e "società" sono due cose diverse.  

Il governo è uno strumento ottuso che pretende di agire per conto della società, ma in realtà agisce secondo i propri interessi istituzionali.

  La società è un concetto molto più ampio che include tutte le relazioni culturali, religiose, intellettuali e personali che uniscono un popolo.

Se il governo federale dovesse mai cadere, la società americana potrebbe perseverare e ricostruirsi.

 Se la nostra società crollasse, nessun governo potrebbe rimettere insieme i pezzi.

Il governo è coercizione; la società è scelta.

Le società forti creano paesi forti; i governi forti spesso distruggono i paesi.

 

(A causa della guerra dei globalisti contro la verità,

 per mantenere attivo il sito web, l'ANP deve fare affidamento sulle donazioni dei lettori.

Qualsiasi cosa i lettori dell'ANP possano fare per aiutare è molto apprezzata.)

 

Quando i politici democratici difendono la diffusione delle "zombiland" in America, promuovono gli interessi del governo, non quelli della società.

Come potrebbero le zone mortali dove si diffonde la droga promuovere gli interessi del governo?

Questa domanda ci riporta a un ingrediente essenziale di ogni anima umana: lo scopo

 

Per quanto riguarda i governi, le persone prive di uno scopo sono utili o pericolose. In che senso sono utili?

Militari, forze dell'ordine e vaste burocrazie sono costruite con persone che cercano uno scopo.

È confortante credere che le istituzioni governative siano intrinsecamente patriottiche.

 In realtà, i governi usano il patriottismo per raggiungere obiettivi istituzionali. Dicono: "Fate questo per il vostro Paese".

 Ciò che intendono è: "Fate questo per il vostro governo".

I governi si nutrono di persone che hanno bisogno di uno scopo. Offrono uno scopo in cambio di obbedienza.

 

Questo tipo di accordo esiste indipendentemente dal fatto che il governo in questione governi le strade di Baltimora o una nazione superpotenza.

La vita delle gang prospera perché ai ragazzi che cercano disperatamente uno scopo nella vita viene offerta una pistola e un angolo di strada da difendere.

 Dalla presunta conclusione della Seconda Guerra Mondiale, la guerra ha continuato a infuriare da qualche parte nel continente africano.

Mentre il resto del mondo fa il possibile per ignorare la carneficina, una generazione di bambini soldato dopo l'altra trova uno scopo con un fucile.

 Tutto questo "scopo" assicura vite brevi e violente.

 

Quando le persone senza uno scopo non possono essere reclutate per servire il governo, diventano potenzialmente pericolose.

Queste persone potrebbero scoprire che il loro scopo è semplicemente quello di opporsi al governo.

La funzione più importante delle burocrazie governative è quella di costringere le persone alla sottomissione.

Quando possibile, questa coercizione avviene silenziosamente, se non in modo invisibile.

 Le forze di polizia mantengono l'ordine.

 I punteggi di credito incoraggiano i pagamenti puntuali.

Le banche richiedono l'uso di denaro pubblico.

Le pensioni pubbliche garantiscono l'obbedienza dei dipendenti pubblici e dei pensionati.

 La vergogna pubblica e l'ascesa della "cultura della cancellazione" sono strumenti governativi efficaci per controllare i cittadini.

 

Quando la coercizione governativa non riesce a controllare i cittadini, la società inizia a rendersi conto che i suoi interessi non coincidono con quelli del governo.

Si pensi ai movimenti di resistenza di massa che si stanno formando in tutto il Regno Unito.

Dopo decenni di inondazione del Paese da immigrati clandestini che hanno continuato a commettere crimini efferati e a minare l'unità sociale, le autorità governative si trovano ora a fare i conti con la realtà che il popolo britannico ha trovato uno scopo che minaccia la supremazia del governo.

 L'incapacità del governo di proteggere la società ha fornito alla società una ragione impellente per sottrarre il controllo del Paese al governo.

Non importa quante nuove leggi sulla censura il parlamento approvi per mettere a tacere i cittadini, il governo britannico non sarà in grado di reprimere il nuovo scopo del pubblico di difendersi.

Ora considerate questo:

coloro che stanno attualmente costruendo una struttura di intelligenza artificiale per gestire il mondo credono che l'IA sostituirà tutti i lavoratori umani.

“Elon Musk” ha dichiarato a una conferenza tecnologica proprio l'anno scorso che presto "arriverà un momento in cui non ci sarà più bisogno di lavoro".

Prevede che tutti vivranno con un reddito fornito dal governo.

 

“Musk” dipinge questo futuro come roseo, ma riconosce che "la domanda sarà di significato. La tua vita ha un senso?".

Che sia onesto o meno nel suo ottimismo, almeno capisce che la questione dello scopo umano verrà alla ribalta nei prossimi anni. 

 

I governi di tutto il mondo sono ovviamente molto meno ottimisti.

La crescente censura in Occidente, la sorveglianza digitale di massa, i progetti per i "passaporti vaccinali" e il lancio di valute digitali delle banche centrali suggeriscono che i governi apparentemente favorevoli alla "libertà umana" stiano in realtà costruendo sistemi di controllo totalitari.

Stanno investendo massicciamente in un'infrastruttura volta a garantire che lo scopo della società rispecchi rigorosamente gli obiettivi del governo.

I liberi pensatori che si rifiutano di conformarsi dovrebbero dare un'occhiata attenta alle terre zombi degli Stati Uniti.

Ai governi non importa se persone senza scopo si uccidono.

Faranno tutto il possibile, tuttavia, per assicurarsi che le persone non trovino uno scopo nell'opporsi alle politiche governative. 

 

Per quegli agnostici che non hanno ancora capito che la battaglia imminente è in ultima analisi spirituale, ripensateci.

Siamo in una guerra tra il bene e il male. Fate attenzione a dove vi posizionate.

IL GENOCIDIO DI GAZA, IL PETROLIO

E I RISERVISTI ISRAELIANI.

Lapekoranera.it – (29/08/2025) - Manlio Lo Presti – ci dice:

 

(terrasanta.net/2007/08/il-gas-di-gaza/).

Fiumi e oceani di inchiostro e centinaia di video vaticinanti circolano in rete sul tema dell’operazione militare di Israele a Gaza.

Si tratta di porre troppa attenzione ai fatti di cronaca, senza tenere in considerazione i motivi che hanno spinto gli Usa ad attivare la forza bellica israeliana per conto terzi.

 

Il motivo VERO dello sterminio è quello di riuscire a saccheggiare milioni di metri cubi di gas situato in mare, al largo di fronte a Gaza. Impossessarsi rapidamente di queste risorse energetiche è il primo obiettivo dei soliti colossi multinazionali angloamericani.

 La notizia è stata diffusa da Avvenire giornale cattolico del potentissimo e pervasivo Vaticano e non da infami complottisti filorussi!

(avvenire.it/opinioni/pagine/il-gas-di-gaza).

Altri periodici poco diffusi lo hanno scritto già in anni precedenti: (terrasanta.net/2007/08/il-gas-di-gaza/).

L’azienda energetica ENI è attivamente presente nell’area ed è continuamente osteggiata.

L’ENI è in mano pubblica italiana per poco più del 31%, il resto è in mani estere:

(consob.it/web/area-pubblica/w/eni-spa-azionariato-2024-10-08) .

 Una situazione che continua a generare effetti geopolitici all’azienda Italia di cui i politici non tengono minimamente conto. Possiamo sperare sull’attenzione dei nostri Servizi Segreti (forse).

 

Altro che islamismo e antisemitismo.

Nulla vieta di pensare che Hamas sia una creatura della CIA e del Mossad che ha offerto il motivo apparente ed è diventato il “casus belli” che giustificasse l’emergenza di attivare l’occupazione militare di Gaza da parte di Israele.

Una “risposta” sproporzionata che va ben oltre quelli previsti dai codici di guerra attuali.

Hanno fatto seguito le dichiarazioni del premier israeliano di voler attivare operazioni militari contro tutti i Paesi confinanti per l’attuazione della Grande Israele con annessioni territoriali a spese dei vicini.

Adeso comincia ad emergere la totale inutilità dell’ONU.

 

La popolazione di Israele attuale è quasi di dieci milioni di individui.

Di quanti soldati dispone questo staterello per riuscire ad aggredire senza sforzo cinque Paesi contemporaneamente?

 Il ricorso alla chiamata dei riservisti.

(ilpost.it/2023/10/11/riservisti-israele/).

 Il reclutamento e l’attivazione dei riservisti è previsto anche per i cittadini all’estero ma è escluso per gli ebrei ultraortodossi in base ad una legge del 1999. Farei notare che gli ultraortodossi sono quelli che sostengono la guerra sempre più violenta e distruttiva!

Per alcuni organi di stampa, l’età massima di reclutamento dei riservisti israeliani è di 49 anni

.(wired.it/article/israele-riservisti-reclutamento-soldati-come-funziona/).

Facendo due conti davanti ad un caffè, Tel Aviv dispone di circa quattro milioni di effettivi con i riservisti?

(ilfattoquotidiano.it/2025/04/30/gaza-raid-16-vittime-israele-richiama-riservisti-espansione-guerra/7970242/).

 

Con i soldi a palate garantiti dal sionismo dei super- banchieri ebrei nel mondo e con l’azione di oltre quattro milioni di umani, Israele può guerreggiare all’infinito. Ma per ordine di chi?

Questo interrogativo è ancora adesso un tabù sostenuto da una lunga serie di omicidi su commissione ai danni di coloro che pensano di ficcare il naso in questione che non li riguardano!

Gran parte del settore giornalistico a stampa, via rete e via televisione continua a tacere sul numero di morti e di feriti dell’esercito israeliano.

Perché?

Perché questa omissione inaccettabile da parte di una stampa che continua a dichiarare di dirci le verità mentre continua a diffondere propaganda e doppie verità?

Molto precisa è invece la stampa mondiale impegnata alacremente a fornire ripetutamente il numero di morti a Gaza e sulle operazioni militari, sui tumori giornalistici attribuiti a Putin, sui calzini e sulle pallottole dell’esercito russo. Propaganda è la diffusione di notizie belliche ebraiche che devono celebrare la potenza infinita delle armate israeliane, sostenute anche oggi dal loro Dio degli Eserciti?

 

La destinazione delle spiagge di Gaza come centro turistico è un diversivo.

Non è credibile, infine, la versione dell’assalto del 7 ottobre perché Israele possiede un sofisticato e aggiornatissimo sistema satellitare di oltre 33 miliardi di dollari (sul quale tutti i giornali tacciono) e il supporto infinito e incondizionato degli USA nei cieli.

 Tale sistema è il grado di percepire il cammino di un grillotalpa nel deserto e non ha sentito né avvertito i mezzi motorizzati rumorosi di Hamas?

Nemmeno Andersen avrebbe raccontato cose simili. Ma i creduloni che seguono il Pifferaio di Hamelin sono in abbondanza.

La Verità continua ad essere un accessorio, ma i soldi sono il primo motivo delle azioni umane.

 

Bessent: “Potremmo dichiarare

un’emergenza abitativa

nazionale in autunno.”

  Shtfplan.com - Tyler Durden -Zero Hedge – (3 settembre 2025) – ci dice:

 

Il Segretario al Tesoro “Scott Bessent ha dichiarato al “Washington Examiner” in occasione del “Labor Day” che l'amministrazione Trump potrebbe dichiarare un'emergenza abitativa nazionale nei prossimi mesi per affrontare la crisi dell'accessibilità economica.

 Le dichiarazioni di Bessent giungono poco prima di un  previsto ciclo di tagli dei tassi di interesse , sottolineando l'urgente impegno dell'amministrazione per affrontare la crisi dell'accessibilità economica, che sarà uno dei temi chiave in vista delle elezioni di medio termine del 2026.

 

Lunedì, Bessent ha partecipato alla colazione del  “Washington Examiner”  presso il “McLean Family Restaurant”, in occasione del Labor Day.

Ha dichiarato al quotidiano che il Presidente Trump intende fare della "accessibilità economica" un pilastro fondamentale del programma elettorale di medio termine del 2026 di America First.

" Potremmo dichiarare un'emergenza abitativa nazionale in autunno ", ha detto Bessent al Washington Examiner.

Una combinazione tossica di tassi ipotecari elevati e prezzi delle case ai massimi storici ha innescato una delle peggiori crisi di accessibilità economica degli alloggi dell'ultima generazione, escludendo molti appartenenti alla classe operaia dalla proprietà di una casa.

 

"Stiamo cercando di capire cosa possiamo fare e non vogliamo intrometterci negli affari degli stati, delle contee e dei governi municipali", ha osservato Bessent, aggiungendo: "Penso che tutto sia sul tavolo ".

Il Segretario al Tesoro non ha fornito dettagli sulle azioni specifiche che Trump potrebbe intraprendere, ma ha menzionato che i funzionari dell'amministrazione stanno analizzando soluzioni per standardizzare i codici edilizi e urbanistici locali e ridurre i costi di chiusura.

Ha aggiunto che verrà valutata la possibilità di considerare alcune esenzioni tariffarie per i materiali edilizi.

"Penso che assisteremo a una grande ripresa economica nel 2026", ha continuato Bessent.

"Questa signorina molto, molto, molto gentile qui, che gestisce questo ristorante da 32 anni, riceverà un cospicuo rimborso fiscale grazie alla 'mancia zero'.

 Quindi il 2026 sarà un anno positivo".

Un altro modo in cui l'amministrazione Trump sta cercando di incrementare l'offerta di alloggi è quello di rimuovere gli immigrati clandestini dai programmi federali di assistenza abitativa.

 Inoltre, gli sforzi per ripristinare la legge e l'ordine nelle città controllate dai Democratici, afflitte dalla criminalità, potrebbero anche liberare il patrimonio immobiliare.

America First si propone di ricostruire la classe media dopo che i globalisti hanno trascorso decenni a erodere la classe operaia che ha costruito questa nazione. Rendere la proprietà della casa, la famiglia e il paese "Grandi di nuovo" sembra essere di gran moda oggi, soprattutto su internet.

"Non vedevo così tanta incertezza dal 1968":

 nemmeno le dimissioni di Macron

 salveranno la Francia.

Politico.eu – (3 settembre 2025) – Clea Caulcut – ci dice:

 

La Quinta Repubblica fondata da Charles de Gaulle appare sempre più ingovernabile.

Riunione ministeriale franco-tedesca a Tolone.

Sebbene le dimissioni di Emmanuel Macron rappresenterebbero un terremoto sulla scena diplomatica europea, vi sono sempre più dubbi che possano risolvere la situazione di stallo che blocca la Quinta Repubblica.

PARIGI — La politica francese è così paralizzata che le dimissioni del presidente Emmanuel Macron, un'idea un tempo solo sussurrata nei corridoi del potere, ora sono oggetto di dibattito aperto.

 

Ma mentre le dimissioni di Macron rappresenterebbero un terremoto sulla scena diplomatica europea, cresce il dubbio che ciò risolverebbe la situazione di stallo che blocca la Quinta Repubblica.

I problemi della Francia sembrano essere più profondi.

Macron è già alla ricerca del suo quinto primo ministro in meno di due anni, nella speranza che “François Bayrou” venga estromesso lunedì a causa delle sue impopolari misure volte a ridurre l'enorme deficit di bilancio del Paese.

Ma un nuovo candidato a primo ministro, Macron, riuscirebbe a far passare i miliardi di euro di stretta di bilancio di cui il Paese ha bisogno per evitare una crisi del debito?

 E una nuova elezione anticipata creerebbe una maggioranza praticabile?

Nessuna delle due ipotesi sembra probabile.

 E anche se Macron dovesse dimettersi, il suo successore si troverebbe quasi certamente ad affrontare gli stessi ostacoli.

 

Per quasi 70 anni, le istituzioni della Quinta Repubblica francese hanno retto, indipendentemente dalla frequenza con cui la gente scendeva in piazza o dalla durata degli scioperi.

 I governi si succedevano e se ne andavano, mentre i presidenti, per la maggior parte, duravano fino alla fine del loro mandato, sebbene di solito meno popolari di quando avevano iniziato.

 

Il sistema ha resistito.

Ma oggi la legislatura è in stallo, i colloqui sul bilancio sono in stallo e le voci di disordini sociali si fanno sempre più forti.

 I mercati finanziari sono nervosi e lo stesso Bayrou avverte che Parigi si troverà ad affrontare uno scenario in stile greco se non limiterà la spesa.

 

In questo contesto, il “presidente del Rassemblement National” di estrema destra “Jordan Bardella” e il leader dell'estrema sinistra “Jean-Luc Mélenchon,” i cui partiti insieme rappresentano un terzo dei seggi dell'Assemblea nazionale, chiedono apertamente le dimissioni del presidente.

Il dibattito più ampio sulle sue dimissioni non è più bizzarro e ora coinvolge autorevoli commentatori politici e alcune figure del centro-destra.

"Lo sentiamo anche da voci vicine al campo di Macron", ha detto “Mathieu Gallard,” sondaggista di Ipsos Francia.

 "Il disagio è reale".

 

Resistere.

Si ritiene ancora che Macron non getti la spugna, soprattutto perché una sua uscita prematura (le elezioni presidenziali non sono previste prima del 2027) non risolverebbe la situazione.

I sondaggi mostrano che le nuove elezioni legislative nelle prossime settimane porterebbero molto probabilmente a un altro parlamento in stallo, con qualche seggio in più per il partito di estrema destra Rassemblement National di Marine Le Pen.

Emmanuel Macron è già alla ricerca del suo quinto primo ministro in meno di due anni, nella speranza che François Bayrou venga estromesso lunedì a causa delle sue impopolari misure volte a ridurre l'enorme deficit di bilancio del Paese.

"I politici credono erroneamente al mito secondo cui i francesi scelgono un leader e poi gli danno una maggioranza parlamentare operativa per agire", ha affermato l'esperto costituzionale francese” Benjamin Morel”.

 

Quell'idea, ha detto Morel, è stata un'altra vittima della vittoria di Macron nel 2017, un rivoluzionario liberale che ha distrutto la tradizione bipartisan francese. Le linee di frattura politiche emerse dalle macerie, per un crudele scherzo del destino, si sono ritorte contro di lui.

"Non vedevo così tanta incertezza da quando ero studente nel 1968", ha affermato “Eric Chaney”, ex capo economista della “compagnia assicurativa AXA”, riferendosi alle proteste del maggio 1968 che paralizzarono la Francia e portarono a profondi cambiamenti sociali e politici.

"All'improvviso non sai più cosa sta succedendo alla tua economia, al tuo governo", ha affermato “Chaney”.

Nuovo leader, stessi problemi.

Noto per la sua testardaggine, Macron ha spesso scartato la possibilità di un abbandono anticipato.

Il centrista 47enne è stato una forza dominante e sempre più polarizzante nella politica francese negli ultimi otto anni, mentre le sue promesse di trasformare il Paese in "nazione delle start-up" non sono state del tutto mantenute.

Il presidente sa bene che ci sono pochi segnali che i politici francesi siano disposti a mettere da parte le loro divisioni e a risolvere il problema del bilancio per il bene della nazione.

In effetti, l'umore in Francia è decisamente poco collaborativo, ha affermato “Gaspard Gantzer”, ex consigliere del presidente socialista francese “François Hollande”.

"Continueremo ad aggravare il deficit, non succederà nulla e la situazione non farà che peggiorare", ha affermato.

 

Ma i partiti di opposizione francesi sbaglierebbero a pensare di poter cambiare nuovi primi ministri, indire nuove elezioni e persino anticipare le elezioni presidenziali senza ingoiare la medicina amara che i successivi governi di Macron hanno cercato di somministrare, ha affermato “Chaney”.

 

"Se la gente inizia a pensare che non è poi così grave, che possiamo convivere con i deficit, ci stiamo dirigendo verso una crisi vera e propria", ha affermato. "La Germania inizierà a pensare che la Francia sia un problema serio e la BCE [Banca Centrale Europea] non sarà in grado di aiutare il governo francese a gestire il suo debito".

“Chaney” sostiene che la Germania potrebbe porre delle condizioni a qualsiasi aiuto la BCE possa fornire alla Francia.

Ma anche se Berlino riuscisse a usare la forza contro l'establishment politico francese, la Francia seguirebbe l'esempio?

A giudicare dalle proteste dei Gilet Gialli del 2018 e del 2019, dalle proteste per le pensioni del 2023 e dalle attuali richieste di una chiusura nazionale, un pubblico sempre più scettico e irrequieto ha poca voglia di sacrifici e austerità.

 

Per quanto riguarda l'eliminazione di Macron, la Francia è un paese intriso di una storia rivoluzionaria regicida e comprende sia i vantaggi che le insidie ​​di dare il benservito al capo.

È facile chiedergli la testa, ma bisogna essere pronti al caos che ne consegue.

 

 

 

 

Merz: “La Germania è Già in Conflitto”

 con la Russia. Zakharova:

“Chiamate gli Psichiatri!”

Conoscenzealconfine.it – (3 Settembre 2025) – Renovatio21.com – Merz – ci dice:

 

La Germania è “già in conflitto” con la Russia, ha affermato il cancelliere “Friedrich Merz”.

Il politico democristiano al vertice della Repubblica Federale ha affermato che Mosca sta “destabilizzando” la Germania attraverso attacchi informatici e disinformazione, e ha suggerito che la Russia potrebbe attaccare l’UE per rivendicare gli ex territori sovietici.

 

In un’intervista rilasciata venerdì all’ “emittente francese LCI”, Merz ha affermato di concordare con la recente descrizione del presidente francese” Emmanuel Macron” del presidente russo “Vladimir Putin” come “un orco che vuole sempre mangiare di più”.

 

“È così che vedo Putin.

Destabilizza gran parte del nostro Paese.

 Sta interferendo ovunque, in particolare sui social media”, ha detto Merz, sostenendo che l’Intelligence tedesca segnala regolarmente attacchi informatici russi e tentativi di influenzare l’opinione pubblica, senza fornire alcuna prova.

 

“Quindi siamo già in conflitto con la Russia”, ha affermato, aggiungendo che la campagna di Mosca prende di mira l’intera UE con l’obiettivo di “destabilizzare le nostre democrazie”.

Commentando le dichiarazioni di Merz, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha affermato che si tratta di “un caso che richiede l’intervento degli psichiatri”.

 

“La Germania fornisce armi, compresi equipaggiamenti militari pesanti, al regime neonazista di Kiev da tre anni, e ora sono preoccupati per i social network”, ha dichiarato sabato all’”agenzia TASS”, aggiungendo che “milioni di persone stanno soffrendo” a causa dell’interferenza occidentale negli affari ucraini, che ha innescato il colpo di Stato di Maidan e ha portato alla mancata attuazione degli accordi di Minsk da parte di Kiev, entrambi precursori delle attuali ostilità.

Come riportato da “Renovatio 21”, la Russia il mese scorso ha annullato un accordo di distensione con la Germania.

Da quando il conflitto in Ucraina si è intensificato nel 2022, i funzionari occidentali hanno affermato che la Russia potrebbe prendere di mira gli stati dell’UE.

All’inizio di quest’anno, Bruxelles ha lanciato una frenetica campagna di militarizzazione, mentre i membri europei della NATO hanno concordato di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL, citando entrambi la presunta “minaccia russa”.

Merz è stato uno dei più convinti sostenitori di queste misure, esortando di recente Berlino a trasformare l’esercito tedesco nel “più forte esercito convenzionale d’Europa”.

 

Mosca ha respinto le accuse secondo cui rappresenterebbe una minaccia, accusando l’Occidente di alimentare la russofobia per giustificare il rafforzamento militare e distogliere l’attenzione dai problemi interni.

 Il ministro degli Esteri russo “Sergej Lavrov” ha avvertito che la crescente russofobia e la militarizzazione in Germania e nell’Unione Europea in generale segnalano una deriva verso un “Quarto Reich”, e ha accusato i governi occidentali di cercare predominio, espansione e ingerenza sotto le mentite spoglie della democrazia.

 

Come riportato da “Renovatio 21”, a giugno Merz aveva dichiarato che la Germania non limiterà più la capacità dell’Ucraina di lanciare attacchi a lungo raggio in profondità nel territorio russo, incluso l’uso di armi di fabbricazione tedesca.

 

Commentando l’accaduto il tenente colonnello svizzero in pensione “Ralph Bosshard” aveva detto in un’intervista che, dal punto di vista militare, le continue dichiarazioni del cancelliere tedesco Merz sembrano “una prova generale per la prossima guerra dell’Europa contro la Russia”.

Merz, che ha promesso di bloccare il rilancio del gasdotto Nord Stream 2, in settimana ha dichiarato che la Germania sta subendo una crisi economica di tipo strutturale.

(renovatio21.com/merz-la-germania-e-gia-in-conflitto-con-la-russia-zakharova-chiamate-gli-psichiatri/).

 

 

 

 

Quello che “Victor Davis Hanson”

non dice sulla seconda guerra mondiale.

Unz.com - Spencer J. Quinn – (3 settembre 2025) – ci dice:

Il mese scorso “Tucker Carlson” ha invitato il professore di chimica “David Collum” nel suo podcast per discutere le opinioni originali di Collum su una serie di argomenti.

Questi includono il” laptop di Hunter Biden”, l'”origine del COVID”, la sparatoria di Las Vegas del 2017, il processo Diddy, Q-Anon e molti altri.

 Una discussione affascinante.

Ben presto, tuttavia, è emerso un tema: non tutto è come sembra, e se si scava più a fondo è probabile che si trovino attori cinici che fanno cose cattive in nome di qualche ideale.

 Una scommessa abbastanza sicura, sembrerebbe.

 Poi, nel bel mezzo dell'intervista, dopo un divertente aneddoto sulla pesca alla spigola, la coppia si è brevemente avventurata nell'ultimo tabù, la Seconda Guerra Mondiale.

COLLUM: Beh, lei sa, ora, prima di tutto qual è la verità, giusto?

 La verità sta diventando molto ambigua. L'anno scorso ho scritto sulla storia della Seconda Guerra Mondiale.

Ho fatto un mini “Daryl Cooper”.

CARLSON: Sì.

COLLUM: Ed è iniziato quando ho letto un libro di “Diana West”, che sarebbe bello se la intervistassi.

Ed era una storia revisionista della Seconda Guerra Mondiale.

E tu dici: "Beh, perché vorresti leggerlo?"

Beh, a quanto pare penso che la storia che abbiamo avuto sulla Seconda Guerra Mondiale sia completamente sbagliata.

 

CARLSON: In realtà, penso che sia giusto.

COLLUM: E poi ho letto di Roosevelt e del braccio destro di Roosevelt che era una spia sovietica.

CARLSON: Certamente lo era. Confermato, confermato, a proposito.

COLLUM:

Si può sostenere che dovremmo schierarci con Hitler e combattere Stalin.

Patton ha detto questo.

E forse non ci sarebbe stato l'Olocausto, giusto?

Ma Stalin era terribile sotto ogni punto di vista e noi non eravamo suoi alleati.

La storia è che alla fine della seconda guerra mondiale c'erano alcuni soldati americani dispersi in territorio russo.

CARLSON: No!

COLLUM:

Da 15 a 20.000 erano dispersi e li avevamo lasciati lì.

E poi si legge di Pearl Harbor.

Sappiamo tutti che la storia di Pearl Harbor non è quella che ci viene raccontata. Ma ho scavato a fondo, e si scopre che sapevamo fin dal mattino che Pearl Harbor stava per essere attaccata.

Stalin sapeva che sarebbe stato attaccato.

Voleva che togliessimo i giapponesi dal suo fianco.

E il braccio destro di Roosevelt era d'accordo perché era una spia sovietica, giusto?

 

Rifiutando di demonizzare Adolf Hitler e i nazisti, Collum entra nel territorio, a volte oscuro e sempre pericoloso, del revisionismo della Seconda Guerra Mondiale.

 Mentre la narrativa tradizionale che giustifica il ruolo dell'America in essa diventa sempre più traballante, Collum si chiede se l'America avrebbe dovuto schierarsi con Hitler piuttosto che con Stalin.

 Non solo abbiamo scoperto prove storiche che contraddicono questa narrazione, ma Collum sembra implicare che i nazisti si trovassero in un terreno morale più elevato dei sovietici.

 E questo avviene mentre l'Occidente inizia a soccombere alle forze che i nazisti non avrebbero mai tollerato, vale a dire il marxismo culturale, l'immigrazione di massa e l'Islam.

 

In risposta all'analisi di Collum, lo storico Victor Davis Hanson offre una confutazione precisa.

Solo che non riesce a rispondere direttamente alla domanda principale di Collum.

Hanson sembra presumere che se riesce a confutare i quattro punti che Collum produce con disinvoltura per sostenere la sua argomentazione, può screditare completamente la questione.

Questa è una falsa ipotesi.

 Innanzitutto, ci sarebbe potuto essere di più nella storia.

Collum e Carlson hanno trascorso meno di due minuti a discutere della Seconda Guerra Mondiale, mentre Hanson, nel suo pezzo sul “Daily Signal”, la confuta in sette.

Chiaramente Collum non era pronto a rivedere la guerra nello spettacolo di Carlson, e probabilmente avrebbe puntellato le sue argomentazioni in un contesto più formale.

Forse una risposta più equa da parte di Hanson sarebbe stata quella di leggere ciò che Collum ha già scritto sull'argomento prima di commentare, o di invitarlo nel suo spettacolo per discuterne ulteriormente.

Sfortunatamente, non ha fatto né l'uno né l'altro.

In secondo luogo, il VDH non offre ragioni affermative per cui l'America avrebbe dovuto schierarsi con Stalin piuttosto che con Hitler.

 Invece, fa i pignoli con la corteccia degli alberi, mancando completamente la foresta.

Infine, menzionando casualmente che Stalin era un "mostro" che aveva "ucciso venti milioni di persone" prima della guerra, Hanson invalida la sua posizione e non sembra rendersene conto.

Hanson:

In primo luogo, ha detto che i sovietici avevano ucciso da 15 a 20.000 prigionieri di guerra quando li avevano ereditati dopo aver liberato i prigionieri di guerra americani dai campi di prigionia tedeschi nell'est.

 Non è vero.

C'era una commissione congiunta sovietico-americana.

C'erano accordi che i sovietici avrebbero restituito i prigionieri americani.

 C'erano disaccordi sul fatto che gli alleati avrebbero restituito i prigionieri russi alla Russia perché alcuni di loro erano stati catturati mentre combattevano, la maggior parte di loro, per la Germania.

 E Stalin voleva ucciderli o farli lavorare fino alla morte, e loro volevano asilo.

Ma a parte questo, alla fine la maggior parte degli americani trovò la strada per tornare alle linee alleate e fu rimpatriata.

 Ce n'erano alcuni di cui oggi non siamo a conoscenza? Sì.

Ma in un periodo di quattro anni, ci sono stati molti americani che sono stati catturati e tenuti nei campi di prigionia tedeschi, sono stati fucilati sul campo di battaglia, sono stati fatti saltare in aria...

Non sapevamo cosa fosse successo loro.

Ma l'idea che avremmo permesso che morissero da 15 a 20.000 prigionieri di guerra americani in mani russe non è vera.

Non può essere comprovato.

 

Prima di tutto, dal momento che tutto questo accadde ben dopo l'inizio della guerra, ha poca attinenza con lo status morale comparativo dei belligeranti nel 1939, che, potenzialmente, avrebbe aiutato gli Stati Uniti a determinare una parte da favorire.

Quindi è un po' una falsa pista.

In ogni caso, dopo le atrocità di Stalin negli anni '20 e '30, 20.000 prigionieri di guerra alleati non contabilizzati sono una goccia nel mare (0,1%).

Eppure, respingendo l'affermazione di “Colleum” secondo cui gli Stati Uniti hanno abbandonato così tanti prigionieri di guerra, VDH si imbatte nella ricerca di James Sanders nel suo lavoro del 1992 “Soldiers of Mis fortune”.

Sottotitolo:

"Il tradimento segreto di Washington nei confronti dei prigionieri di guerra americani in Unione Sovietica".

Sulla sua strada c'è anche “John MG Brown” che, in un articolo del 1990 su “Veteran Views” , affermò che Stalin usò decine di migliaia di prigionieri di guerra alleati come pedine per ricattare gli Alleati affinché restituissero milioni di sovietici catturati per lui da uccidere o ridurre in schiavitù.

 Brown riferisce che mentre alcuni prigionieri di guerra alleati furono restituiti, "Stalin rinnegò la piena reciprocità e la maggior parte dei prigionieri di guerra alleati scomparve in campi segreti e speciali".

Per salvare la faccia, gli Alleati ridussero il numero di soldati persi dai sovietici.

 

Sono sicuro che “Hanson” è a conoscenza di queste fonti, che forse erano anche di “Collum”.

In ogni caso, o Hanson ha ragione, o Sanders e Brown lo sono.

 Non ci sono vie di mezzo.

Se è il primo, allora Hanson deve affermare categoricamente che il lavoro di Sanders e Brown è stato smentito sin dalle loro date di pubblicazione.

 Ma anche se potesse farlo, ciò non confuta la tesi principale di Collum secondo cui Stalin era peggio di Hitler.

Dopotutto, Stalin era abbastanza a sangue freddo da tenere in ostaggio decine di migliaia di suoi alleati per uccidere un numero molto maggiore di espatriati o di russi catturati dopo la fine della guerra:

Aleksandr Solzhenitsyn lo colloca a oltre 1,5 milioni nel suo volume del 1975 Avvertimento all' Occidente.

Un comportamento così grottesco non rende Stalin peggiore di Hitler, che almeno si aspettava che fosse dichiarata la guerra prima di uccidere?

 

VDH poi affronta l'affermazione di Colombo secondo cui il generale “George Patton” credeva che l'America "avrebbe dovuto schierarsi con Hitler e combattere Stalin".

Qui mette in piedi un uomo di paglia e lo schiaffeggia.

Come pro-console della Baviera, Patton non disdegnava di arruolare ex nazisti, riabilitati o meno, per aiutare ad amministrare la regione, poiché le condizioni del dopoguerra erano terribili e la manodopera limitata.

 

Hanson spiega:

Ciò ha portato ad ulteriori dichiarazioni, ha detto, poiché l'Armata Rossa ha violato gli accordi di Yalta e gli accordi di Potsdam e non ha tenuto libere elezioni o libere comunicazioni, trasporti e rapporti tra il territorio russo occupato e il territorio alleato occupato.

Una nuova cortina di ferro era già emersa, immagino la chiamereste voi, una cortina di ferro proto.

 E Patton a un certo punto disse a Eisenhower e ad altri:

 "So che saremo in una guerra, fredda o calda con l'Unione Sovietica, e siamo qui. Non torniamo agli Stati Uniti. Affrontiamoli militarmente per farli onorare i loro accordi, e se non abbiamo la forza lavoro, i mezzi...”

"... La Russia aveva 500 divisioni; Gli Alleati ne avevano circa 200... possiamo sempre utilizzare veterani dell'esercito tedesco".

Questo è quanto di più vicino alla follia abbia detto. È stata un'osservazione infelice, ma non ha detto che mentre Hitler era vivo, avremmo dovuto unirci ai nazisti per combattere Stalin.

 

VDH non riesce a notare che l'affermazione di Collum su Patton implica un guardare indietro nel tempo.

Secondo Collum, a quanto pare, Patton si sentiva così dopo la fine della guerra, e non mentre la Wehrmacht faceva piovere fuoco letale sulla sua amata Terza Armata.

 Quindi l'affermazione forse vera di VDH che Patton non ha mai detto cose così stravaganti "mentre Hitler era vivo" è un punto completamente inutile.

Sofismi, se volete.

 

Inoltre, va contro le prove che rivelano che Patton ha detto dopo la guerra che gli Stati Uniti avevano combattuto il nemico sbagliato.

 In caso contrario, allora Hanson deve fare i conti con le ricerche e le reminiscenze di “Anthony Cave Brown” nel suo lavoro del 1975” Bodyguard of Lies Volume II”, Phillip Coleman nel suo lavoro del 1987 Cannon Fodder: Growing up for Vietnam, e Betty South nel suo articolo del 1953 sulla Guardia Nazionale "We Called Him Uncle Georgie", che citano tutti come Patton abbia affermato che gli Stati Uniti avevano il nemico sbagliato fin dall'inizio.

 

Infine, perché l'osservazione è stata infelice?

 Perché ha messo il generale Eisenhower sulla sedia calda?

 Perché ha offerto il "mostro" Josef Stalin?

 Perché ha causato il licenziamento di Patton dal comando della Terza Armata? Ottant'anni dopo il fatto, sono davvero buone ragioni?

 Lo sono mai stati?

Sarebbe come definire "infelici" le affermazioni di Galileo sul moto planetario perché lo misero agli arresti domiciliari dal Papa.

L'unica buona ragione per considerare l'osservazione infelice di Patton oggi sarebbe se si sbagliassero.

E VDH deve ancora dimostrare che lo erano.

 

Sebbene Hanson non elenchi questo come uno dei tre punti principali di Collum, nel pezzo più lungo che ho collegato sopra affronta anche l'affermazione di Collum secondo cui l'attacco di Pearl Harbor fu una montatura.

Fondamentalmente, il presidente Roosevelt voleva entrare in guerra contro la Germania e fece tutto il possibile per provocare il Giappone militarista, alleato della Germania, ad attaccare le forze statunitensi che erano convenientemente posizionate a Pearl Harbor.

 Hanson rispetta questa posizione fino a un certo punto, ma non sembra rendersi conto che la rispetta abbastanza da convalidare Collum.

Così che Roosevelt ordinò nel maggio del 1940 all'ammiraglio Richardson, capo della Settima Flotta, di spostare la base di San Diego fino a Pearl Harbor.

 E lui ha detto: "Sto mettendo la mia testa in un cappio.

La Settima Flotta non è in grado di dissuadere la flotta imperiale giapponese nel Pacifico.

 Se mi metti in mezzo al nulla alle Hawaii, non avrò le infrastrutture, il supporto aereo che avrei a San Diego".

E lui continuava a lamentarsi e lo sollevarono.

Poi l'ammiraglio Kimmel prese il comando e fu sollevato dal comando.

Penso che 3 settimane dopo, lui fosse il capro espiatorio.

E da ciò nacque una cospirazione secondo cui Roosevelt stava facendo tutto il possibile per provocare i giapponesi con le sanzioni, mettendoci fuori molto vulnerabili in modo da essere attaccati.

Potrebbe esserci del vero in questo, ma l'idea che ci sia una grande storia non raccontata di Pearl Harbor non è vera.

 Sappiamo più o meno che Roosevelt voleva entrare in guerra prima o poi.

 Sentiva che l'Europa sarebbe caduta e sottovalutò la capacità dei giapponesi di danneggiare la Marina degli Stati Uniti, ma non aveva intenzione di attaccare Pearl Harbor.

 

Sembra una differenza senza differenza.

Come potrebbe esserci "un po' di verità" in questa cospirazione, ma non abbastanza per convalidare l'affermazione di Collum che "la storia di Pearl Harbor non è quella che ci viene raccontata?"

 Inoltre, se Roosevelt avesse davvero "sottovalutato la capacità dei giapponesi di danneggiare la Marina degli Stati Uniti", non sarebbe l'idea che egli abbia deliberatamente reso la flotta del Pacifico vulnerabile a un attacco da parte di un nemico non così dannoso?

 Sfortunatamente, Hanson non cita le prove scoperte da “Robert Stinnet”t nel suo lavoro del 1999 Il giorno dell'inganno che dimostra che Roosevelt voleva che il Giappone attaccasse Pearl Harbor.

Queste dimostrano e includono:

Il Memorandum McCollum in otto punti, scritto nell'ottobre 1940, che delinea la strategia impiegata dagli Stati Uniti durante i 14 mesi che precedettero l'attacco;

La sofisticazione della criptoanalisi statunitense, che aveva decifrato i codici giapponesi e rivelato che le forze statunitensi sapevano che l'attacco stava arrivando e non hanno fatto nulla per fermarlo;

Il fatto che Kimmel fosse stato tenuto all'oscuro di questa criptoanalisi;

Il mito del "silenzio radio" giapponese mentre le loro navi navigavano verso Pearl Harbor;

C'è anche tutta la segretezza sospetta che ancora circonda l'attacco di Pearl Harbor, come i registri e i messaggi crittografati che sono scomparsi dagli Archivi Nazionali.

Il punto più forte di Hanson arriva in risposta all'affermazione più debole di Collum:

che forse l'Olocausto ebraico non sarebbe accaduto se gli Stati Uniti si fossero schierati con la Germania.

Affermando questa affermazione in modo così delicato, sono sicuro che Collum sarebbe il primo a cambiare quel "forse" in un "forse no".

 Indipendentemente da ciò, Hanson approfondisce le atrocità antiebraiche tedesche che, a suo dire, iniziarono il giorno stesso dell'invasione della Polonia nel 1939, e poi suggerisce che l'Olocausto ebraico industrializzato sarebbe avvenuto in un modo o nell'altro.

 Forse è vero.

Il fatto che i tedeschi hanno ucciso un gran numero di ebrei durante la guerra – forse fino alla cifra massima di quattro milioni come citato da David Cole in questo articolo del Guardian del 2013 – non sarà contestato qui.

A quel tempo, gli ebrei dell'Europa orientale (o Ostjuden ) erano noti per il loro radicalismo di sinistra.

Qualsiasi ebreo catturato nel territorio nemico avrebbe avuto più probabilità di chiunque altro di causare problemi al Reich in quanto partigiano.

 E questo non dice nulla di tutte le atrocità che gli ebrei sovietici avevano commesso durante il periodo tra le due guerre, di cui i nazisti erano pienamente consapevoli e giustamente temevano.

 

Dal momento che i nazisti stavano in effetti combattendo il “Ragnarök” contro un nemico malvagio come i sovietici, così come contro gli ingannevoli negli Stati Uniti (secondo Stinnett) e in Inghilterra (secondo David Hoggan nella sua opera del 1961 La guerra forzata ), avevano poche ragioni per tenere gli ebrei in giro una volta che avevano messo le mani su di loro.

Crudele? Sì.

 E un buon numero di tedeschi ha esagerato con la crudeltà?

Sono sicuro che l'hanno fatto.

 Ma VDH ha il suo bel da fare, convincerci che Hitler meritava di essere il nemico dell'America più di Stalin, quando Stalin, con i suoi venti milioni di vittime, era stato peggio di Hitler per i russi. Secondo i numeri compilati da “Louis Rapoport” nella sua opera del 1990” La guerra di Stalin contro gli ebrei” , Stalin potrebbe anche avvicinarsi ai numeri di Hitler quando si trattava di uccidere gli ebrei .

 

Hanson inoltre non si addentra abbastanza nell'esperimento mentale di Collum.

Sì, è assurdo che Roosevelt e il suo sproporzionatamente ebraico Brain Trust si siano schierati con l'antisemita Hitler contro l'Unione Sovietica guidata in modo sproporzionato dagli ebrei.

Ma se, nel mondo Bizzarro, questo fosse accaduto, l'Asse a stelle e strisce avrebbe distrutto l'alleanza anglo-sovietica in meno di un anno.

In quanto tali, i tedeschi, ora dalla parte dei vincitori, avrebbero avuto meno motivi per commettere un atto così crudele e disperato come l'Olocausto ebraico e, cosa più importante, meno tempo.

Quindi Collum è su un terreno solido:

proporre che l'Olocausto ebraico come lo sa oggi non sarebbe accaduto se Roosevelt si fosse schierato con l'Asse, nonostante la presentazione di Hanson della violenta buona fede antisemita della Germania.

 

Soprattutto, Hanson trascura di riconoscere come lui stesso immola la propria argomentazione.

Nell'agosto del 1939, Stalin aveva ucciso venti milioni di persone in tempo di pace, mentre i nazisti ne avevano eliminato una frazione microscopica.

Inoltre, tutte le atrocità naziste si sono verificate in tempo di guerra, dopo che gli inglesi ei francesi avevano dichiarato la loro guerra.

Non è abbastanza per dimostrare che David Collum aveva ragione?

Se no, allora quale ragione poteva esserci per Roosevelt di vedere i nazisti come il nemico più meritevole?

 

Nonostante i migliori sforzi di Hanson, non ce n'è uno.

 Invece, nota sia astutamente che purtroppo un tema recente nel podcast di Tucker Carlson, che "gli ebrei sono al problema di tutte queste cose".

Victor Davis Hanson può sbagliare nella sua valutazione di David Collum, ma ha certamente ragione su questo.

 

 

 

Il "nuovo, violento sionismo" di Israele

come precursore della geopolitica imperiale

della sottomissione e dell'obbedienza.

Unz.com - Alastair Crooke – (1°settembre 2025) – ci dice:

Affinché un Leviatano funzioni, deve rimanere razionale e potente.

 

La strategia di Israele degli ultimi decenni continua a basarsi sulla speranza di ottenere una sorta di "de-radicalizzazione" trasformativa sia dei palestinesi che della regione, in senso lato – una de-radicalizzazione che renderà "Israele sicuro".

Questo è stato l'obiettivo del "Santo Graal" per i sionisti sin dalla fondazione di Israele.

La parola in codice per questa chimera oggi è "Accordi di Abramo".

 

“Roon Derimer”, ministro degli Affari strategici di Netanyahu, ex ambasciatore israeliano a Washington e principale "sussurratore" di Trump – scrive “Anna Barsky” in Ma'ariv (ebraico) il 24 agosto –

"vede la realtà con occhi freddi e politici. È convinto che un vero accordo [su Gaza] non sarà mai concluso con Hamas, ma [solo] con gli Stati Uniti.

 Ciò di cui c'è bisogno, dice Derimer, è l'adozione da parte degli americani dei principi di Israele:

gli stessi cinque punti che il gabinetto ha approvato:

disarmo di Hamas, restituzione di tutti gli ostaggi, completa smilitarizzazione di Gaza, controllo della sicurezza israeliana nella Striscia – e un governo civile alternativo che non sia Hamas e non l'Autorità Palestinese".

 

Dal punto di vista di Derimer, un accordo di rilascio parziale degli ostaggi – che Hamas ha accettato – sarebbe un disastro politico.

Al contrario, se Washington approva l'esito di Derimer – come un "piano americano" – Barsky deduce che Derimer suggerisce: " avremmo una situazione in cui tutti ne trarre beneficio".

 Inoltre, nella logica di Derimer, "la mera apertura di un accordo parziale dà ad Hamas una finestra di due o tre mesi, durante i quali può rafforzarsi e persino cercare di ottenere uno 'scenario finale' diverso da quello degli americani – uno che si adatti meglio a [Hamas]".

Questo, secondo Derimer, è lo scenario veramente pericoloso ", scrive “Barsky”.

 

Derimer ha insistito per anni sul fatto che Israele non può avere pace senza la preventiva "de-radicalizzazione trasformativa" di tutti i palestinesi. " Se lo facciamo bene ", dice Roon Derimer, " questo renderà Israele più forte – e anche gli Stati Uniti!"

 

Alcuni anni prima, quando a Derimer era stato chiesto quale fosse secondo lui la soluzione al conflitto palestinese. Ha risposto che sia la Cisgiordania che Gaza devono essere totalmente disarmate. Tuttavia, più importante del disarmo, era l'assoluta necessità che tutti i palestinesi fossero mutazionalmente "de-radicalizzati".

Quando gli fu chiesto di approfondire, Derimer indicò con approvazione l'esito della Seconda Guerra Mondiale: i tedeschi erano stati sconfitti, ma più significativamente, i giapponesi erano stati completamente "de-radicalizzati" e resi docili dalla fine della guerra:

 

"Il Giappone ha avuto forze statunitensi per 75 anni. Germania - Forze statunitensi per 75 anni. E se qualcuno pensa che fosse un accordo all'inizio, si sta prendendo in giro. È stato imposto, poi hanno capito che era un bene per loro. E nel tempo c'è stato un interesse reciproco a mantenerlo".

 

Trump è a conoscenza della tesi di Derimer, ma a quanto pare è Netanyahu che istintivamente esita, così Barsky scrive:

"Un accordo parziale [con Hamas] porterà quasi certamente alle dimissioni di Smotrich e Ben Gvir [dal governo]... Il governo cadrà a pezzi... Un accordo parziale significa la fine del governo di destra e destra... Netanyahu lo sa bene, ed è per questo che la sua esitazione è così difficile. Eppure, c'è un limite a quanto tempo si può tenere la corda a entrambe le estremità".

 

Trump sembra accettare la "tesi di Derimer":

 "Penso che vogliano morire, ed è molto, molto brutto,"ha detto Trump di Hamas prima di partire per il suo recente viaggio in Scozia nel fine settimana.

"Siamo arrivati a un punto in cui [cioè Israele] dovrà finire il lavoro".

 

Ma l'idea di derimer di avere la coscienza degli avversari segnata dalla sconfitta non riguardava solo Hamas. Si estendeva a tutti i palestinesi e alla regione nel suo complesso – e, naturalmente, all'Iran in particolare.

Gideon Levy scrive che dobbiamo ringraziare l'ex capo dell'intelligence militare, Aharon Haliva, per aver ammesso sul Canale 12:

 

"Abbiamo bisogno di un genocidio ogni pochi anni; l'assassinio del popolo palestinese è un atto legittimo, persino essenziale". Così parla un generale "moderato" delle IDF... uccidere 50.000 persone è "necessario"

Questa "necessità" non è più "razionale".

Si è trasformata in sete di sangue.

Benny Barbash, drammaturgo israeliano, racconta dei molti israeliani che incontra, anche alle manifestazioni a favore di un accordo tra ostaggi e prigionieri, che ammettono francamente:

"Senti, mi dispiace davvero dirtelo, ma i bambini che muoiono a Gaza non mi preoccupano affatto. Né la fame che c'è lì, o no. Non mi interessa proprio. Te lo dico chiaro e tondo: per quanto mi riguarda, possono morire tutti lì".

"Genocidio come eredità delle IDF, per il bene delle generazioni future"; "Per ogni [israeliano] il 7 ottobre, 50 palestinesi devono morire. Non importa ora, figli. Non parlo per vendetta; è un messaggio per le generazioni future. Non c'è niente da fare, hanno bisogno di una Nakba ogni tanto per sentirne il prezzo ", Gideon Levy cita sobriamente le parole del Generale Haliva.

 

Bisogna comprendere che questo rappresenta un profondo cambiamento nel nucleo del pensiero sionista (da Ben Gurion a Kahane).

Yossi Klein scrive (su Haaretz Hebrew ) che:

"Siamo effettivamente nella fase della barbarie, ma questa non è la fine del sionismo... [Questa barbarie] non ha ucciso il sionismo. Al contrario, lo ha reso rilevante. Il sionismo ha avuto varie versioni, ma nessuna assomigliava al nuovo, aggiornato, violento sionismo: il sionismo di Smotrich e Ben-Gvir...

 

"Il vecchio sionismo non è più rilevante. Ha fondato uno Stato e ne ha fatto rivivere il linguaggio. Non ha più obiettivi... Se chiedete a un sionista oggi qual è il suo sionismo, non saprebbe cosa rispondere. 'Sionismo' è diventata una parola vuota... Finché non è arrivato Meir Kahane. È arrivato con un sionismo aggiornato i cui obiettivi sono chiari: espellere gli arabi e insediare gli ebrei. Questo è un sionismo che non si nasconde dietro belle parole. 'Evacuazione volontaria' lo fa ridere. 'Trasferimento' lo incanta. È orgoglioso dell''apartheid'... Essere sionisti oggi significa essere Ben-Gvir. Essere non sionisti significa essere antisemiti. Un antisemita [oggi] è qualcuno che legge Haaretz...".

 

Smotrich ha dichiarato questa settimana che il popolo ebraico sta sperimentando 'fisicamente' " il processo di redenzione e il ritorno della presenza divina a Sion, mentre si impegna nella 'conquista della terra' ".

 

È questa corrente di pensiero apocalittico che si sta diffondendo nell'amministrazione Trump nelle sue varie forme:

sta trasformando la posizione etica dell'amministrazione in quella di "la guerra è guerra e deve essere assoluta".

 Qualsiasi cosa di meno deve essere vista come una mera presa di posizione morale.

(Questa è la comprensione talmudica che deriva dalla storia dello sterminio di Amalek (vedi Jonathan Muskat in Tempi di Israele )).

 

Possiamo quindi osservare la nuova tendenza di Washington a decapitare le leadership intransigenti (Yemen, Siria e Iran); il sostegno alla neutralizzazione politica di Hezbollah e degli sciiti in Libano; la normalizzazione dell'assassinio dei capi di stato recalcitranti (come era stato ipotizzato per l'Imam Kamenei); e il rovesciamento delle strutture statali (come previsto per l'Iran il 13 giugno).

 

La trasformazione di Israele in questo sionismo revisionista – e la sua presa su fazioni chiave del pensiero statunitense – è esattamente il motivo per cui la guerra tra Iran e Israele è ormai percepita come inevitabile.

 

La Guida Suprema dell'Iran ha espresso esplicitamente la sua comprensione delle implicazioni nel suo discorso pubblico di inizio settimana:

"Questa ostilità [americana] persiste da 45 anni, attraverso diverse amministrazioni, partiti e presidenti statunitensi. Sempre la stessa ostilità, sanzioni e minacce contro la Repubblica Islamica e il popolo iraniano. La domanda è: perché?".

"In passato, hanno nascosto la vera ragione dietro le etichette come terrorismo, diritti umani, diritti delle donne o democrazia.

 Se lo hanno dichiarato, lo hanno formulato in modo più educato, dicendo: "Vogliamo che il comportamento dell'Iran cambi".

 

"Ma l'uomo in carica oggi in America l'ha tradita. Ha rivelato il vero obiettivo: "Il nostro tutto conflitto con l'Iran, con il popolo iraniano, è perché l'Iran deve obbedire all'America". Questo è ciò che noi, la nazione iraniana, dobbiamo capire chiaramente. In altre parole: una potenza nel mondo si aspetta che l'Iran – con tutta la sua storia, dignità e la sua eredità di grande nazione – deve essere semplicemente sottomesso. Questa è la vera ragione di questa inimicizia".

 

"Coloro che sostengono:

"Perché non negoziare direttamente con l'America per risolvere i vostri problemi?" guardano anche solo alla superficie.

Non è questo il vero problema. Il vero problema è che gli Stati Uniti vogliono che l'Iran sia obbediente ai suoi comandi.

 Il popolo iraniano è profondamente offeso da un insulto così grande, e si opporrà con tutte le sue forze a chiunque nutra una storia falsa su aspettativa di lui.

 il vero obiettivo degli Stati Uniti è la sottomissione dell'Iran.

 Gli iraniani non accetteranno mai questo 'grande insulto'".

 

Anche l'ex generale di divisione (Res.) dell'Ombudsman delle IDF, Itzhak Brik, ha avvertito che la leadership politica israeliana sta "mettendo a repentaglio l'esistenza stessa di Israele":

 

"Vogliono ottenere tutto attraverso la pressione militare, ma alla fine non otterranno nulla. Hanno messo Israele sull'orlo di due situazioni impossibili: lo scoppio di una guerra vera e propria in Medio Oriente e, in secondo luogo, la continuazione della guerra di logoramento. In entrambe le situazioni, Israele non sarà in grado di sopravvivere a lungo".

Pertanto, mentre il sionismo si trasforma in quella che Yossi Klein ha definito "barbarie in fase avanzata", sorge spontanea la domanda:

la "guerra senza limiti" potrebbe funzionare, nonostante il profondo scetticismo di Hude e Brik?

Potrebbe un tale "terrore" israeliano imporre al Medio Oriente una resa incondizionata " che gli permetterebbe di cambiare profondamente, militarmente, politicamente e culturalmente, e di trasformarsi in satelliti israeliani all'interno di una Pax Americana complessiva?"

 

La chiara risposta che il dottor Hude dà nel suo libro “Philosophie de la Guerre” è che la guerra senza limiti non può essere la soluzione, perché non può fornire una "deterrenza" o una de-radicalizzazione duratura:

 

"Al contrario, è la causa più certa della guerra. Smettendo di essere razionale, disprezzando gli avversari che sono più razionali di lui, suscitando avversari che sono ancora meno razionali di lui, il Leviatano cadrà; e anche prima della sua caduta, nessuna sicurezza è assicurata".

Anche Hude identifica questa estrema "volontà di potenza" senza limiti come necessariamente contenente la psiche dell'autodistruzione al suo interno.

Affinché un Leviatano funzioni, deve rimanere razionale e potente. Smettendo di essere razionale, disprezzando gli avversari che sono più razionali e facendo arrabbiare gli avversari che sono meno razionali di quanto non sia sé stesso, il Leviatano deve allora cadere – e cadrà.

 

Questo è precisamente il motivo per cui l'Iran, anche ora, sa che deve prepararsi per la Grande Guerra mentre il Leviatano "sorge".

E così deve fare anche la Russia, perché è una sola guerra perseguita contro i recalcitranti del nuovo ordine americano.

 

 

 

 

Come impedire a Israele

di affamare Gaza.

 Unz.com - Jeffrey D. Sachs e Tariffe Sybil – (2 settembre 2025) – ci dice<:

 

I Palestinesi sfollati a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza, sono in fila per ricevere il cibo fornito da organizzazioni caritatevoli.

Israele, con la complicità degli Stati Uniti, sta commettendo un genocidio a Gaza attraverso la fame di massa della popolazione, nonché omicidi di massa diretti e la distruzione fisica delle infrastrutture di Gaza.

 Israele fa il lavoro sporco.

 Il governo degli Stati Uniti lo finanzia e fornisce copertura diplomatica attraverso il suo veto ONU.

Palantir, tramite " Lavendar ", fornisce l'intelligenza artificiale per un efficiente omicidio di massa.

Microsoft, tramite i servizi cloud di Azure, e Google e Amazon tramite l'iniziativa " Nimbus ", forniscono l'infrastruttura tecnologica di base per l'esercito israeliano.

 

Questo segna i crimini di guerra del XXI secolo come un partenariato pubblico-privato tra Israele e Stati Uniti.

 La carestia di massa da parte di Israele nei confronti della popolazione di Gaza è stata confermata dalle Nazioni Unite, da Amnesty International, dalla Croce Rossa, da Save the Children e da molti altri.

Il Consiglio norvegese per i rifugiati, insieme a 100 organizzazioni, ha chiesto la fine dell'uso militare degli aiuti alimentari da parte di Israele.

 Questa è la prima volta che la carestia di massa è stata ufficialmente confermata in Medio Oriente.

 

La portata della carestia è sconcertante.

Israele sta sistematicamente privando di cibo oltre 2 milioni di persone.

Oltre mezzo milione di palestinesi affrontano una fame catastrofica e almeno 132.000 bambini sotto i cinque anni rischiano di morire per malnutrizione acuta.

 La portata dell'orrore è ampiamente documentata da “Haaretz” in un recente articolo intitolato "La fame è ovunque".

 Coloro che riescono in qualche modo ad accedere ai siti di distribuzione alimentare vengono sistematicamente presi di mira dall'esercito israeliano.

Come ha recentemente spiegato un ex ambasciatore statunitense in Israele, l'intenzione di affamare la popolazione è stata presente fin dall'inizio.

Il Ministro del Patrimonio israeliano “Amichai Eliyahu” ha recentemente dichiarato: "Non esiste nazione che sfami i propri nemici".

Il Ministro “Bezalel Smotrich” ha recentemente affermato:

"Chi non evacua, non lasciatelo andare. Niente acqua, niente elettricità; possono morire di fame o arrendersi. Questo è ciò che vogliamo".

 

Eppure, nonostante queste lampanti dichiarazioni di genocidio, i rappresentanti degli Stati Uniti all'ONU negano ripetutamente i fatti e coprono i crimini di guerra di Israele.

Solo gli Stati Uniti hanno posto il veto all'ammissione della Palestina all'ONU nel 2024.

Ora negano i visti ai leader palestinesi per partecipare alle Nazioni Unite a settembre, un'ennesima violazione del diritto internazionale.

 

Gli Stati Uniti hanno usato il loro potere, e in particolare il loro diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per favorire il genocidio israeliano dei palestinesi e bloccare persino le più elementari risposte umanitarie.

 Il mondo è sgomento, ma sembra paralizzato di fronte alla macchina omicida israelo-americana.

Eppure il mondo può agire, anche di fronte all'intransigenza statunitense.

 Gli Stati Uniti resteranno nudi e soli nella loro criminale complicità con Israele.

 

Siamo chiari. La voce schiacciante dell'umanità è dalla parte del popolo palestinese.

Lo scorso dicembre, 172 paesi, con oltre il 90% della popolazione mondiale, hanno votato a sostegno del diritto all'autodeterminazione della Palestina.

Israele e gli Stati Uniti sono rimasti sostanzialmente isolati nella loro opposizione. Altrettante schiaccianti maggioranze si sono ripetutamente espresse a favore della Palestina e contro le azioni di Israele.

 

Il governo criminale di Israele ora conta esclusivamente sul sostegno degli Stati Uniti, ma anche questo potrebbe non essere lì a lungo.

Nonostante l'intransigenza di Trump e i tentativi del governo degli Stati Uniti di soffocare le voci filo-palestinesi, il 58% degli americani vuole che l'ONU riconosca lo Stato di Palestina, rispetto a solo il 33% che non lo fa.

Inoltre, il60% degli americani si oppone alle azioni di Israele a Gaza.

 

Ecco alcuni passi pratici che il mondo può intraprendere.

In primo luogo, la Turchia ha intrapreso la giusta strada interrompendo tutti i collegamenti economici, commerciali, marittimi e aerei con Israele.

 Israele è attualmente uno stato canaglia e la Turchia ha ragione a trattarlo come tale finché non avrà fine la carestia di massa provocata da Israele e finché non sarà ammesso alle Nazioni Unite come 194° membro uno Stato di Palestina, con i confini del 4 giugno 1967.

Altri stati dovrebbero seguire immediatamente l'esempio della Turchia.

In secondo luogo, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite che non l'hanno ancora fatto dovrebbero riconoscere lo Stato di Palestina.

 Finora, 147 Paesi hanno riconosciuto la Palestina.

Decine di altri Paesi dovrebbero farlo al Vertice ONU sulla Palestina del 22 settembre, nonostante le forti obiezioni degli Stati Uniti.

In terzo luogo, i paesi arabi firmatari degli Accordi di Abramo, ovvero Bahrein, Marocco, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, dovrebbero sospendere le relazioni diplomatiche con Israele finché non finirà l'assedio di Gaza e lo Stato di Palestina non sarà ammesso all'ONU.

 

In quarto luogo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con un voto dei due terzi dei presenti e votanti, dovrebbe sospendere Israele dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite finché non toglierà il suo sanguinoso assedio a Gaza, sulla base del precedente della sospensione del Sudafrica durante il suo regime di apartheid.

Gli Stati Uniti non hanno diritto di veto nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

 

In quinto luogo, gli stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero interrompere l'esportazione di tutti i servizi tecnologici che supportano la guerra, fino alla fine dell'assedio di Gaza e all'approvazione dell'adesione della Palestina alle Nazioni Unite da parte del Consiglio di Sicurezza.

 Le aziende di beni di consumo come Amazon e Microsoft che persistono nel sostenere le Forze di Difesa Israeliane nel contesto di un genocidio dovrebbero affrontare l'ira dei consumatori di tutto il mondo.

Settimo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe inviare una Forza di Protezione delle Nazioni Unite a Gaza e in Cisgiordania.

 In genere, sarebbe il Consiglio di Sicurezza dell'ONU a dare mandato a una forza di protezione, ma in questo caso, gli Stati Uniti bloccheranno il Consiglio di Sicurezza con il loro veto.

C'è un altro modo.

 

Secondo il meccanismo "Uniting for Peace", quando il Consiglio di Sicurezza è in una situazione di stallo, l'autorità di agire passa all'Assemblea Generale.

Dopo una sessione del Consiglio di Sicurezza e il quasi inevitabile veto degli Stati Uniti, la questione sarebbe stata portata davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite in una decima sessione speciale di emergenza sul conflitto israelo-palestinese.

Lì, l'Assemblea Generale può, con una maggioranza di due terzi non soggetta al veto degli Stati Uniti, autorizzare una forza di protezione in risposta a una richiesta urgente dello Stato di Palestina.

C'è un precedente:

nel 1956, l'Assemblea Generale autorizzò la Forza di Emergenza delle Nazioni Unite (UNEF)ad entrare in Egitto e proteggerlo dall'invasione in corso da parte di Israele, Francia e Regno Unito.

 

Su invito della Palestina, la forza di protezione entrerebbe a Gaza per garantire aiuti umanitari d'emergenza alla popolazione affamata.

Se Israele dovesse attaccare la forza di protezione delle Nazioni Unite, questa sarebbe autorizzata a difendere sé stessa e gli abitanti di Gaza.

 Resta da vedere se Israele e gli Stati Uniti oseranno combattere una forza sotto mandato dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per proteggere gli abitanti di Gaza affamati.

 

Israele ha oltrepassato il limite più netto, sconfinando nei crimini più oscuri:

 far morire di fame i civili e sparargli mentre si mettevano in fila, emaciati, per procurarsi del cibo.

 Non c'è più limite da oltrepassare, né tempo da perdere.

 La famiglia delle nazioni è messa alla prova e chiamata all'azione come non accadeva da decenni.

 

 

 

Sostengo l'India ora. Sono all-in.

Ho iniziato a cagare per strada

per mostrare solidarietà.

 Unz.com -Andrew Anglin – (3 settembre 2025) – ci dice:

 

Una volta, in Thailandia, molti anni fa, ascoltavo una giovane donna lamentarsi dei cinesi.

Provavo una certa simpatia per le sue lamentele, dato che i turisti cinesi possono essere invadenti.

In generale, spendono così tanti soldi che non è giusto lamentarsi.

 E il punto è che la Cina si è sviluppata così rapidamente che il trentenne medio ha genitori cresciuti in una risaia.

Quindi hanno una mentalità rurale, diversa dalla cultura più raffinata della Thailandia, che privilegia la cortesia e un complesso sistema di decoro sociale.

Anche americani e inglesi possono apparire leggermente barbari agli occhi dei thailandesi o di altri popoli indocinesi, ma i bianchi riescono in qualche modo ad assimilare il concetto di decoro asiatico, proprio perché sono razzialmente diversi.

Un cinese che guarda un thailandese vede qualcuno geneticamente simile a lui (la Thailandia è stata colonizzata dai cinesi del sud) e si sente come se si trovasse nella Cina rurale quando si trova in Thailandia.

 

I thailandesi si lamentano del fatto che i cinesi parlano troppo forte, sputano in casa e lanciano mozziconi di sigaretta in luoghi inappropriati. È solo un comportamento rurale.

 Ovviamente, tutti amano i singaporiani, che sono tra le persone più gentili e raffinate del mondo (se non le più educate e culturalmente consapevoli), e i singaporiani sono cinesi Han.

Inoltre, si trova una culturalizzazione di tipo singaporiano nel centro di Shanghai, Hong Kong, Taipei e in altre aree metropolitane Han, dove la gente ha vissuto una vita urbana colta per generazioni.

 Quindi non è sicuramente una questione etnica o una questione etnico-culturale in generale, ma specificamente una questione rurale, con persone che non si sono completamente acclimatate alle norme sociali urbane asiatiche che hanno i soldi per andare in vacanza in Thailandia.

 

Sono un cinofilo e ho tentato di spiegarlo alla ragazza con un certo successo.

Ho aggiunto che la maggior parte dei gruppi asiatici si odiano a vicenda, ma che dovrebbero cercare di trovare aspetti positivi nella cultura cinese ed essere amichevoli con loro, perché stanno portando denaro che contribuisce davvero allo sviluppo della Thailandia.

 

Così irritato dalla parola "odio", ho detto:

 "Non odio nessuno, trovo solo alcuni comportamenti maleducati e vorrei che cercassero di capire meglio la nostra cultura quando sono qui".

Facendo riferimento a una discussione precedente, ho risposto: "Beh, hai detto che odi gli indiani".

 

E lei ha detto:

"E il Pakistan. Li odio tutti e penso che una bomba gigantesca dovrebbe distruggerli tutti.

 Hai detto che stavamo parlando degli asiatici.

Non odio nessun asiatico, siamo tutti simili, ma odio tutta l'India e il Pakistan e penso che dovrebbero morire tutti".

 

Questa non è una visione minoritaria in Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Malesia o Indonesia.

È più estrema in Birmania, dove confina con il Bangladesh e con cui ha un conflitto in corso da decenni.

Questo non ha molto a che fare con il turismo o il lavoro all'estero, dato che i popoli del subcontinente non lo fanno molto nel Sud-est asiatico.

 È molto più influenzato dal fatto che sarebbe molto difficile trovare una sola persona in uno di questi paesi che non conosca qualcuno che è stato truffato da un indiano.

 

Sarebbe anche difficile trovare un americano che non sia stato preso di mira da una truffa proveniente dall'India, ma a parte gli anziani, la maggior parte degli occidentali proviene da una società in cui la fiducia è molto più bassa, ed è quindi molto più protetta dalle truffe.

 Ma tutti sentiamo le storie dell'orrore di anziani a cui viene rubata l'identità e svuotato il conto in banca, o di adolescenti che si suicidano perché una "donna" con una foto del profilo attraente ha chiesto loro di masturbarsi davanti alla telecamera per loro e poi ha minacciato di dirlo ai loro genitori e a tutti i loro compagni di classe se non avessero pagato.

 

Negli Stati Uniti, un anziano su cinque è stato truffato, con un guadagno annuo di quasi 40 miliardi di dollari per i truffatori, che sono praticamente tutti indiani.

La "sextortion" dei ragazzi adolescenti è più difficile da tracciare, perché per lo stesso motivo per cui i ragazzi non vogliono che i video vengano pubblicati, non vogliono ammettere di essere stati truffati in questo modo.

(Nota: le vittime di sextortion includono anche alcune ragazze, anche se una percentuale molto più bassa, probabilmente sia perché le ragazze sono leggermente più esigenti su chi inviano nudi, sia meno infastidite dalla prospettiva che trapelano.)

 

Gli americani sono così sensibili alle accuse di "razzismo" che non possiamo nemmeno parlare del fatto che la stragrande maggioranza di queste truffe proviene dall'India.

Naturalmente, i media decidono cos'è il "razzismo" e verso chi è permesso essere razzisti, ed è interessante notare che i media non esitano a indicare l'etnia cinese come il più grande gruppo coinvolto nello spionaggio aziendale.

La Silicon Valley è impegnata in uno” screening aggressivo” non solo dei cittadini cinesi, ma anche dei cinesi di etnia cinese nati in America o in un Paese terzo.

Questa iniziativa è stata ufficialmente approvata dal Dipartimento di Stato, anche se, dopo diverse cause legali, è attualmente un po' meno ufficiale.

Ufficiale o meno, se si è visibilmente cinesi, è praticamente impossibile essere assunti come nuovi assunti nella Silicon Valley quest'anno (anche altri asiatici orientali con scarsi rapporti con i cinesi vengono profilati a causa delle loro caratteristiche fisiche).

 

Nel 2023, l'allora signore dell'FBI “Christopher Wray” ha tenuto un incontro con i suoi satrapi "Five Eyes" per avvertire della minaccia tecnologica cinese e ha effettivamente istruito le aziende tecnologiche e le università a non assumere cinesi.

In tante parole.

 

Non so voi, ma il fatto che mia nonna venga truffata dagli indiani e non si faccia pagare la previdenza sociale mi infastidisce molto di più del fatto che “Sam Altman” si faccia prendere in prestito dai cinesi il suo algoritmo di intelligenza artificiale (che fin dall'inizio era stato promesso come open source).

Parte del problema qui è che il governo si preoccupa molto di più del predominio tecnologico globale di quanto non faccia tua nonna o il tuo figlio adolescente eccitato, ma è anche una questione di geopolitica, dove la Cina è vista come un nemico e l'India no.

Sebbene lo spionaggio sia sicuramente più importante per il governo della pensione della nonna, gli Stati Uniti sono infastiditi solo da alcune spie.

Mentre l'India probabilmente non pratica spionaggio o spionaggio industriale su larga scala, semplicemente perché la sua industria tecnologica nazionale non è abbastanza avanzata da essere rilevante per loro, gli israeliani rubano la tecnologia e spiano gli americani impunemente, e non ci sono mai riunioni a riguardo, per non parlare di appelli alle aziende che si occupano di tecnologie sensibili affinché smettano di assumere ebrei.

 Tuttavia, vent'anni fa, quando l'Olocausto non era ancora così fresco nella mente di tutti, Israele lo inserì in un rapporto dell'FBI sull'industria, che affermava:

"Israele ha un programma attivo per raccogliere informazioni riservate all'interno degli Stati Uniti.

 Queste attività di raccolta sono principalmente volte a ottenere informazioni su sistemi militari e applicazioni informatiche avanzate che possono essere utilizzate nella considerevole industria degli armamenti israeliana".

Ma voglio dire, nel 2019, degli ebrei furono sorpresi a installare dispositivi di spionaggio fuori dalla Casa Bianca, e la "comunità dell'intelligence" statunitense lo considerava un non-problema.

Non c'è stata alcuna convocazione dell'ambasciatore.

 Ciò che rende la situazione ancora più scandalosa è che le aziende israeliane coinvolte nel furto di tecnologia statunitense sono state sorprese a venderne una parte alla Cina (e questo nonostante il fatto che la Cina potrebbe a sua volta vendere la tecnologia all'Iran).

Ma questo è consentito, a causa dell'Olocausto.

(Si veda "Schindler List" per maggiori informazioni sul motivo per cui agli ebrei è permesso operare impunemente all'interno degli Stati Uniti).

 

L'India era un "baluardo contro la Cina."

La Cina è sicuramente sulla lista dei nemici, proprio come i russi.

 E mentre il loro status non è neanche lontanamente vicino alla totale impunità degli ebrei, l'India ha avuto uno status privilegiato per decenni a causa delle affermazioni che sono un "baluardo contro la Cina".

 

Vale la pena notare che esiste un equivoco piuttosto diffuso sulla storia di India e Cina.

Molti credono, per varie ragioni, che il conflitto tra Cina e India sia una sorta di antica norma, simile all'ostilità tra Cina e Giappone.

Tuttavia, non c'è nulla di vero in questo.

Infatti, risalendo a oltre 2.000 anni fa, c'era stata un'intensa cooperazione culturale, religiosa ed economica tra Cina e India.

 L'India ha svolto un ruolo chiave nel trasporto dei prodotti cinesi verso il Medio Oriente e l'Europa.

(Nel tentativo di approfondire la questione di recente, ho trovato molto utile " Buddismo, diplomazia e commercio: il riallineamento delle relazioni India-Cina, 600-1400 " di “Tansen Sen”, anche se per chi non è interessato ai libri, una rapida occhiata a Wikipedia può essere d'aiuto.)

 

Quindi, potreste pensare che ci siano state delle ricadute durante il periodo coloniale o durante la rivoluzione comunista in Cina.

In realtà, vi sbagliereste.

Le relazioni tra India e Cina, pacifiche per migliaia di anni, non si deteriorarono fino al 1959, quando l'India decise di ospitare il leader di una setta satanica, schiavista, cannibale e terrorista "Dalai Lama".

A causa dell'estrema volgarità di ospitare un demone così incredibile, le tensioni si inasprirono drasticamente.

Ciò portò a conflitti di confine in territori che non erano mai stati considerati contesi prima, e al primo conflitto militare in assoluto tra i due stati nel 1962.

 

Non è chiaro perché l'India abbia deciso di dare rifugio a questo terrorista.

Personalmente, presumo che sia dovuto a un'alleanza con gli Stati Uniti, anche se, per essere chiari, si tratta di un'"intuizione" personale, dato che non ho mai trovato traccia di ciò.

Gli Stati Uniti hanno effettivamente fatto arrivare a lui e ai suoi banditi cannibali satanici un sacco di soldi.

 

Per essere chiari, il "Dalai Lama" non è un "buddista" più di quanto un "sionista cristiano" sia un "cristiano".

 Il buddismo tibetano, come il sionismo cristiano, è una setta satanica.

 Gli occultisti europei di fine XIX e inizio XX secolo si recarono in Tibet e integrarono le informazioni raccolte nei loro sistemi mistici e satanici. Persino “Aliester Crowley “era ossessionato dal Tibet.

 Questa è una storia per un'altra volta, ma i mali dei tibetani erano ben documentati ben prima della rivoluzione cinese e non sono certo propaganda "comunista cinese".

 (Keyu Jin, autore di The New China Playbook: Beyond Socialism and Capitalism , un libro che cerca di spiegare la Cina agli occidentali, afferma che quando gli americani pensano alla Cina pensano alle "3 T": Tibet, Taiwan e Tiananmen, tutte bufale. E sì, sto facendo notare che non lavorare sul sito per 10 ore al giorno mi ha dato il tempo di leggere un sacco di libri.)

 La fallita rivolta del Dalai Lama era contraria alle richieste di Pechino di porre fine alla schiavitù.

Questo significa che una ragione "umanitaria" per ospitarlo è assurda. Indipendentemente dal ragionamento alla base della decisione di ospitare questo demone, ha causato una spirale di relazioni tra India e Cina che sono poi confluite nella politica della Guerra Fredda.

 

La fine dei 3.000 anni di relazioni amichevoli dell'India con la Cina segnò l'inizio di quelle con gli Stati Uniti.

I rapporti tra Stati Uniti e Cina si attenuarono negli anni '70, il cui inizio fu in realtà un campionato di ping-pong, ma il simbolo più iconico di questo allentamento fu la visita di Richard Nixon nel 1972, durante la quale incontrò il presidente Mao.

Mao morì quattro anni dopo e Deng Xiaoping prese il potere, portando un decennio di cooperazione, dato che nessuno dei due andava particolarmente d'accordo con l'URSS.

 

Tuttavia, questa cooperazione è stata perseguitata dalla paranoia degli Stati Uniti, che hanno insistito per mantenere il controllo di Taiwan, nonostante il fatto che abbiano firmato l'accordo "una sola Cina", riconoscendo che la RPC è l'unico governo della Cina, che include Taiwan.

Hanno anche continuato a ostacolare le relazioni tra Cina e India durante questo periodo, ponendo condizioni all'"assistenza allo sviluppo", agli aiuti esteri, per esempio, e, naturalmente, diffondendo la propaganda anti-cinese in tutti i media indiani.

 

La maggior parte dei "top thinker" americani, come “Zbigniew Brzezinski”, credevano che la Cina sarebbe diventata una democrazia liberale man mano che diventavano più ricchi.

L'idea, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino e la disintegrazione dell'URSS, con tutte queste sciocchezze sulla "fine della storia", era che le nazioni più ricche adottassero naturalmente il liberalismo sociale e che il liberalismo sociale fosse incompatibile con qualsiasi sistema politico diverso dalla democrazia liberale.

 Ancora nel 1998, Zbig sosteneva che "entro un decennio" il PCC non sarebbe più stato l'unico organo di governo della Cina.

 

Nel frattempo, “Samuel Huntington”, professore di Harvard che ha prestato servizio nell'amministrazione Carter insieme a “Zbig” e autore di " The Clash of Civilizations and the Remaking of World Order ", sosteneva che alcune culture tradizionali potessero mantenere il conservatorismo sociale e quindi politico anche dopo lo sviluppo tecnologico e la liberalizzazione economica.

Elencò la Cina come una di queste civiltà.

Certamente vinse quel dibattito, poiché quando Obama entrò in carica (eletto lo stesso anno in cui “Zbig” predisse che la Cina avrebbe abbracciato la democrazia), gli Stati Uniti avevano accettato che la Cina non sarebbe diventata spontaneamente una democrazia e avevano sviluppato una strategia di "Pivot to Asia" per usare la forza militare e trasformare la Cina in una democrazia liberale.

 

Parte del piano era quello di puntare molto sulle relazioni con l'India, insieme a Filippine, Giappone e "Corea del Sud", perché avevano bisogno di quanti più baluardi possibili contro il loro ex baluardo contro l'URSS.

 (La politica estera degli Stati Uniti è fortemente orientata ai baluardi, il che, in parole povere, significa che mettono costantemente i paesi l'uno contro l'altro per impedire alleanze che potrebbero mettere in discussione la loro egemonia.)

Molti eminenti accademici, tra cui “John Mearsheimer”, chiedevano che la Russia fungesse da baluardo contro la Cina, ma gli Stati Uniti hanno sempre odiato la Russia.

Durante le sue elezioni del 2012 contro Mitt Romney, Obama ha criticato aspramente il vecchio e malvagio buffone in mutande per l'antagonismo di Romney nei confronti della Russia.

Forse ricorderete che disse "gli anni '80 hanno chiamato e vogliono indietro la loro politica estera". (Obama è sempre stato molto attento alla cultura giovanile, sapete.)

Due anni dopo, il Dipartimento di Stato di Obama stava organizzando un colpo di Stato in Ucraina.

 (Anche se, per essere onesti, durante la sua "intervista di fine mandato" con il terrorista ebreo e direttore dell'Atlantic” Monthly Jeffrey Goldberg”, Obama ha detto di non sostenere un'ulteriore escalation con la Russia sulla questione dell'Ucraina.

Inoltre, per essere onesti, Goldberg è il mio terrorista ebreo preferito perché mi ha messo sulla copertina della sua rivista e facevo davvero bella figura.

 Inoltre, per essere chiari, è letteralmente un terrorista ebreo che a vent'anni è andato in Israele per lavorare in un campo di concentramento e torturare gli ostaggi.)

 

L'India, con una popolazione enorme e un'economia sufficientemente avanzata da assorbire gran parte della produzione precedentemente svolta in Cina, è stata un "baluardo" fondamentale nell'attuale panorama di ostilità nei confronti della Cina.

 

Ma poi “Lindsey Graham” ha detto a Trump che doveva essere un grande macho duro e opporsi a Vladimir Putin per qualche motivo che nessuno si è mai preso la briga di spiegare, e Trump ha colpito l'India con una tariffa del 50% perché si è rifiutata di smettere di comprare petrolio russo.

 

Ovviamente questa non è una cosa permanente.

Anche se l'India continua a rifiutarsi di prendere il posto di Donald Trump e della sua amica Lindsey per quanto riguarda la sua politica energetica, non manterrà una tariffa del 50%.

Tuttavia, questo ha completamente inasprito l'India nei confronti degli Stati Uniti, risvegliando un sentimento ultranazionalista.

 Anche se i dazi venissero revocati domani, il danno arrecato alle relazioni USA-India sarà permanente.

 

Guardo i notiziari indiani.

Innanzitutto, per qualche motivo sono in inglese.

In secondo luogo, i talk show sono totalmente folli.

 Non ci sono barriere di sicurezza.

 È come il programma “YouTube” di “Piers Morgan”, ma ancora più selvaggio.

Accettano qualsiasi idea.

A volte coinvolgono anche i pakistani e fanno litigi più accesi di qualsiasi cosa abbia mai visto nel programma di Piers. Inoltre, mi piace masturbarmi con alcuni dei conduttori.

 

In base al 100% delle notizie che ho visto, l'India è ora completamente unita contro l'America.

Gravemente.

Queste persone sono davvero, davvero arrabbiate.

 Stanno dicendo "Abbiamo fatto tutto quello che volevate che facessimo per decenni, come farete a farci questo?".

È visto, universalmente, come un attacco alla sovranità indiana e, a differenza dei bianchi, gli indiani hanno ancora un senso di orgoglio e dignità e si offendono profondamente per essere stati intimiditi in questo modo.

Quello che sentono dire da Donald Trump è "noi decidiamo con chi fate affari".

Dato che la storia coloniale è una parte così importante della mitologia nazionale, sembra che qualche consigliere avrebbe dovuto capire che la risposta a questo sarebbe stata estrema.

 

Non credo che l'India diventerà uno stato nemico domani, ma questa strana cosa che Trump ha fatto sarà ricordata per i decenni a venire, e sta già facendo muovere il paese verso la Cina, come abbiamo visto questa settimana.

 

I "dazi" sono solo una nuova forma di sanzioni.

 

Gli Stati Uniti avevano incoraggiato l'India ad impegnarsi in schermaglie di confine con la Cina, e nel 2020 ce n'è stata una particolarmente letale.

A causa di ciò, e delle conseguenze che ne sono derivate, le recenti relazioni dell'India con la Cina sono state particolarmente fredde, che è esattamente ciò che gli Stati Uniti volevano.

Tuttavia, il primo ministro indiano Modi è ora in Cina per la prima volta in sette anni.

E non si tratta di un viaggio qualsiasi, ma di un viaggio per incontrare l'”Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai” (SCO), un partenariato per la sicurezza che Russia e Cina immaginano come contrappeso alla NATO.

 

L'India è membro della SCO dal 2017, ma ha anche mantenuto la cooperazione militare con gli Stati Uniti, che è stato uno dei maggiori ostacoli che hanno impedito all'organizzazione di formare un blocco coeso per resistere alla NATO.

Sebbene il patto di mutua difesa – "un attacco a uno è un attacco a tutti" – che i membri della NATO accettino sia senza precedenti, esplicitamente una reliquia della Guerra Fredda, e non qualcosa a cui la SCO probabilmente si impegnerebbe mai, è possibile che si possano fare accordi per cooperare esclusivamente militarmente l'uno con l'altro, il che significherebbe che l'India porrebbe fine alla sua cooperazione con l'esercito statunitense.

 

L'amministrazione di Joe Biden era considerata completamente fuori controllo, con le sue azioni senza precedenti contro la Russia, che l'ha esclusa dal sistema bancario globale per un'insignificante scaramuccia di confine, insieme alle provocazioni e alle minacce contro la Cina, il tutto culminato nel sostegno incondizionato al genocidio israeliano a Gaza, che minaccia di gettare l'intera regione in una guerra di proporzioni enormi.

I paesi aspettavano di vedere se Trump avrebbe ripristinato un minimo di buon senso, come sosteneva di voler fare, e invece ha esagerato, rendendo la situazione ancora più estrema di quanto non fosse sotto Biden.

 

Le sanzioni alla Russia hanno dimostrato che non ci si poteva fidare degli Stati Uniti per il mantenimento del sistema finanziario globale, perché se decidessero di non piacervi, potrebbero semplicemente estromettervi dal commercio internazionale.

Ruberebbero le vostre riserve in dollari.

Tenterebbero di mandare in bancarotta la vostra economia, si darebbero alla pirateria, espropriando la proprietà privata dei vostri cittadini senza alcun tipo di procedura.

 Questo è molto più minaccioso della prospettiva di una guerra.

 Se Trump fosse intervenuto fin dal primo giorno e avesse semplicemente permesso alla Russia di rientrare in SWIFT, avrebbe potuto continuare la guerra e avrebbe attenuato gran parte dei danni. Invece sta applicando "sanzioni secondarie" attraverso questa faccenda dei "dazi".

 

Ora è chiaro che i dazi non si sono rifiutati al tentativo di rilocalizzare la produzione statunitense.

Questo è solo uno stratagemma.

È anche uno stratagemma stupido, perché l'idea che si possano semplicemente "spostare" le fabbriche come si farebbe con un container e poi in qualche modo formare un personale è completamente assurda.

 

 Durante Trump 1, quando ha iniziato a tassare la Cina apparentemente con la stessa premessa di queste tariffe attuali, la Cina ha iniziato a spostare le proprie fabbriche in Vietnam, Cambogia, Thailandia, ecc.

Hanno portato le loro squadre per costruire gli edifici, e poi le loro persone per formare il personale locale.

 In alcune situazioni, non si sono nemmeno preoccupati di formare il locale personale e hanno semplicemente spostato gli operai cinesi nella nuova fabbrica, il paese meno tassato.

 

Il "reshoring" è un sogno irrealizzabile.

È molto più costoso da produrre in America.

 In parte si tratta di salari, ma con l'aumento dei salari in Cina e altrove mentre quelli degli Stati Uniti sono diminuiti, ha molto più a che fare con il folle contesto normativo in America che è così anti-business.

Sicuramente, se i dazi sono abbastanza alti, è ancora più economico trasferirsi in America, ma chi lo farà quando Trump non si atterrà nemmeno alle sue politiche per più di qualche giorno o settimana, e anche se Trump ha stabilito una politica dura, viviamo in una democrazia in cui non c'è stabilità politica e il prossimo tizio potrebbe e probabilmente mostrerà tutti questi dazi.

 

I dazi sono solitamente presentati dai critici come una tassa sugli americani.

Oggettivamente, sono una tassa sugli americani, anche se danneggiano anche gli esportatori stranieri.

Ma credo che la vera rivelazione, resa molto evidente dalla situazione indiana, sia che questi dazi siano un nuovo tipo di sanzioni.

Lindsey Graham chiedeva "sanzioni secondarie" all'India per l'acquisto di petrolio russo, e Trump ha imposto i "dazi" proprio a questo scopo.

E sta lanciando questi dazi ovunque.

Sta imponendo dazi al Venezuela esplicitamente per cercare di fare pressione sul paese affinché rinomini Bolsonaro presidente.

Qualunque cosa si pensi dell'Ucraina, del Venezuela o di qualsiasi altra cosa, questa è una belligeranza internazionale estrema, e mostra al mondo che gli Stati Uniti non sono un garante sicuro dell'ordine globale. Affidare agli Stati Uniti il mantenimento dell'architettura finanziaria o di sicurezza globale è come mandare i propri figli in un asilo nido che è anche una casa di droga.

 

Gli americani potrebbero pensare che Trump sia migliore di Biden perché ha preso provvedimenti severi contro i trans e ora si può dire di nuovo "gay" e "ritardato".

Ma per il resto del mondo, Trump 2 è "Biden sotto steroidi" e gli Stati Uniti sono una nave che affonda.

 La gente fugge, cercando di aggrapparsi a qualsiasi cosa.

 

L'India di Modi non può funzionare come una democrazia liberale.

 

Nonostante abbia invocato il genocidio dell'intera razza indiana a causa delle sue truffe e dei suoi comportamenti generalmente abominevoli, ho sempre apprezzato Modi.

 È un nazionalista etnico-religioso anti-liberale. Il suo progetto è incompatibile con la democrazia.

 Soprattutto, sta affrontando una questione demografica esistenziale molti decenni dopo la partizione dell'India, che avrebbe dovuto risolvere il problema del multiculturalismo dando ai musulmani un proprio Paese (che in seguito si sarebbe diviso in due Paesi quando il Pakistan orientale divenne il Bangladesh).

Ci sono ancora musulmani in India, e hanno molti più figli degli indù.

 Si suppone che l'India sia musulmana solo per il 15% al momento, ma nessuno conosce la demografia dell'India.

Tra qualche decennio, i musulmani inizieranno a esercitare un vero potere politico e, a lungo termine, non potrà esserci un'India indù democratica per lo stesso motivo per cui Israele afferma che non potrà esserci una democrazia ebraica se concedesse la cittadinanza ai palestinesi.

 (Questo è il motivo per cui tutti parlano di una mitica "soluzione a due stati" invece di fare semplicemente la cosa ovvia e dare ai palestinesi uguali diritti.

Gli ebrei parleranno sempre di una "soluzione a due stati". Ecco perché ci sono così tanti ebrei nell'attivismo pro-Palestina.

La cosa ovvia è una soluzione a uno stato in cui si dà semplicemente la cittadinanza ai palestinesi.)

Se l'India non fosse una democrazia, una minoranza islamica non rappresenterebbe una minaccia così grande.

Gli indù non dovrebbero ucciderli tutti, ma non dovrebbero affrontare la minaccia che i musulmani ottengano il potere politico e alla fine prendano il controllo del paese.

 

Tenete presente che non sto dicendo che l'Islam sia cattivo o che l'Induismo sia buono o altro, sto semplicemente descrivendo la situazione e sottolineando che rispetto qualsiasi leader disposto a difendere il proprio popolo.

Mi piace Modi perché è il tipo di leader che ogni nazione dovrebbe avere.

Inoltre, a differenza di molti populisti, la base di sostegno di Modi è costituita dalla classe media urbana, dai ricchi e dagli industriali.

 Nelle elezioni del 2024, quando perse una parte significativa del potere nel sistema democratico, ciò fu in parte dovuto all'unione dei musulmani (cosa che prima non era mai avvenuta efficacemente), ma soprattutto all'antipatia che i poveri e le popolazioni rurali nutrivano per lui a causa di problemi legati all'agricoltura.

 

L'unica ragione per cui l'India è una democrazia è che l'Occidente l'ha pretesa.

Nessuno vuole veramente la democrazia, a parte le donne urlanti che vogliono la libertà delle prostitute, gli omosessuali e vari gruppi minoritari.

La democrazia non è un sistema naturale.

Lo si vede con il movimento di Trump, dove la base di sostegno del MAGA non ha alcun interesse nei processi democratici e fondamentalmente vuole che Trump sia un re.

Inoltre, Putin ha ottenuto l'88% dei voti alle ultime elezioni.

Se Xi dovesse andare al voto, otterrebbe di più.

 La democrazia è un sistema innaturale, è il sistema più corrotto e il più tirannico.

Nessuno la vuole e la usano solo perché gli Stati Uniti la impongono.

Gli Stati Uniti vogliono le democrazie perché possono manipolarle e controllarle attraverso le istituzioni.

Lo hanno fatto a regola d'arte.

 

Questo è uno dei motivi principali per cui Modi si è separato dagli Stati Uniti.

Se lo facesse, non avrebbe più dovuto fare questa farsa democratica.

Ciò non significa che debba abolire il parlamento o altro, semplicemente si insedierebbe in un sistema che mantiene alcuni degli elementi della democrazia, ma i partiti di opposizione verrebbero messi da parte e ignorati con sicurezza.

 

L'attacco di Trump all'India attraverso queste sanzioni "daziarie" sta dando a Modi il sostegno e la scusa per allontanarsi dall'Occidente e dal sistema democratico.

 La sua capacità di farlo dipenderà dalla sua capacità di instaurare relazioni con la Cina, e finora sembra che le cose stiano andando molto bene.

L'incontro della SCO è stato più simbolico che altro. Ma è un grande simbolo.

E certamente implica che questo andrà avanti.

 

Trump se ne va in giro a lamentarsi di meritare il Premio Nobel per la Pace, mentre continua ad armare l'Ucraina e commette il genocidio più brutale di tutta la storia umana a Gaza.

(L'Olocausto è una bufala, ma anche se fosse reale, almeno era un segreto.

 Immaginate se le guardie dei campi nazisti avessero pubblicato video su TikTok in cui sottoponevano milioni di ebrei a fumigazione in camere a vapore omicide.

E poi ci fosse un altro Paese che pagava per il tutto e diceva che era una cosa positiva).

Ma francamente, il modo in cui Trump ha unito Russia, Cina e India in questa nuova alleanza vale probabilmente il conferimento del Premio Nobel per la Pace.

Dico sul serio.

Dovrebbe provare a candidarsi su questa base, e non so davvero come glielo si possa negare.

 

Alla riunione della SCO ha partecipato anche “Lula”, presidente del Brasile, anch'egli vittima delle sanzioni "daziarie" di Trump.

 Era presente anche il presidente dell'Iran.

Così come il Primo Ministro della Cambogia, il cui Paese è stato vittima di un assurdo attacco da parte dell'alleato degli Stati Uniti, la Thailandia, il mese scorso.

Era presente anche il presidente della Mongolia (gli Stati Uniti hanno cercato di convincere la Mongolia a schierarsi dalla loro parte, nonostante non avrebbe avuto senso). Erano presenti i leader di tutti i Paesi dell'Asia centrale e sudorientale, ad eccezione di Thailandia e Filippine.

 

Questa foto è solo dei membri ufficiali, esclusi tutti gli altri capi di stato che sono venuti e stanno cercando di unirsi al patrimonio.

La SCO è una sorta di organizzazione sorella dei BRICS.

Quali siano esattamente le funzioni ufficiali di queste organizzazioni, tecnicamente è un po' irrilevante a questo punto.

 Il punto è che rappresentano l'unione di tutte le nazioni che sono prese di mira come nemici dagli Stati Uniti.

Vi prego di notare che odio il termine "sud globale" e vi chiediamo gentilmente di non usare quel termine.

Il termine corretto è "Russia, Cina e il terzo mondo" (la Russia e la Cina sono paesi del secondo mondo, il resto di questi sono tutti paesi del terzo mondo. Questi termini non sono offensivi, e ciò che è effettivamente offensivo è il cambiamento della terminologia. Riferirsi al terzo mondo come al "sud globale" non è meglio che riferirsi ai come "i popoli").

Quello che stiamo vedendo con Trump è un'escalation estrema dell'agenda degli Stati Uniti per costruire una cortina di ferro intorno a sé, costringendo ogni paese non direttamente sotto il controllo degli Stati Uniti in un'alleanza esplicitamente basata sul non essere amici degli Stati Uniti, perché gli Stati Uniti sono un paese prepotente che cerca di controllare la vita di tutti.

 

La democrazia liberale internazionale pensa di essere Gesù.

 Dopotutto, se tutti hanno "diritti umani" (consiglio: non li hanno), allora ogni paese deve accettare il sistema universalista perfezionato della democrazia liberale.

È un sistema evangelico. È diventato come il comunismo. Beh, come il comunismo delle origini.

"Tutti meritano i diritti umani" è solo una versione diversa di "lavoratori di tutto il mondo, unitevi!".

Ciò che la Cina, in quanto capo di questo nuovo ordine mondiale, sta dicendo è che non sono affari di nessuno se non vostri come volete gestire i vostri affari interni.

Ciò che la Cina sta dicendo è che comunisti, dittatori, teocrati e sì, persino democratici (ammesso che non siano del tipo liberale occidentale) possono andare d'accordo e fare soldi insieme invece di fare guerre.

 È universalmente attraente e l'unica ragione per cui qualcuno non vorrebbe farne parte è che gli Stati Uniti li minacciano o li corrompono.

 

Nessun Paese tradizionale, troppo grande per essere corrotto, vuole aderire all'agenda gay/femminista/interrazziale degli americani.

 L'accesso all'infrastruttura finanziaria statunitense è una sorta di tangente, in quanto coercitivo.

Ma il mondo ora si sta rendendo conto che, a prescindere dai soldi che si potrebbero guadagnare, non vale la pena di essere sotto il giogo dell'inquietante Zio Sam.

Inoltre, visto il modo in cui il Paese sta deragliando, è improbabile che ci saranno molti soldi da guadagnare con gli Stati Uniti nel XXI secolo.

Oltre a tutti gli altri suoi problemi, Trump non ha la possibilità di sottrarsi alla richiesta di Israele di una guerra con l'Iran, e questo danneggerà seriamente la stabilità finanziaria e militare del Paese.

 

Inoltre, Modi, come ogni altro leader al mondo, sa che in qualsiasi momento gli Stati Uniti potrebbero fare a lui quello che hanno fatto alla Russia, escludendo l'India dal loro cartello finanziario internazionale.

 È semplicemente buon senso prevenire questo rischio, essendo preparati.

Per ogni Paese, la sicurezza è la prima e principale preoccupazione, e la Cina può fornire garanzie di sicurezza senza subire intimidazioni.

 

Cosa significa questo per te.

Se questo andrà a finire nel modo in cui sembra che andrà a finire, significherà sicuramente meno visti H-1B, posso dirvelo.

Gli indiani saranno meno entusiasti di venire in un paese che vedono come una nazione nemica, e gli Stati Uniti saranno meno propensi a lasciarli entrare se iniziano a classificarli come classificano i cinesi.

 Il settore tecnologico indiano non è uno scherzo completo, si stanno sviluppando e potrebbero svilupparsi più velocemente se collaborassero con i cinesi, quindi quelle persone che arrivano con gli H-1B potrebbero semplicemente rimanere nel loro paese e lavorare nelle loro aziende.

 

Inoltre, l'India, il paese più popoloso del mondo e il "baluardo contro la Cina", nel quale gli Stati Uniti hanno investito così tanti soldi ed energie per sviluppare scambi a favore della Cina, rappresenta un duro colpo per l'Impero americano, e l'indebolimento dell'impero americano è un bene per tutti sulla Terra, in primis per gli stessi americani.

Beh, forse prima di tutto per gli europei, che sono schiacciati sotto il tallone degli americani e non ottengono nemmeno i benefici finanziari che gli americani traggono dall'impero, ma almeno in secondo luogo, gli americani traggono beneficio dalla fine dell'impero.

Per quanto riguarda il piano dell'America in questo caso: non ne ho idea. Non ha alcun senso.

Non c'è alcun livello in cui abbia senso, a parte il fatto che Trump è senile e gli piace un sacco giocare a golf con Lindsey Graham.

 

È assurdo che abbia avuto quell'incontro con Putin e abbia detto che stava organizzando tutto per porre fine alla guerra, per poi fare la cosa più estrema possibile che nemmeno Joe Biden era disposto a fare, queste "sanzioni secondarie".

Ma ben oltre la semplice escalation della guerra, cosa che aveva già fatto in vari modi, farsi un nemico dell'India è così bizzarro che non riesco nemmeno a capire come sia potuto succedere, al di là della teoria dichiarata del "è rimbambito e Lindsey Graham è davvero brava a leccargli il".

Mi formo le mie opinioni sulle cose, e poi prima di considerarle abbastanza solide da condividerle con te, caro lettore, vado a vedere cosa dicono le altre persone intelligenti.

Ho letto e ascoltato un sacco di persone intelligenti da quando Trump ha fatto questo attacco all'India, e tutti hanno detto la stessa cosa: "Non ho idea del perché lo farebbe".

Sta facendo tutte queste minacce, parlando di come l'America possa fare qualsiasi cosa a chiunque, e niente di tutto ciò ha alcun senso.

 Non credo che si tratti di una mossa calcolata da parte di uno "stato profondo", e invece sembra il contrario;

 aveva fatto questa cosa dei dazi per molti mesi, e poco dopo l'attacco in India, un tribunale federale lo ha chiamato e gli ha detto che tutti questi dazi sono illegali, che non aveva alcuna di questa autorità.

Sta dicendo che lo farà passare in fretta e furia alla Corte Suprema, quindi vedremo come andrà, ma per quanto riguarda l'India, penso che sia finita.

Penso che Modi volesse andarsene per le ragioni sopra elencate, e penso che la gente del paese sia abbastanza arrabbiata da poter usare questo come una questione di cuneo per prendere le distanze dagli Stati Uniti.

Ma ehi, qualunque cosa.

Non so perché sta succedendo, ma so che mi piace molto.

Il crollo dell'impero è l'unica notizia che conta davvero.

Tutte queste altre cose sono in realtà solo una distrazione, al massimo un intrattenimento.

Non ti daranno mai i file di Epstein.

 Non hanno intenzione di deportare milioni di persone.

Obama non sta per essere arrestato.

“Shroud” non sarà mai perseguito per aver imbrogliato ai videogiochi. Ma ogni giorno puoi aprire il tuo dispositivo Internet e guardare la fine dell'impero.

Mentre scrivo le ultime parole di questo saggio, ho il portatile sulle ginocchia e mi accovaccio per strada a fare la cacca in segno di solidarietà con il popolo indiano.

Guardando il limpido cielo autunnale sopra questa strada piena di gente che fa la cacca, vedo l'ombra di un nuovo ordine mondiale profilarsi.

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