La politica è l’arte del possibile.
La
politica è l’arte del possibile.
La
politica come “arte del possibile”.
Un
utile chiarimento in vista delle
Prossime
regionali.
Vanthuanobservatory.com
- Marco Nardone – (Mar. 29, 2023) – ci dice:
Spesso,
e specialmente in occorrenza delle elezioni, si ripropone alla coscienza retta
il problema di come risolvere la tensione, sempre presente in politica, tra
idealità e concretezza.
Una tensione che, per tanti cattolici, può
degenerare in conflitto irrisolto, data l’attuale loro dispersione in
schieramenti politici tra loro opposti.
Propongo
in merito due spunti di riflessione, tratti da due maestri del pensiero, che possono
forse contribuire ad illuminare, almeno in parte, il problema.
1) Il
primo spunto viene dall’opera prima di un acuto e poco conosciuto filosofo
friulano del secolo scorso, Sergio Sarti.
Contrariamente
a quanto comunemente si pensa, osserva Sarti, un politico che voglia realmente
incidere nella storia e non subirla non dev’essere un seguace della prassi, ma
un uomo pratico.
Tra i
due tipi d’uomo c’è un abisso.
Il seguace
della prassi pretende di agire concretamente nella storia sfiduciando il
pensiero.
Ciò
però non si può realizzare al cento per cento perché sarebbe negare l’uomo;
il prassismo dell’uomo della prassi si
realizza perciò nel compromesso.
Così
il prassista si proporrà sì di raggiungere un fine, ma non in coerenza con
l’ideale, bensì esclusivamente al traino della realtà “effettuale”,
disponendosi a cambiare il fine pur di adeguarlo ai tempi e alle circostanze
date.
L’uomo
pratico, invece, è uno che sa muoversi sempre alla luce dell’ideale, che è
della sua coscienza orizzonte e guida.
Solo
se il politico è questo tipo d’uomo diventerà capace di azione creatrice, cioè
di una azione che produca un reale avanzamento nella storia, nel senso di
novità qualitativa e non (solo) meccanico-quantitativa.
L’ideale
però non deve essere utopico, ma reale, e quindi realizzabile, sia pure in
forma imperfetta.
Esso, perciò, deve poter tradursi in un fine,
un obiettivo, da raggiungere.
Ciò
vuol dire che l’obiettivo deve non solo essere individuato alla luce della
verità e del bene, ma anche ne devono essere individuate le condizioni di
realizzabilità;
e ciò comporta una strategia, ovvero una
gradualità, un procedere per tappe e dai mezzi al fine.
Se non
ci fosse questa gradualità l’obiettivo non sarebbe un vero obiettivo, o
l’ideale non sarebbe un vero ideale.
In altri termini, per poter raggiungere un
fine bisogna che il politico trovi i mezzi adatti a raggiungerlo nelle
circostanze date:
in questo senso si dice, giustamente, che la
politica è “l’arte del possibile”.
Questo,
si badi, non significa affatto avvallare l’assioma machiavellico che il fine
giustifica i mezzi.
I
mezzi devono essere omogenei al fine, altrimenti lo depravano, come dimostra
anche la storia.
Questo perché i mezzi, in realtà, non sono
altro che dei fini intermedi, la cui somma va a costituire il fine ultimo;
perciò,
un mezzo cattivo finirà col contaminare lo stesso fine.
Così,
per esempio, un consenso ottenuto con l’inganno o la violenza non sarà un vero
consenso, ma un consenso falso, e come tale fomite di scontento e di
ribellione.
È fondamentale, quindi, che il politico tenga
conto, nelle decisioni da prendere, della necessaria congruità dei mezzi al
fine.
Inoltre,
di tali mezzi è necessario che il politico possa disporne; e, per disporne,
deve agire sulla “realtà effettuale”, che dunque deve conoscere bene:
altrimenti non realizzerebbe nulla, e la sua sarebbe solo una “vox clamantis”
in deserto.
In
definitiva, qui sta il senso della strategia, ovvero della progettualità
politica, e della sua necessità:
il fine da raggiungere non può esistere fuori
dai mezzi, che non sono altro che la scala dei fini che portano ad esso.
Una
scala, una gradualità, quindi, è necessaria, come è necessario il potere per
poterla percorrere.
Questo
è il realismo della ragione.
Un
realismo che, però, vuol dire esattamente il contrario di quanto intendono i
prassisti, sostenitori del “compromesso”.
Per
costoro, l’ideale, realizzandosi, inevitabilmente deve modificarsi, scendere a
compromesso, nel senso che è destinato a invilirsi, a degradarsi.
Ma, se
ciò accade, è quanto dire che quel fine non si è realizzato, perché un fine
viene formulato esattamente per essere realizzato:
se un
fine si piega all’effettualità invece di piegarla a sé, vuol dire che non lo si
è affatto pensato come fine, o che si è rinunciato a realizzarlo per
accontentarsi di altro.
Tutto
il problema del politico, quindi, sta nel saper fissare con sapienza e
competenza l’obiettivo, che deve essere tanto concretamente raggiungibile
quanto coerente con l’ideale.
Le due
“cose” devono stare insieme, ma forse è bene sottolineare (come faceva già
Sarti) che la seconda ha un primato ontologico sulla prima.
E ciò
non solo perché su questo primato si fonda la stessa possibilità di perseguire
nella storia un vero progresso dell’umano.
Ma
anche perché mi sembra che tra i cattolici, ormai da molti anni, tra i due
estremi del massimalismo e del minimalismo, è il secondo che “spopola” di più.
2) Il
secondo spunto viene da un testo del 1981 di Joseph Ratzinger, che è la
trascrizione di un’omelia rivolta proprio ai politici cattolici.
Da
questo scritto, spesso, si suole estrapolare una frase dalla prima parte,
quella sul compromesso, stralciandola dal contesto.
Ma il
testo, in realtà, consta di tre parti, ciascuna relativa, a dire dello stesso
Autore, a “tre affermazioni importanti”, contenute nelle letture bibliche del
giorno; tre affermazioni evidentemente connesse, che hanno “un significato
anche per l’azione politica dei cristiani”.
Se si
legge lo scritto superficialmente, Ratzinger sembra, in apparenza, affermare
due cose diverse.
Nella prima parte, infatti, egli afferma: “lo
stato non è la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza
umana”.
Ciò è
diventato particolarmente chiaro con la fede cristiana, per cui “il primo
servizio che la fede fa alla politica è la liberazione dell’uomo
dall’irrazionalità dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro
tempo”.
Ne
viene, di conseguenza, che la vera moralità politica è “essere sobri ed attuare
ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile”:
“limitarsi al possibile (…) sembra il pragmatismo dei meschini”, ma la verità e
che “non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le
cose di Dio”, bensì “la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro
queste misure, l’opera dell’uomo.
Non
l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale
dell’attività politica”.
Molti
usano queste ultime parole di Ratzinger per provare a tirarlo nell’area
politica, diremmo, liberal-trasformista, perché non tengono conto delle altre
due, e più pregnanti, parti del discorso.
Nella
seconda parte, infatti, Ratzinger sottolinea, invece, che i Cristiani hanno
sempre rispettato lo stato come stato, ma “non erano affatto gente
angosciosamente sottomessa all’autorità, gente che non sapesse” di “un diritto
e un dovere alla resistenza, fondato sulla coscienza”:
proprio
perché “hanno riconosciuto i limiti dello stato”, essi “non vi si sono piegati
laddove non era loro lecito piegarsi, perché era contro la volontà di Dio”.
Proprio
così, aggiunge Ratzinger, i cristiani hanno contribuito a reggere lo stato, non
a distruggerlo:
perché
il male può essere combattuto solo “con la decisa adesione al bene, non
altrimenti”.
“La
vera, cristiana resistenza (…) ha luogo quando e solo quando lo stato esige la
negazione di Dio e dei suoi comandamenti”, cioè “quando domanda il male,
rispetto a cui il bene è sempre un comandamento”.
Nella
terza parte Ratzinger fa la sintesi ed afferma che “la fede cristiana ha
distrutto il mito dello stato divino” e “al suo posto ha invece collocato il
realismo della ragione.
Ma ciò
non significa che la fede abbia portato un realismo libero da valori (…).
Alla
vera ragione umana appartiene la morale, che si alimenta di comandamenti di
Dio.
Questa
morale non è un affare privato.
Ha
valore e importanza pubblica”.
Questa
perciò “dev’essere l’essenza di un’attiva politica cristiana:
solo
là dove il bene si fa e si riconosce come bene, può anche prosperare una buona
convivenza tra gli uomini.
Il
perno di un’azione politica responsabile deve essere quello di far valere nella
vita pubblica il piano della morale, il piano dei comandamenti di Dio”.
Ciò
che lega le tre parti del discorso è proprio l’affermazione che “lo stato non è
la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza umana”;
affermazione che suppone quell’uso esteso della ragione che è il punto centrale
nel discorso di Ratisbona.
Una
politica realista, e cioè una politica che riconosce i suoi limiti, è
possibile, infatti, solo se la ragione, la coscienza, riconosce come superiori
i diritti di Dio. Questo vuol dire, allora, che il compromesso di cui parla
Ratzinger è propriamente un negoziato, una mediazione tra vari beni possibili,
o via via possibili, benché non i migliori possibili; ma non è assolutamente,
perché non può mai esserlo, un compromesso tra il bene e il male.
Non mi
sembra chiarissimo questo oggi tra i cattolici (forse anche perché il bene, per
molti, è diventato un concetto relativo).
Qualcuno
dice che mediare tra bene e male (il cosiddetto “male minore”) è una strategia
per non farsi bruciare subito e rimanere in pista per cambiare le cose. Ma,
dice Ratzinger, c’è un limite al compromesso, rappresentato appunto “dai
comandamenti di Dio, che non possono essere messi fuori corso, neanche per
qualche tempo allo scopo di accelerare un cambiamento delle cose”.
Insomma,
per Ratzinger il criterio che definisce l’orizzonte della politica cristiana,
quello su cui i politici cristiani dovrebbero sempre interrogarsi, è:
che
cosa mette in questione i comandamenti di Dio, il bene, la legge naturale?
Lì
bisogna fermarsi:
non si
negozia, come dirà poi, con i principi non negoziabili.
Il
resto potrà essere oggetto di compromesso, inteso come la mediazione necessaria
per arrivare a “portare a casa”, come risultato dell’azione, il bene possibile.
Il
bene possibile però, cioè un bene imperfetto, ma sempre bene.
NON un mezzo male, o una via di mezzo tra bene
e male.
Ovviamente
bisogna che il politico sappia, di volta in volta, calare questo criterio nella
concretezza della vita e della pratica.
Ma
bisogna prima che lo pensi, che abbia il tempo per pensarlo.
Il politico cristiano, mi diceva un amico,
deve conservarsi sempre un tempo per pensare.
Perché
se non avrà cura di aver sempre presente questo orizzonte, quello metafisico,
quello della vastità della ragione, non gli sarà nemmeno possibile vedere i
limiti del potere, e quindi concepire la politica come “arte del possibile”.
E così
la politica degenererà, con la sua collaborazione, o in fanatismo o in
prassismo piatto e privo di idealità.
Solo
se combatteranno il male con la decisa, e concreta, adesione al bene, e non
altrimenti, i cristiani potranno contribuire, anche oggi, a edificare il bene
comune, e non a distruggerlo.
(Marco
Nardone).
Sconvolgimenti
e Caduta
Definitiva
dell’Europa.
ConoscenzealConfine.it
– (2 Settembre 2025) - Gabriele Sannino – ci dice:
È
molto probabile che in Europa ci siano SCONVOLGIMENTI prima della sua caduta
definitiva.
Del
resto, qui si annida il “Deep State mondiale”, cosa che non è una bellissima
notizia per i popoli europei che vorrebbero solo una reale democrazia e quindi
rappresentanza.
Basti
pensare a quello che sta per accadere in Francia:
qui la
stragrande maggioranza dei francesi non ne può più, nè di Emmanuel Macron né
del premier Francois Bayrou, alias il capo del governo, quest’ultimo in carica
– pensate – solo dal 13 settembre 2024.
Secondo
tutti i sondaggi, più del 70% non tollera più né il Presidente né il Capo del
Governo, cosa che ci fa ben capire l’aria che si respira oltralpe.
I
francesi, in sostanza, non vogliono che Bayrou trovi una maggioranza in
Parlamento che voti per la fiducia… il prossimo 8 settembre.
I
francesi vogliono un cambio RADICALE, e le parole che arrivano da Macron sono
solo vento sul fuoco:
egli
infatti intende eliminare o quasi lo stato sociale in Francia (tagli alle
pensioni, aumento dei licenziamenti, taglio alla spesa pubblica, aumento delle
tasse, riduzioni salariali) TUTTO in favore del RIARMO contro un nemico
immaginario, la Russia, e non basta certo definire Putin pubblicamente “orco”
per fare cambiare idea ai francesi.
Per
Macron tutti invocano DIMISSIONI:
ne parlano importanti parlamentari, il mondo
imprenditoriale, addirittura il leader dell’estrema sinistra “Jean Luc
Melenchon” vorrebbe presentare una mozione per la destituzione dal suo incarico
di Presidente della Repubblica.
Tuttavia,
sono i cittadini quelli che lo ODIANO di più:
come
potremmo biasimarli?
Macron
vuole togliere loro ogni diritto sociale, vuole tassarli, ridurre loro gli
stipendi e le pensioni, il tutto per mandarli poi a morire in guerra!
Il 10
settembre, a prescindere di come andrà l’esito, si parla già di bloccare tutta
la Francia.
Facciamo
ATTENZIONE: stiamo arrivando al punto in cui i popoli europei si sentono in
TRAPPOLA, soprattutto si sentono presi FORTEMENTE IN GIRO dal 2020 (parlo della psico-pandemia e dei
“sieri magici”).
Mai
sottovalutare un popolo esasperato, un popolo che non riesce neanche più a
risparmiare, a dar da mangiare ai figli e a fare una settimana di vacanze (come per esempio accade in Italia).
Gli
italiani sono più indulgenti, è vero, bene o male se la fanno passare, ma i
francesi… sono un po’ diversi.
Diciamo
così.
Fossi
nel “galoppino” dei Rothschild sparirei prima che la situazione per lui diventi
simile a quella di Zelensky…
(Gabriele
Sannino).
(t.me/gabrielesannino).
L'UE
accelera verso il collasso:
Merz, Draghi e Lagarde svelano
il percorso di crisi dell'Europa.
Zerohedge.com - Tyler Durden – Redazione – (3
settembre 2025) - Thomas Kolbe – ci dice:
La
Cancelliera sembra essersi scontrata con la realtà durante la pausa estiva.
Merz
vede il sistema sociale tedesco in profonda crisi.
Nel
frattempo, i suoi alleati politici a Bruxelles chiedono un aumento della dose
stessa di veleno che sta facendo ammalare l'Europa.
Diciamolo
chiaramente:
gran
parte dell'élite politica ha un rapporto frammentato con la realtà.
Questo
vale tanto per il declino economico della Germania e dell'UE, quanto per la
comunicazione pubblica degli obiettivi politici strategici, sistematicamente
oscurati.
Una critica aperta al corso degli eventi
potrebbe far crollare la favola politica più velocemente di quanto la realtà si
infiltri nell'opinione pubblica.
Merz e
lo Stato sociale.
Ancora
più significative sono le parole di avvertimento del cancelliere Friedrich Merz
durante la sua apparizione di sabato al congresso del partito della CDU in
Bassa Sassonia:
"Non
sono soddisfatto di quanto abbiamo realizzato finora: deve essere di più, deve
essere migliore".
Ecco!
Un
leggero fremito di autocritica da parte del Cancelliere.
Raro,
davvero.
Eppure
la dichiarazione solleva la domanda: cosa intende esattamente Merz con
"successi"?
Si
riferisce al cosiddetto stimolo agli investimenti, che presumibilmente fornirà
un sollievo marginale all'economia tedesca mentre è sull'orlo del collasso?
O si riferisce agli ingenti pacchetti di
debito e al crescente divario di finanziamento, che molto probabilmente saranno
colmati con aumenti delle tasse?
Nel
suo discorso a Osnabrück, Merz parlò in seguito in modo insolitamente chiaro
dello stato del sistema di welfare:
"Lo
stato sociale, così come lo abbiamo oggi, non è più sostenibile
finanziariamente rispetto a ciò che possiamo offrire economicamente".
Una
diagnosi schietta, che lascia ben poco a desiderare in termini di chiarezza.
Tuttavia,
non si è fatto alcun accenno a una svolta orientata al mercato, alla fiducia
nelle soluzioni individuali, alla responsabilità personale o a una rapida
riduzione della burocrazia.
Il
messaggio sembra essere: mantenere la rotta.
Momenti
di onestà.
Merz
ha parlato in modo inequivocabile anche dei sussidi sociali: non si può
continuare così.
5,6
milioni di persone ricevono i sussidi.
Molti
potrebbero lavorare ma non lo fanno, ha detto.
Una realtà che la politica di solito evita.
Un
tentativo timidamente esplicito di denunciare apertamente la precarietà della
previdenza sociale tedesca.
In tempi in cui l'addolcimento della pillola
politica è all'ordine del giorno, è quasi un colpo di fortuna quando un
politico di spicco riconosce almeno in parte la realtà economica.
Gli
ultimi dati economici hanno forse scosso Merz e i suoi colleghi a Berlino?
Il PIL
si è nuovamente contratto nel secondo trimestre e le prospettive rimangono
fosche.
Con lo
Stato che interviene con ingenti programmi di credito e un nuovo debito che
quest'anno ha raggiunto circa il 3,5%, l'economia privata si sta contraendo del
4-5%.
Definirla
recessione sarebbe eufemistico: siamo in depressione.
Più
centralismo nell'UE.
Mentre
la Cancelliera si confrontava con la dura realtà economica della Germania, i
rappresentanti dell'UE lanciavano palloni sonda sui media.
È
stato Mario Draghi, il poliedrico politico dell'UE, che si alterna con
disinvoltura tra l'ex primo ministro italiano e il presidente della BCE, a
presentare l'ennesimo rapporto.
Ha
ribadito la sua consueta richiesta: l'Unione Europea deve agire in modo più
coeso, come un unico Stato, se vuole mantenere un ruolo geopolitico.
Ancora
una volta, la stessa medicina che ha fatto ammalare l'Europa:
più
centralizzazione, meno sussidiarietà e un governo tecnocratico intensificato.
Draghi dimostra ancora una volta il piano di Bruxelles, come durante la crisi
del debito sovrano di 15 anni fa:
potere concentrato a Bruxelles, decisioni al
di fuori del controllo democratico, imposte da un apparato politico che
orchestra le narrazioni mediatiche.
Censura
rigorosa, manipolazione dei media:
strumenti sporchi per mettere a tacere
l'opposizione alla centralizzazione.
La
stessa logica autoritaria che funzionò allora sta tornando in auge.
Lagarde
e la migrazione.
Anche
l'alleata di Draghi, la presidente della BCE Christine Lagarde, ha fatto il suo
ingresso nel circuito mediatico.
Ha
toccato il tema dell'immigrazione, un argomento abilmente evitato o distorto
nella politica e nei media tedeschi.
Lagarde
ha lanciato un sondaggio alla riunione della Federal Reserve a “Jackson Hole”,
testando abilmente l'umore dell'Europa.
Secondo lei, l'Europa non potrebbe più
crescere senza una massiccia migrazione (di quale crescita esattamente?).
Ha
affermato che il PIL della Germania sarebbe oggi inferiore di circa il 6%
rispetto al 2019 senza lavoratori stranieri.
Che il
Paese sia in depressione da tempo sembra non essere stato compreso dai vertici
della BCE.
Poi è
arrivata la solita carta vincente:
senza
migrazione, la carenza di manodopera non può essere affrontata.
Nessun
accenno ai progressi tecnologici tramite intelligenza artificiale o robotica,
che potrebbero compensare la carenza di manodopera.
Nessun
accenno alla migrazione come rischio per la sicurezza, ai conflitti culturali o
a un Islam politico incompatibile con i valori europei.
La
posizione di Lagarde è stata particolarmente eclatante in un momento in cui gli
Stati Uniti hanno iniziato a rimpatriare i migranti illegali, ponendo fine
all'europeizzazione della politica americana.
Il suo
discorso, nella terra del risveglio razionale e della svolta politica,
probabilmente non ha suscitato altro che sconcerto.
“Jackson
Hole” ha evidenziato la traiettoria dell'UE:
frontiere
aperte, élite che ignorano i rischi, mentre la sinistra espande la propria base
elettorale a spese della cultura e dell'economia dell'Europa.
Equilibrio
amaro.
Se si
mettono insieme i tre eventi – il discorso di Merz, Lagarde a Jackson Hole e
l'ultimo rapporto di Draghi – la conclusione è allarmante:
l'economia sta accelerando verso il collasso a
causa di una crisi energetica autoinflitta e di un'eccessiva regolamentazione.
I
fondi sociali, tesi dall'immigrazione illegale di massa, rischiano
l'implosione.
La soluzione proposta?
Centralizzazione,
regolamentazione e migrazione incontrollata.
Anche
i soliti dibattiti sull'aumento delle tasse del “Ministro delle Finanze “Lars
Klingbeil” si inseriscono perfettamente:
“
l'individuo non conta nulla, lo Stato controlla tutto, gravando sempre di più
sui cittadini”.
L'audacia di attaccare la proprietà privata e
aumentare ulteriormente le tasse è sconcertante, e incontra poca resistenza.
La CDU
di Merz è diventata un muro protettivo borghese di aria fritta, sottile come la
carta.
Escobar:
The Tianjin Show –
Balliamo
al ritmo multipolare.
Zerohedge.com - Tyler Durden - Autore: Pepe
Escobar – (3 settembre 2025) – ci dice:
Oh,
che spettacolo!
Un ballo pan-asiatico, pan-eurasiatico,
crossover tra il Sud del mondo, con la scintillante e dinamica Tianjin sullo
sfondo, apprezzato come tale dalla stragrande maggioranza del pianeta, mentre
prevedibilmente generava cascate di invidia tra il frammentato Occidente –
dall'onnipotente Impero del Caos alla Coalizione dei Chihuahua Sdentati.
La
storia registrerà che, per quanto i BRICS siano finalmente saliti alla ribalta
al vertice di Kazan nel 2024, la SCO ha replicato la mossa al vertice di
Tianjin nel 2025.
In
mezzo a una serie di momenti salienti – difficile da superare, Putin e Modi che
camminavano mano nella mano – questo era ovviamente il ballo di MC Xi.
I RIC originali (Russia, India, Cina), come
concettualizzati dal Grande Primakov alla fine degli anni '90, erano finalmente
tornati in gioco, insieme.
Ma è
stato “Xi” personalmente a stabilire le linee guida principali, proponendo
niente meno che un nuovo e ampio modello di governance globale, completo di
importanti ramificazioni come un sostegno allo sviluppo della SCO, che dovrebbe
integrare la “NDB” dei BRICS, nonché una stretta cooperazione in materia di
intelligenza artificiale in contrasto con il tecno-feudalesimo della Silicon
Valley.
La
governance globale, secondo la filosofia cinese, comprende cinque principi
fondamentali.
Il più cruciale, senza dubbio, è l'uguaglianza
sovrana.
Questa
si collega al rispetto dello stato di diritto internazionale, e non a un
"ordine internazionale basato su regole" mutevole e arbitrario.
La
governance globale promuove il multilateralismo.
E
incoraggia inevitabilmente anche un approccio "incentrato sulle
persone", tanto decantato, lontano dagli interessi acquisiti.
Putin,
da parte sua, ha descritto nel dettaglio il ruolo della SCO come "veicolo
per un autentico multilateralismo", in linea con questa nuova governance
globale.
E ha
invocato in modo cruciale un modello di sicurezza pan-eurasiatico.
Questa
è esattamente l'"indivisibilità della sicurezza" che il Cremlino ha
proposto a Washington nel dicembre 2021, ricevendo una risposta di non risposta.
Quindi,
presi insieme, i BRICS e la SCO sono totalmente impegnati a seppellire la
mentalità dell'era della Guerra Fredda, un mondo diviso in blocchi;
e allo
stesso tempo sono abbastanza visionari da chiedere che il sistema delle Nazioni
Unite venga rispettato così come era stato concepito originariamente.
Questa
sarà la madre delle battaglie in salita, che comprende tutto, dalla rimozione
delle Nazioni Unite da New York alla completa ristrutturazione del Consiglio di
sicurezza.
La
danza dell'Orso, del Drago e dell'Elefante.
Se
“Xi” avesse stabilito le linee guida a “Tianjin”, l'ospite d'onore strategico
non poteva che essere Putin.
E
questo si è tradotto nel loro incontro individuale di martedì allo
“Zhongnanhai” di Pechino:
molto
riservato, dato che nell'ex palazzo imperiale si tengono solo conversazioni
speciali.
Xi ha
salutato il suo "vecchio amico" in russo.
Putin
ha sottolineato il ruolo centrale del Programma di sviluppo SCO per i prossimi
10 anni, ma lo ha fatto in modo molto cinese, per quanto riguarda tutti quei
piani quinquennali successivi e di successo.
Queste
tabelle di marcia sono essenziali per definire strategie a lungo termine.
E nel
caso della SCO, ciò significa organizzare il suo progressivo passaggio da un
meccanismo antiterrorismo iniziale a una complessa piattaforma multilaterale
che coordina lo sviluppo delle infrastrutture e la geoeconomia.
Ed è
qui che entra in gioco la nuova idea della Cina:
la
creazione della SCO Development Bank.
Si
tratta di un'istituzione speculare alla “NDB”, la banca dei BRICS con sede a
Shanghai, e parallela all'”Asia Infrastructure Investment Bank” (AIIB), la
banca multilaterale con sede a Pechino.
Ancora
una volta, BRICS e SCO sono strettamente interconnessi, poiché il loro
obiettivo principale è quello di abbandonare progressivamente la dipendenza dai
paradigmi occidentali e, allo stesso tempo, contrastare gli effetti delle
sanzioni, che non a caso colpiscono duramente i quattro membri principali di
BRICS e SCO: Russia, Cina, India e Iran.
E
naturalmente, tra tutto il cameratismo di Tianjin, c'era Modi in Cina per la
prima volta in 7 anni.
Xi è andato dritto al punto:
"Cina
e India sono grandi civiltà le cui responsabilità vanno oltre le questioni
bilaterali".
E il
presidente Xi è tornato a ballare: il futuro è "nella danza del drago e
dell'elefante".
E i
tre amici dell'Eurasia chiacchieravano amichevolmente nei corridoi.
La
Dichiarazione di Tianjin, non così ampia come quella di Kazan dell'anno scorso,
è comunque riuscita a sottolineare i punti chiave che si applicano all'Eurasia:
la
sovranità, prima di tutto;
la non
ingerenza negli affari interni degli stati membri;
e il
rifiuto totale delle sanzioni unilaterali come strumenti di coercizione.
Fondamentalmente,
questo dovrebbe applicarsi non solo agli stati membri della SCO, ma anche ai
partner, dalle petromonarchie arabe alle potenze del Sud-Est asiatico.
Le strategie di sviluppo di diverse nazioni
cooperano già, nella pratica, con i progetti BRI, dal “Corridoio Economico
Cina-Pakistan” (CPEC) al “Parco Industriale Cina-Bielorussia”, estendendosi
all'e-commerce transfrontaliero, all'intelligenza artificiale e ai Big Data.
La
sorprendente dimensione geografica della SCO, unita alla presenza di metà della
popolazione mondiale, racchiude un potenziale enorme in tutti i settori, ad
esempio in termini di commercio, infrastrutture di trasporto, investimenti
transfrontalieri e transazioni finanziarie.
Tuttavia,
questo potenziale è ben lungi dall'essere pienamente realizzato.
Ma i
treni ad alta velocità sono già in movimento:
gli
imperativi geopolitici stanno guidando una crescente interazione geoeconomica
pan-eurasiatica.
Shanghai
Spirit sventra la “Guerra al Terrore.”
Ecco
quindi il punto principale del Tianjin Show:
la SCO
si afferma come un solido polo strategico che unisce gran parte della
maggioranza globale.
E
tutto questo senza la necessità di trasformarsi in un colosso militare
offensivo come la NATO.
C'è
molta strada da fare rispetto a un padiglione in un parco di Shanghai nel 2001,
solo tre mesi prima dell'11 settembre, pubblicizzato dall'”Impero del Caos”
come la pietra angolare della "guerra al terrore".
Quell'altra
pietra angolare inizialmente modesta – insieme a Russia, Cina e tre
"stan" dell'Asia centrale – era lo "spirito di Shanghai":
un
insieme di principi basati sulla fiducia e il beneficio reciproci,
l'uguaglianza, la consultazione, il rispetto per la diversità delle civiltà e
l'enfasi sullo sviluppo economico comune.
Il
modo in cui lo spirito di Shanghai sia effettivamente sopravvissuto alla
“guerra al terrore” ci lascia molto su cui riflettere.
Nel
suo brindisi all'elegante banchetto offerto a Tianjin per gli ospiti della SCO,
Xi ha dovuto citare un proverbio:
"In una gara tra cento barche, chi rema
più duramente sarà in testa".
Lavoro
duro.
I cui
risultati sono visibili a chiunque si trovi di fronte allo spettacolare
sviluppo di Tianjin.
Questo
non ha assolutamente nulla a che fare con la "democrazia" – per
quanto degradata dai suoi presunti praticanti come lo è in tutto l'Occidente –
in contrapposizione agli "autocrati", ai "cattivi",
all'Asse della Rivolta o a qualsiasi altra stupidaggine.
Si
tratta sempre di duro lavoro – per il bene comune.
È per
questo che si battono i BRICS e la SCO.
La
"zona Trump" vedrebbe il Libano
meridionale
spopolato a favore di
progetti
finanziati dal Qatar e
dall'Arabia
Saudita.
Zerohedge.com
- Tyler Durden - Scritto da Jason Ditz tramite AntiWar.com – (3 settembre 2025)
– ci dice:
Più
informazioni riceviamo sulla proposta di una "zona economica Trump"
nel Libano meridionale, più la situazione sembra peggiorare per le persone che
ci vivono.
Gli
ultimi rapporti rivelano il piano di spopolare completamente il sud del Paese,
di porre l'intera area sotto il controllo militare statunitense e di concedere
a Israele il diritto di costruire basi "permanenti" in quelle che
attualmente sono città e villaggi libanesi.
Il
piano è apparso per la prima volta poco più di una settimana fa, con gli Stati
Uniti che lo hanno presentato come una loro proposta, mentre Israele sostiene
di essere stato lui a idearlo.
A
grandi linee, mira a sostituire i villaggi di confine con zone industriali
gestite dal governo libanese.
Ma il
piano prevede lo spopolamento di non meno di 27 villaggi , lungo il confine tra
Israele e Libano, da Naqoura a Marjayoun.
Tra
questi, Israele chiede il permesso di costruire siti militari permanenti
all'interno di 14 degli ex villaggi.
Il
piano comporterebbe la distruzione assoluta di Odaisseh, Kfar Kela, Houla, Markaba e
Ayta al-Shaab.
Israele
vuole il diritto di occupare militarmente quelli come Khiam, Ramiya, Yaroun, Aitaroun, Alma
al-Shaab, Al-Dhayra, Marwahin, Maroun El-Ras e Blida.
Alla
base del piano ci sarebbero 1.500-2.000 soldati statunitensi che occuperebbero
la “Trump Zone,” con lo scopo di “rassicurare” i coloni israeliani nel nord di
Israele.
Dai
resoconti non è chiaro se si tratterà di personale militare statunitense o
semplicemente di contractor militari americani.
In
ogni caso, il Libano cederebbe ogni autorità sovrana sul sud del Paese.
L'aspetto
economico della zona è la creazione di un'industria statale nel sud, che
secondo i funzionari statunitensi creerebbe posti di lavoro, anche se a nessuno
sarebbe comunque permesso di viverci.
Hanno
chiesto aiuto all'Arabia Saudita e al Qatar per finanziare questo progetto .
Sebbene
presentata come un piano mirato principalmente a danneggiare Hezbollah, la
Trump Zone sta spopolando non solo i villaggi sciiti, ma anche le città sunnite
dell'ovest come al-Bustan e persino città a forte presenza cristiana come
Rmesh.
Il
Libano è notoriamente diviso tra sunniti, sciiti e cristiani, e nessuno di loro
è risparmiato da questo piano.
Accordo
trentennale sull'esportazione
del
gas, Power of Siberia 2,
siglato
tardivamente tra Russia e Cina.
Zerohedge.com - Tyler Durden – Redazione –
Alex Miller – (3 settembre 2025) – ci dice:
Tra i
principali accordi emersi dalla visita ufficiale del presidente Vladimir Putin
in Cina, ospitata questa settimana dal presidente Xi Jinping (per la conferenza
SCO e la prossima parata militare cinese, a cui parteciperà anche Kim della
Corea del Nord), c'è la firma di un accordo giuridicamente vincolante per
costruire e mettere in funzione il gasdotto Power of Siberia 2, a lungo
rimandato.
“Alexei
Miller”, amministratore delegato di “Gazprom”, ha confermato alle agenzie di
stampa statali che è stato firmato un memorandum d'intesa sulla costruzione del
nuovo e ambizioso gasdotto.
Secondo quanto riportato da” Interfax” , “Miller”
ha affermato che il gasdotto transiterà dalle riserve di gas della Siberia
occidentale russa alla Cina settentrionale attraverso la Mongolia orientale ,
con una fornitura stimata di 50 miliardi di metri cubi (bcm) di gas all'anno.
Si
tratta di un impegno e di un contratto della durata di tre decenni per “Power
of Siberia 2”.
Miller
ha inoltre rivelato che il prezzo del gas trasferito sarà oggetto di un accordo
separato.
In
concomitanza con questo nuovo accordo, ampiamente considerato un atto di sfida
nei confronti dell'Occidente e in un momento in cui gli Stati Uniti minacciano
forti sanzioni secondarie su qualsiasi paese importi energia russa, “Gazprom”
aumenterà le forniture alla Cina attraverso l'attuale gasdotto “Power of
Siberia”.
Un
dirigente del settore e un insider hanno sottolineato alla CNBC che questo
invia un forte segnale della volontà di Russia, Cina e India di contrastare il
bullismo economico occidentale, mentre i paesi BRICS vanno avanti con la loro
piattaforma di "mondo multipolare":
"Negli
ultimi dieci anni, Gazprom ha fatto pressioni sulla Cina affinché desse il via
libera al progetto “Power of Siberia-2”, ricevendo – fino ad ora – solo voci
positive ma non vincolanti.
Quindi
la firma odierna del protocollo d'intesa rappresenta un passo avanti per
Gazprom", ha dichiarato “Granville” alla CNBC via e-mail.
"Il
fatto che ciò sia accaduto sullo sfondo della tesa fase finale della guerra in
Ucraina è un segnale abbastanza chiaro del costante sostegno strategico della
Cina alla Russia come fulcro del nuovo ordine multipolare a cui aspirano
entrambe queste potenze eurasiatiche fondamentali", ha affermato “Granville”.
Presidenti
di Russia, Cina e Mongolia. Insieme via Sputnik.
Data
la perdita complessiva del mercato europeo, Mosca sarà costretta a vendere il
gas a un prezzo inferiore a quello che Gazprom applica ai suoi clienti europei,
il che senza dubbio fa parte del grande interesse per Pechino, il che potrebbe
rivelarsi un ostacolo notevole, dati gli elevati costi e le difficoltà di
costruzione di Power of Siberia 2 su un territorio geografico difficile e
lungo.
Anche
il presidente mongolo “Ukhnaagiin Khurelsukh”
si trova a Pechino, dove ha incontrato Putin e
Xi, durante i quali sono stati firmati quasi due dozzine di accordi. I media
statali russi hanno salutato l'evento come un monito per l'Occidente e un faro
per il Sud del mondo ...
La
Russia rimane il terzo fornitore di gas naturale liquefatto (GNL) alla Cina,
dopo Australia e Qatar.
L'attuale gasdotto di 3.000 km, Power of
Siberia, è entrato in funzione nel 2019 nell'ambito di un accordo trentennale
da 400 miliardi di dollari.
È
interessante notare che il Presidente Putin, durante la sua visita in Cina, ha
mantenuto un tono positivo ogni volta che si è parlato di pressioni
statunitensi nel contesto della guerra in Ucraina e del regime di sanzioni a
guida americana.
Putin
ha dichiarato questa settimana che l'amministrazione Trump "ci sta
ascoltando," a differenza della precedente amministrazione Biden.
"Ora
vediamo questa comprensione reciproca, è evidente", ha detto Putin al
presidente slovacco Robert Fico in un incontro bilaterale in Cina.
"Siamo molto felici e speriamo che questo
dialogo costruttivo continui".
Molte
azioni imminenti all'orizzonte e,
naturalmente, non accadrà tutto subito
o in
una volta, ma inizierà sul serio questo autunno.
Allnewspipeline.com
- James Howard Kunstler – (2 settembre 2025) – ci dice:
"Stiamo
vivendo in quello che io chiamo il terzo arco della storia americana, un
periodo importante quanto la Rivoluzione americana e la Guerra civile
americana." — (Gen. Michael Flynn).
Le
foglie ingiallite cadevano già ad agosto per la mancanza di pioggia e i
pomodori non diventeranno rossi quando l'aria raggiungerà i quaranta gradi
all'alba. L'estate sta cercando di finire, anche se tecnicamente manca quasi un
mese. Questo è il vero capodanno, ovviamente, non quello rumoroso di gennaio
con tutta la confusione degli ubriachi e i coriandoli.
Domani
si torna a scuola, si torna al lavoro, alla routine, alle responsabilità, alle
preoccupazioni, alla rabbia, alla speranza, al desiderio, mentre ci dirigiamo
verso il freddo e il fuoco.
Godetevi
hamburger e hot dog finché potete in questo “Labor Day”.
In
ogni caso, i geni della Silicon Valley stanno tentando di porre fine al lavoro,
almeno a qualsiasi lavoro mentale.
L'intelligenza artificiale sta arrivando per
il vostro lavoro, voi quadri intermedi, voi manipolatori di informazioni, voi
ingegneri, copywriter, impiegati e calcolatori, sta arrivando per quel che
resta della borghesia americana.
Ve lo dico subito:
l'intelligenza artificiale sarà una grande delusione.
Non
solo distruggerà l'impalcatura del nostro ordine sociale, ma, dopo aver reso
tutto stupido – persino peggio di oggi – avrà allucinazioni così gravi che
qualsiasi cosa toccherà diventerà più folle del “Partito Democratico”.
Anche questo
non è un obiettivo difficile da raggiungere, con un tasso di alfabetizzazione
che un tempo si attestava intorno agli otto anni per oltre metà della
popolazione statunitense.
In un simile contesto, il “comunismo gnostico” è
destinato a prosperare. L'impoverimento di tutti diventa il bene più grande per
il maggior numero di persone.
Siamo
già a metà strada, anche se è abbastanza certo che la storia cambierà
radicalmente.
Non a
caso chiamiamo questo momento storico una "quarta svolta".
Un
punto di svolta potrebbe essere proprio davanti a noi.
Siamo
nella stagione dei fiaschi finanziari, e cavolo, siamo proprio pronti per un
disastro.
State
seguendo i blogger finanziari?
Quei
ragazzi e ragazze stanno fissando l'abisso, con i capelli in fiamme e gli occhi
sbarrati.
Quasi tutto è irreale e fuori controllo:
i mercati azionari, i rollover obbligazionari,
il luna park del sistema bancario ombra, il valore delle garanzie collaterali
(se esistono), il destino delle valute, forse persino il destino delle nazioni.
La
Francia, ad esempio, sta chiacchierando di un imminente salvataggio del FMI.
Beh, se quello va in fumo, cosa pensate che succederà in Germania, Gran
Bretagna, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio... nelle civiltà occidentali,
intendo?
Il
luogo comune di questi tempi è che l'incombente caos finanziario e il
potenziale collasso economico siano ciò che spinge i paesi dell'UE a tutti i
loro discorsi di guerra.
Come
se... come se fossero anche solo marginalmente capaci di condurre qualsiasi
tipo di guerra, tranne quella attualmente in corso contro i propri cittadini –
che richiede solo burocrati che dichiarino nuove restrizioni alla libertà, non
missili, droni, bombe, proiettili e truppe umane vive e, soprattutto, qualche
ragione comprensibile per combattere.
La
paranoia sul fatto che la Russia voglia invadere l'Europa occidentale non è una
ragione comprensibile per scatenare una guerra contro la Russia, perché è solo
paranoia, follia politica, in assenza di qualsiasi aspirazione razionale
nell'attuale governo europeo.
I tedeschi hanno tentato la pianificazione
energetica "verde", chiudendo la loro flotta di centrali nucleari,
applaudendo alla distruzione dei gasdotti Nord Stream. Dove li ha portati?
Ve lo
dico io: li ha portati a un crollo del tenore di vita.
Li ha
portati al loro attuale (forse non per molto) cancelliere Friedrich Merz che la
settimana scorsa ha detto loro di salutare” auf nimmer wiedersehen “il loro
sistema di previdenza sociale, sapete:
assistenza
medica economica e sovvenzionata, università gratuita, vacanze di sei
settimane, pensioni di lusso.
(E, nel frattempo, vi dispiace se spendiamo
quello che resta delle vostre tasse in cose gratuite per le orde di selvaggi
del terzo mondo che abbiamo stupidamente importato nel paese?)
Ma
d'altronde non siamo l'Europa.
Il
signor Trump ha altre idee e sta cercando di guidare un movimento per
riordinare l'economia, riportandola alla produzione di beni reali.
È
stata dura, con ogni giudice federale poco preparato che ha cercato di bloccare
qualsiasi azione esecutiva in quella direzione.
In
ogni caso, se il sistema bancario europeo dovesse crollare (e con esso i suoi
accessori, come mercati e valute), allora il danno si estenderebbe sicuramente
all'America, anzi probabilmente a tutto il mondo, e allora la quarta svolta si
trasformerebbe in una svolta e un ribollimento a tutta velocità.
Cosa
significherebbe?
Un
calo universale degli standard di vita globali... il collasso dei governi e una
forte contrazione delle economie (in particolare dell'Europa)... un periodo di
flusso molto scomodo, di cui nessuno sa la durata... e poi la riorganizzazione
della vita che chiunque abbia un briciolo di cervello si aspettava, anche se
forse non nel modo in cui si aspettava.
Ecco
cosa mi aspetto: il fallimento della maggior parte delle cose organizzate su
larga scala: multinazionali, catene di distribuzione nazionali, linee di
approvvigionamento distanti e, di conseguenza, la laboriosa e dolorosa
ricostruzione di economie molto più localizzate.
Mi
aspetto una radicale semplificazione della vita quotidiana, che includa meno
alta tecnologia, un governo meno invasivo, un servizio elettrico irregolare,
una produzione di petrolio in calo e un notevole calo demografico.
Mi
aspetto un sorprendente cambiamento nelle relazioni sociali, tra cui un ritorno
alla divisione del lavoro basata sul genere;
modi
di corteggiamento de-pornificati e una ripresa dei comportamenti tradizionali
di accoppiamento, con priorità alla maternità e all'educazione dei figli in una
crisi di infertilità;
una
rinascita della comunione religiosa (già in atto nella generazione più giovane
d'America);
un
necessario ritorno all'etica della responsabilità personale con il venir meno
del sostegno governativo;
e un
ritorno a una giustizia rapida, inclusa l'esecuzione capitale per i crimini
gravi. Mi aspetto che alcune nazioni si frammentino in unità regionali ed
etniche più piccole, certamente il Canada, forse persino gli Stati Uniti.
Sono
tante le azioni in arrivo e, naturalmente, non accadrà tutto subito o in una
volta, ma inizierà sul serio questo autunno.
Non è esattamente l'"Età dell'Oro"
di Trump, e sicuramente non quello che molti si aspettavano in termini di
"Singolarità", utopia tecnologica o nirvana degli unicorni.
Ma
avrà il suo fascino e, almeno per un po', dovremo smettere di essere stupidi e
folli.
Il
presidente Trump ha distrutto i media
e i democratici poiché la loro opposizione
istintiva a tutto ciò che Trump fa li
rende
pro-crimine, pro-immigrazione
illegale e pro-mutilazioni infantili.
Allnewspipeline.com - Susan Duclos – (27 –
Agosto – 2025) – ci dice:
La
politica è sempre stata un campo di battaglia, ma raramente ha portato a un
intrattenimento estremo, al punto che ogni giorno sembra accadere qualcosa di
"degno di nota".
Dal
momento in cui Donald Trump è sceso dalla scala mobile per annunciare la sua
prima corsa alla presidenza nel giugno 2015 , i repubblicani, i media e i
liberali di tutto Internet sembravano aver perso completamente la testa.
Negli
anni successivi, è diventato evidente che Donald Trump aveva rotto qualcosa
nella mente dei liberal.
Soprannominata “Sindrome da Disturbo da Trump”,
e persino definita dagli esperti di salute mentale " Disturbo d'Ansia da
Trump ", uno dei fattori comuni in qualsiasi articolo o descrizione su
quanto siano "spaventati" o "arrabbiati" i democratici a
caso, sono i media mainstream.
Certo,
è difficile mantenere la calma quando ci si confronta con la raffica incessante
di reportage che prevedono, tra le altre cose, l'imminente scoppio della Terza
Guerra Mondiale.
Ma
bisogna capire che quando abbiamo paura, siamo programmati per cercare
ulteriori segnali di pericolo.
È un
meccanismo di sopravvivenza, donatoci dall'evoluzione.
Il
risultato: diventiamo dipendenti dal ciclo delle (cattive) notizie.
Molti
esperti consigliano una dieta mediatica più sana, concentrando la nostra
attenzione su notizie positive, limitando il tempo che passiamo a scorrere i
feed dei social media e spegnendo i nostri dispositivi per periodi di tempo
prestabiliti.
Questo
dovrebbe calmare un po' il tuo TAD.
Alimentano
la paura, mentono sulle azioni e le parole del presidente Trump, modificano in
modo fuorviante i videoclip, fanno qualsiasi cosa per terrorizzare coloro che
ancora guardano o leggono le notizie, il che a sua volta ha portato alla
violenza contro i sostenitori di Trump, a molteplici tentativi di assassinio
del presidente Trump durante la sua campagna del 2024, a innumerevoli tentativi
di ricorso alla legge da parte dei regimi di Obama e Biden per impedire a Trump
di guidare l'America e a una serie di altre conseguenze da parte dei media che
agiscono come braccio propagandistico dei democratici.
Durante
il primo mandato di Trump abbiamo visto esempi di tutto ciò in modo coerente e
ampiamente documentato, ma questa volta, nel suo secondo mandato, sembra
davvero che la sindrome da disturbo di Trump abbia raggiunto nuovi massimi, al punto che su qualsiasi questione,
buona o cattiva, su cui Trump prende posizione, i democratici di tutta la
nazione sentono automaticamente di dover prendere la posizione opposta.
Diamo
un'occhiata veloce, e vi fornirò dei link, alle questioni contro cui si stanno
battendo i Democratici.
Pro-crimine:
Quando
il presidente Trump ha fatto esattamente ciò che aveva detto che avrebbe fatto
durante la campagna elettorale e ha avviato deportazioni di massa, i media, i
politici democratici e i liberali di tutta la nazione hanno istintivamente lottato
contro la liberazione dell'America da coloro che erano lì illegalmente; i
liberali in California hanno iniziato a ribellarsi.
Per
questo motivo, il presidente Trump ha inviato la Guardia Nazionale per
proteggere gli ufficiali e le proprietà federali.
Le
rivolte di Los Angeles contro gli immigrati clandestini hanno offerto a Trump
un'occasione imperdibile per mantenere le promesse elettorali fondamentali:
l'era
della tolleranza per incendi dolosi, saccheggi, distruzione di proprietà e
attacchi alle forze dell'ordine è finita;
l'era dell'illegalità endemica
dell'immigrazione è finita.
E questa opportunità imperdibile ha riempito
l'establishment democratico di rabbia impotente.
Gli
ululati, le grida della legge marziale e la retorica raggiunsero un livello
febbrile, ma la Guardia Nazionale protesse l'ICE e gli edifici federali dai
pericolosi rivoltosi.
La
successiva tappa è stata Washington DC.
Democratici
e media continuano a sostenere che il tasso di criminalità a Washington DC sia
"in calo", ma il tasso di omicidi e crimini violenti è ancora ben al
di sopra della media nazionale, e i media hanno omesso di menzionare che specifici
crimini violenti sono stati declassati per alterare le statistiche
"ufficiali".
Date
un'occhiata a questo titolo del 20 agosto 2025: " Tassi di criminalità a
Washington, con sette giorni senza omicidi " .
La
presenza della Guardia Nazionale riduce i casi di omicidio.
Per la
prima volta da molto tempo, Washington DC è rimasta per sette giorni senza
omicidi.
I furti d'auto sono diminuiti dell'83%, le rapine del
46%, i furti d'auto del 21% e i crimini violenti in generale sono diminuiti del
22%.
Nonostante
il massiccio calo dei crimini violenti, i media e i democratici continuano a
lamentarsi come bambini della determinazione di Trump di ripulire alcune delle
città più violente, la maggior parte delle quali sono governate da sindaci e
politici progressisti.
Un
altro ciclo di notizie è iniziato dopo che il Presidente ha informato la stampa
che, dopo la bonifica di Washington, Chicago sarebbe stata la prossima in
lizza.
Un'altra città con tassi di criminalità
superiori alla media nazionale. Un'altra ondata di indignazione da parte dei
progressisti.
Immagina
di odiare un uomo a tal punto da permetterti di discutere contro la riduzione
degli omicidi e dei crimini violenti.
Il
presidente Trump ha spinto i democratici e i media ad adottare una posizione favorevole
alla criminalità.
A
causa della guerra dei globalisti contro la verità,
per mantenere attivo il sito web, l'ANP deve
fare affidamento sulle donazioni dei lettori .
Qualsiasi
cosa i lettori dell'ANP possano fare per aiutare è molto apprezzata.
Pro-immigrazione
illegale:
Questo
particolare punto non è solo una risposta al fatto che il presidente Trump
abbia mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale riguardo
all'espulsione degli immigrati clandestini.
I
Democratici hanno sempre sostenuto l'immigrazione illegale, e sono proprio le
città e gli stati governati dai Democratici a erigersi a città-stato
"santuario".
Grazie
al modo in cui sono stati strutturati i precedenti censimenti, gli immigrati
clandestini vengono conteggiati e questi stati ottengono una maggiore
rappresentanza nella Camera dei Rappresentanti, grazie al maggior numero di
persone che vi risiedono.
Ecco
perché i media e i democratici stanno lottando contro un nuovo censimento che
non conteggi gli immigrati clandestini come parte del processo di ripartizione,
trasformando quegli immigrati clandestini in più in seggi aggiuntivi per i
democratici.
Il
problema per i democratici è lo schema che continuiamo a notare: scelgono il
loro immigrato clandestino "personaggio" e cominciano a fare un gran
chiasso in pubblico, solo per scoprire che l'immigrato clandestino è un membro
di una gang, un violentatore di mogli e un trafficante di esseri umani, come
nel caso di “Abrego Garcia”, che i media continuano a chiamare il padre del
"Maryland".
Il
fatto che sia il presidente Trump a spingere contro l'immigrazione illegale
provoca immediatamente nei media e nei democratici una reazione istintiva,
prima ancora di preoccuparsi di scoprire i dettagli su chi stanno
"combattendo".
Pro-mutilazione
infantile:
Dopo
anni, a partire dal regime di Obama, la questione delle persone transgender
negli spogliatoi, nei bagni e in altri spazi riservati a donne e uomini è
diventata un argomento scottante e, sotto Obama e Biden, si è trasformata in
una crisi culturale.
Il
Presidente Trump, sapendo che la maggior parte degli americani non vuole uomini
nei bagni delle donne, o viceversa, o che permette pericolosamente a uomini
biologici di partecipare agli sport femminili, ha preso in considerazione anche
questo aspetto.
Porre
fine alle procedure chirurgiche o alla prevenzione chimica della pubertà sui
minori, ovvero su coloro che non hanno ancora raggiunto l'età del consenso, è
stata una posizione costante di Trump, e ancora una volta i Democratici
stanno lottando con le unghie e con i denti per consentire che i bambini
vengano mutilati dalla "transizione", prima che siano abbastanza
grandi da prendere qualsiasi altra decisione che possa cambiare la loro vita.
Vedere:
" Gli stati democratici fanno causa all'amministrazione Trump per aver
posto fine agli interventi di cambio di sesso per i minorenni " e "
Il centro medico dell'Università del Michigan è l'ultimo ad abbandonare i
servizi transgender per i minorenni a seguito delle pressioni di Trump ".
I
democratici sono dalla parte sbagliata su ogni questione 80/20:
La
questione dell'80/20 è qualcosa a cui la stragrande maggioranza degli americani
è contraria, eppure i democratici, come quelli elencati sopra e altri, si
schierano dalla parte giusta semplicemente per placare la parte più rumorosa e
radicale della loro base.
E
continuano a chiedersi perché i loro sondaggi continuino a diminuire.
IN
CONCLUSIONE...
C'è
una sola risposta valida. Donald Trump li ha infranti.
Semplicemente prendendo posizione, Trump sa
che i Democratici e i media sono destinati a prendere una posizione opposta,
quindi sceglie temi che sondaggi, ricerche e dati lo mostrano dalla parte
giusta, sapendo che i media, essendo il braccio propagandistico del Partito
Democratico, si schiereranno al 20% su ogni questione 80/20.
Per
quegli agnostici che non hanno ancora capito che la battaglia imminente è in
definitiva una battaglia spirituale, ripensateci: siamo in una guerra tra il
bene e il male, fate attenzione a dove vi posizionate.
Allnewspipeline.com
– (1° agosto 2025) - JB Shurk (American Thinker) – ci dice:
Non
c'è niente di più tragico di una vita priva di scopo. Senza significato, le
anime appassiscono.
Chiunque abbia interagito con
tossicodipendenti il cui unico "scopo" è quello di assicurarsi
un'altra "dose" sa che questo è vero.
La
parte umana di coloro che ne sono afflitti scompare progressivamente, mentre il
corpo viene sopraffatto da un disperato bisogno di rimanere in uno stato di
sedativo oblio.
Quasi
ogni città americana ha una zona "no-go" di senzatetto
tossicodipendenti incalliti che si trascinano per le strade come zombie di un
film horror.
Lo
spettacolo è surreale e ci ricorda in modo sconvolgente che persino il Paese
più potente del mondo non riesce regolarmente a respingere l'avanzata
dell'Inferno.
Come
società, fingevamo almeno di preoccuparci dell'epidemia di droga in America.
Abbiamo
dichiarato "guerra alla droga", ma la droga ha vinto.
L'amministrazione
Reagan ha prodotto alcune efficaci campagne di salute pubblica, ma i cartelli
della droga a sud del confine sono diventati solo più potenti nel tempo.
Mentre
i Democratici e alcuni libertari spingevano per la legalizzazione di sostanze
stupefacenti gravi in questo secolo, i governi statali e le agenzie federali
non solo hanno smesso di far rispettare le leggi sulla droga, ma hanno anche
accettato che a una parte considerevole della popolazione americana fosse
permesso il suicidio, mentre il resto di noi guardava disinteressatamente.
Dalle
strade urbane alle case abbandonate in cittadine rurali dimenticate, gli zombie
drogati perseguono un unico "scopo": morire.
Qualcuno
potrebbe dire "ognuno ha i suoi gusti" o "non sono affari
miei".
L'età
adulta, dopotutto, significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Ed è quasi impossibile convincere qualcuno a non autodistruggersi.
Con
ogni respiro che facciamo, ogni bicchiere d'acqua che beviamo e ogni ciotola di
cibo che mangiamo, sopravvivere è una scelta.
Chi
ricorre all'ago, si dice spesso, sta facendo anche lui una "scelta".
Eppure,
se gli americani capissero quanti degli zombie senza fissa dimora sono
veterani, persone un tempo stabili la cui vita è andata fuori controllo, o
cittadini trascurati che hanno vissuto per strada fin dall'infanzia, forse più
persone ci darebbero una mano.
A
volte invitiamo l'Inferno nelle nostre vite, e a volte l'Inferno ci inghiotte
completamente.
Beati
coloro che hanno la forza di riportare a casa le anime perdute.
Perché
i sindaci democratici di città come San Francisco, Chicago, Los Angeles e
Baltimora ritagliano interi quartieri per farli vagare indisturbati tra gli
zombie senza fissa dimora?
Non si
tratta di un'adesione "libertaria" alla presunta "libertà"
di drogarsi.
Non si tratta certo di una politica
"compassionevole" volta ad "accettare" le persone così come
sono.
Dopo un'ora di cammino per le strade della terra degli
zombie, nessuna persona razionale potrebbe concludere che questi covi di
squallore, violenza, indegnità e miseria siano altro che i tentacoli distesi
dell'Inferno.
Credo
che i Democratici proteggano questi spazi infernali perché servono a uno scopo
malvagio: man mano che le terre zombi crescono, inghiottono sempre più la
società.
Più
diventano grandi, più diventano attraenti per le anime spezzate e i malcontenti
che inseguono la morte.
Come
l'aborto su richiesta fino alla nascita di un bambino (e a volte anche dopo), i
covi della droga autorizzati dai comuni esistono per sfornare cadaveri.
Operano sia come macchine per lo spopolamento che come
sirene da nebbia che vomitano disperazione in ogni direzione.
Ciò
che i conservatori generalmente capiscono e che la sinistra non è che
"governo" e "società" sono due cose diverse.
Il
governo è uno strumento ottuso che pretende di agire per conto della società,
ma in realtà agisce secondo i propri interessi istituzionali.
La società è un concetto molto più ampio che
include tutte le relazioni culturali, religiose, intellettuali e personali che
uniscono un popolo.
Se il
governo federale dovesse mai cadere, la società americana potrebbe perseverare
e ricostruirsi.
Se la nostra società crollasse, nessun governo
potrebbe rimettere insieme i pezzi.
Il
governo è coercizione; la società è scelta.
Le
società forti creano paesi forti; i governi forti spesso distruggono i paesi.
(A
causa della guerra dei globalisti contro la verità,
per mantenere attivo il sito web, l'ANP deve
fare affidamento sulle donazioni dei lettori.
Qualsiasi
cosa i lettori dell'ANP possano fare per aiutare è molto apprezzata.)
Quando
i politici democratici difendono la diffusione delle "zombiland" in
America, promuovono gli interessi del governo, non quelli della società.
Come
potrebbero le zone mortali dove si diffonde la droga promuovere gli interessi
del governo?
Questa
domanda ci riporta a un ingrediente essenziale di ogni anima umana: lo scopo
Per
quanto riguarda i governi, le persone prive di uno scopo sono utili o
pericolose. In che senso sono utili?
Militari,
forze dell'ordine e vaste burocrazie sono costruite con persone che cercano uno
scopo.
È
confortante credere che le istituzioni governative siano intrinsecamente
patriottiche.
In realtà, i governi usano il patriottismo per
raggiungere obiettivi istituzionali. Dicono: "Fate questo per il vostro
Paese".
Ciò che intendono è: "Fate questo per il
vostro governo".
I
governi si nutrono di persone che hanno bisogno di uno scopo. Offrono uno scopo
in cambio di obbedienza.
Questo
tipo di accordo esiste indipendentemente dal fatto che il governo in questione
governi le strade di Baltimora o una nazione superpotenza.
La
vita delle gang prospera perché ai ragazzi che cercano disperatamente uno scopo
nella vita viene offerta una pistola e un angolo di strada da difendere.
Dalla presunta conclusione della Seconda Guerra
Mondiale, la guerra ha continuato a infuriare da qualche parte nel continente
africano.
Mentre
il resto del mondo fa il possibile per ignorare la carneficina, una generazione
di bambini soldato dopo l'altra trova uno scopo con un fucile.
Tutto questo "scopo" assicura vite
brevi e violente.
Quando
le persone senza uno scopo non possono essere reclutate per servire il governo,
diventano potenzialmente pericolose.
Queste
persone potrebbero scoprire che il loro scopo è semplicemente quello di opporsi
al governo.
La
funzione più importante delle burocrazie governative è quella di costringere le
persone alla sottomissione.
Quando
possibile, questa coercizione avviene silenziosamente, se non in modo
invisibile.
Le forze di polizia mantengono l'ordine.
I punteggi di credito incoraggiano i pagamenti
puntuali.
Le
banche richiedono l'uso di denaro pubblico.
Le
pensioni pubbliche garantiscono l'obbedienza dei dipendenti pubblici e dei
pensionati.
La vergogna pubblica e l'ascesa della
"cultura della cancellazione" sono strumenti governativi efficaci per
controllare i cittadini.
Quando
la coercizione governativa non riesce a controllare i cittadini, la società
inizia a rendersi conto che i suoi interessi non coincidono con quelli del
governo.
Si
pensi ai movimenti di resistenza di massa che si stanno formando in tutto il
Regno Unito.
Dopo
decenni di inondazione del Paese da immigrati clandestini che hanno continuato
a commettere crimini efferati e a minare l'unità sociale, le autorità
governative si trovano ora a fare i conti con la realtà che il popolo
britannico ha trovato uno scopo che minaccia la supremazia del governo.
L'incapacità del governo di proteggere la
società ha fornito alla società una ragione impellente per sottrarre il
controllo del Paese al governo.
Non
importa quante nuove leggi sulla censura il parlamento approvi per mettere a
tacere i cittadini, il governo britannico non sarà in grado di reprimere il
nuovo scopo del pubblico di difendersi.
Ora
considerate questo:
coloro
che stanno attualmente costruendo una struttura di intelligenza artificiale per
gestire il mondo credono che l'IA sostituirà tutti i lavoratori umani.
“Elon
Musk” ha dichiarato a una conferenza tecnologica proprio l'anno scorso che
presto "arriverà un momento in cui non ci sarà più bisogno di
lavoro".
Prevede
che tutti vivranno con un reddito fornito dal governo.
“Musk”
dipinge questo futuro come roseo, ma riconosce che "la domanda sarà di
significato. La tua vita ha un senso?".
Che
sia onesto o meno nel suo ottimismo, almeno capisce che la questione dello
scopo umano verrà alla ribalta nei prossimi anni.
I
governi di tutto il mondo sono ovviamente molto meno ottimisti.
La
crescente censura in Occidente, la sorveglianza digitale di massa, i progetti
per i "passaporti vaccinali" e il lancio di valute digitali delle
banche centrali suggeriscono che i governi apparentemente favorevoli alla
"libertà umana" stiano in realtà costruendo sistemi di controllo
totalitari.
Stanno
investendo massicciamente in un'infrastruttura volta a garantire che lo scopo
della società rispecchi rigorosamente gli obiettivi del governo.
I
liberi pensatori che si rifiutano di conformarsi dovrebbero dare un'occhiata
attenta alle terre zombi degli Stati Uniti.
Ai
governi non importa se persone senza scopo si uccidono.
Faranno
tutto il possibile, tuttavia, per assicurarsi che le persone non trovino uno
scopo nell'opporsi alle politiche governative.
Per
quegli agnostici che non hanno ancora capito che la battaglia imminente è in
ultima analisi spirituale, ripensateci.
Siamo
in una guerra tra il bene e il male. Fate attenzione a dove vi posizionate.
IL
GENOCIDIO DI GAZA, IL PETROLIO
E I
RISERVISTI ISRAELIANI.
Lapekoranera.it
– (29/08/2025) - Manlio Lo Presti – ci dice:
(terrasanta.net/2007/08/il-gas-di-gaza/).
Fiumi
e oceani di inchiostro e centinaia di video vaticinanti circolano in rete sul
tema dell’operazione militare di Israele a Gaza.
Si
tratta di porre troppa attenzione ai fatti di cronaca, senza tenere in
considerazione i motivi che hanno spinto gli Usa ad attivare la forza bellica
israeliana per conto terzi.
Il
motivo VERO dello sterminio è quello di riuscire a saccheggiare milioni di
metri cubi di gas situato in mare, al largo di fronte a Gaza. Impossessarsi rapidamente di queste
risorse energetiche è il primo obiettivo dei soliti colossi multinazionali
angloamericani.
La notizia è stata diffusa da Avvenire
giornale cattolico del potentissimo e pervasivo Vaticano e non da infami
complottisti filorussi!
(avvenire.it/opinioni/pagine/il-gas-di-gaza).
Altri
periodici poco diffusi lo hanno scritto già in anni precedenti: (terrasanta.net/2007/08/il-gas-di-gaza/).
L’azienda
energetica ENI è attivamente presente nell’area ed è continuamente osteggiata.
L’ENI
è in mano pubblica italiana per poco più del 31%, il resto è in mani estere:
(consob.it/web/area-pubblica/w/eni-spa-azionariato-2024-10-08)
.
Una situazione che continua a generare effetti
geopolitici all’azienda Italia di cui i politici non tengono minimamente conto.
Possiamo sperare sull’attenzione dei nostri Servizi Segreti (forse).
Altro
che islamismo e antisemitismo.
Nulla
vieta di pensare che Hamas sia una creatura della CIA e del Mossad che ha
offerto il motivo apparente ed è diventato il “casus belli” che giustificasse
l’emergenza di attivare l’occupazione militare di Gaza da parte di Israele.
Una
“risposta” sproporzionata che va ben oltre quelli previsti dai codici di guerra
attuali.
Hanno
fatto seguito le dichiarazioni del premier israeliano di voler attivare
operazioni militari contro tutti i Paesi confinanti per l’attuazione della
Grande Israele con annessioni territoriali a spese dei vicini.
Adeso
comincia ad emergere la totale inutilità dell’ONU.
La
popolazione di Israele attuale è quasi di dieci milioni di individui.
Di
quanti soldati dispone questo staterello per riuscire ad aggredire senza sforzo
cinque Paesi contemporaneamente?
Il ricorso alla chiamata dei riservisti.
(ilpost.it/2023/10/11/riservisti-israele/).
Il reclutamento e l’attivazione dei riservisti
è previsto anche per i cittadini all’estero ma è escluso per gli ebrei
ultraortodossi in base ad una legge del 1999. Farei notare che gli
ultraortodossi sono quelli che sostengono la guerra sempre più violenta e
distruttiva!
Per
alcuni organi di stampa, l’età massima di reclutamento dei riservisti
israeliani è di 49 anni
.(wired.it/article/israele-riservisti-reclutamento-soldati-come-funziona/).
Facendo
due conti davanti ad un caffè, Tel Aviv dispone di circa quattro milioni di
effettivi con i riservisti?
(ilfattoquotidiano.it/2025/04/30/gaza-raid-16-vittime-israele-richiama-riservisti-espansione-guerra/7970242/).
Con i
soldi a palate garantiti dal sionismo dei super- banchieri ebrei nel mondo e
con l’azione di oltre quattro milioni di umani, Israele può guerreggiare
all’infinito. Ma per ordine di chi?
Questo
interrogativo è ancora adesso un tabù sostenuto da una lunga serie di omicidi
su commissione ai danni di coloro che pensano di ficcare il naso in questione
che non li riguardano!
Gran
parte del settore giornalistico a stampa, via rete e via televisione continua a
tacere sul numero di morti e di feriti dell’esercito israeliano.
Perché?
Perché
questa omissione inaccettabile da parte di una stampa che continua a dichiarare
di dirci le verità mentre continua a diffondere propaganda e doppie verità?
Molto
precisa è invece la stampa mondiale impegnata alacremente a fornire
ripetutamente il numero di morti a Gaza e sulle operazioni militari, sui tumori
giornalistici attribuiti a Putin, sui calzini e sulle pallottole dell’esercito
russo. Propaganda
è la diffusione di notizie belliche ebraiche che devono celebrare la potenza
infinita delle armate israeliane, sostenute anche oggi dal loro Dio degli
Eserciti?
La
destinazione delle spiagge di Gaza come centro turistico è un diversivo.
Non è
credibile, infine, la versione dell’assalto del 7 ottobre perché Israele
possiede un sofisticato e aggiornatissimo sistema satellitare di oltre 33
miliardi di dollari (sul quale tutti i giornali tacciono) e il supporto
infinito e incondizionato degli USA nei cieli.
Tale sistema è il grado di percepire il
cammino di un grillotalpa nel deserto e non ha sentito né avvertito i mezzi
motorizzati rumorosi di Hamas?
Nemmeno
Andersen avrebbe raccontato cose simili. Ma i creduloni che seguono il
Pifferaio di Hamelin sono in abbondanza.
La
Verità continua ad essere un accessorio, ma i soldi sono il primo motivo delle
azioni umane.
Bessent:
“Potremmo dichiarare
un’emergenza
abitativa
nazionale
in autunno.”
Shtfplan.com - Tyler Durden -Zero Hedge – (3
settembre 2025) – ci dice:
Il
Segretario al Tesoro “Scott Bessent ha dichiarato al “Washington Examiner” in
occasione del “Labor Day” che l'amministrazione Trump potrebbe dichiarare
un'emergenza abitativa nazionale nei prossimi mesi per affrontare la crisi
dell'accessibilità economica.
Le dichiarazioni di Bessent giungono poco
prima di un previsto ciclo di tagli dei
tassi di interesse , sottolineando l'urgente impegno dell'amministrazione per
affrontare la crisi dell'accessibilità economica, che sarà uno dei temi chiave
in vista delle elezioni di medio termine del 2026.
Lunedì,
Bessent ha partecipato alla colazione del
“Washington Examiner” presso il “McLean
Family Restaurant”, in occasione del Labor Day.
Ha
dichiarato al quotidiano che il Presidente Trump intende fare della
"accessibilità economica" un pilastro fondamentale del programma
elettorale di medio termine del 2026 di America First.
"
Potremmo dichiarare un'emergenza abitativa nazionale in autunno ", ha
detto Bessent al Washington Examiner.
Una
combinazione tossica di tassi ipotecari elevati e prezzi delle case ai massimi
storici ha innescato una delle peggiori crisi di accessibilità economica degli
alloggi dell'ultima generazione, escludendo molti appartenenti alla classe
operaia dalla proprietà di una casa.
"Stiamo
cercando di capire cosa possiamo fare e non vogliamo intrometterci negli affari
degli stati, delle contee e dei governi municipali", ha osservato Bessent,
aggiungendo: "Penso che tutto sia sul tavolo ".
Il
Segretario al Tesoro non ha fornito dettagli sulle azioni specifiche che Trump
potrebbe intraprendere, ma ha menzionato che i funzionari dell'amministrazione
stanno analizzando soluzioni per standardizzare i codici edilizi e urbanistici
locali e ridurre i costi di chiusura.
Ha
aggiunto che verrà valutata la possibilità di considerare alcune esenzioni
tariffarie per i materiali edilizi.
"Penso
che assisteremo a una grande ripresa economica nel 2026", ha continuato
Bessent.
"Questa
signorina molto, molto, molto gentile qui, che gestisce questo ristorante da 32
anni, riceverà un cospicuo rimborso fiscale grazie alla 'mancia zero'.
Quindi il 2026 sarà un anno positivo".
Un
altro modo in cui l'amministrazione Trump sta cercando di incrementare
l'offerta di alloggi è quello di rimuovere gli immigrati clandestini dai
programmi federali di assistenza abitativa.
Inoltre, gli sforzi per ripristinare la legge
e l'ordine nelle città controllate dai Democratici, afflitte dalla criminalità,
potrebbero anche liberare il patrimonio immobiliare.
America
First si propone di ricostruire la classe media dopo che i globalisti hanno
trascorso decenni a erodere la classe operaia che ha costruito questa nazione.
Rendere la proprietà della casa, la famiglia e il paese "Grandi di
nuovo" sembra essere di gran moda oggi, soprattutto su internet.
"Non
vedevo così tanta incertezza dal 1968":
nemmeno le dimissioni di Macron
salveranno la Francia.
Politico.eu
– (3 settembre 2025) – Clea Caulcut – ci dice:
La
Quinta Repubblica fondata da Charles de Gaulle appare sempre più ingovernabile.
Riunione
ministeriale franco-tedesca a Tolone.
Sebbene
le dimissioni di Emmanuel Macron rappresenterebbero un terremoto sulla scena
diplomatica europea, vi sono sempre più dubbi che possano risolvere la
situazione di stallo che blocca la Quinta Repubblica.
PARIGI
— La
politica francese è così paralizzata che le dimissioni del presidente Emmanuel
Macron, un'idea un tempo solo sussurrata nei corridoi del potere, ora sono
oggetto di dibattito aperto.
Ma
mentre le dimissioni di Macron rappresenterebbero un terremoto sulla scena
diplomatica europea, cresce il dubbio che ciò risolverebbe la situazione di
stallo che blocca la Quinta Repubblica.
I
problemi della Francia sembrano essere più profondi.
Macron
è già alla ricerca del suo quinto primo ministro in meno di due anni, nella
speranza che “François Bayrou” venga estromesso lunedì a causa delle sue
impopolari misure volte a ridurre l'enorme deficit di bilancio del Paese.
Ma un
nuovo candidato a primo ministro, Macron, riuscirebbe a far passare i miliardi
di euro di stretta di bilancio di cui il Paese ha bisogno per evitare una crisi
del debito?
E una nuova elezione anticipata creerebbe una
maggioranza praticabile?
Nessuna
delle due ipotesi sembra probabile.
E anche se Macron dovesse dimettersi, il suo
successore si troverebbe quasi certamente ad affrontare gli stessi ostacoli.
Per
quasi 70 anni, le istituzioni della Quinta Repubblica francese hanno retto,
indipendentemente dalla frequenza con cui la gente scendeva in piazza o dalla
durata degli scioperi.
I governi si succedevano e se ne andavano,
mentre i presidenti, per la maggior parte, duravano fino alla fine del loro
mandato, sebbene di solito meno popolari di quando avevano iniziato.
Il
sistema ha resistito.
Ma
oggi la legislatura è in stallo, i colloqui sul bilancio sono in stallo e le
voci di disordini sociali si fanno sempre più forti.
I mercati finanziari sono nervosi e lo stesso Bayrou
avverte che Parigi si troverà ad affrontare uno scenario in stile greco se non
limiterà la spesa.
In
questo contesto, il “presidente del Rassemblement National” di estrema destra
“Jordan Bardella” e il leader dell'estrema sinistra “Jean-Luc Mélenchon,” i cui
partiti insieme rappresentano un terzo dei seggi dell'Assemblea nazionale,
chiedono apertamente le dimissioni del presidente.
Il
dibattito più ampio sulle sue dimissioni non è più bizzarro e ora coinvolge
autorevoli commentatori politici e alcune figure del centro-destra.
"Lo
sentiamo anche da voci vicine al campo di Macron", ha detto “Mathieu
Gallard,” sondaggista di Ipsos Francia.
"Il disagio è reale".
Resistere.
Si
ritiene ancora che Macron non getti la spugna, soprattutto perché una sua
uscita prematura (le elezioni presidenziali non sono previste prima del 2027)
non risolverebbe la situazione.
I
sondaggi mostrano che le nuove elezioni legislative nelle prossime settimane
porterebbero molto probabilmente a un altro parlamento in stallo, con qualche seggio in più per il
partito di estrema destra Rassemblement National di Marine Le Pen.
Emmanuel
Macron è già alla ricerca del suo quinto primo ministro in meno di due anni,
nella speranza che François Bayrou venga estromesso lunedì a causa delle sue
impopolari misure volte a ridurre l'enorme deficit di bilancio del Paese.
"I
politici credono erroneamente al mito secondo cui i francesi scelgono un leader
e poi gli danno una maggioranza parlamentare operativa per agire", ha
affermato l'esperto costituzionale francese” Benjamin Morel”.
Quell'idea,
ha detto Morel, è stata un'altra vittima della vittoria di Macron nel 2017, un rivoluzionario
liberale che ha distrutto la tradizione bipartisan francese. Le linee di
frattura politiche emerse dalle macerie, per un crudele scherzo del destino, si
sono ritorte contro di lui.
"Non
vedevo così tanta incertezza da quando ero studente nel 1968", ha
affermato “Eric Chaney”, ex capo economista della “compagnia assicurativa AXA”,
riferendosi alle proteste del maggio 1968 che paralizzarono la Francia e
portarono a profondi cambiamenti sociali e politici.
"All'improvviso
non sai più cosa sta succedendo alla tua economia, al tuo governo", ha
affermato “Chaney”.
Nuovo
leader, stessi problemi.
Noto
per la sua testardaggine, Macron ha spesso scartato la possibilità di un
abbandono anticipato.
Il
centrista 47enne è stato una forza dominante e sempre più polarizzante nella
politica francese negli ultimi otto anni, mentre le sue promesse di trasformare
il Paese in "nazione delle start-up" non sono state del tutto
mantenute.
Il
presidente sa bene che ci sono pochi segnali che i politici francesi siano
disposti a mettere da parte le loro divisioni e a risolvere il problema del
bilancio per il bene della nazione.
In
effetti, l'umore in Francia è decisamente poco collaborativo, ha affermato “Gaspard
Gantzer”, ex consigliere del presidente socialista francese “François Hollande”.
"Continueremo
ad aggravare il deficit, non succederà nulla e la situazione non farà che
peggiorare", ha affermato.
Ma i
partiti di opposizione francesi sbaglierebbero a pensare di poter cambiare
nuovi primi ministri, indire nuove elezioni e persino anticipare le elezioni
presidenziali senza ingoiare la medicina amara che i successivi governi di
Macron hanno cercato di somministrare, ha affermato “Chaney”.
"Se
la gente inizia a pensare che non è poi così grave, che possiamo convivere con
i deficit, ci stiamo dirigendo verso una crisi vera e propria", ha
affermato. "La Germania inizierà a pensare che la Francia sia un problema
serio e la BCE [Banca Centrale Europea] non sarà in grado di aiutare il governo
francese a gestire il suo debito".
“Chaney”
sostiene che la Germania potrebbe porre delle condizioni a qualsiasi aiuto la
BCE possa fornire alla Francia.
Ma
anche se Berlino riuscisse a usare la forza contro l'establishment politico
francese, la Francia seguirebbe l'esempio?
A
giudicare dalle proteste dei Gilet Gialli del 2018 e del 2019, dalle proteste
per le pensioni del 2023 e dalle attuali richieste di una chiusura nazionale,
un pubblico sempre più scettico e irrequieto ha poca voglia di sacrifici e
austerità.
Per
quanto riguarda l'eliminazione di Macron, la Francia è un paese intriso di una
storia rivoluzionaria regicida e comprende sia i vantaggi che le insidie di
dare il benservito al capo.
È
facile chiedergli la testa, ma bisogna essere pronti al caos che ne consegue.
Merz:
“La Germania è Già in Conflitto”
con la Russia. Zakharova:
“Chiamate
gli Psichiatri!”
Conoscenzealconfine.it
– (3 Settembre 2025) – Renovatio21.com – Merz – ci dice:
La
Germania è “già in conflitto” con la Russia, ha affermato il cancelliere “Friedrich
Merz”.
Il
politico democristiano al vertice della Repubblica Federale ha affermato che
Mosca sta “destabilizzando” la Germania attraverso attacchi informatici e
disinformazione, e ha suggerito che la Russia potrebbe attaccare l’UE per
rivendicare gli ex territori sovietici.
In
un’intervista rilasciata venerdì all’ “emittente francese LCI”, Merz ha
affermato di concordare con la recente descrizione del presidente francese”
Emmanuel Macron” del presidente russo “Vladimir Putin” come “un orco che vuole sempre mangiare di
più”.
“È
così che vedo Putin.
Destabilizza
gran parte del nostro Paese.
Sta interferendo ovunque, in particolare sui
social media”, ha detto Merz, sostenendo che l’Intelligence tedesca segnala
regolarmente attacchi informatici russi e tentativi di influenzare l’opinione
pubblica, senza fornire alcuna prova.
“Quindi
siamo già in conflitto con la Russia”, ha affermato, aggiungendo che la
campagna di Mosca prende di mira l’intera UE con l’obiettivo di “destabilizzare
le nostre democrazie”.
Commentando
le dichiarazioni di Merz, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova
ha affermato che si tratta di “un caso che richiede l’intervento degli
psichiatri”.
“La
Germania fornisce armi, compresi equipaggiamenti militari pesanti, al regime
neonazista di Kiev da tre anni, e ora sono preoccupati per i social network”,
ha dichiarato sabato all’”agenzia TASS”, aggiungendo che “milioni di persone
stanno soffrendo” a causa dell’interferenza occidentale negli affari ucraini,
che ha innescato il colpo di Stato di Maidan e ha portato alla mancata
attuazione degli accordi di Minsk da parte di Kiev, entrambi precursori delle
attuali ostilità.
Come
riportato da “Renovatio 21”, la Russia il mese scorso ha annullato un accordo
di distensione con la Germania.
Da
quando il conflitto in Ucraina si è intensificato nel 2022, i funzionari
occidentali hanno affermato che la Russia potrebbe prendere di mira gli stati
dell’UE.
All’inizio
di quest’anno, Bruxelles ha lanciato una frenetica campagna di
militarizzazione, mentre i membri europei della NATO hanno concordato di
aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL, citando entrambi la presunta
“minaccia russa”.
Merz è
stato uno dei più convinti sostenitori di queste misure, esortando di recente
Berlino a trasformare l’esercito tedesco nel “più forte esercito convenzionale
d’Europa”.
Mosca
ha respinto le accuse secondo cui rappresenterebbe una minaccia, accusando
l’Occidente di alimentare la russofobia per giustificare il rafforzamento
militare e distogliere l’attenzione dai problemi interni.
Il ministro degli Esteri russo “Sergej Lavrov”
ha avvertito che la crescente russofobia e la militarizzazione in Germania e
nell’Unione Europea in generale segnalano una deriva verso un “Quarto Reich”, e
ha accusato i governi occidentali di cercare predominio, espansione e ingerenza
sotto le mentite spoglie della democrazia.
Come
riportato da “Renovatio 21”, a giugno Merz aveva dichiarato che la Germania non
limiterà più la capacità dell’Ucraina di lanciare attacchi a lungo raggio in
profondità nel territorio russo, incluso l’uso di armi di fabbricazione
tedesca.
Commentando
l’accaduto il tenente colonnello svizzero in pensione “Ralph Bosshard” aveva
detto in un’intervista che, dal punto di vista militare, le continue dichiarazioni del
cancelliere tedesco Merz sembrano “una prova generale per la prossima guerra
dell’Europa contro la Russia”.
Merz,
che ha promesso di bloccare il rilancio del gasdotto Nord Stream 2, in
settimana ha dichiarato che la Germania sta subendo una crisi economica di tipo
strutturale.
(renovatio21.com/merz-la-germania-e-gia-in-conflitto-con-la-russia-zakharova-chiamate-gli-psichiatri/).
Quello
che “Victor Davis Hanson”
non
dice sulla seconda guerra mondiale.
Unz.com
- Spencer J. Quinn – (3 settembre 2025) – ci dice:
Il
mese scorso “Tucker Carlson” ha invitato il professore di chimica “David Collum”
nel suo podcast per discutere le opinioni originali di Collum su una serie di
argomenti.
Questi
includono il” laptop di Hunter Biden”, l'”origine del COVID”, la sparatoria di
Las Vegas del 2017, il processo Diddy, Q-Anon e molti altri.
Una discussione affascinante.
Ben
presto, tuttavia, è emerso un tema: non tutto è come sembra, e se si
scava più a fondo è probabile che si trovino attori cinici che fanno cose
cattive in nome di qualche ideale.
Una scommessa abbastanza sicura, sembrerebbe.
Poi, nel bel mezzo dell'intervista, dopo un divertente
aneddoto sulla pesca alla spigola, la coppia si è brevemente avventurata
nell'ultimo tabù, la Seconda Guerra Mondiale.
COLLUM:
Beh, lei sa, ora, prima di tutto qual è la verità, giusto?
La verità sta diventando molto ambigua. L'anno
scorso ho scritto sulla storia della Seconda Guerra Mondiale.
Ho
fatto un mini “Daryl Cooper”.
CARLSON:
Sì.
COLLUM:
Ed è iniziato quando ho letto un libro di “Diana West”, che sarebbe bello se la
intervistassi.
Ed era
una storia revisionista della Seconda Guerra Mondiale.
E tu
dici: "Beh, perché vorresti leggerlo?"
Beh, a
quanto pare penso che la storia che abbiamo avuto sulla Seconda Guerra Mondiale
sia completamente sbagliata.
CARLSON:
In realtà, penso che sia giusto.
COLLUM:
E poi ho
letto di Roosevelt e del braccio destro di Roosevelt che era una spia
sovietica.
CARLSON:
Certamente lo era. Confermato, confermato, a proposito.
COLLUM:
Si può
sostenere che dovremmo schierarci con Hitler e combattere Stalin.
Patton
ha detto questo.
E
forse non ci sarebbe stato l'Olocausto, giusto?
Ma
Stalin era terribile sotto ogni punto di vista e noi non eravamo suoi alleati.
La
storia è che alla fine della seconda guerra mondiale c'erano alcuni soldati
americani dispersi in territorio russo.
CARLSON:
No!
COLLUM:
Da 15
a 20.000 erano dispersi e li avevamo lasciati lì.
E poi
si legge di Pearl Harbor.
Sappiamo
tutti che la storia di Pearl Harbor non è quella che ci viene raccontata. Ma ho
scavato a fondo, e si scopre che sapevamo fin dal mattino che Pearl Harbor
stava per essere attaccata.
Stalin
sapeva che sarebbe stato attaccato.
Voleva
che togliessimo i giapponesi dal suo fianco.
E il
braccio destro di Roosevelt era d'accordo perché era una spia sovietica,
giusto?
Rifiutando
di demonizzare Adolf Hitler e i nazisti, Collum entra nel territorio, a volte
oscuro e sempre pericoloso, del revisionismo della Seconda Guerra Mondiale.
Mentre la narrativa tradizionale che
giustifica il ruolo dell'America in essa diventa sempre più traballante, Collum si chiede se l'America avrebbe
dovuto schierarsi con Hitler piuttosto che con Stalin.
Non solo abbiamo scoperto prove storiche che
contraddicono questa narrazione, ma Collum sembra implicare che i nazisti si
trovassero in un terreno morale più elevato dei sovietici.
E questo avviene mentre l'Occidente inizia a
soccombere alle forze che i nazisti non avrebbero mai tollerato, vale a dire il marxismo culturale,
l'immigrazione di massa e l'Islam.
In
risposta all'analisi di Collum, lo storico Victor Davis Hanson offre una confutazione precisa.
Solo
che non riesce a rispondere direttamente alla domanda principale di Collum.
Hanson
sembra presumere che se riesce a confutare i quattro punti che Collum produce
con disinvoltura per sostenere la sua argomentazione, può screditare
completamente la questione.
Questa
è una falsa ipotesi.
Innanzitutto, ci sarebbe potuto essere di più
nella storia.
Collum
e Carlson hanno trascorso meno di due minuti a discutere della Seconda Guerra
Mondiale, mentre Hanson, nel suo pezzo sul “Daily Signal”, la confuta in sette.
Chiaramente
Collum non era pronto a rivedere la guerra nello spettacolo di Carlson, e
probabilmente avrebbe puntellato le sue argomentazioni in un contesto più
formale.
Forse
una risposta più equa da parte di Hanson sarebbe stata quella di leggere ciò
che Collum ha già scritto sull'argomento prima di commentare, o di invitarlo
nel suo spettacolo per discuterne ulteriormente.
Sfortunatamente,
non ha fatto né l'uno né l'altro.
In
secondo luogo, il VDH non offre ragioni affermative per cui l'America avrebbe
dovuto schierarsi con Stalin piuttosto che con Hitler.
Invece, fa i pignoli con la corteccia degli
alberi, mancando completamente la foresta.
Infine,
menzionando casualmente che Stalin era un "mostro" che aveva
"ucciso venti milioni di persone" prima della guerra, Hanson invalida
la sua posizione e non sembra rendersene conto.
Hanson:
In
primo luogo, ha detto che i sovietici avevano ucciso da 15 a 20.000 prigionieri
di guerra quando li avevano ereditati dopo aver liberato i prigionieri di
guerra americani dai campi di prigionia tedeschi nell'est.
Non è vero.
C'era
una commissione congiunta sovietico-americana.
C'erano
accordi che i sovietici avrebbero restituito i prigionieri americani.
C'erano disaccordi sul fatto che gli alleati
avrebbero restituito i prigionieri russi alla Russia perché alcuni di loro
erano stati catturati mentre combattevano, la maggior parte di loro, per la
Germania.
E Stalin voleva ucciderli o farli lavorare
fino alla morte, e loro volevano asilo.
Ma a
parte questo, alla fine la maggior parte degli americani trovò la strada per
tornare alle linee alleate e fu rimpatriata.
Ce n'erano alcuni di cui oggi non siamo a
conoscenza? Sì.
Ma in
un periodo di quattro anni, ci sono stati molti americani che sono stati
catturati e tenuti nei campi di prigionia tedeschi, sono stati fucilati sul
campo di battaglia, sono stati fatti saltare in aria...
Non
sapevamo cosa fosse successo loro.
Ma
l'idea che avremmo permesso che morissero da 15 a 20.000 prigionieri di guerra
americani in mani russe non è vera.
Non
può essere comprovato.
Prima
di tutto, dal momento che tutto questo accadde ben dopo l'inizio della guerra,
ha poca attinenza con lo status morale comparativo dei belligeranti nel 1939,
che, potenzialmente, avrebbe aiutato gli Stati Uniti a determinare una parte da
favorire.
Quindi
è un po' una falsa pista.
In
ogni caso, dopo le atrocità di Stalin negli anni '20 e '30, 20.000 prigionieri
di guerra alleati non contabilizzati sono una goccia nel mare (0,1%).
Eppure,
respingendo l'affermazione di “Colleum” secondo cui gli Stati Uniti hanno
abbandonato così tanti prigionieri di guerra, VDH si imbatte nella ricerca di
James Sanders nel suo lavoro del 1992 “Soldiers of Mis fortune”.
Sottotitolo:
"Il
tradimento segreto di Washington nei confronti dei prigionieri di guerra
americani in Unione Sovietica".
Sulla
sua strada c'è anche “John MG Brown” che, in un articolo del 1990 su “Veteran
Views” , affermò che Stalin usò decine di migliaia di prigionieri di guerra
alleati come pedine per ricattare gli Alleati affinché restituissero milioni di
sovietici catturati per lui da uccidere o ridurre in schiavitù.
Brown riferisce che mentre alcuni prigionieri
di guerra alleati furono restituiti, "Stalin rinnegò la piena
reciprocità e la maggior parte dei prigionieri di guerra alleati scomparve in
campi segreti e speciali".
Per
salvare la faccia, gli Alleati ridussero il numero di soldati persi dai
sovietici.
Sono
sicuro che “Hanson” è a conoscenza di queste fonti, che forse erano anche di “Collum”.
In
ogni caso, o Hanson ha ragione, o Sanders e Brown lo sono.
Non ci sono vie di mezzo.
Se è
il primo, allora Hanson deve affermare categoricamente che il lavoro di Sanders
e Brown è stato smentito sin dalle loro date di pubblicazione.
Ma anche se potesse farlo, ciò non confuta la
tesi principale di Collum secondo cui Stalin era peggio di Hitler.
Dopotutto,
Stalin era abbastanza a sangue freddo da tenere in ostaggio decine di migliaia
di suoi alleati per uccidere un numero molto maggiore di espatriati o di russi
catturati dopo la fine della guerra:
Aleksandr
Solzhenitsyn lo colloca a oltre 1,5 milioni nel suo volume del 1975
Avvertimento all' Occidente.
Un
comportamento così grottesco non rende Stalin peggiore di Hitler, che almeno si
aspettava che fosse dichiarata la guerra prima di uccidere?
VDH
poi affronta l'affermazione di Colombo secondo cui il generale “George Patton”
credeva che l'America "avrebbe dovuto schierarsi con Hitler e combattere
Stalin".
Qui
mette in piedi un uomo di paglia e lo schiaffeggia.
Come
pro-console della Baviera, Patton non disdegnava di arruolare ex nazisti,
riabilitati o meno, per aiutare ad amministrare la regione, poiché le
condizioni del dopoguerra erano terribili e la manodopera limitata.
Hanson
spiega:
Ciò ha
portato ad ulteriori dichiarazioni, ha detto, poiché l'Armata Rossa ha violato
gli accordi di Yalta e gli accordi di Potsdam e non ha tenuto libere elezioni o
libere comunicazioni, trasporti e rapporti tra il territorio russo occupato e
il territorio alleato occupato.
Una
nuova cortina di ferro era già emersa, immagino la chiamereste voi, una cortina
di ferro proto.
E Patton a un certo punto disse a Eisenhower e
ad altri:
"So che saremo in una guerra, fredda o calda con
l'Unione Sovietica, e siamo qui. Non torniamo agli Stati Uniti. Affrontiamoli
militarmente per farli onorare i loro accordi, e se non abbiamo la forza
lavoro, i mezzi...”
"...
La Russia aveva 500 divisioni; Gli Alleati ne avevano circa 200... possiamo
sempre utilizzare veterani dell'esercito tedesco".
Questo
è quanto di più vicino alla follia abbia detto. È stata un'osservazione
infelice, ma
non ha detto che mentre Hitler era vivo, avremmo dovuto unirci ai nazisti per
combattere Stalin.
VDH
non riesce a notare che l'affermazione di Collum su Patton implica un guardare
indietro nel tempo.
Secondo
Collum, a quanto pare, Patton si sentiva così dopo la fine della guerra, e non
mentre la Wehrmacht faceva piovere fuoco letale sulla sua amata Terza Armata.
Quindi l'affermazione forse vera di VDH che
Patton non ha mai detto cose così stravaganti "mentre Hitler era
vivo" è un punto completamente inutile.
Sofismi,
se volete.
Inoltre,
va contro le prove che rivelano che Patton ha detto dopo la guerra che gli
Stati Uniti avevano combattuto il nemico sbagliato.
In caso contrario, allora Hanson deve fare i conti con
le ricerche e le reminiscenze di “Anthony Cave Brown” nel suo lavoro del 1975”
Bodyguard of Lies Volume II”, Phillip Coleman nel suo lavoro del 1987 Cannon
Fodder: Growing up for Vietnam, e Betty South nel suo articolo del 1953 sulla
Guardia Nazionale "We Called Him Uncle Georgie", che citano tutti
come Patton abbia affermato che gli Stati Uniti avevano il nemico sbagliato fin
dall'inizio.
Infine,
perché l'osservazione è stata infelice?
Perché ha messo il generale Eisenhower sulla
sedia calda?
Perché ha offerto il "mostro" Josef
Stalin?
Perché ha causato il licenziamento di Patton
dal comando della Terza Armata? Ottant'anni dopo il fatto, sono davvero buone
ragioni?
Lo sono mai stati?
Sarebbe
come definire "infelici" le affermazioni di Galileo sul moto
planetario perché lo misero agli arresti domiciliari dal Papa.
L'unica
buona ragione per considerare l'osservazione infelice di Patton oggi sarebbe se
si sbagliassero.
E VDH
deve ancora dimostrare che lo erano.
Sebbene
Hanson non elenchi questo come uno dei tre punti principali di Collum, nel
pezzo più lungo che ho collegato sopra affronta anche l'affermazione di Collum
secondo cui l'attacco di Pearl Harbor fu una montatura.
Fondamentalmente,
il presidente Roosevelt voleva entrare in guerra contro la Germania e fece
tutto il possibile per provocare il Giappone militarista, alleato della
Germania, ad attaccare le forze statunitensi che erano convenientemente
posizionate a Pearl Harbor.
Hanson rispetta questa posizione fino a un
certo punto, ma non sembra rendersi conto che la rispetta abbastanza da
convalidare Collum.
Così
che Roosevelt ordinò nel maggio del 1940 all'ammiraglio Richardson, capo della
Settima Flotta, di spostare la base di San Diego fino a Pearl Harbor.
E lui ha detto: "Sto mettendo la mia
testa in un cappio.
La
Settima Flotta non è in grado di dissuadere la flotta imperiale giapponese nel
Pacifico.
Se mi metti in mezzo al nulla alle Hawaii, non
avrò le infrastrutture, il supporto aereo che avrei a San Diego".
E lui
continuava a lamentarsi e lo sollevarono.
Poi
l'ammiraglio Kimmel prese il comando e fu sollevato dal comando.
Penso
che 3 settimane dopo, lui fosse il capro espiatorio.
E da
ciò nacque una cospirazione secondo cui Roosevelt stava facendo tutto il
possibile per provocare i giapponesi con le sanzioni, mettendoci fuori molto
vulnerabili in modo da essere attaccati.
Potrebbe
esserci del vero in questo, ma l'idea che ci sia una grande storia non
raccontata di Pearl Harbor non è vera.
Sappiamo più o meno che Roosevelt voleva entrare in
guerra prima o poi.
Sentiva che l'Europa sarebbe caduta e
sottovalutò la capacità dei giapponesi di danneggiare la Marina degli Stati
Uniti, ma non aveva intenzione di attaccare Pearl Harbor.
Sembra
una differenza senza differenza.
Come
potrebbe esserci "un po' di verità" in questa cospirazione, ma non
abbastanza per convalidare l'affermazione di Collum che "la storia di
Pearl Harbor non è quella che ci viene raccontata?"
Inoltre, se Roosevelt avesse davvero
"sottovalutato la capacità dei giapponesi di danneggiare la Marina degli
Stati Uniti", non sarebbe l'idea che egli abbia deliberatamente reso la
flotta del Pacifico vulnerabile a un attacco da parte di un nemico non così
dannoso?
Sfortunatamente, Hanson non cita le prove
scoperte da “Robert Stinnet”t nel suo lavoro del 1999 Il giorno dell'inganno
che dimostra che Roosevelt voleva che il Giappone attaccasse Pearl Harbor.
Queste
dimostrano e includono:
Il
Memorandum McCollum in otto punti, scritto nell'ottobre 1940, che delinea la
strategia impiegata dagli Stati Uniti durante i 14 mesi che precedettero
l'attacco;
La
sofisticazione della criptoanalisi statunitense, che aveva decifrato i codici
giapponesi e rivelato che le forze statunitensi sapevano che l'attacco stava arrivando
e non hanno fatto nulla per fermarlo;
Il fatto che Kimmel fosse stato tenuto
all'oscuro di questa criptoanalisi;
Il
mito del "silenzio radio" giapponese mentre le loro navi navigavano
verso Pearl Harbor;
C'è
anche tutta la segretezza sospetta che ancora circonda l'attacco di Pearl
Harbor, come i registri e i messaggi crittografati che sono scomparsi dagli
Archivi Nazionali.
Il
punto più forte di Hanson arriva in risposta all'affermazione più debole di
Collum:
che
forse l'Olocausto ebraico non sarebbe accaduto se gli Stati Uniti si fossero
schierati con la Germania.
Affermando
questa affermazione in modo così delicato, sono sicuro che Collum sarebbe il
primo a cambiare quel "forse" in un "forse no".
Indipendentemente da ciò, Hanson approfondisce le
atrocità antiebraiche tedesche che, a suo dire, iniziarono il giorno stesso
dell'invasione della Polonia nel 1939, e poi suggerisce che l'Olocausto ebraico
industrializzato sarebbe avvenuto in un modo o nell'altro.
Forse è vero.
Il
fatto che i tedeschi hanno ucciso un gran numero di ebrei durante la guerra –
forse fino alla cifra massima di quattro milioni come citato da David Cole in
questo articolo del Guardian del 2013 – non sarà contestato qui.
A quel
tempo, gli ebrei dell'Europa orientale (o Ostjuden ) erano noti per il loro
radicalismo di sinistra.
Qualsiasi
ebreo catturato nel territorio nemico avrebbe avuto più probabilità di chiunque
altro di causare problemi al Reich in quanto partigiano.
E questo non dice nulla di tutte le atrocità che gli
ebrei sovietici avevano commesso durante il periodo tra le due guerre, di cui i
nazisti erano pienamente consapevoli e giustamente temevano.
Dal
momento che i nazisti stavano in effetti combattendo il “Ragnarök” contro un
nemico malvagio come i sovietici, così come contro gli ingannevoli negli Stati
Uniti (secondo Stinnett) e in Inghilterra (secondo David Hoggan nella sua opera
del 1961 La guerra forzata ), avevano poche ragioni per tenere gli ebrei in
giro una volta che avevano messo le mani su di loro.
Crudele?
Sì.
E un buon numero di tedeschi ha esagerato con
la crudeltà?
Sono
sicuro che l'hanno fatto.
Ma VDH ha il suo bel da fare, convincerci che Hitler
meritava di essere il nemico dell'America più di Stalin, quando Stalin, con i
suoi venti milioni di vittime, era stato peggio di Hitler per i russi. Secondo i numeri compilati da “Louis
Rapoport” nella sua opera del 1990” La guerra di Stalin contro gli ebrei” ,
Stalin potrebbe anche avvicinarsi ai numeri di Hitler quando si trattava di
uccidere gli ebrei .
Hanson
inoltre non si addentra abbastanza nell'esperimento mentale di Collum.
Sì, è
assurdo che Roosevelt e il suo sproporzionatamente ebraico Brain Trust si siano
schierati con l'antisemita Hitler contro l'Unione Sovietica guidata in modo
sproporzionato dagli ebrei.
Ma se,
nel mondo Bizzarro, questo fosse accaduto, l'Asse a stelle e strisce avrebbe
distrutto l'alleanza anglo-sovietica in meno di un anno.
In
quanto tali, i tedeschi, ora dalla parte dei vincitori, avrebbero avuto meno
motivi per commettere un atto così crudele e disperato come l'Olocausto ebraico
e, cosa più importante, meno tempo.
Quindi
Collum è su un terreno solido:
proporre
che l'Olocausto ebraico come lo sa oggi non sarebbe accaduto se Roosevelt si
fosse schierato con l'Asse, nonostante la presentazione di Hanson della
violenta buona fede antisemita della Germania.
Soprattutto,
Hanson trascura di riconoscere come lui stesso immola la propria
argomentazione.
Nell'agosto
del 1939, Stalin aveva ucciso venti milioni di persone in tempo di pace, mentre
i nazisti ne avevano eliminato una frazione microscopica.
Inoltre,
tutte le atrocità naziste si sono verificate in tempo di guerra, dopo che gli
inglesi ei francesi avevano dichiarato la loro guerra.
Non è
abbastanza per dimostrare che David Collum aveva ragione?
Se no,
allora quale ragione poteva esserci per Roosevelt di vedere i nazisti come il
nemico più meritevole?
Nonostante
i migliori sforzi di Hanson, non ce n'è uno.
Invece, nota sia astutamente che purtroppo un
tema recente nel podcast di Tucker Carlson, che "gli ebrei sono al
problema di tutte queste cose".
Victor
Davis Hanson può sbagliare nella sua valutazione di David Collum, ma ha
certamente ragione su questo.
Il
"nuovo, violento sionismo" di Israele
come
precursore della geopolitica imperiale
della
sottomissione e dell'obbedienza.
Unz.com
- Alastair Crooke – (1°settembre 2025) – ci dice:
Affinché
un Leviatano funzioni, deve rimanere razionale e potente.
La
strategia di Israele degli ultimi decenni continua a basarsi sulla speranza di
ottenere una sorta di "de-radicalizzazione" trasformativa sia dei
palestinesi che della regione, in senso lato – una de-radicalizzazione che
renderà "Israele sicuro".
Questo
è stato l'obiettivo del "Santo Graal" per i sionisti sin dalla
fondazione di Israele.
La
parola in codice per questa chimera oggi è "Accordi di Abramo".
“Roon
Derimer”, ministro degli Affari strategici di Netanyahu, ex ambasciatore
israeliano a Washington e principale "sussurratore" di Trump – scrive
“Anna Barsky” in Ma'ariv (ebraico) il 24 agosto –
"vede
la realtà con occhi freddi e politici. È convinto che un vero accordo [su Gaza]
non sarà mai concluso con Hamas, ma [solo] con gli Stati Uniti.
Ciò di cui c'è bisogno, dice Derimer, è
l'adozione da parte degli americani dei principi di Israele:
gli
stessi cinque punti che il gabinetto ha approvato:
disarmo
di Hamas, restituzione di tutti gli ostaggi, completa smilitarizzazione di
Gaza, controllo della sicurezza israeliana nella Striscia – e un governo civile
alternativo che non sia Hamas e non l'Autorità Palestinese".
Dal
punto di vista di Derimer, un accordo di rilascio parziale degli ostaggi – che
Hamas ha accettato – sarebbe un disastro politico.
Al
contrario, se Washington approva l'esito di Derimer – come un "piano
americano" – Barsky deduce che Derimer suggerisce: " avremmo una
situazione in cui tutti ne trarre beneficio".
Inoltre, nella logica di Derimer, "la mera apertura di un accordo
parziale dà ad Hamas una finestra di due o tre mesi, durante i quali può
rafforzarsi e persino cercare di ottenere uno 'scenario finale' diverso da
quello degli americani – uno che si adatti meglio a [Hamas]".
Questo,
secondo Derimer, è lo scenario veramente pericoloso ", scrive “Barsky”.
Derimer ha insistito per anni sul fatto che
Israele non può avere pace senza la preventiva "de-radicalizzazione
trasformativa" di tutti i palestinesi. " Se lo facciamo bene ",
dice Roon Derimer, " questo renderà Israele più forte – e anche gli Stati
Uniti!"
Alcuni
anni prima, quando a Derimer era stato chiesto quale fosse secondo lui la
soluzione al conflitto palestinese. Ha risposto che sia la Cisgiordania che
Gaza devono essere totalmente disarmate. Tuttavia, più importante del disarmo,
era l'assoluta necessità che tutti i palestinesi fossero mutazionalmente
"de-radicalizzati".
Quando
gli fu chiesto di approfondire, Derimer indicò con approvazione l'esito della
Seconda Guerra Mondiale: i tedeschi erano stati sconfitti, ma più
significativamente, i giapponesi erano stati completamente
"de-radicalizzati" e resi docili dalla fine della guerra:
"Il
Giappone ha avuto forze statunitensi per 75 anni. Germania - Forze statunitensi
per 75 anni. E se qualcuno pensa che fosse un accordo all'inizio, si sta
prendendo in giro. È stato imposto, poi hanno capito che era un bene per loro.
E nel tempo c'è stato un interesse reciproco a mantenerlo".
Trump
è a conoscenza della tesi di Derimer, ma a quanto pare è Netanyahu che
istintivamente esita, così Barsky scrive:
"Un
accordo parziale [con Hamas] porterà quasi certamente alle dimissioni di
Smotrich e Ben Gvir [dal governo]... Il governo cadrà a pezzi... Un accordo
parziale significa la fine del governo di destra e destra... Netanyahu lo sa
bene, ed è per questo che la sua esitazione è così difficile. Eppure, c'è un
limite a quanto tempo si può tenere la corda a entrambe le estremità".
Trump
sembra accettare la "tesi di Derimer":
"Penso che vogliano morire, ed è molto,
molto brutto,"ha detto Trump di Hamas prima di partire per il suo recente
viaggio in Scozia nel fine settimana.
"Siamo
arrivati a un punto in cui [cioè Israele] dovrà finire il lavoro".
Ma
l'idea di derimer di avere la coscienza degli avversari segnata dalla sconfitta
non riguardava solo Hamas. Si estendeva a tutti i palestinesi e alla regione
nel suo complesso – e, naturalmente, all'Iran in particolare.
Gideon
Levy scrive che dobbiamo ringraziare l'ex capo dell'intelligence militare,
Aharon Haliva, per aver ammesso sul Canale 12:
"Abbiamo
bisogno di un genocidio ogni pochi anni; l'assassinio del popolo palestinese è
un atto legittimo, persino essenziale". Così parla un generale
"moderato" delle IDF... uccidere 50.000 persone è
"necessario"
Questa
"necessità" non è più "razionale".
Si è
trasformata in sete di sangue.
Benny
Barbash, drammaturgo israeliano, racconta dei molti israeliani che incontra,
anche alle manifestazioni a favore di un accordo tra ostaggi e prigionieri, che
ammettono francamente:
"Senti,
mi dispiace davvero dirtelo, ma i bambini che muoiono a Gaza non mi preoccupano
affatto. Né la fame che c'è lì, o no. Non mi interessa proprio. Te lo dico
chiaro e tondo: per quanto mi riguarda, possono morire tutti lì".
"Genocidio
come eredità delle IDF, per il bene delle generazioni future"; "Per
ogni [israeliano] il 7 ottobre, 50 palestinesi devono morire. Non importa ora,
figli. Non parlo per vendetta; è un messaggio per le generazioni future. Non
c'è niente da fare, hanno bisogno di una Nakba ogni tanto per sentirne il
prezzo ", Gideon Levy cita sobriamente le parole del Generale Haliva.
Bisogna
comprendere che questo rappresenta un profondo cambiamento nel nucleo del
pensiero sionista (da Ben Gurion a Kahane).
Yossi
Klein scrive (su Haaretz Hebrew ) che:
"Siamo
effettivamente nella fase della barbarie, ma questa non è la fine del
sionismo... [Questa barbarie] non ha ucciso il sionismo. Al contrario, lo ha
reso rilevante. Il sionismo ha avuto varie versioni, ma nessuna assomigliava al
nuovo, aggiornato, violento sionismo: il sionismo di Smotrich e Ben-Gvir...
"Il
vecchio sionismo non è più rilevante. Ha fondato uno Stato e ne ha fatto
rivivere il linguaggio. Non ha più obiettivi... Se chiedete a un sionista oggi
qual è il suo sionismo, non saprebbe cosa rispondere. 'Sionismo' è diventata
una parola vuota... Finché non è arrivato Meir Kahane. È arrivato con un
sionismo aggiornato i cui obiettivi sono chiari: espellere gli arabi e
insediare gli ebrei. Questo è un sionismo che non si nasconde dietro belle
parole. 'Evacuazione volontaria' lo fa ridere. 'Trasferimento' lo incanta. È
orgoglioso dell''apartheid'... Essere sionisti oggi significa essere Ben-Gvir.
Essere non sionisti significa essere antisemiti. Un antisemita [oggi] è
qualcuno che legge Haaretz...".
Smotrich
ha dichiarato questa settimana che il popolo ebraico sta sperimentando
'fisicamente' " il processo di redenzione e il ritorno della presenza
divina a Sion, mentre si impegna nella 'conquista della terra' ".
È
questa corrente di pensiero apocalittico che si sta diffondendo
nell'amministrazione Trump nelle sue varie forme:
sta
trasformando la posizione etica dell'amministrazione in quella di "la
guerra è guerra e deve essere assoluta".
Qualsiasi cosa di meno deve essere vista come
una mera presa di posizione morale.
(Questa
è la comprensione talmudica che deriva dalla storia dello sterminio di Amalek
(vedi Jonathan Muskat in Tempi di Israele )).
Possiamo
quindi osservare la nuova tendenza di Washington a decapitare le leadership
intransigenti (Yemen, Siria e Iran); il sostegno alla neutralizzazione politica
di Hezbollah e degli sciiti in Libano; la normalizzazione dell'assassinio dei
capi di stato recalcitranti (come era stato ipotizzato per l'Imam Kamenei); e
il rovesciamento delle strutture statali (come previsto per l'Iran il 13
giugno).
La
trasformazione di Israele in questo sionismo revisionista – e la sua presa su
fazioni chiave del pensiero statunitense – è esattamente il motivo per cui la
guerra tra Iran e Israele è ormai percepita come inevitabile.
La
Guida Suprema dell'Iran ha espresso esplicitamente la sua comprensione delle
implicazioni nel suo discorso pubblico di inizio settimana:
"Questa
ostilità [americana] persiste da 45 anni, attraverso diverse amministrazioni,
partiti e presidenti statunitensi. Sempre la stessa ostilità, sanzioni e
minacce contro la Repubblica Islamica e il popolo iraniano. La domanda è:
perché?".
"In
passato, hanno nascosto la vera ragione dietro le etichette come terrorismo,
diritti umani, diritti delle donne o democrazia.
Se lo hanno dichiarato, lo hanno formulato in
modo più educato, dicendo: "Vogliamo che il comportamento dell'Iran
cambi".
"Ma
l'uomo in carica oggi in America l'ha tradita. Ha rivelato il vero obiettivo:
"Il nostro tutto conflitto con l'Iran, con il popolo iraniano, è perché
l'Iran deve obbedire all'America". Questo è ciò che noi, la nazione
iraniana, dobbiamo capire chiaramente. In altre parole: una potenza nel mondo
si aspetta che l'Iran – con tutta la sua storia, dignità e la sua eredità di
grande nazione – deve essere semplicemente sottomesso. Questa è la vera ragione
di questa inimicizia".
"Coloro
che sostengono:
"Perché
non negoziare direttamente con l'America per risolvere i vostri problemi?"
guardano anche solo alla superficie.
Non è
questo il vero problema. Il vero problema è che gli Stati Uniti vogliono che
l'Iran sia obbediente ai suoi comandi.
Il popolo iraniano è profondamente offeso da
un insulto così grande, e si opporrà con tutte le sue forze a chiunque nutra
una storia falsa su aspettativa di lui.
il vero obiettivo degli Stati Uniti è la
sottomissione dell'Iran.
Gli iraniani non accetteranno mai questo
'grande insulto'".
Anche
l'ex generale di divisione (Res.) dell'Ombudsman delle IDF, Itzhak Brik, ha
avvertito che la leadership politica israeliana sta "mettendo a
repentaglio l'esistenza stessa di Israele":
"Vogliono
ottenere tutto attraverso la pressione militare, ma alla fine non otterranno
nulla. Hanno messo Israele sull'orlo di due situazioni impossibili: lo scoppio
di una guerra vera e propria in Medio Oriente e, in secondo luogo, la
continuazione della guerra di logoramento. In entrambe le situazioni, Israele
non sarà in grado di sopravvivere a lungo".
Pertanto,
mentre il sionismo si trasforma in quella che Yossi Klein ha definito
"barbarie in fase avanzata", sorge spontanea la domanda:
la
"guerra senza limiti" potrebbe funzionare, nonostante il profondo
scetticismo di Hude e Brik?
Potrebbe
un tale "terrore" israeliano imporre al Medio Oriente una resa
incondizionata " che gli permetterebbe di cambiare profondamente,
militarmente, politicamente e culturalmente, e di trasformarsi in satelliti
israeliani all'interno di una Pax Americana complessiva?"
La
chiara risposta che il dottor Hude dà nel suo libro “Philosophie de la Guerre” è
che la guerra senza limiti non può essere la soluzione, perché non può fornire
una "deterrenza" o una de-radicalizzazione duratura:
"Al
contrario, è la causa più certa della guerra. Smettendo di essere razionale,
disprezzando gli avversari che sono più razionali di lui, suscitando avversari
che sono ancora meno razionali di lui, il Leviatano cadrà; e anche prima della
sua caduta, nessuna sicurezza è assicurata".
Anche
Hude identifica questa estrema "volontà di potenza" senza limiti come
necessariamente contenente la psiche dell'autodistruzione al suo interno.
Affinché
un Leviatano funzioni, deve rimanere razionale e potente. Smettendo di essere
razionale, disprezzando gli avversari che sono più razionali e facendo
arrabbiare gli avversari che sono meno razionali di quanto non sia sé stesso,
il Leviatano deve allora cadere – e cadrà.
Questo
è precisamente il motivo per cui l'Iran, anche ora, sa che deve prepararsi per
la Grande Guerra mentre il Leviatano "sorge".
E così
deve fare anche la Russia, perché è una sola guerra perseguita contro i
recalcitranti del nuovo ordine americano.
Come
impedire a Israele
di
affamare Gaza.
Unz.com - Jeffrey D. Sachs e Tariffe Sybil – (2
settembre 2025) – ci dice<:
I
Palestinesi sfollati a Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza, sono in fila per
ricevere il cibo fornito da organizzazioni caritatevoli.
Israele,
con la complicità degli Stati Uniti, sta commettendo un genocidio a Gaza
attraverso la fame di massa della popolazione, nonché omicidi di massa diretti
e la distruzione fisica delle infrastrutture di Gaza.
Israele fa il lavoro sporco.
Il governo degli Stati Uniti lo finanzia e
fornisce copertura diplomatica attraverso il suo veto ONU.
Palantir,
tramite " Lavendar ", fornisce l'intelligenza artificiale per un
efficiente omicidio di massa.
Microsoft,
tramite i servizi cloud di Azure, e Google e Amazon tramite l'iniziativa "
Nimbus ", forniscono l'infrastruttura tecnologica di base per l'esercito
israeliano.
Questo
segna i crimini di guerra del XXI secolo come un partenariato pubblico-privato
tra Israele e Stati Uniti.
La carestia di massa da parte di Israele nei
confronti della popolazione di Gaza è stata confermata dalle Nazioni Unite, da
Amnesty International, dalla Croce Rossa, da Save the Children e da molti
altri.
Il
Consiglio norvegese per i rifugiati, insieme a 100 organizzazioni, ha chiesto
la fine dell'uso militare degli aiuti alimentari da parte di Israele.
Questa è la prima volta che la carestia di
massa è stata ufficialmente confermata in Medio Oriente.
La
portata della carestia è sconcertante.
Israele
sta sistematicamente privando di cibo oltre 2 milioni di persone.
Oltre
mezzo milione di palestinesi affrontano una fame catastrofica e almeno 132.000
bambini sotto i cinque anni rischiano di morire per malnutrizione acuta.
La portata dell'orrore è ampiamente
documentata da “Haaretz” in un recente articolo intitolato "La fame è
ovunque".
Coloro che riescono in qualche modo ad
accedere ai siti di distribuzione alimentare vengono sistematicamente presi di
mira dall'esercito israeliano.
Come
ha recentemente spiegato un ex ambasciatore statunitense in Israele,
l'intenzione di affamare la popolazione è stata presente fin dall'inizio.
Il
Ministro del Patrimonio israeliano “Amichai Eliyahu” ha recentemente
dichiarato: "Non esiste nazione che sfami i propri nemici".
Il
Ministro “Bezalel Smotrich” ha recentemente affermato:
"Chi
non evacua, non lasciatelo andare. Niente acqua, niente elettricità; possono
morire di fame o arrendersi. Questo è ciò che vogliamo".
Eppure,
nonostante queste lampanti dichiarazioni di genocidio, i rappresentanti degli
Stati Uniti all'ONU negano ripetutamente i fatti e coprono i crimini di guerra
di Israele.
Solo
gli Stati Uniti hanno posto il veto all'ammissione della Palestina all'ONU nel
2024.
Ora
negano i visti ai leader palestinesi per partecipare alle Nazioni Unite a
settembre, un'ennesima violazione del diritto internazionale.
Gli
Stati Uniti hanno usato il loro potere, e in particolare il loro diritto di
veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per favorire il genocidio
israeliano dei palestinesi e bloccare persino le più elementari risposte
umanitarie.
Il mondo è sgomento, ma sembra paralizzato di
fronte alla macchina omicida israelo-americana.
Eppure
il mondo può agire, anche di fronte all'intransigenza statunitense.
Gli Stati Uniti resteranno nudi e soli nella
loro criminale complicità con Israele.
Siamo
chiari. La voce schiacciante dell'umanità è dalla parte del popolo palestinese.
Lo
scorso dicembre, 172 paesi, con oltre il 90% della popolazione mondiale, hanno
votato a sostegno del diritto all'autodeterminazione della Palestina.
Israele
e gli Stati Uniti sono rimasti sostanzialmente isolati nella loro opposizione.
Altrettante schiaccianti maggioranze si sono ripetutamente espresse a favore
della Palestina e contro le azioni di Israele.
Il
governo criminale di Israele ora conta esclusivamente sul sostegno degli Stati
Uniti, ma anche questo potrebbe non essere lì a lungo.
Nonostante
l'intransigenza di Trump e i tentativi del governo degli Stati Uniti di
soffocare le voci filo-palestinesi, il 58% degli americani vuole che l'ONU
riconosca lo Stato di Palestina, rispetto a solo il 33% che non lo fa.
Inoltre,
il60% degli americani si oppone alle azioni di Israele a Gaza.
Ecco
alcuni passi pratici che il mondo può intraprendere.
In
primo luogo, la Turchia ha intrapreso la giusta strada interrompendo tutti i
collegamenti economici, commerciali, marittimi e aerei con Israele.
Israele è attualmente uno stato canaglia e la
Turchia ha ragione a trattarlo come tale finché non avrà fine la carestia di
massa provocata da Israele e finché non sarà ammesso alle Nazioni Unite come
194° membro uno Stato di Palestina, con i confini del 4 giugno 1967.
Altri
stati dovrebbero seguire immediatamente l'esempio della Turchia.
In
secondo luogo, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite che non l'hanno
ancora fatto dovrebbero riconoscere lo Stato di Palestina.
Finora, 147 Paesi hanno riconosciuto la
Palestina.
Decine
di altri Paesi dovrebbero farlo al Vertice ONU sulla Palestina del 22
settembre, nonostante le forti obiezioni degli Stati Uniti.
In
terzo luogo, i paesi arabi firmatari degli Accordi di Abramo, ovvero Bahrein,
Marocco, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, dovrebbero sospendere le relazioni
diplomatiche con Israele finché non finirà l'assedio di Gaza e lo Stato di
Palestina non sarà ammesso all'ONU.
In
quarto luogo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con un voto dei due
terzi dei presenti e votanti, dovrebbe sospendere Israele dall'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite finché non toglierà il suo sanguinoso assedio a
Gaza, sulla base del precedente della sospensione del Sudafrica durante il suo
regime di apartheid.
Gli
Stati Uniti non hanno diritto di veto nell'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite.
In
quinto luogo, gli stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero interrompere
l'esportazione di tutti i servizi tecnologici che supportano la guerra, fino
alla fine dell'assedio di Gaza e all'approvazione dell'adesione della Palestina
alle Nazioni Unite da parte del Consiglio di Sicurezza.
Le aziende di beni di consumo come Amazon e
Microsoft che persistono nel sostenere le Forze di Difesa Israeliane nel
contesto di un genocidio dovrebbero affrontare l'ira dei consumatori di tutto
il mondo.
Settimo,
l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe inviare una Forza di
Protezione delle Nazioni Unite a Gaza e in Cisgiordania.
In genere, sarebbe il Consiglio di Sicurezza
dell'ONU a dare mandato a una forza di protezione, ma in questo caso, gli Stati
Uniti bloccheranno il Consiglio di Sicurezza con il loro veto.
C'è un
altro modo.
Secondo
il meccanismo "Uniting for Peace", quando il Consiglio di Sicurezza è
in una situazione di stallo, l'autorità di agire passa all'Assemblea Generale.
Dopo
una sessione del Consiglio di Sicurezza e il quasi inevitabile veto degli Stati
Uniti, la questione sarebbe stata portata davanti all'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite in una decima sessione speciale di emergenza sul conflitto
israelo-palestinese.
Lì,
l'Assemblea Generale può, con una maggioranza di due terzi non soggetta al veto
degli Stati Uniti, autorizzare una forza di protezione in risposta a una
richiesta urgente dello Stato di Palestina.
C'è un
precedente:
nel
1956, l'Assemblea Generale autorizzò la Forza di Emergenza delle Nazioni Unite
(UNEF)ad entrare in Egitto e proteggerlo dall'invasione in corso da parte di
Israele, Francia e Regno Unito.
Su
invito della Palestina, la forza di protezione entrerebbe a Gaza per garantire
aiuti umanitari d'emergenza alla popolazione affamata.
Se
Israele dovesse attaccare la forza di protezione delle Nazioni Unite, questa
sarebbe autorizzata a difendere sé stessa e gli abitanti di Gaza.
Resta da vedere se Israele e gli Stati Uniti
oseranno combattere una forza sotto mandato dell'Assemblea Generale delle
Nazioni Unite per proteggere gli abitanti di Gaza affamati.
Israele
ha oltrepassato il limite più netto, sconfinando nei crimini più oscuri:
far morire di fame i civili e sparargli mentre
si mettevano in fila, emaciati, per procurarsi del cibo.
Non c'è più limite da oltrepassare, né tempo
da perdere.
La famiglia delle nazioni è messa alla prova e
chiamata all'azione come non accadeva da decenni.
Sostengo
l'India ora. Sono all-in.
Ho
iniziato a cagare per strada
per
mostrare solidarietà.
Unz.com -Andrew Anglin – (3 settembre 2025) –
ci dice:
Una
volta, in Thailandia, molti anni fa, ascoltavo una giovane donna lamentarsi dei
cinesi.
Provavo
una certa simpatia per le sue lamentele, dato che i turisti cinesi possono
essere invadenti.
In
generale, spendono così tanti soldi che non è giusto lamentarsi.
E il punto è che la Cina si è sviluppata così
rapidamente che il trentenne medio ha genitori cresciuti in una risaia.
Quindi
hanno una mentalità rurale, diversa dalla cultura più raffinata della
Thailandia, che privilegia la cortesia e un complesso sistema di decoro
sociale.
Anche
americani e inglesi possono apparire leggermente barbari agli occhi dei
thailandesi o di altri popoli indocinesi, ma i bianchi riescono in qualche modo
ad assimilare il concetto di decoro asiatico, proprio perché sono razzialmente
diversi.
Un
cinese che guarda un thailandese vede qualcuno geneticamente simile a lui (la
Thailandia è stata colonizzata dai cinesi del sud) e si sente come se si
trovasse nella Cina rurale quando si trova in Thailandia.
I
thailandesi si lamentano del fatto che i cinesi parlano troppo forte, sputano
in casa e lanciano mozziconi di sigaretta in luoghi inappropriati. È solo un
comportamento rurale.
Ovviamente, tutti amano i singaporiani, che
sono tra le persone più gentili e raffinate del mondo (se non le più educate e
culturalmente consapevoli), e i singaporiani sono cinesi Han.
Inoltre,
si trova una culturalizzazione di tipo singaporiano nel centro di Shanghai,
Hong Kong, Taipei e in altre aree metropolitane Han, dove la gente ha vissuto
una vita urbana colta per generazioni.
Quindi non è sicuramente una questione etnica
o una questione etnico-culturale in generale, ma specificamente una questione
rurale, con persone che non si sono completamente acclimatate alle norme
sociali urbane asiatiche che hanno i soldi per andare in vacanza in Thailandia.
Sono
un cinofilo e ho tentato di spiegarlo alla ragazza con un certo successo.
Ho
aggiunto che la maggior parte dei gruppi asiatici si odiano a vicenda, ma che
dovrebbero cercare di trovare aspetti positivi nella cultura cinese ed essere
amichevoli con loro, perché stanno portando denaro che contribuisce davvero
allo sviluppo della Thailandia.
Così
irritato dalla parola "odio", ho detto:
"Non odio nessuno, trovo solo alcuni
comportamenti maleducati e vorrei che cercassero di capire meglio la nostra
cultura quando sono qui".
Facendo
riferimento a una discussione precedente, ho risposto: "Beh, hai detto che odi gli
indiani".
E lei
ha detto:
"E
il Pakistan. Li odio tutti e penso che una bomba gigantesca dovrebbe
distruggerli tutti.
Hai detto che stavamo parlando degli asiatici.
Non
odio nessun asiatico, siamo tutti simili, ma odio tutta l'India e il Pakistan e
penso che dovrebbero morire tutti".
Questa
non è una visione minoritaria in Thailandia, Laos, Cambogia, Vietnam, Malesia o
Indonesia.
È più
estrema in Birmania, dove confina con il Bangladesh e con cui ha un conflitto
in corso da decenni.
Questo
non ha molto a che fare con il turismo o il lavoro all'estero, dato che i
popoli del subcontinente non lo fanno molto nel Sud-est asiatico.
È molto più influenzato dal fatto che sarebbe
molto difficile trovare una sola persona in uno di questi paesi che non conosca
qualcuno che è stato truffato da un indiano.
Sarebbe
anche difficile trovare un americano che non sia stato preso di mira da una
truffa proveniente dall'India, ma a parte gli anziani, la maggior parte degli
occidentali proviene da una società in cui la fiducia è molto più bassa, ed è
quindi molto più protetta dalle truffe.
Ma tutti sentiamo le storie dell'orrore di anziani a
cui viene rubata l'identità e svuotato il conto in banca, o di adolescenti che
si suicidano perché una "donna" con una foto del profilo attraente ha
chiesto loro di masturbarsi davanti alla telecamera per loro e poi ha
minacciato di dirlo ai loro genitori e a tutti i loro compagni di classe se non
avessero pagato.
Negli
Stati Uniti, un anziano su cinque è stato truffato, con un guadagno annuo di
quasi 40 miliardi di dollari per i truffatori, che sono praticamente tutti
indiani.
La
"sextortion" dei ragazzi adolescenti è più difficile da tracciare,
perché per lo stesso motivo per cui i ragazzi non vogliono che i video vengano
pubblicati, non vogliono ammettere di essere stati truffati in questo modo.
(Nota: le vittime di sextortion
includono anche alcune ragazze, anche se una percentuale molto più bassa,
probabilmente sia perché le ragazze sono leggermente più esigenti su chi
inviano nudi, sia meno infastidite dalla prospettiva che trapelano.)
Gli
americani sono così sensibili alle accuse di "razzismo" che non
possiamo nemmeno parlare del fatto che la stragrande maggioranza di queste
truffe proviene dall'India.
Naturalmente,
i media decidono cos'è il "razzismo" e verso chi è permesso essere
razzisti, ed è interessante notare che i media non esitano a indicare l'etnia
cinese come il più grande gruppo coinvolto nello spionaggio aziendale.
La
Silicon Valley è impegnata in uno” screening aggressivo” non solo dei cittadini
cinesi, ma anche dei cinesi di etnia cinese nati in America o in un Paese
terzo.
Questa
iniziativa è stata ufficialmente approvata dal Dipartimento di Stato, anche se,
dopo diverse cause legali, è attualmente un po' meno ufficiale.
Ufficiale
o meno, se si è visibilmente cinesi, è praticamente impossibile essere assunti
come nuovi assunti nella Silicon Valley quest'anno (anche altri asiatici orientali con
scarsi rapporti con i cinesi vengono profilati a causa delle loro
caratteristiche fisiche).
Nel
2023, l'allora signore dell'FBI “Christopher Wray” ha tenuto un incontro con i
suoi satrapi "Five Eyes" per avvertire della minaccia tecnologica
cinese e ha effettivamente istruito le aziende tecnologiche e le università a
non assumere cinesi.
In
tante parole.
Non so
voi, ma il fatto che mia nonna venga truffata dagli indiani e non si faccia
pagare la previdenza sociale mi infastidisce molto di più del fatto che “Sam
Altman” si faccia prendere in prestito dai cinesi il suo algoritmo di
intelligenza artificiale (che fin dall'inizio era stato promesso come open
source).
Parte
del problema qui è che il governo si preoccupa molto di più del predominio
tecnologico globale di quanto non faccia tua nonna o il tuo figlio adolescente eccitato,
ma è anche una questione di geopolitica, dove la Cina è vista come un nemico e
l'India no.
Sebbene
lo spionaggio sia sicuramente più importante per il governo della pensione
della nonna, gli Stati Uniti sono infastiditi solo da alcune spie.
Mentre
l'India probabilmente non pratica spionaggio o spionaggio industriale su larga
scala, semplicemente perché la sua industria tecnologica nazionale non è
abbastanza avanzata da essere rilevante per loro, gli israeliani rubano la
tecnologia e spiano gli americani impunemente, e non ci sono mai riunioni a
riguardo, per non parlare di appelli alle aziende che si occupano di tecnologie
sensibili affinché smettano di assumere ebrei.
Tuttavia, vent'anni fa, quando l'Olocausto non
era ancora così fresco nella mente di tutti, Israele lo inserì in un rapporto
dell'FBI sull'industria, che affermava:
"Israele
ha un programma attivo per raccogliere informazioni riservate all'interno degli
Stati Uniti.
Queste attività di raccolta sono
principalmente volte a ottenere informazioni su sistemi militari e applicazioni
informatiche avanzate che possono essere utilizzate nella considerevole
industria degli armamenti israeliana".
Ma
voglio dire, nel 2019, degli ebrei furono sorpresi a installare dispositivi di
spionaggio fuori dalla Casa Bianca, e la "comunità dell'intelligence"
statunitense lo considerava un non-problema.
Non
c'è stata alcuna convocazione dell'ambasciatore.
Ciò che rende la situazione ancora più scandalosa è
che le aziende israeliane coinvolte nel furto di tecnologia statunitense sono
state sorprese a venderne una parte alla Cina (e questo nonostante il fatto che la
Cina potrebbe a sua volta vendere la tecnologia all'Iran).
Ma
questo è consentito, a causa dell'Olocausto.
(Si veda "Schindler List"
per maggiori informazioni sul motivo per cui agli ebrei è permesso operare
impunemente all'interno degli Stati Uniti).
L'India
era un "baluardo contro la Cina."
La
Cina è sicuramente sulla lista dei nemici, proprio come i russi.
E mentre il loro status non è neanche
lontanamente vicino alla totale impunità degli ebrei, l'India ha avuto uno status
privilegiato per decenni a causa delle affermazioni che sono un "baluardo
contro la Cina".
Vale
la pena notare che esiste un equivoco piuttosto diffuso sulla storia di India e
Cina.
Molti
credono, per varie ragioni, che il conflitto tra Cina e India sia una sorta di
antica norma, simile all'ostilità tra Cina e Giappone.
Tuttavia,
non c'è nulla di vero in questo.
Infatti,
risalendo a oltre 2.000 anni fa, c'era stata un'intensa cooperazione culturale,
religiosa ed economica tra Cina e India.
L'India ha svolto un ruolo chiave nel
trasporto dei prodotti cinesi verso il Medio Oriente e l'Europa.
(Nel tentativo di approfondire la
questione di recente, ho trovato molto utile " Buddismo, diplomazia e
commercio: il riallineamento delle relazioni India-Cina, 600-1400 " di “Tansen
Sen”, anche se per chi non è interessato ai libri, una rapida occhiata a
Wikipedia può essere d'aiuto.)
Quindi,
potreste pensare che ci siano state delle ricadute durante il periodo coloniale
o durante la rivoluzione comunista in Cina.
In
realtà, vi sbagliereste.
Le
relazioni tra India e Cina, pacifiche per migliaia di anni, non si
deteriorarono fino al 1959, quando l'India decise di ospitare il leader di una
setta satanica, schiavista, cannibale e terrorista "Dalai Lama".
A
causa dell'estrema volgarità di ospitare un demone così incredibile, le
tensioni si inasprirono drasticamente.
Ciò
portò a conflitti di confine in territori che non erano mai stati considerati
contesi prima, e al primo conflitto militare in assoluto tra i due stati nel
1962.
Non è
chiaro perché l'India abbia deciso di dare rifugio a questo terrorista.
Personalmente,
presumo che sia dovuto a un'alleanza con gli Stati Uniti, anche se, per essere
chiari, si tratta di un'"intuizione" personale, dato che non ho mai
trovato traccia di ciò.
Gli
Stati Uniti hanno effettivamente fatto arrivare a lui e ai suoi banditi
cannibali satanici un sacco di soldi.
Per
essere chiari, il "Dalai Lama" non è un "buddista" più di
quanto un "sionista cristiano" sia un "cristiano".
Il buddismo tibetano, come il sionismo cristiano, è
una setta satanica.
Gli occultisti europei di fine XIX e inizio XX secolo
si recarono in Tibet e integrarono le informazioni raccolte nei loro sistemi
mistici e satanici. Persino “Aliester Crowley “era ossessionato dal Tibet.
Questa è una storia per un'altra volta, ma i
mali dei tibetani erano ben documentati ben prima della rivoluzione cinese e
non sono certo propaganda "comunista cinese".
(Keyu Jin, autore di The New China Playbook: Beyond
Socialism and Capitalism , un libro che cerca di spiegare la Cina agli
occidentali, afferma che quando gli americani pensano alla Cina pensano alle
"3 T": Tibet, Taiwan e Tiananmen, tutte bufale. E sì, sto facendo
notare che non lavorare sul sito per 10 ore al giorno mi ha dato il tempo di
leggere un sacco di libri.)
La fallita rivolta del Dalai Lama era contraria alle
richieste di Pechino di porre fine alla schiavitù.
Questo
significa che una ragione "umanitaria" per ospitarlo è assurda.
Indipendentemente dal ragionamento alla base della decisione di ospitare questo
demone, ha causato una spirale di relazioni tra India e Cina che sono poi
confluite nella politica della Guerra Fredda.
La
fine dei 3.000 anni di relazioni amichevoli dell'India con la Cina segnò
l'inizio di quelle con gli Stati Uniti.
I
rapporti tra Stati Uniti e Cina si attenuarono negli anni '70, il cui inizio fu
in realtà un campionato di ping-pong, ma il simbolo più iconico di questo
allentamento fu la visita di Richard Nixon nel 1972, durante la quale incontrò
il presidente Mao.
Mao
morì quattro anni dopo e Deng Xiaoping prese il potere, portando un decennio di
cooperazione, dato che nessuno dei due andava particolarmente d'accordo con
l'URSS.
Tuttavia,
questa cooperazione è stata perseguitata dalla paranoia degli Stati Uniti, che
hanno insistito per mantenere il controllo di Taiwan, nonostante il fatto che
abbiano firmato l'accordo "una sola Cina", riconoscendo che la RPC è
l'unico governo della Cina, che include Taiwan.
Hanno
anche continuato a ostacolare le relazioni tra Cina e India durante questo
periodo, ponendo condizioni all'"assistenza allo sviluppo", agli
aiuti esteri, per esempio, e, naturalmente, diffondendo la propaganda
anti-cinese in tutti i media indiani.
La
maggior parte dei "top thinker" americani, come “Zbigniew Brzezinski”,
credevano che la Cina sarebbe diventata una democrazia liberale man mano che
diventavano più ricchi.
L'idea,
soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino e la disintegrazione dell'URSS,
con tutte queste sciocchezze sulla "fine della storia", era che le nazioni più ricche
adottassero naturalmente il liberalismo sociale e che il liberalismo sociale
fosse incompatibile con qualsiasi sistema politico diverso dalla democrazia
liberale.
Ancora nel 1998, Zbig sosteneva che
"entro un decennio" il PCC non sarebbe più stato l'unico organo di
governo della Cina.
Nel
frattempo, “Samuel Huntington”, professore di Harvard che ha prestato servizio
nell'amministrazione Carter insieme a “Zbig” e autore di " The Clash of
Civilizations and the Remaking of World Order ", sosteneva che alcune culture
tradizionali potessero mantenere il conservatorismo sociale e quindi politico
anche dopo lo sviluppo tecnologico e la liberalizzazione economica.
Elencò
la Cina come una di queste civiltà.
Certamente
vinse quel dibattito, poiché quando Obama entrò in carica (eletto lo stesso
anno in cui “Zbig” predisse che la Cina avrebbe abbracciato la democrazia), gli
Stati Uniti avevano accettato che la Cina non sarebbe diventata spontaneamente
una democrazia e avevano sviluppato una strategia di "Pivot to Asia"
per usare la forza militare e trasformare la Cina in una democrazia liberale.
Parte
del piano era quello di puntare molto sulle relazioni con l'India, insieme a
Filippine, Giappone e "Corea del Sud", perché avevano bisogno di
quanti più baluardi possibili contro il loro ex baluardo contro l'URSS.
(La politica estera degli Stati Uniti è fortemente
orientata ai baluardi, il che, in parole povere, significa che mettono
costantemente i paesi l'uno contro l'altro per impedire alleanze che potrebbero
mettere in discussione la loro egemonia.)
Molti
eminenti accademici, tra cui “John Mearsheimer”, chiedevano che la Russia
fungesse da baluardo contro la Cina, ma gli Stati Uniti hanno sempre odiato la
Russia.
Durante
le sue elezioni del 2012 contro Mitt Romney, Obama ha criticato aspramente il
vecchio e malvagio buffone in mutande per l'antagonismo di Romney nei confronti
della Russia.
Forse
ricorderete che disse "gli anni '80 hanno chiamato e vogliono indietro la
loro politica estera". (Obama è sempre stato molto attento alla cultura giovanile,
sapete.)
Due
anni dopo, il Dipartimento di Stato di Obama stava organizzando un colpo di
Stato in Ucraina.
(Anche se, per essere onesti, durante la sua
"intervista di fine mandato" con il terrorista ebreo e direttore
dell'Atlantic” Monthly Jeffrey Goldberg”, Obama ha detto di non sostenere
un'ulteriore escalation con la Russia sulla questione dell'Ucraina.
Inoltre,
per essere onesti, Goldberg è il mio terrorista ebreo preferito perché mi ha
messo sulla copertina della sua rivista e facevo davvero bella figura.
Inoltre, per essere chiari, è letteralmente un
terrorista ebreo che a vent'anni è andato in Israele per lavorare in un campo
di concentramento e torturare gli ostaggi.)
L'India,
con una popolazione enorme e un'economia sufficientemente avanzata da assorbire
gran parte della produzione precedentemente svolta in Cina, è stata un
"baluardo" fondamentale nell'attuale panorama di ostilità nei
confronti della Cina.
Ma poi
“Lindsey Graham” ha detto a Trump che doveva essere un grande macho duro e
opporsi a Vladimir Putin per qualche motivo che nessuno si è mai preso la briga
di spiegare, e Trump ha colpito l'India con una tariffa del 50% perché si è rifiutata
di smettere di comprare petrolio russo.
Ovviamente
questa non è una cosa permanente.
Anche
se l'India continua a rifiutarsi di prendere il posto di Donald Trump e della
sua amica Lindsey per quanto riguarda la sua politica energetica, non manterrà
una tariffa del 50%.
Tuttavia,
questo ha completamente inasprito l'India nei confronti degli Stati Uniti,
risvegliando un sentimento ultranazionalista.
Anche se i dazi venissero revocati domani, il
danno arrecato alle relazioni USA-India sarà permanente.
Guardo
i notiziari indiani.
Innanzitutto,
per qualche motivo sono in inglese.
In
secondo luogo, i talk show sono totalmente folli.
Non ci sono barriere di sicurezza.
È come il programma “YouTube” di “Piers Morgan”,
ma ancora più selvaggio.
Accettano
qualsiasi idea.
A
volte coinvolgono anche i pakistani e fanno litigi più accesi di qualsiasi cosa
abbia mai visto nel programma di Piers. Inoltre, mi piace masturbarmi con
alcuni dei conduttori.
In
base al 100% delle notizie che ho visto, l'India è ora completamente unita
contro l'America.
Gravemente.
Queste
persone sono davvero, davvero arrabbiate.
Stanno dicendo "Abbiamo fatto tutto
quello che volevate che facessimo per decenni, come farete a farci
questo?".
È
visto, universalmente, come un attacco alla sovranità indiana e, a differenza
dei bianchi, gli indiani hanno ancora un senso di orgoglio e dignità e si
offendono profondamente per essere stati intimiditi in questo modo.
Quello
che sentono dire da Donald Trump è "noi decidiamo con chi fate
affari".
Dato
che la storia coloniale è una parte così importante della mitologia nazionale,
sembra che qualche consigliere avrebbe dovuto capire che la risposta a questo
sarebbe stata estrema.
Non
credo che l'India diventerà uno stato nemico domani, ma questa strana cosa che
Trump ha fatto sarà ricordata per i decenni a venire, e sta già facendo muovere
il paese verso la Cina, come abbiamo visto questa settimana.
I
"dazi" sono solo una nuova forma di sanzioni.
Gli
Stati Uniti avevano incoraggiato l'India ad impegnarsi in schermaglie di
confine con la Cina, e nel 2020 ce n'è stata una particolarmente letale.
A
causa di ciò, e delle conseguenze che ne sono derivate, le recenti relazioni
dell'India con la Cina sono state particolarmente fredde, che è esattamente ciò
che gli Stati Uniti volevano.
Tuttavia,
il primo ministro indiano Modi è ora in Cina per la prima volta in sette anni.
E non
si tratta di un viaggio qualsiasi, ma di un viaggio per incontrare l'”Organizzazione
per la Cooperazione di Shanghai” (SCO), un partenariato per la sicurezza che
Russia e Cina immaginano come contrappeso alla NATO.
L'India
è membro della SCO dal 2017, ma ha anche mantenuto la cooperazione militare con
gli Stati Uniti, che è stato uno dei maggiori ostacoli che hanno impedito
all'organizzazione di formare un blocco coeso per resistere alla NATO.
Sebbene
il patto di mutua difesa – "un attacco a uno è un attacco a tutti" –
che i membri della NATO accettino sia senza precedenti, esplicitamente una
reliquia della Guerra Fredda, e non qualcosa a cui la SCO probabilmente si
impegnerebbe mai, è possibile che si possano fare accordi per cooperare
esclusivamente militarmente l'uno con l'altro, il che significherebbe che
l'India porrebbe fine alla sua cooperazione con l'esercito statunitense.
L'amministrazione
di Joe Biden era considerata completamente fuori controllo, con le sue azioni
senza precedenti contro la Russia, che l'ha esclusa dal sistema bancario
globale per un'insignificante scaramuccia di confine, insieme alle provocazioni
e alle minacce contro la Cina, il tutto culminato nel sostegno incondizionato
al genocidio israeliano a Gaza, che minaccia di gettare l'intera regione in una
guerra di proporzioni enormi.
I
paesi aspettavano di vedere se Trump avrebbe ripristinato un minimo di buon
senso, come sosteneva di voler fare, e invece ha esagerato, rendendo la
situazione ancora più estrema di quanto non fosse sotto Biden.
Le
sanzioni alla Russia hanno dimostrato che non ci si poteva fidare degli Stati
Uniti per il mantenimento del sistema finanziario globale, perché se
decidessero di non piacervi, potrebbero semplicemente estromettervi dal
commercio internazionale.
Ruberebbero
le vostre riserve in dollari.
Tenterebbero
di mandare in bancarotta la vostra economia, si darebbero alla pirateria,
espropriando la proprietà privata dei vostri cittadini senza alcun tipo di
procedura.
Questo è molto più minaccioso della
prospettiva di una guerra.
Se Trump fosse intervenuto fin dal primo
giorno e avesse semplicemente permesso alla Russia di rientrare in SWIFT,
avrebbe potuto continuare la guerra e avrebbe attenuato gran parte dei danni.
Invece sta applicando "sanzioni secondarie" attraverso questa
faccenda dei "dazi".
Ora è
chiaro che i dazi non si sono rifiutati al tentativo di rilocalizzare la
produzione statunitense.
Questo
è solo uno stratagemma.
È
anche uno stratagemma stupido, perché l'idea che si possano semplicemente
"spostare" le fabbriche come si farebbe con un container e poi in
qualche modo formare un personale è completamente assurda.
Durante Trump 1, quando ha iniziato a tassare
la Cina apparentemente con la stessa premessa di queste tariffe attuali, la
Cina ha iniziato a spostare le proprie fabbriche in Vietnam, Cambogia,
Thailandia, ecc.
Hanno
portato le loro squadre per costruire gli edifici, e poi le loro persone per
formare il personale locale.
In alcune situazioni, non si sono nemmeno
preoccupati di formare il locale personale e hanno semplicemente spostato gli
operai cinesi nella nuova fabbrica, il paese meno tassato.
Il
"reshoring" è un sogno irrealizzabile.
È
molto più costoso da produrre in America.
In parte si tratta di salari, ma con l'aumento
dei salari in Cina e altrove mentre quelli degli Stati Uniti sono diminuiti, ha
molto più a che fare con il folle contesto normativo in America che è così
anti-business.
Sicuramente,
se i dazi sono abbastanza alti, è ancora più economico trasferirsi in America,
ma chi lo farà quando Trump non si atterrà nemmeno alle sue politiche per più
di qualche giorno o settimana, e anche se Trump ha stabilito una politica dura,
viviamo in una democrazia in cui non c'è stabilità politica e il prossimo tizio
potrebbe e probabilmente mostrerà tutti questi dazi.
I dazi
sono solitamente presentati dai critici come una tassa sugli americani.
Oggettivamente,
sono una tassa sugli americani, anche se danneggiano anche gli esportatori
stranieri.
Ma
credo che la vera rivelazione, resa molto evidente dalla situazione indiana,
sia che questi dazi siano un nuovo tipo di sanzioni.
Lindsey
Graham chiedeva "sanzioni secondarie" all'India per l'acquisto di
petrolio russo, e Trump ha imposto i "dazi" proprio a questo scopo.
E sta
lanciando questi dazi ovunque.
Sta
imponendo dazi al Venezuela esplicitamente per cercare di fare pressione sul
paese affinché rinomini Bolsonaro presidente.
Qualunque
cosa si pensi dell'Ucraina, del Venezuela o di qualsiasi altra cosa, questa è
una belligeranza internazionale estrema, e mostra al mondo che gli Stati Uniti
non sono un garante sicuro dell'ordine globale. Affidare agli Stati Uniti il
mantenimento dell'architettura finanziaria o di sicurezza globale è come
mandare i propri figli in un asilo nido che è anche una casa di droga.
Gli
americani potrebbero pensare che Trump sia migliore di Biden perché ha preso
provvedimenti severi contro i trans e ora si può dire di nuovo "gay"
e "ritardato".
Ma per
il resto del mondo, Trump 2 è "Biden sotto steroidi" e gli Stati
Uniti sono una nave che affonda.
La gente fugge, cercando di aggrapparsi a
qualsiasi cosa.
L'India
di Modi non può funzionare come una democrazia liberale.
Nonostante
abbia invocato il genocidio dell'intera razza indiana a causa delle sue truffe
e dei suoi comportamenti generalmente abominevoli, ho sempre apprezzato Modi.
È un nazionalista etnico-religioso
anti-liberale. Il suo progetto è incompatibile con la democrazia.
Soprattutto, sta affrontando una questione
demografica esistenziale molti decenni dopo la partizione dell'India, che
avrebbe dovuto risolvere il problema del multiculturalismo dando ai musulmani
un proprio Paese (che in seguito si sarebbe diviso in due Paesi quando il
Pakistan orientale divenne il Bangladesh).
Ci
sono ancora musulmani in India, e hanno molti più figli degli indù.
Si suppone che l'India sia musulmana solo per
il 15% al momento, ma nessuno conosce la demografia dell'India.
Tra
qualche decennio, i musulmani inizieranno a esercitare un vero potere politico
e, a lungo termine, non potrà esserci un'India indù democratica per lo stesso
motivo per cui Israele afferma che non potrà esserci una democrazia ebraica se
concedesse la cittadinanza ai palestinesi.
(Questo è il motivo per cui tutti parlano di una mitica
"soluzione a due stati" invece di fare semplicemente la cosa ovvia e
dare ai palestinesi uguali diritti.
Gli
ebrei parleranno sempre di una "soluzione a due stati". Ecco perché
ci sono così tanti ebrei nell'attivismo pro-Palestina.
La
cosa ovvia è una soluzione a uno stato in cui si dà semplicemente la
cittadinanza ai palestinesi.)
Se
l'India non fosse una democrazia, una minoranza islamica non rappresenterebbe
una minaccia così grande.
Gli
indù non dovrebbero ucciderli tutti, ma non dovrebbero affrontare la minaccia
che i musulmani ottengano il potere politico e alla fine prendano il controllo
del paese.
Tenete
presente che non sto dicendo che l'Islam sia cattivo o che l'Induismo sia buono
o altro, sto semplicemente descrivendo la situazione e sottolineando che
rispetto qualsiasi leader disposto a difendere il proprio popolo.
Mi
piace Modi perché è il tipo di leader che ogni nazione dovrebbe avere.
Inoltre,
a differenza di molti populisti, la base di sostegno di Modi è costituita dalla
classe media urbana, dai ricchi e dagli industriali.
Nelle elezioni del 2024, quando perse una parte
significativa del potere nel sistema democratico, ciò fu in parte dovuto
all'unione dei musulmani (cosa che prima non era mai avvenuta efficacemente), ma soprattutto all'antipatia che i
poveri e le popolazioni rurali nutrivano per lui a causa di problemi legati
all'agricoltura.
L'unica
ragione per cui l'India è una democrazia è che l'Occidente l'ha pretesa.
Nessuno
vuole veramente la democrazia, a parte le donne urlanti che vogliono la libertà
delle prostitute, gli omosessuali e vari gruppi minoritari.
La
democrazia non è un sistema naturale.
Lo si
vede con il movimento di Trump, dove la base di sostegno del MAGA non ha alcun
interesse nei processi democratici e fondamentalmente vuole che Trump sia un
re.
Inoltre,
Putin ha ottenuto l'88% dei voti alle ultime elezioni.
Se Xi
dovesse andare al voto, otterrebbe di più.
La democrazia è un sistema innaturale, è il
sistema più corrotto e il più tirannico.
Nessuno
la vuole e la usano solo perché gli Stati Uniti la impongono.
Gli
Stati Uniti vogliono le democrazie perché possono manipolarle e controllarle
attraverso le istituzioni.
Lo
hanno fatto a regola d'arte.
Questo
è uno dei motivi principali per cui Modi si è separato dagli Stati Uniti.
Se lo
facesse, non avrebbe più dovuto fare questa farsa democratica.
Ciò
non significa che debba abolire il parlamento o altro, semplicemente si
insedierebbe in un sistema che mantiene alcuni degli elementi della democrazia,
ma i partiti di opposizione verrebbero messi da parte e ignorati con sicurezza.
L'attacco
di Trump all'India attraverso queste sanzioni "daziarie" sta dando a
Modi il sostegno e la scusa per allontanarsi dall'Occidente e dal sistema
democratico.
La sua capacità di farlo dipenderà dalla sua
capacità di instaurare relazioni con la Cina, e finora sembra che le cose
stiano andando molto bene.
L'incontro
della SCO è stato più simbolico che altro. Ma è un grande simbolo.
E
certamente implica che questo andrà avanti.
Trump
se ne va in giro a lamentarsi di meritare il Premio Nobel per la Pace, mentre
continua ad armare l'Ucraina e commette il genocidio più brutale di tutta la
storia umana a Gaza.
(L'Olocausto è una bufala, ma anche se
fosse reale, almeno era un segreto.
Immaginate se le guardie dei campi nazisti
avessero pubblicato video su TikTok in cui sottoponevano milioni di ebrei a
fumigazione in camere a vapore omicide.
E poi
ci fosse un altro Paese che pagava per il tutto e diceva che era una cosa
positiva).
Ma
francamente, il modo in cui Trump ha unito Russia, Cina e India in questa nuova
alleanza vale probabilmente il conferimento del Premio Nobel per la Pace.
Dico
sul serio.
Dovrebbe
provare a candidarsi su questa base, e non so davvero come glielo si possa
negare.
Alla
riunione della SCO ha partecipato anche “Lula”, presidente del Brasile,
anch'egli vittima delle sanzioni "daziarie" di Trump.
Era presente anche il presidente dell'Iran.
Così
come il Primo Ministro della Cambogia, il cui Paese è stato vittima di un
assurdo attacco da parte dell'alleato degli Stati Uniti, la Thailandia, il mese
scorso.
Era
presente anche il presidente della Mongolia (gli Stati Uniti hanno cercato di
convincere la Mongolia a schierarsi dalla loro parte, nonostante non avrebbe
avuto senso).
Erano
presenti i leader di tutti i Paesi dell'Asia centrale e sudorientale, ad
eccezione di Thailandia e Filippine.
Questa
foto è solo dei membri ufficiali, esclusi tutti gli altri capi di stato che
sono venuti e stanno cercando di unirsi al patrimonio.
La SCO
è una sorta di organizzazione sorella dei BRICS.
Quali
siano esattamente le funzioni ufficiali di queste organizzazioni, tecnicamente
è un po' irrilevante a questo punto.
Il punto è che rappresentano l'unione di tutte
le nazioni che sono prese di mira come nemici dagli Stati Uniti.
Vi
prego di notare che odio il termine "sud globale" e vi chiediamo
gentilmente di non usare quel termine.
Il
termine corretto è "Russia, Cina e il terzo mondo" (la Russia e la Cina sono paesi del
secondo mondo, il resto di questi sono tutti paesi del terzo mondo. Questi
termini non sono offensivi, e ciò che è effettivamente offensivo è il
cambiamento della terminologia. Riferirsi al terzo mondo come al "sud
globale" non è meglio che riferirsi ai come "i popoli").
Quello
che stiamo vedendo con Trump è un'escalation estrema dell'agenda degli Stati
Uniti per costruire una cortina di ferro intorno a sé, costringendo ogni paese
non direttamente sotto il controllo degli Stati Uniti in un'alleanza
esplicitamente basata sul non essere amici degli Stati Uniti, perché gli Stati
Uniti sono un paese prepotente che cerca di controllare la vita di tutti.
La
democrazia liberale internazionale pensa di essere Gesù.
Dopotutto, se tutti hanno "diritti
umani" (consiglio: non li hanno), allora ogni paese deve accettare il sistema universalista
perfezionato della democrazia liberale.
È un
sistema evangelico. È diventato come il comunismo. Beh, come il comunismo delle
origini.
"Tutti
meritano i diritti umani" è solo una versione diversa di "lavoratori
di tutto il mondo, unitevi!".
Ciò
che la Cina, in quanto capo di questo nuovo ordine mondiale, sta dicendo è che
non sono affari di nessuno se non vostri come volete gestire i vostri affari
interni.
Ciò
che la Cina sta dicendo è che comunisti, dittatori, teocrati e sì, persino
democratici (ammesso che non siano del tipo liberale occidentale) possono andare d'accordo e fare
soldi insieme invece di fare guerre.
È universalmente attraente e l'unica ragione per cui
qualcuno non vorrebbe farne parte è che gli Stati Uniti li minacciano o li
corrompono.
Nessun
Paese tradizionale, troppo grande per essere corrotto, vuole aderire all'agenda
gay/femminista/interrazziale degli americani.
L'accesso all'infrastruttura finanziaria
statunitense è una sorta di tangente, in quanto coercitivo.
Ma il
mondo ora si sta rendendo conto che, a prescindere dai soldi che si potrebbero
guadagnare, non vale la pena di essere sotto il giogo dell'inquietante Zio Sam.
Inoltre,
visto il modo in cui il Paese sta deragliando, è improbabile che ci saranno
molti soldi da guadagnare con gli Stati Uniti nel XXI secolo.
Oltre
a tutti gli altri suoi problemi, Trump non ha la possibilità di sottrarsi alla
richiesta di Israele di una guerra con l'Iran, e questo danneggerà seriamente la
stabilità finanziaria e militare del Paese.
Inoltre,
Modi, come ogni altro leader al mondo, sa che in qualsiasi momento gli Stati
Uniti potrebbero fare a lui quello che hanno fatto alla Russia, escludendo
l'India dal loro cartello finanziario internazionale.
È semplicemente buon senso prevenire questo
rischio, essendo preparati.
Per
ogni Paese, la sicurezza è la prima e principale preoccupazione, e la Cina può
fornire garanzie di sicurezza senza subire intimidazioni.
Cosa
significa questo per te.
Se
questo andrà a finire nel modo in cui sembra che andrà a finire, significherà
sicuramente meno visti H-1B, posso dirvelo.
Gli
indiani saranno meno entusiasti di venire in un paese che vedono come una
nazione nemica, e gli Stati Uniti saranno meno propensi a lasciarli entrare se
iniziano a classificarli come classificano i cinesi.
Il settore tecnologico indiano non è uno
scherzo completo, si stanno sviluppando e potrebbero svilupparsi più
velocemente se collaborassero con i cinesi, quindi quelle persone che arrivano
con gli H-1B potrebbero semplicemente rimanere nel loro paese e lavorare nelle
loro aziende.
Inoltre,
l'India, il paese più popoloso del mondo e il "baluardo contro la
Cina", nel quale gli Stati Uniti hanno investito così tanti soldi ed
energie per sviluppare scambi a favore della Cina, rappresenta un duro colpo
per l'Impero americano, e l'indebolimento dell'impero americano è un bene per
tutti sulla Terra, in primis per gli stessi americani.
Beh,
forse prima di tutto per gli europei, che sono schiacciati sotto il tallone
degli americani e non ottengono nemmeno i benefici finanziari che gli americani
traggono dall'impero, ma almeno in secondo luogo, gli americani traggono
beneficio dalla fine dell'impero.
Per
quanto riguarda il piano dell'America in questo caso: non ne ho idea. Non ha
alcun senso.
Non
c'è alcun livello in cui abbia senso, a parte il fatto che Trump è senile e gli
piace un sacco giocare a golf con Lindsey Graham.
È
assurdo che abbia avuto quell'incontro con Putin e abbia detto che stava
organizzando tutto per porre fine alla guerra, per poi fare la cosa più estrema
possibile che nemmeno Joe Biden era disposto a fare, queste "sanzioni
secondarie".
Ma ben
oltre la semplice escalation della guerra, cosa che aveva già fatto in vari
modi, farsi un nemico dell'India è così bizzarro che non riesco nemmeno a
capire come sia potuto succedere, al di là della teoria dichiarata del "è
rimbambito e Lindsey Graham è davvero brava a leccargli il".
Mi
formo le mie opinioni sulle cose, e poi prima di considerarle abbastanza solide
da condividerle con te, caro lettore, vado a vedere cosa dicono le altre
persone intelligenti.
Ho
letto e ascoltato un sacco di persone intelligenti da quando Trump ha fatto
questo attacco all'India, e tutti hanno detto la stessa cosa: "Non ho idea
del perché lo farebbe".
Sta
facendo tutte queste minacce, parlando di come l'America possa fare qualsiasi
cosa a chiunque, e niente di tutto ciò ha alcun senso.
Non credo che si tratti di una mossa calcolata
da parte di uno "stato profondo", e invece sembra il contrario;
aveva fatto questa cosa dei dazi per molti mesi, e
poco dopo l'attacco in India, un tribunale federale lo ha chiamato e gli ha
detto che tutti questi dazi sono illegali, che non aveva alcuna di questa
autorità.
Sta
dicendo che lo farà passare in fretta e furia alla Corte Suprema, quindi
vedremo come andrà, ma per quanto riguarda l'India, penso che sia finita.
Penso
che Modi volesse andarsene per le ragioni sopra elencate, e penso che la gente
del paese sia abbastanza arrabbiata da poter usare questo come una questione di
cuneo per prendere le distanze dagli Stati Uniti.
Ma
ehi, qualunque cosa.
Non so
perché sta succedendo, ma so che mi piace molto.
Il
crollo dell'impero è l'unica notizia che conta davvero.
Tutte
queste altre cose sono in realtà solo una distrazione, al massimo un
intrattenimento.
Non ti
daranno mai i file di Epstein.
Non hanno intenzione di deportare milioni di
persone.
Obama
non sta per essere arrestato.
“Shroud”
non sarà mai perseguito per aver imbrogliato ai videogiochi. Ma ogni giorno puoi aprire il tuo
dispositivo Internet e guardare la fine dell'impero.
Mentre
scrivo le ultime parole di questo saggio, ho il portatile sulle ginocchia e mi
accovaccio per strada a fare la cacca in segno di solidarietà con il popolo
indiano.
Guardando
il limpido cielo autunnale sopra questa strada piena di gente che fa la cacca,
vedo l'ombra di un nuovo ordine mondiale profilarsi.
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