Internet come paradiso della democrazia.
Internet
come paradiso della democrazia.
La
crisi della democrazia
passa
da internet:
è
“l’era dell’inversione”
Agendadigitale.eu
– Enrico Pedemonte, giornalista – (11 dicembre 2024) – ci dice:
Dal
2005, la democrazia globale affronta una crisi, mentre l’uso di Internet e
social media esplode.
Un’analisi
delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche che hanno segnato
l’ultima generazione nel libro: “La fattoria degli umani. Come le piattaforme digitali
stanno riprogettando la nostra vita”.
(Treccani
editore, 2024).
Società
digitale.
Nel
2008, quando lasciai New York dove ero stato per sei anni corrispondente dell’Espresso,
negli Stati Uniti vigeva ancora una regola non scritta secondo cui un politico
che mentiva era fuori dai giochi: nell’America puritana e calvinista, almeno in
politica, le menzogne non avevano diritto di cittadinanza.
Indice
degli argomenti:
Internet
e fake news cambiano l’opinione pubblica?
La
crisi della democrazia nel mondo e la crescita della polarizzazione.
Gli
anni dell’inversione.
Infelicità
in aumento dopo il 2011.
Proteste
di massa e conflitti armati in crescita.
La
nascita dei social è la causa?
Un
parallelo tra la diffusione di internet e l’invenzione della stampa.
L’impatto
della stampa sulla società.
La
rivoluzione culturale emersa dall’invenzione della stampa.
La
storia delle piattaforme digitali negli ultimi vent’anni.
Internet
e fake news cambiano l’opinione pubblica?
Poi,
nel 2016, quando Donald Trump viene eletto per la prima volta, “Poli Fact”,
un’organizzazione che verifica le affermazioni dei due candidati, certifica che
il 70%, delle affermazioni del neopresidente durante la campagna elettorale
risultano false, solo il 4% vere.
È
allora che comincio a chiedermi se sia Internet, con il diluvio di fake news a
cui ci ha abituati, a cambiare l’opinione pubblica in modo così radicale.
Negli
anni successivi gli indizi che qualcosa di profondo stava accadendo
nell’opinione pubblica globale continuano ad accumularsi.
La
crisi della democrazia nel mondo e la crescita della polarizzazione.
Nel
2022, un rapporto di” Freedom House” mostra in modo evidente quanto sia grave
la crisi della democrazia nel mondo:
dal
2005 al 2021 il numero di paesi “liberi” è sceso dal 46 al 20,3%, mentre quello
dei paesi parzialmente liberi è salito dal 17,9 al 41,3%. Fino al 2005 il
numero di democrazie era in crescita dal 1989, poi il crollo.
Presto
comincio ad annotare altri indizi sorprendenti (e poco tranquillizzanti):
negli
anni immediatamente successivi al 2005 comincia a crescere ovunque la
polarizzazione tra i cittadini, si impenna la sfiducia nei confronti dei
governi mentre le vendite dei giornali vanno in picchiata.
Gli
anni dell’inversione.
Mi
chiedo (seguendo l’opinione di numerosi esperti nei diversi settori) se esista
un legame tra questa inversione di tendenza e la diffusione dei social network,
che cominciano a dilagare dopo il 2004 (quando appare Facebook) e soprattutto
dopo il 2007 (anno di nascita dell’iPhone).
Creo
una cartella sul mio computer, la nomino “gli anni dell’inversione” e comincio
ad annotare le ricerche su quel periodo. Presto emergono altre cose
interessanti.
Infelicità
in aumento dopo il 2011.
Per
esempio “Joni Clifton”, amministratore delegato di “Gallup”, storica società di
sondaggi, nota che nel mondo l’infelicità delle persone subisce un vistoso
aumento dopo il 2011 e che nel 2021 la percentuale di individui che dichiarano
di vivere la peggiore vita possibile è più che quadruplicata rispetto a dieci anni
prima.
Questo
è particolarmente evidente tra i giovani, tanto che in molti paesi il numero di
suicidi tra gli adolescenti cresce in modo inaspettato parallelamente
all’aumento dei disturbi psichici.
Proteste
di massa e conflitti armati in crescita.
Scavando
nelle ricerche su quegli anni, saltano fuori altri indizi.
Secondo un Rapporto del CSIS (Center for Strategic &
International Studies) di Washington, tra il 2009 e il 2019 le proteste di
massa, a livello globale, crescono ogni anno in media dell’11,5% arrivando a «eclissare gli esempi storici di
epoche di protesta di massa come la fine degli anni Sessanta, la fine degli
Ottanta e l’inizio dei Novanta».
Difficile
crederlo, ma anche il grafico dei conflitti armati ha un momento di
discontinuità:
scopro su “Foreign Affairs” che, secondo l’”Uppsala
Conflict Data Program”, i conflitti nel mondo, in discesa costante tra il 1990
e il 2007, da quella data crescono senza sosta:
«Nel 2022 c’erano 55 conflitti attivi, con una
durata media di circa 8-11 anni, un aumento sostanziale rispetto ai 33
conflitti attivi, che duravano in media sette anni, un decennio prima».
La
nascita dei social è la causa?
Ovunque
vedo grafici che, in quegli anni, cambiano verso, come se la storia umana fosse
stata colpita da un’invisibile scossa tellurica.
Fino a
che punto l’instabilità che colpisce diversi aspetti della nostra vita, può
essere attribuita alla diffusione di Internet, che proprio in quegli anni si
impenna, e soprattutto all’emergere dei social network che dilagano a partire
dal 2007?
«Correlation
does not imply causation», diceva lo statistico britannico “Karl Pearson”:
se due
eventi sembrano correlati non è detto che tra i due ci sia un rapporto di
causalità.
Il fatto che a pochi anni dalla nascita dei
social network molti paesi siano investiti da gravi fenomeni di instabilità non
significa che il web e le piattaforme siano i principali responsabili.
Anche se, guardando i numeri e le date, nasce
almeno il sospetto che il digitale possa avere avuto un ruolo:
nel 1990 poche decine di migliaia di persone
erano collegate a Internet nel mondo, nel 2009 erano un miliardo e mezzo, nel
2023 oltre cinque miliardi.
Nel
giro di una generazione le reti digitali hanno invaso la nostra vita,
modificato le nostre abitudini, cambiato il nostro modo di informarci, di
comunicare, di passare il tempo e molto altro.
Un
parallelo tra la diffusione di internet e l’invenzione della stampa.
È
diventata quasi un’ovvietà paragonare gli anni che stiamo vivendo – quelli
della diffusione di Internet – a quelli che seguirono l’invenzione di “Johannes
Gutenberg”, nel Quattrocento.
Ma
cosa accadde allora?
L’impatto
della stampa sulla società.
“Elizabeth
Eisenstein”, la storica che ha scritto il testo fondamentale sulla rivoluzione
della stampa a caratteri mobili, usa la parola “disruption” – in italiano
perturbazione, rottura – per descrivere l’impatto che quell’invenzione ebbe
sulla società cinque secoli or sono.
È la stessa parola che viene comunemente usata oggi
per illustrare le conseguenze sociali ed economiche del digitale.
L’invenzione
di Gutenberg – sono le parole di Eisenstein – diede origine a un proliferare di
start up (molte delle quali destinate a fallire) che in pochi decenni portò a
una moltiplicazione delle tipografie.
Venezia,
sede di molti editori, si trasformò nella Silicon Valley dell’epoca.
L’abuso
di vocaboli a cui ci ha abituato la rivoluzione informatica è giustificato dal
fatto che anche quella rivoluzione, come quella che stiamo vivendo, sconvolse
l’ordine sociale come nessuno aveva previsto.
Nel
1440 esisteva una sola copia stampata della Bibbia.
Nel
1450 ce n’erano 50, sparse per l’Europa.
Cinquant’anni
dopo erano un migliaio.
Cent’anni
dopo si producevano 400.000 libri l’anno; nel XVII secolo 500 milioni.
La
rivoluzione culturale emersa dall’invenzione della stampa.
La rivoluzione
culturale che emerse dall’invenzione della stampa fu sconvolgente e largamente
imprevista.
Il 31 ottobre 1515 Martin Lutero, quando
appese le sue 95 tesi alla porta della chiesa di Magonza, non immaginava che
due settimane dopo sarebbero state distribuite a Londra, né che presto sarebbe
diventato il primo autore di bestseller:
la sua
traduzione della Bibbia in tedesco vendette 5.000 copie in due settimane e in
sette anni (dal 1518 al 1525) fu ristampata in 430 edizioni.
Alla
tecnologia della stampa a caratteri liberi – secondo gli storici – va
attribuita la Riforma protestante, la nascita dell’Illuminismo, il fiorire
della scienza moderna e l’invenzione dell’opinione pubblica.
Ma
anche il proliferare delle sette religiose, un paio di secoli di instabilità
politica, di guerre e persecuzioni sanguinose.
«La
tecnologia è un acceleratore. […] I nuovi media alimentano le turbolenze
politiche a causa dell’instabilità e della perdita di fiducia del pubblico
nelle istituzioni», dice “Margaret O’Mara”, storica alla University of
Washington.
L’innovazione,
assieme a molti effetti positivi, può generare sfaceli.
La
storia delle piattaforme digitali negli ultimi vent’anni.
Nel
libro che ho appena pubblicato – “La fattoria degli umani” (Treccani editore) – ripercorro la
storia delle piattaforme digitali negli ultimi vent’anni.
E
cerco di dimostrare – rileggendo le ricerche che sono state pubblicate nel
corso degli anni – che l’“inversione” a cui abbiamo assistito negli anni dopo
il 2005 – la crisi delle democrazie, la crescita della polarizzazione,
l’aumento del malessere degli adolescenti e molto altro – sono in larga parte
da attribuire alla nuova ecologia digitale che ha cambiato la nostra vita.
La rielezione a valanga di Donald Trump è, a
mio parere, un altro indizio che mostra come i nuovi media stiano modificando
la cultura collettiva. La personalizzazione di ogni servizio e lo spappolamento
dell’opinione pubblica in un numero infinito di micro-comunità ha talmente
permeato le nostre vite che neanche ci rendiamo conto di come eravamo prima.
I giovani non possono saperlo, perché prima non
c’erano.
(Enrico
Pedemonte, giornalista).
A
proposito di piattaforme e democrazia.
Rivistailmulino.it
– Nicola La cetera – (10 gennaio 2023) – Redazione – ci dice:
L'informatico
e attivista “Aaron Smart” credeva che Internet potesse diventare un luogo di
completa condivisione della conoscenza.
A
dieci anni dalla sua morte, cosa resta di quella parvenza di libertà?
Sono
passati dieci anni da quando, l’11 gennaio 2013, il ventiseienne “Aaron Smart”
si tolse la vita nel suo appartamento di Brooklyn.
Il
giovane informatico e attivista sociale era accusato di aver scaricato quasi
cinque milioni di articoli accademici dalla “biblioteca digitale Storr” con
l’intenzione di renderli gratuitamente disponibili anche a chi non aveva un
abbonamento, commettendo in questo modo una frode informatica.
Insieme
ad altre accuse collegate, la condanna poteva arrivare fino a trentacinque anni
di reclusione.
Divulgare
attraverso la rete questi articoli fu l’ultima battaglia di Smart affinché
Internet diventasse un luogo di completa condivisione e diffusione della
conoscenza e del pensiero, senza condizionamenti e influenze politiche o
economiche.
Per la
sua formazione e le sue idee, Aaron Smart ricordava i pionieri dell’informatica
come la conosciamo oggi.
Da una parte, Smart aveva enorme talento nella
programmazione, anche grazie all’esposizione ai linguaggi informatici già in
età infantile, proprio come molte delle figure principali della rivoluzione
digitale (si pensi ad esempio a Bill Gates).
Dall’altra,
il giovane attivista credeva fortemente in una società aperta, democratica e
organizzata dal basso, e nella capacità delle tecnologie digitali di essere il
veicolo della conoscenza necessaria affinché questo tipo di società si
realizzasse.
Non è un caso che i pionieri dell’informatica
avevano cominciato a operare, nei primi anni Settanta, nella California delle
contestazioni studentesche e dei nuovi movimenti giovanili, delle comuni e
dell’amore libero, dell’uguaglianza e della condivisione.
Nel
suo saggio” From counter culture to cyberculture”, Fred Turner (Stanford
University) sostiene l’espressione “villaggio globale", coniata dal
sociologo dei media” Marshall McLuhan”, rappresentasse in quegli anni, allo
stesso tempo, l’utopia “hippie” e la potenziale realtà di un mondo interamente
connesso che soprattutto il personal computer, introdotto proprio negli anni
Settanta, avrebbe presto reso possibile, portando in ogni casa lo strumento per
interagire, alla pari, con chiunque.
I primi esperimenti con la Rete esprimevano
questo spirito nella natura pubblica di questi servizi, nel supporto da parte
di agenzie federali negli Stati Uniti, e nell’uso della Rete quasi
esclusivamente per finalità di ricerca e di istruzione.
Nel
tempo, tuttavia, questa base culturale si è trasformata da fondamento ideale a
semplice e conveniente narrazione di una realtà profondamente diversa.
Alla visione comunitaria della Rete si è
progressivamente sostituito un approccio più libertario che raccontava una
storia simile di uguaglianza e diffusione del sapere, ma che vedeva nel mercato
e nella proprietà privata i veicoli per ottenere questi obiettivi.
L’ondata
conservatrice nella politica degli anni Ottanta e il crollo del comunismo reale
fornirono ulteriore materiale ideologico per una rapida “privatizzazione” della
Rete.
Questa
narrazione si rivelò talmente potente che molti governi di fatto sospesero
l’applicazione delle regole antitrust per le imprese che operavano online.
L’esplosione
del commercio elettronico sembrava garantire facile accesso ai mercati per le
“startup” al pari delle grandi imprese e la derivante competizione riduceva i
prezzi dei prodotti e dei servizi correlati (come le spedizioni a domicilio):
un indubbio vantaggio per gli utenti.
L’emergere
di piattaforme digitali, come quelle che consentivano di tenere “diari” online
(blog) o che creavano i primi social media (Myspace, poi Facebook e tutti gli
altri a seguire) offrivano gratuitamente a individui e organizzazioni un luogo
dove esprimere le proprie idee, scambiarle con altri e acquisire informazione. All’apparenza, un trionfo della
concorrenza e un indubbio aumento del benessere economico e sociale.
Ma il
tipo di mercato che si stava sviluppando sulla rete era molto diverso da quanto
apparisse.
Le
piattaforme digitali sulle quali “domanda” e “offerta” si incontrano (ad
esempio compratori e venditori su piattaforme di commercio elettronico,
utenti/lettori e inserzionisti sui social media) beneficiano di “effetti di
Rete”:
più sono gli utenti che queste piattaforme
riescono ad attirare, più è conveniente per venditori/inserzionisti operare su
queste piattaforme;
e più sono i prodotti e i servizi, più altre
persone decideranno di aggiungersi, e così via.
Il
vantaggio dall’operare sulla stessa piattaforma porta, insomma, al dominio di
pochi grandi soggetti sul mercato.
Per
ottenere questo vantaggio, bisogna crescere prima e più velocemente degli
altri.
Amazon, per esempio, ci è riuscita offrendo
prezzi bassi e condizioni molto vantaggiose per le spedizioni ai consumatori,
spesso a scapito dei fornitori.
I social network (e i motori di ricerca come
Google) offrono il loro servizio gratuitamente agli utenti, per attirarne il
più possibile e rendere le loro piattaforme appetibili agli inserzionisti (paganti).
Più
sono gli utenti che queste piattaforme riescono ad attirare, più è conveniente
per venditori/inserzionisti operare su queste piattaforme; e più sono i
prodotti e i servizi, più altre persone decideranno di aggiungersi.
La
quantità di partecipanti, tuttavia, non è di per sé sufficiente a rendere una
piattaforma appetibile agli inserzionisti;
è
essenziale che ci sia “traffico” e “coinvolgimento”, e cioè che gli utenti
spendano tanto tempo su questi siti, seguano i link proposti, condividano post,
lascino commenti, e così via.
E
niente è più potente per motivare il coinvolgimento ripetuto delle persone che
stimolare le loro emozioni invece che la ragione, specie se le emozioni sono
negative, come la rabbia, la paura e lo scontento.
Tuttavia non sempre (anzi, raramente) è l’informazione
più verificata e consequenziale che stimola forti emozioni.
Spesso,
invece, hanno questo effetto le notizie più tendenziose, non verificate o
palesemente false, ma che la maggior parte degli utenti non riesce a
distinguere dalle altre.
E più questi utenti rispondono agli stimoli di
queste notizie, più gli algoritmi che determinano cosa vediamo sulle nostre
pagine social “imparano” che sono queste le cose che ci coinvolgono e ce ne
proporranno altre di simili.
Tutto questo non solo è gratuito, ma mantiene
anche una parvenza di libertà e di rispetto dei consumatori, a cui viene
offerto proprio ciò che essi rivelano di trovare più interessante.
Ma
l’informazione non è un bene come un altro.
Una informazione corretta e verificabile è
fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia, affinché ci sia un
bilanciamento dei poteri e il controllo su di essi dell’opinione pubblica.
La sbandierata “democratizzazione” che la rivoluzione
digitale avrebbe dovuto portare, consentendo a tutti di accedere a informazione
e conoscenza a basso costo, tale non è se gli incentivi di chi questa
informazione fornisce o veicola sono distorti e poco hanno a che fare con la
qualità dell’informazione stessa.
Dalle elezioni presidenziali americane del
2016 e del 2020 con conseguente assalto al Congresso, al referendum sulla
Brexit, al disastro comunicativo durante la pandemia di Covid, l’avvelenamento del discorso pubblico
e l’aumento della polarizzazione politica e culturale hanno avuto nei social
media un carburante prodigioso.
Con il
trasferimento di gran parte del discorso sociale, politico e culturale sui
social network, la cittadinanza di fatto delega l’organizzazione di questo
dibattito e la qualità delle informazioni su cui si basa a pochi ultraricchi
soggetti privati, le cui motivazioni e obiettivi non sono chiari ma quasi
certamente non includono, come predominante, quello di rendere il mondo più
giusto, libero ed eguale tramite un'informazione trasparente e di qualità.
Con il
trasferimento di gran parte del discorso sociale, politico e culturale sui
social network, la cittadinanza di fatto delega l’organizzazione di questo
dibattito a pochi ultraricchi soggetti privati.
L’acquisizione
di Twitter da parte di Elon Musk nei mesi scorsi, e la sua (almeno sin qui)
grottesca gestione, rappresentano il culmine sia della narrazione panglossiana
della Rete, sia dei rischi per la democrazia che la rete porta con sé.
La principale piattaforma online di comunicazione e
dibattito politico è in mano a una singola persona che si autodefinisce
difensore della libertà di espressione, ma il suo retroterra e le sue manie,
ben raccontate dalla storica “Jill Lepore” nel podcast “The Evening Rocket”,
dicono tutt’altro.
Un’origine familiare caratterizzata
dall’adesione ai “tecnocrati” degli anni Trenta che immaginavano il mondo come
un meccanismo governato da ingegneri, e dall’emigrazione in Sudafrica per una
vita più serena da bianchi nel regime dell’Apartheid, invece di rimanere nel
più minaccioso e multiculturale Canada.
Una formazione culturale basata sugli elementi
più tradizionali e retrivi della letteratura di fantascienza dagli anni
Cinquanta agli anni Ottanta, specialmente quelli superomistici e patriarcali.
Un ego
smisurato messo in mostra in ogni occasione, mentre molte delle sue iniziative
imprenditoriali, come “Tesla”, hanno perso miliardi di dollari e sono spesso
sopravvissute grazie a sussidi e regolamentazione pubblica.
Davvero
ci sentiamo tranquilli a delegare a quest’uomo l’ultima parola su quale
informazione deve circolare su una così grande piattaforma?
Come
ha scritto “Stefano Feltri” su “Domani”, le responsabilità per questa
evoluzione sono diffuse e non riconducibili a un singolo individuo.
La politica tutta, a destra come a sinistra (o
quanto meno la sua versione da “Terza Via”), ha esaltato questo tipo di
progresso tecnologico ed economico.
E,
purtroppo, tanti colleghi accademici hanno offerto legittimazione scientifica e
intellettuale, restringendo l’attenzione solo su alcuni aspetti oggettivamente
positivi della rivoluzione digitale, come la riduzione dei costi di
acquisizione e diffusione della conoscenza, ma glissando sulle possibili
distorsioni che alcuni osservatori avevano, invano, cominciato a denunciare,
come lo stesso “Aaron Smart”, Meredith Whitaker, Jaron Lanier, Frank Foer e
Cathy O’Neil, tra gli altri.
L’esaltazione
specialmente da parte di studiosi nei dipartimenti di economia e nelle business
school fa sorgere anche il dubbio che questo entusiasmo non fosse (e non sia)
del tutto ingenuo e disinteressato.
Che
fare, quindi?
L’economista tedesco” Albert Hirschman”
formalizzò, nel 1970, le categorie di defezione e protesta (“exit” e “voice”)
per descrivere le forme che il dissenso può prendere in una comunità o mercato.
Con la
defezione, cittadini, lavoratori o consumatori “abbandonano” la particolare
organizzazione o mercato – astenendosi dal votare, licenziandosi o non
acquistando più un prodotto.
L’esercizio della protesta, invece, include
l’espressione del dissenso dall’interno, in varie forme di partecipazione
attiva.
Questa
seconda forma può apparire come superiore alla prima, perché genera più
informazione e prevede una partecipazione diretta al cambiamento.
Ma nel
caso dei social media, partecipazione significa “traffico” e traffico significa
più profitti – insomma, ogni critica dall’interno non fa che rafforzare, invece
che indebolire, i modelli di business delle piattaforme di social media.
Più
effettiva, insomma, potrebbe essere la defezione, o quanto meno una sensibile
riduzione dell’attività degli utenti (chi scrive ha cancellato il suo profilo
Twitter il giorno dell’acquisizione da parte di Elon Musk).
Il meccanismo “virtuoso” della crescita che si
autoalimenta e la narrazione che lo circonda potrebbero finalmente incepparsi
costringendo a riconsiderare il ruolo di questi strumenti tanto potenti quanto
pericolosi.
E se
il mercato, lasciato a sé stesso, non fosse in grado di correggersi, allora più
regolamentazione pubblica, anche con interventi di controllo diretto sui
principi degli algoritmi e sulla proprietà delle piattaforme, non dovrebbe
essere un tabù.
D’altra
parte, proprio agli albori di Facebook, Mark Zuckerberg definì il suo servizio
come una “utility”, cioè un servizio al cittadino come la distribuzione e la
vendita di energia elettrica, l’erogazione dell’acqua o lo smaltimento dei
rifiuti.
Nel
XXI secolo, insomma, è impossibile essere appieno cittadini senza l’accesso a
informazione digitale di qualità.
E se
questa informazione passa soprattutto per le piattaforme di social media,
perché il settore pubblico, attivo in vario modo nel regolare la fornitura di
altri servizi, non dovrebbe essere più presente anche in questo?
(Rivista
il Mulino 2026).
Iran,
le ultime notizie sull’attacco.
Media
Israele: “Bassa probabilità
Khamenei
sia sopravvissuto.”
Repubblica.it
- (28 febbraio 2026) – Redazione - Flavia Cappadocia, Natasha Caragnano, Laura
Mari – ci dicono:
Esplosioni
in varie città. Il presidente Usa conferma l’attacco americano: “Distruggeremo
la loro industria missilistica”.
Netanyahu:
“Così iraniani potranno rovesciare il regime”.
Teheran
prende di mira le basi americane nell'area.
Idf: “Lanciati missili dall’Iran”.
Teheran
smentisce la morte della Guida Suprema: “Parlerà tra poco.”
Questa
mattina l’Iran è stata colpita da un attacco militare coordinato da Israele e
dagli Stati Uniti.
L’operazione
israeliana, chiamata “Ruggito del Leone”, è stata definita “un attacco
preventivo” dal ministro della Difesa Katz.
Ci
sono state esplosioni in diverse città, compresa la capitale Teheran, con
obiettivi di tipo politico, militare e legati alla leadership del Paese.
Il
presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato l’operazione
americana per “difendere” i suoi cittadini.
Per
Trump, Teheran stava cercando di ampliare il suo programma nucleare:
“Non
l’avranno mai”, ha detto il presidente Usa.
In
risposta, l’Iran ha lanciato missili e droni contro basi americane nella
regione, prendendo di mira Bahrein, Qatar, Emirati e Kuwait.
Mosca
denuncia: “Aggressione immotivata”.
Colpita
base italiana in Kuwait “ma tutti incolumi.”
Da
Dubai all’Oman: raffica di voli cancellati con il Medio Oriente.
50
anni di conflitto e tensioni tra Iran, Usa e Israele.
Khamenei,
l’ayatollah da 40 anni alla guida dell’Iran.
Punti
chiave.
16:42
Esplosione
a Dubai, colonna di fumo da The Palm: 4 feriti.
16:38
Da
autorità Teheran sms a residenti: “Lasciate la città”.
16:25
L’Iran:
nuova ondata missili iraniani contro basi nel Golfo.
16:07
Tv iraniana:
atteso a breve un intervento di Khamenei.
15:53
Stormer:
“Aerei del Regno Unito in volo verso il Medio Oriente per coordinare la difesa
dei cieli”
15:51
Il
Consiglio di sicurezza Onu convocato alle 22.
15:45
Il
figlio di Pezeshkian: “Falliti i tentativi di assassinio del presidente”.
15:39
Araghchi:
“Khamenei e Pezeshkian a quanto ne so sono vivi.”
15:28
Iran
colto di sorpresa da attacco alla luce del sole e dopo l'annuncio di Rubio.
14:49
Fonti
sicurezza israeliana: “Bassa possibilità che Khamenei sia sopravvissuto a un
attacco del genere”
13:20
Il
complesso residenziale di Khamenei distrutto.
12:26
Mosca:
“Contro Teheran atto di aggressione armata immotivato.”
11:41
Tajani:
“Attaccata base Kuwait con 300 italiani. Nessun militare ferito.”
11:34
Pasdaran,
lanciata 'Truth Promise 4', operazione contro basi Usa.
10:51
Fonti
Usa, sotto attacco basi americane regione.
09:36
Netanyahu:
“Così iraniani potranno rovesciare regime”
09:35
Netanyahu:
“Operazione Usa e Israele contro minaccia esistenziale.”
09:20
IDF,
"missili da Iran, andate nei rifugi", sirene al nord.
08:45
Trump:
“Abbiamo provato a fare un accordo con l'Iran ma ha rifiutato.”
08:38
Nome
dell’operazione israeliana: “Ruggito del leone”
08:33
Trump:
“Poco fa abbiamo iniziato una grande operazione in Iran”
08:24
Iran,
fonte Israele: operazione pianificata con Usa per mesi
08:23
'Decine
di attacchi Usa in Iran con aerei da basi in Medio oriente e portaerei'.
08:18
NYT:
“L'attacco all'Iran sarà più esteso di quello di giugno”
08:15
Crosetto:
“Il personale della difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto.”
08:13
Fonti
Usa a CNN: “Raid in corso non di piccola entità”
08:11
Iran:
esplosioni anche a QOM, Isfahan, Karaj e Kermanshah.
08:09
Mossad
scrive ad iraniani, riporteremo Paese ai giorni gloriosi.
08:06
Anche
l’Iraq chiude lo spazio aereo.
08:05
Tra
gli obiettivi una struttura della presidenza.
08:02
Media:
Khamenei è in luogo sicuro, non a Teheran.
07:59
WSJ,
anche gli Usa stanno attaccando l'Iran
07:55
Media:
“A Teheran esplosioni continue, missili in volo”
07:54
Media:
“È operazione congiunta Usa-Israele.”
07:51
Tajani,
in contatto con ambasciate Teheran e Tel Aviv. Unità di crisi a lavoro.
07:48
Chiuso
lo spazio aereo su Teheran. Forti esplosioni sulla capitale iraniana.
07:42
Chiuso
lo spazio aereo in Israele.
07:41
Katz:
“Prevediamo una risposta di Teheran.”
07:30
Fumo
nero su Teheran
16:42
Esplosione
a Dubai, colonna di fumo da The Palm: 4 feriti.
Una
forte esplosione è stata avvertita a Dubai, sull'isola artificiale di “The Palm”,
da dove è stata vista una colonna di fumo levarsi dalla città.
Lo
riporta l'AFP citando due testimoni.
Le
esplosioni sono avvenute in seguito ai vasti attacchi iraniani nel Golfo, in
rappresaglia per gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran.
Secondo
i media, almeno quattro persone sarebbero rimaste ferite.
16:38
Da
autorità Teheran sms a residenti: “Lasciate la città.”
Le
autorità iraniane hanno inviato degli sms esortando i residenti a lasciare
Teheran in seguito agli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele. Lo
riferiscono i media.
“Se possibile e mantenendo la calma,
dirigetevi verso altre città", si legge nel testo del messaggio.
16:25
L’Iran:
nuova ondata missili iraniani contro basi nel Golfo.
I
pasdaran ha lanciato una nuova ondata di attacchi missilistici contro le basi
statunitensi nel Golfo, in risposta agli attacchi israeliani e statunitensi
contro l'Iran, ha riferito sabato la televisione di stato. Vengono segnalazioni
di esplosioni anche da Dubai.
16:07
Tv
iraniana: atteso a breve un intervento di Khamenei.
Secondo
quanto riportato dall'emittente televisiva iraniana Al-Alam TV, la Guida
suprema Ali Khamenei dovrebbe tenere un discorso a breve.
La notizia dell'emittente di regime in lingua
araba viene rilanciata anche dal Al Jazeera.
15:54
Von
der Leyen: “Lunedì riunione dei commissari per la sicurezza Ue.”
"A
seguito della situazione in corso in Iran, lunedì convocherà un collegio dei
commissari speciale sulla sicurezza".
Lo
scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
"Per
la sicurezza e la stabilità regionale, è di fondamentale importanza che non si
verifichi un'ulteriore escalation attraverso gli attacchi ingiustificati
dell'Iran contro i partner della regione", aggiunge.
15:53
Stormer:
“Aerei del
Regno Unito in volo verso il Medio Oriente per coordinare la difesa dei cieli.”
Il
premier britannico, Keri Stormer, ha dichiarato che gli aerei britannici
"sono in volo oggi" in Medio Oriente "come parte di operazioni
difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri
interessi e i nostri valori".
15:51
Il Consiglio
di sicurezza Onu convocato alle 22.
Il
Consiglio di Sicurezza dell'Onu è stato convocato per le 16 di New York, le 22
in Italia, sulla crisi in Medioriente innescata dall'attacco all'Iran di Stati
Uniti e Israele.
Lo
rende noto l'ufficio del portavoce delle Nazioni Unite.
15:50
Ue:
domani riunione straordinaria sull’Iran.
Gli
ambasciatori degli Stati Ue presso l'Unione europea terranno una riunione
straordinaria domani nel tardo pomeriggio alla luce degli sviluppi in Medio
Oriente.
Lo fa
sapere un portavoce della presidenza cipriota di turno dell'Ue.
La
presidenza ha convocato inoltre una riunione virtuale del Gruppo di lavoro
sugli affari consolari per esaminare la situazione relativa ai cittadini
dell'Ue nella regione, incontro che si terrà prima della riunione degli
ambasciatori Ue.
15:49
Putin
riunisce il Consiglio di sicurezza per esaminare la situazione in Iran.
Il
presidente russo Vladimir Putin ha riunito oggi il Consiglio di Sicurezza
nazionale per discutere la situazione in Iran alla luce degli attacchi degli
Usa e di Israele.
Lo
riferisce il servizio stampa del Cremlino.
15:47
Israele:
“Operazione più vasta e complicata di quella di giugno”
Il
capo di stato maggiore dell'Esercito israeliano, tenente generale “Eyal Zamir”,
ha affermato che l'operazione contro l'Iran è "più complessa e
complicata" delle precedenti, secondo una dichiarazione militare
rilasciata questo pomeriggio.
In un discorso ai piloti dell'Aeronautica
militare prima dell'inizio dell'operazione congiunta israelo - americana contro
l'Iran, Zamir ha affermato che questa "si sta svolgendo su una scala
completamente diversa, piu' complessa e complicata.
So che
la preparazione è stata breve, ma intensa e incredibilmente accurata".
"Siete
autorizzati a eseguire. Colpite i vostri obiettivi. State scrivendo la
storia", ha detto Zamir ai piloti pochi istanti prima che partissero per
bombardare il territorio iraniano.
Più di
otto ore dopo che l'Aeronautica militare israeliana ha iniziato a bombardare
Teheran, così come altre città iraniane come Tabriz (nord-ovest) e Isfahan
(centrale), le forze armate hanno dichiarato di aver distrutto i sistemi di
difesa strategica della Repubblica Islamica.
"Uno degli attacchi ha preso di mira un
avanzato sistema di difesa aerea SA-65 situato nell'area di Kermanshah,
nell'Iran occidentale",
si
legge in una dichiarazione militare.
Un
attacco israeliano a una scuola elementare a Minab (Iran meridionale) ha ucciso
almeno 53 ragazze e ferito altri 48 studenti, secondo le autorità locali.
In Israele, finora è stato segnalato un solo
ferito lieve a causa di un attacco missilistico iraniano ad Haifa (Israele
settentrionale).
15:45
Il
figlio di Pezeshkian: “Falliti i tentativi di assassinio del presidente.”
Il
figlio del presidente iraniano “Masoud Pezeshkian” ha affermato che i tentativi
di assassinio del padre sono falliti, assicurando che sta in buona salute.
"Prima
di tutto, voglio dire che sta in buone condizioni di salute.
Per
quanto ne so, questa volta i tentativi di assassinio non hanno avuto successo e
anche gli altri funzionari sono al sicuro", ha dichiarato “Yousef
Pezeshkian”, figlio del presidente, secondo quanto riportato dall'agenzia di
stampa iraniana Irna.
Queste
dichiarazioni sono giunte in concomitanza con le voci di presunte morti di
funzionari iraniani negli attacchi lanciati questa mattina da Israele e Stati
Uniti contro l'Iran.
Per
tutto il giorno, i media iraniani hanno riferito delle buone condizioni di
salute di diversi funzionari governativi e militari, tra cui il ministro degli
Esteri “Abbas Araqchi” e il capo dell'esercito “Amir Hatami”.
Negli
attacchi israeliani sull'Iran di oggi si ritiene che siano rimasti uccisi il
ministro della Difesa iraniano, “Amir Nasirzadeh”, e il comandante delle
Guardie rivoluzionarie, il generale “Mohammed Pakpour”. Lo ha riportato la
Reuters citando fonti a conoscenza delle operazioni militari israeliane e una
fonte regionale.
15:43
Iran:
sale a 70 morti il bilancio del raid sulla scuola femminile.
È salito
ad almeno 70 morti e 90 feriti, secondo le autorità di Teheran, il bilancio
dell'attacco sferrato contro una scuola femminile a “Minab”, nella provincia
iraniana di Hormozgan.
Lo
rende noto il rettore dell'Università di Scienze Mediche di Hormozgan.
15:42
Russia
e Cina chiedono convocazione Consiglio Sicurezza Onu.
La
Russia e la Cina chiedono la convocazione di una riunione urgente del Consiglio
di sicurezza dell'Onu sull'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
15:39
Araghchi:
“Khamenei e Pezeshkian a quanto ne so sono vivi”
L'ayatollah
Ali Khamenei e il presidente “Masoud Pezeshkian "sono vivi, da quel che
so".
Lo ha
affermato il ministro degli Esteri iraniano,” Abbas Araghchi”, a Nbc News.
"Tutti
i funzionari di alto rango sono vivi - va tutto bene", ha assicurato.
15:38
L’appello
di Guterres: “Cessare immediatamente le ostilità.”
Il
segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, condanna l'escalation in Medio
Oriente e chiede una "cessazione immediata delle ostilità”. "Tutti
gli Stati membri devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto
internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite.
La Carta proibisce chiaramente 'la minaccia o
l'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di
qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con i fini delle
Nazioni Unite'", ha detto Guterres chiedendo "un'immediata cessazione
delle ostilità e una de-escalation".
In
caso contrario, "si rischia un conflitto regionale più ampio, con gravi
conseguenze per i civili e per la stabilità della regione.
Esorto con forza tutte le parti a tornare
immediatamente al tavolo dei negoziati", ha messo in guardia il capo
dell'Onu ribadendo che "non esiste alcuna alternativa praticabile alla
soluzione pacifica delle controversie internazionali, in piena conformità con
il diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite".
15:37
Mosca:
“Pronti a contribuire a soluzione pacifica.”
La
Russia chiede "di riportare immediatamente la situazione riguardante
l'Iran nel solco di una soluzione politico-diplomatica".
Lo
dice il ministero degli Esteri russo secondo quanto riporta la Tass.
"La
Russia - si legge ancora - è pronta a contribuire alla ricerca di soluzioni
pacifiche sulla base del diritto internazionale e dell'equilibrio degli
interessi riguardanti l'Iran;
L'aggressione
armata sconsiderata degli Stati Uniti e di Israele non è stata provocata.
Gli
Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran sotto la copertura del processo
negoziale ripreso;
I
motivi degli Stati Uniti e di Israele nella situazione con l'Iran non hanno
nulla a che fare con il regime di non proliferazione delle armi nucleari; La
responsabilità per la spirale di violenza ricade interamente sugli Stati Uniti
e su Israele, che stanno cercando di distruggere la leadership iraniana.
La pericolosa avventura degli Stati Uniti e di
Israele sta rapidamente avvicinando il Medio Oriente a catastrofi umanitarie,
economiche e radiologiche.
È allarmante il carattere seriale degli
attacchi destabilizzanti degli Stati Uniti alle basi giuridiche internazionali
dell'ordine mondiale.
Gli israeliani hanno fornito alla Russia segnali falsi
riguardo alla mancanza di interesse in un confronto militare con gli iraniani.
Gli
Stati Uniti e Israele stanno immergendo il Medio Oriente in un abisso di
escalation incontrollata, spingendo i paesi a dotarsi di mezzi seri contro le
minacce;
La
dirigenza delle Nazioni Unite e dell'Aiea è tenuta a fornire immediatamente una
valutazione obiettiva delle azioni irresponsabili di distruzione in Medio
Oriente".
15:35
Turchia:
spazio aereo chiuso a operazioni militari.
La
Turchia nega il sostegno all'operazione militare lanciata contro l'Iran da Usa
e Israele e specifica che lo spazio aereo rimane aperto ai voli civili, ma
chiuso a qualsiasi manovra bellica.
Lo ha specificato l'Ufficio per la
comunicazione della presidenza turca, che ha definito "false e
fuorvianti" le notizie circolare sul web secondo cui Ankara sarebbe a
favore dell'intervento americano, al contrario viene ribadito il no
all'utilizzo dello spazio aereo a fini militari.
"La
Repubblica turca non permette e non permetterà nessuno sconfinamento o utilizzo
del proprio spazio aereo, terrestre o marittimo ad alcuna delle parti coinvolte
in un conflitto di cui non siamo parte", si legge nel comunicato.
15:29
Macron
presiederà un Consiglio di difesa alle 18.
Il
presidente francese, Emmanuel Macron, presiederà un Consiglio di difesa alle
18. Lo rende noto l'Eliseo.
15:28
Iran
colto di sorpresa da attacco alla luce del sole e dopo l'annuncio di Rubio.
Un
attacco americano sotto la luce del sole e dopo giorni di trattative ha
probabilmente colto di sorpresa l'Iran.
Lo
riferiscono alcuni media statunitensi, secondo i quali che anche l'annunciato
viaggio del segretario di stato Marco Rubio in Medio Oriente sia stato solo un
depistaggio.
Alcuni osservatori citati dai media americani
mettono in evidenza come Donald Trump sembra scommettere su una guerra per
salvare la sua agenda Maga.
Con
l'attacco all'Iran, il presidente ha violato una delle sue promesse elettorali,
ovvero quella di non spingere gli Stati Uniti in guerre straniere.
La cattura di Nicolas Maduro - notano - è
stato uno dei suoi pochi successi negli ultimi mesi, e Trump sembrerebbe
sperare che di poter ripetere lo stesso successo con l'Iran e risollevare così
le sorti dei repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato.
L'attacco a Teheran segue le accuse mosse
negli anni a Barack Obama proprio sull'Iran.
Nel
2011 disse:
"Per essere rieletto Barack Obama
inizierà una guerra con l'Iran". Nel 2013 disse che si prevedeva un
attacco di Obama nel paese per "salvare la faccia". Attaccherà -
aveva aggiunto - "perché incapace di negoziare".
15:25
Araghchi:
“Persi forse un paio di comandanti, ma non è un grosso problema.”
"Quasi
tutti i nostri ufficiali sono sani e salvi. Potremmo aver perso uno o due
comandanti, ma quello non è un grosso problema".
Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano,
Abbas Araghchi, parlando a Nbc News.
"Stiamo
attaccando le basi americane in un atto di autodifesa - ha spiegato il capo
della diplomazia iraniana - Non possiamo stare seduti a guardare mentre ci
attaccano".
15:23
Araghchi:
“Nostra difesa si fermerà appena si fermano raid.”
"Non
ci sono limiti alla nostra capacità di difenderci, ma ci fermeremo non appena
cesserà l'aggressione".
Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri
iraniano, Abbas Araghchi, parlando a Nbc News.
15:22
Forte
boato a Dubai
Un
nuovo forte boato è stato udito a Dubai.
15:18
IDF,
completato vasto attacco a sistemi difesa aerei.
L'esercito
israeliano (IDF) ha annunciato di aver completato una vasta ondata di attacchi
aerei contro i sistemi di difesa aerea "strategici" iraniani.
Secondo l'IDF, come riporta il “Times of
Israel”, uno degli obiettivi dei raid era un "sistema avanzato di difesa
aerea SA-65" schierato nella zona di Kermanshah.
"Le
IDF continuano in questo momento a colpire le infrastrutture del regime
terroristico iraniano per infliggere un duro colpo al regime e sventare le
minacce al fronte interno israeliano", aggiunge l'esercito.
15:15
Zelensky:
“Giusto consentire agli iraniani di liberarsi da un regime.”
"È
giusto dare al popolo iraniano l'opportunità di liberarsi di un regime
terrorista e garantire sicurezza a tutte le nazioni che hanno subito il terrore
proveniente dall'Iran":
così
su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel commentare la situazione in
Medio Oriente.
Il leader di Kiev ricorda come "sebbene gli ucraini non abbiano
mai minacciato l'Iran, il regime iraniano ha scelto di diventare complice"
della Russia di Vladimir Putin "fornendole droni 'Shahed'" e altre
armi.
Zelensky sostiene quindi che sia
"importante preservare quante più vite possibile", così come
"prevenire l'espansione della guerra" e che "gli Stati Uniti
agiscano con decisione", perché "laddove c'è la determinazione
americana, i criminali globali si indeboliscono".
15:11
Appello
Cina, "fermare immediatamente" le ostilità.
La
Cina ha espresso la "profonda preoccupazione" in seguito agli
attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, la cui "sovranità,
sicurezza e integrità territoriale devono essere rispettate", e ha chiesto
la "cessazione immediata" delle operazioni militari per
"mantenere la pace e la stabilità in Medio Oriente".
"La
sovranità nazionale, la sicurezza e l'integrità territoriale dell'Iran devono
essere rispettate", ha dichiarato il ministero degli Esteri di Pechino.
15:09
Media,
nei piani Usa una serie di attacchi all'Iran con pause per valutare i danni.
I
piani militari americani in Iran prevedono una serie di attacchi, intervallati
con delle pause per valutare i danni causati.
Lo ha detto un funzionario americano, secondo
quanto riportato da CNN.
14:49
Fonti
sicurezza israeliana: “Bassa possibilità che Khamenei sia sopravvissuto a un
attacco del genere”
Secondo
il corrispondente diplomatico dell’israeliana” Channel 12 News”, “Yaron Avraham”,
i funzionari della sicurezza israeliani ritengono sempre più improbabile che la
Guida Suprema iraniana “Ayatollah Ali Khamenei” sia sopravvissuta all'attacco.
Un alto funzionario israeliano avrebbe
dichiarato:
“Cadremmo
dalle sedie se Khamenei apparisse in diretta televisiva”.
Al
momento non c’è alcuna conferma. Una fonte iraniana aveva detto questa mattina
all’agenzia di stampa Reuters che Khamenei era stato trasferito "in una
località sicura".
“Khamenei,
l’ayatollah da 40 anni alla guida dell’Iran e la partita per la sua successione”
(Gabriella
Colarusso -28 Febbraio 2026”).
14:43
Germania,
Francia e Regno Unito: “Non abbiamo partecipato a raid”
Germania,
Francia e Regno Unito affermano in una dichiarazione congiunta di "non
aver partecipato" ai raid americani in Iran. Evidenziano di aver continuamente
chiesto all'Iran "di abbandonare il suo programma nucleare" e
condannano le ritorsioni di Teheran contro i Paesi nella regione.
"Non abbiamo partecipato a questi raid,
ma siamo in contatto stretto con i nostri partner internazionali, tra cui Stati
Uniti, Israele e partner della regione", si legge nella dichiarazione del
gruppo E3.
14:39.
In
Iran sms alla popolazione sulla risposta agli attacchi: “E’ stata rapida e
devastante.”
Sms
agli iraniani, inviati dalle autorità della Repubblica islamica.
A
raccontarlo è il Wall Street Journal secondo cui le autorità stanno inviando
messaggi ai clienti della telefonia mobile sulla risposta dell'Iran
all'operazione di Usa e Israele per tenere alto il morale della popolazione.
"Questa volta la risposta dell'Iran è
stata più rapida, devastante ed estesa rispetto alla guerra dei 12 giorni
(della scorsa estate) - afferma un messaggio, ricostruisce il WSJ –
Le Forze armate iraniane hanno lanciato una
risposta globale contro le basi di Usa e Israele".
14:38
Nuovo
lancio di missili dall’Iran, sirene del nord di Israele.
Nuovo
lancio di missili dall'Iran contro Israele. Lo riferiscono le IDF, mentre
suonano le sirene dell'allarme aereo nel nord.
14:33
Generale
Pasdaran avverte Trump: “Presto sveleremo armi mai viste prima.”
"Trump
deve sapere che oggi abbiamo lanciato i missili attingendo solo dalle nostre
vecchie scorte.
Presto
sveleremo armi che non avete mai visto prima".
Lo ha
detto l'alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Ebrahim
Jabbari, parlando alla tv di Stato.
14:28
Putin
discute dell'Iran con il Consiglio di sicurezza russo.
Il
presidente russo Vladimir Putin ha tenuto una videoconferenza con i membri del
Consiglio di sicurezza russo per discutere degli attacchi degli Stati Uniti e
di Israele contro l'Iran, secondo quanto riportato sabato dalle agenzie di
stampa statali russe citando il portavoce del Cremlino “Dmitry Peskov”.
14:21
Ankara
respinge le accuse sul presunto sostegno ai raid in Iran.
La
Turchia respinge le accuse apparse sui social media secondo cui avrebbe
sostenuto gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
"La Repubblica di Turchia non consentirà
l'uso di alcuno dei suoi elementi aerei, terrestri o marittimi, incluso il suo
spazio aereo, per scopi operativi in alcun conflitto o guerra di cui non sia
parte, in un modo che possa avvantaggiare le parti.
Questo
è uno dei principi fondamentali della politica estera e della sicurezza del
nostro Paese", ha affermato la direzione delle comunicazioni della
presidenza della Repubblica di Ankara, secondo quanto riferisce la “tv di Stato
TRT”.
14:16
Governo
israeliano in “farsi” su” X”, “l'aiuto è arrivato.”
"L'aiuto
è arrivato. L'operazione congiunta Israele-Usa crea le condizioni affinché il
coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino".
Lo
scrive il governo israeliano nel suo account X in farsi.
"Voi,
popolo ed esercito iraniano, non siete nostri nemici.
Il
nostro nemico comune è il regime mortale degli Ayatollah, che, attraverso le
milizie Basij e le Guardie Rivoluzionarie, ha trascinato il vostro magnifico
Paese sull'orlo della distruzione e vi ha massacrato. Chiunque deponga le armi
si assicura la propria sicurezza".
Il messaggio riporta anche estratti del discorso del
premier israeliano Netanyahu questa mattina, tra cui "è giunto il momento
per tutte le componenti del popolo iraniano - persiani, curdi, azeri, baluci e
ahwazi - di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e
pacifico".
14:14
Resistenza
iraniana pronta a intervenire militarmente.
"L'intera
rete della Resistenza iraniana sul territorio è pronta per intervenire
militarmente".
Lo
apprende “LaPresse” da fonti della Resistenza iraniana.
14:13
Axios:
“Non è previsto nuovo discorso di Trump.”
Al
momento non è previsto un nuovo discorso di Donald Trump oggi, dopo il video
postato su “Truth” nel quale spiega le ragioni dell'attacco contro l'Iran
insieme a Israele.
Lo
scrive su X il giornalista di “Axios Barak Ravid”, dopo che stamattina, citando
una fonte dell'amministrazione, aveva anticipato un nuovo discorso del
presidente americano.
14:08
Rubio
ha avvertito alcuni membri del Congresso poco prima dell'attacco.
Il
segretario di Stato Marco Rubio ha chiamato e inviato messaggi ad alcuni membri
del Congresso, quelli del gruppo bipartisan della 'Gang of Eight', poco prima
dell'attacco all'Iran.
Lo
riporta il “Wall Street Journal”.
Fanno parte della 'Gang of Eight' i leader del Senato
e della Camera repubblicani e democratici, il presidente e il vicepresidente
della commissione di intelligence del Senato e della Camera.
14:06
Il
Congresso si spacca sull'attacco all'Iran: “Atto di guerra senza autorizzazione.”
Il
Congresso si spacca sull'attacco all'Iran. Il deputato repubblicano “Thomas
Massie”, nemico del presidente, parla di "atto di guerra senza
autorizzazione del Congresso".
Il
senatore democratico “Rube Gallego” mette invece in evidenza come si può
"sostenere il movimento democratico e gli iraniani senza l'invio di
truppe".
Il
senatore repubblicano “Lindsey Graham”, alleato di Trump, festeggia l'attacco
definendolo "giustificato e dovuto", mentre l'altro conservatore “Roger
Wicker” lo ha ritenuto "un'operazione necessaria per proteggere gli
americani e i loro interessi".
14:04
Araghchi,
obiettivi nostra rappresaglia "legittimi."
Tutti
i siti coinvolti nelle operazioni militari lanciate da Israele e Stati Uniti
contro l'Iran sono "obiettivi legittimi" per la Repubblica islamica,
ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
"Le forze armate iraniane considerano
obiettivi legittimi i siti da cui sono state condotte operazioni americane e
sioniste, così come i siti di tutte le azioni condotte contro le operazioni di
difesa iraniane", ha dichiarato Araghchi alla televisione iraniana.
13:58
Araghchi:
“Guerra di Trump e Netanyahu non provocata e illegale”
"La guerra di Netanyahu e Trump contro
l'Iran è del tutto non provocata, illegale e illegittima".
Lo ha affermato il ministro degli Esteri
iraniano, Abbas Araghchi, in un post su X.
"Trump
ha trasformato 'prima l'America in 'prima Israele', il che significa sempre
'l'America ultima - ha scritto il capo della diplomazia di Teheran –
Le
nostre potenti Forze armate sono pronte per questo giorno e impartiranno agli
aggressori la lezione che meritano".
13:56
Media,
Trump ha seguito attacco da Mar-a-Lago.
Il
presidente Usa Donald Trump ha supervisionato l'avvio di quella che ha definito
"importante operazione di combattimento" in Iran dalla residenza di
Mar-a-Lago, la sua tenuta in Florida.
Trump
è stato raggiunto a Palm Beach dal segretario alla Difesa “Pete Hegseth” e dal “Generale
Dan Caine”, capo dello Stato Maggiore Congiunto, che hanno trascorso molte ore
nelle ultime settimane a discutere con il presidente le opzioni per l'Iran.
Il
gruppo ha utilizzato una stanza di sicurezza nella tenuta per monitorare
l'avvio di quella che Trump ha descritto come una "massiccia"
campagna in Iran, secondo una fonte a conoscenza della questione.
Lo
riporta CNN.
13:52
Raid
su scuola in Iran: sale a 51 il numero delle vittime.
È
salito a 51 il numero delle vittime di un raid di Stati Uniti e Israele nel sud
dell'Iran, che ha colpito una scuola femminile.
Lo ha
reso noto la tv di Stato, che cita il governatore della contea di “Minab”,
secondo cui altre 60 persone sono rimaste ferite.
Attacco
all'Iran, colpita una scuola femminile a Minab. Media locali: "Decine di
morti e feriti."
13:50
Nuovo
attacco contro Israele.
Suonano
nuovamente le sirene d'allarme a Tel Aviv. L’Iran ha attaccato Israele con
un’altra ondata di missili.
13:41
Trump:
“Voglio solo la libertà per il popolo iraniano.”
"Tutto
ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano".
Lo ha detto Donald Trump in una breve
intervista telefonica col Washington Post poco dopo le 4 del mattino.
"Voglio
una nazione sicura, ed è ciò che avremo", ha detto il presidente nelle sue
prime dichiarazioni degne di nota dopo aver annunciato l'attacco contro l'Iran.
13:37
Lavrov
parla con Araghchi: “Usa e Israele cessino attacchi.”
Il
ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con
il collega iraniano, Abbas Araghchi, durante il quale ha sottolineato "la necessità di porre fine
immediatamente agli attacchi" statunitensi e israeliani contro l'Iran e
"di riportare la situazione verso una soluzione politica e
diplomatica".
13:26
Siria:
“Missile iraniano colpisce sud del Paese: 4 morti”
Quattro
morti nel sud della Siria dove è caduto un "missile iraniano".
Lo
riferisce l'agenzia siriana Sana secondo cui ci sono diversi feriti "a
causa della caduta di un missile iraniano su un edificio nella zona industriale
di “Suwayda".
13:23
Onu
contro attacchi, parti riprendano negoziati.
L'Alto
Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite,” Volker Turk”, ha
deplorato gli attacchi in Medio Oriente, che portano solo "morte,
distruzione e miseria umana", e ha esortato tutte le parti a riprendere i
negoziati.
"Deploro
gli attacchi militari in Iran di questa mattina da parte di Israele e Stati
Uniti d'America, e i successivi attacchi di rappresaglia da parte dell'Iran.
Come sempre, in ogni conflitto armato, sono i
civili a pagare il prezzo più alto", ha dichiarato Turk in una nota.
"Per
evitare queste terribili conseguenze per i civili, invito alla moderazione e
imploro tutte le parti a ragionare, a ridurre l'escalation e a tornare al
tavolo dei negoziati, dove solo poche ore prima avevano cercato attivamente una
soluzione", ha aggiunto.
13:20
Il
complesso residenziale di Khamenei distrutto
“Abbiamo
ottenuto la prima immagine satellitare conosciuta del complesso dell'Ayatollah
Ali Khamenei a Teheran.
Ci
sono diversi edifici distrutti.
Sebbene l'attuale ubicazione della Guida
Suprema dell'Iran sia sconosciuta, il complesso è generalmente utilizzato come
sua residenza ufficiale”, ha scritto su X il giornalista del New York Times “Christiaan
Triebert”.
13:18
Emirati
intercettano seconda ondata di missili da Iran.
Gli
Emirati arabi uniti hanno reso noto di aver intercettato "con
successo" una seconda ondata di missili lanciati dall'Iran, con alcuni
frammenti caduti su “Abu Dhabi”, questa volta senza causare vittime, dopo che
stamattina era rimasto ucciso un civile.
Lo ha
reso noto il ministero della Difesa emiratino.
13:14
Hezbollah
annulla discorso di oggi del suo leader.
Il
leader di Hezbollah in Libano, “Naim Qassem”, ha annullato un discorso in
programma per oggi pomeriggio nel distretto di Baalbek che era stato attaccato
giovedì da un raid israeliano.
13:13
Oman:
“Compromessi negoziati seri. Usa non si facciano coinvolgere oltre.”
"Sono
sgomento. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta
compromessi".
Così
in un post su X il ministro degli Esteri omanita “Badr Albusaidi”, che ancora
due giorni fa ha mediato l'ultimo round di colloqui tra Teheran e Washington,
dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran.
"Né
gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale sono ben
tutelati da questo.
E
prego per gli innocenti che soffriranno.
Esorto
gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra
guerra", scrive il ministro, che ieri aveva incontra il vice presidente JD
Vance.
13:09
Stormer:
“No a ulteriore escalation.”
Il
primo ministro britannico Keri Stormer ha presieduto una riunione del comitato
di crisi del governo (Cobra) questa mattina e ha pianificato di tenere
telefonate con gli alleati nelle prossime ore.
"Non vogliamo assistere a un'ulteriore
escalation in un conflitto regionale più ampio", ha dichiarato un
portavoce del governo britannico, ribadendo il sostegno della Gran Bretagna a
una soluzione negoziata alle ambizioni nucleari dell'Iran.
La
Gran Bretagna non è stata coinvolta negli attacchi Usa-Israele.
13:05
Macron:
“Regime non ha altra scelta che negoziare. Chiesta riunione urgente Onu.”
"L'attuale
escalation è pericolosa per tutti.
Deve
cessare.
Il
regime iraniano deve comprendere che ora non ha altra scelta che impegnarsi in
negoziati in buona fede per mettere fine ai suoi programmi nucleari e
missilistici, nonché alle sue azioni volte a destabilizzare la regione.
Ciò è assolutamente essenziale per la
sicurezza di tutti in Medio Oriente".
Lo ha
dichiarato su X il presidente francese, Emmanuel Macron, commentando "lo
scoppio della guerra" tra Stati Uniti, Israele ed Iran che ha "gravi
conseguenze per la pace e la sicurezza internazionale".
"Il popolo iraniano deve anche poter
costruire liberamente il proprio futuro.
I massacri perpetrati dal regime islamico lo
screditano e richiedono che al popolo venga data voce. Il prima
possibile", ha aggiunto Macron.
Il presidente francese ha fatto sapere di aver
chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu.
12:57
IDF,
colpiti centinaia di obiettivi nell'Iran occidentale.
L'IDF
rende noto con un post su X di aver colpito centinaia di obiettivi nell'ovest
dell'Iran.
L'ufficio stampa dell'esercito ha postato le
immagini di alcuni raid.
12:53
Bahrein
inizia l'evacuazione dell'area vicino alla base navale Usa.
Il
ministro degli Interni del Bahrein ha dichiarato di aver iniziato a evacuare le
persone dall'area di Juffair, a sud-est della capitale Manama, dove si trova
una base navale Usa.
"Vi
esortiamo a collaborare con le autorità competenti", ha affermato il
ministero in una nota pubblicata sui social.
12:50
Fumo
vicino base Usa in Iraq, sentite esplosioni a Erbil.
Fumo
si è levato da una base statunitense vicino all'aeroporto di Erbil, capoluogo
della regione semiautonoma curda settentrionale dell'Iraq, e un giornalista
dell'Associated Press nella zona ha udito delle esplosioni.
I media locali hanno riferito che dei missili
sono stati abbattuti.
Non ci
sono state dichiarazioni immediate da parte di funzionari iracheni o degli
Stati Uniti.
12:48
Ministero
Israele: “Bloccati 38.500 turisti stranieri.”
Circa
38.500 turisti sono attualmente bloccati in Israele, che ha chiuso il suo
spazio aereo dopo il via all'attacco all'Iran questa mattina. Il dato è stato
riferito dal ministero del Turismo israeliano, aggiornato a ieri.
Si
tratterebbe comunque di un numero approssimativo di cittadini stranieri
bloccati nel Paese, in quanto oggi non ci sono stati voli in arrivo o in
partenza fino a nuovo avviso.
Sirene
antiaeree ed esplosioni sono state udite questa mattina a Gerusalemme e in
altre città del nord di Israele a causa dell'intercettazione di missili
iraniani, che continuano a rispondere al Paese con diverse salve.
I paramedici del servizio israeliano “Magen
David Adom” hanno finora curato i feriti in viaggio verso aree sicure, ma non è
stato segnalato alcun impatto missilistico.
12:43
Raid
Israele-Usa su Iran colpisce una scuola femminile: 40 morti.
Un
attacco israeliano e statunitense in Iran ha causato la morte di almeno 40
persone in una scuola femminile.
L'Irna riferisce che l'attacco alla scuola ha
colpito Minab, nel sud dell'Iran, ferendo almeno altre 45 persone.
12:41
Media,
“Israele stima che sia stato ucciso un consigliere di Khamenei”.
Israele
"stima" che negli attacchi di oggi sull'Iran possa essere rimasto
ucciso” Ali Shamkhani”, considerato consigliere molto vicino alla guida suprema
Ali Khamenei e uomo forte del programma nucleare di Teheran: lo riferisce
Channel 12.
12:40
Compagnie
aeree sospendono i voli verso il Medio Oriente: tra queste anche Ita.
Numerose
compagnie aeree internazionali, da questa mattina, hanno cancellato i voli
diretti non solo in Iran ma anche in numerosi Paesi del Medio Oriente
anteponendo come "massima priorità" la sicurezza dei viaggiatori.
Al
momento tra le compagnie che hanno fatto sapere con comunicati ufficiali la
decisione in seguito agli attacchi aerei contro l'Iran lanciati da Stati Uniti
e Israele ci sono” Ita Airways” che ha deciso di sospendere i voli da e per Tel
Aviv fino al 7 marzo (incluso il volo AZ809 dell'8 marzo).
I
seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano,
Giordania, Iraq e Iran; per ragioni operative sono sospesi i voli da e per
Dubai fino al 1° marzo.
Inoltre,
Air India ha sospeso tutti i voli verso tutte le destinazioni mediorientali; l
'Agenzia
Federale Russa per il Trasporto Aereo (Rosaviatsia) ha sospeso tutti i voli
commerciali dalla Russia verso Iran e Israele.
Tra le
altre compagnie Air France ha cancellato i voli per Tel Aviv fino a domani,
oggi per Beirut, Dubai e Riyadh;
Lufthansa
fa sapere di aver cancellato i voli per Dubai, Beirut e Oman. La Turkish
Airlines ha sospeso i voli verso 10 nazioni del Medio Oriente. Qatar Airways ha
sospeso tutti i voli a causa della chiusura dello spazio aereo.
Lo
scenario è in continua evoluzione.
(Da
Dubai all’Oman: dopo l’attacco in Iran raffica di voli cancellati con il Medio
Oriente,
Flavio
Bini - 28 Febbraio 2026.)
12:35
Ue:
“Sviluppi preoccupanti, parti esercitino moderazione”
"Gli
sviluppi in Iran sono molto preoccupanti".
Lo
scrivono in un post su X la presidente della Commissione europea Ursula von der
Leyen ed il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, dopo l'attacco di Stati
Uniti e Israele all'Iran, esortando le parti "alla moderazione".
"Restiamo
in stretto contatto con i nostri partner nella regione e riaffermiamo il nostro
fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale",
sottolineano i due leader Ue, secondo cui "è di fondamentale importanza
garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa
ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non
proliferazione".
"L'Unione
Europea ha adottato sanzioni estese in risposta alle azioni del regime omicida
iraniano e delle Guardie rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi
diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una
soluzione negoziata - ricordano - In stretto coordinamento con gli Stati membri
dell'Ue, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini
dell'Ue nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno".
Costa
e von der Leyen concludono invitando "tutte le parti a esercitare la
massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto
internazionale".
12:32
Media,
125 missili contro Israele, 35 entranti nello spazio aereo.
In
totale sono stati 125 i missili lanciati contro Israele dall'Iran durante il
primo bombardamento, di cui 35 sono entrati nello spazio aereo israeliano.
Lo scrive il Jerusalem Post.
I
restanti sono stati intercettati.
12:26
Mosca:
“Contro Teheran atto di aggressione armata immotivato.”
Il
ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi statunitensi e
israeliani contro l'Iran e ha chiesto l'immediato ritorno a una risoluzione
politica e diplomatica.
"La mattina del 28 febbraio, le forze
armate statunitensi e israeliane hanno lanciato attacchi aerei sul territorio
iraniano.
La
portata e la natura dei preparativi politico-militari e propagandistici che
hanno preceduto questa mossa sconsiderata, incluso il dispiegamento di
un'ingente forza militare statunitense nella regione, non lasciano dubbi sul
fatto che si sia trattato di un atto di aggressione armata pianificato e non
provocato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite,
in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto
internazionale", ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata
sabato sul suo sito web, come riporta Interfax.
Il
ministero poi condanna il fatto che "gli attacchi vengano nuovamente
perpetrati sotto le mentite spoglie di un rinnovato processo negoziale,
presumibilmente concepito per garantire una normalizzazione a lungo termine
della situazione intorno alla Repubblica Islamica, e nonostante i segnali
trasmessi alla parte russa circa la mancanza di interesse degli israeliani per
uno scontro militare con gli iraniani".
12:21
Iran:
“Via da Teheran se potete, ma mantenete la calma.”
Il
Consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran invita gli abitanti a lasciare la
capitale iraniana Teheran dopo l'avvio delle operazioni di Usa e Israele. A
causa della situazione, "dovreste, se riuscite, per quanto possibile e
mantenendo la calma, spostarvi in altri luoghi e città", afferma un
comunicato in cui si precisa che non ci sono timori relativi alle forniture di
beni di prima necessità, ma la popolazione viene invitata a evitare
assembramenti nei centri commerciali che potrebbero rivelarsi pericolosi.
12:20
Tajani:
“Teheran non chiuda lo stretto di Hormuz.”
"Non
so quanto convenga all'Iran indurire la situazione" e chiudere lo Stretto
di Hormuz, al momento la circolazione viene garantita perché "stiamo
aggirando quella parte di mare con le missioni Atalanta e Aspides.
Ci auguriamo che sia sufficiente questo per
garantire la libertà di circolazione".
Lo ha dichiarato il vice premier e ministro
degli Esteri Antonio Tajani incontrando i giornalisti alla Farnesina.
"Se
l'Iran indurisce la situazione che vuol dire che il regime è in difficoltà, non
lo hanno fatto l'altra volta e al momento non hanno fatto minacce di questo
genere, però ripeto la situazione può degenerare un momento in altro", ha
aggiunto.
12:11
Trump
parlerà alla nazione oggi dell'attacco contro l'Iran.
Donald
Trump parlerà alla nazione oggi dell'attacco in Iran. Lo rivela un funzionario
americano ad “Axios”.
(Dalla
lega antiaraba alla minaccia nucleare: 50 anni di conflitto e tensioni tra
Iran, Usa e Israele.)
(Enrico
Franceschini- 28 Febbraio 2026).
12:07
Teheran:
"attacchi codardi, risposta sarà schiacciante."
La
risposta che le forze armate iraniane daranno agli attacchi di Israele e Stati
Uniti sarà "schiacciante".
Lo ha
dichiarato in una nota il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale
dell'Iran.
"Il
nemico crede che la resiliente nazione iraniana si arrenderà alle sue meschine
richieste attraverso azioni così codarde", di legge nel comunicato diffuso
dall'agenzia di stampa semiufficiale Mehr, "Le forze armate della
Repubblica Islamica dell'Iran hanno avviato una risposta schiacciante alle loro
azioni maligne e terranno costantemente informato il caro pubblico".
La
nota invita i cittadini a evitare assembramenti nei centri commerciali e
sottolinea che scuole e università rimarranno chiuse fino a nuovo avviso,
mentre le banche rimarranno aperte e gli uffici governativi opereranno al 50%
della loro capacità.
12:03
Media
Israele: “Colpita casa dell’ex presidente iraniano.”
È
stata colpita la casa dell'ex presidente iraniano, “Mahmoud Ahmadinejdad”,
durante i raid condotti stamane su Teheran.
Lo
riferisce la tv israeliana Canale 12, senza precisare le sorti dell'ex
presidente.
12:00
Media
Israele, ucciso comandante Pasdaran Pakpour: ancora nessuna conferma.
Israele
ritiene che il comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani, il
generale “Mohammad Pakpour,” sia stato eliminato. “Pakpour” era stato nominato
in seguito all'eliminazione del precedente comandante “Hussein Salami” nel
giugno 2025.
Al
momento non ci sono conferme. La precedente notizia della morte del capo
dell'esercito è stata smentita dalle autorità iraniane.
11:57
Iran:
colpite le milizie sciite in Iraq, almeno 2 morti
Almeno
due miliziani del gruppo sciita iracheno delle “Hashid Shaabi “sono stati
uccisi e tre feriti gravemente a seguito di raid aerei a Jurf al-Sakhar, a sud
di Baghdad.
Lo
riferisce Al Jazeera che cita il portavoce delle Forze di Mobilitazione
Popolare (PMF).
Non è
stato specificato se l'attacco sia stato condotto da Usa o Israele. Le PMF,
note anche in arabo come “Hashd al-Shaabi”, sono un'aggregazione di fazioni
paramilitari sciite che comprende diversi gruppi allineati con il regime
iraniano e finanziati da Teheran che in passato hanno preso di mira i militari
americani su suolo iracheno.
11:54
Esercito
Teheran: “Daremo lezione storica a Israele e Usa.”
L'esercito
iraniano ha dichiarato che impartirà una "lezione storica" a Israele
e agli Stati Uniti dopo gli attacchi alle città iraniane. "Come abbiamo
già affermato, qualsiasi base nella regione che assista Israele sarà un
obiettivo della sacra Repubblica Islamica e delle nostre forze armate, e non
mostreremo alcuna esitazione", ha dichiarato il portavoce delle Forze
Armate, il Generale di Brigata “Abolfazl Shekarchi”, secondo quanto riportato
dai media affiliati allo Stato iraniano.
11:48
Media,
aeroporto Tel Aviv chiuso fino almeno a lunedì.
L'aeroporto
internazionale Ben Gurion di Tel Aviv rimarrà chiuso almeno fino a lunedì, alla
luce dell'attacco sferrato da Israele e Usa contro l'Iran e la conseguente
chiusura dello spazio aereo ai voli civili.
Lo ha
riferito l'emittente israeliana Channel 12.
“
Israir” ha annunciato che tutti i suoi voli da e per Israele, compresi i voli
nazionali, sono cancellati fino a lunedì mattina.
La compagnia di bandiera “El Al” ha fatto
sapere di aver spostato i propri aerei all'estero, così come le compagnie aeree
“Arkia” e “Israir”, ed Air Haifa dall'aeroporto di Haifa. Per evacuare i
passeggeri dall'aeroporto Ben Gurion, le ferrovie israeliane hanno annunciato
treni speciali durante Shabbat.
11:45
IDF,
allarmi nel Negev, nelle regioni della Giudea e Mar Morto
Il
comando del fronte interno dell'esercito israeliano ha annunciato che nei
prossimi minuti suoneranno gli allarmi gli allarmi nel Negev occidentale e
negli insediamenti nella regione della Giudea, nel Mar Morto e nell'Arava.
11:41
Tajani:
“Attaccata base Kuwait con 300 italiani. Nessun militare ferito.”
Il
ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere che nessun militare
italiano nell’area è rimasto ferito e ha invitato gli italiani in Iran a non
uscire di casa o dagli hotel.
"La prima notizia positiva è che non c'è
neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati in
Iran e nei Paesi dell'area del Golfo", ha detto il vicepremier.
"Anche i militari italiani
dell'Aeronautica che sono nella base in Kuwait che è stata attaccata con i
missili dall'Iran sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker - ha aggiunto -.
Ci
sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti.
È stato fatto anche un attacco al comando
della Quinta flotta ma non ci sono italiani coinvolti in tutta l'area, né
civili né militari".
Il ministro degli Esteri ha detto che ci sono
meno di 500 italiani in Iran e che “siamo pronti ad evacuarli via Azerbaigian”.
(Meloni
non preavvisata sull’Iran, colpita base italiana in Kuwait “ma tutti incolumi”)
(Lorenzo
De Cicco- 28 Febbraio 2026).
11:38
Media
Teheran, colpita scuola a “Minab”, morte 5 studentesse.
Cinque
studentesse sarebbero morte nell'attacco israeliano sulla città iraniana di “Minab”,
nella provincia meridionale di “Hormozgan”. Secondo l'agenzia di stampa statale
Irna l'attacco ha colpito una scuola elementare femminile.
11:34
Pasdaran,
lanciata 'Truth Promise 4', operazione contro basi Usa.
Le
Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno annunciato che l'Operazione "Truth
Promise 4" è stata lanciata "in risposta all'aggressione
americano-sionista contro il territorio iraniano".
Secondo l'annuncio, il quartier generale della
Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein è stato attaccato con
missili e droni, e anche le basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi
Uniti, "oltre ai centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele".
È
stato riferito che "gli attacchi missilistici delle forze iraniane
continuano e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito".
11:30
Kallas:
“Sviluppi pericolosi, proteggere i civili.”
“Gli
ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi, proteggere i civili". Lo
chiede su X l'Alta rappresentante per gli affari esteri europei, Kaja Kallas,
sottolineando che "il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone, i
suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno a gruppi
terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale".
"L'Ue ha adottato severe sanzioni contro
l'Iran e ha sostenuto soluzioni diplomatiche, anche sulla questione
nucleare", ricorda, riferendo di aver parlato con il ministro degli Esteri
israeliano Gideon Saar e con altri ministri della regione".
"L'Ue
- assicura ancora Kallas - sta inoltre collaborando strettamente con i partner
arabi per esplorare percorsi diplomatici".
Quindi
la responsabile della diplomazia europea sottolinea che "la protezione dei
civili e il rispetto del diritto internazionale umanitario sono una priorità,
la nostra rete consolare è pienamente impegnata a facilitare le partenze dei
cittadini dell'Ue.
Il personale Ue non essenziale viene ritirato
dalla regione.
La nostra missione navale “Aspides” rimane in
stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire a mantenere
aperto il corridoio marittimo".
11:29
Media,
esplosioni a 50 km dal confine con la Turchia.
Esplosioni
sono state segnalate nella città di Urmia, nella provincia iraniana
dell'Azerbaigian occidentale, a circa 50 chilometri dal confine con la Turchia.
Lo riferiscono media iraniani.
11:21
Fuga
da Teheran: code a stazioni di rifornimento.
Lunghe
code alle stazioni di rifornimento nella capitale iraniana Teheran dopo l'avvio
dell'operazione congiunta di Usa e Israele contro l'Iran. Tante le persone che hanno cercato di
lasciare la città dove in molte aree oggi i negozi sono rimasti chiusi, come
confermato da testimonianze riportate dall'agenzia di stampa DPA.
(AFP)
11:16
Fonte,
in attacco uccisi alti comandanti e politici.
Una
fonte iraniana vicina al regime ha dichiarato alla Reuters che alti comandanti
dei Guardiani della Rivoluzione islamica ed esponenti politici sono stati
uccisi negli attacchi sferrati da Israele e Usa alla Repubblica islamica
11:11
“Axios”,
Israele ha cercato colpire Khamenei e Pezeshkian
Le
forze armate israeliane, nell'attacco preventivo sferrato contro l'Iran
stamane, hanno tentato di colpire e assassinare alti comandanti e leader
politici iraniani, tra cui la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Masoud
Pezeshkian.
Lo ha
riferito il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando fonti israeliane.
11:09
IDF:
“operazione ha danneggiato radicalmente il regime iraniano”
"L'IDF
e l'esercito statunitense hanno lanciato un'ampia e potente operazione
congiunta che ha danneggiato radicalmente il regime terroristico
iraniano".
Lo ha detto in una dichiarazione il portavoce
dell'IDF aggiungendo che attualmente il capo di stato maggiore “Eyal Zami”r e i
comandanti dell'esercito stanno conducendo una valutazione della situazione.
11:07
Teheran:
“Da Usa e Israele nuova aggressione, risponderemo con forza.”
Gli
attacchi condotti contro l'Iran da parte di Israele e Usa rappresentano una
"rinnovata aggressione", a cui le forze armate di Teheran
"risponderanno con piena forza":
lo si
legge in una nota in farsi del ministero degli Esteri iraniano.
La nota sottolinea che gli attacchi sono stati
sferrati mentre Washington e Teheran erano "impegnate in un processo
diplomatico". "Così come eravamo pronti al negoziato, siamo anche più
che pronti a difendere l'Iran in ogni momento", afferma il comunicato.
11:05
Ue:
“L'Iran è una minaccia globale, esplorare percorsi diplomatici.”
"Gli
ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi.
Il
regime iraniano ha ucciso migliaia di persone.
I suoi
programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi
terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale".
È
quanto scrive su X l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas.
"Ho parlato con il Ministro degli Esteri
israeliano Saar e con altri ministri della regione.
L'Ue
sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare
percorsi diplomatici.
La
protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una
priorità", spiega Kallas.
11:03
Esplosioni
a Riad.
Esplosioni
sono state udite a Riad, la capitale dell'Arabia Saudita, nel contesto della
rappresaglia iraniana che ha preso di mira anche diverse basi statunitensi in
Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.
Due
giornalisti dell'AFP che si trovano a Riad hanno sentito un boato e diverse
esplosioni.
11:01
Un
morto ad Abu Dhabi
Una
persona è morta ad Abu Dhabi dopo che gli Emirati hanno intercettato un missile
iraniano.
10:59
Video
della CNN mostrano fumo che si alza dalla base Usa in Bahrein.
Due video
mostrati dalla CNN mostrano del fumo che si alza dalla direzione della base
della Marina americana in Bahrein, presa di mira da un attacco missilistico.
Missile
dell'Iran colpisce base navale Usa in Bahrein: l'esplosione ripresa da punti
diversi.
10:56
Tajani,
pronti ad evacuare gli italiani rimasti in Iran.
"La
situazione è molto preoccupante, già abbiamo ridotto da alcune settimane al
minimo la presenza diplomatica a Teheran. Siamo pronti all'evacuazione anche
degli italiani che volessero farlo, come abbiamo fatto in occasione della
guerra di qualche mese fa".
Lo ha
detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a SkyTg24.
"Seguiamo
minuto per minuto l'evolversi della situazione.
Già da
qualche giorno avevamo invitato gli italiani ad abbandonare il Paese, cosa che
era stata fatta dai turisti e lavoratori - sono rimasti solo gli italiani che
vivono là, sposati con cittadini italiani.
Siamo
pronti all'evacuazione", ha aggiunto Tajani, precisando che la riunione
d'emergenza alla Farnesina servirà a fare "una valutazione della
situazione e per decidere eventuali provvedimenti da adottare per l'evacuazione
dei nostri connazionali, se opportuna e se non è rischiosa".
10:54
Iran:
nuove esplosioni in Bahrein e Qatar.
Nuove
forti esplosioni hanno scosso Bahrein e Qatar. La capitale del Bahrein, Manama,
è stata colpita dopo che una base statunitense nella capitale del Bahrain era
stata oggetto di un attacco missilistico sferrato dall 'Iran in risposta ai
raid condotti da Stati Uniti e Israele.
Lo
riferisce l'agenzia di stampa francese Afp.
Negli
stessi minuti in cui veniva colpito il Bahrein molteplici e potenti esplosioni
sono state udite anche nella capitale del Qatar, Doha, pochi minuti dopo che il
Ministero della Difesa del Qatar aveva annunciato che tutti i missili lanciati
dall'Iran erano stati intercettati.
"Il
Ministero della Difesa conferma che la minaccia è stata gestita immediatamente
al momento della rilevazione, in conformità con il piano di sicurezza
pre-approvato, e che tutti i missili sono stati intercettati prima di
raggiungere il territorio del Qatar".
Parole
cui sono seguite diverse esplosioni.
10:51
Fonti
Usa, sotto attacco basi americane regione.
L'Iran
sta "attuando ritorsioni" contro "numerose strutture militari
statunitensi" in Medio Oriente. Lo riferisce un funzionario statunitense
citato da Nbc.
10:48
Medvedev
sull'attacco all'Iran: “Il pacifista ha mostrato il suo vero volto.”
"Il
pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto".
Lo scrive su Telegram, con evidente
riferimento al presidente Usa Donald Trump, l'ex presidente russo e attuale
vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev.
"Tutti i negoziati con l'Iran sono un'operazione
di copertura, nessuno aveva alcun dubbio al riguardo, nessuno voleva davvero
negoziare qualcosa di specifico", aggiunge Medvedev.
"La
questione - afferma ancora l'ex leader russo - è chi ha più pazienza per
aspettare la fine ignominiosa del proprio nemico.
Gli
Stati Uniti hanno solo 249 anni.
L'impero persiano è stato fondato più di 2500
anni fa.
Vedremo tra 100 anni.
10:40
Teheran:
“Legittimo rispondere ad attacchi Usa e Israele.”
Teheran
ritiene "legittimo reagire agli attacchi di Washington e Tel Aviv"
compiuti mentre era in corso un processo diplomatico tra Stati Uniti e Iran.
"L' attacco militare degli Stati Uniti e
di Israele all'Iran sta avendo luogo mentre è in corso il processo
diplomatico" si legge in una nota del ministero degli Esteri iraniano
pubblicata sul suo canale Telegram, "rispondere a questa aggressione è un
diritto legittimo dell'Iran ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni
Unite".
"L'esercito
iraniano sta utilizzando tutti i mezzi e le potenzialità per contrastare
l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele" continua la nota.
10:38
Siria
chiude lo spazio aereo
La
Siria ha chiuso lo spazio aereo.
10:31
Herzog
loda Netanyahu e Trump, spero in cambio storico.
Il
presidente israeliano Isaac Herzog si è congratulato con le forze armate
israeliane e americane "per l'audace operazione congiunta 'Il Ruggito del
Leone' contro la minaccia iraniana".
"Questo
è un passo drammatico e storico e ringrazio il presidente degli Stati Uniti
Donald Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahu per la decisione, nella
speranza che porti un cambiamento storico per noi e per l'intero Medio
Oriente", ha aggiunto il capo di Stato.
"Ci attendono giorni difficili, ma siamo
un popolo forte e nessuno può nuocere a noi e alla nostra resilienza".
10:29
Esplosioni
anche in Kuwait.
Al
Jazeera riferisce delle esplosioni in Kuwait.
10:28
Almeno
30 gli attacchi in Iran, 4 le città colpite.
Sono
al momento almeno 30 le forti esplosioni registrate in quattro città dell'Iran
in seguito all'attacco di Israele e degli Usa.
Attacco che - si apprende da fonti qualificate
che stanno seguendo l'evolversi della situazione - viene definito
"altamente selettivo" e avrebbe mirato ai vertici politici, militari
e religiosi del Paese.
Tra
gli obiettivi colpiti a Teheran, oltre alle residenze Khamenei e Pezeshkian, vi
sarebbe la sede del ministero dell'Intelligence e della sicurezza, il palazzo
della Corte Suprema, la base aerea di Mehrabad e l'area di Qom.
Altre
esplosioni sono state avvertite a Isfahan, Kermanshah e Karaj.
10:27
Esplosioni
ad Abu Dhabi.
Gli
abitanti di Abu Dhabi hanno riferito all'Afp di aver sentito forti esplosioni
sabato nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, sede di una base che ospita
personale americano, dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno annunciato di
aver sferrato attacchi contro l'Iran, che ha promesso di reagire. In
precedenza, gli Emirati Arabi Uniti avevano annunciato la chiusura “temporanea
e parziale” del proprio spazio aereo come misura precauzionale eccezionale.
10:24
IDF,
finora tutti intercettati i missili lanciati dall'Iran su Israele.
Il
portavoce militare dell'Idf conferma che "finora tutti i missili lanciati
dall'Iran sono stati intercettati". "Continua l'indicazione alla
popolazione di rimanere nelle aree protette".
10:23
Media
Bahrein: “Attacco ha preso di mira base americana Quinta Flotta.”
Un
attacco missilistico ha preso di mira la base della Quinta Flotta americana in
Bahrein. Lo
ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale della monarchia del Golfo, esortando
la popolazione ad "attenersi alle istruzioni impartite dalle autorità e a
prendere le informazioni da fonti ufficiali".
10:21
Israele:
“Decine di obiettivi militari iraniani colpiti”
"Decine
di obiettivi militari" colpiti sinora in Iran.
Lo confermano i militari israeliani, come riporta il
New York Times, dopo l'avvio dell'operazione congiunta Usa-Israele contro la
Repubblica islamica.
10:18
Media:
“Houthi annunciano ripresa degli attacchi nel Mar Rosso”.
Gli
Houthi, il movimento filo-iraniano che controlla ampie zone dello Yemen, tra
cui la capitale “Sanàa”, hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro le
navi commerciali che transitano attraverso il Mar Rosso.
Lo hanno riferito fonti ad al-Arabiya. Intanto
il Consiglio politico supremo degli Houthi in una nota ha espresso "piena
e ferma solidarietà alla Repubblica Islamica dell'Iran, alla sua leadership, al
suo governo e al suo popolo", condannando l'"aggressione criminale
statunitense-israeliana".
In una
dichiarazione rilasciata da Sanàa, gli Houthi hanno descritto l'attacco come un
"crimine grave" e una "violazione flagrante" della
sovranità iraniana, accusando Washington e Israele di ignorare il diritto
internazionale, aggiungendo che l'Iran è preso di mira per il suo "rifiuto
di sottomettersi all'egemonia americana e sionista" e per il suo sostegno
alla Palestina e ai movimenti di resistenza.
10:16
Media,
intercettato missile iraniano sul Qatar
Un
missile iraniano è stato intercettato dai Patriot americani in Qatar. Lo ha
riferito il ministero della Difesa di Doha, citato da Al Jazeera. Secondo
l'Afp, le sirene dell'allarme aereo sarebbero risuonate nei pressi della base
americana di al Udeid.
10:15
Blackout
quasi totale di internet in Iran.
Un
blackout quasi totale di Internet in Iran. Lo riporta “Netblocks.” "Confermato: i dati mostrano che
l'Iran è in questo momento nel mezzo di un blackout quasi totale di Internet
con la connessione a livello nazionale al 4% rispetto ai normali livelli",
si legge in un post su X dell'osservatorio di Internet dopo l'annuncio
dell'avvio dell'operazione di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica.
10:06
Esplosioni
in Bahrain nella zona della base Usa.
Due
grandi esplosioni in Bahrain nella zona della base aerea americana. Si ipotizza
siano state causate da missili balistici iraniani.
Il
Bahrain ospita il comando della V Flotta dell'US Navy ma nei giorni scorsi gran
parte dei militari sono stati trasferiti per non esporli alla ritorsione.
L'ambasciata Usa in Bahrein, come quella in Qatar,
aveva chiesto al suo personale di cercare rifugio e ha consigliato ai cittadini
americani di fare altrettanto dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato
attacchi contro l'Iran.
In una nota, l'ambasciata a Manama ha
sottolineato che sta "istituendo un sistema di rifugio sul posto per tutto
il personale. Raccomandiamo a tutti gli americani di fare lo stesso fino a
nuovo avviso" e ha invitato i cittadini statunitensi a "trovare un
luogo sicuro all'interno della propria residenza o in un altro edificio
sicuro".
10:04
A
Teheran “raid nell’area presidenziale e sede dell’intelligence”.
Raid
in un'area della capitale iraniana Teheran in cui si trovano il palazzo
presidenziale e la sede del Consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, insieme
ad altri edifici governativi.
È
quanto emerge da video verificati dal New York Times nel mezzo dell'operazione
di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Un altro filmato, precisa il
giornale americano, mostra un raid vicino alla sede del ministero
dell'Intelligence.
10:03
Media,
decisione attacco presa durante visita Netanyahu a Washington,
Un
alto funzionario israeliano ha affermato che la decisione di attaccare l'Iran è
stata presa durante l'ultima visita di Benjamin Netanyahu a Washington. Lo
afferma Channel 12.
"Agli
iraniani è stata data un'ultima possibilità e hanno rovinato anche quella, come
avevamo previsto".
09:51
Missile
intercettato dalle difese aeree in Israele.
Un
missile proveniente dall'Iran è stato intercettato dalle difese aeree di
Israele. Non si registrano feriti.
Intanto nuove sirene di allarme risuonano nel
nord del Paese, secondo quanto riporta il Times of Israel.
09:50
IDF,
seconda ondata di missili da Iran, sirene in tutto Paese.
Sirene
risuonano in tutto Israele, da Gerusalemme ad Haifa nel nord fino a Beer Sheva
nel sud, mentre l'esercito ha annunciato che dall'Iran è stata lanciata una
seconda ondata di missili.
09:47
Sirene
d’allarme ad Amman, jet giordani in volo.
Le
sirene d'allarme sono scattate ad Amman, la capitale della Giordania,
presumibilmente in seguito alla rappresaglia missilistica iraniana contro
Israele.
Lo riferiscono le tv arabe, aggiungendo che
l'Aeronautica giordana ha annunciato esercitazioni per "difendere i cieli
del regno".
Secondo l'emittente Al-Jazeera, intanto,
frammenti di missili sono caduti su Irbid, nel nord della Giordania.
09:44
Media,
esplosioni a Gerusalemme.
Esplosioni
sono state avvertite a Gerusalemme, dopo che missili sono stati lanciati
dall'Iran contro il nord di Israele. Lo riferisce l'AFP.
09:38
Sirene
d'allarme in molte zone di Israele
Le
sirene d'allarme risuonano in molte zone di Israele: si sentono a Gerusalemme,
in Cisgiordania, in Galilea e Golan.
09:36
Netanyahu:
“Così iraniani potranno rovesciare regime.”
"Ringrazio
il nostro grande amico, il presidente Donald Trump, per la sua leadership
storica.
La
nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo
iraniano possa prendere in mano il proprio destino".
Lo scrive il premier israeliano Benjamin
Netanyahu in una nota.
"Da
47 anni il regime degli ayatollah grida 'Morte a Israele', 'Morte all'America.
Ha
versato il nostro sangue, ha ucciso molti americani e ha massacrato il suo
stesso popolo.
Non si
può permettere che si doti di armi nucleari che gli consentirebbero di
minacciare l'intera umanità.
È
giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano - persiani,
curdi, azeri, baluci e ahwazi - di liberarsi dal giogo della tirannia e portare
all'Iran libertà e pace".
"Mi rivolgo a voi, cittadini di Israele:
seguite
le istruzioni del Comando del Fronte Interno.
Nei
prossimi giorni, nell'operazione 'Ruggito del Leone', tutti noi saremo chiamati
a dimostrare pazienza e forza d'animo.
Insieme
resisteremo, insieme combatteremo e insieme garantiremo l'eternità di Israele.
Fratelli
e sorelle, cittadini di Israele, poco più di un'ora fa Israele e gli Stati
Uniti hanno avviato un'operazione per rimuovere la minaccia esistenziale
rappresentata dal regime del terrore in Iran".
09:35
Netanyahu:
“Operazione
Usa e Israele contro minaccia esistenziale.”
"Poco
fa Israele e Usa hanno avviato un'operazione per rimuovere la minaccia
esistenziale rappresentata dal regime terroristico in Iran".
È
quanto afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un video diffuso su
X secondo le dichiarazioni rilanciate dal sito di notizie Ynet.
09:33
Sirene
di allarme nel nord di Israele.
Le
sirene di allarme risuonano nel nord di Israele.
Lo
riportano i media dello Stato ebraico spiegando che agli abitanti viene
intimato di recarsi in stanze sicure.
"In
questo momento, l'aeronautica militare israeliana sta operando per intercettare
e colpire le minacce laddove necessario per rimuoverle", ha affermato
l'esercito.
09:31
Esplosioni
nell'area di Haifa dopo lancio missili da Iran
Si
sono udite esplosioni nella zona di Haifa, nel nord di Israele, dopo che
l'esercito ha attivato l'allarme per il lancio di missili balistici dall'Iran.
09:26
Meloni
convoca riunione con Tajani, Salvini e Crosetto.
A
quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, a seguito dell'aggravarsi della
crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha
convocato una riunione telefonica con il vicepresidente del Consiglio e
ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio
Matteo Salvini, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai
sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista
Fazzolari.
09:23
Tajani:
“Sosteniamo negoziati, ma ho sempre detto che l’Iran non può avere il nucleare”
“Sosteniamo
negoziati, ma ho sempre detto che l’Iran non può avere il nucleare”, ha detto
il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani che ha convocato una riunione
alle 10 alla Farnesina.
“Non so Ue quanto possa fare, partita in mano a Usa,
Israele e Iran”, ha aggiunto.
09:20
IDF, "missili da Iran, andate nei
rifugi", sirene al nord.
Le
forze armate israeliane hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il
Paese. Sirene
stanno risuonando nel nord e ai cittadini è stato ordinato di andare nei
rifugi.
09:16
Trump
a Pasdaran: “Deponete armi e avrete immunità o morte”
"Ai
membri dei Guardiani della Rivoluzione islamica, alle forze armate e a tutta la
polizia, dico che dovete deporre le armi e avere completa immunità, o in
alternativa, affrontare una morte certa". Lo ha affermato il presidente Usa
Donald Trump, in video su Truth, annunciando l'operazione contro l'Iran.
09:13
Trump:
“Hanno rifiutato tutto, distruggeremo i missili.”
“Hanno
rifiutato ogni occasione di rinunciare alle loro ambizioni" nel programma
"nucleare" e "non possiamo più tollerarlo".
Lo ha
detto Donald Trump nel video diffuso su Truth in cui, dopo i raid dello scorso
giugno, ha confermato un'operazione Usa in corso in Iran e ha accusato le
autorità Teheran di aver "tentato di ricostituire il loro programma
nucleare" e di continuare "a sviluppare missili a lungo raggio".
"Distruggeremo i loro missili e raderemo
al suolo la loro industria - ha affermato - Annienteremo la loro Marina".
09:11
Trump
a iraniani: “Prendete il controllo del vostro governo.”
"Al
grande e orgoglioso popolo iraniano, dico che l'ora della vostra libertà è
vicina.
Quando
avremo finito, prendete il controllo del vostro governo.
Questa
sarà probabilmente la vostra unica possibilità per generazioni". Lo ha
affermato Donald Trump in un passaggio del discorso in merito all'attacco
all'Iran.
L'America
vi sostiene con una forza schiacciante. È il momento di agire. Non lasciatevelo
sfuggire", ha concluso.
09:09
Media,
Pezeshkian “sano e salvo.-”
Il
presidente iraniano “Masoud Pezeshkian” è "sano e salvo e non ha alcun
problema".
Lo ha assicurato l'agenzia di stampa iraniana
Irna, dopo i raid americani e israeliani su Teheran, che avrebbero preso di
mira anche una struttura della presidenza.
09:07
Iran,
altre esplosioni a Teheran.
Nuove
esplosioni sono state avvertite a Teheran. Lo riferisce il sito di notizie YNET.
08:56
A
Teheran gente in fuga dopo le esplosioni.
A
Teheran gente in fuga dopo l’allarme per gli attacchi israeliani.
08:52
Figlio
scià: “Ci attendono momenti cruciali”
"Miei
cari compatrioti, Ci attendono momenti cruciali. Gli aiuti che il presidente
degli Stati Uniti ha promesso al coraggioso popolo iraniano sono finalmente
arrivati".
È il messaggio postato su X dal figlio dello
scià deposto, Reza Pahlavi, dopo l'avvio dell'attacco congiunto Usa e Israele
all'Iran.
"Si
tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica
Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande
Paese e la nazione iraniana.
Ma,
nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra.
Saremo
noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale.
Il momento di tornare in piazza è
vicino", ha assicurato.
(Reza
Pahlavi: “Pronto a tornare a Teheran”).
(Dal
nostro inviato Paolo Mastrolilli -17 Gennaio 2026).
08:51
Tv
Israele: “Decine di morti tra i pasdaran in Iran, anche figure chiave.”
Secondo
i primi resoconti provenienti dall'Iran, si registrano gravi perdite tra le
forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle
Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave.
Vengono segnalate gravi interruzioni della
rete dei cellulari.
Lo
riferisce la tv israeliana Channel 12.
08:45
Trump:
“Abbiamo provato a fare un accordo con l'Iran ma ha rifiutato.”
L'Iran
non potrà mai avere l'arma nucleare: "Abbiamo provato a fare un
accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni
nucleari". Lo ha detto Donald Trump in un video postato sul suo social Truth.
08:38
Nome
dell’operazione israeliana: “Ruggito del leone.”
Il
nome dell’operazione israeliana è “Ruggito del Leone”. La fase iniziale, fanno
sapere le autorità israeliane, durerà quattro giorni.
08:37
Media:
“Nel mirino degli attacchi Usa l'apparato militare dell'Iran”
Nel
mirino degli attacchi americani c'è l'apparato militare iraniano.
Al di
là dei siti nucleari, si ritine che Teheran abbia 2.000 missili balistici
sparsi in tutto il paese.
Lo
riporta il New York Times citando funzionari americani.
08:33
Trump:
“Poco fa abbiamo iniziato una grande operazione in Iran.”
“Poco
fa abbiamo iniziato una grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli
americani eliminando le minacce del regime”, lo ha annunciato il presidente
americano Donald Trump nel confermare l’attacco americano.
“L’Iran non può avere un’arma nucleare”, ha detto il
presidente Usa promettendo che eliminerà tutti i missili e industrie belliche.
08:30
Media,
esplosioni anche a Tabriz.
Esplosioni
sono state udite anche a Tabriz, nell'Iran nord-occidentale. Lo ha riferito
l'agenzia di stampa “Sabeerin”, legata ai Pasdaran.
Tra i siti attaccati a Teheran figurano il
ministero dell'Intelligence, quello della Difesa, l'ufficio della Guida Suprema
Ali Khamenei e l'Organizzazione per l'Energia Atomica dell'Iran.
08:24
Iran,
fonte Israele: operazione pianificata con Usa per mesi.
L'attacco
preventivo lanciato da Israele con Usa contro l'Iran è stato pianificato
congiuntamente per mesi. È quanto sostiene una fonte anonima della sicurezza
israeliana citata da Channel 12, secondo la quale Tel Aviv e Washington sono
"sulla stessa lunghezza d'onda".
Previsto,
ha aggiunto, che la "fase iniziale" dell'attacco congiunto duri
quattro giorni.
La
tempistica degli attacchi iniziali è stata studiata per sorprendere gli
iraniani, che non si aspettavano un attacco diurno.
08:23
'Decine
di attacchi Usa in Iran con aerei da basi in Medio oriente e portaerei.'
Decine
di attacchi americani sono in corso con aerei partiti dalle basi in Medio
Oriente o dalle portaerei.
Lo
riporta il New York Times citando un funzionario americano.
08:18
Nyt:
“L'attacco all'Iran sarà più esteso di quello di giugno.”
L'attacco
in corso contro l'Iran sarà più esteso rispetto ai raid di giungo contro gli
impianti nucleari iraniani. Lo riporta il New York Times citando funzionari
dell'amministrazione.
08:15
Crosetto:
“Il personale della difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto.”
"Sto
seguendo con la massima attenzione l'evolversi della situazione in Iran, in
Israele e, più in generale, nell'intera area del Medio Oriente.
Sono
in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il
Comandante del Covi, che mi aggiornano continuamente sugli sviluppi in corso.
La
priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il
personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali.
Desidero
rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non
risulta coinvolto negli eventi in atto". Così il Ministro della Difesa,
Guido Crosetto.
08:13
Fonti
Usa a CNN: “Raid in corso non di piccola entità.”
Gli
Stati Uniti stanno effettuando attacchi contro l'Iran. Lo confermano alla CNN
due funzionari degli Stati Uniti.
Una
delle fonti ha parlato di raid in corso e ha precisato che "non sono di
piccola entità".
08:11
Iran:
esplosioni anche a QOM, Isfahan, Karaj e Kermanshah.
Oltre
che a Teheran, l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars riferisce di
esplosioni anche a QOM, Isfahan, Karaj e Kermansha.
08:09
Mossad
scrive ad iraniani, riporteremo Paese ai giorni gloriosi.
Il
Mossad, il servizio segreto israeliano, ha scritto un messaggio in lingua
persiana sul suo canale Telegram dove invita la popolazione a "riportare
l'Iran ai suoi giorni gloriosi".
"Fratelli
e sorelle iraniani, non siete soli. Abbiamo lanciato un canale Telegram
altamente sicuro e dedicato appositamente per voi. Insieme, restituiremo
all'Iran i suoi giorni gloriosi", si legge nella dichiarazione. Il Mossad
ha invitato gli iraniani a "condividere foto e video della vostra giusta
lotta contro il regime".
08:06
Anche
l’Iraq chiude lo spazio aereo.
L'aeroporto
di Erbil in Iraq annuncia la sospensione del traffico aereo.
08:05
Tra
gli obiettivi una struttura della presidenza.
Uno
degli obiettivi dell'operazione in Iran sarebbe una struttura della presidenza
iraniana.
Lo
riferisce il Times of Israel citando notizie non confermate.
L'agenzia
iraniana Mehr parla di raid lungo Jomhouri Street a Teheran.
08:02
Media:
Khamenei è in luogo sicuro, non a Teheran
L'ayatollah
Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran, non si trova nella capitale Teheran ed è
stato trasferito in un luogo sicuro.
Lo ha riferito una fonte ufficiale all'agenzia
di stampa Reuters.
Secondo
l'Associated Press, almeno uno degli attacchi a Teheran ha preso di mira
un'area in cui si trovano gli uffici di Khamenei.
07:59
WSJ,
anche gli Usa stanno attaccando l'Iran.
Anche
gli Stati Uniti stanno attaccando l'Iran con Israele. Lo riporta il Wall Street
Journal citando alcune fonti.
07:55
Media:
“A Teheran esplosioni continue, missili in volo.”
Le
esplosioni a Teheran continuano, anche nell'est e nel centro nord della città,
ade esempio sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale
congiunto delle forze armate:
lo
riferisce l'agenzia Tasnim.
Filmati
sui social media mostrano fitti fumi e missili in volo.
07:54
Media:
“È operazione congiunta Usa-Israele.”
Un'operazione
congiunta di Stati Uniti e Israele: è di questo che parla una fonte della
sicurezza israeliana citata da Channel 12, come riporta il Times of Israel dopo
che il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha confermato un
"attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di
Israele".
07:51
Tajani,
in contatto con ambasciate Teheran e Tel Aviv. Unità di crisi a lavoro.
“Seguo
gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d'Italia a
Teheran ed a Tel Aviv.
Priorità:
la sicurezza dei nostri connazionali.
Alla
Farnesina al lavoro l'Unità di crisi". Così il ministro degli Esteri
Antonio Tajani sui social.
07:48
Chiuso
lo spazio aereo su Teheran. Forti esplosioni sulla capitale iraniana.
Le esplosioni
sono state avvertite nel centro della città.
07:42
Chiuso
lo spazio aereo in Israele.
Il
ministro israeliano dei Trasporti, Miri Regev, ha dato disposizioni all'Ente
per l'aviazione civile di chiudere lo spazio aereo israeliano ai voli civili.
Lo
riferisce il sito di notizie israeliano YNET, dopo la notizia dell'
"attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di
Israele".
07:41
Katz:
“Prevediamo una risposta di Teheran.”
Il
ministro della Difesa Israel Katz ha comunicato che "Israele ha lanciato
un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato".
Di
conseguenza, ha aggiunto, "si prevede un attacco missilistico e con droni
contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell'immediato
futuro".
07:36
IDF,
al momento non andare in rifugi.
Le
sirene risuonano in tutto Israele dopo che è stato annunciato il lancio di un
attacco preventivo all'Iran, ma alla popolazione non è stato ordinato di andare
nei rifugi.
Il
portavoce dell'esercito ha sottolineato che "si tratta di un'allerta
proattiva volta a preparare la popolazione alla possibilità di lancio di
missili nel nostro territorio". "Al momento, non è necessario
rimanere all'interno degli spazi protetti".
07:30
Fumo
nero su Teheran.
Due
colonne di fumo nero si vedono nel cielo della capitale iraniana, Teheran. Lo
riferisce l'agenzia Afp.
Internet,
da «dono di Dio» a pericolo per la democrazia: cosa è andato storto?
Corriere.it
- Riccardo Luna – (11-03 -2025) – Redazione – ci dice:
La
rete e il web dovevano servire ad «abbattere muri e costruire ponti», “Rita
Levi Montalcini” definiva Internet la più grande invenzione del '900.
Ma
oggi si è trasformato nel più insidioso strumento per picconare le democrazie.
Quand’è,
precisamente, che la storia è cambiata?
Internet,
da «dono di Dio» a pericolo per la democrazia: cosa è andato storto?
(“Leonard
Kleinrock” durante una lezione alla” Ucla” di Los Angeles”).
Cos’è
andato storto?
Come è
successo che «la prima arma di costruzione di massa», la rete di computer che
doveva servire ad «abbattere muri e costruire ponti» fra le persone, si è
trasformata nel più insidioso strumento per picconare le democrazie?
Quand’è,
precisamente, che la storia è cambiata?
Ecco
la prima puntata di una serie che proverà a rispondere a questa domanda. Da
martedì 18 sarà online la seconda puntata.
Qualche
giorno fa sulla bacheca digitale interna di Google è apparso un messaggio che
fotografa benissimo lo sconcerto che tanti avvertono.
É
apparso dopo che nel giro di qualche giorno Google ha ribattezzato, sulle sue
mappe, «Golfo d’America» il Golfo del Messico, come ordinato dal presidente
degli Stati Uniti; e cancellato i programmi di inclusione delle minoranze, come
auspicato dal presidente degli Stati Uniti; e infine rimosso lo storico divieto
- che si era autoimposto - di utilizzare l’intelligenza artificiale per scopi
militari, aprendo ad una collaborazione con il Pentagono, il dipartimento della
Difesa.
Tutto
nel giro di una settimana.
Una svolta apparentemente netta per l’azienda
che anni fa si era presentata al mondo con il motto «don’t be evil», non fare
il cattivo.
Il motto ufficiale è cambiato da un po’ ma
l’accelerazione dei giorni scorsi faceva impressione lo stesso.
Uno
dei 180 mila dipendenti dell’azienda di Mountain View è andato sulla bacheca
interna - Memegen, un generatore di meme aziendali -, ha postato l’immagine di
un soldato nazista e ha chiesto: «Siamo diventati noi i cattivi?».
La
risposta però è un'altra domanda: quando è successo?
E perché
non ce ne siamo accorti prima?
Oggi è
troppo facile prendersela con il web e con i social, ma un tempo non era così.
Era
tutto un coro che inneggiava alle «magnifiche sorti e progressive» del digitale.
Ancora
all’inizio del 2009, intervistata per i suoi 100 anni, la scienziata “Rita Levi
Montalcini” scolpiva una epigrafe:
«La più grande invenzione del ‘900? E me lo chiede?
Internet».
Ecco,
per lei non c’era neanche bisogno di chiederlo: la più grande invenzione del
secolo passato non erano la penicillina o i vaccini; non erano gli aerei o il
cinema.
Era
Internet, ovviamente.
Questo
era lo zeitgeist, lo spirito del tempo.
Se
quella che abbiamo vissuto per un paio di decenni è stata davvero una
allucinazione collettiva o se invece ad un certo punto chi dava le carte ha
truccato il mazzo, proveremo a scoprirlo;
ma
intanto va riconosciuto che ci siamo cascati tutti o quasi.
Persino
papa Francesco.
É accaduto il 23 gennaio 2014, in occasione
della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, quando definì Internet -
addirittura - «un dono di Dio».
L’espressione non era nuova e non era del pontefice,
ma del cinese “Liu XiaoBo” che nel 2010, mentre era in carcere, aveva vinto il
premio Nobel per la Pace.
Liu XiaoBo era un importante intellettuale che
aveva insegnato in diverse università occidentali:
tornato
in Cina nel 1989 per sostenere la rivolta di piazza Tienanmen, aveva fatto
avanti e indietro in carcere diverse volte, fino al 2009, quando ci entrerà per
uscire solo prima di morire di cancro, nel 2017.
Nel
suo ultimo testo da uomo libero il professore aveva definito Internet «un dono
di Dio per la Cina», e si capisce perché:
perché
doveva sembrargli l’unico strumento per superare la censura e comunicare
liberamente (non aveva intuito che invece, al riparo della Grande Muraglia
cibernetica, il regime stava costruendo un sistema di sorveglianza di massa come non
si era mai visto prima).
Quell’espressione,
«dono di Dio», che inizialmente era appunto circoscritta alla situazione
cinese, grazie al documento del papa divenne universale.
Un
dono di dio, per tutti.
Per
tutti forse, ma non per sempre.
Qualche giorno fa, sempre nella Giornata delle
comunicazioni sociali, stavolta il pontefice ha invertito la rotta.
Ha
detto che i sistemi digitali «profilandoci secondo le logiche del mercato
modificano la nostra percezione della realtà».
E ancora, a proposito delle interazioni sui
social:
«Sembra
allora che individuare un nemico contro cui scagliarsi verbalmente sia
indispensabile per affermare sé stessi. E quando l’altro diventa nemico, quando
si oscurano il suo volto e la sua dignità per schernirlo e deriderlo, viene
meno anche la possibilità di generare speranza». Tutti i conflitti «trovano la
loro radice nella dissolvenza dei volti». Un dono di Dio? Non più.
Eppure
non doveva andare così.
Internet e il web non erano nati con questo
scopo.
E per moltissimo tempo sono sembrati il più
formidabile strumento di progresso dell’umanità dai tempi dell’invenzione della
carta stampata o dell’elettricità.
Gli esempi sono moltissimi, ma uno fu
addirittura in mondovisione, davanti a novecento milioni di persone.
Nel 2012, alla cerimonia di apertura dei
giochi olimpici di Londra, fra la regina d’Inghilterra e James Bond a un certo
punto, in mezzo allo stadio, era apparso un signore di mezza età dinoccolato,
appena impacciato, che sul suo personal computer aveva scritto «world wide web».
E poi
aveva aggiunto: «And this is for everyone», è per ciascuno di voi.
Era
Tim Berners Lee, il fisico che nel 1989, a 34 anni, mentre stava al Cern di
Ginevra come stagista, nel tempo libero aveva scritto i protocolli del web e li
aveva letteralmente donati al mondo perché il mondo fosse migliore.
Non so
se Internet è stato davvero un dono di Dio, ma il web è stato sicuramente un
dono di Tim Berners Lee.
Un
clamoroso atto di generosità.
Alcuni
sottolineano che in realtà la realizzazione di una rete di computer tramite la
quale le persone potessero dialogare all’inizio aveva avuto lo scopo di dotare
gli Stati Uniti di uno strumento per resistere in caso di attacco nucleare
sovietico.
L’idea
era disporre di una rete che continuasse a funzionare anche se un nodo veniva
distrutto.
Ma se questa era l’origine dei fondi del
progetto di ricerca governativo da cui prese il nome la prima rete che poi
diventerà Internet (Arpanet, ovvero Advanced Research Project Agency Network);
non
era certamente militare lo spirito che animava i pionieri che fecero l’impresa
«andando a letto tardi», come titola il più dettagliato libro sulla storia di
Internet (Where
the Wizards Stay Up Late).
In
loro c’era piuttosto la visione utopica di Xanadu, ovvero la creazione di un
grande archivio digitale del sapere del mondo di cui si era iniziato a
favoleggiare all’inizio degli anni ‘60. Sembrava utopia pura, ma poi l’hanno
fatto davvero.
Come è
noto il primo storico collegamento avvenne, sulla costa Ovest degli Stati Uniti,
alle 10 e 30 di sera del 29 ottobre 1969.
Il
messaggio per errore fu semplicemente «Lo», al posto di «Login», perché il
viaggio del primo «pacchetto di dati» dall'università della California a Los
Angeles (Ucla) al Centro di Ricerca di Stanford (Sri), cinquecento chilometri
appena, si interruppe.
Ma a
ripensarci oggi era profetico: «Lo», in inglese si usa nell’espressione «Lo and
Behold», ovvero «guarda e trattieni il fiato» (sottotesto: che sta per cambiare
tutto).
A capo
del team c’era un ingegnere elettrico, che ai tempi aveva 35 anni, “Leonard
Kleinrock”.
Mezzo
secolo più tardi, quando gli utenti di Internet nel mondo avevano superato il
muro dei quattro miliardi e gli effetti collaterali, non tutti benefici, della
rivoluzione digitale iniziavano ad essere evidenti, un giornalista del New York
Times lo andò a trovare per festeggiare l’anniversario e invece di un
trionfatore pronto a condividere gli aneddoti migliori, trovò un anziano
signore afflitto dai sensi di in colpa.
Disse:
«Eravamo
soltanto un gruppo di ingegneri che doveva risolvere un problema, non pensavamo
mai che un giorno questa cosa sarebbe stata guidata dal profitto, e infatti non
brevettammo nulla».
Neanche
loro, come” Tim Berners Lee”. E poi ha ammesso sconsolato:
«Il
lato oscuro di Internet noi non lo abbiamo visto arrivare, non faceva parte
della nostra mentalità».
Il
«lato oscuro di Internet» rimanda alla celebre risposta che nel 2010 il guru
del mitico Medialab del Mit di Boston” Nicholas Negroponte” diede ad un
giornalista: «Il lato oscuro di internet? É non averlo».
Un’altra
epigrafe.
Altro
che diritto alla disconnessione, altro che appelli a tenere gli schermi lontani
dai bambini, altro che fake news.
Quelli erano gli anni in cui l’obiettivo principale di
tutti i governi era portare la banda larga ovunque e Internet da molti veniva
considerato addirittura un diritto costituzionale.
Quell’anno
un giurista raffinato come Stefano Rodotà, grande conoscitore della Rete,
avanzò la proposta di modificare l’articolo 21 della Costituzione aggiungendo
un comma, questo:
«Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete
Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che
rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale». (La proposta non venne mai
approvata, ma quell’articolo aprirà il «Bill of Rights» che una commissione della Camera dei
deputati varò qualche anno dopo, e se ne tornò a parlare nel 2019 quando il premier
Giuseppe Conte disse che esisteva «un diritto a Internet gratis» e il vice
premier Di Maio si lanciò in una strampalata proposta «per garantire a tutti 30
minuti gratuiti al giorno». Chiusa parentesi.
Chiariamo:
la
sbornia tecno ottimista non fu un problema italiano ma generalizzato. Persino
le Nazioni Unite nel 2012 avevano approvato una risoluzione in questo senso.
E poi
c’erano gli Stati Uniti a guidare questa rivoluzione, filosofica prima ancora
che tecnologica:
nel
2008 Barack Obama era diventato il primo presidente a usare sistematicamente la
rete e i social per fare la campagna elettorale dando a quegli strumenti
un’aura di santità.
«Sono
stato il primo presidente digitale, si può tranquillamente argomentare che non
sarei stato eletto senza i social network», ha ricordato Obama un paio di anni
fa.
Ma va
detto che i social di allora non erano ancora diventati lo stesso strumento che
poi porterà due volte Donald Trump alla Casa Bianca.
La
profilazione degli utenti e la segmentazione sistematica dei contenuti per
privilegiare quelli che generano paura e rabbia, non esistevano.
La «grande strategia social» di Obama in pratica fu la
creazione di un sito web e la raccolta, tramite Facebook, di donazioni e
l’organizzazione dei volontari. Tutto qui. Il suo profilo Twitter, dove ebbe
subito milioni di follower, non era una clava per attaccare gli avversari, ma
uno strumento molto istituzionale. Per i primi tre anni lo maneggiò soltanto il
suo team di comunicazione.
Il
primo tweet autentico, siglato «Bo», è addirittura del 2011, in occasione della
Festa del papà: «Being a father is sometimes my hardest but always my most rewarding
job...». I
n
tutto 122 caratteri che il New York Times celebrò con un articolo festoso manco
fosse una poesia di “Allen Ginsberg”.
Fu
grazie all’effetto Obama che nel mondo si iniziò a parlare di «tech democracy».
di una nuova stagione della democrazia potenziata da Internet, il cosiddetto
«open government», governo aperto, aperto alla partecipazione diretta dei
cittadini e al loro controllo (da cui, in Italia, la deriva grillina con le dirette
streaming di ogni riunione e la raccolta degli scontrini delle spese degli
eletti).
La paladina di questa visione era “Beth Noveck”,
una giovane professoressa del New Jersey che aveva pubblicato un saggio
intitolato: «Il governo wiki: come la tecnologia può migliorare il governo,
rafforzare la democrazia e rendere i cittadini più potenti».
Ero
presente nel 2011 a New York quando ad un summit infiammò una piccola folla di
idealisti con queste parole:
«La prossima grande innovazione in democrazia? La
tecnologia».
Capita
a molti di fare previsioni che si rivelano sbagliate, questo è un caso di
scuola.
Da
allora infatti è cambiato tutto e non come avevamo previsto.
Sono pochissimi quelli che possono salire in
cattedra, guardare il disastro che ci circonda e vantarsi: «Ve l’avevamo
detto».
Sono
pochi:
lo
scrittore bielorusso “Evgeny Morozov” e qualcun altro.
Gli
altri sembrano sperduti, increduli.
Lo stesso Barack Obama, nel 2022, parlando ad
un convegno all’università di Stanford sull’impatto della tecnologia sulla
democrazia, anche se il suo amico Joe Biden aveva bloccato la rielezione del
«campione del mondo di Twitter» Donald Trump, aveva ormai smesso i panni del
pifferaio magico digitale.
Quel
giorno, dopo un discorso molto critico sulle distorsioni della realtà create
dagli algoritmi dei social, Obama ha concluso:
«Vogliamo
accettare il declino della nostra democrazia o vogliamo provare a fare di
meglio?».
Un
dilemma con un forte contenuto di ottimismo, perché presuppone l’idea che sia
ancora possibile fare reverse engineering e tornare indietro.
Forse
sì. Ma per farlo occorre rispondere alla domanda iniziale: cosa, esattamente, è
andato storto?
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